Discutere di religione con un cristiano
Non è possibile.
Il cristianesimo non è una religione.
Il cristianesimo è una malattia della psiche.
Di Claudio
Simeoni
Vai al significato sociale dei Vangeli Cristiani.
Ogni tanto c’è
qualche cristiano che, anziché insultare, prova a discutere di religione.
Chi vive una forma di
patologia psichiatrica da dipendenza non è in grado di realizzare che il suo
stato, il suo credere, la sua fede, sia il prodotto del suo stato psichico. La
proietta sul mondo con una tale forza da farla diventare oggettività della propria
esistenza che trova conferma in altri soggetti con patologie analoghe con cui
forma delle “comunità di protezione della propria patologia”. Perché si parla di
patologia? Perché viene a mancare il senso critico e perché il soggetto, di fronte
a dati oggettivi, non li elabora, ma li trasforma o ne nega l’evidenza. Come un
bambino che andando a scuola esce dall’ambito familiare e inizia a confrontarsi
con il mondo; così il cristiano, quando esce dalla sua comunità ristretta,
scopre il mondo immensamente più grande di quanto immaginava. Un mondo che non
accoglie passivamente le sue espressioni patologiche, ma che lo costringe a
misurarsi e a verificarle.
Spesso, quando mi
scrivono i cristiani, rispondo in maniera decisa tanto è cattivo, violento e
offensivo quello che scrivono.
Qualche volta
rispondo, ma il dialogo finisce sempre allo stesso modo: il cristiano si chiude
difendendo il suo stato patologico e mettendo fine al dialogo. Per me non è una
novità. Ho sperimentato gli effetti delle patologie dei cristiani in forme
diverse da quindici anni e ogni volta si ripropongono uguali, anche se
veicolate in forme diverse.
Ho eliminato ogni
riferimento alla persona che mi ha scritto e verrà chiamata, genericamente, col
nome di Giuseppe. Vale la pena di notare come, nell’inviare un messaggio
cristiano, la persona sottolinei più volte di non essere cristiana, ma di “essere
affascinata dal messaggio cristiano”. Un messaggio che non è mai in grado di
supportare razionalmente, ma che proclama genericamente come se tutto il mondo
fosse tenuto ad accettare passivamente quel proclama. Giuseppe, come cristiano,
è consapevole dell’orrore prodotto dal cristianesimo, ma lo rimuove ancorandosi
al “messaggio di Gesù” che lo vuole diverso ed estraneo dall’orrore prodotto
dalla gerarchia ecclesiastica. L’anticlericalismo è caratterizzato da una
salvaguardia del dio creatore e del Gesù dall’accusa di responsabilità come
mandanti dei genocidi; è la chiesa cattolica che ha prodotto il genocidio e non
è Gesù che lo ha ordinato. Gesù è buono; la chiesa cattolica è cattiva!
Scrive Freud, di
questo atteggiamento:
“Il contenuto rimosso di una rappresentazione o di un pensiero può
dunque penetrare nella coscienza a condizione di lasciarsi negare. La negazione
è un modo di prendere coscienza del rimosso, in verità è già una revoca della
rimozione, non certo però dell’accettazione del rimosso. Si vede come la
funzione intellettuale si scinde qui dal processo affettivo. Con l’aiuto della
negazione viene annullata soltanto una conseguenza del processo di rimozione,
quella per cui il contenuto della rappresentazione interessata non giunge alla
coscienza. Ne risulta una sorta di accettazione intellettuale del rimosso, pur
persistendo l’essenziale della rimozione.” Freud 1925 dal Dizionario di
Psicologia di Umberto Galimberti alla voce Negazione.
Ed è questa patologia
che emerge in questa discussione con Giuseppe. Giuseppe inizia ad inviarmi un
breve messaggio, con un allegato, dal quale prendono avvio le mie risposte. Il
dialogo termina alla terza e-mail di Giuseppe con una contraddizione propria
del cristiano “ A differenza sua io non ho certezze” per continuare subito dopo
con “Io credo in una verità assoluta immutabile...”.
-----Messaggio originale-----
Da: morfeu.. [mailto: ...]
Inviato: sabato 10 ottobre 2009 17.18
A: claudiosimeoni
Oggetto: Il messaggio cristiano !
Gent.mo Sig.Claudio Simeoni,
leggendo nel suo sito la sua
tesi circa il messaggio di Gesù, mi permetto di inviarle per allegato una mia
riflessione in merito.
