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Il significato dei simboli monoteisti

nella Religione Pagana

I simboli del Male

Il significato della croce e del crocifisso

La croce come simbolo che impone la sofferenza agli uomini e alle società.

Il simbolo della croce cristiana ha ed aveva il solo scopo di dire alle persone: “VOI DOVETE SOFFRIRE!”.

Trasferire nelle società il modello della sofferenza come ideale religioso e sociale.

“Se qualcuno vuole venire dietro di me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Poiché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio, la troverà” Matteo 16, 24-25

Lo dicono i cristiani nei loro vangeli: la distruzione delle persone in funzione della gloria di Gesù. Le persone, nella religione cristiana, non devono vivere per sé stesse. Per i propri desideri e per il proprio benessere, ma devono piegare il loro desiderio e il loro benessere in funzione del “seguire Gesù”. Le persone della religione cristiana devono vivere in funzione della salvezza e della redenzione che Gesù offre loro. Ai cristiani sfugge: IL PRIMA. Per aspirare alla salvezza è necessario essere in pericolo. Per essere redenti è necessario aver messo in atto azioni per le quali aver subito delle condanne. Dal momento che nessuno è in pericolo e nessuno è stato condannato, per ottenere il “seguire Gesù” è necessario che i cristiani costruiscano condizioni sociali in cui la vita viene vissuta mediante sofferenze, pericoli di non esprimersi e con comportamenti esecrabili. Solo in quelle condizioni l’uomo può aspirare alla salvezza e alla redenzione.

Gesù si compiace della sofferenza delle persone. E’ la condizione sociale psichica nella quale trionfa. La miseria dell’uomo e della vita è il trionfo di Gesù padrone: della croce e del crocifisso. Come un sadico che prova piacere nell’infliggere dolore, Gesù si diletta e si compiace della sofferenza. La sua gloria nasce dalla sofferenza degli uomini. La sua “promessa” di salvezza nasce nella costruzione dell’angoscia del fallimento esistenziale che impone alle persone.

Millantando di essere il padrone delle persone, a cui può assicurare la vita eterna, come un vampiro assetato di sangue umano, si nutre della distruzione della vita degli uomini. E quando gli uomini sono disperati, spaccia sé stesso, come una dose di eroina, affinché gli uomini non escano dall’assuefazione rivendicando il diritto alla loro vita.

Gli uomini in ginocchio davanti alla croce hanno dimenticato di mettere in atto le forze della vita. Le forze, il desiderio, l’intento, la volontà, la passione, la responsabilità, l’intelligenza, ecc. che hanno portato l’Essere Umano a nascere e a divenire per centinaia di milioni di anni vengono sacrificate, annientate, esecrate, per distruggere la possibilità di eternità dell’individuo costretto in ginocchio davanti ad un padrone.

La croce garantisce ai cristiani che la morte del corpo fisico delle persone, coincide con la morte della loro coscienza, della loro psiche o, se preferite, della loro anima. Diffondere la sofferenza come normalità e ideale serve a gestire un gregge di pecore umano che viene portato al macello della vita.

Questo è il significato della croce cristiana.

Il simbolo della croce cristiana rappresenta il simbolo del MALE ASSOLUTO. Il simbolo che impedisce all’uomo di trasformarsi in un dio ed esistere nell’eternità dei mutamenti.

Per i cristiani non c’è futuro oltre la morte se la vita dell’uomo non è sofferenza per compiacere Gesù. Il padrone Gesù:

“Diceva poi a tutti: “Se uno vuole venire dietro di me, rinneghi sé stesso renda ogni giorno la sua croce e mi segua! Poiché colui che vorrà salvare l’anima sua la perderà, ma colui che perderà l’anima sua per me, la salverà. Che giova, infatti all’uomo guadagnare il mondo intero se poi perde e danneggia sé stesso? Chiunque si vergognerà di me e delle mie parole, il figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando tornerà nella gloria sua e in quella del Padre e degli angeli santi. Io vi dico in verità: ci sono alcuni fra i qui presenti, i quali non gusteranno la morte prima di aver visto il regno di dio.” Luca 9, 23-27

La croce rappresenta il diritto di imporre dolore. Questo diritto viene fatto proprio dai cristiani che usano un’analogia elementare per legittimarlo: dal momento che Gesù ha ricevuto dolore, tutta l’umanità deve ricevere dolore. Poco importa se il dolore di Gesù è stato inventato mediante una costruzione fantastica mentre, il dolore di milioni e milioni di persone è stato voluto ed imposto dai cristiani per la loro gloria e urla giustizia contro il loro dio padrone.

Il simbolo della croce ha origine nella pena che Roma comminava agli schiavi ribelli. Condanne simili erano comuni in tutto il mediterraneo. Come la condanna di Ermia. Sulla crocifissione di Ermia Aristotele scrisse un Peana sull’areté (virtus) dedicandolo ad Ermia. Il peana di Aristotele fu un atto di blasfemia perché i peana andavano dedicati ad Apollo e Aristotele, col suo peana, elevava Ermia ad Apollo. Per questo fu costretto all’esilio. La stessa operazione la fecero i cristiani. Il cristianesimo, la religione della schiavitù e della miseria sociale, si sviluppava fra chi legittimava ed elevava a gloria la propria condizione di miseria sociale ed aveva come ideale non il miglioramento delle proprie condizioni di vita, ma la distruzione delle condizioni di vita della società per ridurla alle proprie condizioni. I cristiani trasformeranno la virtus di Ermia nella gloria del loro Gesù.

