I cristiani e la gestione del “dopo morte”.

 

Ratzinger si pensa come il dio padrone.

 

Le polemiche fra cristiani sul Purgatorio.

 

Tommaso d’Aquino e l’inferno in terra.

L’Enciclica Spe Salvi

di Joseph Aloisius Ratzinger

Commento al quarantacinquesimo paragrafo

di Claudio Simeoni




Cod. ISBN 9788891185815

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Nel quarantacinquesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi affrontiamo i motivi per i quali la chiesa cattolica si è inventata il purgatorio. Entriamo nel concetto di simonia e del brigantaggio dei maghi da televisione (come oggi li definiamo). Entriamo nella creazione propagandista del limbo e della sua abolizione ad opera di Ratzinger in quanto non più funzionale per ingannare le persone.

 

Dice Ratzinger iniziando il quarantacinquesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi:

 

Questa idea vetero-giudaica della condizione intermedia include l'opinione che le anime non si trovano semplicemente in una sorta di custodia provvisoria, ma subiscono già una punizione, come dimostra la parabola del ricco epulone, o invece godono già di forme provvisorie di beatitudine. E infine non manca il pensiero che in questo stato siano possibili anche purificazioni e guarigioni, che rendono l'anima matura per la comunione con Dio.”

 

Per riuscire a comprendere quanto le parole di Ratzinger siano volgari e offensive dobbiamo riprenderci il modo di predicare dei preti cattolici a proposito dell’inferno e delle “pene”.

Dire che si tratti di “della condizione intermedia include l'opinione che le anime non si trovano semplicemente in una sorta di custodia provvisoria” è una sorta di eufemismo che si dispiega fra il ridicolo, il patetico e la più profonda indignazione che una persona deve provare per la volgarità ratzingeriana.

Dice Paolo di Tarso:

"Ecco perciò che cosa vi annunziamo sulla parola del Signore: noi, i viventi, i superstiti, alla venuta del Signore, non saremmo separati dai nostri defunti. Poiché il Signore stesso, al segnale dato alla voce dell'Arcangelo e alla tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risorgeranno i morti in Cristo; poi noi, i viventi, i superstiti, assieme ad essi saremo rapiti sulle nubi in cielo verso il Signore. Così saremo sempre con il Signore."  I Tessalonicesi 4, 15-17

 

E quando le persone del seguito di Paolo di Tarso iniziarono a morire anziché essere assunte col corpo direttamente in cielo, Paolo di tarso iniziò la pratica della criminalizzazione delle persone del suo seguito che stavano morendo: tu non vieni assunto col corpo in cielo perché hai peccato.

 

"Or dunque, tutte le volte che voi mangerete di questo pane e bevete di questo calice, celebrerete la morte del Signore, finché egli venga. Perciò, chiunque mangia questo pane o beve il calice del Signore indegnamente, sarà reo del Corpo e del Sangue del Signore. Ognuno, dunque, esamini sé stesso, e così mangi di quel pane e beva di quel calice; perché chi mangia e beve senza discernere il corpo del Signore, mangia e BEVE LA PROPRIA CONDANNA. Per questo vi sono tra di voi molti ammalati ed infermi, e parecchi sono morti. Se invece ci esaminassimo da noi , non saremmo giudicati. Ma se ci giudica il Signore, ci corregge, affinché non siamo condannati con il mondo." I Corinti 11, 26-31

 

Quando i cristiani devono inventarsi un potere da gestire, lo inventano nello spazio che esisterebbe tra il giudizio finale e la resurrezione della carne. Ciò che per Paolo di Tarso, seguendo il cristo Gesù dei vangeli ufficiali, è cosa imminente ed immediata “non passerà questa generazione...”, per i cristiani viene rimandato nel tempo dopo che macellarono gli abitanti di Cirene e Salamina convinti che la fine dei tempi era vicina.

