Platonismo, cinismo, jainismo e buddhismo
Alcune idee da prendere in considerazione

Orfeo e Platone
Un'antica guerra religiosa - Ottava parte

di Claudio Simeoni

Orfici e Platonici

Sono interessanti le analogie del pensiero filosofico ideologico dei cinici e del platonismo che, combinato col jainismo danno, di fatto, il via al pensiero ideologico antico del buddhismo.

Elemento fondamentale del Jainismo è la formazione della conoscenza. Il modo giusto e il modo errato di conoscere. Il jainismo distingue vari modi del conoscere, sul come si forma la conoscenza e, per conseguenza, le relazioni dell'uomo col mondo in cui vive. L'elaborazione da parte di Pirrone del metodo della conoscenza dei jainisti forma le idee scettiche che domineranno l'Accademia di Atene e che metteranno in difficoltà lo stoicismo costretto a modificare le sue idee sul mondo e la vita. La "conoscenza perfetta" che comprende tutte le sostanze e le loro modificazioni; è l'onniscienza non limitata dallo spazio, dal tempo o dall'oggetto. Per la coscienza perfetta l'intera realtà è un'evidenza. Questa conoscenza, indipendente dai sensi, può solamente essere sentita ma non descritta E' possibile solo per le anime purificate libere dai legami della schiavitù. Dove forme di conoscenza derivate dai sensi (Mati), la conoscenza che deriva dai segni, dai simboli e dalle parole (Sruti) e la conoscenza diretta delle cose (avadhi), sono tre forme di conoscenza limitate e portatrici di errore, mentre la conoscenza diretta dei pensieri (manahparyaya) e la conoscenza perfetta (kevala), non porta ad errore.

La psicologia Jainista ammette il dualismo mente e corpo. Nel dualismo anima e corpo attribuisce all'anima la sensibilità della percezione.

L'etica Jainista consiste nella liberazione per cui la materia (il corpo) deve essere dominato dallo spirito. Quando l'anima è libera dal peso che la tiene legata in basso, essa si innalza sino alla sommità dell'universo, ove dimorano i liberati.

La filosofia Jainista riconosce il karma e ritiene che la "materia karmica" venga spremuta fino a far uscire gli umori nefasti. Come in questo tipo di filosofia non si dice in che modo gli umori nefasti sono entrati nella "materia karmica", ma si organizza la vita affinché gli umori nefasti vengano, vita dopo vita, spremuti fuori (la stessa idea passa al buddismo che attribuirà la differenza di razza, di condizione fisica, di condizione sociale, alle colpe o ai meriti avuti nelle vite precedenti). Per i Jainisti il karma è ciò che lega l'anima alla materia.

I Jainisti concepiscono il tutto come unità e le varie parti sono aspetti di un tutto.

Col Jainismo si confrontano i greci. Innanzi tutto il cinismo:

"Il motivo fondamentale della loro dottrina, che rivive nella dottrina degli stoici, fu l'esaltazione socratica della virtù come unico bene, virtù che è dominio di sé, autosufficienza morale: i beni più desiderati dagli uomini, come la ricchezza, la potenza, o i mali più temuti, come la malattia, la schiavitù e la morte, erano considerati dai cinici con estrema indifferenza. Nella loro polemica contro i valori tradizionali della civiltà, auspicavano un ritorno alla natura, un'esaltazione dell'uomo in quanto uomo rifiutando così la separazione fra Greci e Barbari e tra stirpi diverse (cosmopolitismo). I cinici predicavano una vita sostanzialmente ascetica fatta di dure rinunce e di sacrifici; perciò scelsero come modello ideale il forte Ercole."

Il platonismo nel suo sviluppo produsse:

"La concezione della natura come un tutto organico e la dottrina dell'anima del mondo vengono riprese nello stoicismo.

