La chiesa cattolica
Il (primo) secondo
comandamento
Non avrai altro dio fuori che
me!
Significato sociale e
giuridico, sia storico che attuale
del primo comandamento della
bibbia di ebrei e cristiani
di Claudio Simeoni
Vai all'indice per ricordare cosa succede se si è cittadini distratti.
Vai al Commento ai comandamenti ebraici di Mosè fatti propri dai cristiani.
Non
avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose
che splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir
loro, perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco
l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di
coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso
coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti. Esodo 20, 3
Il secondo
comandamento è un ordine. Un ordine che i capi ebrei imposero agli ebrei; gli
ebrei ai popoli vicini; i cristiani lo imposero ai loro “seguaci” che lo
imposero militarmente ad ogni individuo e ad ogni popolo. Tutti costoro
portarono morte e distruzione per la gloria di dio in quanto, il loro dio aveva
ordinato:
Non avrai altro Dio
fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono
nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io,
il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e
dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma
uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi amano e
osservano i miei comandamenti.
E’ il secondo
comandamento dell’Esodo. Esodo 20, 3. Fra i cattolici, questo è il primo comandamento
in quanto, il precedente è considerato un “prologo” o una “premessa” oppure, in
alcuni casi, viene unito direttamente a questo in modo da formare un tutt’uno.
Io, però, seguo l’ordine dei comandamenti descritti nell’Esodo. Seguendo la
struttura dei comandamenti dell’Esodo e volendo essere chiaro nell’ideologia
italiana del cattolicesimo, si crea uno sfasamento nella definizione
dell’ordine numerico dei comandamenti che tenterò di compensare usando
indistintamente (anche se in qualche sprovveduto potrei creare confusione)
l’ordine dell’Esodo o l’ordine che ne dà la dottrina della chiesa cattolica.
Questo comandamento
ha dominato la storia dal 300 d.c. fino al 1948. Ancor oggi, questo
comandamento, giustifica le stragi e il genocidio e ha visto l’ONU e le
Costituzioni moderne costruire principi di condanna a questo ordine criminale
ed inumano.
Io, dio, dice il dio
degli ebrei, punisco fino alla terza o la quarta generazione coloro che non mi
adorano (coloro che mi odiano).
Questo comandamento
va considerato come una sintesi di tutti gli ordini di sterminio di chi non si
mette in ginocchio che sono nella bibbia. Lo sterminio degli altri popoli
all’interno di una visione razzista per cui l’altro popolo o l’altra città deve
essere sacrificata per compiacere il dio dei cristiani o perché da lui
maledetta.
Questo incitamento
all’odio lo troviamo in Geremia, Ezechiele e Isaia, cioè fra coloro che
dominano i deportati a Babilonia. Un odio che diviene il fondamento del Pentateuco,
da quegli ebrei, spacciato come un libro antico (la bibbia viene “riscoperta”
come un libro antico dopo il ritorno da Babilonia da Elkia
nel tempio di Gerusalemme. Perché dopo? Perché prima della deportazione a
Babilonia gli ebrei non sapevano scrivere.) e che ha la funzione di imporre la
nuova religione del dio unico, elaborata a Babilonia, ai “rimanneti”.
A coloro che non furono esiliati in Babilonia dai Caldei. Mentre i rimanenti,
coloro che non furono deportati a Babilonia, continuavano a seguire l’antica
religione, facendo passare i loro figli fra i fuochi, gli esiliati in Babilonia
scrissero il Pentateuco e altre storie legittimando il loro diritto di
ammazzare tutti coloro che ancora seguivano la “vecchia religione”. Lo scontro
nel libro dei Re fra i seguaci del dio unico e i seguaci di Baal,
altro non è che lo scontro fra coloro che hanno elaborato la concezione del dio
unico a Babilonia e coloro che, invece, erano rimasti e che continuavano a
seguire le tradizioni di Baal.
A Babilonia gli ebrei
avevano usato la religione, dio unico e sé stessi come popolo eletto di quel
dio unico, come collante per evitare che gli ebrei si integrassero nella
popolazione Babilonese di cui, peraltro, erano parte importante e riconosciuta.
La religione diventa
il fondamento dell’ebreo che non ha una società civile diversa dalla religione.
Il dio degli ebrei è colui che detta le leggi della vita sociale e la vita
sociale deve essere redatta in funzione delle leggi che il suo dio detta. Per la
prima volta nella storia il sistema sociale diventa lo specchio del dio e il
dio diventa lo specchio del sistema sociale. Mentre a Babilonia le leggi erano
le leggi del re ispirate dagli Dèi; per gli ebrei le leggi sono quelle
immutabili del loro dio padrone che sanciva e giustificava il possesso del “suo”
popolo. Mentre Babilonia può cambiare le leggi quando ispirate diversamente,
gli ebrei servono quella legge uccidendo chiunque la voglia cambiare.
Per questo motivo,
mentre i Babilonesi non avevano necessità di imporre una religione,
accogliendole tute, gli ebrei devono ammazzare chiunque non si inginocchi
davanti al suo dio unico.
Per la prima volta
nella storia nasce la guerra di religione.
Chi non adora il dio
unico e padrone degli ebrei deve essere ammazzato e costretto a sottomettersi
al dio unico degli ebrei.
E’ la rivoluzione
portata dagli ebrei: la religione non è più uno strumento con cui abitare,
leggere ed interpretare il mondo, ma con gli ebrei diventa uno strumento per
sottomettere il mondo ad una morale e a principi giuridici estranei agli Esseri
Umani e al mondo. L’uomo viene estromesso dal centro del mondo e gli ebrei vi
mettono il loro dio padrone al quale piegano l’uomo.
