La chiesa cattolica
e l’ideologia della pedofilia
a tutti i costi
Quando
affermo che il cristianesimo, e il cattolicesimo nel nostro caso, altro non è
che un’ideologia improntata sulla violenza pedofilia e sulla violenza pederastica utilizzo certamente, a dimostrazione delle mie
affermazioni, i fatti di cronaca che vengono trattati dalla magistratura, ma
non è sul fatto in sé che centro, come persona della società civile, la mia
attenzione.
I
fatti di cronaca che vengono dibattuti dai magistrati vengono trattati dal
punto di vista del codice penale. Un codice penale che può comprendere
l’infamia sociale della violenza, ma spesso esclude atteggiamenti criminali ed
infami che devono, al contrario, trovare attenzione fra le persone che operano
nella società civile.
Dal
mese di dicembre 2008 ho tratto tre avvenimenti che hanno prodotto tre
atteggiamenti (complessi in quanto concorrono più persone e situazioni diverse
nella loro formulazione) che dimostrano la realtà dell’ideologia pedofilia e
pederasta del cristianesimo, anche se i fatti possono non avere una rispondenza
in campo giudiziario per come vengono trattati oggi.
Il
primo caso è relativo ad una coppia che si è sposata in chiesa ed è stata
sposata da un prete cattolico pedofilo. Questa coppia ritiene che tale
sacerdote cattolico, per le responsabilità di violenza che ha fatto, sia
indegno come prete cattolico e come tale il loro matrimonio deve essere
annullato.
Naturalmente,
questi coniugi non conoscono la dottrina cattolica. Ignorano che Gesù stesso
era pederasta.
E’
proprio nel rivendicare il diritto alla pratica della pederastia e della
pedofilia, elevata a comportamento sacro di Gesù, che il prete Salvatore del
Ciuco risponde ai coniugi cattolici rinfacciandogli la loro ignoranza
dottrinale.
Dice
il prete Salvatore del Ciuco ai coniugi: “Se noi siamo pedofili, pederasti o
criminali, sono affari nostri! Noi rappresentiamo Gesù e voi potete solo
mettervi in ginocchio davanti a noi!. Come prete dice che lui è al di fuori e
al di là della legge morale sociale, padrone delle persone che possono solo
mettersi in ginocchio davanti a lui e alla volontà divina che ha voluto che a
rappresentare Gesù ci fosse un prete pedofilo.
Quest’etica cristiana viene sempre occultata, nascosta. Ratzinger muove guerra
all’ONU, ma non se ne deve parlare. Non se ne deve discutere. I cittadini
potrebbero trovare nell’ONU quei valori etici e morali che la chiesa cattolica,
nel suo assolutismo monarchico di stampo clerico-nazi-fascista,
nega e offende per glorificare il suo dio padrone.
Le
affermazioni del prete cattolico Salvatore del Ciuco sono una rivendicazione
del diritto della chiesa cattolica alla pratica della pedofilia e un insulto a
quei coniugi che hanno voluto fare come il fariseo andando a dire al loro dio
padrone che loro hanno rispettato le leggi e pretendono che il loro dio padrone
le rispetti: che i preti cattolici le rispettino. Ma si sa che dio ama il
peccatore, lo stupratore di bambini che, dopo aver stuprato i bambini e aver
distrutto il loro futuro sia personale che sociale, si penta dei suoi peccati e
chieda perdono come il peccatore della parabola di Gesù. Così il dio padrone si
compiace del pentimento dello stupratore di bambini, mentre guarda con
disprezzo chi si è sempre comportato in maniera coerente con le proprie idee e
può chiedere al dio padrone di rispettare regole, patti e leggi.
In
questa lettera che riporto di Salvatore del Ciuco c’è una lezione di dottrina
cristiana su cui sarebbe bene che la società civile meditasse a lungo.
Viterbo - Interviene monsignor
Salvatore del Ciuco
Il matrimonio è valido sia che lo celebri un santo che un
pedofilo
Viterbo - 5 dicembre 2008 - ore 16,30
Riceviamo e pubblichiamo - Si è letto sui giornali locali e nazionali la notizia che due avvocati hanno presentato istanza alla Sacra Rota per ottenere l’annullamento del matrimonio di due giovani sposi perché il sacerdote, hanno saputo poi, che è stato condannato per pedofilia.
