La malizia dei farisei nel vangelo di Matteo
E l'udienza vaticana di Sting e Raoni nel 1996

(testo originale 1998)

di Claudio Simeoni

 

L'incitamento di Gesù all'odio religioso contro i Farisei

(E ogni altro popolo e religione)

Prima parte

 

LA PAGINA CONTIENE:

Matteo: La malizia dei farisei;
Commento al testo "la malizia dei farisei"
Dal quotidiano "La Repubblica" del 29 febbraio 1996
"Nell'udienza in Vaticano Sting evitò aggressione al Papa"
Commento: la malizia dei Farisei e l'udienza Vaticana di Sting e Raoni.

 

Vangelo di matteo 12, 33 37
La malizia dei Farisei

"O voi ammettete che l'albero è buono e allora sarà buono anche il frutto, o ammettete che l'albero è cattivo e allora sarà cattivo anche il frutto, perché dal frutto si riconosce l'albero. Razza di vipere, come potete parlare bene voi, cattivi come siete? Poiché la bocca parla per la sovrabbondanza del cuore.

"L'uomo dabbene, dal suo tesoro buono, cava cose buone; il malvagio, dal suo tesoro cattivo cava fuori il male. Or vi dico che nel giorno del giudizio gli uomini renderanno conto di ogni parola vana che avranno proferita. Poiché sarai giustificato dalle tue parole e dalle tue parole sarai condannato".

Vangelo di Matteo 12, 33-37

COMMENTO: LA MALIZIA DEI FARISEI.

Quando la logica nega se stessa.

Qual è il significato attribuito al termine buono? In che relazione si considera l'albero con l'oggettività affinché sia possibile definirlo buono? In che misura si definisce un albero col termine cattivo? Quando un albero è cattivo?

Non dimentichiamo mai che chi sta parlando non è un Essere Umano, ma il figlio dell'unico dio proprietario del sapere assoluto. Non stiamo parlando di un Essere Umano che usa una metafora, ma di un Essere Umano davanti al quale viene macellata mezza umanità e l'altra mezza viene messa in ginocchio. Un Essere Umano che paragona un Essere Umano ad un albero solo nella misura in cui gli serve il paragone per tacciare l'Essere Umano di infamità. Se questa è la metafora usata, allora vale anche il contrario. Se un albero può essere paragonato ad un Essere Umano, allora vale anche per un Essere Umano essere paragonato ad un albero. Dunque se un Essere Umano ha una coscienza e una consapevolezza, allora anche l'albero ha una coscienza e una consapevolezza attraverso la quale produrre frutti buoni o frutti cattivi., ma dal momento che l'albero e l'Essere Umano sono dei divenuti essi non producono frutti buoni o cattivi, in quanto scelta nel produrre frutti buoni o cattivi, ma si adattano alle situazioni esistenti attraverso le quali modificare se stessi e indurre nell'oggettività le proprie determinazioni che sono buone o cattive rispetto ad una soggettività determinata. Se la soggettività è quella del dio assoluto padrone dell'universo e come tale afferma che il divenuto produce il male, allora vale anche che il male è prodotto dell'oggettività in cui si esprime e dunque appartiene agli occhi di chi guarda gli adattamenti e non al divenuto dell'adattato. Il fatto che all'Essere Umano le bacche del Pungitopo sono velenose non significa che sono cattive, significa che esistono delle condizioni affinché il Pungitopo possa sviluppare il proprio divenuto in quella forma sviluppando sé stesso. Accusare il Pungitopo di essere cattivo solo perché quelle bacche sono immangiabili per l'Essere Umano non ha senso se non nella pazzia di chi pretende che suo padre abbia creato un mondo per il proprio piacere nel sottometterlo.

Se affermiamo che nessun albero è cattivo, in quanto è divenuto adattandosi (e questo come può non saperlo il figlio del dio padrone dell'universo?), allora anche ciascun Essere Umano è un divenuto attraverso una serie di adattamenti per cui nessun Essere Umano può essere considerato cattivo in se, ma il prodotto dell'adattamento all'oggettività nella quale è divenuto.

A Gesù sfugge un'unica cosa nel paragone in cui afferma l'uguaglianza tra l'albero e l'Essere Umano e cioè che se quest'ultimo ha un'anima anche l'albero deve essere considerato alla pari dotato di anima.

Nella stupidità del paragone questo è l'unico elemento reale. Esseri Umani ed Esseri Vegetali sono molto simili sia nel campo energetico che nella via alla conoscenza e alla consapevolezza con una sola eccezione: gli Esseri Vegetali non devono affrontare gli adoratori del macellaio di Sodoma e Gomorra e questi non sono in grado di incidere nel loro percorso di divenire della Coscienza.