I cristiani, anziché riconoscere di essere stati truffati, hanno usato la truffa per truffare l’umanità a proprio vantaggio. Ne è una testimonianza un’intervista di Ratzinger riportata dal libro “Senza misericordia” delle edizioni Caos a pag. 91:

 

“Dopo aver affermato che “la chiesa è composta sì da uomini che ne organizzano il volto esterno; ma, dietro di questo, le strutture fondamentali sono volute da dio stesso e quindi sono intangibili”, il cardinale Ratzinger ammoniva che “la chiesa di cristo non è un partito, non è un’associazione, non è un club: la sua struttura profonda e ineluttabile non è democratica ma sacramentale, dunque gerarchica”, per cui “l’autorità, qui, non si basa su votazioni a maggioranza; si basa sull’autorità del cristo stesso, che ha voluto parteciparla a uomini che fossero suoi rappresentanti sino al suo ritorno definitivo” [Rapporto sulla fede pag. 49]. Certo, “anch’io, dalla mia Germania, guardavo spesso con scetticismo, magari con diffidenza e impazienza, all’apparato romano”, ma “arrivato qui mi sono accorto che questa curia è ben superiore alla sua fama”. In parole semplici: dietro la congregazione dottrinale di cui sono prefetto c’è dio, la mia autorità è legittimata da cristo, e la discussa fama della curia romana di cui sono numero uno è comprensibile ma erronea.” “Senza misericordia” Discepoli di Verità edizioni Kaos 2005

 

Ratzinger è dio stesso. E lo ha dimostrato eliminando il Limbo.

Dal momento che come dio Ratzinger non può gestire il Giudizio Universale, né la resurrezione della carne, può però ricattare le persone ammalate di sensi di colpa, di depressione, di dipendenza infantile ecc. col terrore dell’inferno che lui gestirebbe o del purgatorio.

Purgatorio, inferno, paradiso, sono gestiti e trasformati in moneta dai cattolici da lungo tempo.

Già qualche tempo fa il commercio delle indulgenze creò parecchi problemi alla chiesa cattolica con sismi consistenti per questioni di denaro, ma, in questo caso, non si tratta di denaro, ma della capacità di controllo mediante il terrore delle persone sottomesse, impaurite, dal suo POTERE UGUALE A DIO!

Da lunedì 26 maggio 2008 entra in vigore una direttiva dell’Unione Europea che impone a cartomanti, astrologi, tarocchi, di avvertire i clienti che quanto fanno non è provato sperimentalmente. Ma dal momento che Ratzinger proclama delle verità assolute, i suoi preti sono obbligati a dire alle persone che circuiscono mediante l’inferno e il paradiso che: “obbligherà chi si diletta in pratiche esoteriche a dire con chiarezza che ciò che viene offerto non è stato provato sperimentalmente ed è «un semplice divertimento».”?

Eppure la legge è uguale per tutti. Non per tutti quelli che definiscono sé stessi maghi o preti cattolici, ma tutti coloro che sono ingenui e, come dice l’Unione Europea: “ma semplicemente cercare di tutelare i tanti ingenui che finiscono preda dei sedicenti maestri di ogni manzia. Le cronache sono piene di poveracci truffati da loschi individui che usano cappelli strani, palle di vetro, malocchi, con l’ausilio di internet e televendite, per sgraffignare denari.”

La direttiva, pertanto non si applica a chi si chiama “mago”, ma a chi truffa gli ingenui che finiscono preda di sedicenti gestori di inferni e paradisi, truffati da loschi individui che parlano a nome di entità spiritiche come il cristo Gesù o il dio dei cristiani con l’ausilio dell’Ordine dei Giornalisti, della Magistratura, al solo scopo di sgraffignare denaro e privare le persone del loro diritto di rivendicare i loro diritti Costituzionali.

Ratzinger millanta di essere il dio padrone in terra.

 

La Chiesa primitiva ha ripreso tali concezioni, dalle quali poi, nella Chiesa occidentale, si è sviluppata man mano la dottrina del purgatorio. Non abbiamo bisogno di prendere qui in esame le vie storiche complicate di questo sviluppo; chiediamoci soltanto di che cosa realmente si tratti. Con la morte, la scelta di vita fatta dall'uomo diventa definitiva – questa sua vita sta davanti al Giudice.”

