Chiesa cattolica: il chiacchiericcio.
Il chiacchiericcio degli schiavi stuprati
Che si permettono di chiedere giustizia al dio padrone.
Wojtyla e Ratzinger: 1997 – 2010
Vai al significato sociale dei Vangeli Cristiani.
Le richieste di
giustizia della società civile nei confronti della chiesa cattolica vengono
definite dalla chiesa cattolica: un chiacchiericcio.
La chiesa cattolica è
il dio padrone in terra: come si permettono gli stuprati e la società di
chiedere giustizia nei confronti dei reati che ha commesso il dio padrone?
E’ il dio padrone
che, magnanimo, può concedere il perdono a chi ha stuprato. Lo stuprato non ha
diritto di rivendicare giustizia.
E’ necessario
comprendere l’ideologia religiosa della chiesa cattolica prima di porsi delle
domande inutili e ridicole. Il fedele cattolico non comprende la posizione
della sua chiesa. Ma lui è lo schiavo che aspira al padrone buono; non l’uomo
che si erge davanti al dio padrone dei cristiani rivendicando l’articolo 3
della Costituzione.
La chiesa cattolica
ha attraversato la storia facendo della violenza sui minori un metodo di
diffusione del cristianesimo. Ci fu un vescovo, qualche anno fa, processato in
Francia che ebbe a dire che processare la chiesa cattolica per violenza sui
minori era impedire la sua libertà religiosa. Un po’ come i cristiani
accusavano Roma che perseguendo i reati compiuti dai cristiani si impediva agli
stessi di manifestare la loro libertà religiosa. La religione come
giustificazione per delinquere e come motivazione per l’impunità nel
delinquere.
Chiamare
chiacchiericcio la violenza sui minori praticata dalla chiesa cattolica ha
indignato molto i media stranieri. Meno indignati sono i media nazionali più
collusi con l’attività di stupro ai minori messa in atto da Ratzinger e dai
Ratzinger prima di lui.
Il chiacchiericcio di
Wojtyla e il chiacchiericcio di Ratzinger.
Le farneticazioni
dell’uno e dell’altro.
Che cos’è sacro? La
persona umana? Quale persona umana. Wojtyla non lo precisa: i bambini o i
violentatori di bambini? Così ognuno equivoca e a seconda della parte cui tifa
immagina.
Ma Wojtyla è mandante
della pedofilia cattolica in quanto capo della chiesa cattolica. Come
Ratzinger.
Per duemila anni la
chiesa cattolica ha violentato bambini considerando che, qualunque violenza lei
facesse, non poteva interferire nella creazione del suo dio padrone. Per
duemila anni i cattolici si sono macchiati di nefandezze e con Wojtyla e
Ratzinger riaffermano il diritto a perpetrare le loro nefandezze.
Questo insieme di
articoli che riporto confrontando le posizioni della chiesa cattolica nel 1997
e nel 2010 vogliono essere chiarificatrici di quanto sangue e dolore ha imposto
il cristiano per permettere al suo dio padrone di fare ulteriore violenza alle
persone.
I preti cattolici
godono delle protezioni delle Istituzioni che preferiscono far violentare i
bambini piuttosto che applicare la legge contro l’attività di pedofilia dei
preti cattolici. Il primo articolo viene dall’Australia, ma è la stessa cosa
del ministro Alfano che ricatta il magistrato che lamenta l’omertà della chiesa
cattolica.
la
Repubblica - Mercoledì, 27 agosto 1997 - pagina 19
Sidney,
vittime minori. Denuncia del vescovo
CENTO
PRETI COINVOLTI IN ABUSI SESSUALI
SYDNEY - Oltre cento preti cattolici
australiani sono stati costretti a lasciare il sacerdozio nell' ultimo anno per
reati sessuali su minori e la Chiesa dovrebbe allentare la regola del celibato
per combattere il problema della pedofilia nel clero. Lo ha detto il vescovo
Geoffrey Robinson in occasione dell' uscita di un rapporto d' inchiesta sulla
corruzione nella polizia che ha messo alla luce l' impunità di cui hanno goduto
in passato i responsabili di abusi sessuali su minori. La Chiesa - ha detto il
vescovo Robinson - dovrebbe considerare la possibilità di differire i voti di
celibato permanente fino all' età di 40 anni.