Ancor oggi, la chiesa
cattolica, col catechismo della chiesa cattolica, esalta il diritto di
ammazzare chi non segue la religione cattolica. Si arroga il diritto di
ammazzare in virtù dell’ordine dato dal suo dio per bocca di Mosè (Catechismo
Romano 328, 1994).
In tutti i libri
della bibbia la guerra contro le altre religioni e il massacro degli “infedeli”
domina ogni passo. Si tratta di un continuo incitamento all’odio religioso. Un
odio religioso manifestato in modo ossessivo, pianificato, esaltato come santo
e premiato dal dio padrone.
La genesi della bibbia
ha lo scopo di giustificare il dio padrone degli ebrei.
Gli ebrei a Babilonia
ascoltano le storie religiose dei Caldei, dei Sumeri, degli Assiri, dei Medi. Imparano
frequentando le scuole di Babilonia e riscrivono quelle storie modificandole a
loro uso e consumo; spesso ne fraintendono i significati, come il discorso
attorno alla donna nata dalla costola di Adamo. Viene costruito il mito di una
schiavitù più antica avvenuta in Egitto e il mito di un inesistente Mosè che
avrebbe redatto le “tavole della legge”, questi dieci comandamenti, come reinterpretazione
in chiave di “popolo eletto” di alcune leggi Caldee e Sumere che apprendevano
nelle scuole di Babilonia. Venne costruito il mito di un ipotetico fondatore
Abramo che, guarda caso, fa il viaggio da Ur dei Caldei alla Palestina.
Il massacro dei popoli
diversi dal “popolo eletto” è uno sport praticato in maniera sistematica anche
se solo desiderata (anche se, proprio per le storie inventate, è più desiderato
che storicamente avvenuto).
Il comandamento: “Non
avrai altro dio al di fuori di me”, viene dimostrato, nella bibbia, sia con
altri ordini, leggi, sia con una serie di esempi pratici con i quali attuarlo. Attuare
l’ordine del dio padrone per conquistarne la benevolenza. Distruggere città e
popoli per la gloria del dio padrone. Come con Esodo 22, 19 dove si dice:
“Chi
sacrifica ad altri Dèi fuorché al signore solo, sia punito con la morte.”
Continua con Esodo
32, 25-35, passo riportato anche nel Catechismo
Romano 1994 che giustifica il diritto della chiesa cattolica di ammazzare
chiunque non si sottometa al suo dio.
Il massacro dei Madianiti imposto da Mosé che
adoravano, secondo la bibbia, Baal-fagor. Numeri 25,
1-9 e ancora per lo sterminio di uomini, donne e bambini Madianiti
vedi Numeri 31, 1-21. Dove, fra l’altro, il dio dei cristiani, per bocca di Mosé usa lo stupro come arma di guerra. Dei prigionieri Mosé ordina: “uccidete tutti i bambini maschi e tutte le donne che hanno
avuto rapporti intimi con un uomo, invece le fanciulle vergini, che non hanno
ancora conosciuto l’uomo, serbatele in vita per voi.” Numeri 31, 17-18
Non è da meno il
Deuteronomio. Come comportarsi con i Cananei e i loro Dèi che esprime l’odio
religioso degli ebrei che, dopo averli fatti prigionieri, devono “macellali tutti
e non venire a patti con loro, né conceder loro grazia.” Deuteronomio 7,
1-6
Sempre contro gli Dèi
dei Cananei, il dio degli ebrei incita all’odio religioso ordinando di non
seguire i culti dopo aver massacrato le popolazioni. Deuteronomio 12, 29-31
Oppure come ammazzare
chi propaganda idee religiose diverse da quelle del dio padrone degli ebrei. Il
dio degli ebrei e dei cristiani ordina di macellare i propri parenti se adorano
un altro dio e ne manifestano il pensiero, o come sterminare gli abitanti delle
città che adorano un dio diverso. Deuteronomio 13, 1-19
Macelleria di chi non
adora il dio degli ebrei e dei cristiani che viene elevata a “maledizione”. Maledizione
imposta come dovere da imporre mediante la manipolazione mentale alle persone.
Come in Deuteronomio 27, 15
“Maledetto l’uomo che
fa un idolo scolpito, o di getto, opera di mano d’artefice, abominazione per il
signore, e lo colloca in un luogo occulto! Tutto il popolo risponda e dica:
Amen!” Deuteronomio 27,15
Il macello della
città di Ai ordinato dal dio degli ebrei, voluto dal dio degli ebrei e
perpetrato da Giosuè. Dice il dio degli ebrei:
“Il signore
disse a Giosuè: “Non temere e non turbarti! Prendi con te tutti i combattenti e
sali contro Ai. Ecco che io do in tuo potere il re di Ai, il suo popolo la
città e tutta la regione. Tu farai ad Ai e al suo re come hai fatto al re, e
alla città di Gerico. Tuttavia potrete prender e per voi il bottino e il
bestiame. Tendi agguati dietro la città.” Giosuè 8, 1-2
“Quand’ebbero
terminato di uccidere gli abitanti di Ai, a colpi di spada, per la campagna e
per il deserto, dove li avevano inseguiti, tutti gli Israeliti si rivolsero
contro la città e quella pure fu passata a fil di spada. Il numero delle
vittime di Ai, tra uomini e donne, salì in quel giorno in 12.000 persone.”
