Gesù davanti al Sinedrio

Magistrati e imputati

di Claudio Simeoni

 

Il libro, Gesù di Nazareth: l'infamia umana, è in correzione e di prossima pubblicazione

Gesù davanti al Sinedrio nei quattro vangeli

 

Uno degli episodi rivelatori della qualità psicologica di Gesù è l'atteggiamento che gli estensori dei vangeli gli attribuiscono. Gesù è l'imputato accusato. Se vi difendete in questo modo, ammesso e non concesso che un magistrato del dibattimento, oggi come oggi in Italia, vi permette di difendervi, significa essere condannato per accettazione delle accuse.

Agli evangelisti questo non importava. A loro importava dimostrare come Gesù affermasse di essere il figlio del dio padrone anche in un processo in cui sarebbe stato condannato. Agli evangelisti importava dimostrare una certa dignità di Gesù quasi fosse un contrappeso con la violenza che alimentava contro le persone più deboli nella società. Quel continuo minacciarle di tortura fra fame e stridor di denti. Va da sé che è facile cacciare il mendicante nella fame e nello stridor di denti, più difficile è minacciare chi ha il potere sociale. Se l'azione violenta contro il mendicante non rileva la follia del padrone perché l'azione copre le argomentazioni, davanti ai magistrati ci sono solo le argomentazioni che rivelano il delirio di Gesù.

Scrivono gli evangelisti nei quattro vangeli usati dai cristiani:

Scrive Luca

Domanda dei sacerdoti: "Se tu sei il Cristo, ce lo devi dire" Gesù rispose: "Se ve lo dico non crederete; se vi interrogo non mi risponderete. Ma d'ora in poi il figlio dell'uomo sarà assiso alla destra della potenza di Dio". Allora tutti esclamarono: "Dunque tu sei il figlio di Dio?" Rispose loro Gesù: "Voi lo dite: io lo sono!"

Vangelo di Luca 22, 67 70

Scrive Giovanni

Il Sommo sacerdote interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla sua dottrina. Gesù gli rispose: "Io ho parlato in pubblico a tutti; ho sempre insegnato in sinagoga e nel Tempio, dove s'adunano tutti i Giudei, e niente ho detto in segreto. Perché interroghi me? Interroga quelli che mi hanno udito, di che cosa ho parlato loro: ecco, essi sanno che cosa ho detto".

A queste parole una delle guardie presenti diede uno schiaffo a Gesù dicendo: "Così rispondi al Sommo Sacerdote?" Gesù gli rispose: "Se ho parlato male, mostrami dov'è il male; e se bene Perché mi percuoti?" Anna allora lo mandò legato a Caifa, Sommo sacerdote.

Vangelo di Giovanni 18, 19-24

Scrive Marco

Dopo una serie di testimonianze considerate false.

Allora alcuni, alzatisi, presentarono contro di lui questa falsa testimonianza: "Noi l'abbiamo sentito dire: "Io distruggerò questo Tempio fatto dalla mano dell'uomo, e dopo tre giorni ne edificherò un altro non fatto dalla mano dell'uomo". Ma neppure su questo era concorde la loro versione.

Infine il Sommo sacerdote, alzatosi, interrogò Gesù dicendo: "Non rispondi niente? Che cosa attestano costoro contro di te?". Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il Sommo Sacerdote lo interrogò: "Sei tu il Cristo, figlio del Benedetto?". Gesù gli rispose: "Io lo sono, e voi vedrete il figlio dell'uomo assiso alla destra dell'Onnipotente e venire con le nubi dal cielo". Allora il Sommo Sacerdote strappandosi le vesti, esclamò: "Avete inteso la bestemmia! Che ve ne pare?" E tutti sentenziarono ch'era reo di morte.

