MANIPOLAZIONE MENTALE E
GESTIONE DELLE MASSE
MEDIANTE L’ILLUSIONE.
REALTA’ ESTERNA
IL
DISASTRO COME OPPORTUNITA’ DA COGLIERE
PER
COSTRUIRE LE IDEE NELLE MASSE;
CONDIZIONI
ESTERNE, OPPORTUNISMO E
REALTA’ VIRTUALE.
Vai all'indice dei testi sui problemi cristiani nella società civile.
Cosa dice Howard Gardner a proposito
della realtà esterna come tecnica per far cambiare idea?
“Talvolta,
accadono degli eventi collettivi che colpiscono numerose persone, e non solo
quelle che stanno prendendo in considerazione un cambiamento di rotta. Guerre,
uragani, attentati terroristici, depressione economiche potranno costituire
alcuni esempi; ma vi sono anche avvenimenti positivi:
periodi di pace e prosperità, disponibilità di cure sanitarie che prevenghino
le malattie e allunghino la vita, il benefico influsso di un leader, di un
gruppo o di un partito politico...”
In
questa situazione Gardner cambia i rapporti: non è
più il leader che porta le persone a cambiare idea, ma il cambiamento delle
condizioni porta al cambiamento del modo di pensare.
Mi
ricorda un po’ il movimento ebraico fra il XIX e il XX
secolo. Quando era indicato come una razza da combattere, “le sinagoghe di
Satana”, gli ebrei militavano nei movimenti di “sinistra” fino a partecipare
massicciamente alla Rivoluzione Sovietica; quando, dopo l’olocausto, divennero
la nazione Israeliana, sia in quel paese, che nei vari movimenti ebraici
occidentali, l’ideologia nazista del superuomo a cui tutti devono inchinarsi,
propria della tradizione ebraico-cristiana, prese il
sopravvento sui principi di uguaglianza. E’ di questi
giorni la partecipazione degli ebrei d’Israele all’attività di “pulizia etnica”
in Georgia. La formazione delle idee,
sulla vita e sul mondo in cui vivono, degli Esseri Umani è sempre in relazione alle condizioni che loro sono costretti a
vivere e per come loro riescono a percepire le modificazioni del mondo in cui
vivono. Esiste una capacità di comprensione soggettiva dei fenomeni che si
manifestano nel mondo; esiste una percezione dei fenomeni che dal mondo giungono
all’individuo; esiste una capacità dell’individuo di selezionare i fenomeni che
giungono a lui; e, tutto questo, costituisce la cultura del soggetto che
costruisce le relazioni con il mondo in cui vive.
Le
idee sulla realtà del mondo e sulle relazioni fra le persone sono formate
dall’individuo in funzione della veicolazione delle
proprie pulsioni e dei propri bisogni nel mondo. A seconda
dell’idea che egli ha del mondo, organizzerà la veicolazione
delle tensioni che gli consentono di soddisfare i suoi bisogni e i suoi
desideri. Se il terremoto gli incute paura, nonostante
non lo subisca, mette in atto delle idee e strategie di protezione dal
terremoto. Lo stesso vale per i prodromi di una crisi economica. Quanto
investimento emotivo fa la persona sulle notizie che gli giungono dal mondo?
Quali relazioni ha la persona fra sé stessa e le
trasformazioni che avvengono nel mondo? Qual è la sua valutazione dei fatti? I
fatti, per l’individuo qualunque, sono quelli resi
noti dalla televisione. Una televisione che impone ai
cittadini le dimissioni dalla loro capacità di critica nel presente in cui
vivono. Le masse, quelle che vengono manipolate
in funzione del voto, vivono, di fatto, una realtà esterna virtuale. Tutti i
giorni le donne, che la violenza terrorista definisce “prostitute”, vengono vessate! La foto della prostituta a terra nel
comando dei vigili urbani di Parma rende manifesta una
realtà. Una realtà fattiva e quotidiana che le persone ignoravano in quanto la realtà, per loro, era quella virtuale: i vigili
urbani al servizio dei cittadini! Quando quella foto è stata pubblicata i
cittadini, per un attimo, sono usciti dalla realtà virtuale, ma l’informazione
nazionale ha provveduto a ricacciarceli giustificando
le attività dei vigili urbani di Parma. “fatevi più furbi, non fatevi scoprire
quando vessate, torturate o schernite le “prostitute”.”.