Cordialmente
Giuseppe
Allegato:
Gent.mo Sig..
ho letto le sua tesi sul cristianesimo. Anch’io credo che tutte le religioni (nessuna esclusa) siano solo un grande
business, e un mezzo di controllo delle masse, per i capi che le gestiscono, e
una vera e propria psicosi per gli adepti che ci credono. Infatti chiunque afferma qualsiasi presunta
verità senza dare delle prove inconfutabili è un truffatore, o un pazzo ! Inoltre a giudicare dai frutti delle
religioni, che nei secoli sono state promotrici di guerre e divisione, si
evince che esse sono un veleno per la società umana!
E’ palese che le religioni sfruttano le legittime paure umane,
pretendendo di avere la soluzione, al fine di imprigionare le menti delle
persone !
Il dramma è che quelle paure esistenziali sfruttare da sempre dalle
religioni ci toccano tutti, senza eccezione;
in fondo sono le domande che ci accomunano, non e risposte ! Che si creda in dio, oppure no, le domande e
i bisogni dell’uomo sono sempre quelli.
Quindi la cosa più saggia da fare è cercare insieme le risposte, e
finirla con le stupide e inconcludenti diatribe tra credenti e non credenti ! C’è un traguardo comune ancora più grande che
dobbiamo considerare se ci amiamo veramente: sapere chi siamo, da dove veniamo
e se il nostro destino sia veramente finire nel nulla!
Non c’è bisogno della paura che cercano di incutere le religioni
per tremare, basta affacciarsi sull’oscuro e ignoto abisso dell’infinito che ci
circonda per paralizzarci dal terrore!!!
Che ci dice questo oscuro abisso ignoto che ci circonda? Ci dice
semplicemente (o almeno in apparenza) che il vero scopo della vita è
“finire”!
Sembra che i non credenti, dove aver confutato con successo le
ridicole tesi della religione, siano stranamente soddisfatti di quanto sono
bravi e intelligenti, e inattaccabili i loro discorsi, come se il dramma di una
vita senza senso destinata a finire nel niente non li sfiorasse minimamente !
Le persone che non si riconoscono in nessuna fede religiosa, hanno
ancora più bisogno di trovare delle risposte alle domande esistenziali
fondamentali, che siano però suffragate da prove.
Altrimenti al non credere in dio creatore che da un senso alla
nostra vita, si contrappone una fede cieca nell’assurdo, o nel nulla, che è pur
sempre un atto di fede !
Se le religioni basano il loro potere sullo sfruttamento delle
paure di ogni essere umano, è anche vero
che il non credente basa le sue tesi sul nulla, che fanno paura ancora di più !
Conclusione: nessuno dei due sa dare
delle risposte ai bisogni fondamentali dell’uomo. Sbugiardare la tesi religiosa, non è una risposta
alla domanda fondamentale dell’uomo, che esige una risposta, dato che l’uomo a
differenza delle bestie non vive di solo pane!
Credere che esista un principio primo ed eterno (lontano dai ridicoli dogmi religiosi),
creatore di tutte le cose, può essere una bugia; credere che non esista, può
essere una bugia ancora più grande!
Negare a priori, senza per’altro nessuna prova che ci sia una causa
prima , è credere veramente nell’assurdo, che è pur sempre un atto di fede. E’ come affermare che dal nulla, può nascere
qualcosa. Io non ho mai visto scaturire
qualcosa dal nulla ! Se poi consideriamo che l’universo è regolato da leggi
fisiche ben precise, ordinate in modo intelligente, diventa veramente un
insulto all’intelligenza affermare la tesi che tutto sia scaturito dal nulla, e
per caso.
Il punto è proprio questo. Se
la religione, come sembra, è una menzogna, come lo è altrettanto la negazione
di dio a priori, dato che non ci sono prove, sia per avvalorare l’esistenza di
un creatore, che per escluderla .
Allora cosa ci resta? Altro non
ci resta che credere ciecamente (come
puro atto di fede) è senza alcun staccio di prova, al dio del nulla, che
dal nulla ha creato tutte le cose, compresi noi stessi. Io sinceramente mi sento ridicolo ad affermare
questa assurdità di una follia senza eguali!
Conclusione del mio pensiero: il mondo è un mistero insondabile che
forse non capiremo mai !
Nessuna risposta ci può unire,
ma solo le domande. E’ inutile
cercare la risposta in noi stessi, perchè il mistero
che ci circonda è troppo grande per essere penetrato dalla nostra logica
limitata.
