L’ideologia eugenica nelle pratiche eugenetiche

Origine ideologica della discriminazione e del genocidio

di Claudio Simeoni

 

Cod. ISBN 9788891185785

Teoria della Filosofia Aperta - Volume due

 

Eugenismo: la nascita dell'ideologia dello sterminio

Dalle origini al rinascimento italiano

Recita la Costituzione della Repubblica Italiana nell’art. 3:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Come siamo arrivati alla necessità di precisare questo nella Costituzione della Repubblica? Ma anche nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nella Costituzione Europea?

Le necessità derivano dalla storia di un’idea sul come deve essere gestita una società che deve essere spazzata via dall’orizzonte del pensiero sociale umano.

Che cos’è la pratica eugenetica? E’ una pratica che consiste nel separare una parte da un tutto affinché quella parte non inquini o non danneggi quel tutto. Un tutto considerato sano che deve essere preservato da una parte considerata malata.

Attualmente noi consideriamo pratiche eugenetiche anche le analisi delle predisposizioni a trasmettere malattie dovute alla struttura genetica di individui che spesso vengono definiti come “portatori sani” di questa o quella malattia. Tuttavia, queste pratiche sono di natura preventiva e non vanno a ledere i diritti dei cittadini o il diritto delle loro scelte. Possono dire, ad esempio, “se tu hai un figlio ci sono tot” di probabilità che quel figlio nasca malato o predisposto alla malattia o portatore della stessa. Puoi scegliere di partorire o di abortire per non generare dolore. Ma è una scelta tua. Scegli come usare il tuo corpo. Questo non va a negare i tuoi diritti di avere un figlio, ti rende consapevole dei problemi che possono nascere (e di cui devi assumerti le responsabilità).

Io non parlo di pratiche che consentono al singolo individuo di acquisire consapevolezza nelle sue scelte. Questa è una buona eugenetica. L’ideologia eugenica non viene elaborata in funzione dei bisogni dell’individuo, ma viene costruita in funzione delle necessità di un padrone di gestire il proprio bestiame umano scegliendo per la riproduzione quei capi di bestiame che ritiene “migliori”.

L’ideologia eugenica nasce dalla necessità del controllo delle persone per conto di un’autorità in funzioni ideologiche antidemocratiche, ma, soprattutto, contro le scelte delle persone. Nell’ideologia eugenica le persone non hanno il controllo del proprio corpo. Non sono padrone delle loro scelte, ma devono obbedire alle scelte imposte dall’autorità. La battaglia della chiesa cattolica e dei cristiani contro l’aborto, che è una battaglia per impossessarsi dell’uso del corpo delle donne sottraendolo all’arbitrio soggettivo decisionale della donna, è ideologia eugenica. La stessa ideologia che portò ai campi di sterminio.

La pratica eugenetica diventa criminale quando aggredisce i diritti di una popolazione, nelle scelte delle singole persone, applicando nei loro confronti discriminazione, isolamento, obblighi di obbedienza la cui accettazione porta, inevitabilmente, all’annientamento e al genocidio dei discriminati (in tutto o in parte come può essere la gestione dell’utero delle donne da parte della chiesa cattolica).

Qual è l’origine ideologica della pratica eugenetica che portò al genocidio di popolazioni? Da dove nasce l’ideologia del genocidio per salvaguardare il gruppo sotto l’aspetto razziale e religioso?

L’origine dell’ideologia eugenica è propria della bibbia cristiana e delle necessità del dio padrone degli ebrei di controllare le persone trasformate in bestiame. Il popolo eletto è il “popolo” selezionato eugeneticamente distinto da tutti gli altri popoli che non sono “popolo eletto”.

Gli ebrei elaborano i fondamenti l’ideologia eugenica:

“Disse il dio padrone ad Abramo: “Osserverai il mio patto, tu e i tuoi discendenti nel corso delle loro generazioni. Il patto che io faccio fra me e voi, cioè i tuoi discendenti dopo di te, e che voi dovrete osservare è questo: ogni maschio fra voi sia circonciso. Voi reciderete la carne del vostro prepuzio, e questo sarà il segno del patto fra me e voi; e nel corso delle vostre generazioni voi circonciderete ogni maschio all’età di otto giorni, sia quello nato in casa che quello comprato con denaro da qualsiasi forestiero, e che non sia della tua progenie. E sia circonciso pure quello nato in casa tua, come quello che tu abbia comprato con denaro; e il mio patto nella vostra carne sarà patto perpetuo. Il maschio incirconciso, che non avrà reciso la carne del suo prepuzio, sia reciso dal suo popolo: egli ha violato il mio patto.”

Genesi 17, 9-14

L’eugenica è l’attività pratica dell’omicidio e della strage del diverso, del non allineato, per preservare il popolo eletto nel patto col dio padrone. L’ideologia dell’assassinio del dio padrone di ebrei e cristiani è il fondamento ideologico eugenico. I cristiani trasferiscono l’attività eugenica ebrea nella loro dottrina religiosa. Nel cristianesimo le persone non sono soggetti che scelgono, ma sono proprietà del loro dio padrone. La pratica del battesimo si sostituisce alla pratica della circoncisione, ma il significato del battesimo rimane quello della circoncisione: genitori che rinunciano alla responsabilità nei confronti del proprio figlio e lo consegnano al dio padrone cristiano di cui la chiesa cattolica (e le altre confessioni cristiane) si reputano la sua legittima rappresentate e beneficiaria dell’uso di quei bambini.