la Repubblica
Wojtyla per
proteggersi da una possibile inchiesta sulla pedofilia pensa di giocare in
contropiede e lancia un allarme preventivo. Con quell’allarme mette fumo negli
occhi dei cattolici che non vedono in quale orrore mandano i loro figli.
la
Repubblica - Sabato, 8 novembre 1997 - pagina 14
ALLARME DI WOJTYLA
GIOVANNI Paolo II scende in campo
personalmente per appoggiare la lotta contro la pedofilia. Non è una crociata moralistica,
è un appello alla mobilitazione in difesa di ciò che Wojtyla considera la cosa
più sacra: la dignità della persona umana. "La Chiesa - ricorda il Papa -
deve ricordare instancabilmente che ogni persona deve essere protetta, in
particolare i bambini, perchè sono deboli e senza
difese". Com' è sua natura, Giovanni Paolo II si fa carico anche delle
colpe in casa propria. I vescovi sono esortati a "raddrizzare situazioni
morali sbagliate". Per l' istituzione ecclesiastica la pedofilia è un argomento
scottante. Da secoli il contatto fra chierici e adolescenti nelle parrocchie e
negli enti legati alla Chiesa ha dato occasione ad abusi. E' una realtà triste,
generalmente sottaciuta. Se ne parlava a voce bassa o se ne impadroniva la
pubblicistica anticlericale o la letteratura licenziosa. In un modo o nell'
altro la gerarchia ecclesiastica glissava. Finchè in
tempi recenti non è esploso negli Stati Uniti lo scandalo degli abusi sessuali
dei sacerdoti con conseguenze tipicamente americane: sostanziosi risarcimenti,
che hanno rischiato di mandare in bancarotta le finanze della Chiesa
nordamericana. Nel momento in cui le vittime hanno cessato di tacere e
sopportare per "vergogna" i vertici ecclesiastici hanno dovuto
prendere posizione con maggiore energia. L' atteggiamento di Giovanni Paolo II
non è però dettato da questioni contingenti. Da tempo la sua preoccupazione si
è appuntata su ciò che gran parte dei paesi occidentali sta praticamente
tollerando da anni: l' esistenza di una vera e propria industria dello
sfruttamento sessuale dei minori. L' Occidente tollerante (per i propri
interessi) si agita quando scopre che i propri ragazzini diventano oggetto di
abusi sotto casa, ma fa finta di niente quando gli adolescenti del Terzo Mondo
finiscono come carne da macello nella grande macchina della pornografia e della
prostituzione. Il Papa chiama tutti alle proprie responsabilità. La primavera
scorsa Wojtyla ha chiesto "un' azione congiunta delle istituzioni
nazionali e internazionali, delle associazioni e dei singoli per porre la
parola fine a questa gravissima piaga sociale". Troppa gente continua
ancora a voltarsi dall' altra parte.
la Repubblica
28 marzo 2010
Un messaggio
indiretto sulle polemiche che in queste settimane investono la Chiesa e la
Santa Sede. Da Dio, ha detto alla messa delle Palme il Pontefice, arriva «quel
coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni
dominanti». Il rito della Domenica delle Palme si è svolto in una cornice di
rami di ulivo e alberi secolari portati dalla Puglia; la processione
dall'obelisco al sagrato della Basilica di San Pietro, è stata guidata da
Benedetto XVI ma non a piedi, come di consueto. Il Papa era a bordo
dell'automobile blindata. Una scelta, ha precisato padre Federico Lombardi ai
giornalisti, «per renderlo più visibile».
Gesù, ha detto Ratzinger
durante l'omelia, «ci tira e ci sostiene» come una cordata. «Fa parte della
sequela di Cristo che ci lasciamo integrare in tale cordata. Che accettiamo di
non potercela fare da soli». L'uomo, ha continuato il Pontefice, può scegliere
di seguire Cristo oppure «scendere verso il basso, il volgare; può sprofondare
nella palude della menzogna e della disonestà». Cristo «ci conduce verso ciò
che è grande, puro, ci conduce verso l'aria salubre delle altezze: verso la
vita secondo verità. Verso il coraggio che non si lascia intimidire dal
chiacchiericcio delle opinioni dominanti; verso la pazienza che sopporta e
sostiene l'altro». Ad ascoltare la messa del Papa c'erano 25mila persone.