Il finito non può spiegare l’infinito ! La sola logica che vedo
nella religione è la volontà di cercare questa risposta in una rivelazione esterna
all’uomo…
Io personalmente pur non aderendo a nessuna fede religiosa, oltre
che a non aver nessuna certezza sulla reale veridicità e attendibilità dei
vangeli, mi riconosco pienamente in molti passi evangelici, a prescindere di
chi sia stato l’autore e delle sue finalità, dato che sono principi universali
di pacifica convivenza.
Per concludere lei fa un’analisi troppo superficiale del messaggio
cristiano, estrapolando solo poche frasi, tralasciando tutto il resto, e da
queste pretende di dare un giudizio definitivo sulla pazzia di Gesù che secondo
lei consiste soprattutto nell’auto proclamarsi figlio di dio. A parte questa
parentesi, sinceramente trovo molto strano che un pazzo o chi per lui, esprime
sagge regole di vita che ogni uomo dovrebbe custodire nel suo cuore, come: l’invito
ad amarci come fratelli, l’invito alla pace e alla non violenza; a vivere
secondo verità in piena comunione col prossimo, senza egoismo e per il bene
comune: l’invito a non giudicare; l’invito a perdonare ! Anche queste cose sono pazzie? Come vede le perle preziose del messaggio
evangelico sono molto di più delle presunte pazzie.
Vogliamo distinguere la religione che è solo un iniquo potere
temporale finalizzato solo a sottomettere l’umanità, dal buon senso? Che c’è di pazzesco nel mettere in pratica
queste sagge parole ! Crede davvero che
questo mondo sarebbe un manicomio se tutti mettessimo in pratica le parole del
folle Gesù ? Che cosa abbiamo da perdere
nel mettere in pratica queste parole, anche se non esiste nessun dio? Abbiamo
solo da guadagnarci. Amarci come
fratelli, lontano dalle speculazioni religiose, non credo sia limitavo della
nostra libertà personale.
Spero che legga nelle mie parole solo una volontà sincera a
cooperare tutti insieme affinchè questo mondo trovi
la sua unità in un punto di convergenza comune.
In fondo stiamo tutti sulla stessa barca e facciamo la stessa strada,
non abbiamo alternativa, se vogliamo vivere in pace dobbiamo cercare qualcosa
che ci unisca, altrimenti se non sarà la religione, sarà un altro ideale non
condiviso che scatenerà le guerre e la divisione.
Per cominciare, che c’è di male trovare un punto d’unione comune
nel messaggio cristiano, e magari in futuro quando troveremo qualcosa di
migliore dell’invito ad amarci come fratelli, faremo un passo avanti. Per iniziare a costruire qualcosa di buono
sarebbe bello mettere in pratica questa regola dell’amore fraterno. Perché creare delle divisioni quando abbiamo
le stesse domande e gli stessi bisogni di base che ci attanagliano
l’anima? Sarebbe bello, saggio, e
costruttivo spendere le nostre energie per qualcosa, e non contro qualcosa! Cercando un incontro, non uno scontro, con
tanta tanta umiltà, consci che la posta è altissima:
il bene comune !
Con infinito rispetto,
Giuseppe
A questo rispondo:
-----Messaggio
originale-----
Da: claudio simeoni [mailto:claudiosimeoni@libero.it]
Inviato: sabato 10
ottobre 2009 20.52
A: 'morfeu...'
Oggetto: R: Il
messaggio cristiano; le riflessioni della Stregoneria !
Gentile Sig. Giuseppe
Ho letto ciò che Lei mi ha inviato. Si tratta di una
serie di Sue riflessioni. Riflessioni che discendono da una fede fortemente
radicata, ma razionalmente e assolutamente immotivata se non dal bisogno
psicologico di "credere".
Nel documento che Lei mi invia, non esiste nessuna
citazione, nessun contenuto con cui motivare le sue affermazioni. Nessun
oggetto sul quale si possa discutere.
Quando Lei mi scrive: " Per concludere lei fa
un’analisi troppo superficiale del messaggio cristiano, estrapolando solo poche
frasi, tralasciando tutto il resto, e da queste pretende di dare un giudizio
definitivo sulla pazzia di Gesù che secondo lei consiste soprattutto nell’auto
proclamarsi figlio di dio."
Lei non mi fa nessun esempio del "resto che
tralascio"; come posso io considerare queste affermazioni se non come una
manifestazione del dolore di una persona che ha scoperto che il Gesù, che Lei
tanto ama, è un criminale e non ha argomenti da contrapporre alle mie analisi?
