Essere aderenti alla realtà
sociale
del Pagano Politeista
nella costruzione della
Religione Pagana Politeista
Quinta
Parte
Vai all'indice sul come il Pagano Politeista o lo Stregone esercita la magia nel mondo in cui vive.
E’ essenziale che chi manifesta le idee Pagane di liberazione
della struttura emotiva dell’uomo tenga sempre conto dei rapporti fra lui e le
sue idee, fra le sue idee e il mondo in cui vive e le sue idee e la società
specifica in cui agisce. Deve tener conto, essenzialmente, che vive in un
complesso religioso monoteista e che i monoteisti, sia essi cristiani che ebrei
o musulmani, consentono la “libertà di espressione” soltanto nella misura in
cui tale libertà si applica a loro e ai loro diritti di prevaricare. Quando la
società viene pervasa da istanze di libertà delle persone i monoteisti mettono
in atto azioni delittuose, criminali e mafiose, per impedire che si avvii un
dibattito che possa mettere in discussione il loro diritto di possedere le
persone e di usarle come schiavi. In modo particolare, i monoteisti non
tollerano che si metta in discussione le loro attività criminose nei confronti
dei bambini. Sui bambini i monoteisti impongono la patologia da onnipotenza che
li rendono dipendenti dall’idea del dio padrone per tutta la loro esistenza.
Se il Pagano Politeista non tiene conto che c’è un insieme
religioso che agisce contro di lui e che ha lo scopo di far fallire i suoi
progetti e si occupa solo del suo sentire intimo, difficilmente potrà evitare
la sconfitta lungo il suo cammino.
Una sconfitta che non sarà la sua sconfitta in quanto la morte del
corpo fisico metterà comunque fine ad ogni trasformazione, ma la sconfitta
dell’apertura verso il futuro della società nella quale agisce. La sconfitta
dell’apertura verso il futuro di quella società che egli aveva intuito ma non
ha saputo realizzare.
Il Pagano Politeista riconosce l’esistenza di Dèi che vengono
qualificati e sostanziati (nella loro presenza e nelle loro azioni) nelle
relazioni che egli costruisce o subisce col mondo che gli sta attorno. Il
Pagano Politeista sa anche che quegli stessi Dèi sono espressi anche dalla
cultura sociale in cui vive nelle relazioni con le culture del mondo. Gli Dèi,
espressi dalle relazioni, non sono specifici dell’azione del Pagano. Non sono
controllati dal Pagano attraverso la sua azione, ma l’azione del Pagano
Politeista viene ispirata dagli Dèi che si alimentano e si esprimono nelle
relazioni dinamiche fra le culture, fra i popoli, fra le nazioni e all’interno
delle stesse culture, dei stessi popoli, delle stese nazioni.
Un esempio pratico può essere il rapporto che esiste fra l’azione
del Pagano e la diffusione delle sue idee in una società democratica. La
democrazia di un paese occidentale è gestita da individui la cui religione è
quella monoteista, cattolica in Italia. Questi monoteisti interpreteranno la
loro religione per giustificarla di fronte ai principi Costituzionali solo che,
seguendo la religione cattolica, costoro applicheranno i principi
Costituzionali a sé stessi evitando di applicarli, se non formalmente, ai
cittadini. Pretenderanno i doveri dai cittadini applicando a sé stessi il
diritto di venir meno ai propri doveri. Così, il Pagano Politeista che la
religione cattolica non è in grado di contrastare ideologicamente in base ai
principi di quella società, si troverà ad essere vessato, denigrato e
ingiuriato. Comunque si tenterà di impedire a quel Pagano di sviluppare il suo
pensiero, di creare dibattito sulle idee, ritenendo che, in fondo, il più forte
abbia diritto, nella società, di vessare il più debole. Molto probabilmente si
verificherà che il Pagano sufficientemente preparato per argomentare in maniera
efficace in relazione al monoteismo si sentirà dire, da veri o finti pagani,
che se l’è cercata.
