“Non crediate che io sia
venuto a portare la pace sulla terra.
Non sono venuto a portare
la pace, ma la spada.
Perchè sono venuto a
dividere il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera;
e i nemici dell’uomo
saranno i suoi famigliari.” Matteo 10, 34-38
Vai al significato sociale delle istruzioni di Gesù agli apostoli.
Si
tratta di una dichiarazione di guerra e di terrorismo nei confronti delle
società civili, sia allora, circa duemila anni fa, che oggi.
Prima
di Gesù non esisteva la guerra!
Capiamoci
bene che cosa intendiamo per GUERRA.
La
guerra, come oggetto in sé, prima di Gesù non
esisteva.
Prima
di Gesù esisteva la “guerra come mezzo”.
Cioè
la guerra come mezzo per risolvere le questioni. Quella che Clausewitz
definisce come “la continuazione della politica con altri mezzi”. C’era la
politica, la politica di rapina, la politica dell’appropriazione di terre,
beni, persone. E c’era la guerra come mezzo il cui scopo era di appropriarsi
della ricchezza. La guerra come mezzo non è il concetto di GUERRA introdotto
dall’ebraismo prima e dal cristianesimo poi.
Il
concetto di guerra ebraico e cristiano è il concetto di “genocidio per il
dominio” e “il dominio per eseguire il genocidio”!
Il
genocidio è il fine del concetto di guerra introdotto da Gesù.
Un’attività
di genocidio che viene imposta nella psiche delle persone, gli apostoli di Gesù, in modo così profondo che solo nel genocidio, quale
riaffermazione della loro condizione psichica, possono trovare delle ragioni
per continuare a vivere.
Il
genocidio è l’insegnamento di fondo della bibbia cristiana (che porterà alla
nascita dei campi di stermino nazisti e al massacro del Ruanda).
Proviamo
a leggerne un passo:
“Appena divenuto re, si assise sul trono e
sterminò tutto il casato di Baasa, senza lasciare in
vita neppure un maschio, sia fra i parenti che tra gli amici. Così Zimri distrusse tutta la famiglia di Baasa,
secondo la sentenza che il Signore aveva pronunciato contro di quella per bocca
del profeta Jeu. Ciò avvenne a causa di tute le colpe
di Baasa e di Ela, suo
figlio, i quali peccarono e trascinarono nelle stesse colpe il popolo
provocando ad ira, coi loro vani idoli, il Signore, Dio d’Israele. Il resto
degli atti di Ela e tutto quello che egli fece, è
scritto nel Libro degli annali dei re d’Israele.” Ela
re d’Israele, I Re 16, 11-14
Questo
concetto di guerra, prima dell’avvento dell’ebraismo prima e del cristianesimo
poi, non si è MAI visto sulla faccia della terra.
La
guerra di annientamento per l’annientamento; la guerra santa per imporre il
proprio dio; i campi di sterminio per chi non si mette in ginocchio con tutto
il cuore e con tutta la propria anima al dio; nella storia dell’umanità, questo
tipo di guerra, non si era mai vista!
Questa
guerra, l’hanno inventata e codificata gli ebrei ed è piombata nella storia
dell’umanità voluta dal Gesù di Nazareth e da chi si
identificava in lui (o ne ha descritto tale figura attraverso i vangeli).
Un
tipo di guerra che si svolge su due piani diversi: quello emotivo per
sottomettere e disporre del singolo individuo e quello sociale per sottomettere
e disporre di interi popoli!
Ed è
sul doppio piano che dobbiamo discutere per capire come i seguaci di Gesù sono venuti a portare la guerra là dove la guerra non
c’era.
In
questo secolo Konrad Lorenz,
lavorando sul comportamento animale, fa una serie di scoperte. Alcune di queste
scoperte vengono analizzate. Fra gli altri da Fromm.