La
realtà immaginata si è sostituita alla realtà. Le persone immaginano anziché
vivere e quell’immaginazione viene
alimentate da chi ha interesse che continuino ad immaginare. Così, quando gli USA dettero il via alla devastazione dell’Iraq non
immaginavano che altri avrebbero potuto fare lo stesso. Oppure,
non immaginavano che quella loro scelta avrebbe interdetto altre scelte in un
futuro immediato. Le persone immaginavano che Saddam Hussein avesse armi di distruzione di massa: e appoggiarono
l’aggressione USA. La Georgia oggi vive la situazione irachena e gli USA difficilmente potranno chiedere alla Russia un
comportamento differente da quello che loro stessi hanno tenuto. Le persone
immaginano i Russi invasori; non immaginano i Georgiani che mettono in atto
pulizia etnica con l’aiuto degli Israeliani. Alimentare
l’immaginazione virtuale per dirigere l’opinione pubblica. In USA
nessuno si è opposto alla sistematica violazione dei “diritti umani” messi in
atto da Bush quando ha legittimato la tortura, il
sequestro di persona e l’esportazione del sequestrato in paesi in cui si
pratica la tortura, Guantanamo e le carceri gestite
dagli USA in Iraq e in Afganistan.
Appare evidente come la richiesta del rispetto dei diritti umani dei paesi
occidentali, come l’Italia, gli USA, l’Inghilterra, la Germania
e la Francia nei confronti della Cina, India e Russia
sono solo atti pretestuosi all’interno di una guerra di propaganda per coprire
e giustificare le proprie violazioni. Spesso i paesi occidentali non chiedono a
Cina o Russia il “rispetto di diritti umani”, ma di acconsentire ed accettare
azione di distruzione ad opera di organizzazioni del
terrore messe in atto sul proprio territorio. Ogni scelta fatta da uno stato o
dagli eventi naturali è tale da modificare le idee e gli atteggiamenti delle
persone, ma questo non è il senso dello scritto di Gardner
“Cambiare idee”. Il senso dello scritto di Gardner è:
data una realtà esterna che manifesta un avvenimento, catastrofico, come si
deve agire per volgere a favore le idee delle masse? L’evento catastrofico
incide sulla capacità empatica delle persone
predisponendone le tensioni emotive; noi, come posiamo agire per volgere a
nostro favore la veicolazione che l’impellenza
emotiva genera nelle persone? Dato un avvenimento, come dobbiamo agire affinché
la veicolazione emotiva indotta sia trasformata in
idee dalle masse? Idee dalle quali le masse fanno derivare le loro scelte e le
loro azioni? Una testa un voto: se non possiamo
sfruttare il terremoto che ha distrutto la scuola a nostro favore siamo
incapaci; come siamo incapaci se non fruttiamo i profughi provenienti
dall’Albania piangendo e versando lacrime. Le lacrime a beneficio delle
telecamere. Poi le telecamere si spengono, ma nelle masse, quelle che votano,
il ricordo e la commozione resta.
L’interpretazione
dei fatti, più o meno drammatici che coinvolgono le persone dall’ambiente
esterno, vengono interpretati dalle persone con lo
stesso criterio col quale le persone scelgono fra coca cola e pepsi cola:
“COCA O PEPSI? Zaltman, ovviamente, non è l'unico a
insinuarsi nella mente del consumatore. Nei test di degustazione alla cieca di
stampo neuroscientifico, Coca e Pepsi
si sono misurate tra loro segnando di fatto un
pareggio. In Blink, Gladwell
spiega come la Coca-Cola abbia commesso un grave errore usando i dati ottenuti
da un primo test, nel quale il prodotto concorrente risultava
più gradito alla maggior parte dei consumatori, per modificare la ricetta e
creare quel disastro di marketing chiamato New Coke. Eppure,
nono-stante un gusto riscuotesse minori preferenze, la Coca-Cola tradizionale
rimane la numero 1 fra le bibite al mondo. Ricerche più recenti, pubblicate
dopo che il libro di Gladwell era
già stato completato, possono aiutarci a capire perché. I ricercatori
del Baylor College of Medicine hanno nuovamente
chiesto a 67 consumatori di Coca e Pepsi di scegliere
la bibita preferita in una degustazione alla cieca, e la scelta è di nuovo caduta sulla Pepsi. Se però si mostrava loro il logo dell'azienda prima di bere,
3 consumatori su 4 passavano a preferire la Coca. I ricercatori hanno
analizzato il cervello dei partecipanti durante il test e hanno scoperto che
l'etichetta Coca-Cola determinava una grande attività
nella parte associata ai ricordi e all'immagine di sé, mentre la Pepsi, pur piacendo di più alla maggior parte dei
consumatori, non sollecitava molto questi centri cerebrali preposti al
benessere. Lo scorso ottobre, quando è stato pubblicato lo studio in questione,
P. Reed Montague, direttore
del laboratorio Brown Foundation
Human Neuroimaging di Baylor, ha fornito una spiegazione: "L'etichetta della
Coca-Cola produce un enorme effetto sull'attività cerebrale relativa al
controllo delle azioni, alla capacità di riportare alla memoria i ricordi e
l'immagine di sé". La semplice, celebre immagine rossa e bianca riesce a
risvegliare l'ippocampo e la corteccia prefrontale dorsolaterale. Il punto focale, spiega Montague,
è che "esiste una risposta nel cervello che porta a
un effetto comportamentale". E, curiosamente, non ha nulla a che vedere
con le preferenze consapevoli.”
