Dioniso e Gesù
nel significato del Fungo Sacro e la Croce
di John Allegro

Dioniso violentato dai cristiani

di Claudio Simeoni

Il libro, Gesù di Nazareth: l'infamia umana, è in correzione e di prossima pubblicazione

Dioniso e Gesù

L'ammanita muscaria e la croce

La figura di Gesù è la figura di un individuo mai esistito, ma confezionata usando vari modelli letterari che cercarono di veicolare gli elementi emotivi e psicologici di tradizioni religiose in un modello di uomo che fungesse da catalizzatore psicologico in cui bloccare il divenire dell'uomo.

Quali e quanti furono questi modelli letterali?

Difficile dirlo perché il modello Gesù non fu confezionato in una sola volta, ma fu confezionato in tempi diversi, modificato sistematicamente per ottenere il miglior risultato che consisteva nel coinvolgere nella sottomissione il maggior numero di persone possibili.

Di modelli di Gesù ce ne sono stati a decine e ogni modello successivo, o ogni variazione, non completava la precedente, ma modificava radicalmente la precedente per rendere l'idea della sottomissione precedente più funzionale ad un nuovo e diverso momento presente. Vendere la figura di Gesù in un ambiente ebraico attraverso l'esaltazione dello zelotismo, non era la stessa cosa di vendere la figura di Gesù in un ambiente neoplatonico o vendere la figura di Gesù in ambiente Romano.

Come si può leggere dai vari vangeli "ufficiali" e "gnostici" fino alle modificazioni introdotte nel medioevo, fu un parto assai difficile. Servì molto tempo per elaborare i vangeli; molte lotte e molte contraddizioni. I filologi hanno inoltre rilevato come parti importanti dei vangeli usati dalla chiesa cattolica siano state aggiunte nel medioevo. Come, ad esempio la parte della resurrezione di Gesù in Marco o il discorso sul verbo in Giovanni o, ancora, l'episodio della lapidazione dell'adultera con la famosa frase "chi è senza peccato scagli la prima pietra".

L'altra questione, sempre lasciata in sospeso, chiedeva alle persone: quali tensioni emotive hanno spinto le persone ad inventarsi un Gesù?

Messianesimo come veicolazione della speranza di un diverso mondo e catastrofismo da fine del mondo come realizzazione della distruzione di un presente che angoscia, stanno alla base dell'ideologia cristiana. Un'ideologia religiosa chiusa al futuro in una perenne angoscia che si rinnova di generazione in generazione.

Ma, quali sono le pulsioni intime della religione cristiana?

Da dove nasce la pulsione fobica anti-sessuale del cristianesimo? L'impotenza sessuale di Paolo di Tarso (Paolo di Tarso chiama "dono del suo dio" la sua impotenza sessuale) come viene ad inserirsi e come modifica un ambiente pulsionale emotivo attivo?

Sono interessanti le tesi di John Allegro espresse nel "Il fungo sacro e la croce" perché ci mostra un ambiente antico in cui la centralità emotiva-pulsionale era la sessualità. Una sessualità che molti, compreso Paolo di Tarso, intendevano reprimere sia per questioni di "potere personale di dominio delle persone", come Paolo di Tarso stesso, sia per questioni di conflitti emotivi, sociali ed esistenziali, come i Neoplatonici, i cinici e altri.

In un ambiente pulsionale sessuale estremamente attivo e disinibito si sviluppavano delle tensioni di controllo e di dominio delle persone che potevano passare essenzialmente attraverso il dominio della sessualità

Se dovessimo usare una categoria freudiana, potremmo dire che i cristiani hanno incarnato quell' "invidia della sessualità", l' "invidia del piacere sessuale", che da un lato reprimevano per riaffermare il loro dominio sociale e dall'altro lato lo usavano in maniera morbosa e personale, come sigilli al loro dominio con cui riaffermano il loro dominio e il loro possesso sulle persone. La sessualità, per i cristiani, assunse la funzione della marchiatura degli individui posseduti.