Giosuè 8, 24-25
Gedeone distrugge l’altare di Baal per ordine del suo dio padrone:
“Il signore
poi gli ordinò in quella stessa notte: “Prendi il toro grasso di tuo padre,
quello di sette anni, distruggi l’altare di Baal che
possiede tuo padre, taglia il bosco sacro che vi è a fianco, edifica al
signore, il tuo dio padrone, sulla cima di questa roccia, un altare ben
preparato ed offri il toro grasso in olocausto sopra la legna del bosco da te
tagliato.” Giudici 6, 25-26
Ed è la logica della
distruzione dei culti religiosi diversi da quello ebreo e cristiano che viene
espressa in Gedeone che distrugge i templi di altri
Dèi e come viene impedito a chi adora quegli Dèi di chiedere giustizia per il
torto subito, Giudici 6, 28-32. E’ la logica dell’odio religioso che si esprime
nel disprezzo dei popoli.
I massacri dei sacerdoti
di Baal ad opera di Elia il sanguinario assassino:
“Allora
Elia ordinò loro: “Prendete i profeti di Baal: non ne
scampi nemmeno uno!” Ed essi li presero. Poi egli li fece scendere presso il
torrente Cison ove li sgozzò.” I Re 18, 40
Il macellaio assassino
Jeu che funge da esempio per i nazisti quando
sterminarono gli ebrei durante l’occupazione della Russia:
“Poi Jeu, entrato nel tempio di Baal insieme con Jonadab,
figlio di Recab, disse agli adoratori di Baal: “Cercate bene e badate che fra di voi non ci sia
qualche adoratore del dio padrone, ma soltanto adoratori di Baal”.
Questi allora entrarono per offrire sacrifici ed olocausti. Or, Jeu aveva fatto disporre fuori ottanta armati, ai quali
dette quest’ordine: “Chi lascerà fuggire uno qualunque di questi uomini che vi
metto nelle mani, pagherà con la propria vita quella del fuggito.” Terminato
che fu l’olocausto, Jeu ordinò ai soldati e agli
ufficiali: “Entrate e uccideteli: non ne scampi nemmeno uno”. I soldati e gli
ufficiali li passarono a fil di spada, poi penetrarono fin nel santuario del
tempio di Baal, gettandovi dei cadaveri, ne trassero
fuori le statue e le bruciarono. Fecero a pezzi la stele di Baal,
ne distrussero il tempio e lo
trasformarono in luogo immondo.” II Re 10, 23-27
Il terrore di Giosia contro al libertà di religione e di culto come
esempio dell’odio egli ebrei contro la razza umana; prologo all’odio del Gesù
di Nazareth (II Re 23):
“Poi il re
comandò al sommo sacerdote Elkia, al sacerdote in seconda
e ai portinai di gettare fuori dal tempio del signore tutti gli oggetti che
servivano al culto di Baal, di Ascera
e degli astri del cielo. Li fece bruciare fuori di Gerusalemme, nella campagna
del Cedron e ne portò le ceneri a Bet-El. Scacciò i
sacerdoti degli Dèi, che i re di Giuda avevano destinato a bruciare l’incenso
sugli alti luoghi, nelle città di Giuda e nei dintorni di Gerusalemme, e quelli
che bruciavano incenso a Baal, al Sole, alla Luna,
alla Dodici Costellazioni e a tutti gli Astri del cielo. Fece togliere dal
tempio del dio padrone e portare fuori di Gerusalemme il palo della Dèa Ascera, lo bruciò nella valle del Cedron
e lo ridusse in cenere, che fu poi buttata nel cimitero della gente comune.
Demolì la casa di prostituzione attigua al tempio del dio padrone, dove le
donne tessevano tuniche per Ascera. Radunò tutti i
sacerdoti dalle città di Giuda e sconsacrò tutti gli Alti Luoghi, dove quei
sacerdoti avevano offerto incenso, da Gabaa fino a Bersabea. Distrusse il Tempietto dei Satiri, situato
all’ingresso della porta di Giosuè, governatore della città, a sinistra di chi
entra per la porta della città. Però ai sacerdoti degli Alti Luoghi non fu
permesso di salire all’altare del dio padrone in Gerusalemme; tuttavia
mangiavano il pane azzimo in mezzo ai loro fratelli. Egli dissacrò Tofet, nella valle di Ben-Hinnom,
affinché più nessuno potesse immolarvi il proprio figlio o la figlia
bruciandoli sul fuoco in onore di Moloc. Fece sparire i cavalli, che i re di
Giuda avevano dedicato al Sole, all’entrata del tempio del dio padrone, presso
l’abitazione dell’eunuco Natan-Melek, situata negli
edifici annessi e bruciò il Cocchio del Sole. Fece demolire anche gli altari
eretti sopra la terrazza di Acaz, e fatti innalzare
dai re di Giuda, e gli altari che Manasse aveva fatto
costruire nei due cortili del tempio del dio padrone; il re li demolì, li
frantumò e ne disperse la polvere nella valle del Cedron.
Giosia rese inservibili al culto degli Dèi anche gli
Alti Luoghi, che erano di fronte a Gerusalemme e a sud del monte degli Ulivi,
quelli che Salomone, re d’Israele, aveva eretto ad Astarte,
Dea dei Sidonii, a Camos,
Dio di Moab, e a Milcom,
obbrobrioso Dio dei figli d’Ammon. Fece a pezzi i
Cippi, abbatté i Tronchi rappresentanti Ascera, e
riempì quei luoghi di ossa umane. Inoltre abbatté e ridusse in polvere
l’Altare che era a Bet-El e l’Alto Luogo
erettovi da Geroboamo, figlio di Nabat,
che fece prevaricare Israele, e bruciò anche l’Ascera.