Mi dispiace per gli avvocati che potevano evitare di fare una brutta figura.
Perché il tribunale della Sacra Rota, ricevendo la loro istanza non ha potuto far altro che rilevare la loro grossa ignoranza in materia di diritto canonico.
Avrebbero dovuto sapere infatti che i ministri del matrimonio sono gli stessi contraenti, non il sacerdote che è semplice testimone.
E ciò significa che il sacramento è valido indipendentemente dalla dignità o meno del sacerdote.
Se gli avvocati avessero avuto più famigliarità con S. Agostino avrebbero conosciuto ciò che lui in proposito ha scritto: ‘Petrus baptizat, Judas baptizat, Cristus baptizat’.
Sia che battezzi Pietro (un santo) o Giuda (un traditore) è sempre Cristo che battezza. Per buona pace di tutti, il sacramento del matrimonio è valido sia che lo celebra un santo sia che lo celebri un pedofilo.
Monsignor Salvatore Del Ciuco
Tratto
da:
http://www.tusciaweb.it/notizie/2008/dicembre/5_31pedofilo.htm
Nel
secondo episodio riportato si rileva quanta forza abbia la chiesa cattolica
nell’influenzare le decisioni della magistratura; specialmente della
magistratura periferica. Le decisioni di non procedere in giudizio non sono
dettate dalla non presenza dei fatti, ma da una interpretazione riduttiva degli
stessi al fine di consentire una dichiarazione di irrilevanza penale.
Una
irrilevanza penale giustificata dal fatto che l’accusatore principale è una
persona condannata per vari reati e, pertanto, pur avendo raccolto dei
riscontri per le sue accuse, i magistrati preferiscono adottare un criterio di
giudizio fascista anziché un criterio di giudizio Costituzionale. Infatti, dal
momento che l’accusatore non risponde alla categoria morale che i magistrati
vogliono, l’accusatore diventa inattendibile. Si tratta di un criterio di
giudizio clerico-fascista in quanto il soggetto non è
cittadino in quanto cittadino, ma è cittadino in quanto il magistrato decide,
soggettivamente, se egli è un cittadino e dunque portatore di diritti di
cittadino. Dal momento che il magistrato ha deciso che l’accusatore è
inaffidabile, ha deciso anche che la vittima, in quanto inaffidabile, anche se
è stata vittima di violenza non ha diritto alla giustizia.
Questo
sistema di manipolazione delle leggi e delle norme lo troviamo spesso nelle
magistrature periferiche. Meno nella Cassazione anche se spesso anche la
Cassazione fa delle eccezioni applicando regole diverse a seconda delle categorie
sociali dell’imputato. Solo che, la Cassazione, quando ci sono troppe
divergenze, spesso si riunisce e sentenzia a camere riunite.
In
questo caso ci sono le ammissioni, sia pure parziali, di molestie da parte
degli imputati o alcuni di essi e ci sono i riscontri del materiale pedopornografico nel computer per il quale molte persone
sono state inquisite e condannate. Ci sono i soldi versati per far tacere il
testimone. Ci sono accuse accertate per le quali si chiede l’archiviazione.
Potere
di pressione della chiesa cattolica?
Il
dubbio permane. Se questi riscontri non ci fossero stati si avremmo potuto
anche credere in un ricatto puro e semplice. Probabilmente le motivazioni delle
accuse avevano il movente del ricatto, ma ciò non toglie che esistevano prove
sufficienti per procedere.
Tuttavia,
la società civile non può far altro che prendere atto quale puttanaio
questi preti avevano costruito e a poco vale la difesa retorica quando, di
fatto, hanno distrutto il futuro di molti ragazzi, non solo per l’eventuale
violenza fisica, ma per le condizioni che hanno imposto a molti ragazzi. E la
stessa lettera di Poletto, il cardinale cattolico di
Torino, sta a dimostrare il suo coinvolgimento in un’attività losca e
criminale. Quando scrive, «Non
gli dia nemmeno più un bottone», evitando di denunciare il prete alla
magistratura, ma agendo per pagargli i debiti, dimostra una volontà criminale
di eversione sociale che i magistrati avrebbero fatto bene a perseguire.
Una volontà che intende
riaffermare il diritto della chiesa cattolica di praticare la pedofilia, la
pederastia e la violenza, senza essere sottomessa al giudizio della
magistratura.
