L’ATTIVITA’ DELLA CHIESA
CATTOLICA
NELLO STUPRO DEI BAMBINI
PER LA FORMAZIONE DELLA
DIPENDENZA EMOTIVA
TRASFERITA NELLA SOCIETA’
CIVILE
seconda parte
Per
riuscire a comprendere come il cristianesimo riesce ad incidere sulla struttura
emotiva del bambino rendendolo dipendente dalle immagini che lui propone, è
necessario leggere i testi elaborati da chi proietta la propria idea psichica
di Gesù, al di là della lettera dei testi sacri.
Per
far comprendere come avviene la manipolazione mentale dei bambini mi servirò di
brani tratti da vari libri cattolici, tutti piuttosto datati, fra i quali
il “Quaresimale quotidiano” di p.
Ermanno Gaiga editrice Scuola Apostolica di Vicenza
del 1955 con la prefazione di Remigio Pennello Rettore del Collegio Apostolico
di Grottaferrata – Roma.
Ricordate
la posizione del bambino dai 3 ai 10 anni, davanti a questi personaggi, i preti
cattolici, i politici compiacenti, il poliziotto e il carabiniere che incutono
paura. E il bambino è solo! La relazione fra sé e chi dovrebbe fornirgli i mezzi
con i quali poter affrontare il suo futuro lo ha abbandonato. E’ la famiglia
che lo porta dal prete affinché il prete lo “istruisca” spostando la sua
tensione verso il futuro in un atto di dipendenza dal prete. La Famiglia è
dipendente dal prete, dalla parrocchia, dall’oratorio. Se ne serve con
superficialità. Il politico finanzia la parrocchia e l’oratorio, finanzia i
preti sottraendo fondi alla società civile e ai suoi progetti. E’ la stessa
famiglia che ha fornito al bambino, dai 0 ai 3 anni i modelli comportamentali
da esibire nella società. Modelli comportamentali che vengono interiorizzati
dal bambino. Modelli nei quali il bambino veicola le sue pulsioni. Modelli che
vengono auspicati, con la violenza, da Ratzinger
affinché la famiglia costringa entro la pulsione di possesso e di sottomissione
i bambini! Il continuo richiamo ad un modello farneticante di “famiglia
naturale” di Ratzinger, in assoluto disprezzo della
Natura stessa, ha la sola funzione di indicare nel plagio dei bambini, ad opera
della struttura parentale, le finalità della
famiglia.
In
quel momento il bambino è solo: la madre e la famiglia non gli hanno fornito i
mezzi critici ed egli è costretto, dalla famiglia stessa, a spostare la
relazione di dipendenza dalla relazione parentale al
prete cattolico.
Da “Quaresimale quotidiano” Ermanno Gaiga pag. 63
“Fratello! Vedi in quell’uomo la fotografia delle tue iniquità. Vedi in quel
sacerdote l’infinita misericordia di Dio. Gettati in ginocchio davanti al
Crocifisso dolorante per tutti i tuoi peccati e, profondamente pentito, dì a Gesù: “Dio mio... mi pento e mi dolgo... di averVi offeso... Mi
pento perché peccando ho offeso Voi bontà infinita.... Signore, misericordia,
perdonatemi”!...”
Cosa
produce la violenza dell’ingiunzione fatta dal prete cattolico nei confronti
del bambino?
“... nell’esperienza della colpa la
psichiatria ha colto uno dei motivi della depressione endogena il cui quadro è
così delineato da E. Borgna: “Le espressioni di colpa
depressive si possono distingue in colpa morale (quando ci sia la coscienza di
aver violato norme fondamentali su istanze comuni al contesto sociale o
culturale in cui si vive, in colpa religiosa (quando si abbia la coscienza di
non aver rispettato norme legate ai contesti di fede in cui si crede), e in
colpa esistenziale (quando il vivere è sentito come fonte di colpa
insostenibile).”. (dal dizionario di Psicologia di Galimberti)
“... nella depressione l’Io si
sottomette alla colpa perché l’oggetto a cui si rivolgono le accuse del
Super-io è entrato a far parte, in seguito ad una identificazione, con l’Io.