"Nella storia del platonismo, un posto importante occupa l'ebreo Filone Alessandrino, il quale per primo fuse la tradizione religiosa ebraica e la cosmologia del Timeo: egli identificò il demiurgo platonico col dio della bibbia e considerò il mondo intelligibile non distinto dall'essere divino, ma come suo Logos o Verbo. Questa interpretazione ebbe il più ampio sviluppo sia nel pensiero degli autori cristiani sia nel neoplatonismo." BUR

"Nel platonismo vi è la svalutazione della conoscenza sensibile che, fondandosi su ciò che è mutevole e molteplice, non può dare il vero sapere, anzi impedisce l'acquisizione della verità: onde, da un lato si afferma che la verità è insita nella stessa mente umana (innatismo delle idee); dall'altro lato si postula un sapere assoluto. Sul piano metafisico a tale sapere assoluto corrisponde un mondo intelligibile costituito da enti e valori che hanno una loro realtà oggettiva sono anzi la sola realtà - , al di fuori e al di là del mondo empirico che è solo apparenza e continuo divenire (idealismo oggettivo)." BUR

"Il processo conoscitivo attraverso il quale si risale dalle immagini delle cose alle cose singole, nel mondo sensibile, e dalle nozioni matematiche alle idee, nel mondo intelligibile, costituisce la dialettica della scienza che dalla molteplicità dente all'unità; perciò il grado più alto della conoscenza è l'intelligenza intuitiva (nus) , che coglie l'unità assoluta dell'idea , superando l'intelligenza discorsiva (dianoia), che procede, attraverso molti intermediari , dalle ipotesi alle conseguenze." BUR

"Lo stesso mondo intelligibile riceve la sua unità dall'idea del bene , che è il principio e la causa della scienza e della verità in quanto viene conosciuta: pur essendo un'idea , il bene sta al di là di ogni altra essenza e della conoscenza stessa." BUR

"Alla teoria delle idee si ispira la concezione politica di Platone e la sua psicologia: infatti per lui la struttura di uno Stato e l'anima dell'individuo sono organizzate alla stessa maniera. Coma la vita dell'uomo giusti si realizza nell'armonica contemperanza delle varie parti dell'anima, così uno Stato è ben ordinato quando in esso domina la giustizia , cioè quando ogni classe e ogni cittadino attendono al compito che è loro proprio. Distinguendo tre funzioni nello Stato (governo, difesa, economia) , Platone f ad esse corrispondere tre classi sociali (reggitori, soldati, produttori), che son la proiezione delle tre attività o tre parti dell'anima. : la ragione, la volontà e gli appetiti. L'armonia e il giusto rilievo dato da questi elementi realizza il fine ultimo dello Stato che è la giustizia." BUR

Dalla combinazioni di Jainismo e filosofia greca appaiono emergere tutte le perversioni inumane che caratterizzano il buddhismo. L'odio sociale, il desiderio di trasformare le società in schiavi, è proprio dell'ideologia di Platone che, usata dallo schiavismo cristiano, insanguinerà i popoli occidentali. I buddhisti faranno proprio questo desiderio e lo articoleranno in funzione della distruzione delle società affinché si sottomettano ai loro voleri.

Il buddismo dell'epoca non ammette il dualismo negando il sé individuale che tende a distruggere.

Non ammette la "teoria della conoscenza" Jainista che sostituisce con una sorta di delirio di onnipotenza dove l'immaginifico la fa da padrone. Del tipo:

"La prima abhijna consiste nell'accesso alle otto facoltà paranormali (le siddhil/rddhi): 1) La bi o poli-locazione; 2) l'invisibilità; 3) il passaggio attraverso muri, rocce, ecc. 4) lo sprofondare nella terra e l'emergere come se si trattasse d'acqua; 5) il camminare sull'acqua come se fosse terra; 6) la levitazione; 7) l'estendere il proprio corpo fino a toccare sole e luna; 8) il trasferimento istantaneo fino ad altri luoghi fino al mondo di Brahma. Tali poteri ben noti alla teorizzazione dello yoga e al folklore indiano, sono utilizzati dal Buddha e da diversi suoi discepoli in vari episodi appartenenti agli strati più antichi della letteratura canonica".

