Pedofilia e pederastia praticata dalla
chiesa cattolica
Causa, progetti ed effetti nella società
1997 riflessioni dimenticate

di Claudio Simeoni

I capitoli che non compaiono nel primo volume
diventeranno parte del secondo e del terzo volume

Libreria Universitaria

Ibs - libri

Cod. ISBN 9788893322034

L'ideologia cristiana della pederastia e della pedofilia

Si tratta di tre riflessioni che possono permettere alle persone di capire l'ambiente sociale e culturale nel quale si sviluppa la pedofilia della chiesa cattolica.

Nella religione cristiana non c'è schiavitù più violenta che quella dei bambini all'interno della famiglia.

I bambini, nell'organizzazione della famiglia cristiana, sono puro e semplice bestiame da lavoro, da obbedienza, da tortura e da stupro. Nell'idea cristiana della famiglia non esiste un diritto per il bambino che è proprietà dei genitori e che non può vantare, nei loro confronti, nessun diritto. La chiesa cattolica impone la pedofilia come pratica nella famiglia attraverso una repressione militare della sessualità. Non è un caso che il ministro Gelmini per aiutare la chiesa cattolica a stuprare bambini non abbia introdotto nella scuola elementare l'educazione sessuale. Prima del terrorismo della Gelmini, tutti i ministri per l'educazione, si sono genuflessi davanti alla chiesa cattolica e hanno sputato sulla Costituzione della Repubblica.

Una pedofilia che la chiesa cattolica impone ai bambini sia come violenza sessuale, sia come stupro della loro struttura emotiva, destrutturando la loro psiche in modo che la veicolazione della libido passi attraverso il delirio di possesso, sia come violenza fisica ad imitazione del cristo dei cristiani.

Non c'è nel cattolicesimo un uso gioioso del sesso. Il sesso non è piacere e gioco, ma deve essere praticato con dolore. Il sesso deve essere un mezzo con cui imporre il proprio possesso sulle persone. Per questo la chiesa cattolica si è sempre opposta all'educazione sessuale nelle scuole, all'uso del preservativo, all'uso della pillola del giorno dopo, all'Rs486.

Il sesso deve essere un atto di violenza con cui lo stupratore sancisce il proprio potere e il proprio dominio sull'altro. La religione cattolica ha sostituito fra gli Esseri Umani Afrodite col suo dio stupratore.

E' il Gesù dei cristiani che sancisce questo diritto alla violenza sui bambini. Egli stesso viene arrestato con un bambino nudo e poi abbiamo un delinquente come Ennio Fortuna che trova del tutto normale che questo povero demente violenti i bambini (vedi il suo libro in cui lo assolve da ogni peccato: lo venga a dire a me!).

Miriam Maffai si fa un po' di masturbazioni cerebrali sugli intendimenti di Galimberti, ma è interessante quello che Maffai afferma circa la condizione dell'infanzia di 60 anni or sono in Italia: tutto è terrore e devastazione emotivo. Nulla a che vedere con le esigenze proposte da Platone in merito all'Infanzia o alla cura dell'Infanzia nella Grecia antica o in Italia precristiana. Il cristianesimo ha distrutto il ruolo sociale della famiglia per trasformarlo in una funzione di stupro nei confronti dei minori o, se preferite, nell'educazione dei ragazzi in cristo.

La Repubblica - Martedì, 25 marzo 1997 - pagina 1
Miriam Mafai
La cronaca racconta fatti terribili, ma oggi il progresso ha migliorato la condizione dell'infanzia
QUANDO I BAMBINI ERANO SCHIAVI