L’eugenica della chiesa cattolica serve a distinguere il “popolo di dio” da chi non appartiene al “popolo di dio” e dunque va votato all’anatema (massacrato).

Tale scelta viene rivendicata come legittima da Gesù attraverso il vangelo di Luca e viene incorporata nella pratica dalla chiesa cattolica. La necessità di appartenere alla razza giusta viene confermata dai cristiani nel vangelo di Luca nelle pratiche di Gesù:

“Trascorsi otto giorni per la circoncisione del bambino, gli fu messo nome Gesù, com’era stato chiamato dall’Angelo prima che fosse concepito dal seno materno. Poi compiuto il tempo della loro purificazione, secondo la legge di Mosé lo portarono a Gerusalemme per offrirlo al padrone, secondo quanto è scritto nella legge del dio padrone.”

Luca 2, 21-23

Diventa fondamentale, per la pratica di strage eugenica che questa sia preceduta dal riconoscimento della razza nella quale praticare l’allontanamento delle persone “indegne” (pertanto non persone) dalle persone della razza, le persone “degne”.

Questo elemento ideologico è il fondamento giustificativo della strage del diverso.

Il concetto di razza degli ebrei, “il popolo eletto” diventa, nella chiesa cattolica, il concetto di “popolo di dio” e condanna all’anatema chiunque non sia il popolo di dio. La chiesa cattolica mira al potere mondiale assoluto e la distinzione è fra chi si prostra davanti al proprio dio e chi non si prostra davanti al proprio dio.

L’incitamento all’uso dell’omicidio, dei forni, per separare il buono dal cattivo, il grano dal loglio, è voluta da Gesù in Matteo 13, 30. Gesù indica la strage e il genocidio come soluzione finale per chi non è della sua razza (gli adoratori del suo dio padrone) e tale indicazione viene a innestarsi sulle idee politiche di Platone.

Gesù non è mai esistito. La figura di Gesù, come del resto quella del Buddha, viene costruita a tavolino da qualcuno. Una leggenda sparsa nel tempo e arricchita di particolari che incarna l’immaginario e il desiderabile fra gli ebrei e che ha lo scopo di legittimare forme di potere assoluto. La figura di Gesù viene costruita prendendo a prestito un po’ da tutti i miti del tempo. Da Mitra al tardo Horus, da Iside a Adone e Cibele, da Dioniso a Ercole, da Esculapio ai detti popolari che giravano fra la Siria, Babilonia e Gaza. Questa operazione fu forse fatta da filosofi cinici o comunque personaggi greco-ebrei.

Fra le altre cose la descrizione della figura di Gesù rappresenta l’ideale socratico in Platone della vita “cinica” del saggio in contrapposizione ad un mondo immaginario popolato di malvagi. I vangeli esprimono l’allegoria dell’aristocratico, Gesù, che rinuncia alle ricchezze, ma non alla saggezza e alla pretesa del potere (è figlio del dio padrone), in un mondo popolato da individui democratici che, per Platone, incarnano la corruzione. Individui che hanno a cuore il benessere economico della società contro i quali si scaglia Gesù che pretendendo di essere riconosciuto come il padrone assoluto, pretende di essere considerato al di fuori delle leggi.

E’ l’ideale di Platone! Pur di imporre il proprio ideale di società a tutti Platone è disposto ad ammazzare tutti quelli che a quell’ideale non aderiscono: come ordina Gesù.

Scrive Platone in Politico:

STRANIERO: è necessario che anche fra le forme di governo, a quanto pare. si distingua come quella giusta, e addirittura come l'unica forma di governo, quella in cui si possa trovare che i governanti sono davvero esperti, e non solo lo sembrino, e sia che governino secondo le leggi, sia che governino senza, e con il consenso o senza il consenso, e che siano poveri o ricchi, nessuna di queste cose dev'essere calcolata in relazione a nessun principio che faccia riferimento a una retta forma di governo.

SOCRATE IL GIOVANE: Bene.

STRANIERO: E sia che uccidendo o anche bandendo alcuni cittadini agiscano per il bene dello Stato purificandolo, sia che riducano le sue dimensioni esportando delle colonie come uno sciame d'api, oppure, inserendo chissà da dove altre persone da fuori e facendole diventare cittadini, ne accrescano le dimensioni, finché, facendo uso della scienza e del senso di giustizia, lo salvano rendendolo migliore, per quanto possibile, rispetto ad una peggiore condizione precedente, allora si deve dire che una forma di governo organizzata in tal modo e che corrisponde a tali requisiti sia l'unica giusta forma di governo. Quanto a tutte le altre che possiamo citare, dobbiamo dire che non sono costituzioni legittime né realmente tali, ma emule di quella: e quelle che diciamo che hanno buone leggi la imitano nei suoi aspetti più belli, le altre in quelli più deteriori.

