ANALISI COMPARATA DI PUNTI COMUNI

AI QUATTRO

VANGELI UFFICIALI

Vai al significato sociale dei Vangeli Cristiani.

6) RESURREZIONE

- MATTEO

Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Magdala e l'altra Maria andarono a vedere il sepolcro. Ed ecco che ci fu un gran terremoto: un Angelo del Signore, infatti, era disceso dal cielo, e avvicinatosi, ribaltò la pietra e vi si sedette sopra. Il suo aspetto era come la folgore e la sua veste candida come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui, sbigottirono le guardie e rimasero come morte. Ma l'Angelo prese a dire alle donne: "Non temete, voi; so, infatti, che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! E' risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era stato deposto. E presto, andare a dire ai suoi discepoli : "E' risorto dai morti e vi precede in Galilea: ivi lo vedrete". Ecco ve l'ho detto". E quelle, uscite in fretta dal sepolcro, con timore e grande gioia, corsero a dar notizia ai discepoli di Gesù. Ed ecco che Gesù si fece loro incontro e disse: "Salute!". Esse gli si avvicinarono, ne abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: "Non temete, andate e annunziate ai miei fratelli che vadano in Galilea; Là mi vedranno".

- MARCO

Terminato il sabato, Maria di Magdala e Maria, madre di Giacomo e Salomé comprarono dei profumi per andare ad imbalsamare Gesù. E, di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro, quando il sole era già sorto. E dicevano fra di loro: "Chi ribalterà la pietra all'ingresso del sepolcro?". Ma, guardando, videro che la pietra già stava ribaltata da un lato; era molto grande! Entrate nel sepolcro, scorsero un giovane seduto, a destra, vestito di bianco e si spaventarono. Ma egli disse loro: "Non abbiate paura. Voi cercate Gesù di Nazaret, il crocifisso: è risuscitato, non è più qui. Ecco il luogo dove lo avevano deposto. Andate a dire ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea; là lo vedrete, come vi ha detto". Esse uscirono dal sepolcro, fuggendo, perché erano fuori di sé per lo spavento. E non dissero niente a nessuno, tanto erano spaventate.

- LUCA

Il primo giorno della settimana esse si recarono di buon mattino al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparato. Ma videro che la pietra era stata ribaltata davanti al sepolcro. Entrate dentro non trovarono il corpo del Signore Gesù. Or, mentre non sapevano che cosa pensare di questo, due uomini si presentarono a loro, in vesti risplendenti. Esse, prese dallo spavento, chinarono a terra la faccia, ma i due uomini dissero loro: "Perché cercate fra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi in qual modo vi parlò, mentre era ancora in Galilea, quando diceva che il Figlio dell'uomo doveva essere dato nelle mani dei peccatori, essere crocifisso e risorgere il terzo giorno". Si ricordarono allora delle sue parole, e al loro ritorno dal sepolcro raccontarono tutto quello agli Undici e a tutti gli altri. Le donne che riferirono agli apostoli questi fatti erano: Maria di Magdala, Giovanna, Maria, madre di Giacomo, ed anche le altre che erano con loro. Ma ad essi questi discorsi parvero delle allucinazioni e non prestarono fede alle donne. Tuttavia Pietro, alzatosi, corse al sepolcro, e chinatosi per guardare, vide solo i pannolini lì per terra; sicché se ne ritornò indietro, meravigliato di quanto era avvenuto.

- GIOVANNI

Il primo giorno della settimana, Maria maddalena andò al sepolcro, di mattina presto, mentre era ancora buio, e vide che dal sepolcro era stata tolta la pietra. Allora di corsa si reca da Simon Pietro e da quell'altro discepolo prediletto di Gesù e dice loro: "Hanno portato via dal sepolcro il Signore e non sappiamo dove l'abbiano messo". Uscì dunque Pietro con l'altro discepolo e andarono al sepolcro. Correvano tutt'e due insieme, ma quell'altro discepolo corse più svelto di Pietro e arrivò primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Arrivò anche Simon Pietro, che lo seguiva, entrò nella tomba e vide le bende per terra e il sudario, che era sul capo di Gesù, non per terra con le bende, ma ripiegato, in un angolo a parte . Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto prima al sepolcro, vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, secondo la quale egli doveva resuscitare dai morti. Poi i discepoli ritornarono a casa.

