La chiesa cattolica
Il quarto comandamento
Onora tuo padre e tua madre!
Significato sociale e
giuridico, sia storico che attuale
del quarto comandamento della
bibbia di ebrei e cristiani
di Claudio Simeoni
Vai all'indice per ricordare cosa succede se si è cittadini distratti.
Vai al Commento ai comandamenti ebraici di Mosè fatti propri dai cristiani.
“Onora tuo padre e tua
madre, affinché siano prolungati i tuoi giorni sopra la terra, che il Signore,
tuo Dio, ti dà.”
Esodo 20, 12
I cristiani,
prendendo i comandamenti dagli ebrei, affermano che l’ordine di dio è quello di
“Onorare il padre e la madre”.
Si tratta del quarto comandamento
che, secondo il catechismo della chiesa cattolica, significherebbe:
2197 – Il
quarto comandamento apre la seconda tavola della legge. Indica l’ordine della
carità. Dio ha voluto che , dopo lui, onoriamo i nostri genitori ai quali
dobbiamo la vita e che ci hanno trasmesso la conoscenza di Dio. Siamo tenuti a
onorare e rispettare tutti coloro che Dio, per il nostro bene, ha rivestito
della sua autorità.
Secondo la chiesa
cattolica, l’ordine, positivo, proviene dal dio padrone che impone
all’individuo di amarlo come il proprio padre e attraverso i propri genitori.
Perché, secondo la chiesa cattolica, è necessario amare il padre e la madre?
Perché il dio padrone ti ordina di amarlo (è il significato dell’affermazione
del catechismo “Indica l’ordine della carità” carità e amore, per la chiesa
cattolica, sono sinonimi.). In secondo luogo perché ai genitori hanno imposto
il dio padrone e hanno il diritto di imporci, a loro volta, il dio padrone in
quanto, secondo il catechismo della chiesa cattolica, noi siamo loro debitori
della vita. In terzo luogo, la chiesa cattolica chiude il cerchio della
sottomissione; il cattolico è tenuto ad essere deferente e sottomesso a tutti
coloro che, nella società, sono le gerarchie istituzionali in quanto le
gerarchie istituzionali sono volute dal suo dio padrone. Cioè, dal padre!
Il quarto
comandamento non dice di amare il padre e la madre come l’uomo moderno, vissuto
e cresciuto nella Costituzione della Repubblica, intende il termine “amore” che
significa donazione reciproca in funzione di un reciproco fine. Onorare il
padre e la madre determina la gerarchia sociale alla quale gli individui sono
sottomessi e irreggimentati. Conserva la gerarchia.
La chiesa cattolica
non riconosce ai genitori nessun dovere nei confronti dei figli, ma solo doveri
nei confronti di sé stessa. I genitori sono coloro che manipolano le menti dei
ragazzi ed impongono la credenza nel suo dio e, per estensione, la
sottomissione alla sua morale e alla sua dottrina.
La chiesa cattolica,
nel riaffermare il proprio potere, giustifica questo comandamento pescando dai
vangeli e da Polo di Tarso affermando:
“Lo stesso
signore Gesù, ha ricordato l’importanza di questo <<comandamento del dio
padrone>> (Mc 7,8 – 13). L’apostolo insegna: << Figli obbedite ai
vostri genitori nel signore, perché questo è giusto “Onora tuo padre e tua
madre”: è questo il primo comandamento asociato a una
promessa: “perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra” (Ef 6,1-3).” Catechismo della Chiesa Cattolica capitolo
secondo 2196
Eppure, la chiesa
cattolica si guarda bene dal citare le parole del suo padrone Gesù.
Nei vangeli è
scritto:
1. "Giunsero
sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. Tutto
attorno era seduta la folla e gli dissero: Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le
tue sorelle sono fuori e ti cercano" (Mc 3, 31-32).
2. "Mentre
egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in
disparte, cercavano di parlargli. Qualcuno gli disse: «Ecco di fuori tua madre
ed i tuoi fratelli che vogliono parlarti" (Mt12, 46-47).
3. "Un
giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a
causa della folla: Gli fu annunciato: Tua madre e i tuoi fratelli sono qui
fuori e desiderano vederti" (Lc 8, 19- 20).
A queste
presentazioni c’è la risposta del figlio del dio padrone dei cristiani:
“Chi sono
mia madre e i miei fratelli?” Poi, gettando uno sguardo sopra coloro che erano
seduti in cerchio attorno a lui, disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli.
Chiunque fa la volontà del dio padrone, egli è mio fratello, mia sorella e mia
madre”. Marco 3, 33-35
Questa è la risposta
del figlio del dio padrone a proposito dell’onorare il padre e la madre nel
vangelo di Marco.
