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Il significato dei simboli monoteisti

nella Religione Pagana

I simboli del Male

Il significato della croce Tau

La croce “Tau” non è altro che la lettera “T”. Un segno grafico comune a vari alfabeti. Ultima lettera dell’alfabeto semitico e dell’alfabeto ebraico.

Le prime croci che la storia archeologica ricorda risalgono all'antica Mesopotamia: in particolare la croce, era simbolo del Nibiru nella cosmogonia sumera, poi del dio Tammuz (Dumuzi in sumero) degli abitanti di Tiro.

Premesso che il Nibiru sumero corrisponde all’Ade greco ed è il luogo della generazione, lo stesso Tammuz, in un certo tempo, è stato identificato con quel luogo.

Riprendo da un piccolo dizionario universale di mitologia:

“Tammuz. La forma originale del nome è Dumu-Zi-Abzu (Signore dell’Abisso) in origine, infatti, il dio era veneratocome divinità dell’oltretomba; è confuso col sumerico Dumuzi. In seguito divenne la maggiore divinità delle forze della Natura e conseguentemente fu venerato come DIO dell’agricoltura; moriva ogni autunno per scendere sotto terra, ma rinasceva in primavera per simboleggiare il misterioso ciclo vegetativo delle piante e lo schiudersi dei semi dopo i reconditi processi evolutivi nelle viscere della Terra. In primavera, nel mese di Tammuz, corrispondente pressapoco al nostro giugno, si celebravano riti e si facevano sacrifici per festeggiare la rinascita del DIO. [...] Il mito di questo DIO aveva molte analogie con quello del DIO fenicio Adon (che significa Signore).”

Sempre dallo stesso dizionario, alla parola Dumezi leggiamo:

“Dio sumerico venerato in origine come divinità infernale, in seguito divenne il simbolo delle forze rigenerative della natura. Secondo un’antica leggenda Assira, Dumuzi muore ogni anno e discende nell’oltretomba, ma la sua sposa Inanna lo resuscita e ambedue convolano a nuove nozze.”

Il segno “Tau” è il simbolo della rinascita continua. E’ il simbolo dell’espansione della coscienza del singolo individuo. In tutto l’oriente (e poi diventa anche in Grecia con Ade e Persefone) Il divenire della coscienza si forma per rinascite continue che non è mai un ritorno allo stato precedente. Questo processo, che trasforma gli Esseri Umani in Dèi, è odioso al dio degli ebrei che, al contrario, si nutre dell’annientamento degli uomini: nessuno rinasce dal dio degli ebrei. Nessun morto del dio degli ebrei si trasforma in un dio. Se ciò fosse, il dio degli ebrei sarebbe terrorizzato. Ricordo come nella Genesi il dio degli ebrei è terrorizzato dagli uomini che hanno la “coscienza del bene e del male” in quanto, secondo i suoi parametri, sono diventati degli Dèi come lui e lui non vuole che ora stendano la mano per cogliere dall’albero della vita e vivere in eterno (Genesi 3, 22). La stessa figura di Gesù viene costruita sul modello di Attis, più che di Tammuz, e viene fatto risorgere nella carne.

L’odio del dio degli ebrei contro Tammuz è ferocissimo.

Come si permette la Natura di vivere e rinascere senza sottomettersi a lui?

Nella bibbia di cristiani ed ebrei troviamo la manifestazione dell’odio del dio degli ebrei e dei cristiani per Tammuz e la rinascita degli Esseri della Natura.

Scrive il dio degli ebrei per giustificare la strage e il genocidio:

“Poi mi disse: «Hai visto, figlio dell'uomo? Vedrai che si commettono nefandezze peggiori di queste». Mi condusse all'ingresso del portico della casa del Signore che guarda a settentrione e vidi donne sedute che piangevano Tammuz. Mi disse: «Hai visto, figlio dell'uomo? Vedrai abomini peggiori di questi». Mi condusse nell'atrio interno del tempio; ed ecco all'ingresso del tempio, fra il vestibolo e l'altare, circa venticinque uomini, con le spalle voltate al tempio e la faccia a oriente che, prostrati, adoravano il sole. Mi disse: «Hai visto, figlio dell'uomo? Come se fosse piccola cosa per la casa di Giuda, commettere simili nefandezze in questo luogo, hanno riempito il paese di violenze, per provocare la mia collera. Eccoli, vedi, che si portano il ramoscello sacro alle narici. Ebbene anch'io agirò con furore. Il mio occhio non s'impietosirà; non avrò compassione: manderanno alte grida ai miei orecchi, ma non li ascolterò».” Ezechiele 8, 13-18

