La dottrina sociale della chiesa cattolica

La dottrina sociale della religione Pagana Politeista

La Costituzione Italiana e l’Unione Europea

Vai all'indice: La chiesa cattolica e le sue strategie di distruzione della societa'

 

Che cos’è una “dottrina sociale”?

Una dottrina sociale è quell’insieme di linee guida che determinano i rapporti sociali, la morale sociale, le relazioni fra gli individui e le loro istituzioni e, in ultima analisi, il sistema giuridico di una società.

Una dottrina sociale mette al centro delle sue affermazioni l’uomo. L’uomo inteso come soggetto sociale.

 

Una dottrina sociale si distingue da un’altra dottrina sociale a seconda del soggetto, inteso come modello di uomo, attorno al quale articola le sue idee di società e  come colloca l’uomo all’interno della società

 

Una società si chiama DEMOCRATICA quando il sistema giuridico si irradia dall’individuo, inteso come soggetto, di un insieme di soggetti della società.

Una società si dice cristiana quando il sistema giuridico si irradia dal dio, inteso come padrone assoluto, agli individui che formano il “popolo di dio”.

 

In una società DEMOCRATICA i diritti sono dell’uomo e i doveri delle Istituzioni. I diritti dei cittadini sono doveri che le Istituzioni devono preservare e garantire per non essere estranee al corpo sociale.

In una società cristiana i diritti, intesi come diritti assoluti, indiscutibili, compreso il diritto al genocidio, sono i diritti del dio padrone che riserva agli uomini il diritto assoluto all’obbedienza.

 

Queste due forme, nella situazione storica attuale, sono mediate dal fatto che l’attuale società democratica emerge dall’assolutismo cristiano. Un assolutismo che non è solo di ordine giuridico-razionale, ma è di ordine psico-emotivo. E’ psico-emotivo in quanto è imposto nell’intimo delle persone. Le persone non riescono a pensare alla loro esistenza senza un padrone dal quale dipendere. Tanto più forte è il fattore di stress e di depressione vissuto da queste persone nella quotidianità, come risposta ai problemi della vita, e tanto  maggiore è il bisogno di dipendenza e di riaffermazione del loro rapporto col dio padrone e con tutta la superstizione che lo determina e lo contorna.

 

Nella storia, di volta in volta, assistiamo a società nelle quali il dio padrone viene sostituito da varie figure. Chi pretende di essere il dio padrone degli Esseri Umani all’interno delle società è il capo dei cattolici, oggi Ratzinger. Il papa dei cattolici è il vicario di dio in terra e quanto il dio in terra fa, il dio che rappresenta conferma. In questo gioco di rappresentazioni il vero dio padrone è il capo dei cattolici, il Ratzinger di turno. Un Ratzinger di turno che trova spesso dei concorrenti con cui spartire il suo dominio assoluto. Hitler è un esempio. Mussolini è un altro esempio. Berlusconi, in Italia, è un altro esempio ancora. Da un padrone assoluto che determina fra gli uomini il volere del dio padrone assistiamo a una pluralità di “dio padroni” che si spartiscono il potere e il dominio sugli gli Esseri Umani nelle singole società. Magari se lo contendono usando i cittadini come tifosi di una fazione di un dio padrone contro l’altra fazione di un altro e diverso dio padrone.

 

