Che cos’è il male?

 

Il significato di male secondo i cristiani e secondo l’Anticristo.

 

Il dio padrone e il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso.

 

La visione oltre la morte, il cristiano e l’uva acerba.

L’Enciclica Spe Salvi

di Joseph Aloisius Ratzinger

Commento al quarantaseiesimo paragrafo

di Claudio Simeoni




Cod. ISBN 9788891185815

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Scrive Ratzinger nel quarantaseiesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi:

 

Secondo le nostre esperienze, tuttavia, né l'uno né l'altro è il caso normale dell'esistenza umana. Nella gran parte degli uomini – così possiamo supporre – rimane presente nel più profondo della loro essenza un'ultima apertura interiore per la verità, per l'amore, per Dio. Nelle concrete scelte di vita, però, essa è ricoperta da sempre nuovi compromessi col male – molta sporcizia copre la purezza, di cui, tuttavia, è rimasta la sete e che, ciononostante, riemerge sempre di nuovo da tutta la bassezza e rimane presente nell'anima. Che cosa avviene di simili individui quando compaiono davanti al Giudice?”

 

Ciò che Ratzinger nasconde è L’ALTRO!

Quando dice: “Nelle concrete scelte di vita, però, essa è ricoperta da sempre nuovi compromessi col male – molta sporcizia copre la purezza, di cui, tuttavia, è rimasta la sete e che, ciononostante, riemerge sempre di nuovo da tutta la bassezza e rimane presente nell'anima.”

Evita di definire il male se non attraverso quel sottinteso di: “Nella gran parte degli uomini – così possiamo supporre – rimane presente nel più profondo della loro essenza un'ultima apertura interiore per la verità, per l'amore, per Dio.”

Ciò che viene nascosto, con questo volgare gioco retorico, è la sostanza del concetto di male e in relazione a cosa ciò è male.

Preso atto che l’intera educazione cristiana costringe i bambini ad uno stato psicologico di dipendenza infantile che si protrae per tutta la loro esistenza di individui “adulti” impedendo loro di emanciparsi dall’idea apriori del dio padrone del quale ricercano la benevolenza, sta di fatto che il MALE, da cui le persone dovrebbero emanciparsi, è proprio il dio padrone di Ratzinger e della sua pretesa di imporre la sofferenza agli Esseri Umani.

 

Ma che cos’è il Male?

Tutti credono di capire che cosa intende Ratzinger per “male”. In realtà non è vero. Ratzinger, per male, intende una cosa e le persone un’altra. Ratzinger per “male” intende ogni tipo di opposizione alla sua ideologia assolutista che attribuisce alla verità manifestata dal suo dio padrone e, essendo egli il “servo dei servi”, per estensione, una verità chiamata “bene” da estendere a tutti gli Esseri Umani suoi servi; bestiame del gregge che per conto del suo dio padrone conduce al macello della vita.

Ciò che intende Ratzinger è, dunque, un’idea di “male” in assoluta contrapposizione alla vita, in quanto nega la vita in sé, per sottometterla al suo dio padrone che, Ratzinger, chiama “bene”.

A fondamento della sua ideologia assolutista, Ratzinger, pone i desideri, i bisogni e i pruriti del suo dio padrone.

Gli Esseri Umani a fondamento della loro vita pongono la loro visione personale dell’esistenza e i loro sforzi in risposta ai loro bisogni, ai loro desideri, che manifestano i loro progetti e i loro scopi al di là di come l’educazione ha imposto loro di veicolarli.

 

A questo punto si tratta di definire: CHE COS’ E’ IL MALE!

 

Definiamo il concetto di Male, come inteso dalle persone, dalla Costituzione e come è definito nel Libro dell’Anticristo.

 

Tratto da Il Vangelo dell’Anticristo:

 

http://www.federazionepagana.it/anticristo1l.html

 

Quando nel cervello della Specie Umana si formò la barriera s l’Essere Umano  fu costretto a descrivere il mondo al fine di poterlo catalogare e inquadrare nei sensi, ebbe bisogno di costruire una dualità apparente sostitutiva di quella andata perduta e dimenticata.

Senza contraddizione l'Essere della Natura è morto!!!