12/12/2008 (9:10) -
RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DA PARTE DELLA PROCURA - CONTRADDITTORIA LA
RICOSTRUZIONE DI COSTA
Scagionati
I quattro preti accusati di violenza sessuale da Costa
ALBERTO GAINO
TORINO
Per i
quattro sacerdoti coinvolti dalle accuse di Salvatore Costa e di un altro ex
ragazzo di vita l’inchiesta della procura è finita, e nel modo migliore per
loro: il procuratore aggiunto Pietro Forno ha vistato la richiesta di
archiviazione per tutti scritta dai pm Cristina
Bianconi e Manuela Pedrotta. La decisione era
nell’aria da ottobre, quando sono stati depositati gli atti di indagine su
Costa, compresi i verbali di interrogatorio del giovane ricattatore, tuttora in
carcere per estorsione: dichiarazioni contraddittorie in relazione ai periodi
in cui avrebbe subito gli abusi da parte di don Luciano Alloisio
e don Nino Fiori. Circostanze che hanno reso incerto
che allora Costa fosse, in ogni caso, ancora minorenne. La procura non ha
ritenuto di chiederne il processo anche per calunnia. E pure questo è un fatto
significativo.
Vuol
dire che Costa non è stato ritenuto sufficientemente credibile perché
l’inchiesta nei confronti dei sacerdoti procedesse. Hanno senz’altro pesato
anche le intercettazioni delle telefonate del giovanotto fra il primo il
secondo arresto, nel volgere di due settimane, l’anno scorso a luglio. Costa
che dice alla sua compagna parlando del suo primissimo legale (ne ha cambiati
quattro): «Ma lo mando a fanc... e lo cancello come
avvocato... te lo giuro, giovedì all’interrogatorio faccio finta che mi ha
molestato due bambini davanti a me e lo rovino....». Il gip
Emanuela Gai lo definì un «ricattatore professionista».
Costa
sembra uscito da un romanzo come I miserabili di Victor Hugo
piuttosto che da quelli di Dickens: non c’è riscatto
nella sua pur giovane esistenza. Fa due figli con una ragazza e mette su casa
con lei. Ha nuove responsabilità e deve portare i soldi a casa, ma come decide
di farli? Ci prova con la questua, passando di parrocchia in parrocchia.
Funziona poco. E allora ecco che attacca con i ricatti, sfruttando i ricordi e
le debolezze altrui. Ha capito che don Mario Vaudagnotto,
per trent’anni cerimoniere dei cardinali di Torino, è
un uomo fragile e lo martella. Il canonico gli consegna nel tempo 30 mila euro.
E si indebita con altri sacerdoti. Deve intervenire il cardinal Poletto: «Non gli dia nemmeno più un bottone» gli manda a
dire. Poi lo aiuterà a pagare i debiti.
L’anziano
sacerdote ammette con i magistrati «qualche abbraccio e carezza» a Costa. Né il
suo ricattatore dice di più sul conto del canonico. Colora soltanto le
circostanze: «Lo incontravo in curia, nell’ufficio che aveva lì». Quello
liturgico. Dei primi tre sacerdoti coinvolti (il quarto, pur noto, è stato
praticamente scagionato subito), il canonico è quello che esce meglio
dall’inchiesta.
Dopo
l’aut aut del cardinale, testimonia ai pm don Franco Martinacci, «don Mario scrisse una lettera alla convivente
di Costa, la quale allora aveva una bambina (si era nel 2006, ndr). Vi si evidenziava che per ordine del Cardinale non
avrebbe più potuto versare loro alcuna somma di denaro, ed in caso di necessità
si sarebbero dovuti rivolgere al rettore di San Lorenzo, cioè a me. Pur non
piacendomi la cosa, anch’io sottoscrissi la lettera».
L’avvocato
Gigi Chiappero è stato il difensore del canonico.
Osserva: «La richiesta di archiviazione ci rende parzialmente giustizia. Don
Mario ha dovuto lasciare le funzioni che svolgeva da una vita. E’ stato
trasferito in provincia e finché camperà, pagherà l’essere stato coinvolto in
questa vicenda dal grandissimo clamore».