Se Lei avesse preso un mio scritto e mi avesse
dimostrato che le cose non stanno come io affermo, io avrei potuto ampliare la
mia ricerca in base alle sue osservazioni e mettere in atto delle verifiche
diverse e, magari, avrei potuto (anche se a me ciò appare assurdo) convenire
con le sue osservazioni.
Ma se Lei afferma che le mie analisi sono
superficiali e non lo dimostra, per me sono solo affermazioni vuote del
credente cristiano disperato.
Quando Lei pone la domanda:
" In fondo stiamo tutti sulla stessa barca e
facciamo la stessa strada, non abbiamo alternativa, se vogliamo vivere in pace
dobbiamo cercare qualcosa che ci unisca, altrimenti se non sarà la religione,
sarà un altro ideale non condiviso che scatenerà le guerre e la divisione.
Per cominciare, che c’è di male trovare un punto
d’unione comune nel messaggio cristiano, e magari in futuro quando troveremo
qualcosa di migliore dell’invito ad amarci come fratelli, faremo un passo
avanti. Per iniziare a costruire
qualcosa di buono sarebbe bello mettere in pratica questa regola dell’amore
fraterno. Perché creare delle divisioni
quando abbiamo le stesse domande e gli stessi bisogni di base che ci
attanagliano l’anima? Sarebbe bello,
saggio, e costruttivo spendere le nostre energie per qualcosa, e non contro
qualcosa!"
In primus, chi le dice che
IO SONO CONTRO QUALCHE COSA? Sono per la giustizia contro un pazzo furioso come
il Gesù di Nazareth che, contro i principi Costituzionali, ordina di scannare
chi non si mette in ginocchio davanti a lui. Sono per la vita e per il futuro
sociale quando indico nell'attività di Gesù di Nazareth la radice della
pedofilia attuale e la distruzione psichica delle persone costrette a pregare.
In secondo luogo, non facciamo la stessa strada: chi
si assume le sue responsabilità davanti alla vita, non fa la stessa strada di
chi prega la provvidenza del proprio dio padrone e pretende che anche altri si
sottomettano a tale provvidenza. Un cristiano non ha futuro oltre la morte del
corpo fisico: ha gettato la sua vita esaltando la sottomissione (e non potevo
diventare uno Stregone senza assistere a questo). Un Pagano che è vissuto nel
mondo, continua a vivere nel mondo (e non importa come lo percepisce). Io sono
legato emotivamente (che è l'amore, quello di Afrodite, la figlia di Urano
Stellato che sta nel cuore di ogni Essere della Natura, quello che costruisce i
legami della vita) con tutti gli Esseri Animali, tutti gli Esseri Vegetali e
con la società in cui vivo; cosa che non è nei cristiani che, ritenendosi
creati ad immagine e somiglianza di un dio padrone, sono separati dalla vita,
dalla Natura, dalla Società.
E' il cristiano che crea le divisioni nella società,
fra gli Esseri Umani, sentendosi creato ad immagine di un dio pazzo e cretino
(conosco molto bene la bibbia), e per imporre la sua morale di morte. Il
cristiano non chi vive nella vita; agisce per appropriarsi della vita e
sottometterla.
E concludo con delle riflessioni a questo suo
quesito:
" Per cominciare, che c’è di male trovare un
punto d’unione comune nel messaggio cristiano,"
Cosa c'è di male?
Milioni di bambini stuprati!
Milioni di persone macellate dai missionari cristiani
per ordine del loro dio e del pazzo di Nazareth.
Centinaia di culture distrutte per sottometterle al
dio padrone.
Esaltazione del genocidio fino a costruire i campi di
sterminio nazisti (furono costruiti ad imitazione della frusta con cui Gesù
scacciava le persone dal tempio: Hitler).
Spaccio di eroina.
Distruzione del futuro dei ragazzi.
Genocidio dell'infanzia.
Stupro delle donne impedendo loro di abortire.
Stupro delle persone impedendo loro di usare il loro
corpo anche scegliendo come morire.
Imposizione della sottomissione: come in
quell'aberrazione inumana che è il magnificat.
Stupro di chi lavora; con gli omicidi sui posti di
lavoro ed esaltazione della schiavitù, come fa Gesù.
Negazione del diritto allo studio.
Distruzione del futuro sociale con l'induzione al
bullismo e all'incultura.
Minacce di morte alla società civile esponendo il
crocifisso e minacciando sistematicamente i cittadini.
Diffusione dell'AIDS messa in atto dai missionari
cristiani in una feroce lotta al preservativo.
Uso dell'oppio per creare dipendenza nelle persone (i
cristiani fecero tre guerre del'oppio per imporlo ai cinesi).
