MANIPOLAZIONE MENTALE E
GESTIONE DELLE MASSE
MEDIANTE L’ILLUSIONE.
RISONANZA
AZIONE
SEDUTTIVA E RISPOSTA EMOTIVA
L’AMORE
DELLE MASSE PER IL LEADER
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Cosa
dice Howard Gardner della risonanza?
“Il
ragionamento e la ricerca si fondano sugli aspetti cognitivi della mente umana:
la risonanza indica la componente emotiva. Si crea risonanza quando una persona
trova giusti o adatti alle circostanze un concetto, un’idea o una prospettiva
che le vengono trasmessi, e li sente così convincenti da non aver bisogno
di ulteriori riflessioni. E’ ovviamente
possibile che la risonanza si produca in seguito al ragionamento e alla
ricerca; ma è altrettanto possibile che avvenga a livello dell’inconscio, e che
l’intuizione sia in contrasto con le lucide considerazioni dell’uomo o della
donna razionale. Spesso la risonanza è resa possibile dal fatto che ci si sente
“in sintonia” con il promotore del cambiamento, lo si giudica una persona
“affidabile” e “degna di stima”.”
Queste
affermazioni di Gardner rispondono ai requisiti dell’innamoramento sessuale.
Si
tratta dell’introduzione nella comunicazione del “linguaggio seduttivo”. Quel
linguaggio non verbale (della voce sono importanti i toni e non i contenuti
delle parole) che comunica disponibilità. Una disponibilità che quando il
leader incontra il modello formale del “buono”, proposto dalla cinematografia,
viene recepita dalla massa come “disponibilità verso “sé” inducendola a
spostarsi emotivamente “verso lui”.
Gli
attori conoscono molto bene la comunicazione non verbale. La comunicazione
mediante il corpo che usano per suscitare emozione nei confronti del pubblico.
Oggi i politici, i leader del nulla, devono imparare questo tipo di comunicazione
per convincere le masse a spostarsi “verso lui”.
Il
linguaggio seduttivo non funziona nel medio periodo. Funziona solo nell’impatto
immediato: porta i voti!
Come
la fase della passione sessuale dura circa 6 mesi per poi sostituirsi con una
mediazione razionale; così la passione per il leader non supera i cento giorni.
Dopo interviene la ragione che media, fra proposta razionale e infatuazione
emotiva.
Il
linguaggio seduttivo spinge verso l’interesse sessuale, ma anche il rapporto
col leader è un rapporto di natura emotivo-sessuale. Se fosse un rapporto
razionale la massa chiederebbe delle sue idee e le analizzerebbe.
“Il
linguaggio seduttivo si manifesta con segnali di seduzione come lo sguardo, la
voce, i movimenti del corpo che, a seconda del caso, sono riconducibili ad un
codice di comportamento universale o locale in base alla cultura di
riferimento. Lo sguardo è un mezzo di comunicazione che può essere diretto,
deciso, sfrontato, oppure timido, impacciato, alla ricerca di conferme. Con le parole
si può mentire, con gli occhi è più difficile. In generale più una persona
piace, più si tende a guardarla [uso del trucco, posizione, studio della
presentazione positiva o negativa del leader in televisione ndr]. Gli uomini
hanno una maggiore sensibilità erotica verso gli stimoli visivi [se si calcola
che almeno il 30% della popolazione maschile è gay che alla reattività
femminile agli stimoli tattili sostituiscono gli stimoli visivi, si comprende
come il leader visto in televisione sia stimolante dal punto di vista erotico
se presentato in maniera opportuna dai tecnici nota mia], mentre le donne sono
più reattive agli stimoli tattili [salvo la pulsione lesbica che somma stimoli
tattili a stimoli visivi, nota mia].
L’epicentro
di una comunicazione seduttiva può
essere anche la bocca, proprio perché le labbra nell’infanzia sono sedi di importanti e piacevoli stimoli.
A seconda di come può veicolare messaggi diversi.