Platone – Politico

La battaglia dell’eletto, dell’aristocratico, contro i diritti democratici è la contraddizione nella quale l’aristocratico, l’eletto, l’unto del padrone, incarna nella pratica eugenica il suo ideale di società.

Selezionare la società come fa il pastore con le pecore al fine di costruire un gregge di pecore funzionale ad accettare una società in cui l’aristocratico, l’unto del signore, l’eletto, diventa la guida saggia.

“Io sono il buon pastore Chi non entra attraverso la porta dell’ovile, ma cerca d’intrufolarsi ad ogni costo, scavalcando il recinto, è un ladro. Il pastore, invece, entra per la porta. Il custode gli apre, le pecore sentono la sua voce e gli si avvicinano; egli le chiama per nome e le porta fuori. Le fa uscire tutte dall’ovile e cammina davanti a loro. Le pecore lo seguono, perché riconoscono la sua voce.”

Giovanni 10, 1-5

Attraverso la pratica eugenetica ha selezionato il gregge umano e ora, dopo generazioni di selezione degli Esseri Umani ridotti a gregge, questi “riconoscono la voce del padrone”. L’eugenica ha uno scopo: fissare il diritto di proprietà del padrone sulle persone. Questa pratica è una pratica ideologica indicata da Gesù e da Platone.

Quella di Platone non va nel dimenticatoio della storia, tuttavia viene relegata nel rumore di fondo di un passato che, con l’avvento del cristianesimo, sembra non servire più.

Non c’è differenza fra Gesù, che parla del gregge che segue il “buon pastore”, e Platone che indica una società formata bandendo delle persone o uccidendo le persone che non sono in sintonia: il gregge del “buon pastore” è la società di Platone.

L’ideologia eugenica viene praticata massicciamente dal cristianesimo isolando i dissidenti, annientando popoli, scatenando guerre di religione e massacrando i popoli di religioni diverse prima e poi le comunità dissidenti religiose chiamate eretiche. La luce dei roghi degli eretici è una pratica eugenica che tende a sradicare ogni forma di pensiero che in qualche modo faccia pensare in maniera diversa le persone. Il divieto di leggere la bibbia per impedire alle persone di schierarsi con le persone uccise dal dio degli ebrei e solidarizzare con loro quando quel dio si diverte a macellare i bambini, è una pratica eugenica messa in atto nella popolazione per selezionare il gregge che segue il “buon pastore”. Il buon pastore ordina di macellare chi non si mette in ginocchio davanti a lui e le pecore del gregge trovano giusto che ciò avvenga, perché loro seguono il buon pastore.

Chi pratica l’eugenica, è colui che ha il potere militare per farlo. Si rifletta sul genocidio delle popolazioni Americane o sul genocidio delle popolazioni Australiane e Africane ad opera dei cristiani. Si rifletta sulla deportazione dei bambini di Indiani, australiani, africani. Furono operazioni eugeniche praticate in maniera massiccia durante le varie fasi del colonialismo dopo che l’ideologia eugenica fu praticata massicciamente in Europa sotto forma di selezione dell’infanzia ad opera della chiesa cattolica. Milioni di bambini messi nei conventi e da questi mai usciti dall’avvento del cristianesimo fino alla rivoluzione francese. Una selezione eugenetica, attuata secondo i criteri dell’allevatore di bestiame che tende ad assicurarsi il bestiame docile, non poteva far altro che far ritenere normale e scontata la pratica eugenica per chiunque avesse ritenuto, in qualche modo, di ritagliarsi una fetta di potere all’ombra della chiesa cattolica. Gli allevati nell’ideologia eugenica possono solo usare l’ideologia eugenica, magari variando i soggetti sociali contro i quali indirizzare la violenza dello sterminio, ma non possono derogare dall’ideologia in cui sono cresciuti loro con padri vissuti nella medesima ideologia.

E’ questo il caso di due personaggi vissuti nel 1500, dopo mille anni di pratiche eugenetiche messe in atto dalla chiesa cattolica. Si tratta di Martin Lutero e di Tommaso Campanella.

Chi sono questi due personaggi?

Tommaso Campanella entra tredicenne nell’ordine religioso cattolico dei dominicani. La stessa congregazione religiosa di H. Kramer e J. Sprenger che definirono le idee della chiesa cattolica sulla magia e la stregoneria nel loro “Il martello delle Streghe” certificandola con migliaia di persone torturate e ammazzate come pratica sociale eugenetica. Queste idee cattoliche saranno da Campanella miscelate con le informazioni giunte dalle prime traduzioni dei platonici e neoplatonici di Ficino in un’affannosa ricerca di ricette segrete e magiche che solo l’immaginario cattolico malato di fobia e di vuoto esistenziale è in grado di produrre. Fra una cosa e l’altra si farà circa trent’anni di carcere. Diventa confidente del papa cattolico Urbano VIII finché, accusato nuovamente dalla Spagna di ordire altri complotti, fugge in Francia protetto dal cardinale Richelieu.

