Il fico sterile e maledetto

i vangeli e l'insegnamento di Gesù

di Claudio Simeoni

 

Il libro, Gesù di Nazareth: l'infamia umana, è in correzione e di prossima pubblicazione

Il fico sterile e maledetto nei vangeli

 

Il racconto sul fico che Gesù ritiene sterile, incapace di dargli i frutti quando lui vuole i frutti, viene trattato in tre vangeli, quello di Matteo, Marco e Luca.

In tutti gli interpreti dei vangeli il fico rappresenterebbe Israele che non avendo dato i frutti a Gesù, perché era fuori stagione, Gesù ha maledetto il fico maledicendo i giudei e legittimando con questa maledizione il genocidio e le persecuzioni sistematiche subite dagli ebrei da Galla Placidia fino al 1945.

Scrive Matteo

La mattina dopo tornando in città ebbe fame (Gesù). E visto un fico lungo la strada, gli si avvicinò, ma non trovandovi altro che foglie, disse: "Da te non nasca mai più frutto in eterno!". E subito il fico si seccò. I discepoli nel veder questo, rimasero stupiti ed esclamarono: "Come mai questo fico si è seccato all'istante?". Gesù rispose dicendo loro: "In verità vi dico: se avrete fede e non esiterete, farete non solo come è stato fatto a questo fico, ma quand'anche diciate a questo monte: "Levati di là e gettati in mare", sarà fatto. Tutto ciò che chiederete con fede nella preghiera, l'otterrete".

Vangelo di Matteo 21, 18-32

Scrive Marco

Il giorno dopo usciti appena da Betania, ebbe fame. Visto da lontano un fico, che aveva delle foglie, andò a vedere, se per caso vi trovasse qualche cosa, ma, arrivato vicino, non ci trovò che foglie, Perché non era il tempo dei fichi. Allora dirigendogli la parola disse: "che nessuno mangi più dei tuoi frutti!". E i suoi discepoli lo udirono.

Vangelo di Marco 11, 12-14

Scrive ancora Marco:

Quando si fece sera, uscì dalla città. E ripassando di buon mattino, videro che il fico era seccato fin dalle radici. Allora Pietro ricordandosene, gli disse: "Maestro guarda il fico che tu hai maledetto è seccato!". Gesù, rispondendo, disse loro: "Abbiate fede in Dio. In verità vi assicuro che se uno dirò a questa montagna: "Sollevati e gettati in mare", e non esiterà in cuor suo, ma crederò che quanto dice avvenga, gli avverrà. Per questo io vi dico: Tutto quello che voi chiederete pregando, credete di averlo già ottenuto e vi avverrà. E quando vi mettete a pregare, perdonate, se avete qualcosa contro qualcuno, affinché il Padre vostro che è nei cieli, vi perdoni le vostre colpe".

Vangelo di Marco 11,, 19-26

Scrive Luca

Disse (Gesù) pure questa parabola: "Un uomo aveva un fico piantato nella sua vigna. Andò a cercare il frutto, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: "Ecco sono già tre anni che vengo a cercar frutto da questo fico e non ne trovo; taglialo! Perché deve occupare il terreno inutilmente?". Il vignaiolo gli rispose: "Signore, lascialo ancora quest'anno, per darmi il tempo di scavar tutt'attorno e mettergli del concime; se farò dei frutti, bene; se no, lo taglierai"".

Vangelo di Luca 13, 6-9

Riflessioni sul fico maledetto da Gesù

Il racconto del fico è uno dei racconti chiave dei vangeli e si trova essenzialmente in Marco e in Matteo in quanto il senso della relazione è proprio della religione ebraica e in contrasto con tutte le altre forme religiose. La religione ebraica è l'unica religione che maledice. Il maledire fino a procurare la morte sarà fatto proprio dai cristiani prima e dai musulmani, poi.

E' il dio degli ebrei che dice a Sodoma e Gomorra o fate quello che voglio io o vi anniento; è il dio di Noè a mandare il diluvio universale per annientare tutte le genti; è il dio degli ebrei che macella i bambini egiziani per riprendersi gli ebrei trasformati per l'occasione dal dio padrone in bestiame sottomesso ed obbediente a tutti gli ordini infami di genocidio che quel dio dà loro. Pertanto è un concetto proprio della mentalità della religione ebraica il principio "o fai quello che voglio io o ti distruggo".