Negli ultimi giorni
sono continuate le polemiche sui casi di preti pedofili che i passato, secondo
alcune rivelazioni del New York Times, sarebbero
stati coperti dalle gerarchie ecclesiastiche. In almeno un caso, almeno, a
Monaco, lo stesso Ratzinger allora arcivescovo, sarebbe stato a conoscenza
degli abusi commessi da un prete. Molti i paesi coinvolti dagli scandali, oltre
alla Germania anche l'Irlanda e la Svizzera. Da quest'ultimo paese arriva una
proposta forte: la presidente della Confederazione, Doris Leuthard,
ha detto di volere istituire una lista nera dei preti pedofili per evitare che
possano entrare in contatto con i bambini. «I casi di pedofilia devono essere
trattati in modo risoluto. E la Chiesa deve assumersi la sua parte di
responsabilità. Che gli autori degli abusi siano laici o religiosi non fa
alcuna differenza» ha concluso la presidente. Tutti sono soggetti al codice
penale e poiché esiste un registro centralizzato degli insegnanti che si siano
macchiati di questi crimini, Leuthard ha affacciato
l'ipotesi di tenerne uno anche per i preti.
Tratto da:
la
Repubblica - Sabato, 8 novembre 1997 - pagina 22
o l r
I PRECEDENTI Il caso del
vescovo di Vienna costretto a dimettersi
CATENA DI
SCANDALI DAGLI USA ALL' AUSTRIA
CITTA' DE VATICANO - Preti, vescovi e,
persino, cardinali: nella Chiesa cattolica l' accusa di pedofilia e di violenza
sessuale ha macchiato, nel corso degli anni passati e presenti, quasi tutti i
livelli gerarchici. Uno scandalo che vede la Chiesa cattolica Usa, secondo
stime ufficiose, alla guida della poco edificante classifica degli abusi
sessuali sui minori consumati nelle parrocchie negli ultimi 20 anni (100 mila
vittime, circa 4000 sacerdoti coinvolti, oltre 400 milioni di dollari spesi per
risarcire le famiglie americane colpite). Stime sempre contestate dalla Santa
Sede che, senza negare la gravità del fenomeno, ammette l' esistenza di
"casi isolati": non più di 400 denunce ogni 10 anni. Ma ecco qualche
esempio fra i tanti raccolti dalla penosa "Via Crucis" delle violenze
sessuali su minori avvenute in quasi tutti i continenti. Negli Usa, la diocesi
di Dallas il luglio scorso è stata condannata a pagare oltre 200 miliardi di
lire ad alcuni chierichetti vittime di abusi sessuali di un sacerdote, padre
Rudolph Kos. Il religioso approfittava dei giovani
dopo averli circuiti con caramelle, alcol e droga. Nel 1994 un religioso, padre
John Hanlon, è stato condannato all' ergastolo per
aver stuprato un chierichetto: è successo nella parrocchia di Santa Maria a Plymout, nel Massachusetts. Non immuni dal triste fenomeno,
le Chiese cattoliche dell' Inghilterra e del Galles, dove in ogni diocesi è
stato istituito un "supervisore" antipedofilo. In Irlanda e nell'
Ulster, recentemente, il primate cattolico, il cardinale Cahil
Daly, ha chiesto pubblicamente perdono alle vittime
dei preti pedofili. Uno scandalo, quello della pedofilia nelle chiese, che ha
"sporcato" persino Castel Gandolfo, la
cittadina sede della residenza estiva dei pontefici, dove a maggio in una
locale scuola cattolica un religioso è stato denunciato per molestie sessuali
su due bambine. In Australia ad agosto cento preti cattolici, su denuncia del
vescovo, Geoffrey Robinson, sono stati costretti a dimettersi perchè colpevoli di abusi sessuali sui minori. Per analoghe
accuse anche in Belgio, lo scorso anno, sono stati condannati il vescovo
tradizionalista di Mirfeld e un sacerdote cattolico.
