“Se hanno chiamato Beelzebub il capo di casa, quanto più i suoi familiari!
Non li temete, dunque,
perché non c’è niente di nascosto che non debba essere rivelato,
e nulla di segreto che non
si debba sapere.
Quel che vi dico nelle
tenebre, ditelo alla luce del sole;
e quello che vi è stato
detto nell’orecchio, predicatelo sui tetti.” Matteo 10, 25-27
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“Anche Beelzebub
(più correttamente Baalzebub o Baal
Sebul), il principe degli Dèi venerato nella città
Palestinese di Accaron, pronunciava profezie di
guarigione. Nell’Antico Testamento (2Re 1, 2-16), egli viene denominato in
senso dispregiativo, “Signore delle mosche” e degradato al rango di demone. Nel
nuovo testamento è presentato come capo dei demoni e viene indirettamente
citato (Matteo 12, 24) nel passo in cui si dice “scacciare il diavolo in nome
di Beelzebub” ovvero “sostituire il male con un
altro”.” Tratto da “Enciclopedia delle religioni Garzanti” 1989 (tralasciamo le
imprecisioni!)
Baal è il principio maschile della vita!
Ciò
che Gesù odia.
Cos’è
male per Gesù?
La
vita!
la
vita che si dispiega nel suo eterno corso verso l’infinito delle
trasformazioni.
Il
principio maschile della vita è la qualità che modifica la quantità della vita
e attiva le trasformazioni nell’immenso mare della Natura.
In
una società patriarcale è nobile chiamare Baal il
capo di casa: colui che guida la casa fondandone il futuro.
Trasformare
la vita in un fatto “demoniaco” serve a Gesù per
costringere le persone a sottrarsi alle contraddizioni della vita. Sottrarsi alle
contraddizioni della vita significa subire le tempeste della vita;
sottomettersi al dolore di essere delle prede supplici in ginocchio davanti ad
un dio padrone. Un dio padrone che distrugge la loro vita, ma che le persone
sono indotte a pensare come benevolo. Questo è il progetto di Gesù. Sottrarre il principio maschile della vita alla vita
stessa per rendere impotente la vita nelle sue trasformazioni.
Inutile
dire che i vangeli cristiani manifestano quelle tensioni di omosessualità
depravata. Quella omosessualità che non si esprime manifestando le proprie
pulsioni nella società in cui gli Esseri Umani vivono, ma che, reprimendo sé
stessa mediante la coercizione morale, costringono la società a negare la
sessualità delle persone per diffondere pulsioni fobiche e distruttive
attraverso l’imposizione di dictat morali.
“Baal
è tradizionalmente l’esponente più celebre del tipo divino che si designa con
il nome di “dio della tempesta”, a sottolinearne i legami con i fenomeni
atmosferici più grandiosi (pioggia, tuono e fulmine). Sotto questo aspetto egli
è affine a divinità come il mesopotamico Enlil, il hurrita Tesup, quindi Zeus e Jupiter. In
questa qualità, egli è, per così dire, il regolatore del ciclo naturale, della
fertilità e della fecondità, il responsabile degli equilibri tra vita e morte.
Sua dimora era il monte Sapanu (il classico Casio), visibile da Ugarit, con
la sua cima avvolta dalle nubi. Baal è gratificato da
numerosi epiteti e di lui sono note molte manifestazioni particolari. Una prima
categoria di epiteti si riferisce appunto con i suoi legami ai fenomeni
atmosferici; un’altra serie ne enfatizza invece il carattere ctonio e il ruolo di signore dell’aldilà, leader dei Rapi/auma, i morti antenati ricordati nel mito e onorati nel
culto. Si tratta di due aspetti di un’unica complessa ma organica personalità,
che esercitò una notevole influenza sulle tradizioni ebraiche relative a yhwh, che assorbì e insieme rigettò vari aspetti della
morfologia di Baal. Accanto a queste figure
prominenti, agiscono nei miti di Ugarit altri
personaggi divini. I due arcinemici di Baal sono Yam (“mare”), pretendente (sconfitto) alla regalità, entità
caotica da ridurre alla ragione e Mot, personificazione della Morte, che non
gode di un culto effettivo e che uscirà ridimensionato, ma non annientato,
dallo scontro con il campione divino.” Da Storia delle religioni a cura di
Giovanni Filoramo ed. La Repubblica
L’aggressione
che fa Gesù a Baal è
l’aggressione alla vita. E’ un’aggressione finalizzata ad ottenere la sottomissione
della vita stessa alla sua follia. Una follia che esprime attraverso un delirio
da onnipotenza:
“Non li temete, dunque,
perché non c’è niente di nascosto che non debba essere rivelato, e nulla di
segreto che non si debba sapere.”