L'ambiente in cui si sviluppa il cristianesimo è un ambiente sessualmente attivo. Un ambiente dove la disciplina della sessualità spesso avviene all'interno delle religioni misteriche. Diventa interessante elencare e cogliere le affinità interpretate da John Allegro fra Dioniso e il Gesù dei cristiani. I cristiani per aggredire la sessualità delle persone e dominarle, devono estremizzare la potenza sessuale al limite dell'immaginabile, attribuirla al loro dio padrone e costringere le persone, sessualmente attive, a prostrarsi davanti alla sessualità assoluta che attribuiscono al loro dio padrone. Dopo di che, si allontana l'immagine sessuale del loro dio padrone dalla percezione culturale del significato delle parole con cui si attribuiva al dio padrone e si costringono le persone a rinunciare alla sessualità affinché si sottomettano con più facilità al loro dio padrone. Così, ad esempio, i simboli fallici diventano un simbolo di sofferenza. Anziché rappresentare l'apoteosi del piacere sessuale, rappresentano l'apoteosi della sofferenza in funzione di un'apoteosi di sottomissione assoluta che esalti la chiesa cattolica come padrona degli uomini

Scrive John Allegro in "Il fungo sacro e la croce":

"Lo straordinario passo avanti che ora è possibile nelle nostre ricerche sull'origine delle mitologie e dei culti del Vicino Oriente dipende dalle abilità di realizzare questi deciframenti. Oggi siamo in grado di scomporre nomi di Dèi come Zeus (Giove) e Yahweh/Jehovah (Geova), e nomi di eroi come Dioniso e Gesù perché è possibile penetrare le barriere linguistiche imposte dai differenti linguaggi in cui le loro rispettive letterature ci sono pervenute. Possiamo spingerci indietro oltre il greco dei classici e del Nuovo Testamento e l'ebraico del Vecchio Testamento fino ad una fonte linguistica comune a tutti.

Inoltre, come ci si poteva aspettare da un'area geografica così limitata come il Vicino Oriente, scopriamo non solo che i nomi hanno una derivazione comune ma che alcune delle idee religiose variamente espresse dalle diverse culture provengono dalla stessa idea basilare. Le forme di adorazione, per quanto ci è dato ricostruirle in base alla scarsa documentazione letteraria e archeologica di cui disponiamo, possono apparire prive di qualsiasi rapporto; le storie che circolavano sugli Dèi e sugli Eroi possono riflettere origini sociali ed etniche diverse; ma i temi che stanno alla loro base si sono spesso rivelati gli stessi. Gli adoratori di Dioniso aprivano le loro processioni cultuali innalzando un pene eretto, mentre quelli di Gesù simboleggiavano la loro fede con un pesce e una croce, ma, essenzialmente, rappresentavano tutti il tema comune della fecondità e il potere creativo del dio." Pag. 24-25

Da un contesto culturale che brilla per l'assenza di fobie, gli ebrei, i greci di Platone con i Cinici e i Neoplatonici, fondarono le fobie sessuali come promozione di sé per dominare gli altri. Davanti al disprezzo delle persone che godevano di soddisfazioni sessuali, loro, opponevano l'astinenza, la guerra alle mollezze, la miseria materiale e morale come esaltazione del controllo del dio padrone. Repressione di tutto ciò che è vita per esaltare il dominio del dio padrone. Un'esaltazione che era la proiezione della loro necessità di dominio e di comando sugli uomini. La loro miseria psicologica e morale diventava il modello da imporre per costringere le persone alla sottomissione a sé.

Lo stesso cinismo, da cui il cristianesimo travaserà l'idea della miseria come rinuncia alle "mollezze" e alle "ricchezze" da imporre agli Esseri Umani, elaborato nell'ambito dell'Accademia di Atene, sarà assunto a modello di rappresentazione e di autopromozione da alcuni ambienti sociali per rappresentare una sorta di "giustificazione filosofica" del loro stato psico-sociale.

