Il Dio dei cristiani non applica i Dieci Comandamenti a sé stesso. Questo offende il principio di uguaglianza della nostra Costituzione e qualifica il Dio cristiano come un criminale.

I Comandamenti che il Dio degli ebrei
avrebbe dato a Mosè
e il significato nella religione cristiana

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891173003

Indice dieci comandamenti

I conflitti sociali imposti da Gesù

 

La falsa schiavitù in Egitto per generare un terrore vero

 

E' scritto nell'Esodo:

"E aggiunse: "Va' al popolo e fa' che si preparino oggi e domani: si lavino le vesti e siano pronti per il terzo giorno; poiché al terzo giorno il Signore scenderà sul monte Sinai, al cospetto di tutto il popolo. Indicherai un limite al popolo intorno al monte, e gli dirai: Guardatevi dal salire il monte, o toccare la base; chi toccherà il monte sarà fatto morire. Però nessuno porterà la mano su di lui : sarà lapidato o colpito da frecce; tanto l'animale che l'uomo, non sia lasciato vivo. Quando invece il corno suonerà a distesa, allora salgano essi al monte." Mosè scese dunque dal monte, andò al popolo e lo fece preparare..." Esodo 19, 10-14

Il dio degli ebrei inizia a presentare i suoi "comandamenti" con l'ordine di uccidere chi non obbedisce.

Le persone vengono terrorizzate dal dio padrone degli ebrei e costrette, mediante la paura, all'obbedienza.

In quest'azione si costruisce la differenza fra Mosè e il popolo. Il popolo è il soggetto che deve subire l'azione di terrore del dio padrone e Mosè è lo strumento che attua il terrore del dio padrone nel popolo. Dio ordina di uccidere e Mosè (come il Mosè di ogni tempo) esegue quell'ordine, reale o presunto non è di nostra competenza, fra il popolo. Mosè si è separato dal popolo. Ha rinnegato il suo essere popolo per assumere il ruolo di "strumento di dio". In sostanza, "essere il dio padrone fra il popolo".

La gente, il popolo, viene colpevolizzata perché aveva paura e contrapposta al coraggio di Mosè dimenticando che la complicità del padrone di Mosè e Mosè stesso l'avevano terrorizzata sia con le minacce di morte, se qualcuno avesse toccato la montagna, sia con la rappresentazione dell'apparizione del dio degli Ebrei.

"Al terzo giorno, sul far del mattino incominciarono tuoni e lampi: una densa nube copriva il monte e si udì un suono di tromba fortissimo; e tutto il popolo che era nell'accampamento tremava." Esodo 19, 16

Terrorizzare al fine di impedire psicologicamente di verificare. Terrorizzare al fine di impedire psicologicamente di criticare e mettere in discussione quanto viene presentato. Il terrore è annunciato nel racconto, ma viene enfatizzato, generazione dopo generazione, racconto dopo racconto, suscitando un'emozione di terrore negli astanti che ascoltano il racconto delle gesta del loro dio e del loro Mosè. Racconti di terrore che attraversano le generazioni fino a Freud e a Kierkegaard sono considerati la manifestazione del dio degli ebrei e la prova della sua esistenza. Solo attraverso il terrore possono essere imposti alle persone i Comandamenti che il dio degli ebrei darà loro e nella forma in cui li darà. Nessun ebreo e nessun cristiano dirà mai al suo dio creatore: "Tu non devi uccidere; tu non devi rubare; tu non devi desiderare la donna d'altri; ecc.". Solo il terrore che attanaglia le persone può impedire a queste di osservare le implicazioni che l'accettazione di questi Comandamenti implicano. Solo il terrore impedisce alle persone di verificare cosa significa per i loro figli accettare questi Comandamenti nella forma in cui il dio padrone, degli Ebrei prima e dei cristiani poi, la impone.

Il terrorizzare è il motivo fondante il potere di possesso del decalogo ebraico-cristiano.

Senza il terrore queste affermazioni, più simili a farneticazioni deliranti che non a norme "giuridiche", non hanno nessun valore se non come desiderio di fissare la distruzione dell'uomo e delle società civili.

Incutere terrore prima al fine di imporre i Comandamenti. Perché? Perché se non viene imposto il terrore alle persone queste non accolgono il decalogo, ma "pretendono di discuterlo". E il dio degli Ebrei e dei cristiano non può permettere che gli uomini si elevino al suo stesso rango discutendo i suoi ordini e la sua parola.

Ebrei e cristiani possono discutere su come applicare la verità del loro dio, ma non possono mettere in discussione la verità del loro dio per cercarne altre o diverse. Cercare altre verità è proibito ad ebrei e cristiani. Pena la morte:

"Chi sacrifica ad altri Dèi fuorché al dio padrone solo, sia punito con la morte." Esodo 22, 19

Infatti, nella Genesi il dio padrone dei cristiani dice:

"Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, avendo la conoscenza del bene e del male: che non stenda ora la sua mano e non colga dall'albero della vita, per mangiare e vivere in eterno." Genesi 3, 22

La versione dell'Esodo e quella del Deuteronomio si collocano in situazioni complessive differenti. Il fatto che usi per il commento una versione della Bibbia cattolica popolare non deve trarre in inganno. Il mio scopo non è quello della precisione culturale, questa spetta agli specialisti, ma è quella di svelare e mettere in luce la manipolazione della struttura emozionale degli individui al fine di distruggere la loro possibilità di determinare sé stessi nella loro esistenza.

I dieci comandamenti della bibbia sono all'interno di un progetto di distruzione dell'uomo: impedire all'uomo di assumersi la responsabilità della propria esistenza. L'uomo si sottomette alla verità del suo dio padrone. Lui, l'onnipotente e l'onnisciente, è il responsabile. L'uomo si sottomette a quella verità manifestata dall'onnipotente e onnisciente scoprendo, nel corso della storia, che si tratta di una volgare truffa.

A differenza di come farnetica Gesù in Giovanni quando afferma:

"Se persevererete nei miei insegnamenti, sarete veramente miei discepoli, conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi." Giovanni 8, 31-32

In realtà la verità rende schiavi stuprando le persone affinché si sottomettano a quella verità. Ciò che rende libera una persona è la ricerca del vero all'interno di un percorso di critica verso l'assoluto e ogni verità che pretende l'accettazione acritica.

Per questo motivo il procedere nell'analisi dei "Comandamenti" ebraico-cristiani sarà un commento assolutamente legato alle traduzioni di cui io dispongo e che sono il modo di propagandare e manifestare la parola del dio padrone ad opera dei cattolici.

Scrive il Catechismo della Chiesa Cattolica:

"105 - Dio è l'autore della sacra scrittura. "Le cose divinamente rivelate, che nei libri della sacra scrittura sono contenute e presentate, furono consegnate sotto l'ispirazione dello spirito santo. La santa madre chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia dell'antico che del nuovo testamento, con tutte le loro parti, perché scritti sotto l'ispirazione dello spirito santo, hanno dio per autore e come tali sono stati consegnati alla chiesa." Catechismo della Chiesa cattolica

Pertanto dimostrare come i dieci Comandamenti della bibbia rappresentino una "miseria morale" e un'offesa per la società civile, significa dimostrare come il dio dei cristiani e la chiesa cattolica siano portatrici di miseria morale e di offese alla società civile.

Mentre nel codice di Hammurabi (o Hammurapi) si dice che quelle leggi vengono fatte "affinché il più debole abbia giustizia nei confronti del più forte", i dieci comandamenti (che scimmiottano i codici Babilonesi) sono fatti al fine di legittimare "la violenza e lo stupro del più forte sul più debole criminalizzando la ricerca di giustizia nei confronti delle violenze subite dal più forte".