Martin Lutero a 22 anni un fulmine scoppia vicino a lui. Ci sono vari modi di reagire quando un fulmine scoppia vicino anziché centrare la persona. Quando successe a Cesare Augusto questi interpretò il segno come una protezione di Giove, un segno di benevolenza; Martin Lutero, terrorizzato dalla morte, fece voto che se il suo dio non l’avesse ammazzato si sarebbe fatto monaco. Divenne prete cattolico nel 1507. Fu iniziato alla teologia cattolica fondendo in un calderone Aristotele, bibbia, teologi agostiniani in una concezione occamistica che esalta il libero arbitrio del dio padrone nei confronti dell’uomo costretto a subire la sua volontà. L’ideologia che ne scaturì è quella espressa nelle parabole dei talenti e delle mine che teorizzata sul piano socio-economico era un aspetto fondamentale dell’ideologia religiosa dei teologi cattolici che si riassumeva con: “Ha chi ha molto sarà dato ciò che sarà tolto a chi ha poco!”. A trent’anni inizia all’università l’insegnamento dell’esegesi biblica commentando i Salmi e le lettere di Paolo di Tarso. Elabora una teoria religiosa (la theologia crucis) secondo cui dio fa quello che vuole nei confronti dell’uomo indipendentemente da ciò che l’uomo fa (che poi è l’esatta interpretazione di Matteo 20, 20-24). Il dio padrone elargisce la propria magnanimità nei confronti dell’uomo (grazia). Non è l’uomo che ha “fede” e riceve la “grazia”; ma è ricevendo la “grazia” che l’uomo dimostra agli altri uomini che ha “fede”; che è nella “grazia del suo dio padrone”. In quest’ottica, applicata alla società, si desume che se un uomo viene ammazzato è perché non è protetto dalla “grazia del dio padrone”. Se il dio padrone l’avesse protetto, nessuno avrebbe potuto far nulla contro la volontà del dio padrone. Questo dà il via ad una logica teologica perversa che viene fissata nelle 95 tesi contro le indulgenze dando il via al più grande scisma religioso in area cattolica della fine del medioevo.

L’ideologia eugenica è propria sia di questi personaggi, sia dell’ambiente che li ha educati e costruiti.

Quando Tommaso Campanella scrive il suo “ideale” di società in contrapposizione all’occupazione spagnola, vede nella sua testa una società “perfetta” sia come immaginata la “città di dio” di Agostino, dalla quale sono stati allontanati i “peccatori”, sia immaginata con i riferimenti a Platone e alle sue aspirazioni aristocratiche antidemocratiche. Un cristiano non può essere un democratico, se non nell’apparenza. Il cristiano ritiene che l’uomo sia un peccatore e, pertanto, deve essere punito dal dio padrone che rappresenta, come per il demiurgo di Platone, la quintessenza dell’aristocrazia (il Vaticano è una monarchia assoluta, tanto per capirci).

Per i frati dominicani le persone sono peccatori, bestiame del gregge, non persone che dispongono del proprio corpo. Le pecore del gregge devono obbedire e nella Città del Sole tutto è all’insegna dell’obbedienza e dell’ordine.

Scrive Tommaso Campanella:

Alcuna donna prima del decimonono anno non può consacrarsi a questo ministerio, e gli uomini debbono avere passato il ventesimo primo, ed anche più se gracili di complessione. Prima di questa età viene permessa ad alcuni la donna, ma sterile, o gravida, onde spinti da soverchia concupiscenza non s'abbandonino ad eccessi non naturali, ed appartiene alle maestre matrone, ed ai vecchi più attempati provvedere la venere a quelli che dietro loro segreta domanda, ovvero nelle pubbliche palestre conobbero soffrire più potenti stimoli; salvo però sempre la licenza del Gran Magistrato della generazione, ossia Gran Dottore della medicina, il quale non riconosce altri superiori che il triumviro Amore. Sorpresi una prima volta in sodomia sono svergognati, obbligandoli a portare per due giorni i calzari legati al collo, punizione indicante avere essi invertito l'ordine naturale delle cose, e messo il piede sopra il capo. Continuando l'iniquità, s'aumenta la pena, e talvolta può giungere anche alla capitale. Ma coloro che si mantennero illibati sino al ventesimoprimo anno, e principalmente quelli che si protrassero tali sino al ventesimosettimo, ricevono in publica adunanza onori di feste e canti. Siccome poi essi, al costume degli antichi Spartani, sì maschi che femmine, mostransi nudi negli esercizi ginnastici, così i precettori hanno mezzo di scoprire non solo quali siano abili, e quali inetti alla generazione, ma eziandio possono determinare l'uomo che più conviene ad una data donna, secondo le respettive proporzioni corporali. Il congiungimento maritale avviene ad ogni terza notte, e dopo che i generatori siansi ben lavati. Una donna grande e bella è unita ad un uomo robusto ed appassionato, una pingue ad un magro, una magra ad un pingue, e così con sapiente e vantaggiosa miscela vengono moderati tutti gli eccessi. Al cadere del sole i fanciulli montano nelle stanze ed apparecchiano i talami. Dopo entrano i generatori, e secondo è imposto dai maestri e dalle maestre si mettono al riposo, nè giammai possono consacrarsi all'importante ministerio se prima non hanno ben digeriti gli alimenti e terminata la preghiera. Nelle stanze sonvi eleganti statue d'uomini distintissimi, ivi collocate onde si contemplino dalle donne, ed in seguito affacciandosi ad una finestra cogli occhi rivolti al cielo supplicano Iddio onde conceda che diventino madri di perfetta prole. Coricate pescia in separate celle dormono sino all'ora stabilita per l'unione, ed allora la maestra levandosi apre al di fuori la porta sì degli uomini che delle donne. Questa ora è determinata dal medico e dall'astrologo, che studiano cogliere il tempo in cui tutte le costellazioni sono favorevoli ai generatori ed ai futuri generati.

