Strega, Stregone,
Stregoneria
L’uso improprio e
inappropriato di tali termini!
di Claudio Simeoni
Che
cos’è la Stregoneria?
Da
dove nasce l’idea della Stregoneria?
Lasciamo
agli storici la ricerca dell’uso del termine e di quale significato a quel termine
è stato attribuito, ciò che interessa alla Stregoneria è chiarire perché si
chiama Stregoneria e perché alla Stregoneria si attribuiscono cose tanto
diverse, comportamenti tanto diversi da risultare, spesso, in contrasto fra di
loro.
Iniziamo
col termine Stregone, Strega, Stregoneria.
Il
termine deriva da strigi, una forma mitica presente nell’Antica Religione
Romana.
Le
Strigi erano degli uccelli terrifici a cui si attribuiva il rapimento dei
bambini.
Dice
Plinio nella Historia Naturalis:
“credo sia un’invenzione che le
Strigi dalle loro mammelle lascino cadere il latte nella bocca dei loro
piccoli. Già nell’antichità si era d’accordo nel ritenere la Strige un essere
maledetto, ma non credo che si possa determinare quale uccello sia”
Per
capire che cos’è la Strige e le dinamiche cui si legano le magie assunte poi
nel medioevo, è necessario leggere Ovidio nei Fasti:
“Vi sono ingordi uccelli, non
quelli che rubavano il cibo
dalla bocca di Fineo, ma da essi deriva la loro razza:
grossa testa, occhi sbarrati,
rostri adatti alla rapina,
penne grigiastre, unghie munite
di uncino;
volano di notte e cercano
infanti che non hanno accanto la nutrice,
li rapiscono dalle loro culle e
ne straziano i corpi;
si dice che coi rostri
strappino le viscere dei lattanti,
e bevano
il loro sangue fino a riempirsi il gozzo.
Hanno il nome di Strigi:
origine di questo appellativo
è il fatto che di notte
sogliono stridere orrendamente.
Sia che nascano dunque uccelli,
sia che lo diventino per incantesimo,
e null’altro siano che vecchie
tramutate in volatili da una nenia della Marsica,
vennero al letto di Proca: Proca, nato da cinque
giorni,
sarebbe stato una tenera preda
per codesti uccelli;
con avide lingue succhiano il
petto dell’infante,
ma il povero bambino vagisce e
chiede aiuto.
Accorre la nutrice allarmata
dalle grida del suo lattante,
e vede le sue gote graffiate
dai duri artigli.
Che fare? il colore del viso
del bambino era quale suole essere
quello delle foglie tardive che
il nuovo inverno rovina.
Si reca da Crane,
e la informa dell’accaduto. E quella:
“Scaccia il timore”, le dice,
“il piccolo a te affidato sarà salvo”.
Venne alla culla; la madre e il
padre piangevano:
“Trattenete le vostre lacrime”,
disse, “lo curerò io stessa”.
Subito con una fronda di
corbezzolo tocca tre volte – una
dopo l’altra – la porta e tre
volte con la fronda di corbezzolo fa segni sulla soglia,
cosparge di acqua l’ingresso –
e l’acqua conteneva un magico filtro –
e prende viscere crude di una
porcella di tre mesi
dicendo: “Uccelli notturni
risparmiate le viscere infantili:
in cambio di un piccolo
fanciullo cade una piccola vittima.
Cuore per cuore, vi prego, e
fibre per fibre prendete:
codesta vita vi offriamo in
cambio di una vita migliore”.
Compiuto il sacrificio dispose
le viscere tagliate all’aria aperta,
e proibì di guardare a coloro
che assistevano al rito:
e dove una piccola finestra
illuminava la camera,
dispose il ramo di Giano che
era di biancospino.
E’ fama che dopo quel momento
gli uccelli non violarono più la culla.”
Questa
era l’idea di Strigi in Roma Antica. Ed è da questa visione delle Strigi che il
termine Strega o Stregone viene usato dal dominatore culturale nel medioevo per
indicare tutti coloro che andavano perseguitati, puniti, torturati, bruciati.
Scrivono
Sprenger e Institor sul
“Martello delle Streghe”:
“Quanto al
primo dei due metodi, certe streghe che vanno contro l’inclinazione della
natura umana, anzi contro le condizioni proprie di tutte le bestie, eccettuata
solo la specie del lupo, sono solite divorare e mangiare i bambini. A questo
proposito l’inquisitore di Como, di cui si fa menzione altrove, ci ha
raccontato che per questo motivo era stato chiamato a fare l’inquisitore fra
gli abitanti della contea di Burbia. Infatti, un
tale, cui era stato rapito un bambino dalla culla, mentre spiava un convegno
notturno di donne, aveva visto e constatato che il bambino veniva ucciso e
divorato, dopo che ne era stato bevuto il sangue. Così in un solo anno, quello
immediatamente trascorso, mandò al rogo quarantuno streghe, mentre altre si
erano rifugiate presso l’arciduca d’Austria Sigismondo.”
Come
si nota, viene riprodotto lo stesso schema mentale. Solo che, mentre in Ovidio
la narrazione è quella di un racconto “mitico”, nel “Malleus
Maleficarum” il meccanismo diventa reale. Fatto!
Avvenimento! Pratica che necessita di essere perseguitata penalmente: quarantun
donne macellate e altre costrette alla fuga.