La stessa risposta la
troviamo in Matteo:
“Chi è mia
madre e chi sono i miei fratelli?” Poi stendendo la mano verso i suoi
discepoli, disse: “Ecco mia madre e i miei fratelli. Perché chi fa la volontà
del mio dio padrone che è nei cieli, egli è mio fratello, mia sorella e mia
madre”. Matteo 12, 46-47
La risposta nel
vangelo di Luca è ancor più secca e antepone ogni organizzazione di setta a
qualunque legame parentale:
“Mia madre
e i miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola del dio padrone e la
mettono in pratica”. Luca 8, 21
Dell’“onora il padre
e la madre” il profeta dei cristiani ne dà una definizione esatta: non gli
frega nulla! Al centro dei suoi interessi c’è la setta che, separandosi dalla
società, costruisce dei rapporti che prevalgono sui rapporti parentali o di
sangue.
Lo stesso passo
citato dal catechismo della chiesa cattolica per sottolineare la sottomissione
di Gesù nel vangelo di Luca, Luca 2, 51 avviene come giustificazione al
disprezzo che subito prima Gesù aveva mostrato per suo padre e sua madre:
““Come vi
permettete a cercarmi? Non sapete che io devo farmi, nei vostri confronti, gli
affari miei?” Ma essi non compresero quello che aveva loro detto.” Luca 2,
49-50
Esiste, da parte del
Gesù dei cattolici, un assoluto disprezzo per le relazioni parentali, per la
famiglia. Una famiglia che vede nella bibbia (la parola del dio padrone dei
cristiani) stabilire dei doveri ai figli fino all’accettazione per essere
venduti come bestiame dai genitori:
“Se uno
vende sua figlia per schiava...” Esodo 21, 7
A questo punto appare
evidente che Esodo 20, 12, “onora tuo padre e tua madre....” è direttamente
funzionale a garantire la proprietà del figlio che diventa, di fatto, un
oggetto di possesso al punto tale che può essere venduto Esodo 20,12 oppure
ammazzato come in Levitico 20, 9.
La chiesa cattolica,
a differenza delle Costituzioni Occidentali, della Dichiarazione Universale dei
diritti dell’Uomo e della Costituzione
Europea, dichiara che “La famiglia è la cellula originaria della vita
sociale.”. Le Costituzioni occidentali, la Dichiarazione Universale dei Diritti
dell’Uomo e la Costituzione Europea dichiarano che l’individuo è la cellula
fondamentale della società ed è il soggetto portatore di diritti nella società “...senza
distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali o sociali.”.
La differenza non è
da poco. Se nel “vecchio testamento”, “onora il padre e la madre” aveva lo
scopo di fissare la proprietà del figlio all’interno della famiglia e imponeva il
dovere della famiglia di manipolare mentalmente il figlio affinché fosse
sottomesso al dio padrone come era sottomesso alla famiglia (Deuteronomio 6,
4-9); il “nuovo testamento”, nelle azioni del suo figlio del dio padrone, ha
un’altra esigenza: ha l’esigenza di separare i figli dai genitori affinché, la
setta degli zeloti prima e dei cattolici poi, si possa appropriare dei figli in
funzione antisociale.
Il messaggio dei
vangeli, nei confronti della famiglia, obbedisce a questa esigenza: distruggere
la società civile separando gli individui affinché la setta cristiana se ne
possa appropriare. Una volta che la setta cristiana si è appropriata dei figli,
separandoli dalla socità, può aggredire l’intera
società per sottometterla alla setta cristiana.
Dice Matteo sui
motivi della venuta di Gesù figlio del dio padrone:
“Sono
venuto a dividere il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla
suocera e i nemici dell’uomo saranno i suoi familiari.” Matteo 10, 35
Perché questa
differenza fra il vecchio testamento e il nuovo testamento?
Nella costruzione
dell’odio cattolico nei confronti della famiglia, distinguiamo tre fasi
distinte:
1°) L’elaborazione della
volontà del dio padrone fatta dagli ebrei quando devono alimentare il loro
razzismo nei confronti dei popoli; legittimare la loro attività razzista;
separare la loro razza dal resto dell’umanità che va, secondo gli ordini del
loro dio, sottomessa e macellata. I figli sono l’oggetto di possesso del
sistema sociale ebreo e devono essere manipolati per trasformarli in assassini
contro tutti i popoli, in difesa del loro dio padrone e contro ogni religione
diversa dalla propria. Non per nulla nella bibbia l’odio per chi è di un’altra
religione è talmente grande da imporre all’ebreo di ammazzare chi è di un’altra
religione; in nessun’altra civiltà antica si giunge ad un tale odio. Il dio
padrone degli ebrei e gli ebrei come razza separata dall’umanità, sono la
stessa cosa.
2°) La seconda fase è
la predicazione di Gesù, il figlio del dio padrone e padrone lui stesso, la cui
esigenza è separare i figli dai genitori per potersene appropriare. Gesù deve
predicare l’odio per i genitori perché in questo modo si appropria dei figli e
usa i figli contro la società civile. La società civile deve essere distrutta
mediante l’appropriazione dei figli, ma per appropriarsi dei figli è necessario
separare i figli dai genitori e impedire ai genitori di manipolare mentalmente
i propri figli. Rompere la continuità generazionale, le tradizioni, su cui si
regge la costruzione sociale del futuro.