L'Essere Umano era solo ciò che poteva descrivere di sé stesso e nulla più. Il perduto era stato cancellato dalla sua memoria. Non dai suoi geni, né dalla parte interna del cervello o dai centri energetici del suo corpo!!!

Qualcosa, di tanto in tanto, riaffiorava. Qualche cosa in contraddizione con la linearità della descrizione del quotidiano. A volte cancellava volontariamente le nozioni affiorate, magari chiamandole allucinazioni, a volte dovette prenderne atto. Chiamò ciò che più gli piacque Bene e ciò che non gli piaceva Male.

Quando gli Esseri autospacciatisi per dèi creatori s'imposero alla sua attenzione, divenne Bene ciò che piaceva loro e Male ciò che a loro non piaceva.

Quando, con l'uso di armi, alcuni Esseri Umani s'impossessarono del Pianeta Terra in nome dei loro dèi, a loro volta, dichiararono Bene tutto quello che a loro piaceva e Male ciò che a loro non piaceva.

Quando gli Esseri Umani si ribellarono, anche costoro dichiararono Bene ciò che a loro piaceva e Male ciò che a loro non piaceva.

Il Bene e il Male avevano perso il loro valore originario di contraddizione per essere ridotti a due fantasmi soggetti al capriccio di questo o quel gruppo sociale o economico.

Di questo o quell'esercito!

Di questa o quella bandiera. In realtà solo fantasmi obbedienti alla più generale legge della necessità di soddisfazione dei bisogni naturali o indotti di questo o quel gruppo di Esseri Umani.

Esiste la contrapposizione originale fra Bene e Male riferibili all'Universo nel primo istante di "vita" lungo la strada del congiungimento della Coscienza Sé/Se.

L'Universo è il centro di sé stesso e di ciò che contiene, non l'Essere Umano o i suoi dei fantasmi.

E' Bene ciò che s'espande ed è Male ciò che si contrae; è Male ciò che si ferma e tende a chiudersi su sé stesso. E' Bene ciò che esplode, è Male ciò che implode! L'Energia Vitale tende ad espandersi e a velocizzarsi quando è viva e sana e a ristagnare quando è malata. La tendenza di ogni forma di vita è quella di estendersi, se non lo fa non è per autolimitazione, ma perché circostanze o Esseri gliel'impediscono, favorendone a volte la selezione e, raramente (almeno fino a qualche migliaia di anni or sono), la scomparsa.

Tutto ciò che cresce e s'espande si definisce: Bello!

L'Energia Vitale stagnante tende a bloccare ogni movimento e a far appassire tutto.

E' Bene la ricerca della Conoscenza, della Consapevolezza e del Potere Personale perché questo porta all'esplosione e allo sviluppo dell'individuo e, di conseguenza, della sua specie.

E' Bene imprecare e riprovare davanti alle difficoltà (serve a compattare se stessi), è Male arrendersi e "pregare" come fanno gli adoratori di déi; ci si ripiega su se stessi e s'appassisce.

E' Bene sviluppare la vita, proteggendone ogni forma in quanto tale (va protetta non da "forze occulte", ma dallo "sciacallaggio" perpetrato da altri Esseri Umani) e questo va fatto nel suo ambiente, per la sua organizzazione. Ogni volta che una forma di vita cresce e s'espande significa un buon equilibrio nella Natura, significa flussi di Energia Vitale, significa sviluppo di Potere Personale degli Esseri e degli Esseri Umani in particolare.

Male è il saccheggio della vita. Male è il saccheggio delle foreste.

Male è il rinchiudere forme di vita, Esseri, entro gabbie. Male è l'aria velenosa.

Male è inquinare il mare riducendo lo spazio vitale per gli Esseri di quei luoghi.

La carne di pollo allevato in batteria ha molta meno energia della carne di una gallina la quale abbia vissuto almeno una parte della sua vita secondo la sua natura e comunque con una certa mobilità. Gli alberi felici danno frutti molto più potenti delle piante irrorate da antiparassitari, anticrittogamici, diserbanti ecc..

Male è gettare, senza una scelta soggettiva, veleni sulla terra o nel vento.

Male è colpire senza una ragione la Natura e i suoi processi evolutivi e di adattamento.

Male è colpire o distruggere Esseri se non vi è diretta necessità (o scelta diretta del soggetto).