Il cinismo, di fatto, si oppone al dionisismo. Proprio per questo il cinismo può essere fatto proprio dal cristianesimo per aggredire il piacere sessuale, la ricerca del piacere degli Epicurei e le varie scuole misteriche da Eleusi a Iside che vedono, nella sessualità, la promozione sociale e morale dell'individuo.

Scrive John Allegro in "Il fungo sacro e la croce":

"L'uso del nome di Gesù (in greco iesus) come invocazione per guarire era abbastanza appropriato. La sua origine ebraica yehoshua, Joshua (Giosuè), viene dal sumerico IA-U-ShU-A (ShUSh), <>. Gli ebrei ellenizzati usavano per "Joshua" il nome greco Iason, Giasone, molto propriamente, poiché iason, "guaritore", e il verbo deponente iaomai,"guarire", provengono dalla medesima radice sumerica. Nell'apostrofe sarcastica del Nuovo Testamento: "Medico, cura te stesso" (Luca, 4:23), abbiamo probabilmente un'allusione diretta a questo significato, come certo l'abbiamo nel titolo di Gesù "salvatore", in greco soter, il cui primo elemento riflette la parola sumerica ShU, "salvare", e quindi è usato correttamente in greco nel significato di salvare da una malattia, da un pericolo, da un danno, eccetera, ed è un comune epiteto di Zeus e di re.

Il Dio della fecondità, Dioniso, in greco Dionusos, il cui emblema culturale era un fallo eretto, fu anche il dio della guarigione, e il suo nome, se lo si priva delle sue parti originarie, IA-U-NU-ShUSh, è quasi identico a quello di Gesù, con una semplice aggiunta di una NU, "seme""sperma, il seme che salva>>, e si può paragonare al greco Nosios, "Guaritore", un altro epiteto di Giove." Pag. 56-57

Le relazione di ordine dottrinale fra Dioniso e Gesù sono evidenti, anche se Gesù impone la schiavitù, mentre Dioniso porta gli uomini all'eternità rinnovamento dopo rinnovamento. Le persone religiose non si chiedono qual è la forma della rappresentazione della "guarigione", ma si chiedono: "che cosa allontana il male"? Dioniso è quel potere della vita che nato dalla Natura (la mortale Semele) vive la sua vita nell'atmosfera (cucito nella gamba di Zeus) finché il suo corpo non viene disgregato dai Titani (la morte del corpo fisico) e risorge come un DIO.

Dioniso, in particolare, rappresenta l'Essere Umano che nato nella Natura attraversa le fasi dell'esistenza per trasformarsi in un DIO e diventare eterno.

Dioniso conduce gli Esseri Umani nell'eternità.

Se "l'orgia della vita" conduceva i seguaci di Dioniso verso l'eternità; i cristiani dovevano opporre le idee ciniche e le idee della continenza neoplatonica come promozione del loro dio padrone Gesù che porta lui, e non gli Esseri Umani, a risorgere e salire al cielo. Poi, secondo i cristiani, lui porterà gli Esseri Umani devoti, sottomessi e sessualmente fobici per l'astinenza, ad entrare nei cieli.

Dalla lamentazione erotica di Dioniso, al pianto e al lamento del dolore della schiavitù imposta da Gesù.

Dalla felicità al pianto e allo stridor di denti.

Scrive John Allegro in "Il fungo sacro e la croce":

"Un altro nome con cui Dioniso era conosciuto nel mondo antico era Bacco. Un Inno del quarto secolo a.c., in onore di Dioniso contiene questa invocazione; "Vieni a noi, Re Ditirambo, Bacco, Dio del sacro canto>>. Il nome Bacco, in greco Bak-khos, in latino Bacchus, è una forma contratta del sumerico *BALAG-USh, "pene eretto", realizzata con l'assimilazione della l centrale nella consonante che segue. La parola BALAG è composta di due elementi, BAL, "che porta", e AGA,"corona", dunque l'insieme significa la punta del pene, il glande, o, in altri casi, una piccola perforazione fatta col trapano.