Vangelo di Marco 14, 57-64

Scrive Matteo

Ora, i Gran Sacerdoti e tutto il Sinedrio cercavano false testimonianze contro Gesù, per farlo morire, ma non ne trovavano, sebbene si fossero presentati molti falsi testimoni. Finalmente ne vennero due che affermarono: "Costui ha detto: "posso distruggere il Tempio di Dio e riedificarlo in tre giorni"". Allora il Sommo Sacerdote si alzò e gli disse: "Non rispondi nulla? cos'è ciò che questi depongono contro di te?" Ma Gesù taceva. E il Sommo Sacerdote riprese: "Ti scongiuro per Dio vivente, di dirci se tu sei il Cristo, il figlio di Dio". Gesù gli rispose: "tu l'hai detto; anzi io vi dico: d'ora in avanti vedrete il figlio dell'uomo assiso alla destra dell'Onnipotente, e venire sulle nubi dal cielo". Allora il Sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: "Ha bestemmiato! che bisogno abbiamo di testimoni? Ecco, avete sentito la sua bestemmia! Che ve ne pare?". Quelli risposero: "E' reo di morte!"

Vangelo di Matteo 26, 59 - 66

Riflessioni su Gesù davanti al Sinedrio

Queste quattro citazioni, a prima vista volevano dimostrare a persone povere e derelitte che vivevano di paura davanti al magistrato, che Gesù, non aveva paura dei magistrati e anche davanti a loro dichiarava che lui era il figlio del loro dio padrone. Qui si tratta di un'udienza pubblica di un processo, non si tratta di parlare o di dimostrare davanti a folle. Si tratta di relazionarsi non solo col Potere, ma anche con chi conosce le "scritture" e con chi può veder messo in pericolo il proprio ruolo dall'apparizione del figlio del suo padrone.

Consideriamo questi sacerdoti che si trovano di punto in bianco l'incarnazione del proprio dio davanti agli occhi. Certamente dovrebbero essere contenti, ma chiedono a quell'individuo, che si spaccia per dio, di aderire a quanto la loro descrizione di dio impone. Tu dici di essere il figlio del dio che io adoro dunque, aderisci alla mia descrizione di quel dio. Per essere il figlio del dio che io adoro devi fare ed operare quanto la mia descrizione dice che tu fai e che tu operi se tu fossi il figlio del dio che adoro. Se tu non fai o non operi in conformità della mia descrizione tu puoi essere chiunque, ma non il figlio di dio all'interno della mia descrizione: potresti essere il figlio di Zeus che si spaccia per figlio del mio dio a cui tu vuoi togliere il controllo del suo popolo. Inoltre, se tu sei il figlio del mio dio, sei anche il mio padrone e io ti chiedo le credenziali affinché tu lo dimostri.

Gli evangelisti ci raccontano che il processo verteva sul tentativo dei magistrati di capire la realtà di Gesù, il processo verteva sul tentativo di comprendere la sostanza delle farneticazioni fatte da Gesù. Non c'era un atteggiamento precostituito e non hanno agito come agiranno i magistrati cristiani che prima di chiedere alle persone che accusano, le diffamano e le torturano. La direttiva ai cristiani di torturare le persone prima di processarle, arriva col vangelo di Giovanni. In tutta la predicazione, per quello che ci raccontano gli evangelisti, fatta da Gesù, in tutti i vangeli, Gesù pretendeva di essere considerato il padrone degli uomini. Quali erano le argomentazioni adottate da Gesù? I sacerdoti ne prendono atto e chiedono le credenziali. Se hai fatto i miracoli li sai fare, se squarci le nuvole lo sai fare, se plachi il vento lo sai fare, se fai sparire la lebbra lo sai fare, se i ciechi vedono lo sai fare e lo sai fare in quanto hai sempre affermato di farlo per volontà del dio padrone che affermi essere tuo padre. Gli evangelisti scrivono come ha i guarito un cieco, ma non dicono come non ne hai guarito atre centinaia di ciechi o come, pur avendo tutto il potere dell'universo che rivendichi in quanto figlio del dio creatore, tu non abbia eliminato la cecità come malattia fra gli uomini. Non hai mai detto "questo cieco l'ho guarito ma non ne ho guarito qualche altro centinaio perché le loro cecità erano diverse", non hai mai detto "quel vento l'ho placato perché così è successo", ma hai detto di ridare la vista al cieco per volontà di dio, di placare il vento per volontà di dio ecc. ecc. Dunque se le cose vengono fatte per volontà del dio padrone, che è l'assoluto, puoi continuare a farle ancora e ancora, a meno che non dici che la volontà di dio ti ha abbandonato oppure che hai mentito e millantato.

