Le tentazioni di Gesù nel deserto

I vangeli e l'insegnamento di Gesù

di Claudio Simeoni

 

Il libro, Gesù di Nazareth: l'infamia umana, è in correzione e di prossima pubblicazione

Le tentazioni di Gesù

 

Che cosa significa parlare delle tentazioni che Gesù avrebbe subito da Satana? Satana non sta ad indicare un soggetto definito. Satana significa "nemico". Ogni nemico di Gesù è un "satana". I cristiani usano indifferentemente il termine "satana" e il termine "demonio" per indicare il nemico di Gesù.

Chi era Gesù mentre il demonio lo tentava?

Gesù va dicendo di essere il padrone del mondo in quanto figlio del dio padrone e padrone lui stesso degli uomini e della terra creata dal dio padrone suo padre.

Gesù non è un uomo, è il padrone che possiede quanto esiste, i demoni stessi. Cosa può offrire un demonio a chi possiede tutto, lui compreso? Io capisco che un uomo che vive di necessità può essere tentato di venir meno ai suoi principi morali o ai suoi ideali se qualcuno gli fa un'offerta talmente vantaggiosa da non poter essere rifiutata. I cristiani non descrivono un Gesù con delle necessità, salvo forse la disperazione della fame per la quale va a frugare nel fico cercando fichi da mangiare.

Possiamo anche interpretare la vicenda in maniera diversa. Il termine "demone" o "daimon", prima che Platone lo personificasse nell'Apologia a Socrate costruendo l'idea di un soggetto esterno che si impossessa dell'uomo, altro non era che l'aspetto divino dell'uomo. Quello che a Roma è chiamano Genio o Juno.

In questa lettura del termine "daimon" acquistano un senso i brani di Matteo e Luca sulle tentazioni a Gesù. La tentazione della scelta.

Gesù è figlio del dio padrone e dunque dio padrone lui stesso, oppure è l'uomo che può alimentare il dio che cresce dentro di lui e trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso?

Zeus detronizza Cronos. Gesù può detronizzare il dio padrone suo padre se anziché sottomettersi alimenta il "daimon" dentro di lui e anziché risorgere nella carne partorisce il dio che azioni diverse avrebbero plasmato giorno dopo giorno?

La scelta di Gesù non è la scelta personale di Gesù, ma è la storia che indica l'Imitatio Christi a cui si deve adeguare il fedele cristiano se vuole seguire Gesù e ottenere quella resurrezione della carne nell'imminente fine del mondo.

La tentazione del demonio consisterebbe nella tentazione dell'uomo di seguire le proprie tensioni esistenziali che, sfida dopo sfida, gli consentono di costruire il dio che cresce dentro di lui, mangiare dall'albero della vita e vivere in eterno.

Per capire la strategia degli evangelisti noi dobbiamo ricordarci qual è la strategia del dio padrone dei cristiani dichiarata nella Genesi:

"Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi avendo la conoscenza del bene e del male; che non stenda ora la sua mano e non colga dall'albero della vita per mangiarne e vivere in eterno."

Genesi 3, 22

Il progetto degli evangelisti è impedire all'uomo di cogliere dall'albero della vita e impedirgli di trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso; impedire all'uomo di diventare il dio che avrebbe potuto essere.

Scrive Matteo

Allora Gesù fu condotto dallo Spirito Santo nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Egli, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, finalmente ebbe fame. E il tentatore, accostandosi, gli disse: "Se tu sei il figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pani". Gesù rispose: "Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"" Allora il diavolo lo trasportò nella città Santa, lo pose sul pinnacolo del Tempio e gli disse: "Se tu sei il figlio di Dio, gettati di sotto, Poiché sta scritto: Agli Angeli suoi ha dato ordine per te: essi ti porteranno sulle mani, affinché il tuo piede non inciampi in qualche pietra"". Rispose Gesù: "Sta pure scritto: "Non tenterai il Signore Dio tuo". Il Diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo, gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro magnificenza, poi gli disse: "Tutto questo io ti darò, se ti prostri e mi adori". Allora Gesù gli rispose: "Vattene, Satana, Poiché sta scritto: "Adorerai il Signore Dio tuo e servirai a lui solo". Allora il diavolo lo lasciò. Ed ecco degli Angeli si avvicinarono e lo servirono.

Vangelo di Matteo 4, 1-11

Scrive Marco

Subito dopo lo spirito lo spinse nel deserto, ove rimase quaranta giorni, tentato da satana, se ne stava con le fiere e gli angeli lo servivano.

Vangelo di Marco 1, 12-13

Scrive Luca

Gesù ripieno di Spirito Santo, tornò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto, dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Egli non mangiò niente durante quei giorni, e alla fine ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: "Se tu sei il figlio di Dio dì a questa pietra che diventi pane". Ma Gesù gli rispose: "Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo". Il diavolo, allora, sollevatolo in alto, gli mostrò in un attimo tutti i regni della terra e gli disse: "Io ti darò tutta questa potenza e la loro gloria, perché è stata data a me e la do a chi voglio; se dunque tu ti prostrerai davanti a me, tutto sarà tuo". Gesù gli rispose: "Sta scritto: "Adorerai il signore Dio tuo e servirai lui solo". Il diavolo lo condusse infine a Gerusalemme, lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: "Se tu sei il Figlio di Dio, buttati giù di qui, Poiché sta scritto: "Ha dato ordini per te ai suoi Angeli, affinché ti proteggano" e che "ti portino sulle loro mani, affinché il tuo piede non urti contro una pietra"". Gesù gli rispose: "Non tenterai il Signore Dio tuo"". E dopo averlo tentato in tutti i modi, il diavolo si allontanò da lui per un certo tempo.