3°) La terza fase è
rappresentata dalla chiesa cattolica padrona della società civile che deve
manipolare i figli affinché possa usarli nella guerra contro tutti i popoli che
non si mettono in ginocchio davanti a lei o che adorano un dio diverso dal suo.
Per fare questa operazione la chiesa cattolica, in questo caso, deve combattere
l’imitazione di cristo con un salto acrobatico in cui la famiglia e i suoi
scopi vengono identificati con quelli della famiglia ebrea; le gerarchie
religiose continuano a praticare, come insegnato da Gesù, il disprezzo per la
famiglia. Il prete, in questo modo, diventa il padre da seguire e obbedire; in
diritto di stuprare i bambini in quanto questi devono obbedienza al “padre”.
Infatti, nella chiesa cattolica, il prete viene chiamato “padre” nel senso di
padrone delle persone ridotte ad oggetti di possesso e privati di ogni diritto
sociale.
E’ ben rappresentata,
questa terza fase, nel catechismo della chiesa cattolica:
2199 – Il
quarto comandamento si rivolge espressamente ai figli in ordine alle loro
relazioni con il padre e con la madre, essendo questa relazione la più
universale. Concerne parimenti i rapporti di parentela con i membri del gruppo
familiare. Chiede di tributare onore, affetto e riconoscenza ai nonni e agli
antenati. Si estende infine ai doveri degli alunni nei confronti degli
insegnanti, dei dipendenti nei confronti dei datori di lavoro, dei subordinati
nei confronti dei loro superiori, dei cittadini verso la loro patria, verso i
pubblici amministratori e governanti.” Dal Catechismo della Chiesa Cattolica
Sancisce l’autorità e
il dovere d’obbedienza e di sottomissione (che nel comma secondo viene
attenuato nei suoi aspetti di terrore sottintendendo dei doveri dell’autorità
che in nessuna parte del catechismo della chiesa cattolica viene accennato in
quanto, se venissero definiti i doveri dell’autorità, equivarrebbe a definire i
doveri del dio padrone nei confronti delle persone e, per dogma cattolico,
“nessuno può imporre doveri al dio padrone né all’autorità”, altrimenti la
chiesa cattolica non sarebbe una monarchia assoluta!) che dalla “famiglia”
viene estesa alla società che si deve adeguare al modello della famiglia.
Questo assolutismo
che trasforma le persone in oggetti di possesso, si scontra con le leggi della
società civile che, al contrario della chiesa cattolica, mettono al centro
delle leggi e della società l’individuo “senza distinzione di sesso, di razza,
di religione, di opinioni politiche, economica o sociale”.
La famiglia, come
imposta dal cristianesimo è, oggi come oggi, la famiglia che incontriamo
nell’organizzazione mafiosa. La mafia, come le sette cristiane, usano le
relazioni di sangue della famiglia per organizzarsi contro le strutture della
società civile. I legami parentali servono a fissare i legami dell’associazione
criminale mafiosa. Non è difficile incontrare, nella cronaca di arrestati per
delitti di mafia, le relazioni di parentela con altri arrestati: la famiglia!
Un’entità estranea al corpo sociale che agisce attività criminali contro la
società civile. La famiglia cristiana organizzata in gruppo criminale.
Queste relazioni
facilitano i “delitti in famiglia” o la “violenza sessuale” all’interno della
famiglia, garantendo, proprio per i legami parentali, un’impunità a chi li
commette. La famiglia cristiana, obbligando i suoi membri a relazioni di
sottomissione, obblighi ed obbedienza, impone atti di violenza con cui imporre
l’obbedienza e la sottomissione nella famiglia per costringere i vari
componenti della famiglia di aderire al proprio ruolo imposto.
Sono guerre
importanti quelle che la società civile mosse al quarto comandamento quando
venne approvato lo Statuto di famiglia. Fu una guerra importante quando fu
aggredito il quarto comandamento imponendo la “comunione di beni” e i medesimi
diritti degli individui all’interno delle relazioni familiari. Fu
un’aggressione all’assolutismo del quarto comandamento quando fu approvata la
norma secondo cui la violenza sessuale veniva censurata come un delitto contro
la persone anziché un delitto contro la morale. Fu un’aggressione al quarto
comandamento quando fu approvato il diritto d’aborto e il diritto al divorzio.
Fu un attacco al quarto comandamento quando la costituzione della famiglia, col
matrimonio civile, poté avvenire senza il marchio d’infamia del dio padrone che
imponeva la manipolazione dei ragazzi.
Da un lato, oggi come
oggi, ci sono le norme della società civile che spingono alla libertà dell’individuo
e dall’altro lato le persone vengono violentate fin da bambini affinché si sottomettano
all’orrore del quarto comandamento per soddisfare i desideri di dominio della
chiesa cattolica.