NOTA: La struttura della critica ai comandamenti dell'Esodo e del Deuteronomio è stata lasciata praticamente inalterata, come scritta nel 2004. Sotto ogni comandamento sono stati aggiunti i link che portano alle varie pagine in cui vengono messi in evidenza alcuni aspetti deleteri che nella storia sono stati provocati da questi dieci Comandamenti imposti con la violenza dalle chiese cristiane.

L'imposizione del dio padrone avviene con una menzogna! Allora poteva funzionare giocando sull'immaginazione delle persone, oggi, la realtà archeologica, ha dimostrato essere una menzogna. Si tratta della schiavitù in Egitto degli Ebrei. La menzogna è affermare che ci fu un esodo dall'Egitto nelle dimensioni e nelle situazioni trattate dal testo nella bibbia. L'archeologia ha dimostrato come non ci sia stato nessun esodo e come la stessa schiavitù in Egitto, descritta nella bibbia, appartenesse all'immaginario ebraico (come gli Ebrei intendevano nella loro società la schiavitù e come gli Ebrei la praticavano nel loro Sistema Sociale) e non alla realtà dell'Antico Egitto.

Non ci sono mai stati "schiavi ebrei" in Egitto e dall'Egitto non ci fu nessun esodo. Gli ebrei, deportati a Babilonia, immaginarono una precedente "schiavitù" sul modello di quella che subivano a Babilonia e che, a differenza di quanto avveniva a Babilonia, quella volta, ha visto l'intervento del dio che ha soccorso il "popolo eletto".

Il primo elemento che ci troviamo a discutere è attraverso che cosa il dio degli Ebrei pretende di essere il padrone degli Ebrei e al quale gli Ebrei debbono obbedienza. Il dio degli Ebrei rivendica il proprio diritto a dominare gli Ebrei attraverso l'affermazione di una situazione oggettiva: l'uscita dalla schiavitù dall'Egitto! Una realtà falsa crea un falso obbligo. Peggio ancora, una realtà falsa crea una schiavitù vera. Ed è esattamente il senso della premessa ai Comandamenti. "Dal momento che tu" dice il dio degli Ebrei "eri schiavo in Egitto ed io ti ho liberato da quella schiavitù, tu ora DEVI essere il mio schiavo e obbedire a quanto ti ordino!"

 

La relazione padrone-schiavo, elevata a volontà divina è all'origine dei dieci comandamenti.

I Comandamenti ebraici, per la prima volta nella storia, elevano una condizione sociale a condizione divina tentando di fissarla nel tempo. Quelli che sono i privilegi dei possessori di schiavi vengono estesi ab aeternum attraverso una situazione sociale che non è il frutto del divenire e degli adattamenti della società, ma è manifestazione della volontà del dio padrone a cui gli Ebrei fanno riferimento. La cosa torna utile ai cristiani e ai cattolici in particolare: sancire il loro essere padroni dei Sistemi Sociali umani non per necessità dei Sistemi Sociali, ma per volontà del dio padrone alla quale si devono piegare le tensioni e i bisogni degli Esseri Umani.

I Comandamenti dell'Esodo e del Deuteronomio (detti comunemente dai cristiani: Dieci Comandamenti) hanno una funzione: sancire la schiavitù come manifestazione del dio! Un dio che di volta in volta massacra gli Esseri Umani attraverso il diluvio universale o che si nasconde dietro un trascendente inarrivabile al fine di sottrarsi al giudizio e alla condanna della ragione umana.

I Comandamenti sanciscono la schiavitù.

Con i Dieci Comandamenti la chiesa cattolica sancisce il suo diritto a detenere schiavi: lo dice il suo dio creatore dell'universo!

Una schiavitù che non è di ordine sociale o economico. Non rappresenta un metodo di relazione fra gli Esseri Umani in un Sistema Sociale, ma è metodo di dominio religioso dei "predestinati" su tutti gli Esseri Umani.

I predestinati; la razza superiore; gli eletti: chiamateli come volete!

Attraverso i Comandamenti si sancisce l'emarginazione che di volta in volta, come vedremo nel corso della storia, colpisce questo o quel popolo, questa o quella etnia, questo o quell'individuo sociale. Del diritto del dio padrone al dominio degli Esseri Umani si fanno garanti questo o quel padrone, questo o quel Comando Sociale, questo o quell'autorità, questa o quella razza.

I Comandamenti dell'Esodo e del Deuteronomio è quanto di più squallido e infame la storia umana abbia assistito.

Le leggi umane sono fatte per limitare il dominio assoluto. Le leggi umane negano un dominio assoluto e circoscrivono il dominio di individui entro ambiti d'esercizio. I Comandamenti ebraici, fatti propri dai cristiani, vengono meno a questo elementare principio per garantire al detentore della parola del dio padrone il diritto di sterminare tutti gli Esseri Umani in nome e per conto del dio dei cui Comandamenti si fa' garante.

Veniamo ora a trattare i vari argomenti prendendo dall'Esodo!

 

"Io sono il Signore, Iddio tuo,
che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto,
dalla casa di schiavitù.

Significato di "Io sono il signore, iddio tuo".

In questo pezzo appare chiara l'affermazione che questo personaggio, il dio padrone dei cristiani o per bocca sua Mosè (scegliete voi la versione che preferite), afferma di essere il padrone di esseri umani.

Per riuscire a comprendere questo ordine, che diventa fondamento giuridico, è necessario collocarlo nella sua manifestazione. Dio non dà quest'ordine a tutta la gente: la gente è timorosa! La gente è sottomessa! La gente ha paura! Il popolo non è in grado di affrontare le proprie responsabilità: deve essere condotto. Il popolo è oggetto di possesso, non è un insieme di individui portatori di volontà. Ricordate? E' Dio che li ha fatti uscire dalla terra d'Egitto, non sono loro che si sono ribellati. Il loro Dio rinfaccia loro la viltà, vera o presunta che sia.

E' a Mosè che dio da le leggi.

Mosè è uguale a dio.

Mosè porta le leggi al popolo. Mosè impone le leggi che dio gli ha dato al popolo che DEVE riceverle. Il popolo riceve quelle leggi senza discuterle perché il popolo ha paura. E' stato terrorizzato!

Mosè e dio formano una coppia di potere che impone le leggi sul popolo.

Solo che dio, una volta date le leggi a Mosè, si nasconde dietro paravento di infinita irraggiungibilità, mentre Mosè ha portato le leggi. Mosè diventa il vero dio fisico del popolo di Israele. Mosè diventa il Signore Iddio a cui il popolo di Israele dovrà obbedienza. Mosè e dio sono la stessa cosa davanti agli occhi del popolo. Solo Mosè ha retto lo sguardo di dio: solo Mosè non ha avuto paura.

Poi le leggi vengono messe in un'arca: l'arca dell'alleanza!

Mosè muore e rimangono i suoi successori. I successori, proprio perché successori del potere che dio ha dato a Mosè, sono i veri Iddio del popolo di Israele.

Così il passaggio del dominio è completato: la gerarchia sociale è confermata dalla gerarchia divina che rende manifestazione divina la gerarchia sociale!

La violenza, come diritto di manifestazione, appartiene a dio che punisce e Mosè che esegue. Non più giustizia al di fuori del volere del dio padrone.

Non più rivolte! Non più modificazione delle regole sociali! Non più modificazione delle leggi! Non più modificazione dei costumi! La verità di dio è immodificabile. Tutto deve avvenire all'interno della volontà di dio che ha scelto che il popolo sia sottomesso a Mosè dando a Mosè le leggi a cui il popolo deve obbedienza.

Dio non deve rispondere a nessuna legge!

Mosè non deve rispondere a nessuna legge!

Wojtyla non deve rispondere a nessuna legge!

Sharon non deve rispondere a nessuna legge!

I discendenti di Mosè, nella misura in cui continuino ad essere i depositari della legge, non devono rispondere a nessuna legge. Solo il popolo deve essere obbediente alla legge di Dio e ai suoi esecutori.