Nel processo Gesù non è stato torturato prima di essere portato davanti ai giudici, pratica costante e sistematica da parte dei cristiani sia agli albori del cristianesimo sia attualmente.

Egli era libero di affermare quanto voleva, dire quello che voleva, sostenere ogni posizione se fosse stato in grado di sostenerla. Qualunque cosa avesse detto i sacerdoti ne avrebbero tenuto conto, magari per inasprirne la condanna. Ma Gesù si chiude nella sua pazzia. Egli è il figlio del dio padrone e siede alla destra di dio. Noi a quei sacerdoti possiamo ridere in muso al loro dio assassino in quanto macellaio di Sodoma e Gomorra, in quanto macellaio del genere umano e di tutta la natura attraverso la pretesa di aver mandato il diluvio universale per soddisfare un proprio capriccio, ma è evidente come a quei sacerdoti non sia stata lasciata nessuna via d'uscita all'interno del processo.

Gesù affermava di essere il figlio del dio padrone e che come tale non sarebbe stato creduto. La difficoltà era credere ad un'affermazione assoluta senza riscontri. Oppure c'erano i riscontri?

I miracoli che aveva fatto Gesù erano reali o millantati?

Se pensiamo che i miracoli fossero stati reali, avrebbe sempre potuto dire ai sacerdoti: "sono anni che vado in giro a curare malati per tutta la Palestina e ancora non mi credete? Chi altri ha fatto tanto per i malati e gli indemoniati come me?"

Se pensiamo che i miracoli siano stati millantati dagli evangelisti e che la predicazione di Gesù avesse avuto, come unico fine, l'occupazione militare del tempio per asservirne le funzioni ad egli e alle proprie convinzioni, avrebbe potuto dire: "se io vi dico che sono figlio del dio padrone voi non mi credete, ma non perché io non ve lo posso affermare, ma perché io non ve lo posso dimostrare!"

I magistrati cristiani, nel recente processo a cui sono stato sottoposto per il loro tentativo di legittimare la violenza sui bambini in nome e per conto di Gesù, hanno messo in atto strategie criminali affinché io non mi potessi difendere e ribattere alle loro accuse criminali.

E' un po' complicato argomentare all'interno delle affermazioni criminali dei vangeli quando si è consapevoli che sono strategie militari per distruggere il divenire dell'uomo sottomettendolo ad un dio padrone. Ci sono due scelte se si ritengono i miracoli di Gesù veri o falsi in relazione al fatto che lui è il figlio dell'assoluto e dall'assoluto manifesta il potere dell'universo e si limita a parlare del miracolo sulla singola persona e non elimina l'oggettività che crea quella sofferenza. Il potere miracolistico che manifesta è quello del ciarlatano. I ciarlatani, da allora in poi, reciteranno miracoli per accreditarsi, catturare l'attenzione e truffare gli ascoltatori. Ascoltatori che vengono truffati perché sono speranzosi di beneficiare della vincita del miracolo mentre, a beneficiarne è solo il ciarlatano.

I diversi vangeli trattano l'articolazione del processo in maniera diversa a seconda di quanto vogliono mettere in luce. Il problema di Luca è che gli astanti devono credere alla miracolistica in quanto miracolistica, non devono discutere né a loro devono essere offerti elementi attraverso i quali discutere e magari non accettare. I fatti in Luca sono solo fatti senza commento. Luca scrive sotto dettatura di Paolo di Tarso e il progetto di Paolo è quello di sottomettere gli Esseri umani in una cultura diversa da quella ebraica (almeno così sembra). Egli ha un progetto personale di controllo delle varie chiese cristiane solo che quel progetto va oltre la sua persona e diventa il progetto della chiesa cristiana, la messa in ginocchio degli Esseri Umani.