Terrorismo dei bambini malati e dei loro genitori
messa in atto dalla criminale Teresa di Calcutta.
Genocidio perpetrato da padre Pio a maggior gloria
del suo dio padrone (contro i socialisti).
Distruzione dell'ambiente e delle presenze divine.
Tre miliardi di persone urlano GIUSTIZIA contro il
dio dei cristiani e il loro Gesù!
Ed infine, Lei stesso che ha scritto a me: credere
nel dio padrone non è "gratis" e nemmeno, come dice Lei: "
Negare a priori, senza per’altro nessuna prova che ci sia una causa prima , è
credere veramente nell’assurdo, che è pur sempre un atto di fede. E’ come affermare che dal nulla, può nascere
qualcosa. Io non ho mai visto scaturire
qualcosa dal nulla!".
Credere in un dio padrone significa essere dipendenti
psicologicamente e, in questa dipendenza, si sacrifica la possibilità di trasformare
la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.
Io sono stato all'inizio del Tempo. E non c'era
nessuna volontà creatrice; aspetto sempre che chi lo afferma lo dimostri!
Però non è possibile nessuna dimostrazione, perché la
credenza in un dio creatore è solo uno strumento per costruire la schiavitù
emotiva nelle persone. Rimane un atto di fede; cattivo, perverso e criminale.
Lo dovrebbe conoscere quel detto che il Pazzo di
Nazareth (o chi ne ha descritto, perché come persona non è mai esistito) che
diceva: non puoi amare a vita e sottometterti al dio padrone. O ami la vita o
ti sottometti al dio padrone: o si ama la vita e gli Esseri o li si stuprano.
Il cristiano li stupra!
Rimanga nella sua fede, è un suo diritto sacro. Però
si ricordi che le cose che Lei ha nella sua testa, e nei suoi sentimenti, hanno
un suono dentro di Lei, ma quando escono da Lei ed entrano in altre teste e
toccano altri sentimenti assumono un altro suono.
Cordialmente
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
Ps. Se ci sono degli errori di
scrittura, li sopporti, non ho nessuna voglia di rileggerla o di correggerla.
A questo Giuseppe
replica:
-----Messaggio originale-----
Da: morfeu... [mailto: ...]
Inviato: sabato 10 ottobre 2009 22.33
A: claudiosimeoni
Oggetto: Re:R: Il messaggio cristiano; le
riflessioni della Stregoneria !
Gentile Sig. Simeoni,
io ho detto che mi riconosco
solo nell’invito (che non è un imposizione) di Gesù all’amore fraterno
incondizionato. La mia simpatia per questo messaggio va aldilà del fatto che ci
sia o meno un dio. Può darsi che è come
dice lei che non ci sia nessun dio!
Io sono fuori da ogni credo
religioso, e non frequento nessuna chiesa, e non voglio difendere nessuno
! Chi in nome di Gesù ha commesso
crimini, semplicemente non era un cristiano, ma solo un pazzo criminale, dato
che Gesù addirittura disse di porgere l’altra guancia, e amare anche i nemici,
altro che incitare alla violenza!!!!!!
Io li ho letti tutti i libri
di Castaneda, e sono andato anche oltre. So delle incredibili conoscenze sull’universo
energetico che avevano, per esempio gli stregoni Toltechi,
dato che le ho sperimentate in prima persona.
Inoltre ho letto la bibbia e so che il dio del vecchio testamento è
molto più simile ad un criminale assetato di sangue che al messaggio cristiano;
infatti Gesù non nominò mai Iahvè, essendo in netta
contraddizione con la legge ebraica, la quale predicava in nome di dio la legge
del taglione, mentre Gesù invitava a porgere l’altra guancia. Non per niente
furono proprio gli ebrei a volerlo morto.
Gesù disse anche che se
proprio non volete credere in me, credete almeno alle mie parole di
verità. Tralasciamo la figura di Gesù, e
consideriamo solo le sue parole. Perchè non mi
dimostrate oggettivamente la falsità delle sue parole? Cosa c’è di criminale
nell’invito ad amare il prossimo come se stessi, e anche i propri nemici ? Anch’io come lei amo la vita e la verità.
Non riesco a capire cosa ci
debba dividere se amiamo entrambi la vita e la verità.
Vedo che lei è molto
intelligente, ciò mi porta a riflettere se sono io in errore. Allora cancelliamo il nome di Gesù, e
troviamo il nostro punto d’incontro in questa fede comune: ovvero credere nella
vita e nella verità.