COMMENTO

Sulla resurrezione la chiesa cristiana si è giocata tutta la credibilità. La promessa della resurrezione ha attraversato per quasi due millenni la storia umana e ha inferto sofferenze inaudite agli Esseri Umani con la giustificazione che questi sarebbero risorti il giorno del Giudizio universale. Il Giudizio universale, quando Gesù finalmente sarebbe venuto in potenza seduto alla destra di dio suo padre. Quando si sarebbe avverato quanto ha millantato. Proprio in seguito al continuo millantare di Gesù le chiese cristiane e la chiesa cattolica in particolare si sono arrogate il diritto di seminare miseria e sottomissione a propria gloria.

Dal momento che razionalmente non si può stabilire se la resurrezione è avvenuta oppure no, si devono confrontare le varie descrizioni, l'oggettività in cui le descrizioni vengono fatte e i loro fini per riuscire a comprendere quanta parte di verità c'è in questo. Ricordo che quando lo scopo di una cosa è quello di sottomettere non c'è verità in quanto la verità è la ricerca del divenire della persona e tale ricerca è possibile soltanto in presenza di libertà e la sottomissione è la sua negazione a priori.

Nel quotidiano della ragione non è possibile stabilirlo, ma nell'ambito della magia è facile negare come Gesù non sia mai risorto e come tutta la concezione della resurrezione è opera di chi ha davanti a sé il vuoto. Dal punto di vista dell'alterazione della percezione è facile dare agli evangelisti dei bugiardi, ma rimane il dubbio, per chi non pratica magia alterando sé stesso nell'esistente, che qualche cosa di vero ci sia. I cristiani sono andati predicando mettendo a ferro e fuoco per centinaia e centinaia di anni le popolazioni della terra imponendo loro di credere nella resurrezione sottomettendosi al loro dio. Hanno condizionato educazionalmente i bambini, per spacciare sottomissione e credenza e, anche se ci si può liberare dall'impostura mediante la pratica della ricerca nell'esistente, è facile, quando si perde energia e si diventa deboli perché sconfitti dalle contraddizioni della vita, tendere a ripiegarsi su sé stessi e dire che in fondo qualche cosa di vero ci sia.

Come per tutte le altre esposizioni ci sono quattro differenti versioni che solo apparentemente sembrano non contraddirsi in realtà ogni versione introduce un nuovo elemento finalizzato a costringere gli astanti a credere nella versione della resurrezione di Gesù.

Marco e Matteo scrivono vangeli abbastanza simili e sono più antichi degli altri. La differenza fra Marco e Matteo è che mentre Matteo fantastica sulle immagini Marco è più reale nella descrizione. A chi fosse rivolto il vangelo di Matteo io, personalmente non lo so, ma ho l'impressione che il suo referente fosse la chiesa interna. Fosse cioè non un vangelo finalizzato alla predicazione, ma fosse un vangelo finalizzato al gruppo cui facevano parte i credenti in terra di Palestina, all'interno delle comunità ebraiche. Questo giustifica una serie di fantasticherie inserite da Matteo nel suo vangelo. Quello di Marco è scritto sotto dettatura di Pietro quando già Pietro si era staccato dalla comunità in Palestina e stava viaggiando per il mondo predicando.

E' comune a tutti e quattro i vangeli la presenza delle donne che vanno al sepolcro, ma mentre in Marco queste trovano un giovane vestito di bianco dentro la tomba che annuncia la resurrezione, in Matteo si ha la descrizione fantastica della discesa dell'angelo, del ribaltamento della pietra, delle guardie come morte e dell'annunciazione della resurrezione.

Nel dettare il vangelo a Marco, Pietro, si dimentica di questo fatto portentoso. E si dimentica anche del fatto che Gesù appare alle donne subito dopo. Cos'è, smemoratezza o pudore?

In Marco il giovane dice alle donne di avvertire Pietro che Gesù li precede in Galilea; in Matteo l'angelo dice di avvertire gli apostoli che Gesù li precede e Gesù stesso dice di avvertire i suoi fratelli che lui li precede in Galilea; in Luca le donne corrono ad avvertire gli undici (proprio così, in quanto Paolo doveva essere il dodicesimo e Luca scrive sotto l'influenza di Paolo) e non c'è nessun incontro in Galilea; in Giovanni c'è l'arrivo quasi contemporaneo delle donne con Pietro e un altro apostolo prediletto, nessuna presenza ma timore che il corpo sia stato rubato e dissertazioni sulla comprensione della resurrezione.