 

Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura,
né immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla
terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il Signore,
Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi
odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione
verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Significato di: "Non avrai altro dio fuori che me".

 

La seconda legge è riaffermazione della prima con una serie di minacce conclusive.

L'"io sono il tuo dio padrone" si colloca in un contesto sociale in cui il pericolo, per lui, avviene dal riconoscimento da parte degli Esseri Umani dell'esistenza del divino negli oggetti del mondo. Il dio padrone degli Ebrei teme che gli Ebrei scoprano la volontà divina degli oggetti del mondo: animali, piante, stelle, Sole ecc. Se gli Ebrei scoprono che questi oggetti esistono per volontà propria, manifestano anche la convinzione che dentro ogni Essere Umano c'è un dio che tende a crescere: "Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, avendo la conoscenza del bene e del male: che non stenda ora la sua mano e non colga dall'albero della vita, per mangiare e vivere in eterno".

Lo stesso Essere Umano, qualora sia rappresentato in una statua, diventa un modello da indicare.

Un modello concentra su di sé le emozioni degli altri Esseri Umani. Compatta la loro volontà: li può rendere coraggiosi! Quando l'Essere Umano diventa coraggioso può salire quella montagna e svelare la vera natura del dio padrone. Il coraggio, negli Esseri Umani, deve essere annientato. Gli Esseri Umani devono vivere nella paura e nel tremore. Non devono aver nessun appiglio che rientra nella loro realtà. Non devono avere nessun appiglio al quale ancorare le loro emozioni se non il terrore dell'idea astratta di un dio pronto a punire loro e i loro figli fino alla quarta generazione, ma che da' un premio alla loro paura che li induce all'obbedienza fino alla millesima generazione. Solo che la generazione attuale dimentica: la generazione dopo la mia sarà altrettanto sottomessa ed obbediente? Oppure troncherà i benefici per la generazione successiva?

Cosa viene punito e cosa viene premiato? E dove ho la sicurezza del premio visto che il dio padrone non è tenuto al rispetto di nessuna legge e di nessun patto? Di lui si dice che è buono: ammazza i primogeniti e fa discendere le mie colpe a chi nasce. Dove sarebbe questa bontà se non nella soddisfazione dei suoi desideri sadici? E' il sadismo del padrone che lo esercita arbitrariamente (non è sottoposto a nessuna legge) in quanto è padrone per mandato del dio padrone che deve essere garantito da ogni rivendicazione.

Ho paura di perdere il bestiame, dice il dio padrone degli Ebrei. Ma gli Ebrei, sotto questa legge, quale legge applicheranno ai loro simili? Quale legge applicheranno agli altri popoli? Essi sono il popolo eletto, sottomesso e schiavo del loro dio padrone e, dunque, si ritengono padroni di altri popoli che ritengono schiavi e in dovere di servire loro. Questione di rapporti di forza, non di diritto! Un esempio lo abbiamo avuto nella storia da parte dei cristiani che ritenevano di stuprare tutto il mondo, ogni popolo e ogni cultura, al fine di sottometterla alla volontà del loro dio geloso. Per questo i cristiani sono stati premiati quali padroni degli Esseri Umani?

La questione delle statue e delle immagini appartiene alla situazione culturale nella quale questi Comandamenti sono imposti. La questione reale non è se fare questa o quell'azione, non è se fare o non fare le immagini, la vera questione è: come usare le immagini per ottenere una migliore sottomissione. Se i popoli vicini si fanno immagini degli DEI attribuendo simbolicamente loro le virtù che quei popoli considerano moralmente approvate, come si può costruire un'immagine di un dio che sparge e pretende terrore e far aderire a quell'immagine il cuore sottomesso degli Esseri Umani?

Nelle immagini l'uomo proietta le sue passioni: mai la sua codardia!

Questo Comandamento suona anche: non avrai nessun altro Comando Sociale fuori che me. Io sono colui che domina su di te e tu non desidererai che nessun altro, al di fuori di me, possa dominare su di te.

Fu uno dei motivi per i quali Paolo di Tarso affermò che il padrone è padrone per volontà di dio e che al padrone si deve la stessa obbedienza che si deve a dio. Ed è lo stesso discorso per il quale i re sono re per volontà di dio e finché i Francesi non tagliarono la testa al re questi, per volontà di dio, conservava la prerogativa di fare miracoli. Lui e dio erano forti; esattamente come Mosè e dio.

 

 

Non nominare il nome del Signore, Iddio tuo, invano,
poiché il Signore non riterrà innocenti
chi proferisce invano il suo nome.

Significato di "Non nominare il nome del signore, iddio tuo, invano".

 

Nomina un milione di volte il nome e ridurrai l'immagine prodotta alla sua vera dimensione!

La vera dimensione è IL VERO NOME DELLE COSE.

L'immaginario è quanto coinvolge l'Essere Umano che si sottrae alla realtà. Quando l'immaginario viene riprodotto nella realtà assume un ridimensionamento relativo alla realtà in cui l'individuo vive.

E' una delle cose che terrorizza maggiormente il dio degli Ebrei: essere ridotto a puro parto dell'immaginazione.

Il dio degli Ebrei è apparso su una montagna nella fuliggine fra i fulmini mentre il popolo era terrorizzato. Il popolo deve essere terrorizzato al solo pensiero dell'ira del suo dio. Solo che il suo dio non esiste! Esiste solo l'ira e il terrore che incute e che viene alimentata da Mosè e dai suoi eredi. Il terrore, per Mosè e i suoi eredi, è possibile SOLO se il dio continua ad incutere terrore e le persone sono terrorizzate dall'immaginario che quel dio alimenta nelle loro teste.

Il nome della cosa, in senso religioso, manifesta la natura intima della cosa stessa. La sua realtà! Nella realtà noi ci misuriamo con le cose che ci circondano e proprio per il fatto di misurarci con le cose che ci circondano queste assumono un significato. Il nome delle cose non è un insieme di lettere, ma manifesta le emozioni che noi proviamo nel misurarci con la cosa stessa. La grande emozione di una scoperta si trasforma in quotidianità quando quella scoperta assume un nome e viene usata tutti i giorni. Il suo uso non suscita più l'emozione della prima volta, diventa normale. Provate ad immaginare un Essere Umano che scopre di poter usare un tronco per attraversare un piccolo lago. Giorno dopo giorno, pratica dopo pratica diventa abile. Non è più l'emozione della prima volta, diventa abilità propria della sua esistenza.

Ed è così per l'immenso terrore che incute il dio degli Ebrei. Se avete paura ad affrontarlo, nell'immaginazione Umana appare come un gigante inarrivabile e temuto, ma se viene nominato, se se ne elencano gli attributi, se lo si verifica nella pratica quotidiana, se si mette alla prova la sua parola, lo si riduce a quello che è: un'impostura!

Il dio degli Ebrei prima e dei cristiani poi è solo una menzogna che si rivela nominandola!

Per questo motivo viene proibito di nominarne il nome, di svelarne la vera natura! Saranno le lapidazioni e le atrocità che manifesteranno nel Sistema Sociale il terrore del dio degli Ebrei. Mentre a Roma Antica si diceva che le offese fatte agli DEI sono una questione che riguarda gli DEI, fra gli Ebrei e fra i Cristiani si praticherà il terrore per imporre agli individui la realtà emozionale del loro dio padrone.

Fino a pochi anni fa' in Italia la "bestemmia" era considerata ancora un reato. Ma che cos'è la bestemmia? Non è altro che la riaffermazione emozionale della vera natura del dio padrone dei cristiani: tipo il popolare "dio porco"! Non è forse lui che ha macellato l'umanità col diluvio universale? Dunque, è un criminale assassino che in termini popolari e immediati suona come un'affermazione emozionale piena di ribellione al suo dominio. Appunto: "dio porco!".