Vangelo di Luca 4, 1-13

Riflessione sulle tentazioni di Gesù

Nel racconto di Matteo e nel racconto di Luca la contrapposizione sta fra Gesù che viene invitato a soddisfare i propri bisogni e il Gesù che rifiuta di soddisfare i propri bisogni in funzione della riaffermazione del sé stesso sottomesso al dio padrone.

Gesù viene descritto come un "uomo" che è entrato nel deserto e che ha digiunato per quaranta giorni. In sostanza, si è privato del cibo per un lungo periodo. Si è privato della soddisfazione dei bisogni fondamentali soddisfacendo i quali l'uomo può affrontare con volontà e determinazione i problemi della sua vita.

La prima cosa che fa Gesù nel deserto è privarsi di tutti gli strumenti con cui affrontare la sua vita. Attraverso la vita l'uomo e la donna costruiscono il dio che cresce entro di loro; rinunciare alla vita significa negare tutte quelle condizioni che ci permettono di essere noi stessi nell'esistenza.

Rendere le condizioni fisiche precarie è una delle prime direttive che Gesù dà ai cristiani: dovete agire per costruire condizioni di miseria e di sofferenza fisica fra gli uomini perché in questo modo gli uomini non saranno in grado di alimentare il loro daimon, il dio che cresce dentro di loro sul quale metteranno la loro coscienza partorendo il dio che sono diventati al momento della morte del corpo fisico.

In questo modo l'uomo non coglierà dall'albero della vita.

La sofferenza imposta da Gesù viene giustificata con l'affermazione. "Non di solo pane vivrà l'uomo!", ma anche di sofferenza e dolore per la gloria del dio padrone.

Le pietre rimangano pietre, i campi non vengano arati, non si affrontano i problemi dell'esistenza perché in questo modo si mette in atto la rinuncia come sottomissione al dio padrone.

Cosa gli offre il demonio?

Il demonio gli offre il possesso. Tutto questo sarà tuo. Non sarà più del dio tuo padre, ma diventerà tuo.

Gesù concepisce la vita come il possesso. Possesso di uomini, possesso di ricchezze, possesso di beni, possesso della donna, possesso degli animali.

Nell'ideologia di Gesù, l'unica concezione del potere è il dominio fisico sulle ricchezze e sulle persone. Il possessore di tutti i possessori è il dio padrone che ritiene suo padre. Gesù dice che non si possono servire due padroni, il dio padrone o le ricchezze, ma il dio è il dio padrone delle ricchezze e attraverso le ricchezze il dio padrone controlla e domina gli uomini ridotti alla schiavitù.

Il demonio, offrendo a Gesù le ricchezze, gli offre la possibilità di dominare gli uomini trasformati in schiavi, per suo conto e non per conto del dio padrone. Cosa ne avesse fatto di quel possesso, poi, era una sua scelta, ma rinunciando al possesso degli uomini ha difeso il diritto del dio padrone di possedere gli uomini e impedire loro di cogliere dall'albero della vita eterna e di trasformare la morte del corpo fisico in nascita del corpo luminoso.

Come giustifica Gesù la sua scelta?

Gesù afferma che gli uomini dovranno adorare il loro padrone come lui adora il suo padrone. La scelta è obbligatoria. Gli uomini devono rinunciare a diventare degli Dèi alimentando il daimon che cresce dentro di loro ogni volta che affrontano con onore e dignità la loro vita.

Infine, il demonio dice a Gesù: "Sfida il dio padrone tuo padre. Ha detto che ti avrebbe protetto, costringi gli angeli ad intervenire."

Sfidare il dio padrone significa mettere in discussione il suo possesso e chiedere al dio padrone di assumersi la responsabilità delle proprie affermazioni. Questa richiesta di responsabilità al dio padrone (che troveremo nella parabola del "levita e il pubblicano") è proibita ai cristiani che devono subire passivamente il volere del dio padrone, di Gesù padrone in quanto figlio del dio padrone e della chiesa cristiana, cattolica nel nostro caso, e non possono chiedere giustizia per le ingiustizie e le prevaricazioni commesse perché il cristiano è un individuo che deve subire le angherie del dio padrone per poter fruire (forse, se al dio padrone piacerà) della promessa di resuscitare nella carne.

In queste parabole Gesù sceglie di essere servo del suo dio padrone piuttosto che alimentare e sviluppare il dio che cresce dentro di lui. Rinuncia ad alimentare il proprio Daimon per alimentare, al contrario, la sottomissione che annienta la sua vita.