Tratto da Tommaso Campanella, “La Città del Sole” 1^ edizione Lanciano 1913, 2^ Edizione Fratelli Melita Genova 1990

L’ideologia eugenica si applica in campo religioso in cui l’elemento razziale è una componente, una sottocategoria sociale di applicazione dell’eugenismo.

Nella Città del Sole di Tommaso Campanella le persone sono come le pecore del gregge a disposizione del gruppo di “saggi”, di “preti”, di “delegati del dio padrone”, che ne mescolano a piacimento i caratteri per ottenere un prodotto funzionale all’ideologia socio religiosa del modello che sta nella testa di Tommaso Campanella. La domanda a cui risponde Tommaso Campanella è la stessa domanda a cui dovevano rispondere gli ebrei padroni di altri ebrei a Babilonia, Platone a Siracusa, l’ideologia Gesù. La domanda che si ponevano era questa: come posso costringere gli uomini ad aderire al modello comportamentale e morale che ho nella testa e che può favorire me e coloro che verranno dopo di me? Gli uomini trattati come bestiame da selezionare per ottenere i caratteri desiderati fu la scelta dell’aristocrazia del gruppo che non solo si assicurava i privilegi sociali del momento, ma perpetrava quei privilegi generazione dopo generazione selezionando i sottoposti come bestiame del gregge che il “buon pastore di turno” avrebbe portato al macello della vita.

A seconda dei vari progetti, l’ideologia eugenica viene applicata alla società per eliminare quelle variazioni sociali che possono ingenerare dei cambiamenti. Possono essere i peccatori, gli eretici, le streghe, gli indios delle Americhe o i neri dell’Africa, i malati mentali, gli andicappati, ecc. ecc.

Oppure, come in Martin Lutero, gli stessi inventori dell’ideologia eugenica.

Quando qualcuno inventa un sistema per ammazzare si sente forte per il potere che si è dato, ma qualcuno può usare quello stesso sistema e rivolgerlo contro di lui. Questo è il caso di Martin Lutero e degli ebrei.

Come il dio degli ebrei ordina loro di praticare l’ideologia eugenica contro coloro che non lo adorano togliendoli di mezzo a loro, così Martin Lutero, usando le stesse argomentazioni degli ebrei, ordina ai cristiani di togliere di mezzo a loro gli ebrei.

Scrive Martin Lutero:

[Le misure da adottare] lo voglio dare il mio sincero consiglio?.

In primo luogo bisogna dare fuoco alle loro sinagoghe o scuole; e ciò che non vuole bruciare deve essere ricoperto di terra e sepolto, in modo che nessuno possa mai più vederne un sasso o un resto?". E questo lo si deve fare in onore di nostro Signore e della Cristianità, in modo che Dio veda che noi siamo cristiani e che non abbiamo tollerato né permesso - consapevolmente - queste palesi menzogne, maledizioni e ingiurie verso Suo figlio e i Suoi cristiani. Perché ciò che noi fino a ora abbiamo tollerato per ignoranza (io stesso non ne ero a conoscenza) ci verrà perdonato da Dio. Ma se noi, ora che sappiamo, dovessimo proteggere e difendere per gli ebrei una casa siffatta, nella quale essi - proprio sotto il nostro naso - mentono, ingiuriano, maledicono, coprono di sputi e di disprezzo Cristo e noi (come sopra abbiamo sentito), ebbene, sarebbe come se lo facessimo noi stessi, e molto peggio, come ben sappiamo. Mosè scrive al XIII capitolo del Deuteronomio, che se una città pratica l'idolatria, bisogna distruggerla completamente col fuoco e non conservarne nulla. E se egli ora fosse in vita, sarebbe il primo a incendiare le sinagoghe e le case degli ebrei. Perché ordinò molto severamente ai capitoli IV e XII del Deuteronomio di non togliere né aggiungere niente alla sua legge. E Samuele dice al xv capitolo del I libro che non obbedire a Dio è idolatria?". Ora, la dottrina degli ebrei non è altro che glosse di rabbini e idolatria della disobbedienza, cosicché Mosè è diventato del tutto sconosciuto presso di loro (come si è detto), proprio come per noi sotto il papato la Bibbia è diventata sconosciuta. E dunque anche in nome di Mosè le loro sinagoghe non possono essere tollerate, perché diffamano loro tanto quanto noi, e non è necessario che essi abbiano per una simile idolatria le loro proprie, libere chiese.