 

Ricordati del giorno di riposo, per santificarlo.
Per sei giorni lavorerai e attenderai alle opere tue,
ma il giorno settimo è giorno di riposo per il Signore, Iddio tuo;
non fare in quello alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia;
né il tuo servo né la tua serva né il bestiame o
il forestiero che è dentro alle tue porte,
poiché in sei giorni il signore fece il cielo e la terra e il mare
e tutto quello che essi contengono,
ma il settimo giorno si riposò:
per questo il Signore benedisse il giorno del Sabato e lo santificò.

Significato del "ricordati di santificare le feste"

 

In questo Comandamento si manifesta una truffa atroce. E' stato spesso spacciato come necessario agli uomini affinché si riposassero dalle fatiche di altri sei giorni. Questo come se nell'antichità si lavorasse sette giorni su sette.

Questo Comandamento va letto nel modo corretto: lavorerai sette giorni. Il lavoro del settimo giorno è costringere te stesso e tutti coloro su cui domini per santificarlo. Il settimo giorno lo dedichi a ME, dice il dio degli Ebrei. Per gli Ebrei e per il Comando Sociale questo sarebbe un riposarsi. In realtà non è vero, è il lavoro dei lavori in quanto è la rinuncia a sé stessi per dedicare sé stessi al proprio dio padrone che ha lavorato sei giorni e il settimo si è riposato. Ma il dio padrone, il settimo giorno, non l'ha dedicato agli uomini. Però pretende che gli uomini lo dedichino a lui.

Sei giorni lavorerai 24 ore su 24 e il settimo giorno mi onorerai 24 ore su 24.

Qualcuno dirà: "Ma no, non è così!"

E' vero, non è così; ma solo perché l'Essere Umano ha dei limiti fisici. Fino a non molto tempo fa' si lavorava 12-14 ore al giorno e spesso anche 16 ore, specie le donne. Anche oggi avviene in molti luoghi. Questa è la volontà del dio padrone degli Ebrei.

Per il dio degli Ebrei non esiste una vita al di fuori di due sole occupazioni: il lavoro e la sua santificazione.

Gli individui in quanto tali, per il dio degli Ebrei, non esistono. Non hanno una soggettività, non hanno dei bisogni: solo lui ha il desiderio di essere santificato!

Solo il Comando Sociale degli Esseri Umani vuole essere santificato, onorato, riconosciuto ed esaltato.

Non di riposo per l'uomo si tratta, ma di astensione dalle normali occupazioni al fine di lavorare a santificare il dio degli Ebrei.

C'è un altro aspetto, aberrante (letto con gli occhi di oggi, ma anche con gli occhi di ieri) che passa dall'essere una condizione sociale a MANIFESTAZIONE DELLA VOLONTA' E DEL DETTATO DIVINO del dio degli Ebrei (e dei cristiani poi). Ha poco la nostra Corte di Cassazione a proclamare in sentenza che i bambini sono dei soggetti di diritto: il dio dei cristiani e degli Ebrei afferma che sono SOLO oggetti di possesso. Il figlio è cosa tua, come cosa tua è tua figlia e il bestiame e così a te deve obbedire anche il forestiero che è dentro alle tue porte. L'individuo che è padrone per volontà del dio padrone ed esercita la padronanza non in funzione del buon vivere, ma in funzione dell'obbedienza e della santificazione del suo stesso padrone.

Il settimo giorno ha la funzione di riaffermare la sottomissione degli individui al dio padrone. Il dio padrone si congratula vedendo come gli Ebrei e i cristiani lo santificano fermando la loro attività e, mentre fermano la loro attività, santificano il dio padrone per il riposo senza accorgersi che il dio padrone ha imposto loro 6 giorni di lavoro!

 

Conclusione della prima parte e prefazione della
seconda parte dei Dieci Comandamenti

 

La prima parte di quella che comunemente viene definita "I Dieci Comandamenti" ci parla del dominio di dio sugli Esseri Umani. Un dominio assoluto che il dio degli Ebrei e dei cristiani giustifica col fatto che gli Esseri Umani sono dei vigliacchi. Sono dei vigliacchi e devono essere mantenuti nella codardia mediante il terrore continuo e sistematico.

Da un lato ci sono le minacce del dio padrone e dall'altro lato ci sono tutte quelle azioni di dominio e repressione che, in nome del dio padrone degli Ebrei e dei cristiani, avvengono nei confronti di quegli Esseri Umani che non si sottomettono con tutto il loro cuore e tutta la loro anima alle pretese del dio padrone. Le guerre per imporre il dio padrone appartengono agli Ebrei prima e ai cristiani dopo. La repressione sociale per imporre la sottomissione e l'obbedienza al dio padrone e ai suoi ordini è propria degli Ebrei prima e dei cristiani e musulmani dopo. Gli Ebrei con le lapidazioni in nome del loro dio e i cristiani con i roghi in nome del loro dio hanno segnato profondamente la storia dell'umanità.

Il dio padrone degli Ebrei e dei cristiani è al di fuori della legge. La legge è quanto serve lui, non regola di equilibrio fra poteri o fra soggetti. La legge serve al Comando Sociale, che si identifica col dio padrone, per ottenere obbedienza, non "affinché il più debole riesca ad avere giustizia nei confronti del più forte" (Hammurabi). Una legge che consenta al più forte di pretendere sottomissione; una legge che legittimi il più forte ad usare violenza e stragi pur di ottenere sottomissione. E' forse una delle cose più atroci che l'umanità abbia subito.

La seconda parte dei Comandamenti deve essere interpretata nell'insieme in cui viene espressa.

Cosa significa questo?

Significa che non posiamo parlare della II parte dei Comandamenti senza inquadrarli nella prima parte. Il concetto di non uccidere è un concetto acquisito in quanto ovvio nelle relazioni umane. Un concetto ovvio che tuttavia manifesta numerose eccezioni all'interno delle quali uccidere è altrettanto ovvio. Il problema è dato dalle eccezioni e da chi gestisce le eccezioni. Il dio padrone, nella prima parte, ordina di non proferire invano il suo nome. Il non uccidere viene meno per coloro che gestiscono il diritto del dio padrone di terrorizzare; costoro uccidono chi ha proferito invano il nome del loro dio padrone. Così il "non uccidere", che appare ovvio a chi non ha il potere sociale di uccidere, diventa pratica di uccisioni per chi deve imporre, a chi non si può difendere, il dovere di non uccidere. Affermare di "non uccidere" senza definire altri mezzi attraverso i quali risolvere le contraddizioni che attanagliano la vita delle persone equivale a costringere le persone a subire la contraddizione senza avere dei mezzi attraverso i quali risolverla: la soluzione della contraddizione mediante l'uccidere è punita con l'uccisione!

Vedremo come il diritto occidentale altro non è che un processo progressivo di libertà sociali manifestato all'interno di una struttura giuridica assolutista alla cui base non ci sono leggi, ma il diritto del delegato del dio in terra di manifestare arbitrariamente la sua volontà al fine di godere del dominio assoluto delle persone.

Dalla Magna Carta ad oggi, la storia insegna.

L'interpretazione della seconda parte considera che le persone, il popolo Ebreo e i cristiani, sono il popolo del dio padrone che ha imposto il suo dominio sottraendosi a sua volta dall'essere un soggetto di giudizio delle persone del popolo stesso. Dio è il padrone e nessuno ne può sindacare le azioni. In quanto padrone dice, al suo gregge, come il gregge si deve comportare affinché il dio possa prosperare col suo gregge. La seconda parte dei Comandamenti viene imposta a delle persone che sono all'interno di una stalla o di un recinto e sono nutrimento per il dio. Tante più sono quelle persone che agiscono secondo le direttive del dio, tanto più quel dio si nutre della loro devozione. Quantità e qualità! Dove la quantità sono il numero delle persone in ginocchio e sottomesse ai dettami del dio padrone, mentre la qualità è l'assoluta devozione al dio padrone che ottiene sia per terrore (la minaccia delle ritorsioni), sia per riconoscenza in quanto lui le ha tratte fuori dalla terra d'Egitto casa di schiavitù!