La società assoluta, voluta dal dio padrone, tende sempre a riprodursi in ogni società democratica. Questo perché, se è vero che possiamo definire razionalmente una società assolutista cristiana, una società democratica si è sempre sottratta dall’affrontare l’assolutismo cristiano. Perché? Perché l’assolutismo cristiano sta alla base della ribellione degli uomini rispetto all’assolutismo cristiano. In altre parole, la società democratica non è “altro dal cristianesimo”, ma è ancora interpretazione del cristianesimo. E’ un tentativo di reinterpretare il cristianesimo avvicinandosi maggiormente ai bisogni dell’uomo e allontanandosi, un pochino, dall’assolutismo del dio padrone. Per questo motivo in una società democratica, anche se i principi si definiscono attraverso una Costituzione, le persone delegate ad affermare questa Costituzione giocano ad interpretare i principi in funzione della riaffermazione del diritto assoluto del dio padrone nei confronti dei cittadini. Come se il diritto Costituzionale non fosse una concessione dei cittadini nei confronti delle Istituzioni, ma un atto di magnanimità del dio padrone, delle Istituzione, nei confronti dei cittadini. Un atto di magnanimità che viene sospeso qualora i cittadini non siano obbedienti all’assolutismo del dio padrone (sospensione possibile in una società clerico-fascista, in quanto i diritti sono concessi; sospensione che diventa atto di terrorismo in una società democratica in quanto, chi li sospende, commette un atto di eversione delegittimando il proprio ruolo).

 

La contraddizione nella quotidianità delle persone fra diritto e interpretazione del diritto in base all’educazione assolutista cristiana ricevuta, è alla base di ogni conflitto sociale.

 

Proviamo a leggere il modello sociale che Gesù ritiene sacro fra gli Esseri Umani. Il cattolicesimo si distingue per i suoi principi e questi principi sono descritti all’interno dei vangeli cristiani che vedono il diritto del dio padrone assolutamente insindacabile.

Dice il Gesù dei cristiani:

 

“Chi di voi, avendo uno schiavo ad arare o a pascolare il gregge, quando è di ritorno gli dice: “Vieni subito a metterti a tavola?”. Non gli dirà piuttosto: “Preparami a desinare e sii pronto a servirmi, finché io abbia mangiato e bevuto, poi anche tu mangerai e berrai?”. Si riterrà forse obbligato verso quello schiavo, perché ha fatto quello che il padrone gli ha comandato? Così anche voi, quando avrete compiuto tutto quanto vi è stato comandato, dite: “Siamo servi inutili! Abbiamo fatto il nostro dovere”.” Luca 17,  7-10

 

In questo passo Gesù ribadisce il diritto al possesso degli Esseri Umani. Gesù, e per esso il cattolicesimo, eleva a sacralità il “diritto del padrone” di disporre di un servo il cui unico desiderio è quello di essere posseduto ed usato dal suo padrone.

Per Gesù e il cristianesimo non esiste un diritto del servo. Ogni cosa che il servo riceve, in alternativa al diritto assoluto del suo padrone di annientarlo, diventa “dono di dio”. Cosa si può aspettare il servo dal suo padrone? Annientamento, tortura, vessazione. Il padrone non ha solo il diritto ad annientare, torturare, vessare, gli individui, ma ha il diritto di aspettarsi dallo schiavo un atteggiamento psichico di attesa dell’esercizio del suo diritto a torturarlo, vessarlo, annientarlo. E’ il concetto cattolico di peccatore. Tutti sono peccatori e, dunque, tutti devono aspettarsi l’ira del padrone. Pertanto, l’ira della santa inquisizione; l’ira del re; l’ira del padrone; l’ira della polizia che tortura; ecc. Questo assolutismo viene mediato dal cattolicesimo (e lo vediamo in altri passi del vangelo) dal concetto di buono. Perché il dio di Gesù è buono? E’ buono perché “trattiene la sua ira”. Perché non fulmina le persone che rivendicano i loro diritti, ma aspetta per cucinarli a fuoco lento che siano cresciuti e poi “separare il grano dall’olio”. Solo che il concetto del dio padrone assoluto come “elevazione” a divino di una relazione sociale, fa della società cristiana una società schiavista.

Una società schiavista voluta e benedetta da Gesù che indica ai suoi ascoltatori la via della schiavitù. Una schiavitù alla quale i suoi ascoltatori si devono sottomettere considerando sé stessi esseri inutili proprio quando hanno fatto il loro dovere.