 

La gestione del dopo morte fu un problema che i cristiani svilupparono un po’ alla volta. Le Antiche Religioni non si posero il problema di dominare le persone. Erano rivolte al quotidiano. In quel quotidiano nel quale incontravano gli Dèi e le stesse loro ragioni di essere. I cristiani allontanarono il loro dio dai sensi dell’uomo. L’uomo non incontrava il loro dio nelle azioni umane o nel mondo della Natura, ma doveva immaginarlo come immanente padrone della loro morale, ma distante in una trascendenza in cui solo la loro immaginazione patologicamente compressa nei sensi di colpa, nella depressione e nella disperazione potevano immaginarlo. Così, l’antico concetto di Ade nato come luogo dal quale Persefone genera la vita degli Esseri della Natura che con il mito si era nascosto nel ricettacolo delle anime, diventa, nel cristianesimo, il luogo di dominio del loro dio padrone gestito dai cristiani con il quale ricattare gli Esseri Umani.

A Roma c’era una grande devozione per i defunti. I Mani e i Penati. A Roma c’erano migliaia di iscrizioni che ricordavano i cari defunti. A Roma c’era una divinità, Libitina, adorata dai gestori delle pompe funebri. A Roma si mettevano fiori sulle tombe dei morti. A Roma c’erano feste nelle quali si banchettavano sulle tombe in onore dei defunti. Ma eravamo a Roma: e i cristiani dovevano rubare la devozione e l’amore delle persone per i propri cari e stuprare questo amore in funzione del loro dio padrone!

 

A proposito del Purgatorio, esiste una polemica fra cristiani che vale la pena prendere in considerazione. Non tanto per parteggiare per l’una o l’altra posizione, ma perché sono posizioni storicamente e socialmente rilevanti. Tutti i cristiani considerano la bibbia il libro sacro ispirato dal loro dio padrone, ma divergono sia nelle interpretazioni sia sul come considerare quei libri sacri. Tutti i cristiani sono ammalati di delirio di onnipotenza. Tutti i cristiani trasmettono la parola del dio creatore per come loro la immaginano. Tutti i cristiani hanno un solo obiettivo: trasformare le persone in pecore obbedienti e adoranti loro, loro personalmente nella collocazione gerarchica, in quanto, in loro e nella loro posizione gerarchica, si manifesta il loro dio padrone. Tutti i cristiani, oltre a quanto imposto dai loro libri sacri, hanno le loro tecniche per trasformare le persone in bestiame e legittimano tali tecniche con qualche citazione (poche parole) tratte dai loro libri sacri. Di solito evitano di citare quanto li smentisce. E, allora, altri cristiani, che si oppongono a loro, citano, al contrario, ciò che legittima le loro posizioni in contrapposizione alle citazioni dei cristiani a cui vogliono sottrarre il bestiame del gregge. Si chiamerebbe “abigeato” se non stessimo parlando di persone che per le società civili sono dei soggetti di diritto (e di doveri) Costituzionale.

 

Voglio riportare, a questo proposito, le riflessioni di cristiani, probabilmente protestanti, che non condividono le riflessioni di Ratzinger, Tratto da: http://camcris.altervista.org/purgat.html al fine di riflettere sulle contraddizioni.

 

La dottrina del Purgatorio

a confronto con la Bibbia

 

La chiesa cattolica insegna che, dopo la morte, alcune persone vanno in un luogo chiamato purgatorio, affinché siano ulteriormente "purificate" prima di andare in cielo.

Questa dottrina fondamentale viene da Dio, oppure è un'altra tradizione inventata dagli uomini? La risposta la troviamo proprio in un verso del catechismo cattolico:

"La Chiesa [Cattolica] ha formulato la propria dottrina di fede sul Purgatorio in modo particolare ai Concili di Firenze e di Trento" (catechismo cattolico, pagg. 268-269, #1031).