 

Onora tuo padre e tua madre,
affinché siano prolungati i tuoi giorni sopra la terra,
che il Signore, tuo Dio, ti dà.

Significato di "onorare tuo padre e tua madre".

 

Con questo Comandamento c'è la volontà di distruggere la possibilità nell'uomo di guardare il tempo che gli viene incontro. I figli vengono piegati sul modello dei padri. I padri furono terrorizzati; i padri insegnano ai figli come comportarsi all'interno del terrore che li attanaglia; i figli sono costretti, mediante il terrore, ad appiattirsi sui comportamenti dei padri; i comportamenti dei padri fanno affluire dentro di loro il terrore che costruisce l'ansia attraverso la quale, a loro volta, trasmetterlo ai figli.

Padre e madre padroni dei figli; i figli in funzione del padre e della madre.

Quanto si rallegrano il padre e la madre che, vecchi, sono serviti dai figli!

E' l'esempio fisico che serve ai figli per riproporre il loro dominio sui loro figli, a loro volta. I genitori deperiscono, così anche i figli deperiranno; i genitori sono bisognosi di aiuto, così anche i figli prevedono di essere, un giorno, bisognosi di aiuto.

Questo sistema mentale cortocircuita su sé stesso e si regge soltanto nella misura in cui il Sistema Sociale non costruisce strutture in funzione di sé stesso. Si regge solo in assenza di uno stato sociale. Uno stato sociale che non viene organizzato o viene organizzato in maniera approssimativa al solo fine di impedire ai figli di sottrarsi dal controllo emozionale dei genitori.

Per contro, l'ansia che un simile sistema genera, produce una violenza estrema per chi non partecipa al gregge. Il gregge, sottoposto agli ordini del dio padrone degli Ebrei e dei cristiani, manifesta una violenza assoluta per chi non partecipa al gregge ma vive in Sistemi Sociali che offrono maggiore assistenza e maggiori benefici sociali. Un esempio lo abbiamo nella critica di Celso secondo cui gli Ebrei davano scandalo perché continuavano a fare figli incuranti delle possibilità del Sistema Sociale di garantire loro delle buone condizioni di vita. Questa critica di Celso la potremmo riprodurre come critica a tutti i comportamenti dei missionari cristiani che stanno devastando l'Africa e le Americhe in questo momento. La violenza che il gregge sottomesso al dio padrone degli Ebrei e dei cristiani che pratica nei confronti di chi non è parte dello stesso gregge o appartiene a greggi diversi è finalizzata alla sopraffazione e al genocidio.

La pratica della sopraffazione e del genocidio viene sviluppata attraverso la costrizione dei figli al servizio dei genitori. Figli, ai quali si distrugge la tensione verso l'infinito per metterli al servizio dei genitori che hanno, non solo cessato di manifestare tale tensione, paura di tale tensione tanto da reprimerla costantemente nei nuovi nati al fine di placare la loro ansia.

Il genitore, anziché costruire un Sistema Sociale che gli garantisca delle buone condizioni di vita, distrugge nel figlio la tensione verso l'infinito al fine di assicurarsi un servo. Un servo che incapace di costruire, a sua volta, delle buone condizioni di vita, sarà sopraffatto dall'ansia di costringere il proprio figlio a fargli da servo perché il futuro della propria vecchiaia lo terrorizza.

Con questo comandamento il gregge, generazione dopo generazione, si chiude su sé stesso manifestando l'ansia che lo difenda dalla paura di dover affrontare il futuro. L'ansia porta il gregge a comportamenti violenti e distruttivi nei confronti di quei Sistemi Sociali che hanno costruito delle condizioni sociali che garantiscano ai propri figli di guardare il tempo che viene loro incontro.

Un altro aspetto da valutare è lo squallore di questo dio padrone. "Se tu sei servo dei tuoi genitori" - dice - "io prolungo i tuoi giorni sulla terra!" Non c'è nulla oltre la morte del corpo fisico. Tu sei sulla terra! Tu sei nella stalla! Tu sei nel recinto! Se ti comporti, come io voglio che tu ti comporti, ti porto al macello un po' dopo. Ti faccio vivere sulla terra un po' di più. Io, come dio padrone, decido quando tu devi morire. Ciò è a piacer mio: distruggi la tua vita servendo i tuoi genitori e io ti concedo qualche giorno di più!

 

Non uccidere.

Significato di "non ammazzare".

 

Di questo ne abbiamo già parlato nella prefazione della seconda parte.

L'atrocità di quest'ordine sta nel fatto che il "non uccidere" è imposto da chi ha appena fatto una strage dei primogeniti egiziani per il solo gusto di fare una strage dei primogeniti egiziani.

Chi da' l'ordine alle persone del gregge di non uccidere è chi si è macchiato di uccisioni atroci!

Le persone del gregge non possono uccidere per risolvere i loro problemi. Il dio degli Ebrei e dei cristiani risolve i propri problemi di possesso degli Esseri Umani mediante uccisioni e stragi. Nello stesso tempo ordina a Mosè di uccidere e far uccidere chi non obbedisce agli ordini. Delle persone uccidono in violazione del non uccidere al fine di garantirsi che le persone non uccidano.

Allora l'ordine dato dal Comandamento non è "non uccidere" interpretato come ordine assoluto a tutti e in uguaglianza, ma deve essere interpretato nel modo corretto: TU NON DEVI UCCIDERE, IO POSSO. QUANDO LO RITENGO, UCCIDERE!

Quel "io posso, quando lo ritengo, uccidere" non viene determinato da una condizione giuridica o di diritto, ma viene determinato dai rapporti di forza che si stabiliscono all'interno di un Sistema Sociale. Quei rapporti di forza, come dice Paolo di Tarso, sono le volontà del dio padrone degli Ebrei e dei cristiani.

Il comandamento va dunque interpretato nel senso che le persone devono abbandonarsi a qualunque perversione, a qualunque intrigo, truffa e omicidio al fine di garantirsi, all'interno del Sistema Sociale, quel rapporto di forza che permette loro di uccidere, sia all'interno che all'esterno, al fine di poterlo fare nella grazia e nel nome del dio padrone.

Questa interpretazione è corretta al punto tale che i cristiani, una volta che ebbero il controllo del Comando Sociale a Roma, procedettero alla distruzione della medicina al fine di consentire al loro dio padrone di uccidere tutti quelli che lui voleva. Per i cristiani era il loro dio padrone in diritto di dare morte o salute mediante la propria provvidenza.

La domanda è: il dio padrone degli Ebrei che uccide può essere processato per delitto?

Se la risposta è SI; allora il Sistema Sociale può darsi delle norme giuridiche atte a disciplinare le relazioni sociali fra le persone e fra le persone e il Comando Sociale!

Se la riposta è NO; allora l'unica regola vigente nel Sistema Sociale è uccidere per sopraffare purché il più forte non ti uccida per non essere sopraffatto!

 

Non commettere adulterio.

Il significato di "non fornicare, copulare, scopare, commettere adulterio".

 

Il "non commettere adulterio" è un Comandamento imposto all'Essere Umano affinché non esca dai propri confini.

Le persone, intese come bestiame del gregge sottomesso al dio padrone, sono relegate entro uno spazio circoscritto. Il "non commettere adulterio" è l'ordine di non uscire da quello spazio circoscritto al fine di soddisfare i propri bisogni.