Il Male riscuoterà il suo tributo. Restringere la vita non è indolore. Quando una forma di vita viene fatta sparire da un determinato territorio la Natura ricrea lo schema funzionale ma ad un livello più basso. Lo sterminio di milioni di rane e di rondini come variazione dell'habitat venne pagata con un aumento di milioni di zanzare; ne sanno qualche cosa molti paesi e i commercianti di veleni chimici. L'Energia Vitale tende sempre ad espandersi e riprodursi ad eccezione dell'ultimo stadio raggiunto dalla Natura.

E nacque il deserto del Sahara.

Quell'immensità di sabbia l'Essere Terra lo ha chiamato: l'ORRORE.

Questo è il Male.

Questo è l'ultimo stadio dal quale sembra impossibile riuscire a ripartire per sviluppare la Coscienza di Sé. L'ORRORE è un campo statico di Energia Vitale Stagnante tendente ad espandersi piuttosto rapidamente.

Chi distrusse quella Natura, chi tagliò quelle foreste, chi bloccò i flussi di Energia Vitale, ora ammiri il proprio capolavoro.

E' Bene il bimbo che cresce. E' Male l'Essere Umano in cui passando gli anni svanisce il bisogno di volare.

Male è obbligare degli individui ad essere uguali a qualcuno o a qualche cosa. Bene sono le milioni di sfaccettature dell'Universo e la voglia di toccarle tutte. Male è vietarlo.

Bene è il sesso nelle sue milioni di forme. Male è terrorizzarne o limitarne la pratica.

Avvicinarsi a tutti gli Esseri con rispetto; mantenere vivi e forti i propri campi di Energia Vitale; percorrere le strade del mondo con sete di Conoscenza; dilatare le ali della percezione attraverso lo sviluppo dei sensi e dell'uso delle Linee di Tensione; sviluppare il sognare e nessun male (inteso come costrizione dell'individuo) sarà sufficientemente forte per soggiogarvi.

Male è affermare la proprietà su parte del Pianeta.

Bene è il lavoro atto a superare il lavoro e la fatica del lavoro.

Male è possedere schiavi (o servi è lo stesso) o essere schiavi (o servi è lo stesso).

Male è mettere sopra di se un dio e sé stessi in ginocchio. ORRORE è costringere altri a farlo! Così facendo si rattrappisce la propria Energia Vitale e si costringe altri Esseri Umani alla dissolvenza.

Male è mettere sopra di sé dei; male è mettere sopra di sé i loro rappresentanti.

Bene è il riposo, il dormire, l'esplodere.

Male è mettere sopra di sé il proprio padre e la propria madre: ad essi non si deve nulla. Ogni Essere è sempre il prodotto di un orgasmo, e l'orgasmo è una delle chiavi di sviluppo di ogni Essere che lo pratica e dell'Universo nel suo insieme.

Male è uccidere altri Esseri, ma se ciò dovesse accadere, al di là di ogni "norma giuridica", gli Esseri devono sapere come non sia possibile risoffiare la vita dentro un corpo fisico distrutto. Quindi ogni cruccio, "pentimento" o vendetta, è inutile e non ha ragione di essere.

Bene è fare all'amore e non certo per fare figli. Se la Specie Umana, nel corso della sua evoluzione, ha fatto in modo che i figli nascano dall'atto sessuale, non lo ha fatto per condizionare quest'atto, ma perché questo fare è talmente importante che il non farlo avrebbe comportato comunque la distruzione della specie e dei singoli individui.

Male, suicida, è farlo allo scopo di avere (da quando in qua persone vengono possedute da altre persone?) dei figli.

Male è sottrarre a chi lavora trasformando la "materia" con le proprie mani.

Male è possedere la vita; la vita di qualunque Essere!

Bene sono gli "anziani" quando rispettano ed onorano i bambini e i giovani. Bene è il "genitore" che non mette il guinzaglio al "figlio"; Bene è il "genitore" che non condiziona la propria vita in funzione del "figlio".

Un Sistema Sociale "giovane" è un Sistema Sociale in movimento, un Sistema Sociale retto da "vecchi" è la morte di ogni spinta, di ogni ansia, di ogni desiderio.