La metafora usata da Gesù non ha senso se non per colpire l'attenzione degli astanti. Non ha riferimento nella magia né nel reale, è pura invenzione furbesca. Un'invenzione che conclude parlando accusando gli astanti di essere una razza di vipere, degli Esseri Umani cattivi che parlano per sovrabbondanza del cuore. Gesù omette di dire quali sono le cose cattive. Egli accusa senza affermare, non dice perché loro sono cattivi né si dice cosa loro rispondono. L'affermazione di Gesù è quella che dice che loro sono cattivi, sono proprio cattivi, ma quanto sono cattivi. In cosa consista la cattiveria non viene detto, né viene dimostrato, né si accenna a quanto costoro dicono per giustificare le loro azioni. Non gli si accusa, almeno in questo passo di una azione cattiva, ma gli si accusa di essere cattivi. L'intero loro essere è pervaso dalla cattiveria; essi sono cattivi in quanto sono, non in quanto fanno o agiscono.

In questo senso vale ogni paragone fatto, purché sia inventato e fornisca un'immagine per accusare gli astanti di essere cattivi.

Non aggiunge altro alle sue affermazioni, anzi le accentua parlando dell'uomo buono e del suo buon tesoro e come l'uomo buono è buono in sé perché è buono non perché agisce facendo delle cose. Continua nel discorso minacciando gli astanti. Per che cosa li minaccia? Per le loro azioni? No! Per le loro parole! Perché osano dire che lui va farneticando stupidaggini, ed egli, in qualità di figlio del dio creatore ha paura delle parole in quanto le parole affermano quanto lui nega: Gesù è solo uno sciocco, lo affermano i Farisei in quanto custodi delle tradizioni e di questo Gesù ha paura! Se la sua parola non viene accettata dai custodi della tradizione non sarà mai in grado di diffonderla in Palestina! Ed egli può solo intimidire gli astanti attraverso le minacce nel giorno del giudizio universale cui egli assisterà e giudicherà assieme a suo padre. Chissà che le minacce non portino a sottomettere gli astanti!

Il comportamento della chiesa cristiana è conseguenziale. Le chiese cristiane e quella cattolica in particolare afferma che tutti quelli che non abbracciano la sua "fede" sono cattivi o ispirati dal demonio. Essa dimentica che gli Esseri Umani sono dei divenuti e possono sottomettersi ai suoi eserciti, alle sue minacce, al suo terrore, ma i cristiani non possono "convertire" nessuno in quanto la percezione del circostante è sempre trascendente la ragione, ma immanente rispetto all'individuo. E quando l'Essere Umano si relaziona, il condizionamento del terrore instillato dal dio assassino dei cristiani scompare. Magari l'Essere Umano pensa di trovarsi davanti all'antagonista dei cristiani: Satana, egli non comprende come Satana altro non sia che il rovescio della medaglia del dio dei cristiani usato da questi per costruire una falsa dualità della vita. All'Essere Umano è sufficiente alterare la percezione e descrive quanto vede attraverso il proprio condizionato. Subito ecco la chiesa cristiana pronta a sfruttarne gli effetti per diffondere la sottomissione. L'Essere Umano può non essere in grado di compenetrare la noumenia del circostante, magari può fermarsi alla prima soglia chiamando le immagini con nomi distorti presi dal proprio condizionamento, ma l'esistente è immanente sull'Essere Umano e solo con grande terrore la chiesa cristiana lavora per tenere lontano l'Essere Umano: con la paura del giudizio universale supportata dal terrore dei magistrati assassini pronti a foraggiare di morte il macellaio di Sodoma e Gomorra insieme ai suoi servi.

Dal quotidiano La Repubblica del 29 febbraio 1996
NELL'UDIENZA IN VATICANO
STING EVITO' AGGRESSIONE AL PAPA.

Sting dovette trattenere l'amico indio Raoni che voleva aggredire il papa. Alla fine degli anni 80 Sting portò il capo di una tribù amazzonica in Vaticano. Raoni disse a Giovanni Paolo II: "Il mio Dio dice al tuo che i suoi missionari dovrebbero andarsene dalla terra degli Indios". Il papa fece per andarsene, quando Raoni, che voleva colpirlo, fu fermato da Sting.

COMMENTO: LA MALIZIA DEI FARISEI E L'UDIENZA VATICANA DI STING E RAONI

L'episodio di Sting e del suo amico Raoni, Indio, è sintomatico della realizzazione pratica di questo insegnamento da parte delle chiese cristiane e di quella cattolica in particolare.