Non esistono delle finalità per le quali l'adulterio è proibito. Il dio padrone non dice perché è proibito; d'altronde il dio padrone non spiega mai perché impone questo o quell'ordine. Commettere adulterio o fornicare significa liberare dai limiti la soddisfazione dei propri bisogni di natura sessuale. Se i bisogni di natura sessuale sono liberati dai limiti imposti non esiste, da parte del dio padrone e da chi ne manifesta il terrore nel Sistema Sociale, la possibilità del controllo emozionale degli individui. Ne consegue che la capacità di terrorizzare del Comando Sociale perde il consenso, alla sua attività terrorizzante, di quegli individui che avendo posti ferrei limiti (o avendo pulsioni sessuali che non comportano la necessità di liberazione da quei limiti) alla propria espressione sessuale vedono nell'attività di repressione del deviante una conferma alle proprie scelte.

L'attività di repressione di un Comando Sociale nei confronti dei comportamenti sessuali di persone del Sistema Sociale è possibile SOLTANTO perché una parte delle persone di quel Sistema Sociale fa di quella repressione una riaffermazione di sé stessi.

I motivi per i quali "non commettere adulterio" vengono posti dalle persone che devono costringere altre a non commettere adulterio. E' chi reprime fisicamente e militarmente la sessualità degli Esseri Umani che manifesta le sue spiegazioni di volta in volta funzionali alla sua attività di repressione. "Impediamo la sessualità perché porta malattie veneree!" Le malattie si combattono proprio praticando sessualità. In realtà era la sessualità che si vuole impedire e si usano le malattie veneree a puro scopo terroristico. Come sta avvenendo oggi per l'AIDS. Dal momento che il dio padrone degli Ebrei e dei cristiani vuole impedire la pratica della sessualità delle persone i missionari cristiani predicano il non uso del preservativo al fine di diffondere l'AIDS e con esso il terrore per la sessualità. Non esistono spiegazioni per il Comandamento che non siano quelle dell'odio per la sessualità umana che ne ha il dio degli Ebrei e dei cristiani.

Pertanto, le persone devono rimanere pecore nel gregge e terrorizzate all'idea di uscire dal gregge. In qual modo si può ottenere meglio questo se si riesce a circoscrivere la manifestazione dei bisogni delle persone entro un ambito ristretto del gregge stesso? L'appartenenza al gregge ti garantisce che tu puoi manifestare in quel modo, moralmente approvato dal dio padrone, i tuoi bisogni. Generazione dopo generazione, SOLO in quel modo puoi soddisfare i tuoi bisogni sessuali al punto tale che noi oggi assistiamo a crisi di identità maschili dovute al fatto che gli Esseri Umani maschi sono educati a soddisfare i propri bisogni, come ha insegnato loro il dio dei cristiani, mentre l'Essere Umano femminile sta uscendo dalla costrizione che il dio dei cristiani ha loro imposto.

La crisi generazionale della sessualità odierna è frutto dell'attività del terrore che i cristiani hanno imposto e stanno imponendo sugli uomini attraverso il comandamento "non commettere adulterio".

Ricordo, inoltre, che la pratica del sesso per il sesso, agisce direttamente sulla struttura emozionale e la libera dalle costrizioni. Nel mito di Grecia Antica c'è Eros colui che sorge dal nulla ed è manifestato da ogni Coscienza di Sé che si forma. Col tempo la figura di Eros si trasforma e diventa Amore quale figlio di Venere. Eros che scioglie i legamenti viene visto dai Greci come l'atto d'amore, il sesso carnale, capace di sciogliere le costrizioni emotive. Di questo il dio padrone, degli Ebrei prima e dei cristiani poi, ne ha paura. Sciogliere le costrizioni emozionali significa costruire la libertà soggettiva. Meglio finalizzare l'atto sessuale solo alla procreazione di nuovo bestiame a disposizione del dio padrone e ridurre, quando è possibile, la pratica del sesso da parte degli Esseri Umani. Così diventeranno animali fobici e docili all'interno del recinto di proprietà del dio padrone e dei suoi rappresentanti.

 

Non rubare.

Il significato di "non rubare".

 

Anche il Comandamento "non rubare" non è né finalizzato, né specificato.

Non si specifica né il soggetto che possiede, né le condizioni che formano il possesso, né le modalità per le quali questa azione è definita rubare.

Nei proverbi Egiziani è scritto "non spostare la pietra di confine" oppure "non sottrarre qualche cosa al povero o alla vedova". Esistono delle azioni e dei soggetti identificabili per ciò che è riprovevole.

Nessuno direbbe che "rubare" è giusto, ma ogni persona, sul "rubare" proietta ciò che ella immagina sia il "rubare". L'azione del "rubare" diventa più o meno riprovevole a seconda dei rapporti di forza sociali manifestati da chi sarebbe "derubato".

Oggi diremmo che anche l'accumulo di plusvalore anche se giuridicamente è consentito nella misura in cui rispetta la norma giuridica, da un punto di vista squisitamente filosofico è un rubare in quanto sottrae valore a chi quel valore ha prodotto.

Così chi detiene il Comando Sociale dice. "Questa persona ha rubato!"

L'Essere Umano, alcune migliaia di anni or sono, era un Essere Animale raccoglitore. Prendeva dalle piante a dalla Natura quanto gli serviva: era quest'azione un rubare? Gli Esseri Vegetali fanno in modo che i propri frutti siano appetibili affinché altri Esseri li mangino e ne disperdano i semi: quegli Esseri stanno rubando? Per il dio padrone degli Ebrei e dei cristiani, la risposta è: SI! Stanno rubando! Perché è questa la risposta di Ebrei e cristiani? Perché le persone possono appropriarsi di beni (di qualunque natura questi siano) solo mediante fatica o sottomissione. O la fatica del lavoro o la sottomissione al Comando Sociale che è l'unico proprietario dei beni, anche naturali, in cui il popolo, di cui è Comando, vive. Provate a ricordare quando era proibito cacciare, pascolare o raccogliere legna nelle terre del re o della parrocchia. La terra è la proprietà del Comando Sociale che la concede in gestione al solo fine di rafforzare sé stesso mediante la gestione della stessa. I feudatari, le lotte feudali, i servi della gleba ecc. erano un modo attraverso il quale sancire sui popoli il diritto di padronanza dell'imperatore. L'imperatore baciava i piedi solo al papa cattolico. Fu la nascita della moneta e delle società mercantili che facendo nascere il capitale finanziario costruì un diverso modo attraverso il quale controllare le persone. Per contro le persone ebbero accesso alla ricchezza e poterono, sia pur tra mille vicissitudini, comperarsi la casa, la terra, ma soprattutto quella libertà di movimento e di cultura che ha portato le persone ad uscire dall'orrore cristiano.

Il concetto di "rubare" si è modificato. Ciò che un tempo aveva valore (la legna abbandonata ad esempio) oggi non ne ha più.

Ciò che è rimasto è la finalità per la quale il Comandamento vieta di rubare: impedire alle persone di diventare indipendenti dalla capacità di controllo e di dominio del Comando Sociale e costruire la propria esistenza in funzione dei propri bisogni. Lo so che la nostra idea sociale oggi è diversa da quanto esposto, però il problema è che chi segue questi Comandamenti DEVE far si che le persone non siano soggetti di diritto, ma oggetti di carità.

Che cos'è l'opposto al rubare quando si è nel bisogno?

E' il chiedere!

E' chiedere un dono di "buon cuore"! E' chiedere carità!

Chi chiede carità si umilia per avere ciò che gli necessita. Quando una persona si umilia il Comando Sociale ne detiene il possesso emozionale. Dunque, che le persone non rubino, ma chiedano la carità (o si ammazzino la schiena per la fatica del lavoro).

Il non rubare ha la finalità di trasformare le persone in soggetti bisognosi che non prendono quanto serve loro, ma che siano supplici nei confronti del Comando Sociale. Trasformare le persone in miserabili.