L’ultimo punto che vorrei
capire è se per lei esista solo l’amore dei sensi di Afrodite.
Io credo che, quel sacro
vincolo d’unione che c’è tra madre e figlio, e tra fratelli, sia un amore ben
superiore….
Se sono in errore mi
illumini lei per favore ! Io sono disposto a cambiare idea se qualcuno mi
dimostra che “amare il prossimo come se stessi” è la fonte di tutti mali ! Chi ama veramente prossimo come se stesso da la vita per
l’altro ! Chi in nome di Gesù commette dei
crimini non ama veramente, ma è solo un criminale ! E di falsi cristiani la storia ne è piena !
Cordialmente
Giuseppe
P.S. per favore colga nelle
mie riflessioni solo la voglia di capire e di giungere alla verità. Anche Don Juan ebbe pazienza con Castaneda.
Io rispondo:
-----Messaggio
originale-----
Da: claudio simeoni [mailto:claudiosimeoni@libero.it]
Inviato: domenica 11
ottobre 2009 1.53
A: 'morfeu...'
Oggetto: R: R: Il
messaggio cristiano; le riflessioni della Stregoneria !
Gentile Sig. Giuseppe
Un milione di parole non fanno cambiare a NESSUNO le
proprie convinzioni religiose.
Per quanto parliamo, né io né Lei cambierà le sue
convinzioni religiose.
Però non si parla per far cambiare idea religiosa, ma
per farsi capire.
In questa sua almeno ora dice delle cose. Il Gesù
nella sua testa prende forma.
Lei dice: " io ho detto che mi riconosco solo
nell’invito (che non è un imposizione) di Gesù all’amore fraterno
incondizionato."
Ogni individuo, ogni Essere della Natura, animali e
piante, hanno un trasporto emotivo nei confronti del mondo in cui vivono.
Abbiamo la consapevolezza di far parte di un "tutto" nel quale siamo
germinati e dal quale e nel quale, le specie (e la nostra specie) si sono
evolute. E' una tensione emotiva che ci rende compartecipi della vita e che, in
particolare, lega l'Essere Umano alla propria specie e alla società in cui
vive. Questa pulsione, empatia, viene veicolata culturalmente ed è manifestata
da tutti gli uomini. Viene veicolata, dall'educazione monoteista, in modo da
costruire sottomissione, sensi di colpa, dipendenza, fino a sfociare in
patologie psichiatriche e crimini (c'è chi uccide il proprio amore e chi
distrugge società per amore del suo dio).
Nelle persone molto sensibili la capacità empatica,
predominante nel feto in pancia della madre in quanto regola il mutuo scambio
emotivo fra il feto e la madre, anziché attenuarsi e mettersi al servizio della
ragione, durante la crescita, si scarica sul sentimento in un'affannosa e
spesso angosciosa ricerca di un oggetto a cui legarsi. Questo meccanismo,
proprio dell'uomo e che ha sempre ha condotto l'uomo fin da quando,
unicellulare, stava nel brodo primordiale, viene sequestrato dal cristianesimo
che ne attribuisce l'effetto all'ordine del suo Gesù.
Una pulsione che mi appartiene viene rubata dal
cristianesimo per usarla e costringermi a veicolare le mie pulsioni nei
confronti di un oggetto di cui lui detiene la gestione. La pulsione che serve a
me per costruire le relazioni con il mondo viene stuprata dall'educazione
cristiana per rendermi dipendente da una credenza o da una fede. Le Antiche
religioni non hanno mai preteso di controllare l'uomo e le sue emozioni, ma gli
Dèi fornivano gli strumenti per veicolarle usandole per l'uomo stesso.
Lei dice: " dato che Gesù addirittura disse di
porgere l’altra guancia, e amare anche i nemici, altro che incitare alla
violenza!"
Se Lei legge attentamente il vangelo di Luca 6, 29 e
avesse a cuore la società civile (usando il suo linguaggio dovrei dire "Se
lei amasse la società civile in cui vive") dovrebbe come minimo
indignarsi.
Letteralmente (uso una bibbia pubblicata dalle
Paoline): "A chi ti percuote su una guancia, porgi anche l'altra."
Non dice: "Se voi mi percuotete su una guancia io vi porgo anche
l'altra!" Ma, vigliaccamente, dice agli altri che cosa gli altri devono
fare! E' il padrone che ordina al servo come comportarsi se lui decide di
percuoterlo.
Quando, invece, si riferisce a lui, allora Gesù diventa
criminale: visto che non mi volete come vostro padrone ammazzateli tutti.