Fuori dalla religione ebraica quel tipo di potere, quel tipo di relazione, non ha senso anzi è l'opposto della realtà dei popoli e delle relazioni che questi intrattengono col mondo circostante. Non esiste nelle relazioni fra gli uomini e i loro dèi in altri popoli.

L'esempio si trova in Marco e in Matteo; in Luca deve essere cambiato per diventare meno assoluto, più possibilista per essere accettato dalla filosofia greca; in Giovanni sparisce. Giovanni nasconde il terrore attraverso la tecnica dell' "esempio specchiato".

Nel racconto del fico maledetto viene visualizzata la relazione esistente fra Gesù e l'esistente.

L'esistente deve piegarsi al volere di Gesù, quando Gesù vuole, come vuole e prevedendo che Gesù voglia.

In Marco è messo in evidenza come Gesù avesse fame. E' importante questo, in quanto dimostra come Gesù in realtà non avesse nessun controllo sui suoi bisogni. In Matteo 4, e altri, si narra che egli digiunò per quaranta giorni. Digiunare per quaranta giorni implica un notevole controllo sul proprio corpo, una notevole disciplina, ben diversa da quella che ha un affamato che si precipita sul fico per vedere se per caso ci sono dei fichi, magari fuori stagione, come afferma Matteo.

Il messaggio del vangelo è costringere l'esistente al volere della chiesa cristiana, dei vangeli e, attraverso essi, al volere divino.

In questo vangelo c'è una netta contrapposizione fra il paganesimo romano e l'ideologia cristiana. Mentre i romani diventano Venere diventando parte dell'oggettività, i cristiani piegano l'oggettività per soddisfare le proprie necessità. La contrapposizione è netta e decisa. Non c'è mediazione. Nella religione romana il rispetto per ogni forma religiosa è un imperativo morale (tanto che molte forme religiose diventano parte integrante nella religione romana finendo per modificare l'insieme religioso romano in modo sostanziale), per i cristiani la distruzione di ogni fede o credo diverso deve avvenire con qualunque mezzo e questo, per loro, diventa un imperativo morale. Gesù dà vita a quell'odio religioso che viene condannato dalla Risoluzione Universale dei Diritti dell'Uomo promulgata dall'ONU nel 1948.

Il disprezzo dei cristiani per ogni altra forma religiosa nasce proprio dal vangelo di Gesù e dall'esempio del comportamento di Gesù nei confronti del fico.

Il fico è colpevole di non aver soddisfatto le voglie di Gesù e per questo Gesù lo distrugge.

Il potere del dio creatore dell'universo contro un fico: quale magnificenza divina! Ma è atteggiamento proprio dei cristiani e delle religioni rivelate.

Diventa poco importante dire se era stagione di fichi o meno, diventa importante sottolineare come il fico, malvagio secondo Gesù che lo condanna a morte, non aveva fichi da donare a Gesù quando Gesù gli venne voglia di mangiare fichi. Ogni rapinatore che spara al rapinato che non gli dà il bottino, si sta comportando come Gesù. Se le persone condannano il rapinatore, perché non condannano Gesù?

Ammettendo che poco prima fosse passato qualcuno e si fosse preso i fichi di quell'albero, cosa avrebbe dovuto fare quell'albero? Impedirgli di prendere i fichi perché sicuramente sarebbe passato di lì un tale Gesù che aveva voglia di fichi e che sicuramente avrebbe frugato fra le foglie in cerca di fichi e, non trovandoli, lo avrebbe distrutto?

La parte più drammatica del racconto del vangelo è che in Marco gli apostoli dicono a Gesù di guardare cosa era successo al fico. Gesù non esprime nessun rammarico per l'accaduto, ma lo usa per esaltare la propria potenza e il proprio potere affermando che se voleva, pregando, poteva obbligare le montagne a gettarsi in mare.

Queste affermazioni servono a dimostrare l'uso che Gesù intendeva fare del suo potere e quale sarebbe stato il destino degli Esseri Umani che avrebbero seguito i suoi insegnamenti.