SINGOLARE commistione tra una cultura di sinistra in crisi e una cultura cattolica in crescita, il catastrofismo è diventato quasi senso comune, la cifra che tiene insieme i commenti, sui giornali, in televisione o per la strada, che vengono espressi di fronte ai quotidiani fatti di cronaca che coinvolgono come spesso accade i più deboli, donne o bambini. Ecco allora che ognuno indica come responsabile di tante infamie la nostra società nel suo complesso, malata di violenza, priva di ogni principio etico e dominata dal gusto della competizione, della sopraffazione e dalla ricerca sfrenata del profitto e del piacere. E insieme si sente in questi commenti, ora più ora meno esplicito, il rimpianto di un' epoca nella quale altre regole ordinavano il mondo, nella quale venivano rispettati i grandi principi morali e nella quale i rapporti tra gli uomini le donne e i bambini non erano ispirati alla sopraffazione e alla violenza. NON mi sorprendo quando questi concetti vengono espressi dal giornale del Vaticano o in prima persona dal pontefice il quale pochi giorni fa, giustamente allarmato e indignato per il fenomeno della prostituzione e della pedofilia, alzava il braccio accusatore contro la crisi della famiglia, un esercizio della sessualità svincolato dal dovere della riproduzione, contro la corsa alla ricchezza all' edonismo al consumismo contro una società che si è liberata dalla soggezione al divino. Mi sorprendo di più quando concetti analoghi vengono espressi da un pensatore laico e di sinistra come Umberto Galimberti che ieri sulle colonne di 'Repubblica' disegnava un quadro quanto mai drammatico della situazione della nostra infanzia ammonendo, con una bella citazione di Platone sulla vicina fine del mondo o un suo "grande capovolgimento", inevitabile quando i bambini cessino di essere destinatari culturali di una società per divenire meri strumenti di sussistenza o di benessere. Il grido di dolore del filosofo e la sua drammatica ammonizione lascerebbero pensare che in altre società o in altre epoche ci sia stata una maggiore attenzione di oggi ai bambini alle loro esigenze al loro sviluppo. Personalmente io non ne conosco. Ho conosciuto invece, non sui libri ma nella mia concreta esperienza comunità nelle quali per miseria ignoranza o pregiudizio i bambini e le bambine venivano sfruttati malmenati utilizzati come strumento di piacere o di reddito in modi che oggi non possiamo nemmeno immaginare. Parlo di una mia concreta esperienza e quindi della realtà italiana di quaranta o cinquant' anni fa. Parlo di bambini lasciati morire a Napoli vittime della poliomielite per la insufficienza delle strutture sanitarie o per la rassegnata superstizione delle famiglie; parlo di bambini venduti sempre dalle famiglie ai pastori in Sardegna o in Puglia costretti a vivere per mesi e mesi con le pecore nutriti solo di pane e formaggio e usati sessualmente dai loro padroni; parlo delle bambine analfabete costrette a raccogliere gelsomini dall' alba al tramonto nelle campagne calabresi, preferite per le loro dita sottili e la loro docilità alle sorelle e alle madri. Tutto questo non esiste più grazie a quella cosa che si chiama progresso, non calato dal cielo ma voluto dagli uomini, che ha portato dovunque in Italia la vaccinazione obbligatoria, l' istruzione fino a 14 anni (alla quale lo so bene molti bambini sfuggono ma questo è un altro discorso) e insieme quello che molti deprecano come consumismo: i blue jeans le scarpe da tennis e gli zainetti colorati per andare a scuola. E allora non è che io pensi con Pangloss di vivere nel migliore dei mondi possibili. La cronaca ci dà troppo spesso testimonianza dei guasti della società in cui viviamo ma per restare al tema io mi chiedo in primo luogo se davvero i casi di violenza nei confronti dei bambini siano aumentati o se non ne sia aumentata invece la denuncia la nostra conoscenza e coscienza. Nelle famiglie contadine di una volta dove tutti adulti e bambini dormivano nello stesso letto la violenza e lo stupro erano dato quotidiano una presa di possesso da parte dell' uomo di qualcosa che naturalmente gli apparteneva. E le vittime non pensavano di rivolgersi per questo ai carabinieri o al giudice. Non è dunque che io non veda le ingiustizie gravi o le violenze della società in cui viviamo ma per indignarmi e criticarle non intendo ripiegare come mi sembra faccia Galimberti in quella sorta di utopia rovesciata che consente di proiettare in un incerto e mitico luogo del passato le aspirazioni del tutto legittime che non riusciamo a realizzare qui ed ora. Questo ripiegamento nel passato sterile esercizio consolatorio testimonia soltanto della crisi di una cultura, quella di sinistra che dopo avere scommesso sul progresso sulla scienza sulla storia e aver perduto una partita cerca oggi conforto o sostegno in una cultura cattolica che ha sempre condannato e sfidato la modernità in nome della provvidenza.

La Repubblica

Un'altra riflessione viene sull'articolo di Carlo Chianura che parla di Ernesto Caffo il quale, ingenuamente, ingenuamente colpevole, nel giugno del 1997 parlava di "pedofili ai margini" della chiesa cattolica.

Ingenuamente, ma colpevole di collaborare nello stupro di bambini!

