Howard Gardner
“Cambiare idea”
MANIPOLAZIONE MENTALE E
GESTIONE DELLE MASSE MEDIANTE
L’ILLUSIONE.
Premessa
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Quando
si analizza una relazione, devono essere considerati entrambi gli oggetti della
relazione.
Per
masse si intendono degli insiemi di individui che per convinzioni comuni
agiscono come un insieme omogeneo. Quando usiamo il termine “leader” o
consideriamo un soggetto, come diverso dalla massa, intendiamo un individuo
critico. Intendiamo sia un individuo che usa la massa ponendosi al di sopradi
essa; sia colui che critica la massa pur rimanendo all’interno dell’insieme (non
intende dominarla). Le relazioni che intendo considerare sono le relazioni fra
massa e individuo. La relazione massa ed individuo è sempre una relazione
conflittuale. Una relazione in cui la massa intende costringere l’individuo a
soggettivare tensioni e soluzioni comunemente condivise dalla massa. Per
contro, l’individuo tende sempre a svolgere le proprie tensioni in funzione
della soddisfazione dei propri bisogni per quanto la sua cultura gli permette
di osservare.
Alcuni
individui riescono ad usare la “massa” per i propri scopi o, se preferite, si
sentono gratificati nell’usare la massa.
Usare
la massa è sempre stato l’ideale di ogni leader. Far sì che la massa faccia
proprie le sue stesse aspettative e segua le sue direttive. Far sì che la massa
lo onori come colui che conduce la massa ad attraversare il Mar Rosso dividendo
le acque.
Questa
è la figura del leader.
Howard
Gardner, finanziato dalla sua università e per conto di aziende che lo
finanziano, intende definire i modi, le procedure, per le quali un individuo
diventa un leader sociale.
Howard
Gardner ha in mente Mosé che conduce gli ebrei fuori dall’Egitto. Howard
Gardner non conosce (o non vuole conoscere) Lucio Quinzio Cincinnato. Perché?
Perché il punto di vista di Gardner non sono le persone, ma il dio padrone che
riafferma il suo essere dio padrone nel costringere le persone a seguirne le
direttive. Così il leader non è colui che risolve i problemi sociali, ma colui
che li crea in funzione di una propria missione messianica. Il messianesimo e
come il messia viene imposto alle masse, diventa, di fatto, il problema che
Howard Gardner vuole risolvere.
Secondo
Howard Gardner il messia, il leader, è colui capace di manifestare idee,
concetti, storie e teorie.
Questa
capacità, secondo Howard Gardner, separa il leader, il Mosè, dalla massa e lo
rende degno di condurre la massa attraverso il deserto del grigiore quotidiano
in cui quella massa, secondo la visione di Gardner, è destinata a vivere.
La
massa, incapace di riconoscere il suo leader, deve essere indotta a credere in
una “speranza” e il leader deve mettere in atto delle strategie per far
accettare le sue idee alimentando l’illusione nella “speranza” ella massa. Solo
alimentando le illusioni nella “speranza” della massa un individuo può eleggersi
a leader spacciando i propri obbiettivi come idee, concetti, storie e teorie.
Una
“massa” consapevole delle relazioni fra sé e il mondo cerca il proprio leader
in funzione di bisogni od obbiettivi che deve raggiungere. Non alimenta
speranze illusorie di attesa messianica, ma razionalizza il problema e delega
il leader in funzione della soluzione di quel problema. Una massa non
consapevole delle relazioni fra sé e il mondo in cui vive è sempre, secondo la
visione di Gardner, in attesa del proprio messia.
Così,
una massa consapevole cerca il proprio Lucio Quinzio Cincinnato per risolvere
il proprio problema e, una volta risolto, riprendere in mano le proprie
relazioni con il mondo; una massa non consapevole è pronta ad accogliere ogni
messia che si presenta purché questi abbia le giuste tecniche con cui imporsi;
il giusto dio dal quale essere inviato; la giusta speranza da spacciare alla
massa come una dose di eroina anche se quell’eroina consiste in una generazione
dispersa nel deserto.
Gardner
definisce sette tecniche. Sette modi da considerare per circuire la massa.