Bene è la sete di Conoscenza.

Male è l'Essere arrivati.

Bene è prendere in mano il proprio Sognare e spiccare il volo; male è ingoiare pillole per dormire!

Male è essere bloccati dal terrore e dall'angoscia senza essere in grado di organizzare un progetto per fronteggiarle ed annullarle.

Bene è l'atteggiamento di distacco e rispetto nei confronti di tutto e di tutti.

Male è disperdere. Bene è volare!

Prima parte de “Il Libro dell'Anticristo”: CHE COS'E' IL BENE E IL MALE!

Capitolo decimo!

http://www.federazionepagana.it/anticristo1l.html

 

Che cos’è il Male?

E’ la sottomissione a verità rivelate che contraggono l’Essere Umano e gli impediscono di espandersi nella sua vita. Una castrazione che lo induce a quello stadio infantile che è la dipendenza psicologica dal giudizio di un soggetto che immagina più grande di lui. Una castrazione psicologica estremamente dolorosa che lo costringe a reagire con droghe, ribellione, bullismo, prepotenze, proprio ad imitazione di quell’assoluto che pretende di giudicarlo e che lui vorrebbe scalzare dal suo ruolo. La ribellione delle persone che subiscono il male avviene riproducendo il male, come disagio sociale, nella società civile.

 

Per Ratzinger il male è il SUO BENE. Per Ratzinger, il male sancisce il suo diritto al dominio del mondo:

 

“Poi il dio padrone disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: domini sopra i pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sugli animali domestici, su tutte le fiere della terra e tutti i rettili che strisciano sopra la terra”. Il padrone creò l’uomo a sua immagine, ad immagine del dio padrone lo creò; lo creò maschio e femmina. E il padrone li benedisse e disse loro: “Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli uccelli del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra”.” Genesi 1, 26-28

 

Il dio padrone dei cristiani non aveva “creato” il mondo, ma aveva creato il MALE!

Dominio e assoggettamento, era ciò che aveva imposto agli Esseri Umani che, illudendosi di essere i padroni del mondo, in realtà erano i suoi schiavi e schiavi di altri Esseri Umani che gestivano il piacere di dominio e di sottomissione del dio padrone.

 

Il male è il dio dei cristiani che sancisca il suo diritto a fare il male mediante l’imposizione e la gestione della sofferenza fra gli Esseri Umani. Una sofferenza  imposta mediante il crocifisso.

 

Quando parliamo del male dobbiamo scegliere: o diventiamo persona responsabili che scelgono la vita, o scegliamo l’infantilismo della sottomissione nell’illusione di diventare padroni di uomini ad imitazione o per volere del dio padrone! La nostra scelta è il nostro concetto di Male con tutte le conseguenze che tali scelte comportano nella vita di tutti i giorni sia nella Natura che nella società civile.

 

A questo punto, Ratzinger si chiede: “Che cosa avviene di simili individui quando compaiono davanti al Giudice?”

E la risposta è ovvia: questi individui non esistono!

Non vivendo manifestando le pulsioni della Natura e accettando la sottomissione del dio padrone che impongono a sé stessi e alla società, questi individui hanno rinunciato alla vita! L’illusione di un padrone che conceda loro una seconda possibilità ha distrutto la loro eternità. Hanno passato la loro vita a distruggere le forze che la specie umana ha dispiegato per uscire dal brodo primordiale per alimentare una relazione di sottomissione e, proprio in questa, hanno compiuto il sacrificio di annientamento della loro esistenza.

 

Dice Ratzinger:

 

Tutte le cose sporche che hanno accumulate nella loro vita diverranno forse di colpo irrilevanti? O che cosa d'altro accadrà?”

 

Come il bambino che ascolta la fiaba di Cappuccetto Rosso si emoziona e trattiene il fiato quando la bambina entra nella camera da letto dove c’è il Lupo travestito da Nonna, così Ratzinger si immagina i suoi fedeli ai quali deve vendere un lieto fine che solo la loro totale sottomissione ed obbedienza dovrebbe garantire loro. “Che denti lunghi hai nonna!” dice Cappuccetto Rosso. Ed evoca la stessa situazione d’ansia nello spettatore di un Ratzinger che dice: “le colpe saranno irrilevanti? O i denti del Lupo mi mangeranno?” Come nei bambini si costruisce questo stato ansioso di aspettativa, così i cristiani prolungano questo stato mediante la dipendenza imposta al lupo, dio padrone, che in ogni istante della loro esistenza è pronto a mangiarli se non “fanno i bravi!”.