Vale per le pecore del buon pastore portate al macello, vale per le anime pescate dal pescatore finite nella friggitrice, vale per il fico che non soddisfa i suoi bisogni e vale per le montagne che fino a prova contraria non gli facevano, né a lui né ad altri, alcun male.

La predicazione di Gesù è una predicazione finalizzata allo sviluppo della pulsione di morte attraverso la quale sottomettere gli Esseri Umani.

In Luca l'esempio del fico viene modificato e trasformato in parabola. Luca sa benissimo che non si può diffondere una religione soltanto minacciando e ricattando. Luca deve ammantare l'insegnamento di Gesù di disponibilità prima e di impersonalità poi.

In Marco e in Matteo l'esempio è diretto. Immediatamente appare come Gesù sia malvagio. Non gli dà ciò che vuole e lo uccide. In Luca tutto deve essere impersonale. L'episodio si svolge fra il padrone e il vignaiolo. Il padrone vuole distruggere il fico per liberare il terreno, il vignaiolo invece suggerisce al padrone un altro metodo.

Il metodo introdotto dal vignaiolo non è costruito di sana pianta, ma è la mediazione che fa Luca fra il metodo di relazione religiosa del paganesimo romano e il metodo terroristico come appare in Marco e in Matteo.

I romani dicono: "Tieniti la tua religione, anzi fammi capire com'è la tua religione che se mi piace voglio seguirla anch'io". Marco e Matteo dicono: "O fai quello che voglio io o ti ammazzo".

La mediazione di Luca ha lo scopo di mantenere la minaccia di Marco e Matteo, anzi la rafforza, e nello stesso tempo di svuotare il venerare della religione romana usando la sua apparenza ma rigettandone la sostanza.

L'apparenza è l'accettazione partecipata alla religione diversa, la forma è la tolleranza. Luca dice proviamo a vedere se facendo questo o quello l'albero si decide a farci i frutti. Faccio questo e quello non per l'albero, ma perché voglio ottenere i frutti. Se l'albero non dà i frutti lo tagliamo.

Nella religione romana si affermava che si era tolleranti nella religione altrui proprio perché era la religione altrui e solo per il fatto di essere la religione altrui. Al contrario i cristiani dicono: io sono tollerante nei confronti della tua religione, ma se tu non ti converti ti uccido.

Per questo motivo Luca rafforza la minaccia insita nei vangeli di Marco e Matteo. La rafforza concedendogli una giustificazione apparente: io ho provato a convertirti, ma tu hai continuato nel tuo credo diverso dunque sono costretto ad ucciderti (molte sentenze di processi attraverso i quali si bruciavano chi osava pensare sono formulate in questo modo). Alla morte del fico in Marco e Matteo, Luca aggiunge l'agonia. Il tormento del tentativo di conversione.

Se i cristiani si sono comportati con le altre religioni relazionandosi solo attraverso il saccheggio, il genocidio, la tortura, questo è quanto ordina Gesù attraverso i suoi vangeli.

Questo è il cristianesimo!

Caricata in rete il 03 agosto 2004 (non ho trovato la data in cui è stato scritto)

L'insegnamento di Gesù sul fico maledetto e gli effetti nella società umana.

Fino a qui il testo postato nel 2004.

Oggi 16 marzo 2005 faccio una variazione.

Da parecchio tempo c'è un personaggio avvampato dal fuoco della devozione al pazzo di Nazareth che mi invia e-mail nel tentativo di convincermi che sia un diritto del pazzo di Nazareth o del macellaio di Sodoma e Gomorra ammazzare le persone. Mi invia e-mail pretendendo che io accetti il suo diritto al genocidio, allo sterminio, a distruggere chi non si mette in ginocchio davanti al macellaio di Sodoma e Gomorra e a chi lo rappresenta: lui in questo caso!

Davanti al genocidio perpetrato dai cristiani (dai decreti di Galla Placidia, ai massacri di Recaredo fino al massacro dell'olocausto nazista) nei confronti degli Ebrei lui non trova niente di meglio che giustificare l'azione del pazzo di Nazareth. In questo caso, giustificare l'indicazione dottrinale di macellare gli individui.

Ricordo, per chi se lo fosse dimenticato, che questo imbecille affermava di essere figlio del dio padrone e padrone egli stesso.