Non è irragionevole chiedersi da dove un gruppo di uomini abbia preso simili informazioni sulla vita dopo la morte per poter formulare una tale dottrina.

Amici Cattolici, se state pregando per i vostri amati defunti, credendo che essi siano in purgatorio, sappiate che non è stato Dio a dire che essi sono in purgatorio, ma un gruppo di leader religiosi:

"Ma al momento presente alcuni dei suoi discepoli sono pellegrini in terra. Altri sono morti e si stanno purificando, mentre altri ancora sono in gloria..." (catechismo cattolico, pag. 249, #954).

Ciò che turba maggiormente in questa dottrina, è che la Bibbia non ha mai parlato dell'esistenza di un luogo simile. E la Bibbia non insegna neppure che dopo la morte è necessaria un'ulteriore purificazione per guadagnare l'ingresso nei cieli. Al contrario, la Parola di Dio dichiara che la salvezza è un dono gratuito per chiunque la accetta:

"Perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore." (Romani 6:23)

"...con un solo atto di giustizia (quello di Gesù) la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita." (Romani 5:18)

Potrebbe un Dio amorevole e veritiero, offrirti la vita eterna come dono gratuito - e poi farti soffrire per guadagnarla - e quindi mentire nella Sua Parola?

"Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio." (Efesini 2:8)

Se credi a ciò che dice la Bibbia, allora non serve alcun'altra purificazione per quelli che muoiono in Cristo. Essi sono già stati purificati da Gesù:

"Tanto più dunque, essendo ora giustificati per il suo sangue, saremo per mezzo di Lui salvati dall'ira." (Romani 5:9)

"...sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù." (Romani 3:24)

"Non mi ricorderò più dei loro peccati e delle loro iniquità" (Ebrei 10:17)

L'apostolo Paolo sottolinea questo stesso punto:

"E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e mediante lo Spirito del nostro Dio." (1 Corinzi 6:11)

I veri Cristiani sono già stati purificati perché Gesù ha portato tutti i loro peccati sulla croce:

"...una volta sola, alla fine dei secoli, è stato manifestato per annullare il peccato con il suo sacrificio." (Ebrei 9:26)

Ai figli di Dio non viene chiesto di soffrire per essere salvati, perché sono già stati acquistati e pagati a caro prezzo:

"Infatti siete stati comprati a caro prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo e nel vostro spirito, che appartengono a Dio." (1 Corinzi 6:20)

Il prezzo pagato fu il sangue di Gesù Cristo:

"...la chiesa di Dio, che egli (Gesù) ha acquistata con il proprio sangue." (Atti 20:28)

 

CONCLUSIONE

Se la Bibbia è così chiara su questo argomento, perché la chiesa cattolica ha istituito una dottrina che ha persuaso membri fedeli a dare soldi a questa chiesa, in cambio di preghiere e messe in favore dei cari defunti? A questo rispondete voi stessi.

Ora almeno sapete che la dottrina del purgatorio è una dottrina nata dalle menti degli uomini e non è provenuta da Dio:

"Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito." (Romani 8:1)

 

 

Note:
Il libro dei Maccabei, che la chiesa cattolica usa per giustificare la dottrina del purgatorio, è un libro apocrifo, cioè non è parte delle Sacre Scritture ispirate da Dio. Sulla storia del libro dei Maccabei (che, come dimostrato qui, contraddice la Bibbia) c'è da dire quanto segue: durante una battaglia, furono scoperti degli idoli sotto gli abiti di alcuni soldati ebrei. Il loro generale, Giuda il Maccabeo, fece inviare del denaro a Gerusalemme per offrire dei sacrifici per essi. In questo, Giuda Maccabeo non stava seguendo l'insegnamento delle Scritture. Tra i tanti precetti della legge mosaica, non ve ne era nessuno che raccomandava il sacrificio per i defunti, ma solo per i vivi. Nelle Sacre Scritture non vi sono esempi di ebrei o cristiani che hanno offerto sacrifici per i morti, né Gesù ha mai introdotto una dottrina simile. La chiesa cattolica non accetta questi fatti perché ciò vorrebbe dire riconoscere di essere colpevole di stare insegnando e praticando il peccato d'idolatria.