Per esempio:
MILANO - Aumentano ancora le violenze in famiglia. A registrare questo
fenomeno preoccupante sono i dati che la Procura della Repubblica ha raccolto
in vista dell’inaugurazione dell’anno giudiziario
di gennaio. I numeri dicono che nel 2009 i fascicoli sui maltrattamenti in
famiglia sono il 20% in più del 2008, anno che aveva già fatto registrare un
incredibile balzo del 60%. Scendono gli omicidi e restano sostanzialmente
invariate le rapine. Calano le denunce di furti. Tra il primo luglio 2008 e
il 30 giugno 2009, periodo di riferimento delle rilevazioni, a Milano sono
stati 1.978 i nuovi fascicoli aperti sui maltrattamenti tra le mura
domestiche rispetto ai 983 dell’anno precedente.
Balzo in avanti anche per le violenze sessuali e per i reati
legati alla pedofilia, che registrano un più 13%, e per le violenze sessuali di gruppo,
più 54%, anche se si tratta in quest’ultimo caso di numeri «contenuti», infatti
da 22 inchieste aperte nel vasto territorio di competenza del tribunale di
Milano del 2008 si è passati a 34 nel 2009. Importante anche il numero di
fascicoli per stalking, il reato introdotto a marzo
per le molestie continuate e insistenti che vedono vittima quasi sempre le
donne (ma ci sono anche gli uomini) vittime di ex compagni che non si rassegnano
alla separazione. Al 31 ottobre risultavano 254 fascicoli. La tendenza e
all'aumento, tanto è vero che ora le indagini per stalking
sfiorano il numero di 300. Sono state 91 le inchieste per omicidio avviate
dalla Procura, 66 con imputati identificati, 25 contro responsabili ignoti, e
97 quelle su omicidi tentati. Nell’anno precedente i
fascicoli erano stati 95 per gli omicidi consumati e 107 per i tentati.
Dal Corriere della
Sera del 27 novembre 2009
Oppure:
Giornata
Mondiale contro la violenza sulle donne. Interviene Tove
Hornelius, presidente di Etta
Sos
Secondo Radhika Coomaraswamy, Relatrice
Speciale delle Nazioni Unite sulla Violenza contro le donne, la violenza
domestica può essere equiparata alla tortura o trattamento crudele, disumano e
degradante, ai sensi dell'Intesa Internazionale sui diritti Civili e Politici,
e della Convenzione Contro la Tortura ed Altri Trattamenti o Punizioni Crudeli,
Disumani o Degradanti.
Infatti, la
violenza domestica presenta le quattro caratteristiche fondamentali che
qualificano la tortura: 1) provoca grave dolore fisico o mentale, 2) viene
inflitta intenzionalmente, 3) per fini specifici e 4) ha una qualche forma di
implicazione ufficiale, sia essa attiva o passiva.
In base
alla normativa internazionale dei diritti dell'uomo, gli Stati hanno non solo
il dovere di astenersi dal commettere violazioni dei diritti dell'uomo, ma
anche hanno quello di prevenirle e dare una risposta efficace alle violenze.
Secondo
l'ISTAT 2 milioni 938 mila donne hanno subito violenza fisica (12 percento) o
sessuale (6,1 percento) dal partner attuale o dall'ex partner. Le più comuni
forme di violenza fisica sono l'essere stata spinta, strattonata, afferrata per
i capelli o storcendo un braccio (63,4 percento); minacciate di violenza fisica
(48,6 percento), l'essere stata presa a schiaffi, pugni, calci, morsi (47,8
percento), l'essere stata colpita con oggetti (25,2 percento), subito la
minaccia o l'uso di coltello o pistola (6,8 percento) o un tentativo di
strangolamento o soffocamento (6,6 percento). Analizzando i tipi di violenza
sessuale subita , al primo posto si collocano i rapporti sessuali indesiderati
(70,5 percento), seguiti dallo stupro (26,6 percento), dall'essere stata
forzata ad attività sessuali considerate umilianti (24,0 percento), dal tentato
stupro (21,1 percento) e dall'essere forzata ad avere rapporti sessuali con
altre persone (3,1 percento). Solo il 18,2 percento delle donne che hanno
subito violenza fisica o sessuale in famiglia considera la violenza subita un
reato. Solo il 7,3 percento della violenza in famiglia è stata denunciata. Le
donne che hanno subito più violenze dai partner nel corso della vita, nel 35,1
percento dei casi hanno sofferto di depressione a seguito dei fatti subiti,
perdita di fiducia e autostima (48,8 percento), sensazione di impotenza (44,9
percento), disturbi del sonno (41,5 percento), ansia (37,4 percento),
difficoltà di concentrazione (24,3 percento), dolori ricorrenti in diverse
parti (18,5 percento), difficoltà a gestire i figli (14,3 percento), idee di
suicidio e autolesionismo (12,3 percento).