Cosa portò alla mattanza degli Indios e alla distruzione della foresta Amazzonica?

Il dio dei cristiani!

Il dio dei cristiani, attraverso gli "insegnamenti" di Gesù sterminò gli Indios e distrusse la foresta Amazzonica per appropriarsi delle ricchezze.

Questa è la realtà! Gli altri sono giochi sofistici atti ad occultare la perfidia dei cristiani e mascherare le loro reali intenzioni. Sul palcoscenico si recita con le parole, le intenzioni emergono dal loro fare. L'Indio Raoni distingue perfettamente il fare dei cristiani dall'insegnamento di Gesù. Li distingue talmente bene da trovarli conseguenziali. Gesù declama i suoi "principi" e i cristiani li traducono praticamente. L'uno esiste in funzione dell'altro; l'uno, senza l'altro, non esiste! Li traducono talmente bene che in Brasile è proibita la parola aborto e la miseria viene sviluppata dai cristiani al fine di possedere schiavi in abbondanza per i loro commerci.

L'Indio Raoni dice a Wojtyla di portarsi via il suo dio, i suoi insegnamenti e la sua miseria premessa indispensabile per ricostruire, sia pur tra grandi difficoltà, il rapporto fra gli Esseri Umani e il loro ambiente in Brasile. Senza il terrore cristiano la vita può riprendere.

Wojtyla, col suo fare dice a Raoni: "Razza di vipere, come potete voi parlare bene, cattivi come siete? Poiché la bocca parla per sovrabbondanza del cuore".

Wojtyla, attraverso i missionari, è responsabile della distruzione e del massacro del popolo Indio. I cristiani hanno distrutto sistematicamente la foresta amazzonica per trarne ricchezze. Hanno depredato in quanto individui incapaci di costruire la vita in un rapporto di reciproco vantaggio fra sé e l'ambiente.

Hanno distrutto per pura avidità!

Hanno massacrato per pura avidità!

Come risponde Wojtyla a questa accusa?

Col suo gesto dice: "Io sono il padrone; dio mi ha dato il diritto di distruggere tutti; il padrone sono io e il tuo dio è una merda; il cristiano è un uomo dabbene e dal suo cuore prende cose buone, gli Indios sono malvagi e dal loro cuore estraggono il male, per questo vanno annientati, immiseriti, derubati insieme alla loro foresta!"

Wojtyla col suo gesto continua dicendo: "Or vi dico che nel giorno del giudizio gli uomini renderanno conto di ogni parola vana che avranno proferita".

Raoni si arrabbia! L'arroganza del Potere di Avere, mentre schiaccia il più debole per il solo piacere di schiacciarlo, è la cosa più squallida che la pulsione di morte abbia inserito nel fare umano!

Potrebbe essere altrimenti? Gli Indios muoiono, la foresta viene distrutta, la miseria dilaga nell'intero Brasile per opera dei cristiani (e non solo in Brasile). Sting interviene per bloccare Raoni. Per bloccare la sua grande rabbia! Il disprezzo per la vita in Wojtyla è immenso e offende ogni Essere Umano che desidera vivere una vita in armonia col circostante.

Raoni ha imparato come deve essere letto questo passo evangelico: Wojtyla ha dimostrato la sua reale interpretazione.

Quando Wojtyla si sciacqua la bocca parlando di rispetto per l'ambiente è solo scenografia per gli sciocchi creduloni; parole vuote pronunciate con l'intento di costringere gli astanti ad aderire alla distruzione della foresta amazzonica e dei suoi abitanti. Quando Raoni dice a Wojtyla di portarsi via i suoi missionari e il suo dio in quanto questi distruggono la foresta amazzonica e gli Indios, Wojtyla, il saccheggiatore, diventa sprezzante. Se Wojtyla ne avesse avuto la possibilità avrebbe condannato a morte Raoni tanto grande è il suo desiderio di continuare a saccheggiare il pianeta e diffondere la miseria a maggior gloria del Gesù di Nazareth e del macellaio di Sodoma e Gomorra.

Scritto nel 1998

 

Vai al libro Gesù: e i Farisei, i fondamenti ideologici dell'odio religioso.

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Aggressione di cristiani alle statue pagane 2015

Gesù e i Farisei

Nella relazione fra Gesù e i Farisei c'è l'insegnamento cristiano alla pratica dell'odio religioso contro chi non si mette in ginocchio davanti al loro dio padrone. Gesù esprime un odio violento incitando, di fatto, al linciaggio di chi non lo riconosce come dio e padrone. Questo insegnamento verrà sviluppato dai cristiani che insanguineranno il mondo distruggendo uomini e popoli in nome e per conto del loro dio padrone.