Queste analisi ci permettono di chiarirci alcuni punti di vista sul
comportamento umano. In particolare, scrive il dizionario di psicologia di Galimberti, alla voce distruttività:
“Rifiutando la
distinzione freudiana tra pulsioni di vita
e pulsioni di morte, e accogliendo l’impostazione etologica
di K. Lorenz, Froom
distingue fra aggressività benigna, che è biologicamente adattativa,
e aggressività maligna o distruttiva, che è un puro prodotto culturale perché
ciò che in essa si esprime è “la vita che si rivolta contro sé stessa nel
tentativo di darsi un senso”. Questa connessione tra “distruttività” e “senso” porta a
concepire la distruttività come un evento culturale per cui Fromm
ritiene di dover proporre “il termine “aggressione” per l’aggressione
difensiva, reattiva, biologicamente adattativa, e
“distruttività” per la propensione specificatamente umana a distruggere e a cercare il controllo
assoluto”. Ne consegue che, essendo specificatamente umana e non derivata
dall’istinto animale, la distruttività non contribuisce alla sopravvivenza
fisiologica dell’uomo, ma è un elemento importante del suo funzionamento
mentale. E’ una di quelle passioni potenti e dominanti in certi individui e
culture, e non in altri. E’ una delle possibili risposte a esigenze psichiche
radicate nell’esistenza umana e ha origine nell’interazione di varie condizioni
sociali con i bisogni esistenziali dell’uomo” (1973) Tra le figure eminenti
della distruttività, sia Freud che Fromm indicano la guerra, letta a partire dalle rispettive
impostazioni teoriche.”
Dice Fromm: “E’ una di quelle passioni potenti e dominanti in
certi individui e culture, e non in altri.”
In
quale cultura?
Quella
ebrea, quella cristiana, quelle culture in cui il cristianesimo, erede
dell’ebraismo, impone la sua dottrina ai bambini:
“Così dice il Signore degli
eserciti: ecco che il castigo passa da una nazione all’altra e un grande
uragano si scatena dalle estremità della terra: essi non saranno né pianti, né
raccolti, né sepolti, ma rimarranno sul
suolo come concime! Urlate, pastori, gridate, rotolatevi nella polvere, capi
del gregge, poiché è giunto il giorno del vostro massacro, e voi cadrete come
arieti prescelti. Non vi sarà più un rifugio per i pastori, non vi sarà più
salvezza per i capi del gregge. Ascoltate le grida dei pastori, l’urlo dei capi
del gregge, poiché il Signore devasta i loro pascoli. I campi tranquilli sono
desolati davanti all’ardente ira del Signore. Il leone ha lasciato la sua
dimora, la loro terra è mutata in deserto davanti alla spada devastatrice e al
furore dell’ira di Dio.” Geremia
E la
follia di Geremia va di pari passo al desiderio di genocidio di Isaia:
“Quanti saranno trovati
saranno trucidati, e chi sarà preso perirà di spada. I loro bambini saranno
sfracellati sotto i loro occhi, le loro case saccheggiate, le loro donne violentate.”
Isaia 13, 15-16
Ebbene,
il primo atto di guerra che si conosca fatta dai cristiani è l’azione di
Zaccaria Ben Baracchia e i suoi figli (attività tanto
esaltata da Gesù nei vangeli):
“Ebbe inizio di sabato,
con il massacro dei pochi Romani di stazza alla fortezza Antonia
di Gerusalemme e nel ben munito palazzo reale. Prima della resa era stata
promessa alla guarnigione l’incolumità. In realtà, invece, venne graziato solo
un ufficiale che accettò di farsi circoncidere.” tratto da “Storia Criminale
del Cristianesimo”
Scopo
dei cristiani era il genocidio per il genocidio. Impiegarono decine d’anni per
capire che scopo dei massacri dei cristiani-ebrei in quella che era chiamata “guerra
giudaica” che si concluse con la distruzione di Gerusalemme attorno al 70 d.c. era
quello di imporre il loro dio; macellare gli Esseri Umani per imporre il loro
dio: INCONCEPIBILE!