A differenza di Luca, Giovanni deve dimostrare come i sacerdoti siano arrivati battuti nel dibattimento. Secondo Giovanni c'è un dibattimento attorno alla dottrina di Gesù, il problema è che Giovanni non conosce la dottrina di Gesù, non ne parla. Gesù nei vangeli non argomenta mai, fa solo delle battute che hanno più il senso della beffa e della presa in giro che non delle argomentazioni. Giovanni deve dire come si devono comportare i cristiani, usa l'insegnamento specchiato: se volete vincere, dice Giovanni, dovete fare come io dico che hanno fatto i Gran Sacerdoti e i Farisei.

L'insegnamento specchiato di Giovanni è dettato dalla paura di offrire al lettore elementi attraverso i quali discutere. Discutere significa mettere in discussione.

Giovanni deve dimostrare che Gesù è nel giusto, ma per dimostrarlo descrive un aspetto del processo di nessuna importanza e, proprio perché di nessuna importanza (il fatto si apre e si chiude con un discorso finito sul quale viene accentrandosi l'attenzione del lettore al quale viene fatta dimenticare la generalità delle domande attorno alla dottrina e agli apostoli), serve a Giovanni per dipingere un Gesù buono e quanto cattivi tutti gli altri.

Di diverso tenore sono i vangeli di Marco e Matteo. Sono vangeli più immediati che non risentono del bisogno di far capire che Gesù aveva delle idee che i Sacerdoti gli contestavano. Gesù non aveva delle idee e i Sacerdoti erano interessati a fermare l'attività di Gesù che aveva messo in pericolo l'attività al tempio. Pertanto, i Sacerdoti non volevano discutere nessuna idea di Gesù, né sostenevano cose che Gesù avesse detto, quello che a loro interessava sapere era cosa effettivamente Gesù avesse detto e quale fosse la sua attività per la quale ha occupato il tempio.

Per Marco e Matteo i Sacerdoti cercavano false testimonianze. Quel false è da prendere con le pinze. Innanzi tutto non dicono in cosa consistesse la ricerca della falsità. Non viene detto, ad esempio Gesù voleva uccidere il Gran Sacerdote. Testimonianza che era facilmente considerata falsa, appare invece una ricerca di testimonianze atte ad accusare Gesù. La normale attività di un Pubblico Ministero, fatta anche al giorno d'oggi, che può essere onesta quando il Pubblico Ministero raccoglie le prove e discute delle prove con l'imputato o disonesta quando il Pubblico Ministero raccoglie le prove che gli conviene e, di fatto, anziché discutere con l'imputato lo calunnia presentando la propria conclusione su prove manipolate o parziali. Con la sola differenza che oggi il Pubblico Ministero, imitando le indicazioni di Giovanni, fa massacrare di botte l'arrestato quando le sue condizioni socio-economiche sono quelle di un membro delle classi basse.

Le false testimonianze sono piuttosto da considerare come un punto di vista dell'evangelista che non un'attività reale anche se, date le premesse concorrenziali i Sacerdoti sembrano decisi ad impedire a Gesù di continuare l'attività attraverso la quale cercava di appropriarsi del tempio. A Gerusalemme in cui ogni culto è ammesso data la presenza di Roma, non c'era da temere nessuna predicazione se non il terrorismo degli Zeloti di cui Gesù si era circondato.

Due erano le vie attraverso le quali i sacerdoti potevano condannare Gesù, la sua attività politica (di cui l'assalto al tempio ne rappresentava i fini militari) e la sua attività attraverso la quale si spacciava per figlio del dio padrone mettendo in atto azioni eversive per costringere la società in ginocchio davanti a lui.

