“In qualunque città o
villaggio entrerete, informatevi se vi è qualcuno degno e dimorate presso di
lui fino alla vostra partenza.
Entrando nella casa
salutatela; e se la casa ne è degna, scenda la vostra pace sopra di essa;
ma se non ne è degna,
ritorni la vostra pace a voi.
Se qualcuno non vi riceve
né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scuotete
la polvere dai vostri piedi.
In verità vi dico: nel
giorno del giudizio il paese di Sodoma e di Gomorra sarà trattato meno severamente di quella città.”
Matteo 10, 11-15
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“scenda
la vostra pace; ritorni la vostra pace da voi.”
“scenda
la vostra guerra; ritorni la vostra guerra da voi.”
Si
tratta di una dichiarazione di guerra alla società civile. Un’aggressione
militare. L’aggressione è direttamente proporzionale alla capacità d’urto e di
offesa degli apostoli.
Non
sono “gli altri”, la società civile che si muove contro di loro. Non è la
società civile che pretende che gli apostoli aprano le loro case. Gli apostoli
non agiscono alla pari con la società civile. Non vivono in essa. Non lavorano
in essa. Non vivono le stesse contraddizioni della società civile. Gli apostoli
sono esterni alla società civile e vivono piegando la società civile a sé
stessi. Esattamente come i missionari cristiani.
Gesù ha imposto la guerra. Prima del cristianesimo non esistevano guerre per
motivi religiosi. Prima del cristianesimo, nessuno ha mai preteso che qualche
persona rinnegasse la propria religione, né ha infilato ferri roventi nel
deretano di donne indifese per costringerle a confessare di non essere delle
buone cristiane (nessuna religione ha usato violenza per imporre sé stessa).
Per
altri motivi si facevano le guerre, ma non per questioni religiose. Gesù è venuto a distruggere la pace e macellare l’umanità
per il proprio piacere di distruttore! Solo macellando l’umanità, i cristiani
potevano imporre il cristianesimo. Predicano la fine del mondo, non una diversa
organizzazione sociale per affrontare il futuro. Sono venuti per distruggere le
società, non per edificarla! Devono riuscire a spargere terrore affinché le
persone siano indotte a invocare la fine del loro presente.
Di
quante lacrime e sangue di milioni di uomini pacifici grondano le mani di Gesù!
Gli
apostoli NON SONO DEGNI DELLA SOCIETA’ CIVILE. Devono agire come ladri nella
notte. Ladri nella notte che devono innanzitutto cercare qualcuno che sia
disposto a farsi derubare: “qualcuno degno e dimorate presso di lui”.
Demetra si fa ospitare nella casa di Celeo.
Ma Demetra non ruba la sua ospitalità, né si impone,
si offre di fare da nutrice al figlio di Celeo. Non
pretende sottomissione.
Gesù deve cercare qualcuno da ingannare. Qualcuno degno, nel linguaggio
cristiano, è una persona compassionevole nei confronti del mondo ma non
sufficientemente attenta ai meccanismi del mondo (smaliziata) al punto tale da
individuare il pericolo per la società in cui vive. Qualcuno le cui emozioni e
i cui sentimenti possono essere incarcerati ed incanalati in funzione del
benessere del proprio padrone. La persona che pratica la Pietas non ha forse
l’animo aperto al mondo che la circonda? Il compito degli apostoli è quello di
stuprare quell’animo; chiuderlo al mondo ed aprire
gli stessi sentimenti nei confronti del loro padrone.
La
questione viene precisata nel vangelo di Luca.
Luca
dice:
“Dimorate in quella casa mangiando e
bevendo quello che vi sarà servito.” Luca 10, 7
Non
serve, dice Matteo e Luca, che vi appropriate delle ricchezze del vostro
ospite. Non serve che pretendiate più di quanto il vostro ospite vuole darvi. Vi
dovete impossessare del vostro ospite: è lui l’oggetto del vostro agguato.
Dovete
spostare l’attenzione, le emozioni e le aspettative del vostro ospite dalla “pietas”
nei confronti della società in cui vive, a Gesù, il
vostro padrone! E’ Gesù, come padrone, che deve diventare
l’oggetto della Pietas soggettiva dell’ospite, non il mondo in cui la persona
vive.
Succede
a moltissimi cristiani di provare un sentimento struggente e di rivolgerlo al
loro Gesù, mentre è solo la disperazione per essersi
separati dal mondo in cui vivono. E’ solo la disperazione per non sentire più
le voci della vita: il loro animo è stato incarcerato e i loro sentimenti
incanalati!
Loro
sono i degni o i possibili degni, presso i quali gli apostoli dimorano.
“Entrando
nella casa salutatela”.
E’ un
simbolismo usato dai cristiani, come “baciare la terra”.
Se
presso Roma Antica baciare la Terra era “baciare la madre”; per i cristiani
“baciare la terra” o “salutare la casa” significa: “è roba mia!”. “Roba mia!”
che non è inteso come proprietà privata in senso civile, ma come appartenenza
alla propria fede. Un po’ come il battesimo che marchia il bambino che il
cristiano rivendica come “roba sua!”.
Durante
la visita di Wojtyla in Grecia i cronisti si
stupirono che a Wojtyla fosse impedito di “baciare la
terra” come aveva fatto in tutti i suoi viaggi. Quel gesto gli fu impedito
dagli Ortodossi Greci. Gli Ortodossi Greci conoscevano perfettamente il
significato religioso del gesto e loro non potevano permettere a Wojtyla di affermare simbolicamente che quella terra fosse
“roba sua!”.