La stessa perdita della l si ha in altre forme derivate. Così, direttamente connessa con la "lamentazione" erotica, l'ebraico sviluppava una radice verbale b-k-h, "pianto, lamento", di modo che, per esempio, le donne che fanno il compianto di Adone in Ezechiele sono mebakkoth, un participio femminile di questo verbo. Il latino d'altra parte, conserva la l e di dà plango da cui l'inglese plangue, più correttamente "colpo", per esempio "battere (la testa, il petto nelle lamentazioni), piangere, lamentarsi".

Nei testi sumerici restano, BALAG,"pene", è usato specificatamente per lo strumento erotico in sé, preceduto o seguito dalla parola che indica lo "strumentista>> ; NAR, "erotista". Il suo corrispondente greco era la pallakis, in latino pellex, in ebraico pilegesh dove la parola era arrivata a significare, in generale, "concubina", o semplicemente,"giovane donna>>.

Le adoratrici del Dio fallico Bacco erano conosciute come le Baccanti, cioè coloro il cui culto era imperniato sul *BALAG-AN-TA, il "pene-fungo eretto". La loro caratteristica era una forma di smodata eccitazione religiosa alla quale si alternavano periodi di intensa depressione. Ora danzavano scatenate in un ritmo frenetico, scuotendo il capo, spingendosi l'un l'altra, urlando nel selvaggio clamore della musica, ora sprofondavano nel più completo letargo e in un silenzio così totale da diventare proverbiale. Le menadi baccanti possedevano il DIO e ne erano possedute; il loro era un entusiasmo religioso nel vero senso della parola che significa, letteralmente, "pieno di DIO". Avendo mangiato il Bacco o Dioniso, ne possedevano il potere e il carattere, come i cristiani che hanno sempre"attorno nel corpo nostro la morte di Gesù, affinché anche la vita di Gesù sia nei nostri corpi manifesta" (II Corinti, 4:10). Come è detto anche nel Vecchio testamento, mangiando il frutto dell'albero della vita, Adamo era quasi "come uno di noi" (Genesi, 3:22).

[...]

I "bambini>> che si presume sbranati dalle baccanti invasate saranno della stessa categoria di quelli "immolati nei letti dei torrenti, sotto il cavo di rupi" dai "figli delle megere" di Isaia che cercano consolazioni offrendo libagioni e cereali (Isaia, 57: 5-6). Abbiamo già visto l'uso di questa sostituzione di parola nella formula magica degli accadi dedicata alla resina-(kukru) del pino, i cui "piccoli" o "bacche>> erano "generati" dalle prostitute cultuali." Pag. 110-111

Allegro lega varie tradizioni che derivano tutte da radici sumere, ma, nello stesso tempo, Allegro esalta la formazione religiosa nella veicolazione sessuale del piacere. Gli antichi non riuscivano a concepire l'essere persone religiose senza ricercare il piacere. I cristiani hanno coniugato le due cose riservando a sé stessi la ricerca del piacere che deriva dal dominio sugli Esseri Umani e condannando l'umanità alla sofferenza con l'imposizione della croce come simbolo della sofferenza da imitare.

Il concetto di crocifissione, che abbiamo trovato in varie tradizioni, come in Ermia, viene individuato da Allegro in altre tradizioni e, al di là di come l'organizzazione sociale lo ha impiegato, indica, dal suo punto di vista, come tale simbolo ha preceduto l'uso che ne hanno fatto i cristiani.

Scrive John Allegro in "Il fungo sacro e la croce":

"Il concetto di crocefissione nella mitologia del fungo esisteva prima che i mitologi del Nuovo Testamento raffigurassero il loro eroe-fungo, Gesù, ucciso in questo modo. Il fungo stesso era, a quanto pare, conosciuto come "La Piccola Croce", e nel vecchio testamento i sette figli di Saul erano stati crocefissi come sacrificio espiatorio al Signore. La storia racconta che una carestia durata tre anni nel paese, indusse Davide a chiedere al Signore una spiegazione per la sua disgrazia. Il Signore rispose che era a causa di Saul e della sua casa sanguinaria, perché aveva ucciso i gabaoniti. Prima che fosse restaurata la fecondità su quella terra si dovevano espiare quei morti. Allora Davide chiamò i gabaoniti i quali chiesero il sacrificio di sette figli di Saul mediante crocifissione. Uno di questi era Armoni, "il giunto, il carpentiere".

