La chiesa cattolica e l'ideologia della
pedofilia e della pederastia a tutti i costi

Pedofilia e pederastia come pratica irrinunciabile dei cristiani

di Claudio Simeoni

Libreria Universitaria

Ibs - libri

Cod. ISBN 9788893322034

L'ideologia cristiana della pederastia e della pedofilia

Quando affermo che il cristianesimo, e il cattolicesimo nel nostro caso, altro non è che un'ideologia improntata sulla violenza pedofilia e sulla violenza pederastica utilizzo certamente, a dimostrazione delle mie affermazioni, i fatti di cronaca che vengono trattati dalla magistratura, ma non è sul fatto in sé che centro, come persona della società civile, la mia attenzione.

I fatti di cronaca che vengono dibattuti dai magistrati vengono trattati dal punto di vista del codice penale. Un codice penale che può comprendere l'infamia sociale della violenza, ma spesso esclude atteggiamenti criminali ed infami che devono, al contrario, trovare attenzione fra le persone che operano nella società civile.

Dal mese di dicembre 2008 ho tratto tre avvenimenti che hanno prodotto tre atteggiamenti (complessi in quanto concorrono più persone e situazioni diverse nella loro formulazione) che dimostrano la realtà dell'ideologia pedofilia e pederasta del cristianesimo, anche se i fatti possono non avere una rispondenza in campo giudiziario per come vengono trattati oggi.

Il primo caso è relativo ad una coppia che si è sposata in chiesa ed è stata sposata da un prete cattolico pedofilo. Questa coppia ritiene che tale sacerdote cattolico, per le responsabilità di violenza che ha fatto, sia indegno come prete cattolico e come tale il loro matrimonio deve essere annullato.

Naturalmente, questi coniugi non conoscono la dottrina cattolica. Ignorano che Gesù stesso era pederasta.

E' proprio nel rivendicare il diritto alla pratica della pederastia e della pedofilia, elevata a comportamento sacro di Gesù, che il prete Salvatore del Ciuco risponde ai coniugi cattolici rinfacciandogli la loro ignoranza dottrinale.

Dice il prete Salvatore del Ciuco ai coniugi: "Se noi siamo pedofili, pederasti o criminali, sono affari nostri". Noi rappresentiamo Gesù e voi potete solo mettervi in ginocchio davanti a noi. Come prete dice che lui è al di fuori e al di là della legge morale sociale, padrone delle persone che possono solo mettersi in ginocchio davanti a lui e alla volontà divina che ha voluto che a rappresentare Gesù ci fosse un prete pedofilo.

Quest'etica cristiana viene sempre occultata, nascosta. Ratzinger muove guerra all'ONU, ma non se ne deve parlare. Non se ne deve discutere. I cittadini potrebbero trovare nell'ONU quei valori etici e morali che la chiesa cattolica, nel suo assolutismo monarchico di stampo clerico-nazi-fascista, nega e offende per glorificare il suo dio padrone.

Le affermazioni del prete cattolico Salvatore del Ciuco sono una rivendicazione del diritto della chiesa cattolica alla pratica della pedofilia e un insulto a quei coniugi che hanno voluto fare come il fariseo andando a dire al loro dio padrone che loro hanno rispettato le leggi e pretendono che il loro dio padrone le rispetti: che i preti cattolici le rispettino. Ma si sa che dio ama il peccatore, lo stupratore di bambini che, dopo aver stuprato i bambini e aver distrutto il loro futuro sia personale che sociale, si penta dei suoi peccati e chieda perdono come il peccatore della parabola di Gesù. Così il dio padrone si compiace del pentimento dello stupratore di bambini, mentre guarda con disprezzo chi si è sempre comportato in maniera coerente con le proprie idee e può chiedere al dio padrone di rispettare regole, patti e leggi.

In questa lettera che riporto di Salvatore del Ciuco c'è una lezione di dottrina cristiana su cui sarebbe bene che la società civile meditasse a lungo.