Perchè ci sono poche denunce? E' ancora l'omertà o l'ignoranza che fa
negare l'evidenza? Si parla quotidianamente di queste tematiche e nonostante
ciò vince il silenzio.
25 novembre 2009
Tratto da:
http://it.peacereporter.net/articolo/19074/Una+forma+di+tortura
L’educazione
cristiana, in violazione alle norme della società civile, della Costituzione,
di fatto, costruisce individui inadeguati ad affrontare le condizioni e le
contraddizioni di vita e fa della famiglia un lager in cui i più deboli vengono
costretti, mediante la violenza, ad aderire ad un ruolo che la religione
cattolica impone.
Il sistema giuridico
occidentale ha aggredito e capovolto una volta per tutte l’orrore imposto dalla
chiesa cattolica attraverso l’ordine di “onorare il padre e la madre” e ha
imposto, attraverso l’Unicef, il dovere dei genitori e degli Stati di “onorare
i figli” attraverso la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia. Diritti
dell’infanzia che la chiesa cattolica ha sempre negato pretendendo che i
bambini siano “roba sua”, oggetti senza diritti di cui lei ne faceva commercio
ed abuso sessuale proprio in base al fatto che i bambini dovevano “onorare il
padre e la madre”.
E’ vero che troppo
spesso genitori pensano che onorare i figli sia una semplice inversione dei
ruoli e, così facendo, rinunciano alle responsabilità di genitori per mettersi
al sevizio di figli; ma è necessario distruggere un ruolo prima che
l’esperienza costruisca altre e diverse modalità di relazioni in cui
l’individuo, che vive appassionato la propria vita, diventa il modello delle
passioni e dei sentieri di conoscenza per i propri figli.
Nel frattempo la
Corte di Cassazione sentenziando nei vari casi che si presentano, impone i
doveri ai genitori nei confronti dei figli; impone i doveri dei genitori del
reciproco rispetto fra di loro in quanto INDIVIDUI, singole persone, che
mantengono i loro diritti anche quando contraggono il matrimonio. La Corte di
Cassazione sentenzia in relazione ai casi che gli si presentano. La sua
attività consiste nel riconoscere i diritti individuali nella relazione con i
diritti individuali dell’altro impedendo ogni forma di prevaricazione e condannando
il dio padrone della bibbia quando afferma:
“Chi
risparmia la verga, odia suo figlio, chi invece lo ama, prodiga correzioni.”
Proverbi 13, 24
Oppure:
“La
stoltezza è legata al cuore del fanciullo, ma il bastone della correzione
l'allontanerà da lui.” Proverbi 22, 15
Propongo un elenco di
sentenze recenti della Corte di Cassazione per dimostrare come la materia
giuridica in relazione alla famiglia sia complessa e attenta al rispetto dei
diritti dei singoli componenti in quanto persone, individui, portatori di
diritti. Diritti a cui le persone non rinunciano per il fatto di aver contratto
un matrimonio o per il fatto di occupare dei ruoli all’interno della famiglia.
I genitori hanno doveri nei confronti dei figli; devono onorare i figli a
differenza dell’ideologia del terrore che il cattolicesimo impone:
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Cassazione
civile, sez. tributaria, sentenza 07.07.2009 n. 15862 |
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Cassazione
penale, sez. III, sentenza 16.06.2009 n. 24795 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 04.05.2009 n. 10228 |
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Cassazione
civile, sez. III, sentenza 22.04.2009 n. 9556 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 06.04.2009 n. 8227 |
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Cassazione
penale, sez. VI, sentenza 03.03.2009 n. 9531 |
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Cassazione
penale, sez. V, sentenza 02.03.2009 n. 9276 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 27.02.2009 n. 4816 |
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Cassazione
penale, sez. VI, sentenza 13.02.2009 n. 6490 |
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Cassazione
penale, sez. VI, sentenza 04.02.2009 n. 4946 |
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Cassazione
penale, sez. V, sentenza 28.11.2008 n. 44516 |
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Cassazione
penale, sez. VI, sentenza 18.09.2008 n. 35862 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 28.08.2008 n. 21773 |
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Cassazione
civile, sez. III, sentenza 15.07.2008 n. 19450 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 19.06.2008 n. 16593 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 11.06.2008 n. 15544 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 06.06.2008 n. 15088 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 06.06.2008 n. 15087 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 29.05.2008 n. 14462 |
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Cassazione
penale, sez. VI, sentenza 22.05.2008 n. 20647 |
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Cassazione
penale, sez. III, sentenza 21.05.2008 n. 35396 |
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Cassazione
penale, sez. III, sentenza 16.05.2008 n. 19729 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 16.04.2008 n. 10051 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 16.04.2008 n. 10007 |
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Cassazione
penale, sez. V, sentenza 15.04.2008 n. 15543 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 20.03.2008 n. 7472 |
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Cassazione
penale., sez. VI, sentenza 18.03.2008 n. 12129 |
