MANIPOLAZIONE MENTALE E
GESTIONE DELLE MASSE
MEDIANTE L’ILLUSIONE.
RIDEFINIZIONE
DELLE IMMAGINI MENTALI
LE
TECNICHE DELLA PROPAGANDA TELEVISIVA
L’OGGETTO
DELLA PROPAGANDA
I
LIMITI DEL LEADER
Vai all'indice dei testi sui problemi cristiani nella società civile.
Cosa
dice Howard Gardner a
proposito della ridefinizione delle immagini mentali?
“Malgrado
la tecnicità della sua denominazione, il quarto
fattore è in sostanza piuttosto semplice. E’ più facile convincere una persona
di un’idea quando questa può essere rappresentata in una varietà di forme.”
Quando
Gardner parla di immagini mentali si riferisce al modo
con cui si guarda, si agisce e si giudica, il mondo in cui vive.
Gardner ci illustra un esempio attraverso il quale si produce la
RIDEFINIZIONE DELLE IMMAGINI al fine di produrre un cambiamento mentale
fra le persone:
1 – Narrativa: si
raccontano storie sull’argomento e sulle persone in esso coinvolte (per esempio
la storia di Charles Darwin per l’evoluzione o quella
di Anna Frank per l’olocausto);
2 – Quantitativa: si usano
esempi collegati all’argomento (per esempio l’enigma delle molte specie di fringuelli
che popolano una decina di isole delle Galapagos);
3 – Logica: si individuano
gli elementi o le unità fondamentali e se ne esaminano i nessi logici (per
esempio, come la tesi di Malthus sulla sopravvivenza
umana in presenza di scarse risorse può essere applicata alla concorrenza tra
le specie biologiche);
4 – Esistenziale: si
sollevano i grandi interrogativi, per esempio sulla natura della verità e della
bellezza, della vita e della morte;
5 – Estetica: si
considerano gli esempi in relazione alle loro qualità artistiche o se ne coglie
l’impronta nelle opere d’arte ( per esempio, osservando le diverse forme dei
becchi dei fringuelli o analizzando gli elementi espressivi del trio);
6 – diretta: si lavora
direttamente con elementi tangibili (per esempio, eseguendo il trio delle Nozze
di Figaro, incrociando le mosche della frutta, per studiare come mutano i
tratti nel corso delle generazioni);
7 – cooperativa sociale: ci
si impegna in progetti collettivi alla cui riuscita ognuno collabora con un
proprio contributo;
La
riuscita delle condizionamento delle masse mediante la ridefinizione
delle immagini mentali può avvenire soltanto se il mezzo e “le storie”
coinvolgono le emozioni delle persone: hanno risonanza. Per di più tali
cambiamenti sono permanenti se il nuovo atteggiamento è vantaggioso come metodo
per affrontare i problemi della vita. Diventa permanente soltanto quando il
cambiamento è un “guadagno” nelle possibilità esistenziali della persona.
Un
esempio può essere la ridefinizione della percezione
da parte delle masse dell’omosessualità.
Il
tutto è cominciato circa una quindicina d’anni fa’. Si sono costruite
storie, sulla sessualità in cui si faceva capire che si trattava di un
atteggiamento sessuale emotivo e non di una morbosità perversa; si è iniziato a
parlare di relazioni omosessuali fissate nel tempo, spesso sono
intervenuti uomini di successo, come gli stilisti di moda. La scienza stessa ha
iniziato a svolgere delle indagini in cui si è dimostrato come l’avversione
sociale all’omosessualità fosse dovuta ad una forma di “invidia” per una forma
di omosessualità latente. Si è iniziato a porre degli interrogativi, come, ad
esempio, lo scontro fra chi riteneva l’omosessualità una malattia e chi
riteneva l’omosessualità una condizione biologica. Si è analizzato il ruolo
sociale dell’omosessuale fino a fare leggi contro la discriminazione e a
mettere in atto azioni di difesa da aggressioni. Recentemente il Sig. Buttiglione è stato
rifiutato come ministro Europeo proprio per le sue posizioni razziste contro
gli omosessuali. C’è un cambio di mentalità nella società che, tuttavia, non
impedisce ad una madre di accoltellare la figlia che gli dice di essere lesbica
o il genitore che considera un disonore avere un figlio omosessuale. Le recenti
prese di posizione della Garfagna, ministro per le
pari opportunità, contro gli omosessuali dimostrano come sia sempre in atto un
accanimento ideologico nonostante una trasformazione di atteggiamento nella
società.