La visione del karma è più funzionale a criminalizzare lo stato sociale e le funzioni psico-fisiche dell'individuo che non a determinare un elemento di dottrina filosofico-religiosa. Del tipo:

"Se sei malato, schiavo, o altro è colpa del karma, dei peccati che hai fatto nelle vite passate".

Da qui si veicola il nazismo proprio del pensiero religioso buddista che si affianca al pensiero religioso Platonico dei "filosofi che governano la società", che poi confluisce nell'idea cristiana in cui le categorie sociali sono volute da dio o le malattie come punizione di dio per i peccati.

Il buddhismo, prendendo da Platonismo, elabora una prassi del potere e del dominio. Mentre i jainisti sono parte integrante della società, i buddhisti si separano da essa e pretendono la sottomissione delle società al loro "ideale" religioso. Asoka il re filosofo che impone il buddhismo per imporre sottomissione nel dolore alle popolazioni come i filosofi della società di Platone impongono il loro dominio che chiamano "giustizia".

Il modo di pensare il mondo, le idee filosofiche o religiose, non sono qualche cosa di distinto dalle azioni che questa filosofia o quella religione inducono. Pensare alle idee religiose o alle idee filosofiche come un qualche cosa di innocuo significa non comprendere la relazione fra pratica di vivere e abitare il mondo e pratica del pensare il mondo e di giustificare la propria azione nel mondo. Dire che Gesù è un criminale o il Buddha è un criminale o Platone è un criminale, non si tratta di offese, ma della relazione che esiste fra il loro modo di pensare il mondo e il divenuto dell'uomo che di quel modo di pensare il mondo ha dovuto liberarsene con un'immane lotta contro quei principi dottrinali che, al contrario del presente, hanno impedito il suo modo di vivere il mondo. Agire nel mondo e costruire delle idee sul mondo e avere delle idee sul mondo ed agire nel mondo, comporta sempre e comunque la responsabilità personale. Per questo motivo la Religione Pagana tratta le idee, il modo di pensare il mondo, come un oggetto attivo nella modificazione della realtà sia passata che presente. E l'attore del pensare il mondo è il soggetto responsabile delle conseguenze dell'applicazione del suo pensare il mondo nella vita degli uomini.

Quando in un sistema di idee vengono introdotte delle idee diverse o nuove, l'intero sistema si riorganizza. Si generano dei fenomeni conservatori e si generano nuovi sistemi di idee che rispondono ai bisogni di quegli uomini: il buddhismo è uno di questi.

Claudio Simeoni

Marghera, 24 gennaio 2012

Oltre ai testi citati in indice, sono stati citati ed usati:

Storia delle Religioni India a cura di Giovanni Filoramo Edizione La biblioteca di Repubblica

Le gesta del Buddha di Asvaghosa edizione Bompiani 1987

Breve storia del buddhismo di Edward Conze Edizione BUR 1985

Aforismi e discorsi del Buddha a cura di Mario Piantelli edizioni TEA 1988

Il vangelo dei cani. Aforismi dei primi cinici a cura di Luciano Parinetto ed. Stampa Alternativa 2001

La filosofia indiana di S. Radhakrishnan Edizioni Asram Vidya 1998

Dizionario di Filosofia - Biblioteca universale Rizzoli 1988

Dizionario di filosofia - Garzanti 2003

La nascita di Fanes, Protogono, Eros Primordiale

Sculture di Wolfgang Joop 54esima Biennale Venezia

Immagini della scuola di Atene di Raffaello

Tratte dalla riproduzione di un artista di strada

Particolare scuola di Atene

Platone e Aristotele

Scuola di Atene

Scuola di Atene

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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Orfeo e Platone

Si tratta di due modi diversi ed inconciliabili mediante i quali pensare e vivere il mondo in cui si nasce. Mentre Platone si fa artefice e demiurgo del mondo, Orfeo si fa cantore e viaggiatore del mondo in cui è nato. Mentre Platone, attraverso Socrate pretende di imporre le leggi e le regole della società e dell'universo, Orfeo costruisce le relazioni con la vita e con la Natura. Platone, con Socrate, pretende di essere il padrone degli uomini, Orfeo un uomo che vive.