Non confondiamo il "non rubare" dei Comandamenti con le regole delle leggi sociali oggi in vigore che determinano le regole della proprietà e della formazione della proprietà. Queste regole appartengono a quello che viene definito l'Antico Diritto Romano che ha visto nel Diritto Mercantile prima e nelle società illuministe poi la possibilità di ogni soggetto di accumulare una quantità di ricchezza che possa servirgli per vivere. Il non rubare della Bibbia è quell'imperativo il cui fine è trasformare uomini e popoli in accattoni.

Ancora oggi, in seguito a questo comandamento, nella nostra struttura giuridica, nonostante la Costituzione della Repubblica, in proporzione viene condannato ad una pena maggiore chi ruba due mele al mercato che non chi ruba miliardi sfruttando una posizione di potere. Questo perché chi ruba due mele viola il diritto del dio padrone a sfruttare la sua miseria, mentre chi ruba miliardi sfruttando la sua posizione sociale, è come se fosse il dio padrone che deruba la società.

 

Non dir falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

Il significato di "non dire falsa testimonianza"

 

Le persone sono all'interno di un insieme, gregge, sottoposto alla volontà del dio padrone e dei suoi rappresentanti. La necessità del dio padrone e dei suoi rappresentanti è di conoscere esattamente quali sono gli individui che obbediscono e sono sottomessi e quali sono gli individui che mettono in dubbio la loro autorità e i loro Comandamenti. Dunque, necessità di controllo.

Il dio padrone, degli Ebrei prima e dei cristiani poi, si nutre della sottomissione da parte del SUO popolo. Se nel SUO popolo esiste una ribellione a quella sottomissione egli DEVE intervenire subito e con precisione. Non può tollerare, il dio degli Ebrei e dei cristiani, di essere imbrogliato esattamente come non possono tollerarlo i giudici che sono demandati dal dio padrone degli Ebrei e dei cristiani al controllo militare di quel popolo.

Per riuscire a comprendere l'effettivo impatto sulla vita delle persone di questo Comandamento dobbiamo tener presente che l'elemento principale da considerare è IL GIUDICE! Il giudice, per conto del dio padrone, determina se le persone aderiscono al Comandamento o se si stanno ribellando al Comandamento. Il Comandamento costringe le persone ad un comportamento. Non ne tollera altri. Ma la necessità di una testimonianza vera o falsa non è in funzione della vita, ma in funzione della presenza degli ordini del dio padrone che costringono le persone alla sottomissione. Senza gli ordini che costringono le persone alla sottomissione non sarebbe necessaria la testimonianza attraverso la quale condannare o assolvere delle persone. La falsa testimonianza è il terrore del dio padrone di rischiare di condannare delle persone che aderiscono alla legge e di assolvere delle persone che alla legge disobbediscono. La testimonianza è necessaria al dio padrone: NON ALLE PERSONE.

Attraverso quale diritto tu ti elevi a giudice?

Con quale diritto tu mi imponi a me un certo comportamento?

"Ti ho tratto dalla terra d'Egitto casa di schiavitù!"

E chi te l'ha chiesto?

Se ero bestiame, bestiame sono morto nel deserto! Perché devo morire nel recinto in cui tu mi vuoi costringere attraverso i tuoi Comandamenti?

Mio figlio mente? E perché devo picchiarlo? Per ridurlo all'impotenza? Solo perché a te fa' piacere? Mio figlio (e i figli della società) mentono? E perché devo condannarli: sono forse bestiame che conduco al macello? Non mente certo il mio compagno col quale affrontiamo assieme la vita. Magari non siamo d'accordo; magari ci scanniamo per scegliere vie diverse. Davanti alla vita la soggettività degli individui manifesta visioni diverse, ma è la vita che manifesta la ricchezza delle proprie diversità!

La menzogna c'è la dove la verità deve stuprare gli individui per sottometterli a sé stessa. La verità che stupra gli individui per distruggerne il divenire nell'infinito: il mentire finalizzato a salvaguardare sé stessi e i propri processi di trasformazione soggettiva davanti ad un giudice che contempla le persone terrorizzate in ginocchio davanti a lui.

Lascio alle persone riflettere su questo Comandamento.

Le mie parole recitano cose, le mie mani azioni!

Quanto grandi sono i paraocchi delle persone che ascoltano le parole (traducendole nel loro immaginario) e non sanno guardare le azioni delle mie mani?

Queste persone, fattesi dio padrone o loro rappresentante o giudice di individui indifesi, affermano: "devi dire la verità!" Solo che la verità che cercano sta solo nella loro immaginazione e finiscono per torturare le persone perché: "Non dire falsa testimonianza contro il tuo prossimo!"

Chi ha la forza per torturare chi non si può difendere è colui che pretende che le persone non dicano delle cose contrarie alla sua immaginazione.

Datevi un'occhiata ai processi contro le donne chiamate Streghe da parte dell'Inquisizione di Wojtyla.

Trasformate gli Esseri Umani in bestiame e pretenderete che il bestiame sia coerente alla propria realtà di bestiame a vostra disposizione!

 

Non desiderare la casa del tuo prossimo;
non desiderare la donna del tuo prossimo,
né il suo schiavo, né la sua schiava,
né il suo bue o il suo asino,
né cosa alcuna che sia del tuo prossimo.

Il significato del "non desiderare la donna d'altri"

Il significato del "non desiderare la roba d'altri".

 

In questo ultimo Comandamento assistiamo alla definizione di chi è il prossimo e di che cosa sono le cose possedute dal prossimo.

Il prossimo è colui cui si riverisce la legge. Le cose, possedute dal prossimo, non sono soggette alla legge, ma solo alla volontà del prossimo che la manifesta mediante il proprio piacere del possesso di tali cose. Le cose del prossimo non sono soggette alla legge, solo il prossimo è soggetto alla legge. Le cose del prossimo sono soggette alla volontà del prossimo.

I Comandamenti del dio degli Ebrei e dei cristiani ci dice che cosa non possiamo desiderare di ciò che appartiene al prossimo e quali siano le categorie gerarchiche di quanto appartiene al prossimo.

E' del prossimo innanzi tutto la casa.

La casa è, secondo il dio degli Ebrei e dei cristiani, l'oggetto che primariamente appartiene al prossimo. E' la cosa che qualifica il prossimo tanto che è il primo oggetto di desiderio di quanto appartiene al prossimo. Ricordiamo che una delle azioni che fa' lo Stato di Israele nei confronti dei Palestinesi è quella di demolire loro la casa. Nello stesso tempo costruisce delle case, i coloni, con le quali occupare il territorio dei palestinesi. Il sequestro dei beni era largamente praticato dai tribunali dell'inquisizione cristiani nei confronti di accusati per Stregoneria.

La casa è dunque il primo oggetto di desiderio delle persone che non devono desiderare di possedere quella che già è posseduta dal loro prossimo.

Dopo di che il prossimo possiede una donna; possiede un servo e una serva (nel Deuteronomio è tradotto come schiavo e schiava, non credo che dal punto di vista dei rapporti personali facesse molta differenza. Quando Gesù parla del servo in realtà si riferisce ad uno schiavo. Penso che la diversità di traduzione fra l'Esodo e il Deuteronomio sia solo una furbata. Di solito le persone leggono l'Esodo, più raramente il Deuteronomio!) possiede un asino, possiede un bue e altre cose generiche.

Possiede!

Il dio degli Ebrei e dei cristiani possiede gli Esseri Umani che chiama suo popolo; gli individui del suo popolo possiedono! Chi non è SUO popolo posseduto, afferma di sterminarlo come i primogeniti Egiziani che, evidentemente, non sono suoi.

Le persone non sono, ma hanno!

Le persone non hanno un futuro, ma sono possedute!

La persona posseduta DEVE rimanere nell'ambito in cui il suo padrone determina la qualità della sua vita.