Per
don Luciano Alloisio, salesiano, ex economo del Valsalice, da oltre un anno a Roma, le accuse di Costa sono
state ben più pesanti. Il sacerdote ammise subito con un carabiniere di aver
frequentato i ragazzi di vita di via Cavalli, mai Costa. Gli ha tuttavia
versato 7-8 mila euro prima di denunciarlo. Lo assistono Fulvio e Nicola Gianaria. Commenta quest’ultimo:
«E’ venuto da noi, in studio, a dirci che era stato con uomini, mai con
minorenni. Era sincero. Ai pm ha ribadito che
chiedeva prima l’età. Non commetteva reati e non vuol dire nulla aver aiutato
economicamente un ragazzo sbandato come Costa. Gli trovò anche un lavoro.
Certo, non fa piacere che per una parte delle accuse, le più lontane del tempo,
si chieda l’archiviazione per mancanza di querela. Insisteremo per cancellare ogni
ombra. Il nostro assistito ha patito molto, ma gli amici non gli hanno mai
voltato le spalle e le istituzioni ecclesiali sono tornate a dargli fiducia».
Su don Nino Fiori, Costa è stato particolarmente contraddittorio attribuendo a lui la prima violenza subìta nella sua vita, a 14 anni, quando era stato sbattuto fuori casa e dormiva dove gli capitava. «Mi accolse nella sua parrocchia a Moncalieri e, la sera, mi portò in camera». L’avvocato Mauro Ronco: «Abbiamo potuto dimostrare che il sacerdote si trasferì a Moncalieri anni dopo. La procura ha approfondito con il consueto scrupolo e questa mi pare la giusta soluzione. Don Fiori ha sopportato con spirito cristiano questa pena». Nel suo computer erano passate immagini pedopornografiche. Un’accusa in più, anch’essa da archiviare: «Non è pacifico che la sola visione integri il reato».
Tratto
da:
http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200812articoli/9003girata.asp
In data 03 ottobre 2009 ricevo questa
e-mail:
Da: Mons Mario Vaudagnotto
[mailto:vaudag...]
Inviato: sabato 3 ottobre 2009 12.44
Oggetto:
Spettabile
Redazione Web
Con la presente Vi chiedo di
voler cancellare URGENTEMENTE
la pagina web sotto riportata:
http://www.stregoneriapagana.it/pedofiliacattolicadicembre2008.html
Tale pubblicazione cita il
mio nome arrecando dolore morale,
oltre a rovinare la stima
dei fedeli e la mia reputazione.
Si precisa che tale
procedimento è stato archiviato,
senza portare alcun
riscontro penale nei miei riguardi.
Spero nella vostra cortese
collaborazione,
altrimenti vi vedrò
costretto a segnalare il fatto alle Autorità Competenti.
Saluti. In Cristo Gesù.
Mons. Mario
Vaudagnotto
A questa e-mail rispondo in due invii
per l’insulto ricevuto da Vaudagnotto:
Da: claudio simeoni
[mailto:claudiosimeoni@libero.it]
Inviato: sabato 3 ottobre 2009 13.39
A: 'Mons Mario Vaudagnotto'
Oggetto: R:
Spett. Adoratore del
macellaio di Sodoma e Gomorra
e del pazzo di Nazareth
Le faccio osservare che
l’articolo riportato è stato pubblicato dal quotidiano La Stampa in data 12
dicembre 2008 e non è una mia iniziativa.
Se Lei vuole far causa al
quotidiano La Stampa, si accomodi pure.
L’unica cosa che posso fare
è aggiungere la sua precisazione, la sua e-mail, sotto all’articolo.
In onore alla Costituzione
della Repubblica
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
Poi, dal momento che sono convinto che
la patologia da onnipotenza che caratterizza un cristiano pronto a distruggere
e arrecare danno alla società civile pur di esaltare il suo dio, non gli
permette di capire gli uomini che amano la Costituzione della Repubblica, né il
sangue di coloro che sono morti per i principi morali Costituzionali, gli preciso:
(Ricordo che la Corte di Cassazione ha sentenziato che i DELITTI CONTRO L’UMANITA’
non cadono mai in prescrizione: dal Diluvio Universale a tutti i massacri
perpetrati nel nome del dio padrone cristiano fino ad oggi fintanto che c’è una
chiesa cattolica che, come organizzazione, risponde per quei delitti):
Da: claudio simeoni
[mailto:claudiosimeoni@libero.it]
Inviato: sabato 3 ottobre 2009 13.58
A: 'Mons Mario Vaudagnotto'
Oggetto: R:
Di che cosa si lamenta?