Viterbo - Interviene monsignor Salvatore del Ciuco
Il matrimonio è valido sia che lo celebri un santo che un pedofilo
Viterbo - 5 dicembre 2008 - ore 16,30

Riceviamo e pubblichiamo - Si è letto sui giornali locali e nazionali la notizia che due avvocati hanno presentato istanza alla Sacra Rota per ottenere l'annullamento del matrimonio di due giovani sposi perché il sacerdote, hanno saputo poi, che è stato condannato per pedofilia.

Mi dispiace per gli avvocati che potevano evitare di fare una brutta figura.

Perché il tribunale della Sacra Rota, ricevendo la loro istanza non ha potuto far altro che rilevare la loro grossa ignoranza in materia di diritto canonico.

Avrebbero dovuto sapere infatti che i ministri del matrimonio sono gli stessi contraenti, non il sacerdote che è semplice testimone.

E ciò significa che il sacramento è valido indipendentemente dalla dignità o meno del sacerdote.

Se gli avvocati avessero avuto più famigliarità con S. Agostino avrebbero conosciuto ciò che lui in proposito ha scritto: ‘Petrus baptizat, Judas baptizat, Cristus baptizat'.

Sia che battezzi Pietro (un santo) o Giuda (un traditore) è sempre Cristo che battezza. Per buona pace di tutti, il sacramento del matrimonio è valido sia che lo celebra un santo sia che lo celebri un pedofilo.
Monsignor Salvatore Del Ciuco

Tratto da:

http://www.tusciaweb.it/notizie/2008/dicembre/5_31pedofilo.htm

Nel secondo episodio riportato si rileva quanta forza abbia la chiesa cattolica nell'influenzare le decisioni della magistratura; specialmente della magistratura periferica. Le decisioni di non procedere in giudizio non sono dettate dalla non presenza dei fatti, ma da una interpretazione riduttiva degli stessi al fine di consentire una dichiarazione di irrilevanza penale.

Una irrilevanza penale giustificata dal fatto che l'accusatore principale è una persona condannata per vari reati e, pertanto, pur avendo raccolto dei riscontri per le sue accuse, i magistrati preferiscono adottare un criterio di giudizio fascista anziché un criterio di giudizio Costituzionale. Infatti, dal momento che l'accusatore non risponde alla categoria morale che i magistrati vogliono, l'accusatore diventa inattendibile. Si tratta di un criterio di giudizio clerico-fascista in quanto il soggetto non è cittadino in quanto cittadino, ma è cittadino in quanto il magistrato decide, soggettivamente, se egli è un cittadino e dunque portatore di diritti di cittadino. Dal momento che il magistrato ha deciso che l'accusatore è inaffidabile, ha deciso anche che la vittima, in quanto inaffidabile, anche se è stata vittima di violenza non ha diritto alla giustizia.

Questo sistema di manipolazione delle leggi e delle norme lo troviamo spesso nelle magistrature periferiche. Meno nella Cassazione anche se spesso anche la Cassazione fa delle eccezioni applicando regole diverse a seconda delle categorie sociali dell'imputato. Solo che, la Cassazione, quando ci sono troppe divergenze, spesso si riunisce e sentenzia a camere riunite.

In questo caso ci sono le ammissioni, sia pure parziali, di molestie da parte degli imputati o alcuni di essi e ci sono i riscontri del materiale pedopornografico nel computer per il quale molte persone sono state inquisite e condannate. Ci sono i soldi versati per far tacere il testimone. Ci sono accuse accertate per le quali si chiede l'archiviazione.

Potere di pressione della chiesa cattolica?

Il dubbio permane. Se questi riscontri non ci fossero stati si avremmo potuto anche credere in un ricatto puro e semplice. Probabilmente le motivazioni delle accuse avevano il movente del ricatto, ma ciò non toglie che esistevano prove sufficienti per procedere.