Scrivono i cristiani nell’imitazione di cristo a proposito della croce:

“Gesù ha molti amatori nel suo regno celeste, ma pochi che portano la sua croce. Ha molti che desiderano il conforto, ma pochi la sofferenza.” Imitazione di cristo lib.II cap.XI

E ancora:

“Perché allora temi di portare la croce, che è la via per salire al regno? Nella croce è salvezza, nella croce è la vita, nella croce è difesa dal nemico, nella croce è dono delle delizie del cielo, nella croce è forza della mente, nella croce è delizia dello spirito, nella croce è la vetta delle virtù, nella croce è perfetta santità. Non vi è per l’anima salvezza né speranza di vita eterna, se non nella croce. Prendi, allora, la tua croce e segui Gesù, e così giungerai alla vita eterna. Lui ti ha preceduto portando la croce ed è morto in croce per te, affinché anche tu prenda la tua croce e desideri morire sulla croce. Se infatti morrai con lui, con lui vivrai; e se gli sarai stato compagno nella tribolazione, gli sarai compagno anche nella gloria.” Imitazione di cristo lib. II cap. XII par.II

E’ l’esaltazione della miseria, sia fisica che morale, per imporre la distruzione dell’uomo e della vita.

Dopo di che i libri di esoterismo fanno la stessa operazione fatta da Filone di Alessandria nel I sec. che applica il metodo dell’interpretazione del mito omerico alla bibbia ebraica facendo dimenticare che, mentre i libri omerici rappresentano il passaggio dal mondo dell’azione e delle emozioni al mondo razionale e, pertanto, devono essere interpretati nei loro meccanismi, la bibbia non è altro che un libro letterale di menti malate che anelano all’onnipotenza del popolo eletto come braccio armato dell’onnipotente loro dio padrone. Se il dio padrone dei cristiani per bocca di Giosuè dice “Fermati sole!” significa che il sole si è fermato e Galileo va condannato per eresia.

Poi, arrivano gli esoteristi che credono davvero che con la fede le montagne si buttano a mare e fantasticando sui “superpoteri” del mago che imita Gesù finiscono per creare significati sul simbolo della croce il cui unico scopo è quello di indurre le persone a non riconoscere il significato del simbolo. Pertanto, si parla della croce come assi del mondo o come rappresentazione degli elementi, degli arché, della filosofia greca, e non della croce che impone condizioni alla vita degli uomini.

La croce fu il simbolo che i cristiani sostituirono al pino che rappresentava Attis a Roma nella sua morte e resurrezione quando decisero di appropriarsi della morte e della resurrezione celebrate a Roma per farle diventare la loro pasqua.

Il simbolo della croce, i cristiani lo mettono in alto. Deve dominare l'uomo. Deve imporre il dolore all'uomo sovrastandolo. L'uomo è umile davanti alla croce. Sofferente e sottomesso, deve rinunciare alla sua vita per prostrarsi.

Per questo la croce è il simbolo del MALE ASSOLUTO. Il simbolo della sottomissione. Il simbolo che impone l'obbedienza alla persona in ginocchio. Il simbolo che impedisce alle persone di rivendicare giustizia davanti al dio padrone e, per estensione, ad ogni autorità che si fa, nei suoi confronti, padrone.

Marghera, 11 novembre 2011

I simboli

e i significati

nella Religione Pagana

La croce come simbolo

posta in alto per

dominare l'uomo

La croce come simbolo

rappresenta il dolore che

impone compassione deferente

La croce come simbolo

posta in alto per

dominare l'uomo

La croce padrona

delle emozioni umane

Jean Fabre

54esima biennale d'arte

di Venezia - 2011

La croce garanzia di vendita

"solitamente vesto prada"

Giuseppe Veneziano

54esima biennale d'arte

Venezia - 2011

La croce come simbolo

posta in alto per

dominare l'uomo

Le croci sulle montagne

per dominare l'uomo

La croce come simbolo

di dominio

Ku Klux Klan

La croce come simbolo

di dominio e legittimazione

dei massacri cristiani

L'ossimoro per eccellenza

democrazia e cristianesimo

La croce che blocca il cervello

Jean Fabre

54esima biennale d'arte

di Venezia - 2011

La croce padrona

delle società civili

Lega Nord

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

cresce la vita

la vita si esprime

la vita conclude il ciclo

I simboli hanno significati

I simboli hanno dei significati precisi. Ogni parola, disegno, danza, pittura, è un simbolo che parla alle nostre tensioni emotive sprigionando dei significati che vengono tradotti dalla ragione in idee, propositi, principi ed elementi dottrinali con cui noi indichiamo il mondo e la sua realtà profonda. Avere su un muro scolastico il crocifisso o la Costituzione della Repubblica, non è la stessa cosa. Col primo indichiamo ai ragazzi che devono soffrire e rivendichiamo il nostro diritto a farli soffrire, con la Costituzione noi indichiamo nei ragazzi i portatori degli stessi nostri diritti e, per conseguenza, i doveri che noi abbiamo nei loro confronti.