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Cassazione
civile, sez. III, sentenza 14.03.2008 n. 7050 |
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Cassazione
penale, SS.UU., sentenza 26.02.2008 n. 8413 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 05.02.2008 n. 2751 |
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Cassazione
penale , sez. III, sentenza 30.01.2008 n. 4730 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 23.11.2007 n. 24423 |
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Cassazione
penale, sez. III, sentenza 11.10.2007 n. 37400 |
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Cassazione
penale, sez. I, sentenza 10.10.2007 n. 37352 |
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Cassazione
civile, sez. I, sentenza 02.10.2007 n. 20688 |
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Cassazione
penale, sez. VI, sentenza 12.09.2007, n. 34460 |
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Cassazione
penale, sez. III, sentenza 12.06.2007, n. 22850 |
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Cassazione
civile, sez. III, sentenza 20.04.2007, n. 9509 |
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Cassazione,
sez. I civile, ordinanza 03.04.2007, n. 8362 |
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Cassazione,
sez. I civile, sentenza 24.01.2007, n. 1610 |
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Cassazione,
sez. I civile, sentenza 21.02.2007, n. 4102 |
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Cassazione,
sez. I civile, sentenza 19.01.2007, n. 1146 |
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Cassazione,
sez. I civile, sentenza 18.08.2006, n. 18187 |
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Cassazione,
sez. III civile, sentenza 12.07. 2006, n. 15760 |
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Cassazione,
sez. I, sentenza 26.05.2006 n. 12641 |
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Cassazione,
SS.UU. civili, sentenza 03.11.2005, n. 21287 |
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Cassazione,
sez. III civile, sentenza 15.07.2005, n. 15019 |
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Cassazione,
sez. VI penale, sentenza 28.02.2005, n. 7552 |
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Cassazione,
sez. III civile, sentenza 09.02.2005 n. 2653 |
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Cassazione
, sez. I civile, sentenza 1.12.2004 n. 22500 |
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Cassazione
, SS.UU. civili, sentenza 25.10.2004 n. 20644 |
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Cassazione,
SS.UU. civili, sentenza 07.09.2004 n. 13603 |
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Cassazione
, sez. I civile, sentenza 02.07.2004 n. 12121 |
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Cassazione,
sez. I civile,sentenza 20.05.2004, n. 10237 |
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Cassazione
, sez. I civile, ordinanza 07.05.2004 n. 8760 |
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Cassazione
, sez. I civile, sentenza 19.11.2003 n. 17537 |
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Cassazione,
sez. I civile, sentenza 11.11.2003, n. 16912 |
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Cassazione,
sez. I civile, sentenza 11.11.2003, n. 4367 |
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Corte
di Cassazione, sez. VI penale, sentenza 31.10.2003,
n. 41658 |
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Cassazione,
sez. I civile, sentenza 16.10.2003, n. 15485 |
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Cassazione,
sez. III penale, sentenza 05.10.2003, n. 984 |
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Cassazione,
sez. feriale, sentenza 04.10.2003, n. 37814 |
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Cassazione
, sez. lavoro, sentenza 09.09.2003 n. 13200 |
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Cassazione,
sez. I civile, sentenza 03.04.2003, n. 5115 |
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Cassazione.
sez. I civile, sentenza 28.03.2003, n. 4736 |
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Cassazione,
sez. tributaria, sentenza 12.03.2003, n. 3604 |
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Cassazione,
sez. I civile, sentenza 17.01.2003, n. 648 |
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Cassazione,
sez. IV penale, sentenza 04.10.2002, n. 33305 |
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Cassazione,
sez. civile, sentenza 09.09.2002, n. 13065 |
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Cassazione,
Sezione lavoro, sentenza 22.11.2001, n. 14814 |
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Cassazione,
Sezione VI penale, sentenza 12.03.2001, n. 10090 |
Tabella
esemplificativa presa dal sito:
http://www.iusetnorma.it/sentenze/cassazione/famiglia.htm
In data 08 dicembre
2009
Le esigenze della
società civile, oggi come oggi, si basano sui diritti dell’individuo e non sui
“diritti del soggetto che ricopre quel ruolo”. Non si basano sui diritti del
dio padrone, ma sui diritti del soggetto, dell’individuo, che va ad affrontare
il futuro.
Proprio per la
presenza del “quarto comandamento” non è mai esistito nella storia un “diritto
dell’infanzia”. L’infanzia non aveva nessun diritto nella famiglia. Solo il
dovere all’obbedienza. In questo modo la chiesa cattolica si garantiva il
diritto di manipolare la psiche dei ragazzi costruendo le base per le malattie
psichiatriche future.