 

A Ratzinger, a questo punto, non resta altro che impedire ai propri interlocutori di indagare nelle sue intenzioni e nei significati che EGLI attribuisce alle sue affermazioni:

 

San Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi, ci dà un'idea del differente impatto del giudizio di Dio sull'uomo a seconda delle sue condizioni. Lo fa con immagini che vogliono in qualche modo esprimere l'invisibile, senza che noi possiamo trasformare queste immagini in concetti – semplicemente perché non possiamo gettare lo sguardo nel mondo al di là della morte né abbiamo alcuna esperienza di esso. Paolo dice dell'esistenza cristiana innanzitutto che essa è costruita su un fondamento comune: Gesù Cristo. Questo fondamento resiste.”

 

Sbaglia Ratzinger: noi possiamo, e lo facciamo normalmente, gettare uno sguardo oltre la morte del corpo fisico. Lo facciamo normalmente. Solo che il cristianesimo costringe l’uomo ad immaginare il dopo morte come se fosse ancora nella forma fisica con le relazioni che la vita nella Natura ha costruito. Così, ciò che si riporta dallo sguardo oltre la morte, sono sensazioni tanto estranee da essere immediatamente archiviate dalla ragione che non ne comprende il senso e i loro riferimenti.

L’infinito, oltre la morte del corpo fisico, è una possibilità dell’esistenza nella Natura, non una certezza data da un dio padrone che si sollazza col sado-maso.

Ciò che riportiamo, quando abbiamo guardato oltre la morte del corpo fisico, sono le relazioni emotive col mondo liberate dalla costrizione della forma imposta dalla ragione. E dove non c’è forma, non c’è nemmeno descrizione! Nelle visioni oltre la morte del corpo fisico quando le persone non sono psicologicamente attrezzate e emotivamente disciplinate, prendono forma le patologia psichiatriche degli individui. La percezione emotiva del mondo è la stessa percezione che degenera nella malattia, nel possesso, nell’illusione, nell’allucinazione, nella depressione, nella dipendenza, nelle nevrosi, ecc.

E’ il mondo in cui il cristiano ha paura di guardare: la paura prodotta dalla disperazione della sua esistenza che ruota attorno al dominio e al possesso. E’ il mondo chiuso in cui la sua paranoia vede l’aggressione da parte degli uomini al suo dio padrone. Un padrone che, proprio per l’assalto degli uomini, soffre come sta soffrendo lui che non riesce a rompere gli steccati della sua galera psichica. Ed è questa la resistenza del cristiano: il suo diritto, che proietta sul diritto del suo cristo Gesù, a far del male alle persone: “Questo fondamento resiste.”

 

Continua Ratzinger concludendo il quarantaseiesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi:

 

“ Se siamo rimasti saldi su questo fondamento e abbiamo costruito su di esso la nostra vita, sappiamo che questo fondamento non ci può più essere sottratto neppure nella morte. Poi Paolo continua: « Se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l'opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno. Se l'opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l'opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco » (3,12-15). In questo testo, in ogni caso, diventa evidente che il salvamento degli uomini può avere forme diverse; che alcune cose edificate possono bruciare fino in fondo; che per salvarsi bisogna attraversare in prima persona il « fuoco » per diventare definitivamente capaci di Dio e poter prendere posto alla tavola dell'eterno banchetto nuziale.”

 

Come si può notare, nelle affermazioni di Paolo riportate da Ratzinger, non si parla dell’opera, ma della forma che l’opera assume. Si dà per scontato che “l’opera” consista nella sottomissione al padrone, nella rinuncia alla propria sessualità, nella rinuncia gestire il proprio corpo, nella rinuncia alle proprie passioni, nella rinuncia alla responsabilità nella propria vita. Una rinuncia che vede nel dio padrone, proiezione di Ratzinger, il mandante che ordina al fine di costruire un “giudizio” favorevole. Una sorta di “potere mafioso” che decide se hai pagato o meno la tangente della tua vita. Se non l’hai fatto, il potere mafioso del dio padrone, ricorre all’esecuzione. Poco importa se sono bare di cemento o il fuoco eterno! La differenza sta solo nel delirio di onnipotenza, reale o immaginario, che si attribuisce al dio padrone. Paolo di Tarso era sessualmente impotente. Tale impotenza la chiama “dono del suo dio”. L’impotenza sessuale, l’astinenza sessuale, la castrazione psichica della veicolazione della libido, diventa elemento di cui il dio padrone di Ratzinger si compiace.