Da questo deriva la logica cristiana che viene correttamente espressa dal nazismo attraverso i campi di sterminio e i forni crematori in quanto, appunto, gli ebrei, per i cristiani, erano servi inutili.

Voi, dice Gesù, dovete convincere voi stessi che siete servi inutili. Voi, dice Ratzinger, dovete convincere voi stessi di essere dei servi inutili. Voi, dice Berlusconi, Veltroni, Casini, Fini, Napolitano ecc., dovete convincere voi stessi di essere dei servi inutili.

 

A questo modello cristiano si contrappongono i modelli Costituzionali. Modelli Costituzionali che impongono DOVERI alle Istituzioni affinché quei modelli Costituzionali possano funzionare. Senza l’assunzione di doveri da parte delle Istituzioni, il modello Costituzionale non funziona.

I Principi Fondamentali della Costituzione Italiana sono i DOVERI delle Istituzioni.

Il dio padrone, lo stato armato da un esercito, è giuridicamente autorizzato ad esercitare la gestione dello Stato SOLO nella misura in cui alla base della sua azione c’è l’assunzione dei DOVERI che i principi fondamentali della Costituzione impongono. Senza quei doveri, le Istituzioni dello Stato Italiano si trasformano in organizzazioni terroristiche le cui finalità sono quelle dell’eversione dell’ordine DEMOCRATICO.

 

Proviamo a prendere in considerazione l’articolo uno della Costituzione:

 

1 L’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

 

Che cosa implica a livello giuridico?

Significa che chiunque costruisce delle condizioni “angosciose”, pericolose, psicologicamente aggressive, nei confronti di chi lavora, inteso come soggetto che svolge delle mansioni, deve essere soggetto ad inquisizione per attentato al dettato Costituzionale. Chi costruisce delle condizioni pericolose provocando incidenti sui posti di lavoro; chi costruisce situazioni mobbing; chi ricatta i lavoratori; chi rende il lavoro precario; per questo principio Costituzionale è UN TERRORISTA!

Questo dice la Costituzione!

Quale magistrato ha applicato questo suo dovere nei confronti dei cittadini?

Quale magistrato ha perseguito chi ha assassinato i lavoratori per reati di terrorismo?

I magistrati non si suono nutriti dal dettato Costituzionale dal quale hanno fatto procedere i loro doveri, ma si sono nutriti dal catechismo della chiesa cattolica che li ha convinti di essere, loro, i padroni dei cittadini. I cittadini che rivendicano i loro diritti sono legittimati dalla Costituzione mentre, invece, sono bollati come terroristi dai cristiani. I cristiani considerano TERRORISTA ogni persona che rivendica i propri diritti nei confronti del dio padrone. Un dio padrone che, per i cristiani, è colui che legittima i proprietari di individui i quali, per i cristiani, possono solo rivendicare di essere posseduti dai loro padroni:

 

“Schiavi, obbedite in ogni cosa ai vostri padroni secondo la carne, non solo quando vi vedono, come per piacere agli uomini, ma con sincerità di cuore, per timore del signore. tutto quello che fate, fatelo di cuore, come per il signore e non per gli uomini, sapendo che riceverete in ricompensa l’eredità dalle mani stesse di dio. E’ a cristo signore che voi servite. Chiunque, invece, commette ingiustizia, commetterà secondo l’ingiustizia commessa: non vi sarà accettazione di persone.” Paolo di Tarso, lettera ai Colossesi 3, 22-25

 

“Servi siate sottomessi con ogni rispetto ai vostri padroni, non solo a quelli che sono buoni o ragionevoli, ma anche a quelli di carattere intrattabile. poiché piace a dio che si sopportino afflizioni per riguardo verso di lui, quando si soffre ingiustamente. infatti che gloria vi è nel sopportare di essere battuti, quando si ha mancato? Ma se voi, pur avendo agito rettamente, sopportate sofferenze, questo è gradito davanti a dio. Anzi è appunto a questo che voi siete stati chiamati, perchè Cristo pure ha sofferto per voi , lasciandovi un esempio affinché ne seguiate le orme.” I Pietro 2, 18-21