Dopo l'esecuzione, Resfa, (ebraico, r-z-p, "giunto"), madre di Armoni, "prese un cilicio, lo stese sopra la pietra e stette là dal principio della mietitura finché non cadde sopra di essi acqua dal cielo e impedì che venissero a lacerarli gli uccelli di giorno oppure le fiere di notte>> (II Re, 21;10).

Soltanto dopo che Davide ebbe tirato giù i corpi e sepolto i resti insieme alle ossa di Saul e di Gionata, morti anche loro per assideramento, Dio permise di essere supplicato a favore della terra.

Il verbo usato in questo raccapricciante racconto per "crocefiggere" significa letteralmente "disarticolare". Nel racconto della lotta di Giacobbe con Angelo sta ad indicare lo slogamento della articolazione iliaca.

[...]

Il motivo della "coscia" (o fianco) è un tema ricorrente nella mitologia del fungo. Adone-Na'iman fu ucciso secondo la leggenda, da un cinghiale mandato, si dice, da Artemide, per gelosia, che lo trafisse al fianco. Dioniso, spesso associato ad Adone, si diceva fosse nato dal fianco del padre Zeus. Sua madre Semele, una Dea della Terra, era stata impregnata dal Padre-dio, ma prima che il figlio fosse nato, fu incenerita da un fulmine. Il suo divino amante le strappò il feto dall'utero e lo impiantò nella propria coscia da cui, a tempo e debito, nacque Dioniso.

Ancora, mentre Gesù pendeva dalla croce, un soldato gli aperse il costato con una lancia (Giovanni 19;34). La ferita che gli lasciò era larga abbastanza perché l'incredulo Tommaso potesse metterci dentro la mano (Giovanni 20: 25-27). In tutti questi riferimenti, si allude alla figura del pieno-e-vuoto costituita dalla testa del femore che entra nell'ileo, dalla punta del pene che penetra la vagina o, come fantasiosamente immaginato, dal gambo che si innesta nel cappello del fungo, nonché alla separazione delle due parti con mezzi violenti.

La crocifissione fu concepita originariamente come separazione delle membra, così come la flagellazione che aveva una connotazione analoga. La vittima veniva fissata su un'intelaiatura per ricevere i colpi con le membra tirate, come una stella marina sulla sabbia. In questo modo Gesù viene flagellato prima di essere crocefisso. Qui centra anche un gioco di parole poiché il suo titolo, Cristo, "macchiato, unto di sperma", in aramaico va insieme con un verbo che significa "allungare, stendere>> .

L'immagine sembra adattarsi perfettamente al fungo; lo spaccarsi della volva all'interno, l'allungarsi e il distendersi del gambo con l'aprirsi dell'ombrello. Alcune di tali terminologie proprie del fungo, probabilmente spiegano certe storie delle menadi bacchiche che smembravano animali e bambini. Messo in forma drammatica: Euripide fa stendere Penteo su un albero da Dioniso, e poi lo fa tirare giù e smembrare dalle menadi nella loro estasi indotta dalla droga. In questa versione del mito, la madre di Penteo prende parte attiva ai fatti e ritorna dalla festicciola innalzando orgogliosamente la testa del figlio. Nelle versioni del Vecchio e del Nuovo Testamento, le madri delle vittime più importanti guidavano il corteo delle prefiche." Pag. 132-133

E' da ricordare che il cristianesimo viene costruito in ambiente greco. Il cristianesimo è zelotismo veicolato in ambiente popolare e superstizioso della filosofia greca finalizzato al dominio sull'uomo.