Tratto
da:
I trucchi della mente
NEUROSCIENZE Nuove ricerche indagano sul ruolo
dell'inconscio nelle decisioni di ogni giorno: dallo
shopping al partner giusto, nelle nostre scelte c'è molto di più di ciò che
pensiamo.
di Marianne
Szegedy-Mszak
La
manipolazione degli individui avviene a monte; nelle
loro credenze e nelle loro predilezioni.
I
Fenici sacrificano i loro figli in olocausto ai loro Dèi!
L’hanno
venduta come propaganda i Romani e la Bibbia; ognuno di loro per diffamare i
Fenici. Nessuno ha mai avuto interesse per la verifica. Si raccontavano
storie in merito e si usavano storie di terrore assolutamente immaginate come
se fossero vere. Che prima dell’arrivo dei cristiani si facessero
i sacrifici dei figli, era diventato normale. Quasi che i
cristiani fossero stati i portatori di una civiltà dove prima vigeva la
barbarie. Così, raccontare storie antiche intrise di sangue e terrore e
sottoporle al giudizio di una morale cristiana incapace di giudicare il suo
dio; era del tutto normale. Una normalità che risolveva
nell’attività di dio contro i malvagi la risposta ad ogni perché
dell’accadimento. Dal terremoto agli uragani; dalle
tempeste ai vulcani; tutto era spiegato con la volontà di dio. Come con
la volontà del dio padrone era spiegata ogni guerra e ogni decisione
dell’autorità.
Si
sceglieva dio come risposta con lo stesso meccanismo cerebrale con cui le
persone scelgono la coca cola anziché la pepsi cola. Non si chiedono che cosa sia più buono, ma
quello che scelgono deve essere necessariamente il più buono. Esattamente come al risposta dell’intervento di dio era necessariamente la
verità che rispondeva alla ricerca della causa dell’accadimento.
Così
la crisi economica che sta attraversando l’economia mondiale
è una crisi diversa da quelle conosciute negli ultimi due secoli. Non è una
crisi da sovrapproduzione e da sottoconsumo, ma è una crisi mondiale di
ristrutturazione della produzione e degli strati di popolazione che possono
consumare. In Italia, soprattutto, la crisi si riassume nella necessità di
costruire una classe di miserabili, di sottoproletari con le caratteristiche
dell’emarginazione sociale e l’impossibilità di rimuovere quel tipo di emarginazione. Si tratta di una massa di disperazione
costruita attraverso microstorie personali di conflittualità
irrisolta. Ci saranno quelle migliaia di persone che non reggono economicamente
dopo il divorzio. Ci saranno quelle migliaia di persone che si sono viste
privare di fonti di reddito perché guidavano ubriache. Ci sono quelle migliaia
di persone che hanno figli handicappati e che hanno avuto altri problemi. Ci
sono quelle migliaia di persone che si sono drogate. Ci sono le migliaia di
persone che hanno perso il posto di lavoro e non sono riuscite a pagare il
mutuo. La quantità è una massa significativa della
popolazione, ma le peculiarità personali che hanno indotto quelle persone a
diventare massa emarginata impediscono l’aggregazione che può avvenire solo
nella riaffermazione dell’emarginazione.