 

Ne consegue che l’omicidio sui posti di lavoro viene chiamato dai cristiani “incidente” (o volontà del loro dio padrone), mentre dalla Costituzione della Repubblica assassinio con finalità di eversione dell’ordine democratico. Lo stesso avvenimento ha due chiavi di lettura diverse a seconda che si faccia riferimento alla società assolutista cristiana o alla società come descritta e imposta dalla Costituzione della Repubblica.

 

Lo stesso discorso vale per l’articolo 2 della Costituzione della Repubblica che impone alle Istituzioni comportamenti che vengono, nella pratica quotidiana, sistematicamente disattesi giocando sul fatto che ai cittadini è stata sottratta, mediante la violenza dell’imposizione dell’educazione alla sottomissione al dio padrone, la consapevolezza del loro ruolo di cittadini all’interno della Repubblica:

 

2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle forme sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

 

Sono le Istituzioni che devono garantire i diritti dell’individuo sociale. In altre parole, è il dio padrone che deve garantirmi i diritti rispetto a sé stesso e quando non lo fa è un TERRORISTA!

Riconoscere e garantire ciò che è previsto dalla Costituzione!

E’ sul riconoscere e garantire ciò che è manifestato dalla Costituzione che distingue le Istituzioni Democratiche da bande mafiose che tentano di destabilizzare la società civile. Quando questo avviene TUTTI I CITTADINI SONO CHIAMATI ALLE ARMI PER DIFENDERE UNA COSTITUZIONE IN PERICOLO!

Il dovere delle Istituzioni è rendere operativa la Costituzione della Repubblica e i suoi principi. Ogni ritardo equivale ad una atto di terrorismo eversivo specialmente se tale ritardo comporta minacce ai cittadini in base a principi estranei alla Costituzione come fu, per esempio, l’assunzione in toto del Codice Rocco le cui disposizioni giuridiche erano proprie di un regime clericale-fascista al cui centro c’era il diritto del dio padrone di aggredire i cittadini.

Gli stessi doveri delle Istituzioni sono definiti nell’articolo 3 della Costituzione della Repubblica:

 

3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza discriminazione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 

I doveri non solo un qualche cosa di aleatorio o qualche cosa di astratto relegato nelle fantasie. I doveri sono disposizioni ASSOLUTE. Disposizioni assolute che, una volta violate, rendono criminale ogni azione fatta dalle Istituzioni rendendo le Istituzioni, di fatto, delle organizzazioni criminali spesso con connotazioni mafiose.

Il “rimuovere gli ostacoli” non è relativo a quello che il dio padrone pensa come “ostacoli”, ma è relativo a quanto i cittadini percepiscono come ostacoli di ordine economico e sociale che interferisce, impedisce o danneggia, la loro esistenza.

Limitare l’uguaglianza dei cittadini, come ha fatto Aldo Moro o Bachelet che hanno messo al centro della loro azione sociale i diritti del dio padrone, non è un atto di “dialettica politica”, ma un’attività criminale di devastazione Istituzionale. La Costituzione è lo spartiacque delle Istituzioni fra diritto e crimine. Diritto e crimine come interpretazione delle azioni che vengono fatte dalle Istituzioni e da chi le Istituzioni ha il dovere di farle funzionare in relazione ai suoi doveri Costituzionali.

Azioni che hanno il carattere di attentato al dettato Costituzionale quando dei cittadini, per le loro funzioni, si ergono al di sopra e al di là della legge. Come è avvenuto col lodo Alfano. Il lodo Alfano, infatti, è la riaffermazione dei diritti del dio padrone di non esser perseguito per i suoi delitti. Un po’ come durante le contestazioni all’università La Sapienza di Roma i cittadini sono stati insultati perché si sono permessi di criticare Ratzinger come se Ratzinger fosse al di sopra o al di là della Costituzione.

