Salomon ben Josua Maimon (1753 - 1800)

Riflessioni sulle sue idee.

di Claudio Simeoni

 

Cod. ISBN 9788891185778

Teoria della Filosofia Aperta - Volume uno

 

La filosofia della Religione Pagana.

Scrive il Bignami di filosofia (ed.1984):

1) La coscienza è il solo fondamento della conoscenza: è pertanto errato il dualismo kantiano, per il quale alla base della conoscenza stanno la materia sensibile di essa, o la cosa in sé, e la forma o coscienza.

2) La coscienza ha dei gradi di chiarezza e distinzione. Nel suo grado massimo apprende ciò che pensa come produzione interamente propria; nel suo grado minimo come cosa in sé o noumeno.

3) La coscienza tende al grado massimo, cioè alla completa riduzione dell'essere al pensare, ma incontra un limite. In questo concetto-limite è il concetto di noumeno, il cui dato, cioè la materia delle intuizioni, non è qualcosa di esterno alla coscienza, ma esprime ciò che nella Coscienza stessa è indeterminato.

4) La ragione ha il compito di aumentare il prodotto del pensiero e di diminuire il dato, in un processo all'infinito nel quale il noumeno consiste nel differenziale dell'oggetto e il fenomeno nell'oggetto che ne esce.

Coscienza e conoscenza, relazionate in questo modo, sono indistinguibili. O meglio sono in relazione dialettica fra di loro in cui, una alimenta l'altra che alimenta l'una. Si tratta di stabilire se la conoscenza si è sviluppata in seguito alla nascita della coscienza o se la conoscenza abbia sviluppato la coscienza. All'inizio del processo evolutivo delle specie, il primo essere, quando acquisì la Coscienza della propria esistenza percepì la necessità di espansione e, per obbedire a tale necessità, sviluppò la conoscenza. Conoscenza e coscienza, nell'idea di Maimon, vanno circoscritti nell'ambito ristretto della ragione. Non c'è dubbio che sia la ragione il limite di Maimon. Questo appare evidente quando nega il dualismo kantiano.

Come può esistere la Coscienza se si nega la materia, il corpo, sulla quale la coscienza prende forma?

Si sa che la materia non è l'elemento base dell'esistente: questo è l'Energia Vitale. Ma l'energia portatrice di vita, è il fondamento che costituisce la materia, qualunque sia la sua organizzazione che i nostri sensi individuano. Maimon ignora questo. Il suo scopo è quello di contraddire il supporto fisico dato da Kant alle sue teorizzazioni senza per questo stabilirne i presupposti. All'interno degli Esseri viventi della Natura la coscienza si innesta sempre su un supporto fisico, un corpo, è necessario uscire dall'ambito dei viventi della Natura per articolare una concezione della coscienza diversa da quella supportata da una struttura fisica (sempre escludendo che l'Energia Vitale sia cosa diversa dalla materia quando sappiamo che entrambe le cose sono uguali o comunque in relazione fra di loro anche se strutturate o sedimentate in maniera diversa).

Se accettiamo che la conoscenza è l'esigenza della coscienza dobbiamo anche accettare il concetto secondo cui il fondamento per la presenza di una coscienza è l'essere in sé che esprime questa coscienza. La conoscenza nutre la coscienza diventandone parte. La coscienza non è oggetto diversa dall'essere cui la coscienza appartiene; la coscienza è l'essere in sé.

La coscienza tende al massimo grado cui il fare, l'azione come accumulo di esperienze, dell'essere le concede. Il massimo grado della coscienza non è ridurre l'individuo al suo pensare, ma è la proiezione dell'individuo nell'infinito dei mutamenti. Soltanto limitando la coscienza all'interno della ragione, perciò al pensato, si può parlare di limite nel concetto del noumeno. La ragione non può afferrare il noumeno, la coscienza si. La coscienza dell'individuo può superare, con la percezione, i limiti del pensato della ragione e afferrare fenomeni diversi da quelli descritti mediante azioni, empatia e relazione emotiva.

La Coscienza è cosa diversa dalla ragione, pur comprendendola. Il concetto limite del noumeno è un concetto limite della ragione e non della coscienza. Anche quanto la ragione concede la presenza di fenomeni diversi da quelli che lei considera, come le intuizioni, si tratta, di fatto, elementi della ragione anche se tendono a spostare i limiti della descrizione del mondo imposti dalla ragione all'individuo.

Compito della ragione è quello di espandersi. Obbiettivo della ragione è contenere la coscienza e la conoscenza dell'essere umano entro i limiti della sua descrizione. Non è né intento nè desiderio della ragione aumentare il prodotto del pensiero. L'individuo si accascia nella fede della superstizione di entità superiori piuttosto che articolare, con sempre maggior chiarezza e precisione, il descritto del quotidiano. La funzione della ragione è quella di descrivere l'oggetto attraverso i suoi fenomeni preservando la coscienza da un arrivo massiccio di fenomeni che l'individuo non saprebbe gestire, compito della coscienza è aumentare i fenomeni attraverso i quali la ragione descrive l'oggetto. Compito della ragione è quello di inglobare tutti i fenomeni provenienti dagli oggetti esterni in modo da descrivere gli oggetti del mondo sempre più completamente e precisamente. La ragione si fermerà sempre, e comunque, alla descrizione dell'oggetto attraverso i suoi fenomeni limitati dalla sua percezione razionale mentre la coscienza è in grado di superare la ragione relazionandosi con l'oggetto.

 

Teoria della Filosofia Aperta - Volume uno

 

vai indice del sito

Nel 1995 (mese più, mese meno) mi sono posto questa domanda: se io dovessi confrontarmi con i filosofi e il pensiero degli ultimi secoli, quali obiezioni e quali argomenti porterei? Parlare dei filosofi degli ultimi secoli, significa prendere una mole di materiale immenso. Allora ho pensato: "Potrei prendere la sintesi delle loro principali idee, per come hanno argomentato e argomentare su come io mi porrei davanti a quelle idee." Presi il Bignami di filosofia per licei classici, il terzo volume, e mi passai filosofo per filosofo e idea per idea. Non è certo un lavoro accademico né ha pretese di confutazione filosofica, però mi ha permesso di sciacquare molte idee generate dalla percezione alterata nel fiume del pensiero umano.

Vai all'indice della Filosofia Aperta

Marghera, 21 aprile 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.