E’ il
delirio di onnipotenza di chi annulla la vita e, attraverso l’annullamento
della volontà di vivere, la necessità di ricercare la conoscenza e il sapere:
“Ti rendo lode, o Padre,
Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai dotti e ai
sapienti e le hai rivelate ai piccoli.” Matteo 11, 25
E
ancora:
“Ti rendo lode, o Padre,
Signore del cielo e della terra, perché tu hai nascosto queste cose ai saggi e
agl’intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.” Luca 10, 21
“Tutto
quello che voi sapete, è tutto quello che c’è da sapere!” Non cercate la
conoscenza, non c’è niente di “nascosto” che mio padre, il signore del cielo e
della terra non vi abbia rivelato; non c’è niente che voi dobbiate sapere! Gli
adoratori di Baal affermano che il mondo che li circonda
è vivo, è pieno di intelligenze e che l’uomo si deve attrezzare per
affrontarlo; svelate i segreti che qualcuno tiene nascosti. Solo che i segreti
non sono segreti perché sono nascosti, ma sono tali perché le persone non si
sono attrezzate per comprenderli. I segreti sono tali per gli uomini proprio
perché sono costretti a credere che Gesù e suo padre
abbia loro rivelato tutto. E ciò che vuole impedire Gesù
non è lo svelamento dei “segreti”, ma vuole impedire
che le persone si attrezzino per affrontare l’immenso che le circonda. Come
farebbero, altrimenti, a sottomettersi all’idea che predicano gli apostoli
sull’imminenza della fine del mondo? Per pensare ad un mondo creato; che inizia
e che finisce, è necessario pensare ad un mondo elementare, privo di dinamiche
interne, muto come il fango col quale i cristiani affermano che sia stato fatto
l’uomo. Se il mondo è dinamico e complesso è necessario apprendere, ma non solo
apprendere come informazione, ma come conoscenza che costringe l’individuo ad
agire nel mondo esercitando la sua volontà. Chi esercita la propria volontà
nelle contraddizioni della propria esistenza non è una preda che si arrende al
primo predatore che incontra; al primo apostolo che dice che lui e il suo
padrone saranno i dominatori del mondo dopo la venuta del “figlio dell’uomo”.
Il
bisogno di Gesù è la miseria culturale e morale, la
stessa che esercita insultando Baal!
E
quello, secondo cui non c’è niente di nascosto, eccolo attribuirlo a sé stesso
e alla sua “sapienza”. Una sapienza che riassume il disprezzo nei confronti
della società civile nel:
“Poi rivolto verso i
discepoli, disse loro in particolare: “Beati gli occhi che vedono quello che
voi vedete! Perché io vi dico: molti profeti e re desidereranno vedere quello che
voi vedete e non lo videro, udire quello che voi udite e non lo udirono.” Luca
10, 23-24
Ma
che cosa in sostanza?
“Io vi dico in verità: ci
sono alcuni, tra i qui presenti, i quali non gusteranno la morte prima di aver
visto il regno di Dio.” Luca 9, 27
E
ancora:
“Il regno dei cieli è
vicino.” Matteo 10, 7
E,
dunque, che senso ha affermare:
“Quel che vi dico nelle
tenebre, ditelo alla luce del sole; e quello che vi è stato detto
nell’orecchio, predicatelo sui tetti.”
Se
non che quello che Gesù andava dicendo nelle tenebre,
per non essere sentito e criticato; che diceva sottovoce affinché nessun dotto
o intelligente lo contraddicesse altro non era che: “Io sono il vostro padrone;
questo mondo sta per finire ed io, padrone figlio del dio padrone, arriverò
alla destra di mio padre per farla pagare cara a tutti coloro che non hanno
voluto mettersi in ginocchio davanti a me.” Dicendo questo, lasciava ad
intendere l’esistenza di chissà quali segreti, il dio creatore, suo padre, gli
aveva rivelato. Così le persone si sotomettevano non
soltanto nell’attesa messianica della fine dei loro affanni e dell’avvento del
mondo nuovo, ma anche spinte dall’ansia di rivelazioni esoteriche che non
sarebbero arrivate mai. Attesa, dopo attesa, ciò che le persone attendevano
veramente era la loro morte che affrontavano con inedia intellettuale, noia
quotidiana e disperazione.
Come
si può riassumere la predicazione di Gesù e degli
apostoli se non come disprezzo per la vita finalizzato a soddisfare il loro
delirio di onnipotenza?
Delirio
di onnipotenza di disperati ridotti a diffondere disperazione fra gli indifesi
e i bisognosi per placare la propria sete di disperazione nel loro futuro.
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Marghera 25.05.2007
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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