Nell’articolo è scritto che
Lei è stato scagionato; tuttavia resta l’ambiente cattolico, TORBIDO IMMORALE E
PERICOLOSO PER I RAGAZZI.
Quando l’ambiente cattolico
condannerà il pazzo di Nazareth che fu arrestato col bambino nudo (e l’imitazione
che ne hanno fatto i preti cattolici) e condannerà il macellaio di Sodoma e Gomorra per i suoi
delitti, rientrando nella società civile e rispettando la Costituzione della
Repubblica, allora non sarà più necessario lanciare l’allarme sull’attività
criminale dei preti cattolici (come all’Istituto Provolo
di Verona).
Trovo vergognoso che i
cittadini vengano minacciati di morte mediante l’imposizione di un crocifisso i
cui principi morali suonano offesa ed ingiuria alla Costituzione della Repubblica.
Dall’articolo risulta che
Lei è stato scagionato dai magistrati, ma i suoi atti ammessi, stando
all’articolo de La Stampa, la squalificano sia dal punto di vista morale etico
e civile. E mentre Lei vuole difendere la “sua” reputazione, milioni di bambini
sono torturati e violentati da individui della sua organizzazione in tutto il
mondo.
E veda di non INSULTARE!
Pontefice eletto della
Federazione Pagana
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
E,
infine, il terzo episodio del dicembre 2008 che si verifica in Australia. In un
paese in cui la violenza sui minori non cade in prescrizione come in Italia per
favorire l’attività di violenza pedofila e pederastica dei preti cattolici.
Torno
a ripetere, perché non lo si dice mai abbastanza: ogni prete cattolico è un
pedofilo e un pederasta; non tutti i preti cattolici fanno violenza fisica sui
ragazzi, ma tutti svolgono violenza psichica al fine di costringerli alla
sottomissione al loro dio padrone. Costringerli alla loro religione di morte.
Così, mentre questa attività in Italia è sempre stata favorita, per in presenza
di complicità delle Istituzioni con le chiese cristiane, in altri paesi, la
persecuzione dei reati dei preti cattolici è più efficace.
Questo
caso dell’Australia non è diverso, nelle sue articolazioni, dalle pretese con
cui il prete cattolico Salvatore del Ciuco ha rivendicato il diritto alla
pederastia dei preti cattolici come non è diverso dall’atteggiamento assunto da
cardinale cattolico Poletto nella ricerca di impunità
per l’attività criminale dei preti cattolici.
Si
può obbiettare che gli effetti pratici del reato sono diversi. Ben altra cosa è
questa in Australia. Ma io non ho mai detto di volermi sostituire alla magistratura.
Io giudico il comportamento morale, etico e sociale del prete cattolico; non è
mio compito istruire dei tribunali!
Io
devo rilevare che se gli episodi di pedofilia e pederastia, per cui si procede
in Australia, hanno inizio nel 1963 fino al 1992. E’ da chiedersi: quali
complicità ha avuto il prete Phil Robson
per perpetrare le sue violenze indisturbato? La magistratura Australiana ci
dice che sono stati arrestati 5 religiosi, ma è facile supporre che lo stesso
Ratzinger sia corresponsabile e con lui Wojtyla,
Paolo VI, che, guarda caso, non sono stati inquisiti. Qui non si tratta di
delitti fatti da un individuo malato, ma si tratta di delitti in risposta ad
un’ideologia, quella cristiana nella versione cattolica, che pretende
l’impunità per i delitti e la libertà di delinquere a maggior gloria del suo
dio padrone.
Si
tratta di terrorismo vero e proprio. Un terrorismo che non viene perseguito per
le interpretazioni della legge che ne fanno i magistrati. Per i magistrati i
terroristi sono solo quelli sporchi, brutti e poveri; non quelli col saio da
prete o con la papalina del cardinale o del papa cattolico.
17 Dic 2008 ore 10:18
Tratto da:
http://www.borsaitaliana.it/bitApp/news/ansa/detail.bit?id=97307
Queste
sono le ultime notizie che ci giungono nel dicembre del 2008.