E come tale viene spacciato dai cristiani e dalla chiesa cattolica in particolare. Sapiente per volontà del padrone suo padre, pertanto, per sua stessa ammissione e per ammissione del provocatore che mi invia le e-mail, egli sapeva a cosa le sue parole e le sue azioni avrebbero condotto: volontà di macellare chi non si può difendere!

E' chi mi invia l'email che crede che la figura di questo assassino descritto nei vangeli sia esistita. E' chi mi invia l'e-mail che crede che fosse il figlio del dio padrone e creatore e padrone egli stesso; non io! Io so benissimo che la volontà di macellare gli individui che non si sottomettevano era la volontà degli evangelisti: persone malate di morte con pretese di onnipotenza (loro e il dio padrone erano forti; tutti gli altri dovevano inginocchiarsi!).

Ogni giustificazione di quelle azioni che rappresentano un'indicazione dottrinale, è solo una richiesta di giustificazione del genocidio perpetrato sugli uomini ad opera dei cristiani per imporre la credenza nel loro dio. Non condannare il pazzo di Nazareth significa farsi complici del genocidio perpetrato nei confronti dell'umanità attraverso le indicazioni dottrinali dei vangeli ufficiali.

So perfettamente che la chiesa cattolica, come questo criminale che mi scrive, deve giustificare la sua azione di massacro nei confronti di chi non si può difendere, ma ciò non toglie che l'indicazione dottrinale che ne scaturisce da questo episodio (anche da tutti gli altri) dei vangeli è l'indicazione di un'attività criminale il cui fine è distruggere l'umanità.

Come ogni città avversa al cristianesimo è una Babilonia i cui bambini devono essere massacrati sbattendogli la testa sulle pietre, così ogni popolo che non si mette in ginocchio davanti al pazzo di Nazareth è un Fico Maledetto e dunque va massacrato, immiserito, annientato esattamente come Gesù di Nazareth ha fatto con il fico.

Lo sa benissimo chi mi manda questa e-mail, che aggiungo alla pagina, perché le persone siano consapevoli attraverso quale esercizio retorico i cristiani si vogliono sottrarre al vero problema: ESSERE PROCESSATI PER DELITTI CONTRO L'UMANITA ASSIEME AL PAZZO DI NAZARETH E AL MACELLAIO DI SODOMA E GOMORRA.

Ometto l'indirizzo e-mail e il nome di chi mi ha mandato l'e-mail che è un coacervo di insulti nei confronti di tutte le donne e gli uomini macellati per imporre loro sottomissione al dio padrone dei cristiani:

----- Original Message -----
From:< ....>
To: claudiosimeoni@libero.it
Sent: Tuesday, March 15, 2005 3:21 PM
Subject: Il fico maledetto

Claudio, ho letto la sua interpretazione molto tirata riguardo al racconto del fico maledetto…

Le dico la mia: "Non era quella la stagione dei fichi" sta ad indicare che per quel tipo di presenza storica -il giudaismo classico- non vi sarebbe più stata, dopo la morte cruenta del Cristo, una stagione in cui poter maturare frutti significativi.
Il fatto che il Cristo abbia voluto infierire condannando un fico fuori stagione a morte certa può urtare la sensibilità di una persona di vedute laiche. Il filosofo razionalista Bertrand Russell, p.es., si scandalizzò di questo atteggiamento e dichiarò che non avrebbe mai potuto diventare cristiano.
Qui tuttavia la pianta rappresenta Israele, soprattutto nelle sue espressioni ufficiali di potere, che sotto la fronda ingannevole delle sue pratiche religiose, esteriori e formali, nasconde una profonda sterilità spirituale. La maledizione non è che l'esplicita constatazione di una falsità che ormai non può più ingannare nessuno: il redattore della pericope, cristiano di origine giudaica, sta ragionando col senno del poi.
Se poi il lettore vuol vedere in questa condanna, in maniera più estensiva, il destino inevitabile cui va incontro ogni uomo che fa dell'ipocrisia un modo per imporsi, allora si potrebbe dire che la condanna è relativa non tanto alla mancanza del frutto quanto alla falsità delle foglie, cioè è relativa al dualismo tra apparenza e realtà e soprattutto alla pretesa che, in nome di questo dualismo, il potere possa trarre in inganno le masse.