Ciò spiega perché il malinconico può giungere al suicidio, mentre il nevrotico
ossessivo non adotta mai questa soluzione. Essendo connesso al super-io, il
senso di colpa acquista rilievo solo dopo la formazione di questa istanza, cioè
verso il quinto, sesto, anno di vita, ed essendo il Super-io costruito dalle
immagini parentali interiorizzate, si ritiene che la sua rigidità, e
conseguentemente l’entità del senso di colpa, sia direttamente legata
all’educazione che, quanto più è autoritaria, tanto più determina un Super-io
punitivo ed eccessivi sensi di colpa.” (dal dizionario di Psicologia di Galimberti)
Si
fissa il senso di colpa nel bambino e se ne massacra la psiche con l’ossessione
alla sottomissione:
Da “Quaresimale quotidiano” Ermanno Gaiga pag.60
“Ecco! Dio ti ha dato un’intelligenza
perché con essa tu, a differenza delle altre creature, potessi sviscerare i
misteri del mondo e attingere alle soglie dell’eternità. E tu la metti a disposizione del male: per
conoscere le cose peccaminose, per studiarne tutti i lati più avvincenti, per
abbruttirti.
Dio ti ha dato una vita fisica,
perché abbia ad essere monumento nel tempo delle sue perfezioni. E tu deturpi
il tuo corpo nell’ignominia.
Dio ti ha dato la lingua per lodarlo,
le mani per cercarlo, gli occhi per vederlo. E tu lo bestemmi, abbracci
l’oggetto pericoloso, vedi il male.
Dio ti ha dato un cuore, riservandosi
quei palpiti. Tu li doni alle creature.
Dio ti ha dato le ricchezze. E per te
la ricchezza è la fonte prima di ogni peccato.
Dio ti ha dato l’universo. E tu
riempi l’universo di delitti.
“in manu eius statera dolorosa”!
Ricordo i dieci lebbrosi dei quali
racconta il vangelo. Tutti guariti ed uno solo che si sente in dovere di
ritornare a dire “grazie” al benefattore.
Tra tutte le immagini nessuna forse
si accosta tanto quanto questa alla pratica di vita del peccatore. Quante volte
il Signore ti ha mondato e quante volte, invece di andare da lui per
ringraziarlo, sei corso, dimentico del più elementare dovere di gratitudine, ad
offenderlo!
Povero uomo! Continua pure sulla via
dell’iniquità, ma ricordati che, presto o tardi, verrà l’ora di Dio.
Misericordia e giustizia sono le mani
con le quali Dio regge l’uomo: con la mano della misericordia egli l’attrae a
sé, con quella della giustizia lo punisce. E non c’è via di scampo: o
arrendersi alle attrattive della sua misericordia o cadere sotto i colpi della
sua inesorabile giustizia.
“Metti pure la tua dimora tra i nidi
delle aquile – grida per bocca del suo profeta – la mia mano ti raggiungerà
anche lassù, e ti abbatterà” (Geremia, XLIX, 16).
“Se tu avessi posto la tua dimora
sulle stelle, di lassù ti abbatterei” (Abd. 4).
“Sprofondati con i mostri marini
negli abissi delle acque; fin laggiù arriverà la mia mano per punirti” (Amos.
IX, 3).
A questo punto io vorrei che tu
avessi a fare un breve esame di coscienza, per rivedere lo stato della tua
anima di fronte alla Redenzione operata da Cristo.
Ti vedo, ancor bimbo di pochi giorni,
portato al fonte battesimale ed osservo la prima rinascita, operata dalla
grazia di Dio. Quella grazia dovrebbe accompagnarti per tutta la vita
mantenendoti puro come quella veste candida che il sacerdote posò sul tuo
corpo.
Son passati pochi anni, e quella veste è già deturpata! Gesù
però non t’abbandona perché troppo caro è costato a Lui il tuo riscatto.
Ti rivedo soldato di Cristo dopo il
sacramento della Confermazione. Soldato! C’è il “nemico di Dio” da combattere!
Oh, quante volte devi coprirti il
volto di vergogna , soldato traditore, avendo abbandonato la posizione,
fuggendo vergognosamente o addirittura pattuendo con il “nemico di Dio”!
Era quello il momento in cui avresti
creduto che Dio ti abbandonasse definitivamente al tuo destino. invece ti ha
richiamato a sé e, con segno di
predilezione, t’ha ammesso alla sua stessa mensa.
Poi amaramente ha dovuto convenire: “Filios enutrivi et exaltavi; ipsi
autem spreverunt me” (Is. I,2).