Ma la figura ecclesiastica di più alto grado costretta a dimettersi nel 1995
per pedofilia è il cardinale Hans Hermann Groer, ex
vescovo di Vienna: fu travolto dalle rivelazioni di alcuni parrocchiani che lo
accusarono di essere stati violentati in gioventù quando Groer
era un semplice sacerdote. Il porporato gettò la spugna dopo mesi di imbarazzi
e silenzi. Ora vive in un convento.
la Repubblica
la
Repubblica - Sabato, 8 novembre 1997 - pagina 22
Marco
Politi
Il Papa: correggere le
situazioni morali sbagliate nell' istituzione ecclesiastica
PEDOFILI NELLA CHIESA L'
ALLARME DI WOJTYLA
CITTA' DEL VATICANO - Papa Wojtyla chiama
alla mobilitazione contro la pedofilia, ma invita anche la Chiesa a fare
pulizia al proprio interno. L' abuso dei minori è un tema su cui Giovanni Paolo
II è particolarmente sensibile. Quando nella Chiesa degli Stati Uniti scoppiò
una serie di scandali, il pontefice si mosse subito perché la gerarchia
ecclesiastica affrontasse il problema con senso di responsabilità. Ricevendo
ieri i vescovi belgi in visita ad limina, Wojtyla è
stato chiarissimo: "Nel rispetto delle persone e con la discrezione richiesta
- ha dichiarato - dovete raddrizzare situazioni morali sbagliate, perché nulla
sia oggetto di scandalo e perché nessuno sia perduto". In Belgio il trauma
è ancora forte per il caso di Marc Dutroux, accusato di aver stuprato, filmato
e ucciso molte bambine. Ma ciò che ha scosso maggiormente la gente, spingendola
a scendere in piazza per una delle più grandi manifestazioni della storia del
paese, è stata la scoperta di una rete di complicità pedofila,
che arrivava fino alle istituzioni che avrebbero dovuto vigilare sul crimine e
combatterlo. Rivolgendosi al Papa e illustrandogli i problemi della Chiesa in
Belgio, l' arcivescovo di Bruxelles, cardinale Danneels,
ha ricordato proprio lo shock collettivo vissuto dai belgi nei mesi passati. Danneels ha denunciato la "rete redditizia di
pornografia infantile organizzata su scala internazionale", ma non si è
fermato lì. Il porporato ha affrontato a viso aperto la necessità che anche la
Chiesa si purifichi da possibili coinvolgimenti in casi di pedofilia. A questo
punto il pontefice è intervenuto con l' esortazione a raddrizzare
"situazioni sbagliate" anche nelle strutture dell' istituzione
ecclesiastica. "La Chiesa -ha dichiarato - deve ricordare incessantemente
il dovere di proteggere tutte le persone e specialmente i bambini che, essendo
deboli e senza difese, sono sovente il bersaglio di adulti pervertiti, i quali
offendono gravemente e in maniera duratura la giovinezza dando sfogo alle loro
pulsioni". Il Papa ha quindi espresso la sua solidarietà alle famiglie
delle piccole vittime di questi "comportamenti criminali". Non è la
prima volta che Giovanni Paolo II interviene sull' argomento, ma questa volta
il suo appello a fare pulizia all' interno della Chiesa (dove situazioni di
abuso si sono perpetuate per secoli) è particolarmente energico. Da qualche
tempo il Vaticano sta premendo perché le organizzazioni internazionali e gli
stati (soprattutto quelli occidentali) prendano misure concrete contro il
traffico internazionale di minorenni avviati alla prostituzione. A marzo di
quest' anno Giovanni Paolo II ha lanciato un appello "alla mobilitazione
internazionale per combattere prostituzione infantile, turismo sessuale,
pedofilia, e pornografia: costante incitamento ad abusare dei propri
simili". Papa Wojtyla pensa ad una vera e propria azione congiunta di
stati, organizzazioni e associazioni internazionali: un po' come avvenne nel
secolo scorso quando fu proibita la tratta degli schiavi.
la Repubblica
Raffaele Luise
CASTELGANDOLFO
06/04/10 - 08:01
Si moltiplicano sulla
stampa internazionale le critiche al Vaticano per il modo in cui ha affrontato
lo scandalo dei preti pedofili durante la Pasqua. Allo spagnolo El Pais, e ai britannici Times e Guardian non piace la
minimizzazione a 'chiacchiericcio' delle accuse a Benedetto XVI, mentre il
Washington Post paragona l'attuale crisi al Watergate
e ipotizza le dimissioni del Papa. Una severa bocciatura di Benedetto arriva
dal tedesco Der Spiegel,
che parla di fallimento del Pontificato- E sul sito di Downing Street, sede del
premier inglese, oltre 10mila firme contestano il viaggio apostolico del Papa
nel Regno Unito previsto per settembre.