La ridefinizione delle immagini che riguardano i grandi temi
sociali, sono le più DURE A MANIFESTARSI. Questo perché le convinzioni ideali
sono le più profonde fra i singoli individui e le più funzionali nella
formazione del controllo sociale. Si controllano gli individui attraverso il
controllo della loro sessualità. Se la società perde il controllo della
sessualità degli individui, perde il controllo delle singole persone. Per
questo motivo viene alimentata una grande fobia sessuale. Specialmente nella
formazione del macismo fra poliziotti e carabinieri
che vedono ancora nell’omosessuale il delinquente che il dio padrone punisce a Sodoma e Gomorra. Perché avvenga
la trasformazione definitiva dell’atteggiamento sociale si dovrà, da un lato
attendere che almeno un paio di generazioni muoiano e poi sarà necessario
auspicare la nascita di nuovi comportamenti seduttivi
sociali per adattare la veicolazione delle pulsioni
sessuali degli individui alle nuove norme che la società intende imporre.
La
violenza sulle donne non è più accettabile. C’è una canzonetta
popolare-cristiana in Veneto che recitava “El me marì el xe
bon; el xe tre volte bon;
solo la domenica me mena col baston!”
La
canzoncina fa un po’ ridere, ma centinaia di donne vengono maltrattate e molte
ammazzate da mariti e fidanzati che pretendono che l’altro si sottometta
incapaci di affrontare l’altro come una persona. Recentemente in Spagna il
problema della violenza in famiglia è stato affrontato. In Italia, invece,
incontra le forti resistenze della chiesa cattolica che teme una donna padrona della
propria vita e del proprio corpo.
Più
grave è la “ridefinizione delle immagini mentali” in
funzione di un leader che disponendo di abbondanti mezzi popolari di
comunicazione, aggredisce l’avversario politico, lo criminalizza, ne diffonde
dei falsi intenti, oppure, come avviene in questo momento, ne cancella la
memoria storica. Più grave è quando quell’avversario
non si rende conto che cosa costui gli sta facendo e collabora alla sua
distruzione; come ha fatto Veltroni offendendo e
ingiuriando la propria base elettorale.
Un
esempio di Ridefinizione delle immagini mentali
imposto attraverso le televisioni è stato messo in atto per riabilitare la
figura di Ratzinger responsabile di stupro di minori e imputato in ben due
processi negli USA. Processi in cui risulta colpevole tanto che il segretario
di Stato Vaticano è intervenuto presso il segretario di Stato USA per fermare
quei processi. Ratzinger, fin da quando è stato eletto, non ha fatto altro che
insultare sia le altre religioni, vedi le offese ai musulmani fatte
all’università di Ratisbona sia gli ebrei, vedi la
preghiera sulla conversione, sia la società civile Italiana con aggressioni al
relativismo e alla libertà religiosa, sia all’ONU. Aggressioni che sono suonate
come delle offese sistematiche alla società civile, alla Costituzione. Subito
dopo l’elezione di Ratzinger a capo della chiesa cattolica è stato necessario
dare il via alla maggior campagna mediatica che si
ricordi dalla madonna pellegrina degli anni ’50 ad oggi. Le televisioni di Mediaset e della Rai furono mobilitate in centinaia di
trasmissioni cattoliche; esaltazione del cattolicesimo; esaltazione di ogni
cosa che riguardava la fede cattolica in aperta contrapposizione ai principi
Costituzionali. La Costituzione fu calpestata e vilipesa sistematicamente dalla
RAI e da Mediaset in un’esaltazione assoluta dei
principi morali della monarchia assoluta. I contrari furono emarginati,
allontanati dalle trasmissioni televisive e radiofoniche in una vera e propria
caccia alle streghe.
Tutti
i punti elencati da Howard Gardner
sono stati applicati. Ci fu un momento in cui nelle TV c’erano due sceneggiati
di Padre Pio, praticamente in contemporanea. Si narravano storie di propaganda
cattolica sotto forma di sceneggiati; si faceva continuo riferimento al
cattolicesimo; le presentatrici TV si presentavano con vistosi crocifissi al
collo; si aggredivano i musulmani per compattare i cattolici e soffocare ogni
critica; si sollevavano interrogativi sull’invasione musulmana dell’Europa con
proclami contro l’ingresso della Turchia; si favorivano i centri economici
cattolici contro tutti gli altri: da s. Patrignano, a
don Benzi; a don Ciotti, a
don Di Noto ecc. Si costruiva e si favoriva una vera e propria dipendenza
sociale dalle organizzazioni cattoliche.