Pertanto, il
catechismo della chiesa cattolica che afferma:
“ 2214 – La
paternità divina è la sorgente della paternità umana; è la paternità divina che
fonda l’onore dovuto ai genitori. Il rispetto dei figli, minorenni o adulti,
per il proprio padre e la propria madre, si nutre dell’affetto naturale nato
dal vincolo che li unisce. Questo rispetto è richiesto dal comando divino.” Dal
Catechismo della Chiesa Cattolica
E’ chiaramente un
atto di eversione, un atto di terrore nei confronti dei figli a cui viene
precluso ogni possibile futuro. Non solo come oggetti sottomessi ad un “affetto
naturale” che non esiste se non con il dovere dei genitori di attrezzare
adeguatamente i loro figli per affrontare il loro futuro, ma soprattutto per
l’imposizione di un “dio padrone” che pretende “l’asservimento del figlio” in
quanto padre. E’ una squallida riduzione del concetto degli Dèi Antichi che
erano Padri e Madri non perché possedevano i loro figli, ma perché creavano le
condizioni affinché i loro figli fondassero il loro futuro. Nelle Antiche
Religioni i figli non erano costretti ad onorare gli Dèi in quanto generati
dagli Dèi. In nessuna ideologia religiosa si trova l’orrore della sottomissione
al “dio”. Onoravano gli Dèi in quanto gli Dèi onoravano i figli fornendo loro
il necessario per affrontare, da Dèi, il loro futuro. Non onoravano gli Dèi perché
li mettevano in ginocchio o li terrorizzavano.
Nel Codice di Diritto
Canonico i bambini cattolici vengono posti sotto ferrea tutela. Non solo dei
genitori cattolici, ma anche di un padrino (figura assunta dalla mafia per la
funzionalità del ruolo di controllo).
Dice il Canone 872:
“Canone 872
– Al battezzando, per quanto è possibile, venga dato un padrino, il cui colpito
è assistere il battezzando adulto nell’iniziazione cristiana, e presentare al
battesimo con i genitori il battezzando bambino e parimenti cooperare affinché
il battezzato conduca una vita cristiana conforme al battesimo e adempia
fedelmente agli obblighi ad esso inerenti.”
Lo stesso ruolo che
ha il padrino nell’organizzazione criminale mafiosa. Il battezzando non può
scegliere di non essere battezzato e nel contempo lo si pone sotto una tutela
militare affinché non si possa sottrarre alla violenza che i genitori gli hanno
imposto.
Così nessuna Dea e
nessun umano avrebbe mai offeso la Costituzione della Repubblica o la società
civile con parole tanto vili e squallide come quelle pronunciate dalla madonna
dei cristiani nel magnificat di Luca:
“L’anima
mia magnifica il mio padrone,
e lo
spirito mio gioisce
nel dio
padrone, mio salvatore!
Perché ha
rivolto i suoi sguardi
All’umile
sua schiava.
Ed ecco che
fin d’ora
Tutte le
generazioni mi chiameranno vile e criminale.
Poiché
grandi cose il padrone ha fatto in me
Il dio
padrone, il cui nome è santo.
La sua
misericordia si estende d’età in età
Su coloro
che sono terrorizzati da lui.
Ha mostrato
la potenza terrorizzando i popoli
Ha disperso
gli uomini che non si sottomettevano
Ha
rovesciato le società civili dal loro benessere
Ha esaltato
l’ignoranza e la viltà.
Ha reso gli
uomini affamati, per costringerli alla sua elemosina
Ha derubato
coloro che costruivano un futuro di benessere.
Ha aiutato
Israele a macellare i popoli vicini
Perché era
il suo servo,
Come aveva
promesso ad Abramo e alla sua stirpe.” Luca 1, 46-55 (parafrasi del magnificat)
Una donna che non è
proiettata in nessun futuro. Una donna che si compiace di essere uno strumento
per distruggere il presente. Solo un uomo omosessuale può concepire una simile
figura di donna. Solo un trans è in grado di offrirsi in questo modo ad un
altro uomo. Il diritto di famiglia è inesistente nell’ideologia cristiana. Un
individuo sottomesso che pratica il sacrificio umano dei suoi figli
sottomettendoli al suo dio padrone:
"Dall'amore
materno, che avvolge nei suoi caldi raggi il piccolo fanciullo, sboccia anche
l'amore verso Dio. Sotto lo sguardo della madre devono formarsi nel bimbo i
primi principi della vita dell'anima. Quando la madre prega devotamente col suo
fanciullo, nell'anima di lui si risveglia l'elevato pensiero del Padre che sta
nei cieli al di sopra del padre e della madre terreni. Il pensiero del Padre
celeste è di grande efficacia per l'educazione. Per guidare la volontà del
bimbo per lungo tempo basterà dire semplicemente: "E' Dio che vuole così!"
oppure: "Il Buon Dio lo ha proibito!"" Toth Tihamer
"L'educazione spirituale del giovane"
I doveri di una madre
e di un padre nella società civile è quello di costruire la libertà dei propri
figli. Altrimenti si finisce per imporre la patologia psichiatrica di nevrosi,
allucinazioni e follie:
Florida: convinta di essere l'Anticristo, uccide il
figlio e si toglie la vita nello stesso modo
mercoledì
08 aprile 2009
Sono di nuovo gli Stati Uniti a fare notizia con il tragico omicidio
del 20enne Mitchell Moore, ucciso da un colpo di
pistola alla testa sparato da sua madre, Maria Moore, 44 anni, che soffriva di
evidenti disturbi mentali.