Egli partiva dal presupposto che i casi di abuso di minori nella chiesa cattolica fossero marginali: milioni di bambini venivano violentati dai cattolici e ogni abuso sui minori ha sempre il marchio cristiano, sia direttamente che indirettamente, per effetto delle devastazioni sociali prodotte dai missionari e dai preti cristiani in culture diverse.

Questo articolo sulle idee di Ernesto Caffo ci fanno capire come, gli stuprati psichici dai cristiani, pensano la chiesa cattolica. La chiesa cattolica è un'organizzazione finalizzata allo stupro di minori e ad imporre l'ideologia del possesso che è quella che veicola la violenza sui minori. Ebbene, Ernesto Caffo, come i poliziotti USA che non credevano alle persone violentate (e anche i poliziotti italiani, basti pensare all'aggressione che le Istituzioni organizzavano contro le donne che denunciavano le violenze sessuali), minimizza le atrocità della chiesa cattolica. Le difende e, di fatto, alimenta la violenza sui minori.

Alla luce delle informazioni emerse dalle varie indagini di polizia e delle notizie stampa, si deve riflettere sull'atteggiamento di Ernesto Caffo e di molte Istituzioni.

La Repubblica - Sabato, 7 giugno 1997 - pagina 22
Carlo Chianura
L'INTERVISTA Denuncia-choc di Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro. I 10 anni della linea per i bimbi
'LA CHIESA SCACCI I PEDOFILI CHE SI ANNIDANO AI SUOI MARGINI'

'Succede anche a scuola e nel mondo dello sport. Molti sanno e pochi parlano, cosicché il bambino resta solo e disperato'

ROMA - "La Chiesa rovisti per bene nel suo mondo e scoprirà che c' è gente che sfiora la pedofilia e talvolta la pratica pienamente". La Chiesa, ma anche il mondo della scuola e anche il mondo dello sport: come spara alto Ernesto Caffo, il presidente di Telefono Azzurro. Tutto potrebbe essere Caffo dopo la scoperta del business di pornocassette con i bambini violentati, tranne che sorpreso. Da questo suo osservatorio privilegiato che domani otto giugno compirà i suoi primi dieci anni, il neuropsichiatra infantile Caffo è abituato a registrare lo stillicidio quotidiano delle violenze e degli abusi sui bambini. "Il fatto è che non c' è soltanto Marcinelle, i mass media non possono ricordarsi dei bambini solo quando c' è la tragedia". Un momento, professor Caffo: lei muove accuse molto gravi. Che c' entra ora la Chiesa? "Deve vigilare maggiormente al suo interno e tra i gruppi para-ecclesiali. Ci sono molti processi di cui spesso non si ha nemmeno notizia che sono finiti in patteggiamento e che hanno dimostrato la responsabilità di adulti che appartengono a gruppi religiosi. E poi ci sono le segnalazioni a Telefono Azzurro". Non le sembra di generalizzare? "Infatti io non voglio generalizzare. Però i genitori e i bambini hanno il diritto di sapere che si corrono dei rischi, devono sapere come difendersi. A scuola e nel mondo dello sport può succedere e succede. Con un' avvertenza fondamentale: il pedofilo non controllato continuerà a fare le stesse cose in altri contesti". Perché è così difficile difendersi da questi individui? "Perché è difficile raccogliere le prove. I magistrati lo sanno e spesso agiscono con cautela. Poi perché spesso i pedofili sono insospettabili e non di rado hanno potere. Cosicché molti sanno, pochi parlano". Con quali conseguenze per un bambino? "Naturalmente devastanti. Proviamo per un solo minuto a metterci nei suoi panni. Pensiamo al suo senso di colpa, al segreto cui è stato vincolato dal pedofilo, pensiamo a quanto tutto ciò sia ancora più terribile se di mezzo ci sono stati rapporti sessuali". Ci saranno pure dei meccanismi di difesa e di protezione. "Bisogna avere coraggio e dare coraggio a chi subisce questi soprusi. L' ascolto è fondamentale. Noi abbiamo cercato, cerchiamo di fare la nostra parte". Il Parlamento sembra pronto a cambiare la legge. "E' un passo importante, a patto che si prevedano espressamente reati e punizioni. Anche se una legge da sola non basta. E poi c' è un' altra mina da disinnescare...". Una mina? "Sì, la diffusione anche nel nostro paese della tesi secondo cui il pedofilo avrebbe una dignità culturale. Sarebbe uno 'che vuole bene ai bambini' . Vedere i dibattiti su Linus e Babilonia. In realtà va detto con chiarezza che il pedofilo è una persona con una sfera sessuale deviata, che abusa di persone più deboli di lui". Professor Caffo, Telefono Azzurro compie dunque dieci anni. Una definizione della linea per i bambini in una parola? "Ascolto". Cos' è cambiato in un decennio? "C' è maggiore consapevolezza nel paese, i bambini sono più rispettati, più ascoltati appunto. E c' è modo di parlare non solo delle emergenze". La prima telefonata che ricorda? "Una bambina di dodici anni che chiamò per dire che aveva appena saputo di essere stata adottata. Non perdonava ai genitori questo silenzio, questa identità negata". Il caso che l' ha più colpita? "Tanti naturalmente. Ricordo quella bambina di dieci anni e mezzo violentata dal padre. Ricordo la sua disperata richiesta di aiuto". Appunto, voi che aiuto avete dato? "In dieci anni abbiamo preso in carico migliaia di casi. Nei primi nove anni 18.152, duemila l' anno. L' anno scorso 2500 casi, nei primi tre mesi del '97 oltre 700". Che cosa sarà in futuro Telefono Azzurro? "Abbiamo due grandi progetti. Il primo è quello di avere terminali in tutte le regioni per seguire un caso fino alla sua soluzione. Il secondo creare una squadra di emergenza pronta a intervenire 24 ore su 24 su tutto il territorio nazionale".