 

Il libro dei Maccabei non fa parte del canone ispirato da Dio dell'Antico Testamento e neanche della comunità Ebrea che li produsse. Gesù e gli Apostoli non citarono mai dai Maccabei. Sono stati rigettati dal canone ispirato anche da molti "padri della chiesa", primo fra tutti Girolamo, il traduttore che produsse la versione latina della Bibbia detta "Vulgata", sulla quale si basano tutte le Bibbie cattoliche.

Oltretutto i Maccabei vennero aggiunti alla Bibbia cattolica solo dopo la Riforma (dopo il 1546, da qui il nome di "deuterocanonici" ovvero "divenuti canonici dopo"), in quanto serviva un "alibi" per mantenere indulgenze e quant'altro, dopo che la conoscenza biblica si stava espandendo ad opera dei riformatori protestanti, che cominciarono a tradurre la Bibbia nella lingua del popolo.

Si tenga presente che ai tempi di Lutero il clero cattolico aveva imposto a chi volesse leggere la Bibbia, naturalmente in latino (quindi solo per i colti, i ricchi o il clero) di avere una particolare autorizzazione ecclesiastica che non era concessa a tutti; basti pensare che la Bibbia era uno dei libri "messi all'indice" dalla chiesa cattolica.

 

 

E le conclusioni di questi cristiani:

 

Qual è oggi, nel nostro Paese tradizionalmente cattolico, l'opinione comune sull'Aldilà in generale e sul purgatorio in particolare?


Purtroppo moltissimi italiani cattolici non solo non sanno quasi più spiegare cosa sia il purgatorio ma, addirittura, hanno scarsissima fede nella vita futura, post-mortem, della quale - dicono - nulla si sa.

 

Questo vuol dire, in pratica, che quegli italiani sono atei, fedeli solo per tradizione o compiacenza famigliare e nazionale alla religione cattolica. È chiaro che nella massa della gente non vi è fede in Dio (quella vera, basata sulla Parola di Dio) e che la situazione odierna al riguardo si rivela drammatica perchè quasi sempre ci si affida a tradizioni umane.


Il vero Cristianesimo, però, rifugge da ogni tipo di tradizione umana, atea o cattolica o protestante che sia; e non vi è vero Cristianesimo senza pratica e perseveranza dei comandamenti di Gesù, e senza fede e speranza nella vita eterna.

 

Il Nuovo Testamento insegna che, in Dio e mediante Cristo, l'uomo può ricevere la salvezza ma, si badi bene, solo durante la sua esistenza terrena. Dopo la morte l'anima non può più operare ai fini della propria salvezza, né i viventi nulla possono per essa.


Ma, allora, perchè il purgatorio?


Il purgatorio non esisterebbe senza il concetto cattolico di peccato veniale e mortale (di cui la Bibbia non parla affatto, dato che il peccato è uno soltanto: è "la violazione della Legge di Dio", come insegna la prima Lettera di Giovanni 3,4).

 

Come per altre formulazioni, anche nel caso del purgatorio i teologi fanno ricorso alla Sacra Scrittura, alla Tradizione e al Magistero della chiesa cattolica romana. Non di meno, poiché nella Bibbia nulla si dice riguardo al purgatorio (e infatti è una dottrina falsa che fu inventata per primo dal filosofo Platone, 400 anni prima di Cristo), la sua esistenza fu messa in dubbio da molti.

 

Ebbene, il purgatorio, al pari di altre dottrine cattoliche, nasce soltanto tra il 1100 e il 1250 d.C., vale a dire in quel sec. XII in cui il cattolicesimo latino esplode (rinnovamento monastico, la scolastica) insieme con il sistema feudale; e la concezione cattolica dell'Aldilà si realizza a pieno con Dante Alighieri il quale, nella sua celebre opera letteraria "La Divina Commedia", descrive la triplice ripartizione Inferno, Purgatorio (luogo di pena) e Paradiso (luogo di premio). In tale opera, redatta poco più di 100 anni dalla nascita del purgatorio (ossia tra il 1302 e il 1321 d.C.), l'immaginazione dantesca contribuisce a diffondere l'idea del tutto infondata della triplice divisione.