Tecniche che Gardner definisce come le sette “r”:
1)
Raziocinio;
2)
Ricerca;
3)
Risonanza;
4)
Ridefinizione delle immagini mentali;
7)
Resistenze;
Le
masse, secondo Gardner, sono tali perché, a differenza del leader non hanno
idee, concetti, storie o teorie. Almeno rispetto al problema e alla
collocazione che assume il leader; il messia.
Il
concetto di massa, usato da Howard Gardner, parte dal presupposto che gli individui-massa
non abbiano nessuna capacità di leggere la realtà in cui vivono, ma soprattutto
non siano in grado di cogliere le prospettive future della modificazione della
realtà contingente. Per Gardner gli individui massa sono come “le pecore del
buon pastore” che seguono la voce del leader. Una voce che, secondo Howard
Gardner, deve farsi sentire mediante delle tecniche quali il raziocinio, la
ricerca, la risonanza, la ridefinizione delle immagini mentali; le risorse e
ricompense, realtà esterna e le resistenze. Il leader considerando questi
elementi che vengono trasformati in tecniche riesce ad imporre alla massa le
sue idee, i suoi concetti, le sue storie e le sue teorie.
Quando
Gardner analizza i vissuti di alcuni personaggi estrae l’elemento che a suo
giudizio ha trasformato quel personaggio in un leader. Si dimentica che la
condizione per cui quell’individuo ha espresso un’azione che lo ha posto alla
testa di “masse” o guidato dei comportamenti delle masse, non è dovuto alle
tecniche che Gardner ha estrapolato. Quell’individuo ha condotto le masse; ha
gestito una situazione sociale; ha gestito una situazione economica; solo per
questo è preso in considerazione da Gardner. Solo che Gardner non prende in
considerazione l’individuo e i suoi processi di costruzione e le sue
trasformazioni soggettive. Gardner prende in considerazione soltanto la tecnica
che quell’individuo ha usato in quella situazione specifica. E’ dagli effetti
prodotti da quell’individuo che Gardner, incapace e impossibilitato a ricostruire
i processi di trasformazione, fotografa le “tecniche” che Gardner immagina che
quell’individuo abbia usato.
In
sostanza, mentre un individuo è il prodotto di un processo di adattamento
soggettivo ad una situazione familiare e sociale che lo ha prodotto; è il
prodotto della sua trasformazione soggettiva in base alle relazioni culturali
che ha vissuto; è il prodotto del divenuto e delle tensioni verso il divenire
dell’insieme culturale che sta vivendo; Gardner lo separa dall’insieme, lo
immagina creato da un dio padrone e cerca le “tecniche” attraverso le quali
costui, a differenza degli individui-massa, è diventato un leader. E come
leader può condurre le pecore che seguono la sua voce.
Se
seguiamo l’operazione contraria, cioè dalla tecnica individuata da Gardner
formiamo il leader sociale, troviamo che le esigenze di controllo della massa
inducono il leader ad esprimere idee, concetti, con il linguaggio semplice. Che
non è il linguaggio semplice con cui esprimere concetti, ma è il concetto
semplice, banale, retorico, ignorante, che può essere compreso da una massa che
trova nel leader che lo esprime il referente del proprio pensiero. Non si
tratta del leader che guida la massa, ma di un individuo che guida una massa
giustificandone la miseria culturale. E la massa si lascia guidare proprio
perché trova nella miseria culturale espressa una difesa dall’ansia.
Così,
secondo Howard Gardner, alle “masse” non interessano “Raziocinio; Ricerca;
Risonanza; Ridefinizione delle immagini mentali; Risorse e ricompense; Realtà
esterna; Resistenze;” semplicemente perché non sanno né che farsene né a che
cosa possono loro servire.
Io
che quarant’anni fa sventolavo il “Libretto Rosso” di Mao Tse Tung, conosco
perfettamente i motivi per cui milioni di persone allora lo sventolarono e
perché ora non lo sventolano più: per la prima vola nella storia gli individui
avevano delle regole, un sistema, un metodo, con cui leggere e interpretare la
realtà in cui vivevano. Oggi esistono altri metodi, ma allora quello era il
primo! Il primo metodo che consentiva alle persone di non essere massa, ma
individui. Quello di Howard Gardner è un metodo, ma molti metodi, nel
frattempo, lo hanno preceduto.