Un
dizionario moderno ci dice che l’atto di Stregoneria consiste in :
“un’operazione di tipo magico
che si suppone attuata per mezzo di poteri soprannaturali o con l’intervento di
forze demoniache allo scopo di arrecare danno alle persone o di costringerle ad
agire in modi contrari alla loro volontà.”
Oggi
che le Streghe (chiamate tali dai cristiani) sono state riabilitate in quanto
innocenti rispetto alle accuse e martirizzate in modo atroce, nei paesi
anglosassoni è nata la moda secondo cui le “streghe” facessero operazioni
magiche (e si dimostra ciò con tutti i rituali superstiziosi popolari), ma che
fossero “buone”. In realtà gli anglosassoni usano il termine Witch. Witch significa “donna
saggia” dalla parola Wit che significa astuzia,
saggezza.
Tradotto
in Italiano, tale termine diventa “strega”. Ma in realtà, in Italiano, tale
termine dovrebbe essere tradotto col termine Sagge, dal latino Sagae.
Dice
Cicerone nel suo “Della Divinazione”:
“Né l’uso avrebbe consacrato a
caso quella parola “presagire”, se ad essa non corrispondesse proprio alcuna
realtà: “Me lo presagiva il cuore, uscendo di casa, che sarei venuto
inutilmente.” Sagire, infatti significa aver buon
fiuto; donde si chiamano Sagae le vecchie
fattucchiere, perché pretendono di sapere molto, e “sagaci” son
detti i cani. Perciò chi ha la sensazione (sagit) di
qualche cosa prima che accada, si dice che “pre-sagisce”, ossia sente in
anticipo il futuro. C’è dunque nelle anime una capacità di presagire infusa
dall’esterno e penetra per opera della divinità. Se questa capacità si infiamma
con più veemenza si chiama “follia profetica”, quando l’anima svincola dal
corpo è eccitata da un impulso divino.”
Appare
evidente come il termine Strega o Stregone sia stato usato dai cristiani,
adattandolo dagli Antichi Romani, nella sua connotazione negativa per attribuirlo
alle donne e agli uomini che loro volevano macellare. Ma che cosa facevano
questi uomini e queste donne perché i cristiani avessero l’esigenza di
macellarli finendo poi per attribuire a tutti quelli che loro volevano
macellare le medesime colpe mediante la calunnia imposta con la tortura?
Mettevano
in discussione, agendo, il disegno divino!
Il
disegno divino era bello, perfetto, nulla di male poteva toccare l’opera del
loro dio a cui veniva attribuito ogni bene e ogni perfezione ma, dal momento che
non esisteva né il bene né la perfezione che i cristiani immaginavano, dovevano
necessariamente esistere degli Esseri Umani che manomettevano la creazione del
loro dio. Mettere in discussione l’autorità che il loro dio aveva stabilito era
un atto di ribellione, come quello di Lucifero, all’autorità del loro dio e
solo un atto “sommamente malvagio” poteva mettere in discussione tale autorità.
Anche la nascita dei bambini era un atto del loro dio e la mortalità infantile
non era possibile dal momento che la nascita era fatta dal loro dio, se non per
un atto volontario di malvagi, ispirati dai malvagi, che intervenivano
uccidendo i bambini. Si è in pratica creato un sistema di credenze accusatorie
mediante le quali criminalizzare ogni persona a maggior gloria del dio dei
cristiani che, in questo modo, poteva essere sollevato dalla colpa dei disastri
che accadevano nella sua “creazione”.
Il
motivo per cui i cristiani assunsero il mito delle Strigi trasferendolo nella
cultura fu la necessità di giustificare il mondo imperfetto e i disastri che
l’imposizione sociale della perfezione del loro dio comportava nella vita degli
Esseri Umani. I cristiani spiegarono i disastri che avvenivano nella verità
manifestata dal loro dio inventandosi il demonio e i suoi aiutanti,che
chiamarono Streghe o Stregoni, prendendo a prestito immagini e meccanismi dalla
cultura classica.
I
cristiani imposero il termine Strega o Stregone mediante la tortura, che veniva
giustificata come necessità attraverso la diffamazione delle persone, per
allontanare la ricerca delle cause che provocavano danni e disastri nella vita
degli Esseri Umani. Una moria di bestiame veniva attribuita all’arte malvagia e
alcune donne e uomini, magari emarginati, venivano messi al rogo: per i
cristiani avevano volato come delle “arpie” per danneggiare il bestiame
dell’uomo pio di turno! Erano talmente malvagi che nemmeno l’acqua benedetta
(quella che, secondo Ovidio, Crana sparge sulle
porte) può fermare il male che “donne e uomini malvagi” hanno diffuso con le
loro azioni.
E,
come accade spesso nella storia, non c’è nessun altro termine con cui chiamare
quel processo di liberazione umana dall’orrore cristiano che ha mosso le
emozioni degli Esseri Umani.
Si
tratta ora di dire, che cosa significa Stregoneria dal punto di vista della
superstizione e che cos’è la Stregoneria per chi effettivamente pratica
Stregoneria ed agisce usando gli strumenti che la Stregoneria gli mette a
disposizione.
Al termine
Strega e Stregone viene attribuito dalla wicca ciò
che i cristiani volevano attribuirgli.
Che cos’è la
Stregoneria, vista da uno Stregone?
Marghera,
10 marzo 2007
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
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e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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