La speranza, dunque, che il peccato non decida tragicamente il destino dell'anima spinge a vivificare la fede nel "secondo regno, dove l'umano spirito si purga e di salir al cielo diventa degno". Parlare, però, del purgatorio quale luogo necessario all'ascesa celeste secondo i versi di Dante appena citati, equivale a credere alla parola umana invece che alla Parola di Dio!


Nessuna via di mezzo nell'Aldilà

Concludendo, il purgatorio non esiste. Esiste, invece, l'Aldilà (come chiaramente insegna il Vangelo di Luca 16,19-31), dove tutti dovremo comparire davanti al tribunale di Dio per rendere conto di come abbiamo operato nella nostra vita terrena: taluni andranno a vita eterna, ma "a coloro invece che contendono e non ubbidiscono alla verità, ma ubbidiscono all'ingiustizia, spetta indignazione ed ira" (Lettera ai Romani 2,7-8).

 

Nell'Aldilà, dunque, non ci saranno vie di mezzo: o paradiso o inferno. E il purgatorio è una via di mezzo.

 

E le riflessioni di questi cristiani su quanto pubblicato da Jacques Le Goff:

 

Jacques Le Goff, noto medievalista francese, nel 1982 ha pubblicato in Francia il libro "La Naissance Du Purgatoire" (La Nascita Del Purgatorio). Esso spiega come agli albori del XIII secolo la chiesa cattolica si "impadronì" di un "luogo" che pareva al di là delle influenze di ogni struttura umana, di uno "spazio" che si era sempre pensato proprio di essenze trascendenti l'umanità: la Divinità, il Fato, la Morte. Una conquista di tale importanza avvenne grazie a una invenzione, quella del Purgatorio. Quella cioè di un "terzo luogo" dove si "ripara", un luogo dove c'è ancora speranza vivendo tra i patimenti.

Quanti sono stati allevati nel cattolicesimo sono a considerare il Purgatorio come un "posto" al di là del tempo, alla pari di Paradiso e Inferno. Ma a sostenere queste affermazioni, non è uno qualsiasi ma nientemeno che Jacques Le Goff, il grande medievalista francese, erede di Marc Bloch, "signore" della Nouvelle Histoire, condirettore di quegli "Annali" che hanno rivoluzionato il modo di fare la ricerca storica.

Le Goff spiega: prima del XIII secolo né la parola Purgatorio né la sua rappresentazione esistevano. Come ha dichiarato al settimanale parigino "L'Express", l'invenzione del Purgatorio ebbe un ruolo nella grande mutazione dell'Occidente del XII-XIII secolo. Per arrivare all'invenzione del Purgatorio, infatti, ci è voluto del tempo: la Bibbia non ne parla affatto (come ribadiranno, in epoca della Riforma, i Protestanti) ma il concetto andò sviluppandosi adagio in seno alla chiesa cattolica. Il concetto di un terzo luogo intermedio tra Inferno e Paradiso dove non ci fosse né salvezza né dannazione era anche un'idea estranea all'uomo medievale.

Con il Purgatorio - immaginazione potente che godè di un pubblicitario di eccezione, Dante Alighieri - la chiesa cattolica "prende possesso" dell'Aldilà e, attraverso di esso, anche dell'Aldiqua. Con esso, la morte finiva di essere il momento cruciale in cui tutto è giocato, momento di frontiera tra vita e eternità. "Si può parlare - afferma Le Goff - di una vera e propria dilatazione delle occasioni di salvezza".