Secondo: bisogna allo stesso modo distruggere e smantellare anche le loro case, perché essi vi praticano le stesse cose che fanno nelle loro sinagoghe. Perciò li si metta sotto una tettoia o una stalla, come gli zingari, perché sappiano che non sono signori nel nostro Paese, come invece si vantano di essere, ma sono in esilio e prigionieri, come essi dicono incessantemente davanti a Dio strillando e lamentandosi di noi.

Terzo: bisogna portare via a loro tutti i libri di preghiere e i testi talmudici, nei quali vengono insegnate siffatte idolatri e, menzogne, maledizioni e bestemmie.

Quarto: bisogna proibire ai loro rabbini – pena la morte – di continuare ad insegnare, perché essi hanno perduto il diritto di esercitare questo ufficio in quanto tengono prigionieri i poveri ebrei per mezzo del passo di Mosè, al XVII capitolo del Deuteronomio, nel quale egli ordina a quelli di obbedire ai loro maestri, pena la perdita del corpo e dell'anima; mentre invece Mosè aggiunge con chiarezza: in «ciò che ti insegnano secondo la legge del Signore». Questi criminali omettono questa parte e usano l'obbedienza della povera gente per il loro arbitrio contro la legge del Signore: instillano in loro veleno, maledizione e bestemmia. Proprio come faceva il papa quando ci teneva prigionieri per mezzo del passo di Matteo al XVI capitolo: «Tu sei Pietro ... » etc., per cui noi tutti dovevamo credere alle menzogne e agli inganni che tirava fuori dalla sua testa diabolica; non insegnava a noi secondo la parola di Dio e per questo motivo ha perduto il diritto di esercitare tale ufficio.

Quinto: bisogna abolire completamente per gli ebrei il salvacondotto per le strade, perché essi non hanno niente da fare in campagna, visto che non sono né signori, né funzionari, né mercanti, o simili. Essi devono rimanere a casa. Sento dire che ora un ricco ebreo viaggia per il Paese con dodici cavalli (quello vuole diventare un «Kochab») e dissangua con l'usura principi, signori, terra e gente, tanto che anche i gran signori lo guardano di traverso. Se voi principi e signori non sbarrerete legalmente le strade a questi usurai, un bel giorno potrebbe riunirsi una banda contro di loro, perché la gente imparerà da questo libricino cosa siano gli ebrei, come ci si debba comportare con loro, e come, invece, non si debba proteggere la loro condotta. Perché voi non potete e non dovete proteggerli, se non volete essere davanti a Dio corresponsabili di tutte le loro atrocità. Vogliate dunque riflettere bene e prevenire quello che potrebbe derivare da ciò.

Sesto: bisogna proibire loro l'usura, confiscare tutto ciò che possiedono in contante e in gioielli d'argento e d'oro, e tenerlo da parte in custodia. E il motivo è questo: tutto quello che hanno (come sopra si è detto), lo hanno rubato e rapinato a noi attraverso l'usura, perché, diversamente, non hanno altri mezzi di sostentamento. Questo denaro deve essere usato per questo (e non per altro): qualora un ebreo si converta sinceramente, egli riceva sull'unghia cento, duecento, trecento fiorini, a seconda delle condizioni della persona, in modo che possa intraprendere un lavoro per poter provvedere al sostentamento della sua povera moglie, dei suoi bimbetti, e mantenere gli anziani e gli ammalati. Perché il denaro accumulato in modo cattivo è maledetto, se non lo si usa per una causa buona e necessaria, con la benedizione di Dio. Ma quando poi essi si vantano del fatto che Mosè avrebbe loro permesso o [addirittura] ordinato di praticare l'usura con gli stranieri, al XXIII capitolo del Deuteronomio'" (altrimenti non avrebbero una sola parola per giustificarsi), a ciò bisogna rispondere cosi: ci sono due tipi di ebrei o israeliti. I primi sono quelli che Mosè condusse dall'Egitto nella terra di Canaan, come Dio gli aveva ordinato; a quelli diede la Sua legge, che essi avrebbero dovuto osservare in quella terra, e non altrove, e fino alla venuta del Messia. tenessimo alla saggezza comune di altre nazioni, come la Francia, la Spagna, la Boemia etc.?', e facessimo con loro i conti di cosa ci hanno estorto con l'usura, lo dividessimo onestamente, e li cacciassimo per sempre dal Paese. Perché, come abbiamo sentito, l'ira di Dio su di loro è talmente grande, che la soave misericordia può farli solo peggiorare, mentre la dura [misericordia] può renderli un po' migliori. Perciò, in ogni caso, che vadano via!

Selezionare la società senza gli ebrei.

Selezionare la società senza andicappati.

Selezionare la società senza malati mentali.

Selezionare la società senza peccatori.

Selezionare la società senza le donne che aiutano altre donne chiamate streghe.