 

Un Ratzinger che continua a riaffermare il diritto del suo dio padrone a stuprare i diritti Costituzionali dei cittadini impedendo, da un lato l’esercizio della critica e dall’altro pretendendo di sottrarre il suo dio padrone, il suo Gesù, sé stesso e le Istituzioni che lo servono, alla legge e al giudizio dei cittadini.

Sono pretese che hanno lo scopo di offendere il dettato Costituzionale attraverso interpretazioni che spesso hanno del ridicolo.

Dice la Costituzione della Repubblica nell’art. XVIII quarto comma delle disposizioni transitorie e finali:

 

“La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato.”

 

Chiamarsi fuori dalla Costituzione è proprio di chi non vuole sottostare alle leggi, come è avvenuto per Berlusconi, Schifani, Fini e Napolitano, che hanno emanato una legge per non rispondere né della legge né dei loro doveri Costituzionali offendendo tutti i cittadini.

L’azione di offesa della Costituzione è stata fortemente voluta da Ratzinger.

 

Ratzinger, nella sua lettera “Nulla da temere se uniti a Cristo” del 14 gennaio 2009 ribadisce il concetto di monarchia assoluta di cui egli, in quanto vicario del suo padrone Gesù è rappresentante:

 

“Più importante ancora è constatare che solo in queste due Lettere è attestato il titolo di "capo", kefalé, dato a Gesù Cristo. E questo titolo viene impiegato a un doppio livello. In un primo senso, Cristo è inteso come capo della Chiesa (cfr Col 2,18-19 e Ef 4,15-16). Ciò significa due cose: innanzitutto, che egli è il governante, il dirigente, il responsabile che guida la comunità cristiana come suo leader e suo Signore (cfr Col 1,18: "Egli è il capo del corpo, cioè della Chiesa"; e poi l’altro significato è che lui è come la testa che innerva e vivifica tutte le membra del corpo a cui è preposta (infatti, secondo Col 2,19 bisogna "tenersi fermi al capo, dal quale tutto il corpo riceve sostentamento e coesione"): cioè non è solo uno che comanda, ma uno che organicamente è connesso con noi, dal quale viene anche la forza di agire in modo retto.

In entrambi i casi, la Chiesa è considerata sottoposta a Cristo, sia per seguire la sua superiore conduzione - i comandamenti -, sia anche per accogliere tutti gli influssi vitali che da Lui promanano. I suoi comandamenti non sono solo parole, comandi, ma sono forze vitali che vengono da Lui e ci aiutano.”

 

Dice Ratzinger: “E’ cristo il padrone: E IO LO RAPPRESENTO!”. Dunque, la chiesa sottoposta al mio padrone e tutti sottoposti a me che sono il capo dei rappresentanti del dio padrone.

All’interno della società democratica, senza che nessuna Istituzione si senta in dovere di riaffermare i principi Costituzionali, di cui ogni Istituzione nazionale dovrebbe essere garante, Ratzinger si permette di continuare a rivendicare di essere il padrone delle persone senza che alle persone venga chiarito il significato criminale delle sue affermazioni.

Quando le Istituzioni non chiariscono RAZIONALMENTE il significato criminale di quelle affermazioni, devono intervenire le contraddizioni storiche e sociali che attraverso scontri drammatici devono liberare l’uomo da orrori che con un po’ di intelligenza e di ossequio alle leggi avrebbero potuto facilmente essere evitati e superati.

 

E’ il caso di oggi in Bolivia.

Oggi 25 gennaio 2009 in Bolivia si tiene un referendum per l’approvazione della Costituzione della Repubblica.