Per
parlare dei novelli messia, Mosé, Howard Gardner, usa degli esempi, Mandela,
Ghandi, Clinton, Reagan, Thatcer, Shapiro, Freedman. Tutti hanno una massa da
gestire; tutti gestiscono le masse con “grande intelligenza” per i propri fini.
Poi
usa leader scientifici, come Karl Marx, Darwin e Freud. Non comprende perché
costoro abbiano avuto il successo che hanno avuto. Non comprende perché a
Gardner sfugge una condizione precisa: il bisogno di massa!
Il
leader per Gardner appare come un bugiardo, un truffatore, un delinquente,
separato dalla massa che deve costringere a seguire i suoi progetti. Howard
Gardner si guarda bene da accusare i suoi esempi di leader di essere dei
truffatori. Si limita a mettere in luce le loro peculiarità e le loro tecniche
persuasive. Tecniche persuasive che maschera con quelli che definisce “leader
indiretti”, cioè con personaggi come Marx, Darwin o Freud, i quali non avevano
nessun interesse nell’uso della massa a differenza di Mandela, Ghandi, Clinton,
Reagan, Thatcer, Shapiro, Freedman. Gardner, nel suo libro “Cambiare idee”
mette molto l’accento sulla “correttezza morale”. Si tratta di un modo per
sottolineare la disonesta intellettuale ed emotiva. Infatti, che cos’è la
correttezza o la dirittura morale se non il riconoscimento della disonestà
intrinseca del leader? Quand’è che si è moralmente corretti se la morale è una
convenzione sociale? Una convenzione spesso in conflitto con le pulsioni dlele
persone?
Se
qualcuno dovesse usare e applicare gli “insegnamenti “ di Gardner, non
sarebbero certo i Marx, i Darwin o i Freud, ma piuttosto i Mandela, Ghandi,
Clinton, Reagan, Thatcer, Shapiro, Freedman. Questi ultimi possiamo
identificarli, al giorno d’oggi, con i Berlusconi, i Veltroni, i Bush, i
Sarkosy, i Merkel o i Blair. Coloro che hanno fatto fesse le popolazioni
spacciando informazioni del tipo “armi di distruzione di massa”, per invadere e
distruggere l’Iraq; oppure le televisioni di Berlusconi; oppure la politica
imperialista di Blair imposta ad un elettorato laburista; oppure il
cattolicesimo integralista di Veltroni imposto ad un elettorato laico.
Gardner
stesso sta usando, nel suo testo, le sue stesse tecniche che elenca facendo
apparire consimili comportamenti diversi allo scopo di legittimarli fingendo
un’obbiettività “analitico-scientifica”. Gli scopi che spinsero Mandela non
hanno nulla a che vedere con gli scopi che spinsero la Thatcer. Il libro
“Cambiare idea” è un esempio di libro politico-sociale mascherato da ricerca
scientifica. Alla fine, questo libro, che cosa spaccia?
Spaccia
la necessità di trasformare le persone in una massa senza cultura, buona per
essere fatta fessa da un leader che, applicando le tecniche di Gardner, rinnovi
la chiusura verso il futuro delle persone. Non fa altro che spacciare
l’organizzazione sociale cristiana che attende il messia; il mito americano del
superuomo o, se preferite, dell’uomo del destino. Il superuomo americano ben
impersonato nei fumetti da Supermen a Topolino; da Batman all’Uomo Ragno; da
Rambo a Roky Balboa; da John Wayne a Cark Gable. E’ sempre la solita storia:
“Non passerà questa generazione senza che voi mi vedrete venire sulle nubi con
grande potenza alla destra del padre mentre le stelle cadranno sulla terra!”
Marghera 01.08.2008
Altri capitoli:
MANIPOLAZIONE MENTALE E GESTIONE DELLE
MASSE MEDIANTE L'ILLUSIONE;
analisi di Howard
Gardner "Cambiare idea"
1) Premessa e considerazioni generali su
come Gardner si pone davanti alla vita!
2) IL RAZIOCINCIO; logica e raziocinio nella
manipolazione delle masse elettorali!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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