E’ accaduto ieri in un poligono di tiro a Casselberry,
in Florida: la donna, mentre il figlio si stava esercitando a sparare, l’ha
colto di sorpresa alle spalle e, a distanza ravvicinata, gli ha sparato in
testa, uccidendolo sul colpo. Poi ha rivolto la pistola contro se stessa e si è
tolta la vita allo stesso modo.
Un omicidio-suicidio programmato, come scritto in un biglietto
lasciato dalla donna: “Mi dispiace. Ho
dovuto mandare mio figlio in Paradiso e me stessa all’Inferno“, e
registrato in un messaggio audio dalla stessa per i familiari.
Si era convinta di essere l’Anticristo e di dover morire ed andare
all’Inferno così che in Terra ci sarebbero stati 1.000 anni di pace. “Dio mi ha trasformato nell’Anticristo… sono una brava
persona, ma il Diavolo e Dio mi hanno tramutato nella peggiore persone del
mondo. Me ne vergogno, sono spaventata. Dio mi ha detto: hai una pistola, puoi
farlo. Mi dispiace lasciarvi in questo modo, è una cosa orrenda da fare, ma non
ho scelta. Ne pagherò le conseguenze per il resto dei miei giorni“.
Tratto da:
Questo è il risultato
del “quarto comandamento: onora il padre e la madre”
Per riuscire a
costruire una giurisprudenza relativa ai diritti dell’infanzia è necessario
abbattere, una volta per tutte, l’assolutismo cristiano che vuole il bambino
creato dal dio padrone e non in formazione in ogni attimo della sua crescita e
delle sue esperienze.
E’ necessario uscire
dall’ideologia assolutista ed entrare nell’ideologia relativista che vede nell’esperienza
del vissuto la formazione del cittadino consapevole.
In questo momento
storico c’è un grande problema di ordine sociale. Da un lato la società civile
necessita di bambini che costruiscono loro stessi in un insieme di esperienze
che rafforzino la loro struttura psico-fisica. Dall’altro lato milioni di persone
sono state costrette dell’educazione cattolica a veicolare la propria pulsione
sessuale all’interno dell’ideologia del possesso finendo per soddisfarsi soltanto
riducendo bambini ad oggetto di possesso.
Il caso Chiatti è un
caso eclatante, ma noi assistiamo a migliaia di preti che praticano la pedofilia.
Noi assistiamo a milioni di persone, educati dal cristianesimo e dalla chiesa
cattolica in particolare, praticare la pedofilia o la violenza sui minori con
cui marchiare il divenire psico-fisico di milioni di bambini.
E’ di oggi la
notizia:
(AGI) -
Lecce, 8 dic. 2009 - Una coppia di anziani, insegnanti di doposcuola in un
paese della Grecia salentina, e' indagata dalla
Procura di Lecce con l'accusa di pedofilia. L'inchiesta, coordinata dal
sostituto procuratore Angela Rotondano, e' nata dopo la denuncia dei genitori
di un bambino che frequentava il doposcuola e che sarebbe stato oggetto delle
attenzioni dei maestri. Ad una sorella, guardando la tv in cui si parlava di un
uomo accusato di pedofilia, il ragazzino avrebbe riferito che quelle cose le
facevano anche nel suo doposcuola. Scattata l'inchiesta, tutti i bambini sono
stati ritirati dal doposcuola, e ascoltati dagli investigatori, su disposizione
del Tribunale dei minori, assieme ai genitori. Durante una perquisizione nel
doposcuola, i carabinieri hanno appreso che quando il "maestro"
abitava in Sicilia, sarebbe gia' stato indagato
proprio per pedofilia.
Oppure:
(ANSA) -
TIVOLI (ROMA),14 NOV 2009 -Tensione al tribunale di Tivoli alla 2/a delle 5
udienze per i presunti abusi sessuali su 21 bimbi dell'asilo di Rignano Flaminio.
La tensione
si e' registrata quando sono arrivati la maestra Patrizia Del Meglio e l'autore
tv Gianfranco Stancarello, due degli imputati. Sono
stati apostrofati da alcuni genitori. Oggi il Gup dovra' decidere sulle eccezioni proposte dai difensori
degli accusati: tra queste, la nullita' della
richiesta di rinvio a giudizio per genericita'
dell'imputazione.
Triste è il futuro
marchiato dal dio padrone dei cristiani che togliendo ai bambini i loro diritti
di persone li condanna all’obbedienza.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 3277862784
E-mail claudiosimeoni@libero.it