Il
potere mediatico si appresta a gestire questa nuova
“emergenza” allontanando il sospetto che quest’emergenza
sia voluta ed organizzata criminalizzando le persone
che sono prossime a diventare le prossime emarginate. La risposta è questa: le
cause dell’accadimento nefasto stanno nelle scelte della singola persona. E’ la
singola persona l’unica responsabile delle “sfortune” che gli capitano. Le sfortune non sono il
prodotto della sequenza delle scelte delle Istituzioni al fine di immiserire la
persona, ma sono il prodotto delle scelte della singola persona.
Questa
risposta funziona solo se c’è un condizionamento educazionale
a monte: ciò che succede non è il risultato di
condizioni oggettive alle quali il singolo individuo è stato costretto a
rispondere e ad adattarsi, ma sono il frutto della “volontà di dio”, “della
malvagità dell’individuo”; “della debolezza dell’individuo”. Si tratta di
giocare sul senso di colpa che può essere imposto all’individuo quando
nell’individuo manca il senso critico: “scelgo la Pepsi Cola perché mi piace di più!”; “Scelgo la Coca Cola
perché la preferisco!”; “E’ davvero possibile che i Fenici con l’alta mortalità
infantile di allora uccidessero i loro figli? Che futuro
poteva avere quella società?”; “Un dio che si compiace di ammazzare le persone
mandando terremoti o uragani; non fa un po’ schifo?”; “Se io come cittadino non
ho gli strumenti giuridici per far fronte alla banca che mi vuole pignorare la
casa e distruggere le mie condizioni economiche; forse c’è qualche cosa che non
va nell’organizzazione sociale!”; “Se i ragazzi hanno solo droga o alcool nel
loro futuro; forse nella società c’è qualche cosa che non funziona!”
Il
mondo, la realtà, in cui viviamo ci stimola a verificare le nostre idee. Troppo
spesso noi non viviamo quella realtà, ma viviamo una realtà virtuale che viene installata in noi mediante il condizionamento educazionale e stimolato mediante l’informazione dei media
che costruiscono dei paletti entro i quali le nostre idee possono veicolarsi.
Il condizionamento educazionale e i
media costruiscono, di fatto, una realtà virtuale che forma la nostra
“idea del mondo” nella quale, spesso, irrompono i problemi sotto forma
dell’incapacità delle persone di leggere i fenomeni e i segnali provenienti dal
mondo. Così si è costretti a vivere momenti drammatici nei quali dobbiamo
misurare le idee che abbiamo nei confronti del mondo o della vita oppure, in alternativa, ridurci a diventare dei soggetti di carità: i
nuovi emarginati!
L’evento
distruttivo è spesso vissuto dalle persone come un “preludio dell’apocalisse”!
E’ interpretato come le “gemme del fico” che preannunciano
la venuta del figlio del dio padrone con grande potenza sulle nubi, che annulla
ogni passato, ogni debito e ogni cosa che ha generato l’angoscia, e apre agli
uomini disperati il futuro. Così, quando l’oppressione psichica raggiunge una
pressione eccessiva, gli individui sognano una sorta di “fine della realtà
presente”. Che può andare dal desiderio di vincere al superenalotto, alla catastrofe capace di rimescolare le
carte dei debiti e dei crediti sociali. Così, davanti a Bush, si spera in Obama. Gli
statunitensi sperano che Obama rimescoli per loro le
carte della vita aprendo per loro un diverso futuro. Forse Obama
vincerà le elezioni e forse molti suoi sostenitori cambieranno idea. Non basta
un presidente per uscire da un modello economico che ha fatto della dipendenza
finanziaria ed economica dal mondo il “modello di vita americano”. Non basta un
Obama per rimediare ad una situazione sociale che
vede tre milioni di statunitensi detenuti in galera. Ma
le masse plaudono: una testa, un voto. Come ieri applaudivano a Bush: una testa, un voto! Cambino le idee, ma queste siano
contenute entro i limiti di Obama
e Bush.
Marghera 12.08.2008
Altri capitoli:
MANIPOLAZIONE MENTALE E GESTIONE DELLE
MASSE MEDIANTE L'ILLUSIONE;
analisi di Howard
Gardner "Cambiare idea"
1) Premessa e considerazioni generali su
come Gardner si pone davanti alla vita!
2) IL RAZIOCINCIO; logica e raziocinio nella
manipolazione delle masse elettorali!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
TORNA ALL'INDICE DEI TESTI SUL MALE
TORNA ALLA PAGINA PRINCIPALE DEL SITO