Gli uomini sottomessi sperano in una seconda opportunità, nella resurrezione della carne. Gli uomini sottomessi hanno rinunciato ad essere uomini e hanno rinunciato ad usare la loro vita per costruire sé stessi come Dèi.

E nella vita sociale?

La prima obiezione è: "Non di sola parola divina vive l'uomo"! Ed è un'obiezione sostanziale in quanto chi è affamato è disposto a tutto pur di soddisfare la fame; anche ad accogliere la parola divina. Non si tratta della stessa fame, per scelta, di chi digiuna. Si tratta della fame nell'esistenza quotidiana, quella che costringe gli Esseri Umani a supplicare o a combattere per soddisfarla. Chi digiuna affronta una sfida fra sé e il circostante e, nel momento in cui decide di farlo, non gli interessa la fame ma l'obiettivo per il quale digiuna. Chi ha fame tutti i giorni, di tutte le cose esistenti (non soltanto di cibo, ma di tutto quello che c'è nella quotidianità e a cui non può accedere) è disposto a ben altre concessioni che non quella di adorare il diavolo. Lo sanno molto bene i cristiani che per evitare questo metteranno a guardia i loro eserciti e accenderanno i roghi. Il messaggio di Gesù è questo: "dovete adorarmi anche quando avete fame e siete sommersi dalle disgrazie".

Subito dopo c'è un altro messaggio: "Non tentare il signore dio tuo". Perché pretendi tu, verme insignificante, di contestare la parola divina chiedendo a dio di dimostrare la sua esistenza? Pretendere che dio si mostri? Chi sei tu per tentare il dio tuo signore e padrone? Tu che non vivi di solo pane ma anche di ogni parola che esce dalla bocca di dio pretendi di tentarlo? Già, ogni volta che viene supplicato dio è sempre troppo occupato o troppo stanco. La chiesa cristiana benedirà il dolore e la malattia come amore di dio nei confronti dei malati che dando loro dolore li porterà ad essere beati; la chiesa cristiana maledirà i malati e chi soffre in quanto quello è il castigo di dio per i loro peccati. Non male per chi usa il dolore al fine di controllare le pecore del proprio gregge.

Perché tentare dio? Dimostrami di esistere! Affermano i popoli; ma dio tace muto. Ed ecco i filosofi dei cristiani alla ricerca delle prove dell'esistenza di dio fino all'aberrazione di Anselmiana memoria "esisti perché ti penso!". L'ontologia che nega il senso critico della follia delirante.

Tanto la gente che può fare nei confronti degli Dèi? Adorare! Può forse un cristiano concepire qualche cosa di diverso nella relazione fra sé e il suo dio padrone? Ogni uomo adora. Non importa se adora il sole o un dio impersonale o un'immagine, per il cristiano un Essere Umano, per il cristiano, può solo adorare come atto di sottomissione. Per un cristiano il mondo è fatto di esseri in ginocchio che vanno conquistati alla propria causa. Pagani adoratori da convertire. Fino ad allora atteggiamento religioso e vita civile venivano vissuti con un certo distacco (vedi a Roma ad esempio) l'atteggiamento religioso era un atto personale, l'impegno civile era la parte pubblica del fare del cittadino. All'interno di questa divisione Roma concedeva a chiunque il diritto al proprio culto. Pure i cristiani, che non ne avevano diritto (lo avevano gli ebrei) in quanto non erano una religione di un popolo ma una variabile di essa, si potevano riunire nelle catacombe protetti da una legge che vietava l'arresto nei cimiteri.

I cristiani si stanno preparando ad appropriarsi della vita civile per poter imporre il proprio credo attraverso la trasformazione in legge della propria morale e dei propri principi. Adorare il dio dei cristiani non è più una libera scelta ma un dovere imposto per legge, con prigione ed eserciti, come per legge vengono imposti i principii cristiani. Quante volte i preti cristiani e cattolici in particolare, sorretti dai cannoni degli eserciti colonialisti, diranno ai "selvaggi" che vogliono privare del pane: "Dimmi è più forte il mio o il tuo dio?". Con questo dimostrando l'inconsistenza del credo cristiano!

Questo è il cristianesimo!

Data di pubblicazione sull'web: 03 agosto 2004 (quando avrò la data di scrittura del testo, forse, la metterò)

Modificato per la pubblicazione il 11 novembre 2015

NOTA: Le citazioni dei vangeli sono tratte dalla bibbia delle edizioni Paoline 1968

Indice del primo Male.

 

I valori etico-morali del cristianesimo.

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Claudio Simeoni

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Aggressione di cristiani alle statue pagane 2015

Gesù e il cristianesimo

Il cristianesimo è un modo per distruggere il divenire degli uomini. Per capire la strategia di distruzione dell'uomo del cristianesimo è necessario leggere i vangeli e interpretarli alla luce dell'uomo ridotto in schiavo obbediente, oggetto di possesso e privato della propria capacità di vivere e abitare il mondo in nome del dio cristiano che altri non è che il Macellaio di Sodoma e Gomorra, il criminale che ha distrutto l'umanità e la Natura col Diluvio Universale e che ordina il genocidio dei popoli per favorire i criminali del Popolo Eletto.