Giuseppe

Riflettete.

Quando si disprezzano le regole sociali e si esalta il genocidio: siete sicuri che a voi spetta il "diritto" di macellare le persone?

Non vi passa per l'anticamera del cervello che le regole violate vi si possono ritorcere contro?

Davvero pensate di essere coloro che maledicono il fico? Davvero non pensate che potreste essere voi il fico che viene maledetto?

Quando si costruisce un campo di sterminio: siete sicuri che voi sarete quelli che apriranno i rubinetti del gas? Non vi passa per l'anticamera del cervello che potreste essere coloro che quel gas respirano?

Tanto per comprendere cosa ha comportato nella storia l'indicazione dottrinale del Fico Maledetto riporto da un'e-mail che mi è stata inviata relativa ad un articolo a firma di A. Petta e mi si indica pubblicato sull'inserto ALIAS de "Il Manifesto" dell'11 settembre 2004.

"In effetti, aggiunge il relatore dell'articolo Charles Amiel, i roghi dal 1578 al 1579 sono i più micidiali del XVI secolo per gli ebrei: 43 alla volta. Soprattutto per gli ebrei non c'era scampo: si convertivano dappertutto ma, con la conversione, conservavano almeno le proprietà. Ed erano queste a cui davano la caccia papi e re. E allora bastava solo mettere in marcia la macchina infernale delle delazioni, arresti, incarcerazioni, processi, torture, moniti, giudizi, roghi. Ma c'era qualcosa di peggio dei roghi, i forni, l'orrore apocalittico dell'inquisizione: los "quemaderos" di Siviglia. Erano così tanti gli eretici condannati al rogo, che furono costretti a inventarsi qualcosa di speciale che consumasse meno legna dei tradizionali autodafé: costruirono uno accanto all'altro quattro enormi forni circolari sopra una piattaforma di pietra ognuno dei quali poteva contenere fino a quaranta "dannati". Accendevano un po' di legna sotto la piattaforma, buttavano dentro le povere creature e le cocevano a fuoco lento: occorrevano dalle 20 alle 30 ore per crepare. Funzionarono ininterrottamente per oltre tre secoli. 300 anni. Vennero chiusi da Napoleone Bonaparte nel 1808. Questo è riuscito a fare la Santa Inquisizione, sublime spettacolo di perfezione sociale (come scrive Adriano Prosperi citando un numero di La Civiltà Cattolica del 1853). L'operazione di minimizzare l'operato dell'Inquisizione ha toccato, naturalmente, anche il conflitto fede-ragione, fede-scienza: tra 1559 e 1707 il numero delle opere scientifiche proibite dall'Inquisizione di Spagna per questa regione superò la somma di quelle proibite per ogni altra e lo stesso è quasi certamente vero per l'Indice romano, per il quale uno studio quantitativo non esiste ancora. Vale la pena ricordare che il cardinale Bellarmino - il carnefice di Giordano Bruno e Galileo Galilei - non venne fatto santo all'epoca dei fatti, nel '600, bensì pochi anni fa, nel 1930: ovverosia, nel 1930 la Santa Sede avallò tutto l'operato di Urbano VIII e dello spietato inquisitore Bellarmino!"

Meditate attentamente.

Fine 16 marzo 2005

Modificato per la pubblicazione il 06 novembre 2015

NOTA: Le citazioni dei vangeli sono tratte dalla bibbia delle edizioni Paoline 1968

Gesù di Nazareth: l'infamia umana.

 

I valori etico-morali del cristianesimo.

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Aggressione di cristiani alle statue pagane 2015

Gesù e il cristianesimo

Il cristianesimo è un modo per distruggere il divenire degli uomini. Per capire la strategia di distruzione dell'uomo del cristianesimo è necessario leggere i vangeli e interpretarli alla luce dell'uomo ridotto in schiavo obbediente, oggetto di possesso e privato della propria capacità di vivere e abitare il mondo in nome del dio cristiano che altri non è che il Macellaio di Sodoma e Gomorra, il criminale che ha distrutto l'umanità e la Natura col Diluvio Universale e che ordina il genocidio dei popoli per favorire i criminali del Popolo Eletto.