La parabola sulla redenzione come ideale
nel vangelo di Matteo

Gesù di Nazareth: gli insegnamenti segreti dei Vangeli cristiani!

I personaggi di questa parabola sono Gesù che ha un giogo e che se lo vuole togliere imponendolo agli uomini e gli uomini patologicamente malati e sofferenti che, prendendo quel giogo, pensano di trovare la pace. Scrive Matteo:

In quel tempo Gesù prese a dire: "Ti rendo lode, o Padre, signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì , Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; e nessuno conosce il figlio se non il padre, e nessuno consoce il padre se non il figlio e colui al quale il figlio voglia rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete affaticati e stanchi, ed io vi darò riposo. Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, che sono dolce e umile di cuore, e troverete pace per le anime vostre; perché il mio giogo è soave e il mio peso leggero". Matteo 11, 25-30

"Queste cose" è il soggetto che Gesù usa per definire quanto è stato nascosto ai dotti e quanto è stato svelato ai "piccoli". Quali cose? Non è dato sapere. Perché non c'è nulla che Gesù sappia o trasmetta: ma è un trucco retorico dietro il quale nascondere la propria incapacità di vivere e la propria ignoranza nel mondo. Col termine "queste cose" Gesù indica tutto ciò che il suo interlocutore immagina e che è sottratto alla verifica dell'esperienza. Proprio perché Matteo sottrae le persone alla verifica dell'esperienza esaltando il loro immaginario che sfocia nella patologia psichiatrica, altro non fa che inchiodare le persone nel loro immaginario impedendogli di verificare la funzionalità del loro immaginario nelle relazioni fattive della vita quotidiana. Se ci fosse un paziente sotto analisi psichiatrica per delirio di onnipotenza, alle contestazione dei dati di realtà delle allucinazioni spacciate per realtà, direbbe esattamente la stessa cosa: lui è un eletto che vede la realtà che altri non vedono. E lui benedirebbe il potere, il dio padrone, che gli ha concesso di vedere quella realtà che spiega ad uno psichiatra che lo analizza. Questo tipo di contestazione fu fatta da Celso fin dagli albori del cristianesimo. Solo che Celso non conosceva la psichiatria e ciò che Matteo descrive come Gesù è un malato mentale in pieno delirio di onnipotenza. Credere che il suo delirio sia una realtà fattiva è quanto distingue il seguace di Matteo da chi vive analizzando la realtà in cui vive e opera in essa.

Ercole era figlio di un Dio perché ha affrontato il Leone di Nemea liberando una città dal terrore; se Ercole non avesse ucciso il Leone di Nemea non sarebbe stato figlio di un Dio. Gesù non uccide il Leone di Nemea, uccide gli Esseri Umani che affrontano il loro Leone di Nemea: la loro quotidianità. Gesù impone agli Esseri Umani il giogo della schiavitù. Nell'uccidere gli Esseri Umani che affrontano la loro quotidianità,Gesù indica, come unica loro alternativa, quella di diventare suoi schiavi. La schiavitù che Matteo impone agli Esseri Umani è la schiavitù più feroce che la storia abbia mai visto. Non è la schiavitù come relazione economica, ma è la schiavitù dell'anima e della psiche che chiude agli Esseri Umani ogni via verso il loro futuro emotivo. Dice Gesù: "Prendetevi il mio giogo su di voi!". Giogo che io vi metto per rendervi schiavi o il giogo della mia schiavitù che mi opprime? Se diventate i miei schiavi troverete la "pace" delle vostre anime: non dovrete più affrontare le contraddizioni della vita davanti alla quali l'attività criminale di Gesù ha provveduto a disarmare i bambini rendendoli inadeguati ad affrontare il mondo in cui vivono e in uno stato di perenne sofferenza. La redenzione proposta da Matteo è la trasformazione dell'uomo in uno schiavo. Su, dice Matteo, mettiti in ginocchio, non avrai più turbamenti dell'anima, non sarai più sottoposto agli affanni del mondo: questo è il motivo per cui nascono i conventi dei frati dei vari ordini monastici. Scappano dal mondo e poi ritornano nel mondo come schiavisti per circuire e rendere ancor più schiavi coloro che nel mondo sono stati sconfitti dalle contraddizioni.

"Sì, padrone, come è piaciuto a te!" Questa ricerca di schiavi in Matteo avviene in ambienti psichiatrici in cui la sofferenza psichica non trova ristoro perché in conflitto perenne con una realtà che richiede ai cittadini un minimo di responsabilità personale nella vita quotidiana e per questo ha loro impedito una realizzazione personale. L'affannosa ricerca di schiavi da parte della chiesa cattolica messa in atto oggi risponde alla stessa direttiva dottrinale di Matteo. Riporto l'articolo sulle decisioni di Ratzinger per poter violentare la società civile e il sensi di responsabilità dei cittadini:

12/10/2010 12:17 - Vaticano.

Benedetto XVI: annunciare "sempre e dovunque" il Vangelo Pubblicato il Motu Proprio di Benedetto XVI sulla nuova Evangelizzazione; il Papa chiama a un nuovo slancio missionario la Chiesa, soprattutto, ma non solo, nei paesi di antica cristianità.