La Repubblica

L'articolo di Galimberti è un vero e proprio atto d'accusa contro la psichiatria e la psicanalisi. Anche contro padri "nobili" come Musatti.

Tutti costoro conoscevano molto bene i traumi dell'inconscio, ma continuavano a pensare l'individuo come un soggetto creato ad immagine e somiglianza del dio padrone cristiano e sottovalutavano l'adattamento psichico-emotivo dell'individuo alla violenza della sottomissione imposta dal cristianesimo e dal cattolicesimo in particolare.

Dobbiamo aspettare i giorni nostri perché la magistratura inizi a mettere al bando la violenza coercitiva sui bambini. Sia nella forma di schiaffi e botte, sia nella forma di ricatto psicologico. Ora molti magistrati, nel giudicare i fatti, sono molto attenti alla condizione psico-fisica dei bambini.

Pedofilia e pederastia, ci dice Galimberti in questo articolo del 1997, sono sconosciute alla psicanalisi e alla psichiatria.

Ci si sarebbe aspettato che la psicanalisi si ergesse a paladina dei bambini individuando nei traumi dell'infanzia preadolescenziale e nell'adolescenza le cause della distorsione emotiva che portano il futuro adulto ad una forma di disagio sociale spesso distruttiva. Ma la psicoanalisi e la psichiatria è controllata economicamente dalla chiesa cattolica. E così di queste distorsioni se ne parla sottovoce. Tanto più emergono gli atti criminali della chiesa cattolica nei confronti dei bambini e tanto più le voci che censurano la pedofilia si affievoliscono. Quasi non volessero perdere il loro posto di lavoro.

La Repubblica - Martedì, 10 giugno 1997 - pagina 1
Umberto Galimberti
LA POLEMICA
MA NON CHIAMATELA PEDOFILIA