Nonostante
che nella società cresca un’avversione per il cristianesimo, le Istituzioni
hanno messo in campo una feroce campagna mediatica
per riaffermare i valori del cattolicesimo in contrasto con i valori della
Costituzione della Repubblica. Come la violenza mediatica
sarà limitata, il controllo del cattolicesimo sulla società Italiana è
destinato a sciogliersi perché non è funzionale ai bisogni delle persone.
Il rumore di fondo
Nella
manipolazione della percezione soggettiva dei problemi da parte delle masse ha
un ruolo fondamentale il “rumore di fondo”.
Il
termine “rumore di fondo” è stato coniato per definire tutto quel rumore che la
nostra attenzione mette sullo sfondo della nostra esistenza impedendogli di
intasare il nostro udito. Le persone che abitano vicino ad una ferrovia, dopo
un po’ di tempo, mettono il suono del passaggio del treno in sottofondo.
Diventa un ascoltare il mondo al quale non si presta attenzione. L’attenzione si
attiva quando, quel rumore, comunque percepito e comunque atteso, viene
improvvisamente a mancare. La capacità del nostro cervello di selezionare, col
tempo o con l’abitudine, i rumori ai quali prestare attenzione è una capacità
dell’intero cervello umano. Vale per tutti i sensi e vale per le nostre
emozioni e per le azioni.
Il
rumore di fondo è un insieme di sensazioni emotive esperienziali
che ogni persona usa per associare emotivamente ogni fenomeno che percepisce
dal mondo in cui vive. Ogni fenomeno che giunge dal mondo muove una certa
qualità di emozioni che stanno nella nostra esperienza e noi consideriamo quel
fenomeno gradevole o non gradevole qualora attivi esperienze emotive gradevoli
o non gradevoli.
Com’è
costruito quel rumore di fondo emotivo?
E’
costruito nel bambino dalla madre mentre lui è in pancia della stessa. E’ la
madre che forgia nel bambino la struttura emotiva che dovrà rispondere alle
sollecitazioni del mondo. La madre vive le esperienze nel mondo e a queste
esperienze dà delle risposte razionali, operative ed emotive. La parte emotiva
espressa dalla madre alle sollecitazioni del mondo agisce sul feto preparando
la sua struttura emotiva a rispondere alle sollecitazioni del mondo una volta
nato.
Appena
nato il bambino accorda la sua struttura emotiva alle richieste del mondo
attraverso le relazioni. Così, in quel momento, il bambino dà un significato
alle tensioni emotive nelle risposte che egli dà ai fenomeni del mondo.
Costruisce un’esperienza fra ciò che egli è e ciò che il mondo lo obbliga ad
essere. La struttura emotiva, costruita dal feto in base agli imput ricevuti dalla madre, si fissano nelle risposte al
mondo che diventano esperienza da soggettivare. A
questo punto, il piacere, il dolore, l’angoscia, le paure e le soddisfazioni,
selezionano le idee nelle quali l’individuo costruisce la sua vita.
Il
rumore di fondo emotivo è quella forza capace di far penetrare un’idea nella
struttura profonda della persona o di rendere quella persona refrattaria ad
ogni nuova idea annullandone la capacità di quell’idea
di penetrare nella persona.
Quando
Gardner scrive:
“Quello
forse più importante è che anche da adulti dobbiamo essere disposti a cambiare
il nostro modo di pensare, e a lasciarci influenzare dalle forze esterne.
Dobbiamo coltivare l’abitudine a un apprendimento continuo: renderla una cosa
che facciamo, come dice l’educatore Theodore Sizer, “al riparo da tutti gli sguardi”. Un tempo la
carriera scolastica poteva arrestarsi all’infanzia o all’adolescenza, e quello
che si era imparato bastava per tutta la vita. I mestieri cambiavano più
lentamente, tra aziende e lavoratori correvano rapporti più corretti, per
cui erano quasi superflui studi ulteriori. Ben pochi sospettavano che oggi
avremmo superato il Rubicone che separa il lavoro
garantito per tutta la vita dal mercato incontrollato della forza lavoro. Un
mestiere non è degno di questo nome quando il contino aggiornamento non ne sia
diventato la norma. In ogni parte del mondo le condizioni di lavoro cambiano,
ad una velocità mai raggiunta prima d’ora. Si automatizzerà tutto ciò che potrà
essere automatizzato. [...] Assumersi la responsabilità di alterare la
propria mente è un’impresa inebriante (se capite il gioco di parole) .
Significa che la persona stessa ha interiorizzato il ruolo di sostegno che un
tempo era in genere svolto dai genitori, dagli insegnanti e da altri mediatori
di conoscenza e di abilità. Chi vuole essere sempre aggiornato deve osservare i
cambiamenti che avvengono nei principali settori.”