Città del Vaticano (AsiaNews) - Annunciare sempre e dovunque il vangelo di Gesù Cristo: la Santa Sede ha reso noto oggi il "Motu Proprio" intitolato "Ubicumque et semper" con cui Bendetto XVI ha istituito il Dicastero per la Nuova Evangelizzazione, affidato all'arcivescovo Rino Fisichella. Nel suo documento il Papa ricorda le trasformazioni che negli ultimi decenni hanno portato a profonde trasformazioni nella vita del mondo e dell'Occidente in particolare, ma non solo; l'umanità ha vissuto "innegabili benefici", ma non solo: "si è verificata una preoccupante perdita del senso del sacro, giungendo persino a porre in questione quei fondamenti che apparivano indiscutibili, come la fede in un Dio creatore e provvidente, la rivelazione di Gesù Cristo unico salvatore, e la comune comprensione delle esperienze fondamentali dell'uomo quali il nascere, il morire, il vivere in una famiglia, il rife-rimento ad una legge morale naturale". Nelle società di antica cristianizzazione, e con un effetto di rapido coinvolgimento anche nel resto del mondo "tutto ciò è stato salutato da alcuni come una liberazione"; ma, sottolinea il Pontefice, "ben presto ci si è resi conto del deserto interiore che nasce là dove l'uomo, volendosi unico artefice della propria natura e del proprio destino, si trova privo di ciò che costituisce il fondamento di tutte le cose". Benedetto XVI ricorda che sia Paolo VI che Giovanni Paolo II hanno vissuto con grande preoccupazione il fenomeno della perdita collettiva della fede, e afferma: "Ora l'indifferenza religiosa e la totale insignificanza pratica di Dio per i problemi anche gravi della vita non sono meno preoccupanti ed eversivi rispetto all'ateismo dichiarato. E anche la fede cristiana, se pure sopravvive in alcune sue manifestazioni tradizionali e ritualistiche, tende ad essere sradicata dai momenti più significativi dell'esistenza, quali sono i momenti del nascere, del soffrire e del morire". Il Papa aggiunge: "ritengo opportuno offrire delle risposte adeguate perché la Chiesa intera, lasciandosi rigenerare dalla forza dello Spirito Santo, si presenti al mondo contemporaneo con uno slancio missionario in grado di promuovere una nuova evangelizzazione". Più volte, all'interno del documento, Benedetto XVI usa il termine di "missione" e di "slancio missionario"; non a caso la sua analisi offre squarci impietosi: "conosciamo poi, purtroppo, delle zone che appaiono pressoché completamente scristianizzate, in cui la luce della fede è affidata alla testimonianza di piccole comunità: queste terre, che avrebbero bisogno di un rinnovato primo annuncio del Vangelo, appaiono essere particolarmente refrattarie a molti aspetti del messaggio cristiano".Benedetto XVI conclude il "Motu Proprio" con una frase che tende a scongiurare equivoci e interpretazioni malevole sulle intenzioni della sua iniziativa, e sulla missione in generale: "…alla radice di ogni evangelizzazione non vi è un progetto umano di espansione, bensì il desiderio di condividere l'inestimabile dono che Dio ha voluto farci, partecipandoci la sua stessa vita".

Tratto da AsiaNews

Perché oggi il Vaticano si trova a dover esprimere le stesse esigenze di Matteo milleottocento anni fa? Perché la società, uscita dall'orrore cristiano, necessita di cittadini responsabili capaci di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e delle proprie decisioni. Cittadini che non dicono "E' la volontà del dio padrone", ma dicono: "Discutiamo su ciò che è opportuno per il benessere della società!". Cittadini che non tollerano gioghi né dolci né violenti perché la società civile è preziosa. Cittadini che non si illudono. Non confondono la patologia psichiatrica delirante con l'ispirazione del dio padrone che li vuole sottomessi. In questa società il Vaticano ha la necessità di fare esattamente ciò che fece Matteo e che descrisse nel suo vangelo: invitare (o costringere) gli Esseri Umani a mettersi il giogo della schiavitù con tutto il loro cuore e con tutta la loro anima.

Quando Ratzinger dice: "…alla radice di ogni evangelizzazione non vi è un progetto umano di espansione, bensì il desiderio di condividere l'inestimabile dono che Dio ha voluto farci, partecipandoci la sua stessa vita". Non fa altro che dire le stesse cose di Gesù: ". Tutto è stato dato a me dal Padre mio; e nessuno conosce il figlio se non il padre, e nessuno consoce il padre se non il figlio e colui al quale il figlio voglia rivelarlo." Non fa altro che riprodurre la truffa che, una volta imposta sulla e nella società, è foriera di massacri, genocidio e distruzione delle sue strutture democratiche.

Mettetevi in ginocchio davanti al padrone, sia che si chiami Gesù o Ratzinger, e ciò che perderete è la vostra vita. Questo è il progetto di Matteo nel descrivere Gesù: rubare la vita delle persone. L'unica differenza che c'è fra quando Matteo istigava le persone a diventare schiave ad oggi che Ratzinger istiga, più eufemisticamente, a mettersi in ginocchio, è che oggi la patologia psichiatrica da delirio di onnipotenza è ben conosciuta dalla psichiatria anche se la Polizia di Stato preferisce offendere i cittadini omaggiandone la sua rappresentazione da parte dei preti cattolici anziché essere obbediente al dettato Costituzionale.

Marghera, 12 ottobre 2010

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

COMUNICAZIONE IMPORTANTE

Da molto tempo la chiesa cattolica ha cessato di citare i suoi vangeli. Eppure, i vangeli ufficiali cristiani, sono l'unica fonte che delinea la figura di Gesù, la sua ideologia, la sua morale e i suoi principi sociali. La chiesa cattolica applica quei principi, ma alle masse preferisce nasconderne il significato e rubare, facendo propria, l'idea di bontà che i Neoplatonici attribuivano al loro dio. La chiesa cattolica ha torturato e macellato i Neoplatonici e per colmo di disprezzo usa i loro insegnamenti dietro ai quali nascondere i suoi principi ideologici.