Quella
che Fromm chiama “E’ una delle possibili risposte a
esigenze psichiche radicate nell’esistenza umana e ha origine nell’interazione
di varie condizioni” è l’effetto del condizionamento educazionale
cristiano imposto mediante la coercizione ai bambini e trasferito, attraverso
le loro azioni, che mirano a soddisfare il bisogno educazionalmente
indotto di potere e di dominio (autoidentificazione
con la sindrome di onnipotenza che l’ideologia dell’annientamento impone) nella
società civile.
La
guerra che impone Gesù viene diretta contro i singoli
individui, ma ben presto diventerà la guerra contro interi popoli.
Fin
dal quarto secolo la spada di Gesù si abbatte su
popoli pacifici attraverso farneticazioni e diffamazioni di chi voleva
applicare meglio l’ordine di guerra di Gesù:
“Secondo Ireneo, lo
gnostico Marco otteneva l’obbedienza dei suoi per mezzo di “filtri amorosi o
artifici magici”, “attirando sui loro corpi la vergogna”. Secondo il montanista Terulliano, i
cattolici bevevano e avevano rapporti sessuali
durante la celebrazione della comunione. san Cirillo accusava i montanisti di uccidere i bambini e mangiarli. Sempre a
questo proposito tuonava Agostino: “Non credete che i seguaci dell’eresia siano
un paio di omuncoli sconosciuti. Solo grandi uomini hanno dato vita alle
eresie”. Egli stesso gli diede la caccia nel corso della sua essitenza, ricorrendo di già all’aiuto del “braccio
secolare”. [la cosa ridicola] Secondo il cattolico Antweiler,
“se è essitita un’epoca in cui l’obiettività ha
celebrato il suo trionfo è stata quella dei padri della chiesa”, e aggiunge “mi
riferisco soprattutto al IV secolo”. Tratto da “Storia Criminale del
cristianesimo”
Pensate
se ad Atene avessero agito in questo modo gli Stoici, gli Accademici, gli
Epicurei, i Sofisti o i Cinici: che cosa sarebbe successo?
Ma è Gesù che è venuto a portare la guerra. E prima di Gesù (e degli ebrei) non si conosceva la guerra
d’annientamento per l’annientamento.
Proprio
con i cristiani la guerra, da mezzo con cui risolvere le questioni, diventa
fine.
Sconfiggere
i nemici per annientarli; diventa l’imperativo di Gesù
come continuazione della mattanza di suo padre nel vecchio testamento.
Così
i Sassoni non abbracciano il cristianesimo, a differenza dell’ufficiale Romano
della fortezza Antonia di Gerusalemme, e a 4.500
pagani viene tagliata la testa ad opera di Carlo Magno. Carlo Magno, un
ignorante analfabeta che soddisfa la sindrome psichiatrica dell’onnipotenza
attraverso la distruttività!
Gesù taglia la testa a 4.500 persone che non volevano che lui diventasse il
loro re! Luca 19, 27
Ed è
Luca che ribadisce il concetto di Matteo:
“Sono venuto a portare
fuoco sulla terra e come vorrei che fosse già acceso! Devo ricevere un
battesimo e quanto mi sento angustiato, finché non sia compiuto. Credete che io
sia venuto a mettere pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. Perché
d’ora in poi cinque persone in una casa saranno divise, tre contro due e due
contro tre. Saranno divisi il padre contro il figlio, il figlio contro il
padre, la madre contro la figlia, la figlia contro la madre, la suocera contro
sua nuora, la nuora contro la suocera.” Luca 12, 49-53
La
guerra di Gesù non è contro un nemico, contro chi
minaccia la sicurezza delle persone, ma è la guerra alla convivenza civile; è
la volontà del genocidio!