In questa Costituzione è ben precisata la necessità di uscire dall’orrore assolutista cristiano che da sempre non solo ha danneggiato le società civili, ma è stato usato dal colonialismo per riaffermare il proprio diritto a dominare gli uomini in nome del dio padrone.

Scrive il giornale la Stampa:

 

 

Bolivia, la riforma degli indigeni

25/1/2009 (8:48)

 

Oggi il voto sulla nuova Costituzione che concede più poteri alle comunità egli aymara e dei quechua.

Morales: «Così metteremo fine al colonialismo»

 

LA PAZ (BOLIVIA)

La Bolivia è di fronte ad una svolta. Oggi quattro milioni di elettori sono chiamati a pronunciarsi sul progetto di una nuova Costituzione che dà spazio al mondo indigeno aymara e quechua e rafforza i poteri dello stato, in particolare riguardo alle risorse naturali. La vittoria del sì potrebbe far rimanere al potere fino al 2014 Evo Morales, ex sindacalista dei "cocaleros" e primo presidente indio della storia del paese.

La nuova carta fondamentale, ha dichiarato alla vigilia del voto Morales, intende «decolonizzare» la Bolivia, aiutandola a emanciparsi dall’influenza degli ex coloni spagnoli. In base a questo progetto lo stato boliviano si separerà dalla Chiesa cattolica, diventando indipendente da qualsiasi religione. «Questa costituzione darà a tutti le stesse opportunità, diritti e responsabilità» ha spiegato Morales, incontrando i giornalisti a La Paz. «Gli indigeni tradizionali, che sono poveri ma numerosi, si uniranno finalmente agli indigeni contemporanei, che sono pochi ma ricchi».

Proprio per questo, d’altronde, gli «indigeni contemporanei» - come Morales ama definire i meticci e l’opposizione bianca - temono che la proposta del presidente non tenga il dovuto conto della crescente popolazione urbana che mescola la tradizione con la nuova identità occidentale globale. «L’idea della Costituzione è quella di far sì che gli indios non siano più invisibili» spiega lo storico Fernando Cajias. «Il problema - aggiunge - è che creerà tutto un nuovo mondo di invisibili», quello dei boliviani meticci. La carta, che dovrebbe essere approvata con facilità dal referendum di oggi, prevede la convocazione, il prossimo dicembre, di nuove elezioni generali in cui Morales potrebbe candidarsi per un secondo mandato da cinque anni.

La riforma garantirà poi una notevole autonomia a 36 «nazioni» indigene, oltre che a diversi Stati orientali governati dall’opposizione. A entrambi verrà attribuito un generico «uguale rango» che non riuscirà a favorire una soluzione dell’eterna lotta per lo sfruttamento delle fertili pianure orientali. Nel tentativo di redistribuire il territorio, la costituzione limiterà altresì le proprietà terriere a 5mila o 10mila ettari, scelta che spetterà agli elettori. Se la nuova carta passerà, il futuro Congresso avrà seggi riservati per le minoranze indigene, che dovranno così spartirsi il potere con le autonomie degli Stati orientali. Alle operazioni di voto saranno presenti osservatori internazionali, in particolare dell’Oea (Organizzazione degli Stati americani) e dell’Unione europea.

 

Tratto da:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200901articoli/40365girata.asp

 

La chiesa cattolica, in base agli insegnamenti del suo dio padrone e di Gesù, ha fatto dell’ingiustizia e della distruzione dell’uomo il fine della sua azione. Liberarsi dall’orrore cattolico diventa un elemento fondamentale per costruire il proprio futuro sociale.

CIO’ CHE NON E’ AVVENUTO IN ITALIA.