La pretesa
della chiesa cattolica di non venir processata per i suoi atti di pedofilia e
di pederastia, tanto che negli USA ha mobilitato anche la Segreteria di Stato
per impedire che Ratzinger possa essere processato, nasce dall’ideologia clericale-nazista secondo cui la chiesa cattolica pretende
di disporre dei corpi dei cittadini. Pretende di continuare a diffondere l’ideologia
della sofferenza affinché i cittadini rinuncino ai propri diritti
Costituzionali e diventino oggetti di possesso a opera della chiesa cattolica
come rappresentante del dio padrone.
Indubbiamente
la chiesa cattolica ha messo in atto delle azioni affinché episodi di pedofilia
e pederastia si diradino, ma il dubbio rimane: si diradano perché non avvengono
o si diradano perché vengono prese maggiori misure di protezione in difesa
dell’attività pedofila e pederastica
dei preti cattolici?
Inoltre,
al fine di evitare l’inevitabile criminalizzazione per i feroci atti compiuti,
la chiesa cattolica sta tentando di attribuire la propria pederastia agli
omosessuali cercando di costruire la relazione omosessuale uguale pederasta. In
realtà la pedofilia e la pederastia sono veicolazioni
della sessualità all’interno di forme educazionali al
possesso dell’altro: appunto, l’educazione cattolica. E’ l’educazione cattolica
che induce alla pedofilia e alla pederastia costringendo le persone, da un lato
a reprimere la loro sessualità e dall’altro ad attivare l’eccitazione
attraverso forme perverse del possesso di individui fragili e deboli.
Esiste
una forte campagna mediatica di condanna della
pedofilia ad opera della chiesa cattolica. Una campagna che ha attraversato
tutto il 2008. Però, quando ci sono dei fatti concreti emerge il vero volto e
le reali intenzioni della chiesa cattolica che mette in atto una difesa a tutto
campo con gli stessi mezzi criminali con cui ha gestito per secoli il terrore
della sua inquisizione: CRIMINALIZZARE LA VITTIMA!
La
questione è sempre la stessa. La chiesa cattolica non condannerà mai l’attività
pederastica del suo Gesù. Se lo facesse negherebbe il
fondamento stesso dell’esistenza della chiesa cattolica. Può solo dissimulare,
interpretare, fingere che le cose non stiano così cercando di intervenire
affinché la chiesa stessa stia al riparo dalle accuse scaricando, di volta in
volta, quei preti cattolici troppo coinvolti e indifendibili. Su tutti gli
altri concentra una difesa accanita in modo da presentare una percentuale di
condanne il più basse possibile contando sul fatto che la società civile, nella
formazione delle sue idee, si adegui alle categorie clerico-fasciste
anziché sulle categorie che la Costituzione Democratica impone ai cittadini
Marghera, 02 gennaio 2009
---
Ricevo dalla banda di Ratzinger una pretesa di legittimazione dell’ideologia delle pedofilia cattolica.
Ciò dimostra come le tesi esposte in questa pagina siano assolutamente correte.
Da: Jack Burton
[mailto:old_jack_burton@hotmail.it]
Inviato: giovedì 15 gennaio 2009 0.12
A: claudiosimeoni@libero.it
Oggetto: La chiesa cattolica e l’ideologia della pedofilia a tutti i
costi.
Priorità: Alta
Gentile inconsapevole,
con la presente le presento il mondo. Il Pedofilo non è il prete, ma l'uomo.
Dire che un prete è pedofilo ci fa sentire più sicuri.
Perche? Perchè il prete non lo consideriamo simile a
noi. Quindi associamo una cosa orribile (la Pedofilia) a qualcuno che ci è
distante. Se invece associassimo il male della Pedofilia all'uomo (quindi a uno
come noi) la sofferenza sarebbe più grande. SVEJATE!!! La magia nun esiste. Sprattutto, ricordati
piccolo meccanico, che per poter bestemmiare si deve credere. Tu la fede ce
l'hai nello sfintere anale allargato che ti ritrovi dopo il passaggio del
pendolino da 18 vagoni carichi di piccoli esseri come te. Se passi da Roma
mandami un e-mail così quando ci incontriamo vengo a sentire l'eco che si sente
parlando vicino al tuo sederino modello grotte di Frasassi.
Povero pazzo maniaco.
---
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