Parlare dell’”opera” ci permette di definire che cos’è il MALE che il dio padrone di Ratzinger, e Ratzinger stesso, impongono agli Esseri Umani mediante la violenza. E poco importa se questa violenza assume il volto di Bernardo Gui, Bertanrdo di Chiaravalle, Tommaso d’Aquino, di cristo Gesù, del dio padrone, di Ratzinger o del lupo cattivo nella fiaba di Cappuccetto Rosso.

Per Ratzinger è importante che le persone non definiscano con precisione che cos’è il male. In questo modo, ogni persona, intende il male per ciò che LEI vuole che il male sia e non per quello che Ratzinger intende. Per contro, Ratzinger si premunisce di dare una forma all’”opera” della vita che viene sottoposta al giudizio del suo dio padrone evitando di dire che il male è il suo dio padrone che rubando il divino agli uomini sottrae loro l’infinito!

 

“Dice il dio padrone: “Ecco, l’uomo è diventato un DIO come noi, avendo la conoscenza del bene e del male: che non stenda ora la sua mano e non colga dall’albero della vita, per mangiarne e vivere in eterno”.” Genesi 3, 22

 

Ratzinger non ha avuto la forza di cogliere dall’albero della vita e, proprio per questo, deve impedire ad altri di cogliere da quell’albero che lui guarda disperato affermando: “Tanto, i suoi frutti non sono ancora maturi!”

Marghera, 29 maggio 2008

TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

tel. 041933185

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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Scrive Ratzinger nel quarantaseiesimo paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi:

46. Secondo le nostre esperienze, tuttavia, né l'uno né l'altro è il caso normale dell'esistenza umana.

Nella gran parte degli uomini – così possiamo supporre – rimane presente nel più profondo della

loro essenza un'ultima apertura interiore per la verità, per l'amore, per Dio. Nelle concrete scelte di

vita, però, essa è ricoperta da sempre nuovi compromessi col male – molta sporcizia copre la

purezza, di cui, tuttavia, è rimasta la sete e che, ciononostante, riemerge sempre di nuovo da tutta la

bassezza e rimane presente nell'anima. Che cosa avviene di simili individui quando compaiono

davanti al Giudice? Tutte le cose sporche che hanno accumulate nella loro vita diverranno forse di

colpo irrilevanti? O che cosa d'altro accadrà? San Paolo, nella Prima Lettera ai Corinzi, ci dà

un'idea del differente impatto del giudizio di Dio sull'uomo a seconda delle sue condizioni. Lo fa

con immagini che vogliono in qualche modo esprimere l'invisibile, senza che noi possiamo

trasformare queste immagini in concetti – semplicemente perché non possiamo gettare lo sguardo

nel mondo al di là della morte né abbiamo alcuna esperienza di esso. Paolo dice dell'esistenza

cristiana innanzitutto che essa è costruita su un fondamento comune: Gesù Cristo. Questo

fondamento resiste. Se siamo rimasti saldi su questo fondamento e abbiamo costruito su di esso la

nostra vita, sappiamo che questo fondamento non ci può più essere sottratto neppure nella morte.

Poi Paolo continua: « Se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose,

legno, fieno, paglia, l'opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si

manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno. Se l'opera che uno costruì

sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l'opera finirà bruciata, sarà

punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco » (3,12-15). In questo testo, in ogni

caso, diventa evidente che il salvamento degli uomini può avere forme diverse; che alcune cose

edificate possono bruciare fino in fondo; che per salvarsi bisogna attraversare in prima persona il «

fuoco » per diventare definitivamente capaci di Dio e poter prendere posto alla tavola dell'eterno

banchetto nuziale.

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