Tuttavia, la società civile non può far altro che prendere atto quale puttanaio questi preti avevano costruito e a poco vale la difesa retorica quando, di fatto, hanno distrutto il futuro di molti ragazzi, non solo per l'eventuale violenza fisica, ma per le condizioni che hanno imposto a molti ragazzi. E la stessa lettera di Poletto, il cardinale cattolico di Torino, sta a dimostrare il suo coinvolgimento in un'attività losca e criminale. Quando scrive, «Non gli dia nemmeno più un bottone», evitando di denunciare il prete alla magistratura, ma agendo per pagargli i debiti, dimostra una volontà criminale di eversione sociale che i magistrati avrebbero fatto bene a perseguire.

Una volontà che intende riaffermare il diritto della chiesa cattolica di praticare la pedofilia, la pederastia e la violenza, senza essere sottomessa al giudizio della magistratura.

12/12/2008 (9:10) - RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE DA PARTE DELLA PROCURA
CONTRADDITTORIA LA RICOSTRUZIONE DI COSTA
Scagionati I quattro preti accusati di violenza sessuale da Costa
ALBERTO GAINO

TORINO - Per i quattro sacerdoti coinvolti dalle accuse di Salvatore Costa e di un altro ex ragazzo di vita l'inchiesta della procura è finita, e nel modo migliore per loro: il procuratore aggiunto Pietro Forno ha vistato la richiesta di archiviazione per tutti scritta dai pm Cristina Bianconi e Manuela Pedrotta. La decisione era nell'aria da ottobre, quando sono stati depositati gli atti di indagine su Costa, compresi i verbali di interrogatorio del giovane ricattatore, tuttora in carcere per estorsione: dichiarazioni contraddittorie in relazione ai periodi in cui avrebbe subito gli abusi da parte di don Luciano Alloisio e don Nino Fiori. Circostanze che hanno reso incerto che allora Costa fosse, in ogni caso, ancora minorenne. La procura non ha ritenuto di chiederne il processo anche per calunnia. E pure questo è un fatto significativo. Vuol dire che Costa non è stato ritenuto sufficientemente credibile perché l'inchiesta nei confronti dei sacerdoti procedesse. Hanno senz'altro pesato anche le intercettazioni delle telefonate del giovanotto fra il primo il secondo arresto, nel volgere di due settimane, l'anno scorso a luglio. Costa che dice alla sua compagna parlando del suo primissimo legale (ne ha cambiati quattro): «Ma lo mando a fanc... e lo cancello come avvocato... te lo giuro, giovedì all'interrogatorio faccio finta che mi ha molestato due bambini davanti a me e lo rovino....». Il gip Emanuela Gai lo definì un «ricattatore professionista». Costa sembra uscito da un romanzo come I miserabili di Victor Hugo piuttosto che da quelli di Dickens: non c'è riscatto nella sua pur giovane esistenza. Fa due figli con una ragazza e mette su casa con lei. Ha nuove responsabilità e deve portare i soldi a casa, ma come decide di farli? Ci prova con la questua, passando di parrocchia in parrocchia. Funziona poco. E allora ecco che attacca con i ricatti, sfruttando i ricordi e le debolezze altrui. Ha capito che don Mario Vaudagnotto, per trent'anni cerimoniere dei