Guardando poi intorno e veduti i sepolcri che erano sul monte, Giosia mandò a prendere le ossa di quei sepolcri e le
bruciò sull’Altare, rendendolo così inservibile al culto, secondo la parola del
dio padrone, pronunziata dall’uomo del dio padrone, quando Geroboamo,
durante la festa, era presso l’altare. Poi Giosia,
girando lo sguardo, posò gli occhi sopra la tomba dell’uomo del dio padrone che
aveva predetto queste cose e domandò: “Di chi è quel sepolcro che io vedo?”.
Gli uomini del luogo gli risposero: “E’ il sepolcro dell’uomo del dio padrone,
che venne da Giuda e predisse le cose che tu ora hai compiuto riguardo
all’altare di Bet-El”. Il re allora disse. “Lasciatelo stare: nessuno tocchi le
sue ossa”. E le ossa di lui rimasero intatte insieme con quelle del profeta che
era venuto da Samaria. Inoltre Giosia
demolì tutti i Templi degli Alti Luoghi che si trovavano nella Samaria, e che i re d’Israele avevano eretto, suscitando lo
sdegno del dio padrone, e fece di essi tutto quello che aveva compiuto a
Bet-El. Immolò sugli altari stessi tutti i Sacerdoti degli Alti Luoghi che là
si trovavano, poi bruciò ossa umane su quegli altari. Dopo questo tornò a
Gerusalemme. Giosia impartì quindi a tutto il popolo
quest’ordine: “Fate la pasqua del dio padrone, il dio vostro, secondo quello
che sta scritto nel libro dell’alleanza”. Dal tempo dei Giudici, che avevano
governato Israele, e per tutto il tempo dei re d’Israele e dei re di Giuda, non
fu mai celebrata una pasqua come quella. Sicché solo nel diciottesimo anno del
re Giosia fu celebrata a Gerusalemme una tale pasqua
in onore del dio padrone. Giosia fece sparire anche i
negromanti, gl’indovini, i terafim, gli Dèi e tutte
le abominazioni che si erano viste nella terra di Gerusalemme e di Giuda per
mettere in pratica le parle della legge, scritte nel
libro che il sacerdote Elkia aveva ritrovato nel
tempio del dio padrone. Non vi fu prima di Giosia un
re simile a lui, che abbia servito il dio padrone con tutto il suo cuore, con
tutta la sua anima, con tutte le sue forze, secondo tutta la legge di Mosé; e neppure dopo non ne sorse più uno uguale a lui. Ma
il dio padrone non depose più l’ardente sua ira, di cui era acceso contro
Giuda, a causa degli oltraggi con cui Manasse lo
aveva provocato. Il dio padrone ormai aveva deciso: “Anche Giuda io toglierò
dal mio cospetto, come tolsi Israele, e rigetterò questa città, Gerusalemme, da
me eletta, e questo tempio di cui dissi: Qui dimorerà il mio nome”.” II Re 23,
4-27
Giosia macella i Sacerdoti degli Dèi della
Samaria per puro odio religioso. Distrugge quanto può
distruggere della devozione religiosa della Palestina. Saranno poi i cristiani
cattolici a macellare i Samaritani con Giustiniano.
Nelle II Cronache c’è
un’ulteriore descrizione di morte distruzioni della devozione e delle religioni
per l’odio degli ebrei asserviti ad un dio padrone.
“Quando
queste feste furono terminate, tutti gli Israeliti che si erano trovati
presenti, si sparsero per le città di Giuda a distruggere i Cippi e i Simulacri
della Dea Ascera, a demolire gli Alti Luoghi, ad
atterrare gli Altari, in tutto Giuda e Beniamino, in Efraim
e Manazze, finché non li ebbero fatti sparire
completamente. Poi tutti i figli d’Israele se ne tornarono nei loro possessi e
nelle loro città.” II Cronache 31, 1.
Potrei continuare con
altri passi, presi da Geremia, Isaia, Ezechiele, ecc. che sono minacce dei capi
dei deportati che minacciano gli ebrei accusandoli di aver peccato. Una
minaccia che estendono come anatema a tutti i popoli fino ad invocare i Medi o
i vendicatori, chiamando beati coloro che sbatteranno le teste dei bambini di
Babilonia contro le pietre.
L’odio religioso
contro ogni religione diversa, ha la sua origine nella bibbia.
Non è da meno il criminale
Gesù che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui; che
ordina di procurarsi le spade (forza politica per imporre la religione); che
afferma di non essere venuto a portare la pace, ma la spada (le guerre i religione
per imporre il suo dio assassino); che offende le società civili pretendendo
che i magistrati si mettano in ginocchio davanti a lui; che viene arrestato col
ragazzino nudo; che si ritiene in diritto di gettare le persone là dove ci sono
tormenti e stridor di denti; che incita al razzismo
nei confronti di chi ha un’altra religione (i Farisei, i pii); che esalta e
santifica gli assassini per convinzione religiosa, come gli Zeloti.