Apparentemente sembra abbastanza logico affermare che all'interno di un Sistema Sociale una persona non deve danneggiare qualcuno per espropriarlo. Ciò che non è logico è condannare il desiderio della persona. Quello che questo Comandamento impedisce non è tanto l'acquisizione del bene, ma il desiderio che stimola le persone ad acquisire qualche cosa. Dove l'acquisizione non è soltanto il bene che posseduto dal vicino ci fornisce il desiderio di possederlo, ma si tratta di acquisizione come conoscenza, come Potere di Essere, come capacità dell'Essere Umano di affrontare la vita stimolato dal desiderio di modificare le proprie condizioni di vita.

Tutto il Comandamento parte dal presupposto che la casa, la donna, lo schiavo, la schiava, il bove e l'asino appartengano al vicino per concessione del dio padrone che ha emanato i Comandamenti, non perché l'Essere Umano li ha acquisiti in un qualche modo. Il desiderio è condannato in quanto, secondo il dio padrone, l'individuo non può mettere in atto delle strategie al fine di acquisire l'oggetto del desiderio (che non è necessariamente la sottrazione dell'oggetto al vicino, può essere anche un progetto di lavoro, di costruzione, di finalità commerciali ecc.) in quanto l'oggetto che egli desidera è concesso dal dio padrone e non dall'attività del singolo individuo o degli individui all'interno del Sistema Sociale.

Che cosa si condanna in definitiva con questo Comandamento?

Si condanna il desiderare di migliorare le condizioni di vita. Le condizioni di vita te le ha date dio e tu le devi accettare. Non puoi desiderare di modificarle: il desiderio di migliorare le condizioni di vita è un peccato contro il dio padrone.

 

Conclusione dei Dieci Comandamenti

Con questo io ho concluso il commento.

Ho evitato di parlare dell'impatto sociale e emozionale che ha questa struttura pseudogiuridica sugli individui, ma provate a pensare quante distorsioni questi ordini del dio padrone degli Ebrei e dei cristiani hanno provocato.

Davanti ad una Costituzione della Repubblica che in Italia è in vigore da quasi sessanta anni e che prevede che le persone siano dei soggetti di diritto, ancora oggi, individui che occupano istituti sia Magistrati che Istituzioni Nazionali si comportano come se le persone fossero degli oggetti di possesso. Le persone che occupano cariche istituzionali pensano a sé stesse come se fossero investite, di tali cariche, per mandato e privilegio del dio padrone. Un'intera struttura Costituzionale stuprata dal tentativo del dio degli Ebrei e dei cristiani di trasformare le persone in oggetti di possesso attraverso un condizionamento educazionale che distrugge, stuprando, la struttura emozionale dei bambini.

Riporto i testi dell'Esodo e del Deuteronomio da una Bibbia popolare:

 

La Bibbia: Esodo
20, 1-18

 

E Dio pronunciò tutte queste parole:

"Io sono il Signore, Iddio tuo, che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù.

Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.

Non nominare il nome del Signore, Iddio tuo, invano, poiché il Signore non riterrà innocenti chi proferisce invano il suo nome.

Ricordati del giorno di riposo, per santificarlo. Per sei giorni lavorerai e attenderai alle opere tue, ma il giorno settimo è giorno di riposo per il Signore, Iddio tuo; non fare in quello alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia; né il tuo servo né la tua serva né il bestiame o il forestiero che è dentro alle tue porte, poiché in sei giorni il signore fece il cielo e la terra e il mare e tutto quello che essi contengono, ma il settimo giorno si riposò: per questo il Signore benedisse il giorno del Sabato e lo santificò.

Onora tuo padre e tua madre, affinché siano prolungati i tuoi giorni sopra la terra, che il Signore, tuo Dio, ti dà.

Non uccidere.

Non commettere adulterio.

Non rubare.

Non dir falsa testimonianza contro il tuo prossimo.

Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare la donna del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue o il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo".

Tutto il popolo avvertiva i tuoni e i lampi e il suono della tromba e mirava il monte fumante e a tal vista tremava, né ardiva accostarsi. E disse a Mosè: "Parla tu e noi t'ascolteremo; ma non ci parli Iddio, perché non si debba morire." Mosè rispose al popolo: "Non temete: Iddio è venuto per mettervi alla prova; egli vuole che il suo timore vi sia sempre presente, affinché non pecchiate". E il popolo se ne stette lontano, mentre Mosè si accostò alla caligine, nella quale era Iddio."

 

 

La Bibbia: Deuteronomio
5, 1-22

 

Mosè convocò tutto il popolo e disse: "Israele, ascolta le leggi che in oggi proclamo alle vostre orecchi: imparatele e custoditele, per metterle in pratica. Il Signore, Iddio nostro, ha fatto con noi un patto al monte Oreb. Egli fece questo patto non con i nostri padri, ma con noi, che siamo ancora in vita. Il Signore vi parlò faccia a faccia sul monte, in mezzo al fuoco, mentre io stavo fra il Signore e voi per riferirvi la sua parola, perché voi avevate paura di quel fuoco e non osavate salire sul monte. Egli disse:

"Io sono il Signore, Iddio tuo, che ti ho tratto dall'Egitto, dalla casa di schiavitù.

"Non avere altri dèi nel mio cospetto. Non ti fare nessuna scultura, né alcuna immagine delle cose che sono lassù nel cielo, o quaggiù in terra, o nell'acqua sotto la terra. Non adorare quelle creature e non servire loro , perché Io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri nei figli, sino alla terza e alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma che uso misericordia fino alla millesima generazione verso quelli che mi amano e osservano i miei Comandamenti.

"Non pronunziare il nome del Signora, Iddio tuo, invano, perché il Signore non riterrà senza colpa chi avrà proferito il suo nome senza ragione.

"Osserva il giorno del riposo e santificalo, come il Signore, Iddio tuo, ti ha comandato. Lavora sei giorni, e attendi in quelli ad ogni opera; ma il settimo giorno è riposo, sacro al Signore, Iddio tuo; non fare nessun lavoro, né tu né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bove, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero che è in casa tua, affinché il tuo schiavo e la tua schiava possano riposarsi al pari di te. Ricordati che tu sei stato schiavo in Egitto e che il Signore, Iddio tuo, ti ha tratto di là con mano potente e con braccio disteso; perciò il Signore, Iddio tuo, ti comanda di osservare il giorno del riposo.

"Onora tuo padre e tua madre, come il Signore, Iddio tuo, ti ha comandato, affinché tu abbia lunga vita e prosperità nella terra che il Signore Iddio tuo ti dona. Non uccidere. Non commettere adulterio. Non rubare. Non dire falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desiderare la moglie del tuo prossimo e non bramare né la casa, né il campo, né lo schiavo, né la schiava, né il bove, né l'asino, né cosa alcuna che sia sua.

"Questi sono i Comandamenti che il Signore impose a tutta la vostra comunità, sul Sinai, in mezzo al fuoco, alla nube e alla caligine, con voce potente, e non aggiunse altro. Li scrisse su due tavole di pietra e li dette a me"

 

Questo è il testo della Bibbia nel Deuteronomio e dell'Esodo come ricopiato dalla Sacra Bibbia delle Paoline ad uso popolare.

C'è una nota al testo che è importante riprodurre alla base del Deuteronomio che dice

"Io sono il Signore Iddio tuo:

"Soltanto la fede in un dio personale può salvare l'ordine morale, determinato dai dieci Comandamenti del Decalogo, e mantenere vigorosa in tutta la sua dignità la vita dei singoli individui e della comunità. Senza i legami e la guida dei Comandamenti di Dio la libera volontà dell'uomo è più pericolosa e audace che il naturale istinto degli animali selvatici o feroci"(citazione da Pio XII)

Ogni commento a tanto infantilismo criminale, appare superfluo.

 

Marghera, 07 Aprile 2004

 

Vedi la traduzione in Portoghese.

 

 

I conflitti sociali imposti da Gesù

 

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Claudio Simeoni

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Ultima formattazione 07 ottobre 2021

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