“Ecco, io vi mando come
pecore in mezzo ai lupi;
siate adunque
prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi però dagli
uomini,
perché vi trascineranno
davanti ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe,
e sarete condotti davanti
ai Governatori e a re per cagion mia,
per dare testimonianza ad
essi e ai Gentili.” Matteo 10, 16-18
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Gesù manda gli apostoli a devastare le società civili. Coloro che portano la
guerra nelle società civili vengono chiamati “pecore”, pecore del suo gregge,
coloro che subiscono l’aggressione e che da quell’aggressione
dovranno difendersi, vengono definiti “lupi”.
E
come devono comportarsi quelle “pecore”? Agire come serpenti travestiti da
colombe!
“Allora il Signore mandò
contro il popolo dei serpenti infuocati il cui morso fece perire molta gente in
Israele.” Numeri 21, 6
Solo
chi si sottomette all’aggressione dei serpenti può continuare a vivere:
““Fatti un serpente e
mettilo sopra un’antenna. Chiunque sarà morso e lo guarderà, resterà in vita”. Mosè fece dunque un serpente di bronzo, poi lo mise sopra
un’antenna e quando un serpente mordeva qualcuno, costui guardava il serpente
di bronzo e rimaneva in vita.” Numeri 21, 9
Nascondere
l’opera velenosa dietro l’apparenza della semplicità!
Il
mondo che Gesù riesce a pensare è fatto di pecore,
lupi, serpenti e colombe. Tutti soggetti che nell’immaginario di Gesù sono privi di intelligenza e volontà, ma che
sprigionano una violenza che li trasforma in incubi e succubi. E Gesù si sente forte nell’esercitare la violenza nelle società
civili. Si sente astuto nel violare le leggi e le norme sociali.
L’unica
cosa che teme Gesù, sono gli uomini!
Chi
sono gli uomini?
Sono
coloro che vivono appieno e con partecipazione la vita sociale. Coloro che
hanno a cuore il benessere della città e della società in cui vivono.
Non
sono sottomessi come le pecore; né feroci o rapinatori come i lupi; non sono
viscidi, bugiardi e subdoli, come serpenti; non sono evanescenti come colombe.
Gesù mette in guardia gli apostoli dagli uomini; da coloro che usano la loro
intelligenza per il benessere della società in cui vivono e che sono in grado
di scorgere il pericolo per la società che gli apostoli di Gesù
stanno portando. Gli uomini non uccidono gli apostoli, non li torturano, ma li
sottomettono a giudizio del magistrato. E’ il magistrato che giudica. E’ il
magistrato che esamina la questione. E’ davanti al magistrato che gli apostoli
devono difendere le loro ragioni. Solo che il magistrato è sottomesso alla
legge. Il magistrato deve decidere in base alle leggi della società in cui
esercita la magistratura. E non può, in nessun caso, mettersi in ginocchio
davanti a chi va farneticando che sta per giungere la “fine del mondo” e che
loro saranno i padroni che giudicheranno!
Il
magistrato, in questo caso, incarna la società civile che si oppone alle
farneticazioni degli apostoli; alle richieste degli apostoli di sottomettere la
società civile al loro padrone Gesù. Ed è la società
civile che fa paura a Gesù; la sua intelligenza, la
sua capacità di analisi, la sua tensione verso quel futuro che lui vuole
distruggere.
Dice Gesù: “Proprio perché io vi ho mandati a far del male alla
società civile, voi sarete condannati!” E’ inutile che ci raccontiamo le
barzellette: Gesù sa di far del male alla società
civile per il proprio piacere di danneggiarla. Gesù
sa che sarà condannato per il male che sta facendo. E qual è la condanna più
comune? La flagellazione!
Proprio
perché andate in giro a seminare terrore ed angoscia d’attesa della fine del
mondo sarete, per questo, condotti davanti ai governatori e ai re. E voi sarete
condannati per testimoniare che c’è davvero la fine del mondo: la fine del
vostro mondo!
E
quando sarete forti, dice Gesù, farete finire il
mondo che si regge sulla giustizia della legge: metterete fine a quel mondo!
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Marghera 25.05.2007
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera – Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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