VA A FINIRE che ne sanno di più i poliziotti e gli operatori turistici di quanto non ne sappiano gli psicologi, i sociologi e le istituzioni educative. E dove non c' è sapere non c' è possibilità di intervento, e perciò il fenomeno può dilagare, come sta dilagando, nella generale indifferenza o nell' indignazione breve e passeggera. Per il resto è silenzio. Un silenzio che finisce con l' essere complice del male. Sto parlando della pedofilia, un fenomeno esploso un anno fa alle soglie della coscienza collettiva per i fatti truci accaduti in Belgio e oggi di nuovo sui giornali (ma non ancora assimilato dalle coscienze), per via della circolazione di cassette con sesso con bambini scoperto in quel di Roma e balzato sulle pagine della cronaca. Intuiamo più o meno tutti che nei rapporti con i bambini non si celebra il sesso ma la violenza, dove un adulto, psicologicamente incapace, ma qui io direi anche impotente ad aver un rapporto sessuale con un adulto, si relaziona a un bambino per godere della sua impotenza, per eccitarsi nel vederlo totalmente imprigionato nel giro stretto del suo desiderio perverso, e quindi in pericolo, ferito, e alla fine sconfitto. Ma perché tutto ciò non emerga e il grande buio sulla pedofilia si faccia sempre più spesso, incomincia il gioco di prestigio dei nomi. UN GIOCO che con la complicità del sapere psicologico, psicoanalitico e psichiatrico, ma qui potrei anche dire sociologico, storico, letterario, avvolge la cosa in un giro così tortuoso di parole da rendere la cosa non identificabile. Incominciamo dal nome. Pedofilia è un nome improprio che, al pari di efebofilia, indica l' amore per i fanciulli, un amore che, opportunamente sublimato, può diventare anche attitudine pedagogica. Quando intervengono rapporti sessuali non si tratta più di pedofilia, ma di pederastia, un termine che viene subito confuso e mescolato all' omosessualità, e questo non solo ad opera della comune incompetenza, ma ad opera del sapere cosiddetto scientifico se è vero che anche il Nuovo dizionario di sessuologia edito da Longanesi, a pagina 920 definisce la pederastia: immissio penis in anum, dopodiché nessuno può distinguere la pederastia da analoghe pratiche sia omosessuali sia eterosessuali. Ognuno capisce che la correttezza dei nomi non è solo uno scrupolo filologico, ma è un modo per evitare che, confondendo i nomi, si mascherino le cose e le si attenuino o le si oscurino per non farle apparire nella loro realtà cruda e violenta. Praticata con un adulto l' immissio penis in anum non è la stessa cosa di quando è praticata con un bambino che non può essere né consenziente né dissenziente, perché in quella condizione non è semplicemente libero né di pensare, né di volere, né di reagire. Ma al Nuovo dizionario di sessuologia della Longanesi dobbiamo essere in qualche modo grati perché nelle sue 1370 pagine dedicate alla sessualità concede una trentina di righe in colonna alla pederastia. La ignorano completamente il Dizionario di psicologia dell' editore Laterza (1168 pagine), il Trattato di psicoanalisi di Musatti (828 pagine, Boringhieri), il Manuale di psichiatria di Silvano Arieti (pagine 2368, Boringhieri). La diluiscono nella pedofilia a cui dedicano poche righe il Trattato di psicoanalisi di Alberto Semi (1903 pagine, Cortina), il Dizionario di psicologia di Dalla Volta (995 pagine, Giunti Barbera), L' enciclopedia psichiatrica della Roche (381 pagine). Gli dedica tre righe definendola coitus per anum il Dizionario di psichiatria di Hinsie e Campbell (pagine 905, Astrolabio), mentre vi dedica una colonna e mezza sotto la voce "pedofilia" il Lessico di psichiatria di Christian Muller (pagine 661, editore Piccin) dove si dice che a questa pratica si dedicano: "Persone dall' età compresa tra i 15 e i 30 anni in condizioni di emergenza sessuale, nonché psicopatici o nevrotici sessuali, oligofrenici, alcolizzati cronici, drogati o affetti da forme cerebrali organiche diffuse o focali". Non molto meglio si è comportato il sottoscritto nel suo Dizionario di psicologia (1022 pagine Utet) che ha dedicato alla pederastia due righe e alla pedofilia quattordici. Chiedo scusa al lettore per questo sommario elenco, utile solo a renderci conto che è praticamente impossibile farsi un' idea del fenomeno, prender posizione e stabilire interventi, se questo è lo stato delle conoscenze e il livello di confusione proprio là dove a parlare è il "sapere" e non il "sentito dire". Sappiamo tutto dell' eterosessualità, dell' omosessualità, della bisessualità, della transessualità, e nulla della sessualità con i bambini anche se il fenomeno in Estremo Oriente e in America Latina ha cifre a sei zeri, come ben sanno gli operatori turistici e le cronache recenti dove sembra che con 200 dollari si può comprare per sempre una baby prostituta. E da noi? Oltre al gioco confusivo dei nomi, che non consente di identificare la cosa e quindi la maschera, la copre, oltre all' assenza di studi seri sulla pederastia, confusa ora con la pedofilia ora con l' omosessualità, c' è quella pederastia in famiglia che, anche se rubricata sotto il nome di "incesto", non per questo cessa di essere "rapporto sessuale con bambini". E siccome gli incesti sono molti e non fanno distinzione di classe sociale, dobbiamo dire che anche da noi i rapporti sessuali con i bambini sono diffusi, ma coperti e occultati, oltre che dal gioco di prestigio dei nomi, dalla complicità, dai silenzi, dalla tolleranza, dalle minacce, dai ricatti, dal non voler sapere ciò che non si sa come trattare. Due cose però vanno dette: un bambino o una bambina abusati sono psicologicamente feriti per tutta la vita. Oltre alla vicenda fisica, hanno infatti subito quello che non potevano capire, e quando succede quel che non si riesce a capire e a integrarlo nella propria esperienza il terribile è già accaduto. E per sempre. C' è infatti qualcosa di indelebile nella sessualità subita e non capita. E molti percorsi che finiscono in droga, in prostituzione, in disprezzo di sé, fino al suicidio hanno la loro radice qui. Se la voglia momentanea o reiterata di un adulto ha per effetto il destino quasi sempre fallimentare di una vita indifesa, e che indifesa resta di fronte a tutte le prove della vita, perché quando stava costruendosi è stata disarmata, allora il giudizio sulla sessualità con i bambini non deve aver presente un atto, quell' atto di un adulto, ma il destino definitivamente compromesso del bambino. Se non correggiamo lo sguardo continueremo a giudicare solo "atti osceni" e non "biografie spezzate". La seconda cosa da tener presente è che nei rapporti sessuali con i bambini in gioco non è tanto la sessualità quanto la potenza nel suo intreccio più crudele che è l' intreccio con la violenza su indifesi. E guai al sapere che con il suo silenzio, o al disgusto che con la sua rimozione rendono impalpabile il fenomeno, e riducono in ognuno di noi la percezione della crudeltà. Occorre evitare che la tolleranza di cui oggi forse giustamente gode la sessualità, si estenda alla sessualità con i bambini, perché in questo caso non di sessualità si tratta, ma di violenza innescata dalla sessualità e resa irriducibile e del tutto cieca proprio dall' investimento della libido sessuale. Come ci ribelliamo al padre che in quel di Savona sgozza la sua bambina perché sta litigando con la moglie da cui è separato, così uguale indignazione e intolleranza vanno attivate per chi spezza vite in germoglio, solo perché un vissuto di impotenza attiva voglie perverse nel suo basso ventre. Indignazione e intolleranza, ma soprattutto conoscenza e chiarezza nel linguaggio in modo che si possa ben distinguere la sessualità dalla violenza e, sotto la tolleranza sessuale, non passi, inosservato e confuso, quello che, solo con una buona dose di falsa coscienza, potremmo non rubricare il peggiore fra i crimini.