Riflessione sulle conseguenze di questo atteggiamento imposto all'infanzia

L'arroganza di Gesù davanti ai magistrati serve ad imporre ai sottomessi cristiani l'arroganza nella società civile.

Quando su questi comportamenti si pone l'enfasi e quell'enfasi è imposta ai bambini, si finisce per costruire dei futuri adulti arroganti e presuntuosi. Non si chiedono cosa sta succedendo, né il significato delle cose che vengono dette e come ci si comporta nell'ambito in cui si sta agendo, ma si pretende che il mondo si pieghi all'arrogante che presupponendo una realtà, per come immagina, è disposto a far violenza alle persone affinché si adeguino a quella realtà immaginata.

L'arroganza imposta mediante gli insegnamenti di Gesù è all'origine di tutti i delitti in famiglia in cui l'arrogante pretende che l'altro si adegui alla propria immaginazione. Come Gesù si comporta da arrogante con i giudici, così l'uomo si comporta da arrogante con la donna pretendendo che si adegui alle sue categorie mentali.

In un processo del genere e nelle condizioni descritte dagli evangelisti, Gesù avrebbe potuto benissimo difendersi, salvo delitti diversi che gli evangelisti tacciono, senza dover rinnegare i propri deliri. Ma i deliri di Gesù hanno sovrastato la realtà e questi hanno impedito a Gesù di valutare l'esatto ruolo nella realtà vissuta. Questo atteggiamento di Gesù, imposto ai bambini da catechisti arroganti, serve a spingere i bambini a non essere in grado di valutare il loro esatto ruolo nella loro società e nelle condizioni che affronteranno nella loro esistenza.

Noi assistiamo nella società ad un fiorire di bulli, ragazzi che perseguono altri ragazzi commettendo spesso reati come la violenza o il sequestro di persona, linciaggi sia fisici che psicologici. Quel comportamento è indotto dall'insegnamento cristiano dell'arroganza di Gesù imposta all'infanzia. Un'infanzia che per imitare Gesù si fa arrogante e violenta nei confronti dei più deboli esattamente come ha fatto Gesù. In fondo, i giudici del processo a Gesù, erano deboli. Non erano arroganti, non erano presuntuosi, come i giudici che ho conosciuto io che erano cristiani. I giudici di Gesù chiedevano di capire e quando capivano, si stracciavano le vesti (non se le stracciavano prima per ottenere la condanna).

Gli insegnamenti di Gesù davanti al Sinedrio ha portato le persone a non saper confrontarsi con i giudici quando vengono accusati di reati, specialmente di natura ideologica, perché o si fanno arroganti o subiscono passivamente l'arroganza del giudice senza sapere il corretto modo di agire e il corretto modo per chiedere giustizia.

In sostanza con Gesù si costruisce un'infanzia incapace di vivere nel mondo e pronta per fornire bestiame al mattatoio cristiano che, proprio perché non sono stati educati a muoversi nella società in cui sono nati, possono essere criminalizzati.

Caricata in rete il 03 agosto 2004 (non ho trovato la data in cui è stato scritto)

Modificato per la pubblicazione il 06 novembre 2015

NOTA: Le citazioni dei vangeli sono tratte dalla bibbia delle edizioni Paoline 1968

Gesù di Nazareth: l'infamia umana.

 

I valori etico-morali del cristianesimo.

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Claudio Simeoni

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Aggressione di cristiani alle statue pagane 2015

Gesù e il cristianesimo

Il cristianesimo è un modo per distruggere il divenire degli uomini. Per capire la strategia di distruzione dell'uomo del cristianesimo è necessario leggere i vangeli e interpretarli alla luce dell'uomo ridotto in schiavo obbediente, oggetto di possesso e privato della propria capacità di vivere e abitare il mondo in nome del dio cristiano che altri non è che il Macellaio di Sodoma e Gomorra, il criminale che ha distrutto l'umanità e la Natura col Diluvio Universale e che ordina il genocidio dei popoli per favorire i criminali del Popolo Eletto.