cardinali di Torino, è un uomo fragile e lo martella. Il canonico gli consegna nel tempo 30 mila euro. E si indebita con altri sacerdoti. Deve intervenire il cardinal Poletto: «Non gli dia nemmeno più un bottone» gli manda a dire. Poi lo aiuterà a pagare i debiti. L'anziano sacerdote ammette con i magistrati «qualche abbraccio e carezza» a Costa. Né il suo ricattatore dice di più sul conto del canonico. Colora soltanto le circostanze: «Lo incontravo in curia, nell'ufficio che aveva lì». Quello liturgico. Dei primi tre sacerdoti coinvolti (il quarto, pur noto, è stato praticamente scagionato subito), il canonico è quello che esce meglio dall'inchiesta. Dopo l'aut aut del cardinale, testimonia ai pm don Franco Martinacci, «don Mario scrisse una lettera alla convivente di Costa, la quale allora aveva una bambina (si era nel 2006, ndr). Vi si evidenziava che per ordine del Cardinale non avrebbe più potuto versare loro alcuna somma di denaro, ed in caso di necessità si sarebbero dovuti rivolgere al rettore di San Lorenzo, cioè a me. Pur non piacendomi la cosa, anch'io sottoscrissi la lettera». L'avvocato Gigi Chiappero è stato il difensore del canonico. Osserva: «La richiesta di archiviazione ci rende parzialmente giustizia. Don Mario ha dovuto lasciare le funzioni che svolgeva da una vita. E' stato trasferito in provincia e finché camperà, pagherà l'essere stato coinvolto in questa vicenda dal grandissimo clamore». Per don Luciano Alloisio, salesiano, ex economo del Valsalice, da oltre un anno a Roma, le accuse di Costa sono state ben più pesanti. Il sacerdote ammise subito con un carabiniere di aver frequentato i ragazzi di vita di via Cavalli, mai Costa. Gli ha tuttavia versato 7-8 mila euro prima di denunciarlo. Lo assistono Fulvio e Nicola Gianaria. Commenta quest'ultimo: «E' venuto da noi, in studio, a dirci che era stato con uomini, mai con minorenni. Era sincero. Ai pm ha ribadito che chiedeva prima l'età. Non commetteva reati e non vuol dire nulla aver aiutato economicamente un ragazzo sbandato come Costa. Gli trovò anche un lavoro. Certo, non fa piacere che per una parte delle accuse, le più lontane del tempo, si chieda l'archiviazione per mancanza di querela. Insisteremo per cancellare ogni ombra. Il nostro assistito ha patito molto, ma gli amici non gli hanno mai voltato le spalle e le istituzioni ecclesiali sono tornate a dargli fiducia». Su don Nino Fiori, Costa è stato particolarmente contraddittorio attribuendo a lui la prima violenza subìta nella sua vita, a 14 anni, quando era stato sbattuto fuori casa e dormiva dove gli capitava. «Mi accolse nella sua parrocchia a Moncalieri e, la sera, mi portò in camera». L'avvocato Mauro Ronco: «Abbiamo potuto dimostrare che il sacerdote si trasferì a Moncalieri anni dopo. La procura ha approfondito con il consueto scrupolo e questa mi pare la giusta soluzione. Don Fiori ha sopportato con spirito cristiano questa pena». Nel suo computer erano passate immagini pedopornografiche. Un'accusa in più, anch'essa da archiviare: «Non è pacifico che la sola visione integri il reato».