Anche
la voce rappresenta un’importante arma di attrazione o repulsione, con le
inflessioni, il tono rivela sentimenti celati, comunica stati emotivi. Essa può
essere, carezzevole, implorante, aggressiva o sgradevole. Ogni emozione, ansia
o conflitto, si traduce nelle sue modulazioni. La voce suadente evita i toni
acuti, stridenti.
Se si
è attenti solo a quello che l’altro dice, non si colgono importanti indicazioni
fornite dal linguaggio non verbale [nella manipolazione di massa per creare
illusione la questione è inversa. La distrazione delle persone sulle cose che
vengono dette le porta a cogliere un linguaggio non verbale appositamente
costruito che fa loro immaginare il contenuto delle parole che manifestano le
intenzioni razionali. Nota mia] che è particolarmente significativo nella
seduzione amorosa perché riguarda i segnali emessi e captati soprattutto a
livello inconscio.
Fatte
salve le dovute eccezioni, si può dire, ad esempio, che quando un uomo in
presenza di una donna assume una posizione particolarmente eretta, si aggiusta
la cravatta, accarezza ritmicamente un oggetto, ciò è un indice di interesse –
anche sessuale – nei suoi riguardi. Se questa si riavvia i capelli, sbatte le
ciglia, si inumidisce le labbra, si sporge verso l’uomo, comunica disponibilità
a lasciarlo avvicinare a sé. Quando lei
inclina il capo esponendo il collo, compie un gesto di simbologia erotica
poiché il collo a livello profondo ha un notevole potere seduttivo.
Sono
invece da interpretare come segnali di rifiuto l’occhiata gelida di risposta
allo sguardo accattivante, il guardarsi attorno, il muovere nervosamente una
gamba o un piede, tenere braccia o gambe incrociate, l’evitare ogni contato
fisico fino a frapporre barriere od oggetti fra se e la persona in questione.
Quando
fra due persone c’è feeling, la “sincronizzazione motoria” cioè ad ogni azione
dell’uno segue, dopo circa mezzo secondo, un’azione di risposta dell’altro così
come si possono verificare movimenti speculari di rispecchiamento.” Articolo di
Giacomo Pompei su Salute di Repubblica del 22 maggio 2008
Si
tratta, in sostanza, di evocare nelle masse che si vogliono manipolare delle
risposte sessuali a segnali seduttivi indotti mediante l’uso tecnico della
voce, degli occhi, della posizione del corpo. Più il leader invia segnali
seduttivi e meno le masse colgono il senso razionale del suo messaggio. Sul
senso razionale proiettano l’immaginazione che i segnali seduttivi evocano in
loro in armonia con i loro bisogni e le loro aspettative: quel principio
speranza tanto caro a Ratzinger e che tanto orrore fa alla società civile e al
suo possibile futuro.
Un
tempo c’era (e qualcuno lo usa ancora) il linguaggio sindacale. Quel tono e
quella tecnica con cui ci si rivolge alla massa operaia. Un tono militare, una
sorta di chiamata alle armi, o all’organizzazione per affrontare problemi
vissuti come in una guerra campale. Era un linguaggio che funzionava fintanto
che le persone erano prima educate al catechismo cristiano e poi al servizio
militare obbligatorio. Questa educazione costruiva una corazza comportamentale
che si sovrapponeva alla struttura emotiva e ne controllava le manifestazioni.
Manifestazioni emotive che il linguaggio sindacale aveva lo scopo di veicolare
nelle forme di lotta di protesta contro le condizioni di lavoro.
Rimosso
il servizio militare obbligatorio, riempita la società di droga, dagli anni ’70
in poi, questa forma comunicativa non è più in grado di essere incisiva.