Questa, letteralmente, la trova in Luca 19, 27: "Ecco, portate i miei
nemici, quelli che non volevano che io regnassi sopra di loro, e sgozzateli in
mia presenza" che è l'insegnamento fondamentale del cristianesimo. Quelli
che Lei chiama "I valori del cristianesimo".
Lei dice che: " infatti Gesù non nominò mai Iahvè, essendo in netta contraddizione con la legge
ebraica," Non le sembra che questa sia una sua personale interpretazione e
un po' ardita e in contrasto con tutti coloro che indicano la continuità di
padre e figlio nella bibbia e nei vangeli? Che ci stava a fare Elia e Mosè
nell'episodio della trasfigurazione?
Nel Vangelo di Marco, alla domanda del Sommo
Sacerdote (Marco 14, 61) se lui era il figlio del dio padrone, di Iahvé o, come scritto sulle traduzioni, del Benedetto, Gesù
risponde: "Io lo sono, e voi vedrete il figlio dell'uomo assiso alla
destra dell'onnipotente e venire con le nubi dal cielo" Marco 14, 62. Per cui,
quello che dice, non è vero.
Le ricordo che i vangeli parlano di una figura
inventata, la figura storica di Gesù non è mai esistita e, dunque, gli ebrei
non hanno voluto morto nessuno. Esistono i vangeli che descrivono un soggetto
chiamato Gesù, ma non è mai esistito quel soggetto. La radice della parole Gesù
è in "guaritore" ed è la stessa radice greca del nome Giasone che
guarisce col Vello d'Oro.
Per dimostrare la violenza, la cattiveria e
l'attività criminale di Gesù, non ho nessun problema:
http://www.stregoneriapagana.it/infamia.html
Penso che le pagine di analisi dei vangeli siano
sufficienti.
E veniamo al concetto di "verità". Che
cos'è la verità? E' ciò che io conosco e percepisco in questo momento. Solo che
domani mi trasformo e percepisco una diversa verità. Quando ero un feto nella
pancia di mia madre avevo una "verità del mondo"; a cinque anni ne
avevo un'altra; oggi un'altra ancora. Se qualcuno pretende di impormi una verità
esterna a me uccide il mio divenire e le mie trasformazioni: mi deruba del
futuro. Nella religione greca la Verità era una divinità vergine (nessuno la
poteva possedere) ed immobile, Madre Estia. Era il
centro della casa e il senso della vita nell'attimo presente. Solo che Estia aveva una sorella in perenne ricerca di nuove e
diverse verità, ed era Madre Demetra. Così, Demetra modificava Estia ed Estia fissava la nuova
modificazione dentro all'individuo e manteneva quella percezione finché
l'individuo, affrontando il nuovo e lo sconosciuto, spinto da Madre Demetra,
formulava una nuova e diversa verità: una nuova e diversa madre Estia. Madre Estia era a guardia
affinché l'individuo non tornasse indietro, non tornasse nell'utero, non
tornasse a "verità" già superate.
Pertanto, se c'è un punto di partenza questo può
essere solo la LIBERTA'. Altrimenti non si parte. Si è immobili in
convincimenti immodificabili.
Infine, Madre Afrodite non è "l'amore dei
sensi" Madre Afrodite è la pulsione emotiva che dette origine alla vita; è
la pulsione che ci permette, a noi, Esseri della Natura, di distinguere fra ciò
che è animato da ciò che non è animato. Madre Afrodite è ANCHE l'amore sessuale
e sensuale, ma è ogni trasporto emotivo che ci spinge ad andare incontro al
mondo e agli altri. Ciò che spinge gli Esseri del mondo a venirci incontro. E'
un trasporto emotivo che non ammette restrizioni. Quando viene ristretto,
sottomesso, condizionato, si esprime sotto forma di patologia psichiatrica.
Questo perché le relazioni con gli altri sono il fondamento della nostra
esistenza. Madre Afrodite è sorella delle Erinni: l'ultima difesa degli Esseri
della Natura, e dell'Essere Umano nel nostro caso, quando qualcuno tenta di
sottometterci ad una morale coercitiva. La violenza non è solo il rifugio degli
incapaci, ma è anche l'ultima risorsa dei disperati. Nemmeno Padre Zeus ha
modificato Afrodite per trasferirla negli Esseri della Natura. Se non l'avesse
accettata in quanto tale non sarebbe mai nata la vita sul pianeta.
Non è come dice Lei " che “amare il prossimo
come se stessi” è la fonte di tutti mali !", la cosa è ben più grave.
