Vangelo di Matteo 10, 5-42

Le istruzioni di Gesù agli apostoli

Claudio Simeoni

Vai all'ideologia di Gesù

Vangelo di Matteo 10, 5-42

 

Esistono torme di studiosi che analizzano ogni parola dei vangeli cristiani. Bart D. Ehrman dimostra come molti episodi sono delle aggiunte o delle modifiche introdotte da coisti medioevali. Sappiamo che Gesù non è mai esistito e tutta la sua vita è un'invenzione per giustificare un'ideologia finalizzata al possesso e alla sottomissione dell'uomo. A me non interessa la reale o meno esistenza di Gesù (come non esiste il dio padrone suo padre, così non è mai esistito, se non in forma psichiatrica, come oggi, un delirante che si identifica nel figlio del dio padrone). A me interessa il significato della dottrina espressa nei vangeli. Mi interessa individuare il progetto di sottomissione dell'uomo. A me interessa l'ideologia della sottomissione che ritengo sia l'unica cosa reale espressa dai vangeli.

Fra l'altro, l'episodio in cui Gesù direbbe "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", episodio che starebbe a dimostrare una sua attenzione per le persone quando per tutti i vangeli va farneticando di essere il padrone delle persone e che lui sarà il giudice, è un'invenzione medioevale. Lo stesso vale per la parte del vangelo di Marco che segue la morte di Gesù. Anche questa è un'invenzione medioevale. Anche se la ricerca storica o filologica mi può interessare sotto il profilo culturale, non mi interessa dal punto di vista della vita reale e degli effetti devastanti portati da Gesù nella vita degli uomini.

Io analizzo il vangelo di Matteo anche se so che gli stessi principi vengono presentati in contesti diversi dal vangelo di Luca. Non sono interessato alla forma con cui i principi di sottomissione di Gesù vengono presentati, ma al loro reale impatto per la vita dell'uomo.

Delle Istruzioni agli apostoli di Matteo, di questa pagina, ne ho fatto un sunto audio per Radio Pagana che potete ascoltare:

 

Ascolta il file audio della presentazione fatta da Claudio Simeoni, Meccanico, Apprendista Stregone, Guardiano dell'Anticristo

 

In questa pagina presento il pezzo dal Vangelo di Matteo 10, 5-42, che va sotto il titolo di "Istruzione agli Apostoli".

Il Vangelo di Matteo 10, 5-42
Gesù istruisce gli apostoli all'odio

(cliccando sopra ai versetti andate al significato che hanno, per la chiesa cattolica, la storia e gli effetti nelle società civili umane.
Leggere e comprendere il significato!)

"Non andate fra i gentili e non entrate nelle città dei Samaritani. Andate piuttosto dalle pecore perdute della casa d'Israele. Durante il viaggio predicate dicendo: "Il regno dei cieli è vicino". Guarite i malati, resuscitate i morti, mondate i lebbrosi, scacciate i demoni; gratuitamente avete avuto, gratuitamente date." Matteo 10, 5-8

"Non prendete né oro, né argento, né moneta nelle vostre cinture; né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né calzari, né bastone, perché l'operaio merita il suo nutrimento." Matteo 10, 9-10

"In qualunque città o villaggio entrerete, informatevi se vi è qualcuno degno e dimorate presso di lui fino alla vostra partenza. Entrando nella casa salutatela; e se la casa ne è degna, scenda la vostra pace sopra di essa; ma se non ne è degna, ritorni la vostra pace a voi. Se qualcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scuotete la polvere dai vostri piedi. In verità vi dico: nel giorno del giudizio il paese di Sodoma e di Gomorra sarà trattato meno severamente di quella città." Matteo 10, 11-15

"Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate adunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.  Guardatevi però dagli uomini, perché vi trascineranno davanti ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe, e sarete condotti davanti ai Governatori e a re per cagion mia, per dare testimonianza ad essi e ai Gentili." Matteo 10, 16-18

"Ma quando vi consegneranno nelle loro mani, non vi date pensiero del come o di che dovrete dire; perché vi si comunicherà in quel momento ciò che dovrete dire. Non sarete infatti voi che parlerete, ma lo Spirito del Padre vostro che parlerà per voi." Matteo 10, 19-20

"Il fratello denuncerà il fratello perché lo si condanni a morte, e il padre il figlio, e i figli si solleveranno contro i genitori e li faranno morire." Matteo 10, 21

"E voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato fino alla fine, questi sarà salvo. Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra, poiché vi dico in verità: non finirete le città d'Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo." Matteo 10, 22-23

"Il discepolo non è da più del suo maestro, né il servo da più del suo padrone. Basta al discepolo essere come il maestro, e al servo come il padrone." Matteo 10, 24-25

"Se hanno chiamato Beelzebub il capo di casa, quanto più i suoi familiari! Non li temete, dunque, perché non c'è niente di nascosto che non debba essere rivelato, e nulla di segreto che non si debba sapere. Quel che vi dico nelle tenebre, ditelo alla luce del sole; e quello che vi è stato detto nell'orecchio, predicatelo sui tetti." Matteo 10, 25-27

"Non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può mandare anima e corpo all'inferno." Matteo 10, 28

"Non si vendono forse due passerotti per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà in terra senza il volere del padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete, dunque; voi valete ben più di molti passeri." Matteo 10, 29-31

"Chi pertanto mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; ma chi mi rinnegherà dinanzi agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al padre mio che è nei cieli." Matteo 10, 32-33

"Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra. Non sono venuto a portare la pace, ma la spada. Perchè sono venuto a dividere il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell'uomo saranno i suoi famigliari." Matteo 10, 34-36

"Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me; e chi ama il figlio e la figlia più di me, non è degno di me." Matteo 10, 37

"E chi non prende la sua croce e mi segue, non è degno di me. Chi tiene conto della sua vita, la perderà, e chi avrà perduto la sua vita per amor mio, la ritroverà." Matteo 10, 38-39

"Chi riceve voi, riceve me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato. Chi riceve un profeta come un profeta, riceverà una ricompensa da profeta; e chi riceve un giusto come giusto, riceverà una ricompensa da giusto. e chi avrà dato da bere anche un solo bicchier d'acqua fresca ad uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità vi dico: non perderà la sua ricompensa." Matteo 10, 40-42

Cosa mi interessa in questo lavoro?