Il Tau o Taw, per il dio degli ebrei e dei cristiani, è il segno che indica. Il dio padrone dei cristiani lo pone su Caino “affinché chiunque lo incontrasse non lo uccidesse” (Genesi 4, 15). E’ il segno con cui si indicano le case degli ebrei con il sangue degli agnelli (Esodo 12, 7) al fine di consentire al dio padrone di macellare i bambini dei non ebrei “In quella notte io passerò per l’Egitto e percuoterò ogni primogenito del paese, sia degli uomini che degli animali e farò giustizia di tutti gli Dèi dell’Egitto. Io sono il signore!” (Esodo 12, 12) “...e vi fu un grande lamento in Egitto, perché non c’era casa dove non vi fosse un morto.” (Esodo 12, 30)

Dicono i cattolici che il segno del Tau (taw in ebraico) ha un'origine antichissima, risalente alla Bibbia: lo si ritrova nel libro della Genesi (4, 15), nell'Esodo (12, 7), in Giobbe (31, 35) ma soprattutto in Ezechiele (9, 3-4), quando dice:

“Il Signore disse: “Passa per la città, percorri Gerusalemme e segna un Tau sulla fronte degli uomini che gemono e piangono per tutte le nefandezze che si commettono in mezzo ad essa”. E con le mie orecchie intesi che disse agli altri: “Passate dietro a lui, per la città, e colpite! Il vostro occhio non perdoni e non abbiate misericordia. Uccidete vecchi, giovani, vergini, bambini e donne, fino allo sterminio: solo non toccate chi porta il Tau in fronte.” Ezechiele 9, 4-6

La croce Tau viene fatta propria dai francescani con l'intento di chiamarsi fuori da tutti quelli che dovrebbero essere sterminati dal dio padrone.

Scrive un sito internet cattolico:

“In questo passo il Profeta Ezechiele raccomanda a Israele di restare fedele a Dio fino alla fine, per essere riconosciuto come simbolicamente segnato con il "sigillo" del Tau sulla fronte quale popolo scelto da Dio fino alla fine della vita. Infatti, nell'alfabeto ebraico il Taw (o Tau) è l'ultima lettera e rappresentava il compimento dell'intera opera rivelata di Dio. Questo segno veniva anche trascritto come X, + o T e nella trascrizione greca il segno venne associato alla lettera Tau, che poi divenne a sua volta "T" nell'alfabeto latino.”

Il Tau diventa la croce distintiva che Francesco d’Assisi assume per riaffermare il diritto al genocidio del dio padrone. Non c’è Tammuz di una natura che risorge, ma c’è il diritto del dio padrone a praticare il genocidio come in Ezechiele. Un genocidio che Francesco d’Assisi accoglie e fa emotivamente proprio.

Riporto da un sito cattolico:

“La simbologia del Tau acquistò un significato ancora più profondo per S. Francesco, dal momento in cui nel 1215 Innocenzo III promosse una grande riforma della Chiesa Cattolica ed egli ascoltò il sermone del Papa in apertura del Concilio Laterano IV, contenente la stessa esortazione del profeta Ezechiele nell'Antico Testamento: "Siamo chiamati a riformare le nostre vite, a stare alla presenza di Dio come popolo giusto. Dio ci riconoscerà dal segno Tau impresso sulle nostre fronti". L'anziano papa, nel riprendere questo simbolo, avrebbe voluto - diceva - essere lui stesso quell’uomo “vestito di lino, con una borsa da scriba al fianco” e passare personalmente per tutta la Chiesa a segnare un Tau sulla fronte delle persone che accettavano di entrare in stato di vera conversione [Innocenzo III, Sermo VI (PL 217, 673-678)].”

tratto da:

http://angolohermes.interfree.it/Simbolismi/Tau/Tau.html

Il simbolo del Tau, nei cristiani, cambia valore. Non è più l’individuo che si fa Tammuz e trasforma la sua morte del corpo fisico in nascita del suo corpo luminoso, ma diventa, con Francesco d’Assisi, colui che rivendica il suo diritto di macellare chi non si mette in ginocchio per la gloria del suo dio padrone.

“Cominciarono dunque dagli anziani che erano davanti al Tempio, poi disse loro: “Contaminate il santuario e riempite di uccisi i cortili. Ora uscite!” Quelli uscirono e cominciarono a percuotere la città. Mentre essi facevano strage e io ero rimasto solo, mi gettai con la faccia a terra e gridai: “Ah! Signore dio, sterminerai tu quanto è rimasto d’Israele, col rovesciare così il tuo furore su Gerusalemme?” Ezechiele 9, 7-8

Francesco d’Assisi ha contribuito grandemente allo sterminio degli ebrei e ha adottato il simbolo del Tau per legittimare i genocidi, come se quello dei Catari e dei Valdesi non appartenesse a quell’epoca e i francescani non si fossero macchiati di delitti contro l’umanità per le stragi commesse in Jugoslavia.