Tratto da:

http://www.lastampa.it/Torino/cmsSezioni/cronaca/200812articoli/9003girata.asp

In data 03 ottobre 2009 ricevo questa e-mail:

Da: Mons Mario Vaudagnotto [mailto:vaudag...]
Inviato: sabato 3 ottobre 2009 12.44
A: claudiosimeoni@libero.it
Oggetto:

Spettabile
Redazione Web
Con la presente Vi chiedo di voler cancellare URGENTEMENTE la pagina web sotto riportata:
http://www.stregoneriapagana.it/pedofiliacattolicadicembre2008.html
Tale pubblicazione cita il mio nome arrecando dolore morale,
oltre a rovinare la stima dei fedeli e la mia reputazione.
Si precisa che tale procedimento è stato archiviato,
senza portare alcun riscontro penale nei miei riguardi.
Spero nella vostra cortese collaborazione,
altrimenti vi vedrò costretto a segnalare il fatto alle Autorità Competenti.
Saluti. In Cristo Gesù.
Mons. Mario Vaudagnotto

A questa e-mail rispondo in due invii per l'insulto ricevuto da Vaudagnotto:

Da: claudio simeoni [mailto:claudiosimeoni@libero.it]
Inviato: sabato 3 ottobre 2009 13.39
A: 'Mons Mario Vaudagnotto'
Oggetto: R:

Spett. Adoratore del macellaio di Sodoma e Gomorra e del pazzo di Nazareth
Le faccio osservare che l'articolo riportato è stato pubblicato dal quotidiano La Stampa in data 12 dicembre 2008 e non è una mia iniziativa.
Se Lei vuole far causa al quotidiano La Stampa, si accomodi pure.
L'unica cosa che posso fare è aggiungere la sua precisazione, la sua e-mail, sotto all'articolo.
In onore alla Costituzione della Repubblica
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

Poi, dal momento che sono convinto che la patologia da onnipotenza che caratterizza un cristiano pronto a distruggere e arrecare danno alla società civile pur di esaltare il suo dio, non gli permette di capire gli uomini che amano la Costituzione della Repubblica, né il sangue di coloro che sono morti per i principi morali Costituzionali, gli preciso: (Ricordo che la Corte di Cassazione ha sentenziato che i DELITTI CONTRO L'UMANITA' non cadono mai in prescrizione: dal Diluvio Universale a tutti i massacri perpetrati nel nome del dio padrone cristiano fino ad oggi fintanto che c'è una chiesa cattolica che, come organizzazione, risponde per quei delitti):

Da: claudio simeoni [mailto:claudiosimeoni@libero.it]
Inviato: sabato 3 ottobre 2009 13.58
A: 'Mons Mario Vaudagnotto'
Oggetto: R:

Di che cosa si lamenta?
Nell'articolo è scritto che Lei è stato scagionato; tuttavia resta l'ambiente cattolico, TORBIDO IMMORALE E PERICOLOSO PER I RAGAZZI.
Quando l'ambiente cattolico condannerà il pazzo di Nazareth che fu arrestato col bambino nudo (e l'imitazione che ne hanno fatto i preti cattolici) e condannerà il macellaio di Sodoma e Gomorra per i suoi delitti, rientrando nella società civile e rispettando la Costituzione della Repubblica, allora non sarà più necessario lanciare l'allarme sull'attività criminale dei preti cattolici (come all'Istituto Provolo di Verona).
Trovo vergognoso che i cittadini vengano minacciati di morte mediante l'imposizione di un crocifisso i cui principi morali suonano offesa ed ingiuria alla Costituzione della Repubblica.
Dall'articolo risulta che Lei è stato scagionato dai magistrati, ma i suoi atti ammessi, stando all'articolo de La Stampa, la squalificano sia dal punto di vista morale etico e civile. E mentre Lei vuole difendere la "sua” reputazione, milioni di bambini sono torturati e violentati da individui della sua organizzazione in tutto il mondo.
E veda di non INSULTARE!
Pontefice eletto della Federazione Pagana
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo

E, infine, il terzo episodio del dicembre 2008 che si verifica in Australia. In un paese in cui la violenza sui minori non cade in prescrizione come in Italia per favorire l'attività di violenza pedofila e pederastica dei preti cattolici.

Torno a ripetere, perché non lo si dice mai abbastanza: ogni prete cattolico è un pedofilo e un pederasta; non tutti i preti cattolici fanno violenza fisica sui ragazzi, ma tutti svolgono violenza psichica al fine di costringerli alla sottomissione al loro dio padrone. Costringerli alla loro religione di morte. Così, mentre questa attività in Italia è sempre stata favorita, per in presenza di complicità delle Istituzioni con le chiese cristiane, in altri paesi, la persecuzione dei reati dei preti cattolici è più efficace.

Questo caso dell'Australia non è diverso, nelle sue articolazioni, dalle pretese con cui il prete cattolico Salvatore del Ciuco ha rivendicato il diritto alla pederastia dei preti cattolici come non è diverso dall'atteggiamento assunto da cardinale cattolico Poletto nella ricerca di impunità per l'attività criminale dei preti cattolici.

