L’amore di Gesù
Ebrei, cristiani e
società civile
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Per
comprendere l’ideologia cristiana nella società civile è necessario leggere i suoi
testi sacri e capire come questi vengano applicati nella vita quotidiana. E’
necessario capire ciò che implica l’applicazione dei testi sacri ad opera dei
cristiani superando l’immaginario con cui il cristiano maschera la sua
ideologia. Il cristiano comune non consoce i suoi testi sacri, ma li immagina.
In
questo immaginario, le persone, proiettano la loro forma mentale sul
cristianesimo e non si fermano a riflettere su quali siano i principi religiosi
e sociali che il cristianesimo manifesta e le loro implicazioni. Né riflettono
come, la società civile, manifesti norme e comportamenti morali estranei al
cristianesimo.
Dice
il Gesù dei cristiani: “
“Se uno viene a me e non
odia il padre e la madre, la moglie e i figli e i fratelli e le sorelle, ed anche
la sua vita, non può essere mio discepolo.” Luca 14, 26
L’odio
per la società civile e per lo stesso individuo sociale è voluta da Gesù in
funzione di sé stesso. Chi segue Gesù non ha interessi sociali, non ha rispetto
per la società civile né per il suo benessere. Per seguire Gesù è necessario
odiare la società civile. Soltanto in questo modo si può seguire Gesù. E’ uno
dei motivi per i quali la chiesa cattolica santifica dei criminali. Loro hanno
odiato la società civile per seguire Gesù.
Si
tratta di un meccanismo che i cristiani tendono ad ignorare. Loro, i cristiani,
identificano la società civile in Gesù e non sono in grado di scindere le due
necessità e di vederne le implicazioni distruttive. Con la stessa logica
dottrinale per cui è stato fatto santo, dai cristiani cattolici, Padre Pio o
Teresa di Calcutta, può essere santificato Hitler (non ha forse annientato i
deicidi ebrei?) o Pinochet (non ha forse fermato i comunisti in Cile) o Videla
(non ha forse favorito lo sviluppo della chiesa cattolica?).
Cosa
l’individuo mette al centro dei suoi interessi?
Se
mette Gesù o il dio dei cristiani, può macellare l’umanità in nome di Gesù o
del dio dei cristiani in quanto la morale cristiana è quella che impone
sottomissione al dio dei cristiani o a Gesù. Stuprare bambini, come fecero i
Gesuiti che stuprarono i bambini esquimesi, non è contro la volontà di Gesù.
Infatti, lo fecero per costringerli a credere in Gesù e, dunque, chiunque
accusa i Gesuiti di violenza sui bambini sarebbe meglio che si mettesse una
macina al collo e si gettasse in mare. Denunciare i Gesuiti di stupro dei
bambini significa “scandalizzare uno di questi piccoli che credono in lui”.
La
logica cristiana stride con la logica sociale. La logica sociale, manifestata
dalle varie Costituzioni Occidentali, è il risultato delle conquiste fatte col
sangue di milioni di individui che hanno combattuto contro la logica cristiana;
contro il dio cristiano; contro il Gesù dei cristiani; contro le pretese dei
cristiani di imporre la loro morale alla società civile. Le Costituzioni
Occidentali hanno di abbattuto il dio dei cristiani dal centro degli interessi
umani e hanno messo l’uomo, le sue esigenze sociali, al centro dell’attenzione
della società civile. Fu un processo di liberazione ideologica il cui prezzo si
sta ancora pagando dal momento che i cristiani, attraverso l’educazione dei
bambini che non si è ancora voluto sottrarre loro, attentano al dettato
Costituzionale privando i cittadini della consapevolezza dei loro diritti e dei
loro doveri costringendoli a credere che le relazioni sociali siano quelle
della monarchia assoluta. Davanti all’autorità al cittadino è vietato
pretendere da lei risposte e ottemperanza dei suoi doveri, ma deve essere il
cittadino sottomesso a doveri e fardelli con i quali il dio dei cristiani, i
cristiani stessi, si compiacciono di gravare la vita delle persone.
Gesù
e i cristiani non fanno altro che reiterare e riformulare quelli che sono i
principi di morte e di genocidio del vecchio testamento proprio degli ebrei.
Proviamo
a leggere gli insegnamenti degli ebrei, la loro mora, la loro etica sociale:
“Quando Mosè vide il popolo
sfrenato, poiché Aronne li aveva lasciati abbandonati all’idolatria, diventando
così lubidrio dei suoi avversari, si fermò sulla porta del campo e gridò: “Chi
è per il Signore?... A me!”. E si raccolsero attorno a lui tutti i figli di
Levi. Egli ordinò loro: “Ha detto il Signore, Iddio d’Israele: Ciascuno di voi
si metta la spada al fianco; andate in giro pel campo, da una porta all’altra,
e ognuno uccida il fratello, l’amico, il parente”. i figli di Levi fecero
secondo la parola di Mosè; e in quel giorno perirono fra il popolo circa
tremila uomini. poi Mosè disse: “Oggi voi siete stati consacrati al servizio
del Signore, chi a prezzo del proprio figlio, e chi del proprio fratello;
perciò oggi, egli vi dona la benedizione”. Esodo 32, 25-29
Amare
Gesù significa massacrare chiunque non si sottomette a Gesù. Esattamente come
Mosé ordina di ammazzare chiunque non si sottomette al suo dio. Questo aspetto
di “disprezzo dell’altro” che non si sottopone alla sua stessa morale è quanto
viene manifestato dalla chiesa cattolica nelle sue farneticazioni contro
l’aborto, l’eutanasia, il divorzio e tutti quei principi sociali che, sottraendo
l’individuo dalla proprietà di un padrone esterno, portano le persone a
decidere del proprio corpo, della propria persona, della propria morale.