La necessità del dominio sull'uomo, sulla sua morale, sulla sua partecipazione alla vita, è l'elemento che guida la costruzione del cristianesimo che pescando da tradizioni diverse finisce per assumere quei caratteri propri di devastazione sociale manifestati nel corso della storia. La necessità di dominare l'uomo viene adattata e veicolata in un ambiente che vede la sessualità e il piacere della vita come elemento centrale umano.

I greci che stanno aggredendo le religioni e il sentimento religioso mediante la filosofia non fanno altro che imporre la sofferenza là dove c'è il piacere sessuale e condannano il piacere sessuale in funzione di una mistica della sofferenza che intendono gestire per dominare e controllare l'uomo.

Così la crocifissione diventa il simbolo della sofferenza da imporre a tutta l'umanità.

Non più Afrodite la gloriosa figlia di Urano Stellato fra gli Esseri Umani, ma il soffrire. La vita come sofferenza. La sofferenza che ha come premio la gloria celeste. La gloria celeste come carota da offrire all'"asino" affinché non solo faccia propria la sofferenza, ma la imponga anche ai propri figli. E, attraverso quest'imposizione, chiudere alla società il futuro che il dominatore, il rappresentante del dio padrone di turno, vuole gestire. Così gli immensi sforzi che costano agli Esseri Umani tentare di costruire un futuro fra mille contraddizioni, viene negato, di volta in volta, veicolando la sofferenza nella società che ha nella croce il suo simbolo perverso.

Scrive John Allegro in "Il fungo sacro e la croce":

"Rovesciando il composto DARA-SIG i greci ottennero il loro vocabolo per "capello" in generale, cioè thrix attraverso *tra-igs. Alla lettera, significa "cappello rosso" ed è probabile in questo senso che una parola analogamente derivata, Thraikos, indica il popolo di Tracia, i "Traci", la "gente dalla testa rossa".

Dioniso era un Dio tracio e le sue furiose menadi erano chiamate anche Tracie. Ma probabilmente l'appellativo si riferisce non tanto alla patria del culto quanto alla rossa Ammanita muscaria che procura il loro parossismo. Forse era questo che aveva in mente Flavio Giuseppe in un particolare accenno al sacerdote-re ebreo Alessandro Ianneo. In seguito ad una rivolta abortita dei sudditi ebrei contro di lui, si dice che, nell'anno 83 a.c. avesse crocefisso a Gerusalemme 800 persone. Così dice lo storico, il popolo lo definì "Tracio". Potrebbe trattarsi di un'allusione al fatto che si sospettava che Alessandro Ianneo fosse un mangiatore del fungo sacro, o anche alla fantasia popolare che legava il fungo alla croce e quindi alla crocifissione." Pag. 145-146

Cattiva e squallida fu la scelta di Socrate. Separare l'anima dal corpo. Negare il corpo elevando la sua patologia psichiatrica a fondamento di un corpo che fu forgiato da miliardi di generazioni in una sequenza di trasformazioni emotive e fisiche continue. Squallida e perversa fu la scelta degli schiavi-padroni di ebrei, ebrei essi stessi, nell'elevare sé stessi a dio padrone e sentendosi tanti Mosè che sterminano parenti ed amici legittimando il potere di dominio del proprio dio padrone.

Cattiva e perversa fu la scelta dei Cinici che fecero della negazione delle pulsioni umane esaltazione glorificata e delirante della sofferenza.

Perversa e cattiva fu la scelta dei cristiani che intrapresero una guerra d'odio nei confronti del piacere sessuale, nei confronti della ricerca del piacere degli Epicurei, al fine di assicurarsi il dominio dell'umanità.

Dioniso risorse dallo smembramento che di lui fecero i Titani: chissà se Dioniso sarà in grado di risorgere dallo smembramento che del piacere della vita hanno fatto i cristiani e i monoteisti tutti.

Marghera, 22 settembre 2008

Nota: il libro citato quello il Fungo Sacro e la Croce di John Allegro, Cesco editore 1980

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

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