L’errore
di Gardner sta nel considerare i cambiamenti della
mente o delle idee come dei cambiamenti di logica una volta aggiunti nuovi dati
o nuove informazioni. I cambiamenti, al contrario, investono la struttura
profonda delle persone, la loro struttura emotiva. Solo il cambiamento della
struttura emotiva permette alla persona di cambiare le idee razionali o i suoi
punti di vista sul mondo. Ci sono persone che vivono emotivamete
il mondo e colgono immediatamente i cambiamenti; ma queste persone non
rientrano nella sfera d’analisi di Gardner.Infatti,
vivere e percepire il mondo attraverso la sua struttura emotiva è una cosa
sconosciuta alla ragione che dell’emozione comprende solo l’uso che lei ne fa.
Per contro Gustave Le Bon aveva già colto la
difficoltà di cambiamento delle idee nel suo saggio “Psicologia delle folle”
edito nel 1895:
Scrive
Le Bon:
“Si
tratta, del resto, di un fenomeno che non è limitato soltanto alle folle. Lo si
riscontrerà in molti individui isolati, non solo nei primitivi, ma anche in
tutti coloro che, per una parte qualsiasi del loro animo (i settari di una
intensa fede religiosa, ad esempio) si avvicinano ai primitivi. L’ho notato in
certi indiani molto colti, istruiti nelle università europee e con più di un
diploma. Sullo sfondo immutabile delle idee religiose o sociali ereditarie si
era sovrapposto, senza alterarle affatto, uno strato di idee occidentali che
non avevano alcun legame con le precedenti. Seguendo l’impulso del momento, le
une o le altre riaffioravano con singolari conseguenze sul discorso così che lo
stesso individuo cadeva nelle più flagranti contraddizioni.
Contraddizioni più apparenti che reali, giacché soltanto le idee ereditarie
sono abbastanza potenti nell’individuo isolato per diventare veri motivi di
comportamento.” Gustave Le Bon “Psicologia delle
folle” 1895
Relazione masse, folle, e qualità della manipolazione da parte del
leader
E
sempre da Gustave Le Bon possiamo comprendere come
vengono sostanziati i sette punti che ci ha presentato Howard
Gardner nella manipolazione delle masse. Gustave Le Bon non conosceva l’uso della televisione
delle immagini come lo concepiamo oggi, ma sapeva analizzare, sia pur con le
categorie ottocentesche, la SOSTANZA del discorso rappresentato affinché
coinvolgesse le masse per costringerle a sposare un’idea.
Scrive
Gustave Le Bon:
“Le
idee fondamentali potrebbero essere paragonate alla massa d’acqua di un fiume
che scorre lentamente. Le idee passeggere invece somigliano alle piccole onde.
Sempre mutevoli, che increspano la superficie e che, pur non avendo importanza
reale, sono più appariscenti della corrente stessa del fiume. Ai giorni nostri,
le grandi idee fondamentali di cui hanno vissuto i nostri padri appaiono sempre
più barcollanti e nello stesso tempo le istituzioni, che su tali idee
poggiavano, sono profondamente scosse. Al momento attuale si stanno formando
molte piccole idee transitorie cui accennavo più sopra. Ma poche, fra esse,
sembra debbano acquistare un’influenza preponderante. Le idee suggerite alle
folle possono diventare predominanti soltanto se rivestono una forma
semplicissima, che per di più sia traducibile in immagini. Infatti, nessun
legame logico, d’analogia o di suggestione, collega fra loro queste
idee-immagini; esse possono pertanto sostituirsi l’una all’altra come le lastre
della lanterna magica che l’operatore toglie dalla scatola dove erano
conservate una sull’altra. Possiamo dunque vedere che nelle folle si
avvicendano le idee più contraddittorie; seguendo l’impulso del momento la
folla sarà influenzata dall’una o dall’altra delle diverse idee immagazzinate
nel suo cervello e commetterà, di conseguenza, gli atti più disparati.
L’assenza completa di spirito critico non consente ad essa di notare le
contraddizioni.
[...]
Le
idee – non potendo essere accettate dalle folle che dopo aver assunto una forma
molto semplice – devono spesso subire le più complete trasformazioni prima di
diventare popolari. Quando si tratta di idee filosofiche o scientifiche un po’
elevate, si può constatare la profondità delle modificazioni che sono loro
necessarie per scendere, di strato in strato, fino a livello delle folle.