Contro
i principi cristiani si ergono i principi della società civile. Davanti ad un
Mosé che incita ad ammazzare il proprio figlio perché è un “idolatra”, cioè
perché non si conforma alla morale del suo dio padrone, si ergono i principi
della società civile attuale. Se per Mosè è naturale ammazzare i propri figli
per amore del “Signore” e Gesù ribadisce il principio che i propri figli vanno
odiati in funzione dell’amore che si deve portare per lui, per la società
civile la mancanza di rispetto per i figli è abominio agli occhi della
Costituzione della Repubblica.
E’ di
un paio di giorni fa la notizia di una sentenza sociale emessa dalla Corte di
Cassazione nei confronti del comportamento di un padre nei confronti della
figlia.
Da La
Repubblica del 20 novembre 2007:
“Cassazione – Obbliga la figlia a scrivere: io ladra. Padre
condannato
Roma – L’umiliazione dei figli minori non è ammessa come metodo
educativo nemmeno quando il tipo di punizione – scelta dal genitore come forma
di rimprovero – è priva di violenza fisica ma ha il sapore della “gogna”. lo
sottolinea la Cassazione. I supremi giudici hanno confermato la condanna a due
mesi di reclusione nei confronti di Mario M., un papà separatosi da poco che
aveva punito la figlia del primo matrimonio, andata da lui a Cesenatico per
passare le vacanze con la nuova famiglia che l’uomo aveva formato, facendole
scrivere sul quaderno la frase “Io sono una ladra, non devo rubare”. L’uomo sospettava che Federica avesse rubato
un ciondolo alla sorellina minore. La punizione ricevuta provocò nella
ragazzina, già provata dalla separazione dei genitori, un “dramma psichico”
sfociato in una forma di “depressione reattiva”, anche se non grave. La vicenda
della frase venne a galla a scuola quando una maestra sfogliò il quaderno e
lesse la frase.”
Nella
nostra società civile non si tollera la violenza sugli inermi. La chiesa
cattolica manifesta principi religiosi per i quali gli inermi possono essere
macellati se non fanno quello che la chiesa cattolica vuole; se non fanno
quello che il suo dio vuole; se non fanno quello che il suo Gesù vuole.
Appare
strano che mentre Mosè ordina di macellare figli e fratelli, gli altri non
prendano le armi e non si difendano reagendo al massacro.
Perché
nessuna reazione?
Perché
Mosè non è mai esistito. Perché quel massacro non è mai avvenuto!
E
allora perché è stato scritto?
Perché
è un comportamento che gli ebrei devono mettere in atto nei confronti di coloro
che non si sottomettono davanti al loro dio.
Solo
mettendo in atto quel comportamento gli ebrei e i cristiani saranno benedetti
dal loro dio.
Macellare
chi non si mette in ginocchio è il fondamento della cultura ebraica fatto
proprio dai cristiani e manifestato, da questi, in tutta la loro storia (anche
contro gli stessi ebrei).
Il 03
novembre 2007 appare la notizia sul giornale La Repubblica che i militari
israeliani, ebrei, hanno messo sul salvaschermo dei loro cellulari le foto dei
palestinesi macellati. La notizia, denunciata dal giornale “Maariv” viene
titolata: “Macabro gioco con le immagini dei morti”.
Ebbene,
non è questo il vanto dei figli di Levi? Non è forse questo quel comportamento
che dice: “Tu che non ti metti in ginocchio davanti a me sei un terrorista e
io, in nome del mio dio, ti macello!”? Ed è proprio perché macellarono tutti
che furono benedetti dal loro dio padrone.
Queste
sono le conseguenze dell’amore per Gesù: il disprezzo per la società. Il
disprezzo per le persone. Provate ad osservare chi ha lanciato la campagna
d’odio di questi giorni nei confronti dei Rumeni e dei Roma. Sono gli stessi
che amano Gesù. Gli stessi che lanciarono la campagna d’odio, qualche anno fa,
contro gli Albanesi e prima di loro contro i Marocchini. E prima di loro
scrivevano sui muri “forza Etna” in odio per chi proveniva da un’altra regione
dello stesso paese.
Non è
vero che questo odio nasce da alcuni fatti delittuosi, ma è vero che viene
giustificato dai fatti delittuosi. Costoro non vogliono la punizione per il
delitto, ma pretendono di giustificare il loro delinquere criminalizzando
persone e popoli per i loro interessi (sia economici che morali).
E’
l’amore per Gesù che hanno i cristiani.
I
cristiani si identificano con Gesù pretendendo che tutte le persone si mettano
in ginocchio davanti a loro. Le stesse persone che trent’anni fa con la valigia
partivano dal Veneto per andare a lavorare in Francia, Germania, Belgio,
Australia ecc. ecc. oggi pretendono che chi arriva con la valigia di cartone (e
spesso nemmeno quella) si metta in ginocchio davanti a loro e al loro dio di
cui loro si sentono manifestazione.
Che
differenza morale c’è fra colui che passeggia col maiale sul terreno in cui
dovrebbe sorgere una moschea per offendere gli immigrati e Mosè che ordina di
ammazzare chi adora un dio diverso dal suo? L’odio e il disprezzo per la
società civile è imposto dalla chiesa cattolica attraverso i suoi testi
religiosi in assoluto disprezzo del dettato Costituzionale. Nella società
civile, quest’odio, viene manifestato dai cristiani in forme diverse e spesso
oltre i limiti che la legge imporrebbe.
Guardatevi
da chi ama Gesù perché vuole sacrificare la società civile per avere la sua
benedizione.
Marghera,
22 novembre 2007
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Claudio Simeoni
Meccanico
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