Diventa fastidiosa. Non è più una “chiamata alla lotta”, ma è un suono sterile
che giustifica un’impotenza davanti alla realtà. E’ finita l’organizzazione
sociale in cui quel linguaggio aveva un senso
L’oggetto di sé
La
seduzione funziona solo quando si incontra l’offerta del leader con le esigenze
possibili delle masse. Le masse leggono nelle parole del leader la conferma di
quello che loro pensano; di quello che loro desiderano. Così, usare il giusto
tono di voce, la giusta posizione del corpo, un tipo di sorriso o uno sguardo,
sottolinea il messaggio con la massa che in quel messaggio trova la conferma di
sé stessa. Il leader asseconda la massa nella forma e la manipola nella sostanza.
La rappresentazione formale è studiata in modo da inviare il giusto segnale non
verbale. Solo che il segnale non verbale funziona se il leader rispecchia
l’immaginario della massa. La seduzione, la risonanza, non permangono nel
tempo. Dopo la fase di entusiasmo e di innamoramento subentra la fase di
riflessione. Il leader rimane tale soltanto se nella riflessione razionale
continua ad incarnare le aspettative. E’ successo per i magistrati di “mani
pulite” a Milano. La questione morale ha spazzato via una classe politica
vecchia, arrogante, rispondendo alle insofferenze delle masse. Poi, la
questione morale rischiava di diventare un oggetto in sé. Un oggetto con cui
confrontarsi in ogni azione quotidiana e così, coloro che appoggiarono la
pulizia morale, furono i maggiori oppositori dei magistrati. Hanno usato la
pulizia morale per sbarazzarsi di avversari ed ora, il governo attuale di
Berlusconi, agisce per impedire che in futuro si manifesti una nuova ondata
volta a chiedere pulizia morale contro la corruzione o l’uso privato delle
Istituzioni.
La
risonanza, come risposta del mondo alle nostre sollecitazioni, è sempre
presente. Ad ogni nostra azione corrisponde l’emissione di tensioni emotive che
ricevono delle risposte dal mondo. Le emozioni caratterizzano la massa. E il
leader deve agire sulle emozioni delle masse per ottenere le risposte che gli
garantiscono il dominio sulle stesse. Le adunate oceaniche sono risposte
emotive di massa. L’adunata eccita la massa, conferma il leader e sollecita
l’azione in funzione dell’obbedienza al leader.
Così
è per l’amore. Le emozioni dell’amato eccitano l’amata e viceversa in un
donarsi o in un’illusione d’amore che costruisce la relazione emotiva. E la
relazione amorosa viene alimentata e nutrita dall’amore in un reciproco donarsi
che finisce quando il dono non è ricambiato. Finisce quando il fruitore non
paga la marchetta! Come si paga la marchetta? Con un donarsi che non pone
condizioni. Quando il donarsi pone delle condizioni subentra la riflessione sul
prezzo che si sta pagando.
Ed è
la stessa cosa con l’amore ispirato dal leader che supera la condizione
razionale. Quando le condizioni poste dal leader superano quello che le masse
possono dare in funzione di quello che si aspettano, alla risonanza seduttiva
subentra la risposta razionale. Finché Mussolini si è limitato a macellare i
Libici, le masse italiane lo hanno seguito. Quando Mussolini ha iniziato a
conquistare il mondo fu superiore a quanto le masse italiane potevano
sopportare.
Razionalità ed inganno
La
risonanza come sollecitazione di risposte emotive è portatrice di inganno.