Queste modificazioni dipendono soprattutto dalla razza [leggi condizionamento
culturale e sociale; nota mia] cui le folle appartengono, ma hanno sempre
carattere sminuente o semplificante. Perciò, da un punto di vista sociale, non
c’è mai, in realtà, una gerarchia di idee, cioè di idee che siano più o meno
elevate. Per il solo fatto di arrivare fino alle folle e commuoverle, un’idea
viene privata di tutto ciò che la rendeva elevata e grandiosa. Il valore
gerarchico di un’idea è d’altronde senza importanza. Bisogna considerare
soltanto gli effetti che essa produce. Le idee cristiane del medioevo, le idee
democratiche del secolo scorso, le idee sociali di oggi, non sono certamente
molto elevate. Da un punto di vista filosofico possono essere considerati
errori piuttosto meschini. Tuttavia la loro punizione è stata e sarà immensa,
ed esse rimarranno per molto tempo fattori essenziali nella condotta degli
Stati. Anche quando ha subito quelle modificazioni che la rendono accessibile
alle folle, l’idea può agire soltanto se – nei modi che più avanti studieremo –
riesce a penetrare nell’inconscio e a diventare un sentimento. Questa
trasformazione richiede, generalmente, molto tempo.” Gustave
Le Bon “Psicologia delle folle” 1895
Come
si può osservare, dal 1895 ad oggi le cose non sono molto cambiate: le persone
che sono passate dal votare un partito comunista al votare la lega nord sono
state moltissime. Solo che quelle persone non hanno “cambiato idea” hanno
votato con la stessa idea e lo stesso spirito eccitato in una diversa
direzione.
L’intero
processo eccitativo messo in atto da Berlusconi
attraverso le sue televisioni rispecchia sia la visione di Le Bon che la
tecnica illustrata da Howard Gardner
nella sua ridefinizione delle immagini mentali. Salvo
un piccolo particolare: la tecnica di rievocazione dell’infanzia e delle idee
infantili. Berlusconi ha fatto appello
all’infantilismo delle persone, ai loro ricordi infantili per farsi votare. Ha
fatto appello alle loro paure e a condizioni che non sono mai esistite evocando
paure ed angosce. Dal mandare in onda i film di Camillo e don Peppone; a deresponsabilizzarsi per il disastro delle
immondizie a Napoli; all’aggressione alle soluzioni di Alitalia;
all’evocazione della paura degli immigrati; all’evocazione del razzismo contro
i Rom; all’invocazione alla guerra alla gestione del corpo delle donne, del
diritto del bambino di mangiarsi un panino, all’uso dei vigili urbani come
vigilantes, all’operazione di propaganda dei militari per le strade. E’ un tipo
di propaganda già visto nel fascismo e nel nazismo degli anni ’20 e ’30 che
manca di sostanza, manca di capacità di risolvere i problemi e conduce
direttamente alla violenza per la violenza. E’ propaganda televisiva che
dimostra un’assoluta assenza di lungimiranza. Come l’aggressione alla Cina
fatta dalle televisioni dirette da Berlusconi che
tentano di far passare i poliziotti nepalesi per i poliziotti cinesi e
aggredire le Olimpiadi di Pechino col conseguente deterioramento dei rapporti
economici con la maggiore potenza economica mondiale.
Mentre
è più logico, in un’ottica di guerra economica, che il Dalai
Lama venga accolto dal possibile futuro presidente USA repubblicano, è illogico
che il presidente del consiglio italiano metta in difficoltà la struttura
economica italiana in Cina. Però, Berlusconi se lo
può permettere in quanto, oggi come oggi, ha i mezzi per gestire l’intera
opinione pubblica e manipolare le folle in funzione delle sue idee elementari:
e questo, finché la situazione economica e le condizioni di vita non
spazzeranno una volta per tutte le tecniche della manipolazione mentale di
massa.
Appare
evidente che il leader che manipola le masse per avere i voti è
fondamentalmente un personaggio impotente. Incapace di vivere nella sua società
e bisognoso di truffare perché non è in grado di garantirsi, in nessun altro
modo, la sua vita.
Si
possono manipolare le masse fintanto che la realtà non chiede conto alle masse
di pagare il conto della loro manipolazione. Quando il conto sarà presentato
dalla realtà quotidiana, le masse diventeranno feroci contro chi le ha
manipolate.
Perché,
la manipolazione mentale funziona solo nell’immediato; come l’innamoramento.
Poi,
subentra la cultura che costruisce le relazioni con la vita quotidiana.
Marghera 04.08.2008
Altri capitoli:
MANIPOLAZIONE MENTALE E GESTIONE DELLE
MASSE MEDIANTE L'ILLUSIONE;
analisi di Howard
Gardner "Cambiare idea"
1) Premessa e considerazioni generali su
come Gardner si pone davanti alla vita!
2) IL RAZIOCINCIO; logica e raziocinio nella
manipolazione delle masse elettorali!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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