Si può obbiettare che gli effetti pratici del reato sono diversi. Ben altra cosa è questa in Australia. Ma io non ho mai detto di volermi sostituire alla magistratura. Io giudico il comportamento morale, etico e sociale del prete cattolico; non è mio compito istruire dei tribunali!

Io devo rilevare che se gli episodi di pedofilia e pederastia, per cui si procede in Australia, hanno inizio nel 1963 fino al 1992. E' da chiedersi: quali complicità ha avuto il prete Phil Robson per perpetrare le sue violenze indisturbato? La magistratura Australiana ci dice che sono stati arrestati 5 religiosi, ma è facile supporre che lo stesso Ratzinger sia corresponsabile e con lui Wojtyla, Paolo VI, che, guarda caso, non sono stati inquisiti. Qui non si tratta di delitti fatti da un individuo malato, ma si tratta di delitti in risposta ad un'ideologia, quella cristiana nella versione cattolica, che pretende l'impunità per i delitti e la libertà di delinquere a maggior gloria del suo dio padrone.

Si tratta di terrorismo vero e proprio. Un terrorismo che non viene perseguito per le interpretazioni della legge che ne fanno i magistrati. Per i magistrati i terroristi sono solo quelli sporchi, brutti e poveri; non quelli col saio da prete o con la papalina del cardinale o del papa cattolico.

Australia: pedofilia, 5 arresti
In manette sacerdoti e religiosi per abusi in collegio cattolico

(ANSA) - SYDNEY, 17 DIC - E'salito a 5 il numero di sacerdoti e religiosi, ex insegnanti e dipendenti di un collegio cattolico in Australia, arrestati per pedofilia. Piu'precisamente sono accusati di 130 reati di pedofilia commessi fra il '63 e il '92 su ragazzi fra 10 e 15 anni. Padre Phil Robson, 60 anni, ex insegnante e membro del Cda, e' stato arrestato ieri dagli agenti che da mesi indagano su denunce di ex alunni del collegio a Bathurst. Tra gli incriminati figurano un ex preside, un ex vicepreside e un cappellano.
17 Dic 2008 ore 10:18

Tratto da:

http://www.borsaitaliana.it/bitApp/news/ansa/detail.bit?id=97307

Queste sono le ultime notizie che ci giungono nel dicembre del 2008.

La pretesa della chiesa cattolica di non venir processata per i suoi atti di pedofilia e di pederastia, tanto che negli USA ha mobilitato anche la Segreteria di Stato per impedire che Ratzinger possa essere processato, nasce dall'ideologia clericale-nazista secondo cui la chiesa cattolica pretende di disporre dei corpi dei cittadini. Pretende di continuare a diffondere l'ideologia della sofferenza affinché i cittadini rinuncino ai propri diritti Costituzionali e diventino oggetti di possesso a opera della chiesa cattolica come rappresentante del dio padrone.

Indubbiamente la chiesa cattolica ha messo in atto delle azioni affinché episodi di pedofilia e pederastia si diradino, ma il dubbio rimane: si diradano perché non avvengono o si diradano perché vengono prese maggiori misure di protezione in difesa dell'attività pedofila e pederastica dei preti cattolici?

Inoltre, al fine di evitare l'inevitabile criminalizzazione per i feroci atti compiuti, la chiesa cattolica sta tentando di attribuire la propria pederastia agli omosessuali cercando di costruire la relazione omosessuale uguale pederasta. In realtà la pedofilia e la pederastia sono veicolazioni della sessualità all'interno di forme educazionali al possesso dell'altro: appunto, l'educazione cattolica. E' l'educazione cattolica che induce alla pedofilia e alla pederastia costringendo le persone, da un lato a reprimere la loro sessualità e dall'altro ad attivare l'eccitazione attraverso forme perverse del possesso di individui fragili e deboli.