Da quel momento facilmente è
incominciata quella storia di aberrazioni che, passo passo,
t’ha portato sempre più lontano dalla casa del Padre, fino all’ultimo
traguardo: una vita di ribellione, di oltraggi, di ingratitudine.”
Questa
operazione è fatta dal prete cattolico, dall’insegnante di religione, dalla
maestra dell’asilo, dalla maestra delle elementari, a bambini che non sono in
grado di criticare e discriminare. La relazione che colgono non è quella di
avere davanti un feroce divoratore che intende appropriarsi della loro psiche e
costringerli alla sottomissione, ma vedono sé stessi, bambini, nella relazione
famigliare. Essi, i bambini, vengono colpevolizzati, costretti ad umiliare la
loro psiche, impauriti nella rottura delle relazioni parentali, da vere e
proprie azioni di terrorismo psichico operate dal prete cattolico e
dall’insegnate di religione nei loro confronti. A loro i loro genitori li hanno
affidati, con fiducia, e in loro vedono i loro genitori e la relazione di sopravvivenza
che nella relazione figlio genitori, la specie ha riversato le aspettative del
nuovo nato per affrontare il proprio futuro.
Questa
rappresentazione, così appariscente in questa lettura di pag. 60-62 del
“quaresimale quotidiano”, si ripete in ogni azione del genitore cristiano, del
prete cristiano, dell’insegnate cristiano, che vedono nel bambino l’incapace,
l’incompetente, l’impotente nell’affrontare i problemi. In altre parole, vedono
nel bambino il “deficiente” che pende dalle loro labbra e che cerca di
apprendere da loro. Così, anziché accompagnarlo lungo il cammino fornendogli
gli strumenti per affrontare la sua vita, lo deridono, il bambino diventa
oggetto di scerno, al bambino deve essere imposta la consapevolezza della sua
incapacità, della sua impotenza, deve essere sottomesso e costretto
all’obbedienza agendo sulla sua struttura psichica.
E’
l’interiorizzazione, da parte del genitore cattolico, del prete cattolico,
dell’insegnate cattolico, proprio per aver subito questo tipo di manipolazione
nella loro infanzia ed averne soggettivato
emotivamente i concetti e le rappresentazioni, dell’individuo creato. Il
bambino, per questi personaggi, è colui a cui “dio ha dato...., Dio ha dato...
Dio ha dato....” e che può e deve essere colpevolizzato per essere ridotto alla
sottomissione. Una sottomissione che deve, secondo loro, produrre l’obbedienza
alla verità di cui loro (a cui Dio ha dato) sono i portatori. Loro, sono il Dio
che deve essere imposto al bambino. E per imporlo inducono ossessione nel
bambino agendo sulla relazione parentale psico-emotiva che la specie ha costruito al fine di
assicurare gli strumenti adeguati alle nuove generazioni.
Questo
ricatto emotivo viene riprodotto continuamente con richieste, da parte del
genitore cristiano, del prete, dell’insegnate cristiano ecc., nei confronti del
bambino affinché si adegui al modello che gli viene presentato. un modello che
viene imposto fin dalla primissima infanzia con violenze continue e
sistematiche o con un lassismo che è una vera e propria rinuncia del genitore
al proprio ruolo di guida: ha rinunciato a guidare sé stesso, ora rinuncia a
guidare chi deve fondare il proprio futuro. Così, la rinuncia viene assunta
dagli insegnati cristiani, dal prete cristiano, dalla comunità cristiana mentre
le Istituzioni rinunciano a farsi carico del futuro sociale preferendo
collaborare col prete cristiano nella sua attività di distruzione della
personalità dei bambini.
E’
vergognoso assistere spesso a collaborazioni fra Prefetti che dovrebbero essere
i garanti dello Stato nelle singole province agire all’unisono con i vescovi
cattolici favorendo la loro attività di stupro di minori e costruzione del
disagio sociale.
Da “Quaresimale quotidiano” Ermanno Gaiga pag. 64
“Se una stella cozza contro un’altra
stella, l’uomo grida allo sfacelo del mondo.
Se un verme nella polvere viene
calpestato, l’uomo grida all’incoscienza.
Se un malato si contorce su un letto,
è una gara per prestargli soccorso.
se un’anima marcisce nel fango del
peccato?...
-- Il giovane scrolla le spalle e
dice: “Che male c’è?”.
-- L’uomo mangia, beve, ride, si
diverte e dice: “Fan tutti così!”.