In Italia i politici sono più legati ad imporre i principi dell’ideologia nazista (magari condannano gli orrori nazisti) che non attenti al dettato Costituzionale. Spesso la Corte Costituzionale deve intervenire per rimuovere leggi e norme che stridono con i principi fondamentali della Costituzione e la propaganda dei media cerca di non far comprendere ai cittadini che quella norma, in realtà, era un atto di terrorismo nei confronti della società civile. Per quella norma illegale i cittadini hanno sofferto ed urlato giustizia proprio nei confronti di quei politici che quella norma non hanno mai voluto rimuovere.

Democrazia e assolutismo sono due tipi di regimi che si scontrano continuamente dove chi vuole il regime assolutista attenta alle norme democratiche evocando bisogni dei cittadini che non esistono o problemi che essi stessi creano per proprio vantaggio: come Berlusconi e il caso Alitalia!

 

Quando Ratzinger afferma:

 

“Per il mondo pagano, che credeva in un mondo pieno di spiriti, in gran parte pericolosi e contro i quali bisognava difendersi, appariva come una vera liberazione l'annuncio che Cristo era il solo vincitore e che chi era con Cristo non aveva da temere nessuno. Lo stesso vale anche per il paganesimo di oggi, poiché anche gli attuali seguaci di simili ideologie vedono il mondo pieno di poteri pericolosi. A costoro occorre annunciare che Cristo è il vincitore, così che chi è con Cristo, chi resta unito a Lui, non deve temere niente e nessuno. Mi sembra che questo sia importante anche per noi, che dobbiamo imparare a far fronte a tutte le paure, perchè Lui è sopra ogni dominazione, è il vero Signore del mondo.” Ratzinger, nella sua lettera “Nulla da temere se uniti a Cristo” del 14 gennaio 2009

 

Dice, in sostanza, che il diritto Costituzionale è pericoloso e da esso bisogna difendersi sottomettendosi al dio padrone, al suo cristo che sarebbe il vincitore contro la libertà dell’uomo di riaffermare sé stesso nella sua oggettività.

Al cristiano tutto incute paura: la paura nel suo dio padrone lo rassicura contro l’ansia di un mondo vivo.

I principi Costituzionali impongono rispetto e applicazione. Applicare a sé stessi i principi Costituzionali imponendosi dei doveri, incute paura. Il principio Costituzionale è animato da un vivo spirito che chiama gli Esseri Umani a rivendicarlo, rivendicando i diritti per sé stessi e i doveri per le Istituzioni: per chi si pensa dio padrone.

Così il cristiano sogna il “cristo vincitore” sui principi Costituzionali; sui doveri di applicazione dei principi Costituzionali. Il “non pagare le tasse” viene vissuto dal cristiano come una vittoria di cristo sui doveri Costituzionali. Non dover rispettare il diritto di opinione  o il diritto alla libertà di stampa o di religione, viene vissuto dal cristiano come la vittoria di cristo sulle angosce dell’uomo che, costretto ad attrezzarsi per vivere in un mondo in cui c’è libertà religiosa o libertà di espressione, è costretto a giustificare le sue idee e la sua religione, anziché imporla. Non è più credibile perché è il rappresentate del dio padrone o perché farfuglia “In verità, in verità vi dico...”, ma è credibile soltanto nella misura in cui giustifica e argomenta le sue idee. Argomentare significa lavorare. Significa criticare. Significa ricercare. Significa analizzare. Significa sperimentare. E nel lavorare, criticare, ricercare, analizzare, si affronta lo sconosciuto divenendo in esso svelandolo.

Chi segue la Costituzione della Repubblica non ha certezze di verità, ma coerenza con i principi Costituzionali; chi segue il cristo dei cristiani non ha ideali se non quello di essere solo “un inutile servo”. Le paure imposte dal dio padrone ad ogni cristiano sono le paure che ostacolano l’uomo nelle relazioni con il mondo.