L’odio religioso è
rinnovato da Gesù che rappresenta un continuità con l’odio religioso degli
ebrei:
“Il diavolo
lo trasportò di nuovo sopra un monte altissimo, gli mostrò tutti i regni del
mondo e la loro magnificenza, poi gli disse: “Tutto questo ti darò se ti
prostri e mi adorerai”. E allora Gesù gli rispose: “Vattene, nemico, perché sta
scritto: “Adorerai il dio padrone, il tuo padrone, e servirai a lui solo”.” Matteo
4, 8-10
L’odio per religioni
diverse non c’era mai stato nella storia. Come già ho detto, l’invenzione degli
ebrei consiste nel cambiare l’uso della religione: farla diventare lo strumento
di dominio sui popoli e giustificazione per ogni genocidio. Come quel Cirillo
che nel 400 è uno dei primi ideatori della “soluzione finale” contro chi non si
mette in ginocchio davanti al suo dio padrone (che poi è una proiezione di lui
stesso). Nel 428 Cirillo minacciava gli eretici affermando: “Se non si convertono, il mio dio padrone farà luccicare la
mia spada contro di loro”. Storia criminale del Cristianesimo di Karlheinz Deschner Vol. II
Generazioni di
ragazzi sono cresciuti leggendo la bibbia ed eccitandosi immaginando la guerra
che avrebbero fatto contro i Pagani e delle distruzioni che avrebbero portato.
Il cristianesimo,
preso dagli ebrei, come l’ebraismo, non è in grado di giustificare la propria
religione come elemento importante per gli uomini. Può solo imporlo come
malattia mediante la violenza che fa sentire agli uomini un senso di colpa. Una
malattia psicologica della
sottomissione, del delirio di onnipotenza nell’identificazione con lo
sterminatore al servizio del dio padrone. Solo l’uomo stuprato, che ritiene sé
stesso un peccatore, e vede chiuso ogni possibile futuro, può cercare una
“redenzione” o una “riabilitazione” capace di aprirgli nuove prospettive
d’esistenza. Solo costui può mettersi in ginocchio davanti al dio padrone e
muovere guerra affinché altri si mettano in ginocchio.
La guerra agli
infedeli caratterizzerà tutta la storia del cristianesimo.
Gli infedeli non sono
uomini, ma schiavi, merce, roba da comperare, vendere, catturare, torturare,
macellare.
Farò poche citazioni
tanto per capire come vengono applicate nella storia le direttive del dio
padrone dei cristiani e la sua esigenza di essere considerato l’unico dio,
padrone degli uomini e delle loro scelte.
“Dopo che
un’altra legge imperiale nel 529 ha confermato l’esclusione dai pubblici uffici
e dalle cariche, come anche da ogni attività di insegnamento dei Pagani e degli
altri non cattolici, Giustiniano inaugura, nella primavera di quello stesso anno,
numerosi processi contro impiegati pubblici renitenti in materia religiosa,
insistendo in una persecuzione materiale e spirituale fino a quel momento senza
precedenti (in taluni casi ancora peggiore al di là dei confini), che puntava
alla totale eliminazione. Questo era lo scopo della maggior parte della
legislazione antipagana, che certo fu elaborata con severità inusitata. “Noi
non tollereremo di assistere tranquillamente a questo disordine” – si disse nel
529, quando venne chiusa l’Accademia di Atene (l’ultima grande università
Pagana), tutte le sue proprietà confiscate, e l’insegnamento della filosofia
proibito per sempre. I più importanti pensatori Ateniesi, tra cui Damascio, capo dell’Accademia, emigrarono in Persia, a quanto pare tornando successivamente in patria,
in contrasto con l’opinione dominante. Gli ultimi Templi d’Egitto vennero
chiusi, oppure, come il famoso Tempio di Giove Ammone nel deserto libico, trasformati
in chiesa cristiana: tutti i Pagani vennero dichiarati incapaci di compiere
qualsivoglia atto giuridicamente valido. Se ne ordinò il battesimo coatto,
compresi i poppanti; per mezzo di ciò il confessore e delegato dell’imperatore,
il futuro vescovo di Efesto Giovanni di Amida – un monofisita siriaco – allargò il regno di dio con
70-80000 nuovi cristiani, 96 nuove chiese e 12 monasteri nelle provincie dell’Asia,
della Caria, della Lidia e della Frigia, come egli stesso esaltò – ma non senza
una massiccia costrizione e corruzione: l’imperatore doveva probabilmente aver
pagato un tanto a testa. Si condannò con la pena di morte la celebrazione dei
sacrifici, la venerazione di immagini Pagane, il ritorno di cristiani al Paganesimo,
come anche ognuno che, pur essendo cristiano, non aveva cristianizzato i propri
immobili. Poiché però nelle regioni sviluppate d’Oriente il Paganesimo
sopravviveva proprio nei settori più istruiti, la persecuzione colpì a
Costantinopoli molti appartenenti alle classi più alte – filosofi, alti
impiegati dello Stato, senatori, medici, contro i quali si procedette con
destituzioni, confische di beni, torture e condanne capitali. Grammatici,
sofisti, avvocati, uomini di medicina: tutti vennero incarcerati, convertiti a
forza, a volte giustiziati. Statue di divinità e libri Pagani vennero
pubblicamente bruciati, come nel giugno del 559 sul Kynegion,
dopo aver trascinato per le vie della città le “immagini idolatriche” che erano
state raccolte. Tutti coloro che non avevano ricevuto il battesimo, come già
abbiamo visto, come anche tutti i cristiani che stavano fuori dalla chiesa