Questo è il significato del simbolo del Tau.

Come per l’ankh possiamo parlarne del Tau solo al passato. Come Pagani non possiamo usarlo per indicare il nuovo, ma solo come ricordo delle nascite di Tammuz, di ogni Tammuz che noi possiamo essere, fino alla fine dei mutamenti.

Nelle mani dei francescani, di Francesco d’Assisi, il simbolo della croce Tau indica il genocidio. Il diritto del dio padrone, e per estensione dei francescani stessi, di praticare il genocidio in nome e per conto del loro dio padrone. Praticare, di fatto, quel principio di Paolo di Tarso secondo cui, per non essere colpevoli di omicidio e genocidio basta praticare l’omicidio e il genocidio per nome e per conto del suo dio. Così non è sottoposti alla legge perché il delitto è fatto in nome dello spirito e non della carne. Che poi, nei sistemi giuridici attuali diventa impunibile il delitto fatto in nome dello Stato anziché per i propri propositi. In base a questo principio, Costituzionalmente illegale, fino a poco tempo fa il poliziotto poteva ammazzare i cittadini e non essere perseguito per legge in quanto, si presupponeva, lo faceva per interesse dello Stato e non per fini personali. I poliziotti finirono per uccidere i cittadini e giustificare tali omicidi con l'interesse dello Stato, come il dio padrone cristiano, e questo pose le basi per molti colpi di Stato.

Nelle mani di Francesco d’Assisi e dei francescani, il simbolo del Tau è diventato un simbolo del male assoluto.

Quel male assoluto che condanna l’uomo che chiede giustizia e che legittima il delitto del dio padrone o per conto del dio padrone.

I francescani di Assisi promuovono la “marcia della pace” per condannare nell’uomo ogni bisogno e desiderio di giustizia che grida vendetta contro il loro dio padrone e garantire a sé stessi, al dio padrone e a ogni delitto in nome del dio padrone quell’impunità che offende l’umanità e i principi sacri a fondamento delle società occidentali.

Marghera, 12 novembre 2011

I simboli

e i significati

nella Religione Pagana

Croce Tau come simbolo

nelle rappresentazioni attuali

Rappresentazione di Tammuz

con simboli e animali

(fonte internet)

Simbolo Taw alfabeto ebraico

Nella bibbia è il segno

I templari e il segno Tau

bassorilievo

(fonte internet)

Visione di Ezechiele

scultura di Marian Zidaru

54esima biennale d'arte

Venezia - 2011

Rappresentazione di Ezechiele

Con animali come Tammuz

(fonte internet)

Dalla lettura della visione

Ezechiele appare come un

intossicato da oppio

che delira dell'onnipotenza

del suo dio sterminatore

con cui si identifica.

Ordine Francescano Secolare

Nel simbolo si rappresenta il diritto

al genocidio del dio padrone

nei confronti degli uomini

(dello stato assoluto

nei confronti dei cittadini)

Si supplica l'elemosina

al dio padrone

affinché conceda all'uomo

ciò che l'uomo deve avere per diritto.

Il simbolo dei francescani

incita all'odio contro gli uomini.

Tammuz sono gli Esseri

della Natura che

rinascono come Dèi.

I francescani si ergono

a padroni della Natura

in diritto di stuprarla

e violentarla in quanto

oggetto creato dal dio padrone.

Come lo sterminio degli uomini

i francescani la chiamano pace

così il loro dio assassino

lo chiamano buono.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

cresce la vita

la vita si esprime

la vita conclude il ciclo

I simboli hanno significati

I simboli hanno dei significati precisi. Ogni parola, disegno, danza, pittura, è un simbolo che parla alle nostre tensioni emotive sprigionando dei significati che vengono tradotti dalla ragione in idee, propositi, principi ed elementi dottrinali con cui noi indichiamo il mondo e la sua realtà profonda. Avere su un muro scolastico il crocifisso o la Costituzione della Repubblica, non è la stessa cosa. Col primo indichiamo ai ragazzi che devono soffrire e rivendichiamo il nostro diritto a farli soffrire, con la Costituzione noi indichiamo nei ragazzi i portatori degli stessi nostri diritti e, per conseguenza, i doveri che noi abbiamo nei loro confronti.