Quando la Costituzione della Repubblica dice:

 

11 L’Italia ripudia la guerra come strumento d’offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

 

Non lo dichiara come atto di debolezza, ma come atto di forza e di potere. L’individuo Costituzionale può comprendere l’altro. Ci può discutere. Può trovare degli accordi. Cosa che non può fare il seguace di cristo che deve uccidere chi non si sottomette perché lui è il vicario del dio padrone e non vi è altro modo per rapportarsi col dio padrone se non accettando la sottomissione.

In questi giorni abbiamo assistito ad un esempio di questo da parte del Presidente USA Obama. Io non so come sarà domani, ma oggi ha dichiarato che non vuole giocare con i missili in Iran, ma vuole parlare, discutere. Fermare quello che lui chiama “terrorismo” non macellando, ma discutendo. Misurandosi. Cosa che i militari italiani che sono andati in Iraq hanno dimenticato: dovevano difendere la Costituzione e, invece, l’hanno offesa!

 

Il regime assolutista cristiano ha paura del mondo Democratico. Anziché attrezzare le persone per vivere appieno le condizioni del loro quotidiano Ratzinger incita alla violenza e al terrore “...Lui è sopra ogni dominazione, è il vero Signore del mondo.”. Distruggere la Costituzione affinché gli uomini siano dominati dalla paura. Impedire alle persone di diventare consapevoli dei loro diritti Costituzionali affinché sia possibile svuotare di significato e di senso i principi Costituzionali e permettere il trionfo dell’assolutismo clericale-fascista in nome di “...Lui è sopra ogni dominazione, è il vero Signore del mondo.”.

 

Dice il Gesù dei cristiani:

 

“E chi di voi per quanto si preoccupi, può aggiungere alla durata della sua vita un solo cubito? E perché darsi tanta pena per il vestito? Guardate come crescono i gigli nel campo: non lavorano, né filano; eppure vi assicuro che nemmeno Salomone, in tutta la sua gloria, non fu mani vestito come uno di essi. Or, se dio veste così l’erba del campo, che oggi è e domani vien gettata nel forno, quanto più vestirà voi, gente di poca fede? Non vogliate, dunque, angustiarvi dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Di che ci vestiremo?” Di tutte queste cose, infatti, si danno premura i pagani; or, il padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutto questo. Cercate prima di tutto il regno di dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date per giunta.” Matteo 6, 27-34

 

E’ il disprezzo per la società. Cittadini che non devono essere attenti alla società. Non devono arricchirla, ma devono ignorarne i bisogni e le necessità. Ci pensa il dio padrone. Basta che le persone cerchino il dio padrone, il regno di dio e la sottomissione al suo arbitrio che chiama giustizia.

La Costituzione Italiana ha dovuto porre rimedio a questo disfacimento apocalittico imposto dai cristiani.

Nell’articolo 4, la Costituzione della Repubblica chiama i cittadini ai loro doveri. Doveri che sono attenzione per che cosa mangeranno, per che cosa berranno, ma soprattutto per la cultura sociale che deve essere sviluppata per lasciarla in eredità alle future generazioni:

 

4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

 

Quel dovere a svolgere mansioni che arricchiscano la società civile in contrapposizione alle idee sociali del cristianesimo che fanno del saccheggio della società civile motivo di arricchimento dei singoli individui che si identificano col dio padrone (e la sua ideologia nazi-fascista) in disprezzo dei bisogni e delle necessità sociali.

 

La società cristiana e la società Pagana non hanno nessun punto in comune. Mentre nella società cristiana il padrone è un ente separato dagli uomini e dalla società, nella società Pagana, ben definita dalle Costituzioni occidentali, l’uomo è il soggetto sociale che costruisce il futuro e le Istituzioni sociali sono portatori di doveri. Doveri che vengono omessi quando le Istituzioni sono usate per aggredire e violentare la società civile, la Costituzione e i diritti sociali.

Quando le Istituzioni si trasformano in organizzazioni di TERRORISMO obbligano i cittadini ad intervenire per ripristinare la legalità democratica.

Marghera, 26 gennaio 2009

 

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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