Ogni Pagano che agisce in una società deve concentrare la sua
attenzione sui problemi principali che gli si presentano. Deve saper dividere
il principale dal secondario e concentrare le sue forze sulle questioni più
importanti. Le questioni più importanti che le sue forze gli consentono di
affrontare. In ogni insieme, sia sociale che culturale, esistono questioni
importanti e questioni secondarie. Il Pagano deve concentrare l’attenzione sul
principale, e su quello alimentare il suo intento d’azione, e tralasciare o non
farsi coinvolgere dagli aspetti secondari.
Quando la religione monoteista presenta un’emergenza o dei
problemi, invitando il Pagano Politeista a partecipare a quei problemi “per il
bene della società e dell’umanità”, il Pagano Politeista deve ritrarsi perché
un monoteista, un cattolico nel caso dell’Italia, non ha mai a cuore il bene
della società o dell’umanità. Un cattolico usa la società e l’umanità come uno
strumento per glorificare il suo dio padrone. L’umanità, per un cattolico, è un
oggetto d’uso, uno strumento con cui imporre il proprio dominio. I missionari
cristiani in Africa hanno costruito la miseria e ora usano la miseria per ricattare
i popoli occidentali; farsi finanziare per poter perpetuare le condizioni di
miseria. I missionari cristiani godono della miseria dei popoli. Nella miseria
dei popoli e delle società si sentono tanto “dio padrone”; sentono di possedere
quei disgraziati come oggetti.
Un Pagano Politeista maturo non si ferma ad immaginare gli Dèi.
Non fantastica con le “nebbie di Avalon” o con i
giochi infantili della Wicca. Non usa i tarocchi per
sperare di indovinare il futuro. Un Pagano Politeista maturo incontra gli Dèi
nella quotidianità. Li incontra nelle azioni e riconosce che le relazioni che
sta vivendo sono relazione volute dagli Dèi o da lui imposte agli Dèi che
coinvolgono le sue emozioni. Pertanto, l’azione del Pagano Politeista tiene
conto della realtà oggettiva della situazione in cui vive, della sua
quotidianità. Non si immagina di volare su una scopa, né di cavalcare Pegaso. Il Pagano maturo pianifica la sua azione con la
quale deve diffondere le sue idee. Sceglie la direzione, l’ambiente, e la
sfaccettatura delle idee che in quell’ambiente vuole
presentare. Grande fu l’amore di Giordano Bruno, stolte le sue scelte che lo
portarono sul rogo. Fu accecato dal dio buono e non si avvide di quanto sangue
quelle mani grondavano.
Il Pagano Politeista fa un bilancio delle sue idee e delle idee del monoteismo, del
cattolicesimo nel caso italiano. Il Pagano fa un bilancio fra la sua forza
culturale nel manifestare le sue idee, in quel determinato momento. In quel
momento le sue idee scorrono veloci? Deve far attenzione a quante idee e quanta
cultura è in grado di gestire. In quel momento la sua persona viene offesa,
vilipesa, insultata? Deve far in modo di proteggere la scintilla delle idee.
Il Pagano Politeista non ritiene, come il cristianesimo, “che non
bisogna dare le perle ai porci”. Prima di tutto perché non ritiene che nessuna
persona sia indegna della vita e del sapere e poi perché il valore di una perla
di conoscenza è tale solo quando lo si riconosce. Inoltre, la conoscenza non è
una cosa che qualcuno dona, ma è un qualche cosa che qualcuno DEVE rubare e far
sua. Se non si acquatta come un ladro nella notte per afferrarla, significa che
non ne conosce il valore. Le perle di conoscenza, quando vengono rubate,
arricchiscono il ladro, ma non impoveriscono il derubato.
Il Pagano Politeista, nella sua azione, deve concentrare la sua
attenzione sui fenomeni importanti nei quali agisce per fondare il futuro
religioso e sociale.
Marghera
19.09.2008
Le altre parti relative a questo discorso:
Prima parte: Il Pagano Politeista, la Religione Pagana Politeista e le
idee errate dei pagani.
Seconda parte: Cosa significa "fare progressi"nel Paganesimo
Politeista?
Quarta parte: L’azione
morale nell’insieme sociale del Pagano Politeista.
Quinta parte: L'essere aderenti alla realtà sociale
del Pagano Politeista nella costruzione della religione Pagana Politeista.
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STREGONERIA PAGANA
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
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30175 Marghera - Venezia
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