Nel cristianesimo, "amare il prossimo" è
funzionale a distruggere il prossimo. Le ricordo che nei vangeli il termine
carità e amore, sono sinonimi se non la stessa cosa (la carità del dio padrone
è l'amore del dio padrone):
" Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da
mangiare, se ha sete, dagli acqua da bere; perché così ammasserai carboni
ardenti sul suo capo e il Signore ti ricompenserà." Proverbi 25, 21-22 Ripreso
da Paolo di Tarso: "Se è possibile, per quanto sta da voi, vivete in pace
con tutti. Non vi vendicate, carissimi, ma cedete il posto all’ira divina:
poiché sta scritto: “A me la vendetta, io darò ciò che spetta”, dice il
Signore. Anzi, “se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli
da bere; facendo così ammasserai carboni accesi sul suo capo”.” Paolo di Tarso
lettera ai Romani 12, 18-20 Sono "trucchi da baraccone" o
"trucchi retorici" usati dai missionari cristiani per farsi benvolere
e poi agire distruggendo le società fino a trafficare in schiavi.
Cordialmente
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.S. Io non sono né Don Juan, né Castaneda.
Viene così concluso da Giuseppe:
-----Messaggio originale-----
Da: morfeu... [mailto: ...]
Inviato: domenica 11 ottobre 2009 10.05
A: claudiosimeoni
Oggetto: Re:R: R: Il messaggio cristiano; le
riflessioni della Stregoneria !
Con i sui discorsi logici
(tranne quando nomina Zeus e altre divinità che nessuno può provare
l'esistenza) lei mi ha aperto ancora di più i miei orizzonti, e la
ringrazio. Rispetto il suo punto di
vista, e ne tengo conto, perchè le sue sono
riflessioni sensate che meritano rispetto.
A differenza sua io non ho
un punto di vista preciso, perchè non mi sento di
avere nessuna certezza. Sono affascinato
solo dalle parole di Gesù o chi le a scritte a suo nome, senza pretendere che
siano la verità. Queste parole le metto
in pratica senza aderire e sottomettermi a nessuna religione, in piena libertà.
Io credo in una verità
assoluta immutabile, non in una verità relativa in continua evoluzione. Credo
che uno + uno anche fra diecimila anni farà sempre due !
Come credo che l'origine del
tutto siano un mistero insondabile che non può spiegare ne la religione, e ne
nessun'altro.
Non voglio farle perdere
altro tempo...mi congedo augurandole ogni bene per la sua vita, e di raggiungere
i sui scopi, come il suo cuore desidera...
Giuseppe
E qui finisce il
dialogo.
Ho visto Ratzinger
fare delle citazioni fuori luogo e in modo assolutamente inappropriato all’interno
dell’enciclica Spe Salvi. Questo è proprio di ogni
cristiano che, chiuso nella propria ideologia, più che leggere proietta sé
stesso interpretando quello che legge.
Ratzinger aveva già
messo in guardia ogni cristiano: si può discutere di cristianesimo con chiunque
meno che con coloro che considerano il nostro dio il dio padrone.
Ed è vero.
Dimostrata che la
fede del cristiano non è il frutto di ragione, ma solo il frutto di una
patologia psichiatrica da dipendenza che pretende di essere oggettivata come
ragione, al cristiano non restano argomenti con cui imporre la sua fede. Solo
che l’imposizione della sua fede si trasforma in necessità di imposizione; si
trasforma in orrore e strage. Come la storia ha dimostrato.
Ed è a questo che
sono chiamati gli Esseri Umani nella società civile. Sono chiamati a difendere
le Istituzioni e la Società dalle aggressioni assolutiste dei cristiani che,
nell’imporre il loro dio e nell’imporre l’accettazione della loro fede (con l’esposizione
del crocifisso in luoghi pubblici), aggrediscono e distruggono le regole della
democrazia nella società.
Questo dialogo
manifesta un grande problema esistente nella società civile: scrivere milioni
di cose razionali e sagge che non vengono capite da chi rincorre l’affermazione
della propria patologia psichiatrica in difesa di convincimenti elaborati
durante la manipolazione mentale che ha subito. Un problema è grave quando in
una società, per poter gestire gli schiavi, si consente e si favorisce la
manipolazione mentale per imporre patologie psichiatriche che separano gli
individui dalla società rinchiudendoli in una disperata difesa della propria
patologia che si vuole imporre come razionale. Una società malata non è in
grado di costruire nessun futuro!
Marghera, 11 ottobre 2009
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 3277862784
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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