La pecorella smarrita
Vangelo di Matteo

Gesù di Nazareth: partire alla conquista del mondo.

Seconda di tre parti

Se una persona si rende conto che non gli piace seguire Gesù e decide di evadere dal gregge di Gesù, allora Matteo indica la strategia d'azione per impedirgli la fuga. Scrive Matteo:

"Che vi pare? Se un uomo ha cento pecore e una di esse si smarrisce, non lascia egli forse le novantanove sui monti, per andare alla ricerca di quella smarrita? E se riesce a ritrovarla, io vi dico in verità, prova più gioia di questa che delle altre novantanove che non si sono smarrite. Così il padre vostro che è nei cieli non vuole che si perda neppure uno solo di questi piccoli." Matteo 18, 12-14

In Matteo, la "pecora che si è smarrita" è un eufemismo che sta ad indicare tutti coloro che escono dal giogo cristiano. Quella pecora che si allontana, diventando persona responsabile che, analizzando le azioni di Gesù, lo ritiene indegno o criminale. Tutti coloro che se ne "sbattono" delle farneticazioni di chi afferma di portare una salvezza. Tutti coloro che possono tirare la prima, la seconda e anche la terza pietra ritenendo che sia Gesù un peccatore contro la società civile. Le "pecore smarrite" sono tutti coloro che non si mettono in ginocchio davanti a Gesù padrone. Tutti quelli che evadono dal campo di concentramento qual è la città di dio o il regno di dio. Tutti costoro sono coloro che indicano in dio il malvagio. Indicano la malvagità in Gesù. Gesù ha paura di queste persone perché hanno cessato di essere pecore del suo gregge. Al contrario, le altre, non hanno nulla da eccepire sui comportamenti di Gesù, di Matteo o del gregge cui appartengono. Per loro l'omologazione e l'abitudine all'obbedienza non comporta moti di ribellione o patemi d'animo. Per questo Gesù è terrorizzato dalla "pecora" del suo gregge che anela alla libertà dal suo giogo, dalla sua schiavitù. Gesù ordina all'esercito di cercare la pecora evasa; perseguirla, riportarla nel gregge. Quando non riesce nell'impresa, allora organizza la tortura, i roghi, gli anatemi, i processi, la galera, l'omicidio: per costringerla là dove c'è pianto e stridor di denti. Tutto organizza Gesù pur di ricondurre la pecorella smarrita nel suo gregge e impedirgli di cercare vie diverse da quelle che lui impone. Oh! Quanto ama quella pecora, Gesù.

Piuttosto diciamo che ama il suo trionfo su quella persona ridotta a pecora. Gli ha impedito di staccarsi dal suo gregge. Gli ha impedito di conquistarsi la sua libertà e lui ha trionfato imprigionandola nuovamente. Mentre i suoi aguzzini torturano la pecora del suo gregge che ha cercato la libertà, Gesù può dire che lontano da lui non c'è speranza perché se qualcuno la cercasse i suoi aguzzini provvedono ad impedirlo. E' l'istruzione di Matteo al nascente cristianesimo: voi potete avere milioni di seguaci, ma se un Giordano Bruno, un Pomponazzi, un Vanini, non si mettono in ginocchio prima o poi perderete anche quei seguaci. Le pecore, per stare sicure nel gregge, devono pensare che il gregge sia tutto il loro mondo e devono avere la necessità del loro padrone che "tanto le ama". La Pecorella smarrita è la parabola che indica la repressione nei confronti della "pecora" che non riconosce più Gesù come padrone e il padrone Gesù la cerca per costringerla a tornare nuovamente nel suo gregge e dimostrare, a sé stesso e a tutte le altre pecore, che non c'è futuro fuori dal gregge. Le feroci guerre che la chiesa cattolica ha mosso contro le eresie e contro chi era di un'altra religione, obbediscono a questa esigenza descritta da Matteo: se c'è un'altra religione c'è un'alternativa. Se c'è un'alternativa il padrone può perdere la sottomissione delle pecore. Le guerre di religione non hanno origine solo nell'ideologia nell'odio del dio della bibbia per le società umane, ma soprattutto nella necessità di Matteo di impedire agli uomini di "smarrirsi" cercando vie diverse dal giogo che il padrone Gesù impone loro.

Marghera, 07 ottobre 2010

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

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COMUNICAZIONE IMPORTANTE

Da molto tempo la chiesa cattolica ha cessato di citare i suoi vangeli. Eppure, i vangeli ufficiali cristiani, sono l'unica fonte che delinea la figura di Gesù, la sua ideologia, la sua morale e i suoi principi sociali. La chiesa cattolica applica quei principi, ma alle masse preferisce nasconderne il significato e rubare, facendo propria, l'idea di bontà che i Neoplatonici attribuivano al loro dio. La chiesa cattolica ha torturato e macellato i Neoplatonici e per colmo di disprezzo usa i loro insegnamenti dietro ai quali nascondere i suoi principi ideologici.