Tratto da:
http://www.radio.rai.it/grr/view.cfm?V_IDNOTIZIA=58695&Q_PROG_ID=421&Tematica=28
la
Repubblica - Martedì, 18 novembre 1997 - pagina 22
Maria
Stella Conte
ALLARME PEDOFILIA Intervista
a De Fazio che si è occupato anche dei delitti di Firenze: 'Nessuna
giustificazione per i pedofili'
'QUEL BAMBINO - OGGETTO
GETTATO VIA SENZA PIETA''
Il criminologo: 'Perchè
esplode tanta ferocia' 'La vittima viene vista soltanto come merce che permette
di soddisfare le proprie perversioni sessuali' 'Ciò che meraviglia, il suo
comportamento crudele, è invece del tutto coerente: buttare via quel che non ci
serve più'
ROMA - Professor Francesco De Fazio,
lei si è occupato, tra gli altri, anche del caso del mostro di Firenze. Qui, ci
troviamo di fronte ad un settantenne: un uomo che con sanguinaria ferocia
infierisce sulla sua piccola vittima. Ci aiuti a capire come si può giungere ad
un tale scempio di un essere umano. "Dobbiamo partire proprio dalla
pedofilia che riguarda Allocca il quale, per quel che ci risulta, conduceva per
il resto una vita abbastanza anonima, normale. Partiamo da qui, quindi: dalla
sua perversione sessuale, dall' uso di quel bambino per soddisfare la propria
sessualità, le proprie fantasie. In questo quadro Silvestro viene oggettualizzato...". Si trasforma, cioè, in un
bambino-oggetto... "Sì, il bambino viene visto come merce. Come qualcosa
che permette al pedofilo di attualizzare la propria perversione: qualcosa che
viene fatto a pezzi, messo in un sacco, ridotto in cenere e gettato via quando
diventa inutile, quando non serve più e intralcia. Facciamo attenzione, però,
la pedofilia non è in sé una patologia ma indica un comportamento che si
qualifica in rapporto alla sua vittima. Questo comportamento è un contenitore
nel quale la pedofilia si può manifestare in modi molto diversi, passando dalla
mera fantasia fino alla concretizzazione dei propri impulsi, fino all' atto
sessuale vero e proprio. Gradi diversi che passano attraverso forme sempre più
pesanti e che si attuano quanto più c' è una totale mancanza di senso
morale". Ma il pedofilo, a suo modo, non 'ama' l' oggetto dei suoi
desideri? "Vede, la pedofilia è stata giustificata - a parer mio
erroneamente - culturalmente, storicamente... C' è chi fa riferimento al mondo
dell' antica Grecia. Sono balle. In realtà, la pedofilia è un comportamento
perverso che si attualizza nel dominio assoluto dell' altro, vissuto come puro
oggetto. Senza affettività. Senza amore. La pedofilia di questo ci parla: di
una sessualità che non si incanala nelle normali e indispensabili correnti
affettive ma in quelle di un' aggressività distruttiva". Fino al punto di
disintegrare la vittima? "E' tutto perfettamente in linea. Il bimbo-oggetto
esprime tutto il suo essere solo 'oggetto' agli occhi del pedofilo-assassino,
nel momento in cui viene smontato pezzo a pezzo, incartato, bruciato.