L’inganno è determinato dai segnali che vengono veicolati dal leader in
funzione della ricezione emotiva dei segnali che la massa deve soggettivare. Il
leader non ha delle idee critiche che impone alla massa, ma entra in sintonia
con la massa veicolando verso la massa una risposta onnipotente al bisogno di
onnipotenza che la massa invia nei confronti del leader. Il “bisogno di
fascismo” della massa, ben individuato da Reich, viene incarnato dal leader che
diventa l’incarnazione di tale bisogno della massa. La massa si innamora del
proprio padrone e lo segue: segue il buon pastore in quanto ne riconosce la
voce. Il buon pastore si guarda bene dall’entrare in conflitto con il bisogno
emotivo di onnipotenza della massa, ma ne veicola il bisogno che attraverso il
buon pastore si realizza. La massa ha il dominio attraverso il dominio del buon
pastore che la guida. Il buon pastore non smentisce la massa ma ne indirizza le
pulsioni distruttive per favorire il proprio dominio. Il fascismo arrivò al
potere con una posizione anticlericale, in opposizione all’ideologia del
partito popolare. Il vaticano sciolse il partito popolare e si alleò col
fascismo. Il fascismo indirizzò le masse verso il clericalismo e adottò il
clericalismo all’interno dell’ideologia fascista. L’inganno consiste
nell’attività dell’amante di trasferire l’ideologia del possesso dalla
relazione sessuale all’intera vita delle persone. La relazione buon pastore e
massa non si limita più alla sola sfera della politica, dell’economia, o della
religione, ma tende ad estendersi in ogni ambito dell’umana esistenza. Il
leader non guida più le persone, la massa, ma si impossessa delle persone che
usa per i suoi scopi: “gettare il cuore oltre l’ostacolo”; “usi obbedir
tacendo”; “credere, obbedire, combattere”: “Io amo l'Italia, io volo Alitalia”.
L’inganno emotivo, la seduzione, copre e maschera la realtà
razionale: una testa un voto. Dopo le lezioni se ne riparlerà.
L’oggetto dell’altro
La
massa ama! Ha bisogno di essere amata nella sua sofferenza d’amore. La massa
soffre di chiusura verso il futuro. Soffre dell’incapacità di progettare. La
massa si aggrega all’individuo che propone progetti in sintonia con la sua
cultura, con i suoi desideri. E’ più facile che la massa si aggreghi per
distruggere l’omosessuale, il mendicante, l’emarginato di turno, sia per razza
che per religione, piuttosto che su un progetto che apra ad un futuro sociale
ed economico. Gli individui massa amano sé stessi in un delirio di
autocelebrazione. Anche quando l’individuo massa è un operaio di infima
categoria sopravviverà in tale ruolo soltanto se avrà a disposizione una sorta
di dominio su qualcuno ancora più “disgraziato” di lui. Oppure, il delirio di
dominio, lo porterà ad inventarsi un modo per prevaricare altri individui
massa. E’ il caso della diffusione della micro impresa nel Veneto: diventare
padroni! Magari di niente, ma diventare padroni. Il diventare padrone non
finalizzato ad un obbiettivo, ma come veicolazione delle proprie pulsioni di
dominio. Un dominio in cui il dolore della sofferenza, intesa come chiusura
rispetto alle possibilità di un futuro personale, viene per il momento
azzittita dal grande impegno fisico. Una sofferenza che arriva ad esplodere nel
suicidio o nell’uso massiccio della droga, o nelle attività di devastazione
sociale (microcriminalità). La massa ama la propria sofferenza e trae
soddisfazione d’amore quando la sua stessa sofferenza può essere estesa a
qualcuno più disgraziato della massa stessa: l’emarginato. L’incitamento al
linciaggio è la relazione d’amore fra la massa e i suoi desideri emotivi di
estensione della sofferenza, e il leader che incita la massa a soddisfare il
proprio bisogno. Il linciato è un disgraziato che per un qualche motivo, è
emarginato. Riconosciuto dalla massa come oggetto estraneo a sé stessa e dunque
meritevole di annientamento. Non è l’azione fatta dall’individuo che spinge la
massa a linciarlo; ma è il desiderio della massa di linciare che trova
nell’azione, vera o presunta che sia, motivo per scatenare il linciaggio. E’
successo qualche mese fa a Napoli col tacito consenso del Ministro degli
Interni Maroni che alcuni camorristi, aizzando la massa con la scusa che una
ragazzina zingara voleva rapire un neonato, ha lanciato bottiglie incendiarie
linciando degli zingari.