Mi interessa chiarire il ruolo dei vangeli in funzione della coercizione emotiva a cui vengono sottoposte le persone, sia come singole che come società civile.

Non esistono dotti che leggono e scrivono i vangeli, né i vangeli hanno qualche cosa di utile per le società civili.

Sono solo degli strumenti di propaganda il cui fine è costringere le persone alla sottomissione. Ed è in questa ottica che vengono predicati, imposti e diffusi.

Le farneticazioni dei vangeli sono macroscopiche e quando quelle affermazioni non vengono accettate acriticamente le persone vengono torturate e macellate!

Dopo secoli e secoli di massacri, di fame, pestilenze, distruzioni sistematiche di società civili, qualcuno pensa che l'idea di un dio creatore sia naturale e non scorge la violenza terroristica e criminale con la quale è stata imposta.

Qualcuno mi chiede: qual è la relazione fra quanto dice Gesù, duemila anni fa; e le persone di oggi?

Perché la manipolazione mentale costringe le persone a pensare nel mondo attraverso l'imposizione di quei principi: di quella verità.

Gesù è come quel personaggio che mette una carica di dinamite sotto ad una diga. Non è colpevole soltanto di danneggiamento della diga, ma è colpevole della strage che la colonna d'acqua ha fatto travolgendo i paesi sul suo corso.

Gesù è un criminale, per quanto descritto nei vangeli cristiani, e responsabile di ogni delitto che per suo mandato è stato compiuto. Anche se a quei tempi, chi ha scritto i vangeli, poteva solo descrivere un Gesù farneticante, quelle farneticazioni sono diventate la dottrina che ha incitato alla strage e al genocidio nel corso di tutta la storia. Gesù è responsabile di tutti quei delitti e non ha attenuante in quanto egli stesso affermava che la sua sapienza deriva dal dio creatore e padrone suo padre.

Fintanto che non si riesce a tappare la distruzione di tale diga e gli ordini dottrinali che hanno fatto esplodere tale diga è inutile strapparsi i capelli sul male fatto dalla chiesa cattolica, come fanno gli anticlericali. E' necessario condannare la devastazione sociale di Gesù e di suo padre ribadendo la priorità dei principi costituzionali sulla dottrina di un povero pazzo ammalato di onnipotenza.

Non è questione di intenzionalità, ma di consequenzialità! So perfettamente che i vangeli, al di là delle aggiunte e delle modifiche che storicamente furono apportate, servivano per assicurarsi il controllo del piccolo gruppo per il quale furono scritti. Conosco sia gli uomini che scrissero i vangeli, sia gli "ispiratori" dei "dogmi" sacri e religiosi dei cristiani. Se si può essere tolleranti rispetto a Socrate o Aristotele, in quanto persone del loro tempo, non lo si può essere col "figlio del dio creatore e padrone; padrone lui stesso" che manifesta una verità immodificabile davanti alla quale si costringe la struttura psichico-emotiva delle persone. Gli uomini hanno delle responsabilità personali, circoscritte nel loro tempo; l'ideologia di verità ha una responsabilità oggettiva in sé in quanto agisce per piegare a sé ogni cultura di ogni tempo. La cultura di oggi risente del terrore dei dogmi cristiani ai quali è costretta, al di là della interpretazione psico-emotiva che le singole persone fanno di quei dogmi con la loro immaginazione. Gli ordini del pazzo di Nazareth, vera o inventata che si voglia che sia tale figura, non agivano solo allora, ma agiscono anche e soprattutto oggi come modello ripetuto dai cristiani al fine di reiterare il controllo psichico-militare delle persone.

La ragione non è in grado di affrontare il modello psichico-emotivo del cristianesimo che non agisce solo a livello conscio, ma soprattutto sulla psiche profonda delle persone fin da quando sono in pancia della madre attraverso i comportamenti adattativi di questa alle condizioni quotidiane. Processi adattativi che sono spesso sforzi soggettivi di adattamento e reinterpretazione in funzione della quotidianità di dogmi morali cristiani. Fintanto che non si riuscirà a comprendere che la vera scoperta degli ebrei, ripresa dai cristiani, fu il processo di manipolazione mentale dei bambini in funzione della loro "credenza", si continua ad affrontare la questione dell'odio del pazzo di Nazareth da una prospettiva parziale ed inadeguata.

 

Marghera 25.05.2007

Vai al significato sociale dei Vangeli Cristiani.

 

 

 

 

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Liberare l'uomo dall'odio

Le istruzioni di Gesù agli apostoli

C'è qualche cosa di assolutamente malvagio in Gesù. La volontà di distruggere il divenire dell'uomo sottomettendolo ai propri deliri assolutistici. Io sono il tuo padrone, dice Gesù, in quanto figlio del dio padrone e tu uomo devi distruggere il tuo futuro perché io sono la realizzazione del tuo assoluto in questo presente. Per Gesù l'uomo è bestiame senza futuro e lui, negando il futuro dell'uomo, pretende di ergersi a salvatore dell'uomo che ha macellato per i propri deliri assolutistici.