Silvestro, se quello che narrano le cronache corrisponde al vero, serviva per
estrinsecare la fantasie perverse di Allocca. La dimensione umana del bambino
non è contemplata, si perde nell' agire del pedofilo. Ciò che vi meraviglia, il
suo comportamento crudele, è invece del tutto coerente con quella visione del
bambino: una cosa che si distrugge quando non serve più". Prima ucciso a
colpi di roncola, poi fatto a pezzi, poi messo in un sacco e trascinato via,
poi bruciato. C' è un accanimento da parte dell' assassino e dei suoi complici
difficile da... "Una pedofilia agita in quel modo, lo ripeto, è vissuta
come pura distruttività che ha l' epilogo in quest' omicidio. La fiamma ad
esempio, il fuoco: testimonia proprio di questa aggressività distruttiva, fine
a se stessa. Certamente, loro potranno dire che hanno fatto tutto questo per
occultare il cadavere del bambino. Ma non è solo questo. Potevano esserci altri
modi, senza infierire fino a quel punto. Qui c' è di più. Qui c' è l'
accanimento distruttivo che manifesta l' oggettivazione del bambino. Silvestro
rappresentava il pattume che tutti noi abbiamo in casa e che viene buttato
via". Non è però che tutti i pedofili che si trovano di fronte ad un bimbo
che gli si sottrae, uccidono e straziano la vittima. "Il fatto è che in
questo caso è successo qualcosa che non era previsto in uno scenario in cui il
bambino era visto come puro strumento di soddisfazione delle proprie istanze
sessuali perverse. E' accaduto che l' oggetto, la 'cosa' ha osato parlare. Ecco
allora che l' uomo si disfa con rabbia di quell' oggetto che non funziona più,
di quel giocattolo ormai inutilizzabile e che era - e non è più - espressione
del proprio potere. Se ho un temperamento distruttivo e mi arrabbio, va a
finire che spacco un bicchiere. Qui è successo qualcosa del genere in un
crescendo di aggressività distruttiva che era già al suo apice nella relazione
con il bambino, relazione del tipo: sei mio, faccio di te quello che
voglio". Torniamo alla domanda: non tutti i pedofili rifiutati uccidono
fisicamente i bambini... "Dicevamo che nel rapporto tra pedofilo e bambino
non esiste affettività. O meglio, il bambino scambia per affettività i primi
approcci che altro non sono, da parte dell' adulto, che espedienti per
raggiungere lo scopo. Ora: se il pedofilo è una persona che ha una qualche
formazione culturale, non arriva ad uccidere. Ma qui abbiamo l' assoluta
mancanza di ogni tipo di educazione e senso morale che normalmente frena e
proibisce il 'salto' verso l' omicidio. Se si fa il 'salto' , si passa così da
un' aggressività distruttiva di ordine 'simbolico' ad un' aggressività
distruttiva fisica che fa di quell' oggetto, l' oggetto per eccellenza. Fino al
punto di ridurlo in cenere: nel caso di Cicciano, l'
aggressività distruttiva nel sodomizzare il bambino si realizza pienamente
nell' assassinarlo a colpi di roncola".
la
Repubblica
domenica 4
aprile 2010
CITTA' DEL VATICANO (Reuters) - I fedeli sono con Benedetto XVI e non daranno
credito al "chiacchiericcio", cioè alle critiche a Chiesa e Pontefice
per la gestione dello scandalo dei preti pedofili.
Lo ha detto oggi il cardinale Angelo
Sodano in occasione della messa pasquale in piazza San Pietro, in un gesto che
esula dal protocollo e che ha scosso le vittime degli abusi.
"E' con lei il popolo di Dio, che non si lascia impressionare dal
'chiacchiericcio' del momento, dalle prove che talora vengono a colpire la
comunità dei credenti", ha detto il decano del Collegio cardinalizio ed ex
segretario di Stato vaticano rivolgendo al Papa gli auguri di buona Pasqua.
Più tardi, nella benedizione "Urbi
et Orbi", Benedetto XVI ha toccato una serie di
problemi internazionali ma non la questione degli abusi.
"VITTIME NON DOVREBBERO ESSERE INSULTATE"
"Le vittime cercano consolazione e guarigione e non dovrebbero
essere insultate e sentirsi dire che le loro parole sono chiacchiericcio",
ha detto a Reuters Barbara Blaine,
una dei leader di Snap, la Rete sopravvissuti agli
abusi dei preti, che ha sede negli Stati Uniti.
Alcuni media hanno accusato il Papa di negligenza nella gestione di casi
di abusi su minori quando era cardinale. Scosso dalla crisi, il Vaticano ha
accusato i media di tentare "ignobilmente" di macchiare a tutti i
costi il leader della Chiesa cattolica.
Il Vaticano ha negato di aver coperto i casi, aggiungendo che la colpa
di individui che hanno commesso dei reati, per quanto odiosi, non può ricadere
sul Pontefice o sull'intera Chiesa.
Tratto da:
http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE63302S20100404
La violenza ai
minori, la chiesa cattolica lo chiama chiacchiericcio.
Ancora una volta
siamo davanti a dei terroristi il cui scopo è la distruzione delle società
civili a maggior gloria del loro dio padrone (o monarca).
Marghera,
07 aprile 2010
TORNA AI TESTI DI GESU' DI NAZARETH, L'INFAMIA UMANA!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
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