cattolica, erano completamente privi di diritti, e vennero duramente
perseguitati per i più piccoli delitti religiosi.” Da Storia Criminale del Cristianesimo di Karlheinz Deschner Vol. II pag. 276-277
Oppure contro gli
ebrei autori dell’odio religioso come mezzo di controllo delle persone:
“Una
circolare del del 537 così si rivolge al prefetto
Giovanni di Cappadocia: “Vostra eminenza mi ha
brevemente riferito del fatto che ebrei, samaritani, montanisti o altre
orribili persone si annidano tra uomini di corte che ancora oggi la nostra vera
e santa fede non ha illuminato, ma stanno nelle tenebre senza percepire nella
loro anima i veri Misteri; e poiché noi abbiamo in odio gli eretici, essi
credono per questo motivo di essere liberi da ogni obbligo di corte...” . L’imperatore,
stupito del fatto che il suo Prefetto non ha subito “straziato” tutti quelli
che la pensano in questo modo, ordina per tutti l’ulteriore permanenza a corte,
così come l’adempimento dei servizi e dei pagamenti, ma contemporaneamente
negando loro ogni passato privilegio di corte. Al contrario, essi non dovevano
più “godere di alcun onore, ma soffrire un destino adeguato all’infamia in cui
vogliono mantenere la loro anima”. Giustiniano oppresse gli ebrei sia dal punto
di vista giuridico che sociale: essi non potevano entrare in possesso di nessun
oggetto ecclesiastico, né beni della chiesa, né terreni che erano previsti per
l’edificazione di edifici sacri, e in nessun modo di schiavi cristiani (nel
caso in cui l’avessero fatto, avrebbero dovuto liberarli immediatamente e
pagare 30 soldi di multa; ogni attività che comportasse il possesso di schiavi
era dunque con ciò impossibile per gli ebrei). L’imperatore li dichiarò anche
giuridicamente incapaci di testimoniare
in un processo contro un cattolico; solo se questi fosse entrato in conflitto con
un non cattolico, essi avrebbero potuto servirgli da testimone. Per quanto
riguarda l’Africa, dove gli ebrei erano perseguitati come i donatisti (cosa che
aveva causato ripetutamente l’insorgere di grandi rivolte), l’imperatore
emanò una legge antigiudaica
particolarmente severa, ordinando che le sinagoghe non potevano mantenere la
loro funzione, ma dovevano essere trasformate in chiese – provvedimento on il
quale, per la prima volta, la protezione statale per quelle sinagoghe ancora
tali venne di fatto eliminata, e il loro utilizzo religioso in generale
impedito. La “cristianizzazione” delle sinagoghe era davvero assai in voga,
come quella dei templi pagani. Così, una sinagoga di Edessa
divenne la chiesa di s. Stefano, quella di Alessandria la chiesa di s. Giorgio,
quella di Costantinopoli la chiesa di Maria (chiesa di Calcocrate),
per opera di Teodosio II, quella di Dafni la chiesa di s. Leonzio.
Successivamente, fu il vescovo Vittorio a trasformare in chiese le sinagoghe di
Palermo; ma già prima lo aveva fatto Giovanni di Efeso, patriarca di
Costantinopoli sotto Giustiniano, con sette sinagoghe in Asia, Caria, Lidia,
Frigia. Le sinagoghe, come i Templi Pagani, vennero trasformate pubblicamente,
spesso in maniera violenta, ancor prima che i cristiani le utilizzassero. Avvenne
anche che le sinagoghe fossero date alle fiamme o rase al suolo e quindi, al
loro posto, costruita una chiesa, come era avvenuto ad Apamea.”
Da Storia Criminale del Cristianesimo di Karlheinz Deschner Vol. II p. 277-278
I massacri fatti
prima e dopo questo periodo, in obbedienza al comandamento “Non avrai altro Dio
fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che splendono
nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io,
il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e
dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma
uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi amano e
osservano i miei comandamenti.” si sprecano. Tutta la storia altro non è che la
violenza con cui questo comandamento viene imposto.
Se è vero che le
guerre contro i popoli obbediscono ad esigenze che spesso hanno ben poco a che
fare con la religione cristiana, è altrettanto vero che per stimolare le
persone a fare guerra, la religione cristiana e la gloria del suo dio è l’argomento
principe con cui si dirigono i sentimenti delle persone e le si incitano a
combattere per la maggior gloria del dio padrone cristiano. La scoperta delle Americhe è una questione economica; il suo dominio un
affare religioso cattolico. Fin dal primo momento Cristoforo Colombo pianta la
croce e impone la violenza criminale del battesimo.
Guerra di
annientamento per imporre: “Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare
nessuna scultura, né immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla
terra. Non adorar tali cose, né servir loro, perché io, il Signore, Iddio tuo,
sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla
terza o alla quarta generazione di coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino
alla millesima generazione verso coloro che mi amano e osservano i miei
comandamenti.” vanno di pari passo alla diffamazione, denigrazione, ingiurie,
dei popoli e degli individui con cui giustificare la loro distruzione a maggior
gloria del dio padrone dei cristiani.
