Il Fariseo e il Pubblicano nel
Vangelo di Luca

Gesù di Nazareth: gli insegnamenti segreti dei Vangeli cristiani!

Gesù e l'uso del peccato - Seconda parte

L'uso del peccatore per umiliare le persone sagge e rette è messo in evidenza nella parabola di Luca relativa al Fariseo e il Pubblicano.

Nel mondo di Gesù tutte le persone sono colpevoli, squallide, infide, bugiarde, solo lui è al di fuori di ogni giudizio, qualunque azione criminale faccia. E questo, secondo lui, gli consente di criminalizzare ogni persona per quanto quella persona si ostini a rispettare le leggi e le norme. Questo perché il peccato non è in relazione a leggi o norme, ma è "imputato" alle persone per il desiderio di Gesù di aggredirle.

Indicare le persone come peccatrici permette a Gesù di aggredirle in quanto tali qualora non riconoscano di essere dei peccatori e non si mettano in ginocchio davanti a lui.

Chiarificatrice della mentalità di Gesù è la parabola de Il Fariseo e il Pubblicano. Scopo dell'insegnamento di Gesù è quello di umiliare la persona onesta spingendo, di fatto, alla rapacità, all'ingiustizia, alla rapina e all'omicidio, le persone affinché possano, mediante il pentimento, rientrare nelle sue grazie che per estensione sono quelle del dio padrone suo padre.

Gesù è colui che vuole le azioni malvagie al fine di essere giustificato nell'umiliare le persone e costringerle a sottomettere la loro anima: Gesù si nutre dell'energia di morte e di distruzione delle persone.

Proviamo a leggere la parabola di Luca che parla del Fariseo e il Pubblicano:

IL FARISEO E IL PUBBLICANO

Disse pure questa parabola, per taluni che in cuor loro erano persuasi d'essere giusti e disprezzavano gli altri: "Due uomini salirono al Tempio per pregare; uno era Fariseo e l'altro pubblicano. Il Fariseo, ritto in piedi, così pregava dentro di sé: "O Dio, ti ringrazio perché non sono come tutti gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri e neppure come questo Pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di tutte quante le mie rendite". Il Pubblicano, invece, se ne stava distante e non ardiva neppure alzare gli occhi al cielo, ma si percuoteva il petto dicendo: "O Dio, sii propizio verso di me che sono un peccatore!". Io vi dico che questi discese a casa sua giustificato, a differenza dell'altro; perché chi si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato". Luca 18, 9-14

Di quale energia si ciba Gesù e suo padre?

Dell'energia di morte del pubblicano che prima uccide, commette ingiustizie, ruba e truffa, e poi, speranzoso nel premio, si batte il petto autoumiliandosi e offrendo la disperazione delle sue ingiustizie al dio cristiano affinché questo se ne possa cibare. Così il dio cristiano va a cibarsi dell'energia del pubblicano prodotta dal unione del disprezzo per la società e dall'autoumiliazione soggettiva per la gloria del suo padrone.

L'altro, il Fariseo, appare come un uomo onesto. Un individuo che ha praticato i suoi doveri sociali. Appare come colui che è SENZA PECCATO e, pertanto, non è possibile a Gesù umiliarlo e criminalizzarlo. Gesù può solo ferire la sua felicità del Fariseo per aver ottenuto dei risultati positivi impegnandosi per il suo "bene" e per quello della "società"; il padrone umilia l'uomo che gli chiede di pagargli lo stipendio dopo aver lavorato. Quale viltà!

La situazione è la stessa che abbiamo letto nel testo relativo al fariseo e alla peccatrice.

Gesù istiga alla distruzione della società. I distruttori, gli assassini, i delinquenti, sono coloro che alimentano le speranze di gloria di Gesù. Il Fariseo umilia Gesù. Lui è onesto, attento alle leggi, rispettoso dei diritti e lui può andare dal dio che ha dettato le regole morali a dirgli: "Io ho fatto il mio, tu mantieni la tua promessa e fai il tuo altrettanto onestamente!".

E' di questo che ha paura Gesù. Lui che non rispetta nessuna regola sociale, che si spaccia come il padrone del sabato deridendo la società, che frusta le persone che non fanno quello che lui vuole, è terrorizzato dall'uomo che ha consapevolezza sociale perché quell'uomo NON HA PECCATI. Dal momento che il Fariseo ritiene di non avere peccati, è Gesù che incita alla commissione di delitti: UMILIATE LE PERSONE ONESTE!

E' una pratica costante dei delitti morali messi in atto dai cristiani. Quando succede il crollo di una palazzina, molti uomini accorrono e spesso scavano con le mani. Quando trovano un ferito dopo ore di duro lavoro i cristiani non dicono grazie a quegli uomini, ma ringraziano il loro dio padrone. Il ringraziamento è una forma di devozione esoterica. Ringraziano il loro dio padrone per aver fatto crollare la casa e aver costretto uomini appassionati a soccorrere i feriti: COSI' LORO POSSONO UMILIARNE GLI SFORZI RINGRAZIANDO IL DIO PADRONE E DISPREZZANDO IL LORO L'IMPEGNO.

Marghera, 21 ottobre 2010

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

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COMUNICAZIONE IMPORTANTE

Da molto tempo la chiesa cattolica ha cessato di citare i suoi vangeli. Eppure, i vangeli ufficiali cristiani, sono l'unica fonte che delinea la figura di Gesù, la sua ideologia, la sua morale e i suoi principi sociali. La chiesa cattolica applica quei principi, ma alle masse preferisce nasconderne il significato e rubare, facendo propria, l'idea di bontà che i Neoplatonici attribuivano al loro dio. La chiesa cattolica ha torturato e macellato i Neoplatonici e per colmo di disprezzo usa i loro insegnamenti dietro ai quali nascondere i suoi principi ideologici.