Scrive
André Glucksmann nel suo
“Il discorso della guerra” ed. Feltrinelli:
“La guerra è innanzi
tutto insulsa. Se essa regola interamente le culture più sofisticate, il suo
potere segreto sta soltanto nella sua brutalità; stupida come un terremoto,
essa è “distruzione naturale, sconvolgimento senza scopo, devastazione
furiosa”. La guerra è la rivincita della natura sulla cultura, dell’inorganico
sull’organico, della morte sulla vita: “In tal modo nel genere umano il
costruire si alterna al distruggere; quando in costruire ha arrecato danno
abbastanza a lungo alla natura inorganica e ha determinato sotto tutti gli
aspetti la sua difformità, allora scatta l’indeterminatezza oppressa e la
barbarie della distruzione cade sul costruito, e spazza via tutto, ed ogni cosa
rende libera e piatta ed uguale.” Hegel, “Sistema
dell’eticità: in scritti di filosofia del diritto. La guerra non ha un
significato nascosto, si manifesta per quello che è, una chiara mancanza di
significato.”
Si
tratta di un tentativo di separazione fra quella che è la guerra contro i
singoli individui e la guerra come comportamento generale con cui il
cristianesimo fissa la sua vittoria all’interno dei singoli individui.
La
guerra non è insulsa: la guerra, intesa come scontro fra nazioni o fra classi,
ha uno scopo. Individuare tale scopo e risolverlo con mezzi diversi, consente
di evitare la guerra; almeno quella guerra! Solo che lo scopo, nel genocidio
cristiano, sfugge ad André Glucksmann.
La guerra cristiana ha lo scopo di fissare nei combattenti la “credenza”. Sono
stati costretti a credere nella fine del mondo e ora, nello scontro, vedono un
surrogato della fine del mondo, vedono delle immagini, che spesso essi stessi
provocano, con cui costruiscono la loro idea visiva della fine del mondo. Sia
che l’individuo provochi la distruzione o la subisca lo shock emotivo è
talmente violento da spazzare ogni resistenza razionale e la sottomissione al
dio onnipotente e salvatore emerge dentro di lui. Non è più l’individuo, il
costruttore che discuteva animatamente contro gli amministratori politici le
sue opinioni; è colui che deve obbedire ad ordini di distruzione che gli
amministratori religiosi e politici gli impongono. E’ colui che è costretto a
subire situazioni distruttive nelle quali è stato condotto da amministratori
politici e, in quel momento, abbandonato a sé stesso. Abbandonato
nell’incapacità di mettere in atto qualsiasi iniziativa: gli ebrei nei campi di
sterminio non ebbero neppure l’idea di ribellarsi all’attività di genocidio.
Però oggi sono degli ottimi gestori del campo di sterminio chiamato Palestina!
Attraverso
la guerra l’uomo non si libera, lo si sottomette.
Il
condizionamento emotivo ci costringe, troppo spesso, a puntare l’attenzione
sulla “guerra” quando questa esplode, ma la nostra attenzione viene deviata
dall’osservare tutti quegli atti di guerra che vengono portati nella società
civile ai singoli individui. Singoli atti che provocano un accumulo di tensioni
emotive che finiscono o per esplodere (come guerra) o per essere incanalati ed
usati da soggetti che controllano le persone (come guerra). Il cristianesimo è
solo un atto gi guerra col quale si sottomettono le persone. Oggi, per portare la guerra alle persone, i cristiani parlano di pace. Solo chi è in pace nei loro confronti può essere aggredito e sottomesso. Costrette in ginocchio davanti ad un crocifisso!
E le
si sottomettono quando si impone loro di non scorgere la guerra che viene
portata alla loro struttura emotiva ogni giorno quando la guerra non è
dichiarata e l’individuo si trova da solo a dover combattere nella propria
quotidianità contro forze che, non rispettando le leggi e le regole, vogliono
distruggere la sua struttura emotiva: l’attività di occupazione sociale e di
proselitismo messa in atto dai cattolici!