-- la donna si terge la bocca e
mormora: “Bisogna divertirsi!”.
Stolto!
E non sai che la pena segue il
delitto come l’ombra segue l’uomo?
Non sai che il peccato è una
ribellione alla legge di Dio e alla sua giustizia e reclama la punizione?
Reca meraviglia sentire il Salmista
che, parlando di Dio, lo chiami con questa tremenda espressione: “Deus ultionum Dominus: il Signore
delle vendette è Dio” (Ps. XCIII, 1).
Possibile?
Quel Dio che ha creato l’uomo,
arricchendolo di tanti doni di natura e di grazia, costruendolo re del
creato?...
Quel Dio che nell’immensa sua bontà
ha voluto preparare un trono nel cielo per l’uomo, sua creatura prediletta?...
Quel dio che S. Giovanni chiama “amore”:
“Deus caritas est”?... (I Jo.
IV, 16).
Quel Dio che ci ha insegnato a
chiamarlo “Padre”. “Sic ergo vosorabitis: Pater noster”?...
(Mt. VI, 9).
Quel Dio che è ricorso alle prove più
ingegnose per dimostrarci tutto il suo amore, e che proprio esclusivamente per
noi s’è sacrificato a morire sul Calvario... possibile che ora sia diventato il
“Dio delle vendette”, e voglia punire la sua creatura?...
Eppure è così! Dio governa l’uomo con
la mano della bontà e con quella della giustizia. Quando l’uomo non obbedisce
alla mano della bontà di Dio deve sottostare a quella della sua giustizia.
Lasciate pure che il peccatore si
immerga fino al collo nei vizi, che se la rida della santificazione della
festa, che vomiti bestemmie a torrenti, che strapazzi tutti i Comandamenti
della legge di Dio... Dio non ha ancora detto l’ultima parola. Dio non è come
gli uomini che pagano al sabato o alla quindicina...; ma paga anche Dio! E
quando paga, paga in solido!”
Questo
viene imposto al bambino; viene istillato nelle sue paure come senso di colpa.
E nell’istillarlo si impedisce al bambino di diventare un cittadino della
nazione democratica. Per lui la giustizia altro non è che la vendetta del suo
dio padrone; la vendetta del suo capo; la vendetta della guardia carceraria; la
vendetta del genitore; la vendetta del magistrato fallito; la vendetta del
politico mafioso di turno. Nessun altro tipo di giustizia conosce il bambino la
cui struttura psico-emotiva è manipolata dalle
organizzazioni educative cattoliche.
In
questa sofferenza il bambino cattolico deve crescere e non tutti i bambini
cattolici, una volta adulti, possono scrivere, come fa Gustavo Zagrebelsky in “Imparare democrazia”:
“Negli stati dispotici la natura del
governo richiede un’obbedienza estrema: la volontà del principe, una volta
nota, deve sortire il suo effetto altrettanto infallibilmente come contro una
palla gettata contro un’altra.
Non ci sono addolcimenti, modifiche,
accomodamenti, condizioni contrapposte, discussioni, rimostranze: niente di
equivalente o migliore da proporre. L’uomo è una creatura che obbedisce ad una
creatura che vuole.
Non si possono addurre le proprie
preoccupazioni per il futuro, né scusare i propri insuccessi col capriccio
della fortuna. Ciò che spetta agli uomini, come alle bestie, è l’istinto,
l’obbedienza, il castigo.
A nulla serve opporre i sentimenti
naturali, il rispetto per il padre, la tenerezza per moglie e figli, le leggi
dell’onore, lo stato di salute: si è ricevuto un ordine e tanto basta.” (pag.99-100 ed Einaudi)
Già,
mentre la Corte Costituzionale arrancava per imporre la Costituzione della
Repubblica, i preti cattolici stupravano la psiche dei bambini per costringere
la loro psiche e le loro emozioni a considerarsi le bestie prive di diritti
agli ordini di un dio pazzo e assassino. Quanti sono diventati come Zagrebelsky e quanti hanno fallito nella strada della vita
contribuendo a lastricarla di cadaveri?
Quante
donne e quanti uomini pensano alla Costituzione come una semplice foglio di
carta e nel passare davanti ad una chiesa dimostrano la sottomissione dovuta
allo stupro che hanno subito facendosi il segno della croce?