La
massa è innamorata della propria sofferenza. Quando la massa non ha nessuno da
linciare, allora rivolge lo sguardo alla “società opulenta”. Quella società
dove, secondo i suoi parametri, la sofferenza non esiste: una testa, un voto! E
la massa va amata perché molte sono le teste delle masse e molti sono i voti
che possono mettere nell’urna. Per questo che i leader come Maroni, Bossi,
Bitonci, Tosi, Gentilini ecc. non disdegnano di incitare all’odio, al
disprezzo, al linciaggio (usare gli emigranti come leprotti per far sparare i
caciatori), per ottenere, in questo modo, il consenso della massa.
L’oggetto che l’altro immagina
Il
linguaggio seduttivo ci spinge a cogliere i significati non verbali. Viene
eliminata ogni resistenza razionale e fondiamo le nostre emozioni con
l’individuo che ci sta davanti che si manifesta mediante le sue emozioni. Colui
che ci sta davanti non ha una storia; non ha un passato o un futuro; non viene
analizzato razionalmente; non ci interessa se ha il seno grande o piccolo, se
ha la pancia o è magro; se la sua visione del mondo e dei problemi è coerente o
si tratta di affermazioni folli che incitano alla distruzione del presente; chi
ci sta davanti è un insieme emotivo che soddisfa le nostre emozioni. Ci si
innamora al di là di ogni senso critico. Così, sull’innamorato proiettiamo i
nostri desideri, le nostre aspettative; lui o lei è ciò che le nostre emozioni
vogliono che sia. Lui o lei incarna le nostre proiezioni mentali; i nostri
ideali. Non ci si chiede più: “Con quella parola, che cosa significa?”; qual è
il significato che LUI attribuisce a quelle affermazioni? Il leader afferma e la
massa innamorata comprende subito il significato delle sue affermazioni. La
massa sa che finalmente è giunto l’uomo del destino; colui che ti porta verso
il “luminoso avvenire”.
Nell’impossessarsi
della persona, la ragione impone alle emozioni le sue illusioni. Le emozioni si
manifestano nelle aspettative “razionali” della persona. Le aspettative
razionali; le spiegazioni della realtà quotidiana della ragione giustificano
gli scoppi emotivi intimi della persona. Così la persona non vive più le
emozioni come una relazione intensa con il mondo il cui scopo è la veicolazione
dell’emozione all’interno della relazione, ma vive l’emozione in funzione di
un’attesa, di un’aspettativa, come promessa della ragione che interpreta
l’emozione come un diverso futuro. L’individuo non penetra il mondo delle
emozioni, ma ne viene separato collocando l’emozione come premessa di
qualcos’altro che la ragione pensa.
L’emozione
è pagata dall’emozione. Quando l’altro con cui ci emozioniamo non paga la
marchetta emotiva con emozione, ma premettendo qualche cosa che appartiene alle
aspettative della ragione, tradisce il mondo emotivo sottoponendolo ad una
ragione che immagina un qualche cosa che dà piacere nell’immaginare la sua
realizzazione. Così la massa, eccitata emotivamente, si mette in cammino non
per assaporare quell’eccitazione emotiva, ma per giungere alla promessa che il
leader ventila come traguardo e fine di quell’eccitazione emotiva: così il
popolo tedesco invade l’Europa; il popolo italiano si rende responsabile di
crimini contro l’umanità in Africa; i sindacati bloccano l’accordo con
Alitalia; gli ebrei attraversano il Mar Rosso. Il luminoso avvenire come
evocazione razionale dell’eccitazione emotiva. Un’evocazione razionalizzata che
nella realtà è un’illusione che avvolge le aspettative del soggetto o della
massa. E’ il principio speranza di ratzingeriana memoria che nega la
razionalità con cui il presente si manifesta per collocare l’individuo in una
sospensione psichica di attesa permanente. In quest’attesa, quest’individuo,
danneggia il proprio presente non solo sottraendo al presente la propria opera,
ma aggredendo chiunque, in questo presente, gli indica un agire che affronti i
problemi in maniera diversa dalle proprie attese.
Marghera 02.08.2008
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