E
così Gesù ordina la guerra contro tutti i popoli e
contro tutte le nazioni:
“Mi è stato dato ogni
potere in cielo e in terra. Andate, dunque, e fate discepoli tutti i popoli,
battezzandoli nel nome del Padre e del figliolo e dello Spirito Santo,
insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con
voi tutti i giorni, siano alla fine del mondo.” Matteo 28, 18-20
Commenta
questo passo e la dichiarazione di guerra ai popoli James
Hillman:
“La tolleranza è
compromesso, l’inclusione tradimento, la coercizione, anche violenta,
necessaria.”
da “Un terribile amore per la guerra” ed. Adelphi
Un
esempio per tutti è l’invocazione di Pelagio secondo (papa cattolico 579-590)
contro i Longobardi cristiani Ariani che definiva “idolatri”, scrisse:
“... che voialtri
membri della chiesa cattolica, uniti come un corpo sotto la guida del capo, vi
affrettiate con tutte le vostre forze in aiuto della nostra pace e della nostra
serenità in nome dell’unità dello Spirito Santo. Perché riteniamo non inutile (otiosum), anzi mirabilmente disposto dalla divina
provvidenza che i vostri sovrani siamo uguali all’Impero Romano nella
confessione della retta fede, affinché vi leviate a vicini soccorritori di
questa città e dell’Italia tutta. E allora, amati fratelli, se ai vostri
sovrani il potere è stato concesso da Dio, attenti che la vostra fede non si
manifesti fiacca...” e alla fine ribadisce: “Dunque, vi esortiamo ad affrancare
con la massima energia e speditezza i sacrari degli apostoli, di cui voi
cercate la forza, dalla contaminazione pagana, e ad insistere presso i vostri
re affinché con una decisione salutare vogliano al più presto sciogliersi
dall’amicizia e dall’alleanza dello scellerato nemico, dei Longobardi, in modo
che, se per costoro giunge il tempo della vendetta, che immediata attendiamo
dalla misericordia di Dio, essi non siano colti come complici.” Tratto da
Storia Criminale del Cristianesimo di Karlheinz Deschner IV volume pag.
91 editore Ariele
E’
forse differente?
“Ma i figli d’Israele
fecero prigioniere le donne di Madian con i loro
bambini e depredarono tutto il loro bestiame, tutte le loro greggi e tutte le
loro sostanze. Incendiarono tutte le città da abitare e tutti i loro
attendamenti. poi presero tutto il bottino, tutto ciò che avevano catturato,
persone e animali, e condussero a Mosè, al sacerdote
Eleazaro e a tutta l’assemblea dei figli d’Israele i prigionieri, il bottino e
le spoglie fin presso gli accampamenti nelle steppe di Moab,
sulla riva orientale del Giordano di fronte a Gerico. Mosè,
il sacerdote Eleazaro e tutti i capi della comunità andarono loro incontro
fuori del campo. Ma Mosè s’addirò contro i comandanti
dell’esercito, capi di migliaia e capi di centinaia, che tornavano da quella
guerra e disse loro: “Perché avete lasciato in vita tutte le donne? Furono
proprio esse che per suggerimento di Baalam sedussero
i figli d’Israele trascinandoli all’infedeltà verso il signore nel fatto di Fegor, per cui scoppiò il flagello in mezzo al popolo del
Signore. Or dunque, uccidete tutti i bambini maschi e tutte le donne che hanno
avuto rapporti intimi con un uomo; invece le fanciulle vergini, che non hanno
ancora conosciuto l’uomo, serbatele in vita per voi.” Numeri 31, 9-18
“Non crediate che io sia
venuto a portare la pace sulla terra. Non sono venuto a portare la pace, ma la
spada. Perchè sono venuto a dividere il figlio dal padre, la figlia dalla
madre, la nuora dalla suocera; e i nemici dell’uomo saranno i suoi famigliari.”
Matteo 10, 34-38
Mai
un ordine di distruzione fu così spietatamente eseguito.
Gesù ha portato la guerra di sterminio; uno sterminio finalizzato a
sottomettere le persone.
Quel
tipo di guerra, prima di Gesù, non era mai esistita
se non nelle fantasie morbose e di morte degli ebrei deportati a Babilonia.
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Marghera 25.05.2007
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