Selezionare la società senza zingari.

Selezionare la società senza i poveri che possono fare gli accattoni.

Selezionare la società senza “negri”.

Selezionare la società senza albanesi (qualche anno fa il partito politico della Lega Nord).

Selezionare la società senza gli eretici.

Selezionare la società senza persone troppo sensibili (questa pratica eugenica la si è fatta diffondendo l’uso dell’eroina).

Selezionare la società senza coloro che adorano Dèi diversi.

E ancora, discriminazioni dopo discriminazioni, selezionando eugeneticamente una società. Uccidendo ogni dinamicità interna affinché le sia negato un futuro possibile assicurando l’eternità ai dominatori del presente.

Che ne è dell’attività di controllo del corpo, delle emozioni, delle idee, delle persone se non si premette una forma di necessità di quel controllo che nasce e si sviluppa mediante la calunnia, la menzogna, la diffamazione, l’affermazione gratuita, la derisione, l’insulto, la presunzione di... come fosse certezza e quant’altro serva a screditare le persone?

Perché è andicappato?

Perché è figlio del peccato ed è disgustoso a dio!

Perché è un malato mentale?

Perché è posseduto dal demonio!

Perché è un peccatore?

Perché disprezza dio e la sua morale. Perché non si mette in ginocchio davanti al prete.

Perché la donna aiuta altre donne nei parti o nel dolore?

Per odio verso dio che impone di “partorire con dolore” e allevia sofferenze che sono mandate da dio per i loro peccati!

Perché accogliere gli zingari che rubano e rubano i bambini?

I poveri non hanno voglia di lavorare, fanno gli accattoni, quando dovrebbero vivere da “persone oneste”.

Perché accettare i “negri”, ci tolgono il lavoro, violentano le donne, sono cerebralmente ritardati, non hanno l’anima, sono fatti per lavorare da schiavi.

Perché accogliere gli albanesi? Be, questo vallo a chiedere a Umberto Bossi che dopo aver aggredito i lavoratori ha comperato la laurea al figlio in Albania.

C’è tutta una storia della diffamazione, della calunnia, della denigrazione dove in ogni episodio ci sono delle ragioni specifiche, ma ogni pratica deriva dai vangeli cristiani e viene affinata nel corso della storia fino a produrre conseguenze estreme. Come queste calunnie e diffamazioni con cui Martin Lutero giustificava il suo incitamento all’allontanamento degli ebrei:

Che tornino dunque nella loro terra e 11 siano empi e ignoranti per tutto il tempo che vogliono, e che lascino noi sgravati dai loro orribili peccati. Si, come vogliamo fare? Anche se noi bruciamo le sinagoghe degli ebrei e proibiamo loro di lodare Dio pubblicamente, di pregare, insegnare, nominare il nome di Dio etc., essi tuttavia continueranno a fare queste cose in segreto. E siccome noi sappiamo che essi lo fanno di nascosto, è la stessa cosa che se lo facessero pubblicamente. Perché se si sa che qualcosa viene fatto in segreto e viene tollerato, non è più un segreto, e perciò la nostra coscienza ne è comunque macchiata di fronte a Dio. Ebbene: noi dobbiamo cautelarci. Io penso questo: se noi vogliamo rimanere immuni dalle empietà degli ebrei e non esserne partecipi, allora dobbiamo separarci, e loro devono essere cacciati dalla nostra terra. Che si ricordino della loro patria: in questo modo non potrebbero pio inveire contro di noi davanti a Dio e mentire, dicendo che li teniamo prigionieri; noi, d'altra parte, non avremmo pio motivo di lamentarci di essere oppressi dalla loro empietà e dalla loro usura. Questo è il consiglio pio logico e migliore, e garantisce in un caso del genere entrambe le parti. Ma siccome essi lascerebbero malvolentieri il Paese, allora negherebbero tranquillamente ogni cosa, e poi offrirebbero denaro alle autorità, in modo da poter rimanere. Però guai a coloro che accetteranno questo denaro, e sia maledetto questo denaro, che ci hanno rubato in modo maledetto attraverso l'usura. Perché essi sono pronti a negare, casi come a mentire, e quando possono maledire in segreto noi cristiani e avvelenarci o danneggiarci, lo fanno tranquillamente, senza scrupoli di coscienza. Se vengono colti in flagrante o incolpati, allora osano negare sfacciatamente, fino alla morte, perché non ci ritengono degni di sapere la verità, dato che i santi figli di Dio sono sicuri di rendere a Dio un grande servizio, nell'augurarci e nel farci del male. Certo, se potessero fare a noi ciò che noi possiamo fare a loro, non rimarremmo in vita neanche un'ora. Infatti, pur non potendolo fare apertamente, essi rimangono nei loro cuori i nostri quotidiani assassini e sanguinari nemici. Lo provano le loro preghiere e maledizioni e le tante storie di bambini uccisi da loro, e di malefatte di ogni genere da loro commesse, per le quali spesso furono bruciati e cacciati. Perciò io sono fermamente convinto che in segreto essi dicano e facciano cose ben peggiori di quelle che le storie e altri scritti attribuiscono loro, e che però facciano affidamento sul loro diniego e sul loro denaro. Ma anche qualora potessero negare ogni cosa, non potrebbero tuttavia negare di maledire apertamente noi cristiani, e non per la nostra vita malvagia ma perché consideriamo Gesù come il Messia, e perché loro devono apparire prigionieri presso di noi pur sapendo di mentire a riguardo e di essere loro quelli che, per mezzo dell'usura, tengono molto più prigionieri noi, nella nostra terra, mentre tutti si libererebbero volentieri di loro. Poiché essi, però, ci maledicono, maledicono anche il nostro Signore, e maledicendo il nostro Signore, maledicono anche Dio Padre, creatore del cielo e della terra, perciò negare non può essere loro di alcun aiuto. Solo le maledizioni possono convincerli, cosicché bisogna credere a tutte le cose cattive che si scrivono sugli ebrei: essi fanno sicuramente di più e di peggio di quanto noi non sappiamo e non veniamo a sapere! Perché Cristo non mente e non inganna, quando li definisce serpenti e figli del demonio, cioè: assassini e nemici Suoi e dei Suoi, ogni qual volta ne abbiano la possibilità. Se io avessi potere sugli ebrei, come i nostri principi e le nostre città, vorrei usare tanta severità con la loro boccaccia bugiarda. Essi hanno una bugia, con la quale recano un grande danno ai loro bambini e alla gente comune e screditano vergognosamente la nostra fede. E cioè: essi incolpano noi cristiani, diffamandoci presso i loro, di adorare più di un dio. Qui non c'è misura né confine alla loro vanagloria e alloro orgoglio: in questo modo tengono prigioniera la loro gente, dicendo di essere l'unico popolo che, a differenza di tutti i Gentili, adora soltanto un dio. Oh, quanto sono sicuri del fatto loro a tale proposito! Ora, nonostante essi sappiano bene di farci un'ingiustizia a questo riguardo e di mentire come incorreggibili e perfidi scellerati - e nonostante da ormai mille cinquecento anni abbiano sentito, e continuino a sentire da tutti i cristiani, che noi diciamo di no a tale proposito - tuttavia essi si tappano le orecchie, come i serpenti, e deliberatamente si rifiutano di ascoltarci, ma invece, siccome mentono e sputano su di noi, allora questo deve andar bene per il loro popolo. Anche se leggono nei nostri scritti che noi - proprio come dice Mosè al VI capitolo del Deuteronomio [quando afferma]: «Ascolta Israele, il nostro Dio è un solo Signore» - riconosciamo in pubblico e in privato, con il cuore, con la lingua, con gli scritti, con la vita e con la morte, che non esiste che un unico Dio, del quale Mosè qui scrive, e che gli stessi ebrei chiamano Dio; sebbene essi sappiano queste cose (dico io), le sentano e le leggano da noi, da ormai millecinquecento anni, tuttavia questo è inutile: le loro menzogne devono essere vere, e noi cristiani dobbiamo essere diffamati da loro perché adoriamo molti dèi.

Dio è: nome comune di cosa. Zeus è un dio. Venere è una Dea. Jahve è un dio. Dio rimane un nome comune di cosa di cui il criminale vuole appropriarsi per trasformalo in nome proprio marchiandolo del proprio significato sottraendolo all’uso che ne fanno le altre religioni.

Queste calunnie di Lutero contro gli ebrei, che ritiene i suoi concorrenti religiosi, sono dello stesso tenore delle calunnie usate da Platone per coloro che vuole far uccidere nella sua società ideale. O le medesime calunnie con cui si preannuncia l’uccisione del peccatore, degli zingari, dei malati, degli andicappati ecc. all’interno dell’ideologia eugenica. Un’ideologia che ha il medesimo fine, anche se la sua pratica è attuata con mezzi e contesti sociali diversi: selezionare la società per il proprio uso.

Sottrarre la società ai cittadini nel loro insieme.

Proprio perché l’ideologia eugenica praticata dalla chiesa cattolica è tanto attiva e tanto distruttiva nella società italiana è stato necessario introdurre nella Costituzione, fra i DOVERI della Repubblica, quelli della tutela dei cittadini dalle pratiche eugeniche messe in atto dai cristiani nel loro perenne tentativo di trasformare i cittadini italiani in pecore del loro gregge.

NOTA:

Per l'attuale lavoro è stata consultata:

1) bibbia dei cattolici;

2) Dizionario di filosofia Garzanti;

3) Tommaso Campanella, Città del Sole;

4) Platone Politico;

5) Martin Lutero, Degli ebrei e delle loro menzogne

 

Teoria della Filosofia Aperta - Volume due

 

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Quando un percorso sociale fallisce o esaurisce la sua spinta propulsiva, è bene tornare alle origini. Là dove il pensiero sociale è iniziato, analizzare le incongruenze del passato alla luce dell'esperienza e abbattere i piedistalli che furono posti a fondamento del percorso sociale esaurito.

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Marghera, 03 gennaio 2014

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.