La Repubblica

Quando James Hillman afferma che dopo 100 anni di psicanalisi si assiste ad un cumulo di macerie non fa altro che constatare l'orrore provocato dal cristianesimo che ha preteso di coniugare le scoperte della psicoanalisi con l'orrore dell'ideologia del peccato cristiana. Non è stata sconfitta la psicanalisi in sé, ma l'uso che della psicanalisi ne ha fatto il cristianesimo e che i psicoanalisti per codardia hanno accettato. Così la psicoanalisi, anziché essere al servizio dell'uomo, ha agito al servizio della coercizione cattolica finendo per favorire le violenze dei preti pedofili attraverso l'occultamento degli effetti sociali della pratica della violenza della chiesa cattolica. Violenza che, sia fisica che psichica, va a manipolare e distruggere l'uomo nelle sue relazioni con il mondo e nella sua apertura verso il futuro.

Come afferma Galimberti, la pedofilia e la pederastia non è un insieme di atti osceni, ma è un insieme di vite spezzate e annichilite in un presente angoscioso ed ossessivo.

Questa è la grande responsabilità dei preti cattolici: l'aver annientato le vite dei ragazzi e aver distrutto una società la cui DEMOCRAZIA si nutre di consapevolezza di sé stessi e di coraggio con cui gli individui si predispongono per affrontare il futuro.

Marghera, 07 aprile 2010

Nota: I link citati vengono spesso nascosti dai giornali per consentire la reiterazione dei delitti di pedofilia e di pederastia da parte della chiesa cattolica. E' possbile che dopo anni non siano più attivi o siano nascosti.

Pagina tradotta in lingua Portoghese

Tradução para o português Pedofilia e pederastia praticada pela igreja católica, causa, projetos e efeitos na sociedade, 1997 - Reflexões esquecidas

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La chiesa cattolica e le sue strategie sociali

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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Gli ebrei e cristiani nella società

La nostra società emerge dall'odio cristiano. La nostra democrazia emerge dalla monarchia assoluta imposta dai cristiani. La società dei diritti dell'uomo emerge dalla società in cui dio aveva ogni diritto sull'uomo, anche quello di sterminarlo. Non esiste un concetto sociale, un'idea filosofica, che non sia emersione dall'ideologia cristiana di dominio dell'uomo sull'uomo.