L'orfismo e il significato del percorso di vita di Dioniso
Quarta parte

di Claudio Simeoni

Continua dal precedente...

Orfici e Platonici

Il dionisismo spesso viene associato all'orfismo. Si tratta di religioni misteriche diverse che, secondo molti autori, hanno la comune origine in Tracia.

Spesso, Dioniso, come divinità, si fa risalire al dio della Tracia il cui terzo discendente dei re della Tracia era Orfeo.

Tuttavia le pratiche degli orfici non sono le medesime pratiche dei dionisiaci eppure Dioniso è una divinità centrale nel culto Orfico. Come Dioniso fu ucciso e distrutto (alcuni dicono, mangiato) dai Titani, così Orfeo viene smembrato dalle Baccanti.

Lo smembramento ad opera dei Titani, è uno dei misteri della dottrina Orfica ed è uno dei segreti meglio conservati dagli orfici.

Si scrive sulla triplice nascita di Dioniso:


"La prima di queste è quella dalla madre; la seconda, poi, è quella dalla coscia; la terza, infine si verifica quando, dopo essere stato sbranato dai Titani e una volta che Rea ne ebbe ricomposto le membra, egli tornò a vivere. E nella Mepsopia, Euforione (fr. 33 Scheidw.) concorda con questi racconti, mentre Orfeo racconta che egli trascorse tutto il tempo nell'Ade." Kern 3, 36

Ho già parlato in numerosi scritti compreso il momento in cui, commentando Esiodo, ho individuato in Dioniso il "dio" mediante il quale Zeus ordinava le tappe per i figli della Natura affinché si trasformassero in Dèi.

Dioniso, riassumo brevemente, attraversa la fase fetale nella pancia della madre, cresce come bambino nella "gamba di Zeus" (dove Zeus è l'atmosfera) finché i Titani si riprendono ognuno la parte di cui siamo formati e partoriamo il nostro corpo luminoso per trasformarci in Dèi. Dioniso muore come feto, strappato dalla pancia della madre e ricucito nell'atmosfera; muore come fanciullo raggiungendo la maturità sessuale ed esercita le sue sfide nella vita finché i Titani lo dilaniano e l'individuo della Natura partorisce il proprio corpo luminoso.

Non c'è un'anima che va oltre, ma Rea, (o Apollo), ricompone il corpo che vive in un nuovo e diverso mondo.

E' la questione delineata dalle Laminette sepolcrali orfiche.

E' l'individuo che va nel mondo di Mnemosine e di Persefone come nella laminetta

Laminetta d'oro di Thurii

Vengo dai puri pura, regina degli Inferi,
Eucle ed Eubuleo e voi altri, dèi immortali,
giacché affermo di essere anch'io della vostra stirpe beata.
Ma mi soggiogarono la Moira [altri dei immortali]
e il folgoratore celeste con i suoi fulmini.
Volai via dal cerchio di pesante dolore e tormento
e con i piedi veloci salii all'agognata corona,
mi immersi poi nel seno della Signora, regina degli Inferi,
e dall'agognata corona discesi con i piedi veloci.
"Felice e beatissimo, sarai dio invece che mortale."
Capretto caddi nel latte.

Oppure:

Laminetta d'oro di Ipponio (vibo Valentia)

A Mnemosyne è sacro questo (dettato): (per il mystes) quando sia sul punto di morire.
Andrai alle case ben costruite di Ade; v'è sulla destra una fonte,
accanto ad essa si erge un bianco cipresso;
lì discendono le anime dei morti per avere refrigerio.
A questa fonte non accostarti neppure;
ma più avanti troverai la fredda acqua che scorre
dal lago di Mnemosyne: vi stanno innanzi i custodi,
ed essi ti chiederanno, in sicuro discernimento,
che mai cerchi attraverso la tenebra dell'Ade caliginoso.
Di': "(Son) figlio della Greve e del Cielo Stellato;
di sete son arso e vengo meno: ma datemi presto
da bere la fredda acqua che viene dal lago di Mnemosyne".
Ed essi son misericordiosi per volere del sovrano degli Inferi,
e ti daranno da bere (l'acqua) del lago di Mnemosyne;
e tu quando avrai bevuto percorrerai la sacra via su cui anche gli altri
mystai e bacchoi procedono gloriosi

In nessuna laminetta sepolcrale Orfica, anche quando i termini vengono tradotti col termine "anima", troviamo una situazione incorporea. C'è sempre un corpo che va a bere l'acqua dal lago di Mnemosine. Un corpo che afferma di essere figlio della Natura, e figlio di Urano Stellato (dell'emozione).

Dioniso entra nell'orfismo proprio come divinità che scandisce le tappe dello sviluppo del corpo dell'individuo della Natura: la prima tappa è l'uovo, il seme o l'utero; si muore in uno stadio e si rinasce nello stadio successivo. Si nasce come fanciullo, cucciolo, piccola pianta, in cui l'energia vitale è impegnata nella crescita individuale. Poi, si muore anche in questa fase. Muore il fanciullo, il cucciolo, la piccola pianta. L'energia Vitale non serve più solo a crescere, ma a praticare la sessualità con la quale si possono moltiplicare i viventi , ma soprattutto si può esprimere il piacere. Infine, si muore da adulti. Ogni Titano si riprende la sua parte di cui siamo formati e si partorisce l'energia vitale che abbiamo plasmato nel corso della nostra esistenza: "sarai dio anziché mortale".

Questo è il modello della vita degli Orfici indicato da Dioniso che proprio in quella funzione entra nel Pantheon orfico.

La vita come gestazione del corpo luminoso che trasforma il nato nella Natura in un DIO.

Non c'è un'anima, come in Platone, che vaga nell'Ade, ma un corpo, di energia anziché di materia, formato e plasmato durante la vita fisica: la vita nella Natura è un'occasione per plasmare il corpo che partoriremo alla morte del corpo fisico.

Il concetto di Ade, come luogo, e di Ade come padre della vita, sono concetti complessi che, già affrontati in altra parte, verranno presi in considerazione nella tipologia del mito di Eleusi proprio degli Orfici. L'Ade, come mondo che si raggiunge col sogno e dal quale Orfeo non è in grado di far uscire Euridice, è un'Ade diverso dall'Ade di Persefone e Ade.

Claudio Simeoni

Marghera, 08 gennaio 2012

 

Continua... nella quinta parte

 

Immagini della scuola di Atene di Raffaello

Tratte dalla riproduzione di un artista di strada

 

Particolare scuola di Atene

 

Platone e Aristotele

 

Scuola di Atene

 

Scuola di Atene

 

Vigili manganellatori propri dell'ideologia religiosa di Platone e cristiana

 

Fortificazione di Mestre: cristianesimo e Platonismo

 

Toro uno dei simboli dell'Orfismo

 

Cerimonia dionisiaca Palazzo musica Bologna

 

Orfeo e Platone

Si tratta di due modi diversi ed inconciliabili mediante i quali pensare e vivere il mondo in cui si nasce. Mentre Platone si fa artefice e demiurgo del mondo, Orfeo si fa cantore e viaggiatore del mondo in cui è nato. Mentre Platone, attraverso Socrate, pretende di imporre le leggi e le regole della società e dell'universo, Orfeo costruisce le relazioni con la vita e con la Natura. Platone, con Socrate, pretende di essere il padrone degli uomini, Orfeo un uomo che vive.

 

 

 

 

 

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Claudio Simeoni

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Ultima formattazione 28 gennaio 2022

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