Scartando la versione di Matteo tesa essenzialmente a costruire sottomissione mediante la meraviglia, le altre versioni affermano che il corpo di Gesù è scomparso. Luca parlava di andare in paradiso, ma ora o Gesù è in paradiso o è risorto dai morti e la resurrezione dai morti avviene soltanto mediante il corpo fisico.

I cristiani costruiscono il loro credo basandosi sulla resurrezione dei morti e si trovano circondati da popoli che sanno perfettamente come la resurrezione sia un'invenzione in quanto conoscono benissimo il divenire degli esseri dopo la morte del corpo fisico. Non sono solo gli Egiziani, ma anche tutti gli altri popoli concepiscono in forma diversa la vita oltre la morte del corpo fisico, soltanto Gesù, sconfitto nella via che porta alla conoscenza e alla consapevolezza non riesce a scorgere nessun futuro oltre la morte del corpo. Egli non ha più divenire, il momento che vive è il momento assoluto del proprio esistere, per questo motivo deve sperare di risorgere col corpo.

Cosa resta ai suoi apostoli? Inventare in vario modo una resurrezione mai avvenuta e ognuno la costruisce come meglio ritiene di poterla vendere.

A Marco e Matteo interessa mettere in luce la continuità dell'insegnamento di Gesù con quello degli apostoli; a Luca interessa mettere le premesse per l'introduzione di Paolo nel gruppo dei dodici al posto di Giuda; a Giovanni interessa rendere comprensibile agli apostoli la lezione secondo cui Gesù sarebbe risorto dopo tre giorni.

Ciò che in Matteo è un angelo venuto con terremoto e sguardo terribile vestito splendidamente, in Marco diventa un giovane vestito di bianco. In Luca e in Giovanni la tomba è aperta e le donne riferiscono agli apostoli.

Sono quattro versioni troppo contrastanti specialmente sul fare delle donne e sulla quantità di donne presenti. Mentre in Marco e Matteo sono soltanto due, al massimo tre; in Giovanni c'è una moltitudine in quanto Giovanni vuole far credere come ci fosse una moltitudine di gente al seguito di Gesù. Come potrebbe Pietro dimenticarsi di questo?

E' diverso il ruolo degli apostoli e la reazione di Pietro e dell'apostolo prediletto. Dell'apostolo prediletto non accennano né Matteo, né Marco, né Luca. In Luca Pietro corre al sepolcro dopo il racconto delle donne mentre in Giovanni sembra che Pietro stesse seguendo le donne.

La sensazione che in questi racconti ci siano stati, da un lato il tentativo di Matteo di dare magnificenza al proprio fondatore senza sospettare che qualcun altro stava in quel momento scrivendo lo stesso vangelo, o lo aveva già scritto, che Luca nello scrivere il vangelo avesse in mente di dare continuità agli apostoli nei quali inseriva la figura di Paolo e che Giovanni voleva inserire sé stesso come apostolo prediletto, dopo la scomparsa di Pietro, ed accreditandosi come tale presso le varie comunità cristiane che gli stavano sfuggendo di mano.

Va inoltre rilevato come a Marco e Matteo interessa la continuità fisica e organizzativa con Gesù e suo padre (l'angelo, l'annuncio della resurrezione, l'annuncio che si troveranno in Galilea) a Luca e Giovanni interessa mettere l'accento sulla promessa della resurrezione. Per loro è più importante questo in quanto l'avvenimento è più lontano nel tempo. Agli apostoli interessava assicurare gli astanti che Gesù era ancora vivo e operava, a Giovanni e Luca interessava assicurare gli astanti che ad operare era la promessa divina fatta nei loro confronti. Gesù si stava allontanando dalla percezione dei sensi per rintanarsi nella descrizione che di lui ne davano i vangeli. Ma quale vangelo? Quello che al momento conveniva. Così era il comportamento della chiesa cristiana che avrebbe usato, di volta in volta, questa o quella versione a seconda della sua convenienza. Alla chiesa cristiana non interessa stabilire la verità, la chiesa cristiana non ha ricerca di libertà, dunque non gli interessa la verità, ma lo strumento attraverso il quale può gestire al meglio il proprio bestiame seminando miseria.

Questo è il cristianesimo!!!



Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Piaz.le Parmesan, 8

30175 - Marghera - Venezia

tel. 041933185

e-mail claudiosimeoni@libero.it

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