Scrive il Catechismo
della Chiesa cattolica a tal proposito per giustificare il suo genocidio e
cercare la comprensione per le stragi che ha commesso:
“2104 – “tutti
gli uomini sono tenuti a cercare la verità, specialmente in ciò che riguarda
dio e la sua chiesa, e, una volta conosciuta, ad abbracciarla e custodirla.” (Concilio
Ecumenico vaticano II , Dignitatis Humanae) Non si contrappone ad un “sincero rispetto” per le
diverse religioni, le quali “non raramente riflettono un raggio di quella
verità che illumina tutti gli uomini” (Concilio Ecumenico Vaticano II, Nostra Aetate) né all’esigenza della carità, che spinge i
cristiani “a trattare con amore, prudenza e pazienza gli uomini che sono nell’errore
o nell’ignoranza circa la fede.” Catechismo della chiesa cattolica 1994
Parole offensive,
ingiuriose, contro tutti coloro che i cristiani, e i cattolici in particolare,
hanno macellato per costringere in ginocchio al loro dio padrone. Parole
ingiuriose che vengono reiterate in un dovere al genocidio e all’aggressione
delle persone che nel catechismo della chiesa cattolica del 1994 suona come una
sua pretesa a violentare le persone (come del resto ha legittimato Ratzinger)
per imporre il suo dio padrone:
“2105 – Il dovere
di rendere al dio padrone un culto autentico riguarda l’uomo individualmente e
socialmente. E’ “la dottrina cattolica tradizionale sul dovere morale dei
singoli e delle società verso la vera religione e l’unica chiesa di cristo”
(Concilio Ecumenico Vaticano II, Dignitatis Humanae) evangelizzando senza posa gli uomini, la chiesa si
adopera affinché essi possano “informare nello spirito cristiano la mentalità e
i costumi, le leggi e le strutture della comunità” (Concilio Vaticano II, Apostolicam Actuositatem) in cui
vivono. Il dovere sociale dei cristiani è di rispettare e risvegliare in ogni
uomo l’amore del vero e del bene. Richiede loro di far conoscere il culto dell’ “unica vera religione che sussiste
nella chiesa cattolica ed apostolica” (Concilio Vaticano II, Dignitatis Humanae). I cristiani
sono chiamati ad essere la luce del mondo. La chiesa in tal modo manifesta la
regalità di cristo su tutta la creazione
e in particolare sulle società umane.” Dal Catechismo della chiesa cattolica
1994
Dunque, legittimazione
del genocidio, della violenza del dio padrone, del criminale Gesù, della chiesa
cattolica fino ai delinquenti Teresa di Calcutta o padre Pio.
Per fare una storia
criminale del cristianesimo è necessario partire dal genocidio di Cirene e Salamina per arrivare,
di genocidio in genocidio, al genocidio del Ruanda e dei genocidi dei bambini
in Inghilterra, in Irlanda con i processi ai preti pedofili, al genocidio degli
aborigeni australiani, che sono avvenuti fino a qualche anno fa e che, nelle
missioni cattoliche, stanno ancora avvenendo, come nelle guerre di religione in
corso in Iraq e Afganistan, voluta dai cristiani integralisti, Bush, cristiano
rinato, Blair, convertito al cattolicesimo, Berlusconi, cattolico integralista.
Sono i cristiani
cattolici che macellano i popoli dell’Europa del Nord per imporre il
cattolicesimo. E’ Carlo Magno che macella i popoli per imporre il
cattolicesimo. Sono i papi cattolici che macellano i musulmani e macellano i
bambini d’Europa nelle crociate dei bambini e dei pezzenti. Sono i cristiani
che macellano centinaia di milioni di Indios in America. Sono i cristiani che
deportano 200.000.000 i schiavi dall’Africa, ne distruggono la cultura,
alimentano il colonialismo e le stragi. Sono i cristiani che portano guerra e
distruzione. Sono i cristiani che organizzano la prima guerra mondiale . Sono i
cristiani che alimentano la seconda guerra mondiale. Sono i cristiani che
costruiscono i campi di sterminio. Sono i cristiani che macellano gli eretici.
Sono i cristiani che macellano milioni di streghe. Sono i cristiani che
costruiscono una morale contro l’uomo. Sono i cristiani che distruggono la
cultura. Sono i cristiani che costruiscono la miseria sociale e morale. Sono i
cristiani che stuprano e violentano milioni e milioni di bambini a maggior
gloria del loro dio padrone. Sono i cristiani che costruiscono i manicomi e gli
internamenti. Sono i cristiani che criminalizzano come colpa tutti coloro che
hanno figli handicappati. Sono i cristiani che impongono la violenza sessuale
al fine di impedire alle persone di gestire il loro corpo portando la violenza
nei rapporti sessuali. Sono i cristiani che criminalizzano la donna in quanto
donna.
Al cristianesimo e
alla volontà di imporre il loro dio padrone, vanno ascritti tutti i delitti
contro l’umanità commessi dagli ebrei prima e dai cristiani fino ad oggi con la
violenza di la sua volontà di stuprare i bambini e le dittature che hanno
insanguinato i vari paesi e al persistere del colonialismo attraverso il
terrore dei missionari cattolici che agiscono per diffondere AIDS e miseria.
Si tratta di un
orrore che attraversa il mondo per circa 2000 anni: orrore, morte e distruzione
in nome di: “Non avrai altro Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né
immagini di cose che splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali
cose, né servir loro, perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che
punisco l'iniquità dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta
generazione di coloro che mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima
generazione verso coloro che mi amano e osservano i miei comandamenti.”
A questo la società
civile si è ribellata attraverso un processo storico che ha la sua conclusione
nella condanna delle pretese del dio padrone dei cristiani di: “Non avrai altro
Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che
splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro,
perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità
dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che
mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi
amano e osservano i miei comandamenti.”
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
nel 1948
dichiara, contro le pretese del dio padrone cristiano:
1) Ogni individuo ha il
diritto ad avere una proprietà privata sua personale o in comune con gli altri.