Esiste una forte campagna mediatica di condanna della pedofilia ad opera della chiesa cattolica. Una campagna che ha attraversato tutto il 2008. Però, quando ci sono dei fatti concreti emerge il vero volto e le reali intenzioni della chiesa cattolica che mette in atto una difesa a tutto campo con gli stessi mezzi criminali con cui ha gestito per secoli il terrore della sua inquisizione: CRIMINALIZZARE LA VITTIMA!

La questione è sempre la stessa. La chiesa cattolica non condannerà mai l'attività pederastica del suo Gesù. Se lo facesse negherebbe il fondamento stesso dell'esistenza della chiesa cattolica. Può solo dissimulare, interpretare, fingere che le cose non stiano così cercando di intervenire affinché la chiesa stessa stia al riparo dalle accuse scaricando, di volta in volta, quei preti cattolici troppo coinvolti e indifendibili. Su tutti gli altri concentra una difesa accanita in modo da presentare una percentuale di condanne il più basse possibile contando sul fatto che la società civile, nella formazione delle sue idee, si adegui alle categorie clerico-fasciste anziché sulle categorie che la Costituzione Democratica impone ai cittadini

Marghera, 02 gennaio 2009

 

Il 15 gennaio 2009 ricevo dalla banda di Ratzinger una pretesa di legittimazione dell'ideologia delle pedofilia cattolica.

Ciò dimostra come le tesi esposte in questa pagina siano assolutamente correte.

Da: Jack Burton [mailto:old_jack_burton@hotmail.it]
Inviato: giovedì 15 gennaio 2009 0.12
A: claudiosimeoni@libero.it
Oggetto: La chiesa cattolica e l'ideologia della pedofilia a tutti i costi.
Priorità: Alta

Gentile inconsapevole,
con la presente le presento il mondo. Il Pedofilo non è il prete, ma l'uomo. Dire che un prete è pedofilo ci fa sentire più sicuri. Perche? Perchè il prete non lo consideriamo simile a noi. Quindi associamo una cosa orribile (la Pedofilia) a qualcuno che ci è distante. Se invece associassimo il male della Pedofilia all'uomo (quindi a uno come noi) la sofferenza sarebbe più grande. SVEJATE!!! La magia nun esiste. Sprattutto, ricordati piccolo meccanico, che per poter bestemmiare si deve credere. Tu la fede ce l'hai nello sfintere anale allargato che ti ritrovi dopo il passaggio del pendolino da 18 vagoni carichi di piccoli esseri come te. Se passi da Roma mandami un e-mail così quando ci incontriamo vengo a sentire l'eco che si sente parlando vicino al tuo sederino modello grotte di Frasassi. Povero pazzo maniaco.

L'uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino, diviene adattandosi all'ambiente e l'ambiente a cui si adatta è quello imposto dalla chiesa cattolica.

E' il terrore del prete pedofilo e pederasta che viene aiutato a mettere in ginocchio i bambini dalla Polizia di Stato che minacciando i cittadini mediante l'esposizione del crocifisso, anziché i simbolo della democrazia costituzionale, legittima, a mano armata, ogni sorta di violenza sui bambini.

Nota: I link citati vengono spesso nascosti dai giornali per consentire la reiterazione dei delitti di pedofilia e di pederastia da parte della chiesa cattolica. E' possbile che dopo anni non siano più attii o siano nascosti.

Traduzione in Portoghese

Tradução para o português A igreja católica e a ideologia da pedofilia em quaisquer condições

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La chiesa cattolica e le sue strategie sociali

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Gli ebrei e cristiani nella società

La nostra società emerge dall'odio cristiano. La nostra democrazia emerge dalla monarchia assoluta imposta dai cristiani. La società dei diritti dell'uomo emerge dalla società in cui dio aveva ogni diritto sull'uomo, anche quello di sterminarlo. Non esiste un concetto sociale, un'idea filosofica, che non sia emersione dall'ideologia cristiana di dominio dell'uomo sull'uomo.