"E non ti ama di meno ora,
figlia mia, e la sua gran sollecitudine materna è di avvicinarti a Gesù. Essa [la madonna, ndr] gli
dice: "Vedi come prega questa fanciulla; si direbbe che è un angelo in
ginocchio! Vedi con che garbo essa obbedisce e si fa tutta a tutti! vedi il suo
coraggio nel vincere se stessa, conta le sue privazioni, i suoi sacrifizi!... E tutto questo essa lo fa per te, perché ti
ama!"
- Oh! che buona madre la quale fa
valere presso suo figlio onnipotente l'altra sua figliuola debole e povera!
Ma purtroppo tu non sempre sei un
modello; anche tu qualche volta hai i tuoi brutti momenti; accade che resti più
giorni senza pensare a Gesù, senza pregarlo, senza
fare nulla per lui. Forse anche commetti qualche peccato... Ah! tu lo
rattristi assai e ti esponi al pericolo di vederlo allontanarsi da te... No,
egli non si allontanerà ancora, perché sua Madre si affretta a dirgli:
"Questa fanciulla è buona, essa non capisce che ti offende. se tu apri il
suo cuoricino, vedrai quanto ti ama... Abbi pazienza, permetti che io vada a
portargli una grazia, e i suoi occhi si apriranno, essa vedrà che ti rattrista,
e il suo cuore commosso ritornerà da te!"
- Chi conterà tutti i suoi soccorsi?
Chi ci rivelerà la tenerezza, la costanza, l'inesauribile sollecitudine del suo
cuore materno?"
Tratto
da “La prima formazione religiosa e morale della giovane” di Beaudenom 22 febbraio 1923
Scrive
Zagrebelsky in “Imparare democrazia” ed Einaudi a pag. 38
“Ancora: la libertà, che nei tempi
nostri ha il significato di protezione dei diritti degli inermi contro gli
arbitrii dei potenti, è diventata lo scudo sacro dietro il quale proprio
costoro nascondono la loro pre-potenza e i loro privilegi. E ancora: la
giustizia , da invocazione di chi si ribella alle ingiustizie del mondo, si è
trasformata in parola d’ordine di cui qualunque uomo di potere si appropria per
giustificare qualunque propria azione. E ancora, ancora: legge di mercato per
sfruttamento; economia sommersa per lavoro nero; guerra preventiva per
aggressione; pacificazione per guerra; governare per depredare; deserto per
pace.
Da questi esempi si dimostra la
regola generale cui questa perversione della parola ubbidisce: il passaggio da
un campo all’altro. Quando si tratta di parole e concetti della politica,
normalmente il passaggio è dal mondo di coloro che al potere sono sottoposti a
quello di coloro che del potere dispongono. un uso ambiguo, dunque, di fronte
al quale chi pronuncia queste parole dovrebbe sempre porsi la domanda: da che
parte stai? Degli inermi o dei potenti?”
Da che
parte stai: DALLA PARTE DEI BAMBINI O DEL PRETE CATTOLICO? Stai dalla parte
della società civile o del dio dei cattolici?
A Zagrebelsky sfugge l’origine di questa aberrazione che sta
nello stupro a cui sono sottoposti i bambini italiani ad opera della chiesa
cattolica.
Quando
il prete cattolico può sputare sulla Costituzione aggredendo la struttura
emotiva del bambino con queste affermazioni:
“Eppure
è così! Dio governa l’uomo con la mano della bontà e con quella della
giustizia. Quando l’uomo non obbedisce alla mano della bontà di Dio deve
sottostare a quella della sua giustizia.”
Che ne
è del bambino come soggetto sociale? Quale giustizia ha elaborato nella sua
mente se non quella del nazista che gira la chiave del gas perché “loro”, “gli
altri”, “ogni altro”, non ha obbedito alla sua bontà e magnanimità e, dunque,
deve sottostare al suo terrore che chiama “giustizia”. E quel bambino chiamerà
giustizia ogni terrore a cui assisterà: Bopal sono
stati massacrati; il terremoto di Lisbona; cosa sono se non punizioni del dio
padrone?
Marghera, 30 giugno 2007
Vai
alle altre parti:
1) Chiesa cattolica, omosessualità, pedofilia e
pederastia!
3) Il prete cattolico e la sua pratica di
terrorismo sociale!
4) Stregoneria e scienza: preghiere e inni!
5) Il catechismo della chiesa cattolica e la manipolazione mentale dei bambini!
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
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