2) Nessun individuo
potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.
Ogni individuo ha il
diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione; tale diritto
include la libertà di cambiare religione o credo, e la libertà di manifestare,
isolatamente o in comune, sia in pubblico che in privato, la propria religione
o il proprio credo nell'insegnamento, nelle pratiche, nel culto e
nell'osservanza dei riti.
Ogni individuo ha il
diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non
essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e
diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a
frontiere.
1) Ogni individuo ha il
diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
2) Nessuno può essere
costretto a far parte di un'associazione.
La Costituzione della Repubblica Italiana (1948):
Articolo 3
Tutti i
cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza
distinzione di sesso, di razza, di lingua di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali.
E’ compito
della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,
limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il
pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i
lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Pese.
Articolo 19
Tutti hanno
il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi
forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitare in privato
e in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buoncostume.
Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti del’Uomo
e delle Libertà Fondamentali (Gazzetta ufficiale del 1955):
Articolo 9
Ogni
persona ha il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione;
questo diritto importa la libertà di cambiare religione o pensiero, come anche
la libertà di manifestare la propria religione o il proprio pensiero individualmente
o collettivamente, in pubblico o in privato, per mezzo del culto, dell’insegnamento,
di pratiche e compimento di riti.
La libertà
di manifestare la propria religione o il proprio pensiero non può essere
oggetto di altre limitazioni oltre a quelle previste dalla legge, e che
costituiscono misure necessarie, in una società democratica, per la sicurezza
pubblica, la protezione dell’ordine, della salute e della morale pubblica o la
protezione dei diritti o le libertà di altri.
Patto
internazionale sui diritti civili e politici
New
York 16 dicembre 1966
Entrata
in vigore il 23 marzo 1976
Articolo 18
1. Ogni individuo ha
diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto
include la libertà di avere o di adottare una religione o un credo di sua scelta,
nonché la libertà di manifestare, individualmente o in comune con altri, e sia
in pubblico sia in privato, la propria religione o il proprio credo nel culto e
nell'osservanza dei riti, nelle pratiche e nell'insegnamento.
2. Nessuno può essere assoggettato
a costrizioni che possano menomare la sua libertà di avere o adottare una
religione o un credo di sua scelta.
3. La libertà di
manifestare la propria religione o il proprio credo può essere sottoposta
unicamente alle restrizioni previste dalla legge e che siano necessarie per la
tutela della sicurezza pubblica, dell'ordine pubblico e della sanità pubblica,
della morale pubblica o degli altrui diritti e libertà fondamentali.
4. Gli Stati parti del
presente Patto si impegnano a rispettare la libertà dei genitori e, ove del
caso, dei tutori legali di curare l'educazione religiosa e morale dei figli in
conformità alle proprie convinzioni.
Trattato di Nizza
CARTA DEI DIRITTI
FONDAMENTALI
(approvata dal
Parlamento europeo il 14 novembre 2000
Entrata in vigore in
maniera definitiva per tutti i paesi dell’Unione Europea con il trattato di
Lisbona il 01 dicembre 2009)
Articolo 10
Libertà di pensiero,
di coscienza e di religione
1. Ogni individuo ha
diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto
include la libertà di cambiare religione o credo, così come la libertà di
manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o
collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l'insegnamento,
le pratiche e l'osservanza dei riti.
2. Il diritto
all'obiezione di coscienza è riconosciuto secondo le leggi nazionali che ne
disciplinano l'esercizio.
Articolo 11
Libertà di espressione
e d'informazione
1. Ogni individuo ha
diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di
opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che
vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di
frontiera.
2. La libertà dei
media e il loro pluralismo sono rispettati.
Articolo 12
Libertà di riunione e
di associazione
1. Ogni individuo ha
diritto alla libertà di riunione pacifica e alla libertà di associazione a
tutti i livelli, segnatamente in campo politico, sindacale e civico, il che
implica il diritto di ogni individuo di fondare sindacati insieme con altri e
di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
2. I partiti politici
a livello dell'Unione contribuiscono a esprimere la volontà politica dei
cittadini dell’Unione.
In tutti i paesi del
mondo è sentita l’esigenza di fermare il delirio del dio padrone dei cristiani
e di liberare i cittadini dalle costrizioni che l’odio degli ebrei ha imposto a
tutto il mondo per 2500 anni.
Il “Non avrai altro
Dio fuori che me. Non ti fare nessuna scultura, né immagini di cose che
splendono nel cielo, o sono sulla terra. Non adorar tali cose, né servir loro,
perché io, il Signore, Iddio tuo, sono un Dio geloso, che punisco l'iniquità
dei padri e dei figli fino alla terza o alla quarta generazione di coloro che
mi odiano; ma uso clemenza fino alla millesima generazione verso coloro che mi
amano e osservano i miei comandamenti” rappresenta la fonte dell’odio e delle
atrocità cui è stata sottoposta ‘umanità.
Ancor oggi il dio
padrone dei cristiani viene usato per alimentare guerre e distruzioni, come in
Iraq, e per attentare ai diritti civili dei cittadini che il dio padrone dei
cristiani, nelle varie forme in cui si esprime, dalle organizzazioni religiose
alle organizzazioni politiche, odia per poter ridurre le persone alla sottomissione.
Il dio padrone dei
cristiani è il principale nemico delle società civili. La fonte dell’odio che
impedisce ai popoli di costruire il loro futuro.
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Piaz.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 3277862784
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