In
ogni città, dice Gesù, ci sono degli individui che
possono essere circuiti con maggior facilità. Trovateli e dimorate presso di
loro al fine di coinvolgerli nelle vostre attività e aiutarvi a diffondere
l’idea che sta per arrivare la fine del mondo e che voi siete coloro che può
salvarli dalla distruzione eterna. Non dovete, dice Gesù,
iniziare a fare la guerra a tutta la città, ma concentrate la vostra azione
sull’individuo più fragile di quella città. Se quest’uomo
vi ascolta ed accoglie le vostre parole, si lascia circuire e separare dalla
società civile, siate in pace con lui, altrimenti ritirate la “vostra pace” e
dichiaratelo nemico da distruggere.
Riprendiamo la
citazione da Matteo:
“... e se la casa ne è
degna, scenda la vostra pace sopra di essa; ma se non ne è degna, ritorni la
vostra pace a voi. Se qualcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole,
uscendo da quella casa o da quella città, scuotete la polvere dai vostri piedi.
In verità vi dico: nel giorno del giudizio il paese di Sodoma
e di Gomorra sarà trattato meno severamente di quella
città.” Matteo 10, 11-15
E’
importante comprendere come gli apostoli non vanno in una città a predicare il
proprio “credo” o le proprie convinzioni religiose. Non ne hanno. Non mettono in
piazza le loro idee discutendole con gli abitanti di quella città. Devono
imporre l’idea della fine del mondo, spargere terrore ed angoscia per
costringere gli abitanti in ginocchio davanti a loro. La cultura Greca e quella
Romana, accoglievano un dio sconosciuto o un dio diverso, ma non erano disposte
ad accogliere l’angoscia e il terrore per sottomettere la società attraverso
l’angoscia e il terrore.
Da
parte di Gesù si tratta di una vera e propria
dichiarazione di guerra alla società civile. Un tentativo di disarticolarla per
appropriarsene.
Gli
apostoli arrivano e creano problemi alla società. Non arrivano in una società
che ha dei problemi e propongono delle soluzioni, ma creano problemi
conflittuali al solo scopo di imporre il terrore e l’angoscia per la fine del
mondo. E quest’azione è del tutto logica. Proviamo a
pensare una società che sta combattendo per la propria sopravvivenza. Le forze
psichiche degli individui sono tutte tese a risolvere i problemi che la
investono e non sono disponibili ad accogliere predicatori che sono
indifferenti alla situazione conflittuale in atto. Per gli apostoli è
necessario trovare una città tranquilla, che vive la propria vita senza
conflittualità. Una società che si può dedicare anche ad amenità. Quella città
è pronta per gli apostoli. E’ pronta per accogliere la conflittualità che gli
apostoli porteranno.
Là,
dove c’è pace, gli apostoli cristiani porteranno guerra religiosa.
La
guerra viene portata al singolo individuo. Non al singolo individuo in quanto
singolo individuo, ma al singolo individuo in quanto parte di una città, di un
Sistema Sociale. La frase viene retta da “uscendo da quella casa o da quella
città”. Gesù è consapevole che la sua truffa, il suo
inganno, può essere individuato dal singolo individuo che mette in atto delle
reazioni al suo tentativo di aggressione, ma può essere che l’aggressione che Gesù porta al singolo individuo sia assunta, sentita come
propria, da tutta la città e tutta la città cacci gli apostoli. Casa e città
sono il singolo e l’insieme. Se capitola la casa, può iniziare a capitolare la
città.
Qual
è il grande delitto, la grande offesa, che Gesù
reputa di ricevere? Non essere ricevuto o non ascoltare le parole degli
apostoli. Ricevere non significa “entra, ti offro un caffé e arrivederci!”, ma
significa: “Entra “buana”, la mia casa è tua e io sono il tuo servo perché tu
sei il rappresentante di Gesù figlio del dio padrone
e, come tale, sei il mio padrone!” Ascoltare le parole non significa “ho
ascoltato quello che dici, buona giornata, vado al lavoro!”, ma significa: “mi
hai rivelato la verità della fine del mondo, ti prego, salvami!” Segue inginocchiamento della persona “degna” e consegna, da parte
della persona “degna”, dei suoi averi agli apostoli perché “l’operaio merita il
suo nutrimento!”
Dallo
“scuotete la polvere dai vostri piedi” al “Il paese di Sodoma
e Gomorra sarà trattato meno severamente di quella
città” c’è uno spazio di reazione che va dal disprezzo, diffamatorio e
ingiurioso, nei confronti di quella città, alla distruzione totale della città
col massacro dei suoi abitanti come sarà messo in atto sistematicamente dai
cristiani.
Quando
l’angoscia e il terrore non vengono soggettivati, gli
abitanti reagiscono cacciando gli apostoli: “ma che sciocchezze andate
farneticando!”. Agli apostoli non resta che la violenza fisica. Una violenza
che può essere mascherata soltanto se con gli apostoli si schiera il potere
civile con i suoi poliziotti, i suoi magistrati e le sue galere. Se il potere
militare non appoggia l’azione degli apostoli, agli apostoli non resta che il
disprezzo e l’ingiuria “scuotono la polvere dai loro piedi”, ma quel giorno che
il potere civile si schiererà con gli apostoli, saranno leggi vessatorie,
condanne a morte, stragi e genocidio. “il paese di Sodoma
e Gomorra sarà trattato meno severamente di quella
città”.
Le
stragi, ordinate da Gesù, arrivano appena i cristiani
ne avranno la possibilità, dopo aver appoggiato strage su strage nell’attesa
della fine del mondo. Ciò che era “scuotere la polvere dai piedi” diventa “il
giorno del giudizio”, “il giorno della strage”.
Gesù è il mandante delle stragi! E’ Gesù che ordina
le stragi per odio contro le società civili che non si mettono in ginocchio
davanti a lui.
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Marghera 25.05.2007
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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