Da quel momento tra vivi e morti inizia uno scambio attivo. Di qua le messe per aiutare l'anima del penitente a liberarsi più in fretta dal Purgatorio, di là il rapporto individuale con l'Oltretomba. E in questa situazione grottesca e antibiblica è la chiesa cattolica, osserva Le Goff, che gestisce la "politica" del Purgatorio. Così la giurisdizione ecclesiastica si estende all'Aldilà che era di Dio. La folla di anime in attesa del Purgatorio si trova legata al mondo dei vivi. E i fedeli vengono gradualmente abituati (quasi legati) a un nuovo repertorio di gesti, preghiere, offerte.

"Le indulgenze - dice Le Goff - queste chiavi del Paradiso, ne sono l'esempio celebre e remunerativo". La chiesa cattolica stabilisce in terra un potere spirituale, ma anche economico, vastissimo. L'operazione, sostiene il libro, è teologica, ma l'operazione teologica non fa che sanzionare un'idea che già si era profondamente radicata nell'inconscio collettivo, nell'immaginazione popolare. In un'epoca confusa come il Medioevo, in cui gli spiriti viaggiavano in "strani universi" e tornavano a preoccupare i viventi, la chiesa cattolica seppe far buon viso a cattivo gioco: appropriandosi del Purgatorio seppe incanalare un'offensiva che non poteva contenere. "Se si vuole - dice lo storico - è il grande rinserramento dei morti. Per fare questo, per portare Immaginazione e Potere a coincidere, la chiesa cattolica ebbe bisogno di rendere "visibile" il Purgatorio, di descriverlo, di dargli un'immagine reale. E il trionfo visuale del Purgatorio avviene grazie all'Opera di un grandissimo propagandista, Dante Alighieri e la sua seconda Cantica. In fondo, prima di Le Goff che porta dimostrazioni e prove, due poeti avevano percepito lo sforzo geniale dantesco: sia Chateaubriand ("le purgatoire surpasse en poesie le ciel et l'enfer"), che Ezra Pound avevano per il Purgatorio una predilezione assoluta."

Con tutto questo (forse proprio per questo carattere, misterioso sognante e nuovo) l'idea del Purgatorio non si affermò poi tanto facilmente. La stessa invenzione teologica fu, seppure mal avversa, abbastanza cauta: il Purgatorio diviene dogma solo nel XVI secolo.

Ci rendiamo conto della tragedia?

 

 

Queste tre parti sono state scaricate dalla pagina:

http://camcris.altervista.org/purgat.html

 

 

Se questi cristiani parlano di “ragioni dottrinali”, le ragioni pragmatiche sono ben più evidenti. Mediante la sottomissione alla chiesa cattolica il cammino verso il paradiso dei cari morti viene facilitato dai vivi sia pagando le messe in suffragio, sia sottomettendosi alla chiesa cattolica mediante le preghiere. L’affetto delle persone per i loro cari diventa un mezzo con cui controllare la sottomissione religiosa dei vivi che, a loro volta, saranno consolati dalla chiesa cattolica e rassicurati sui “destini” dei loro defunti che poi, in ultima analisi, è il loro destino.

Gestire il dopo morte come atto di sottomissione dei vivi alla chiesa cattolica: ecco di che cosa realmente si tratta. Una strategia che è venuta affinandosi nei secoli e diventata uno strumento con cui la chiesa cattolica controlla le persone. Ed in particolare la loro DEVOZIONE! Una devozione che viene imprigionata attraverso l’affetto dei cari morti e usata dalla chiesa cattolica per imprigionare le persone.

Questa vita, gestita dal terrore di Ratzinger, viene giudicata da Ratzinger attraverso il terrore del purgatorio e del paradiso. Ma il giudizio non riguarda chi ha vissuto, il giudizio su chi è morto viene usato per ricattare negli affetti chi è vivo. Se il parente è convinto che Ratzinger gestisce il paradiso, l’inferno e il purgatorio, si sottomette al giudizio di Ratzinger nelle sue decisioni per non danneggiare il parente morto (e la sua stessa morte futura), esattamente come i genitori sono ricattati da Ratzinger affinché battesimino i loro figli a maggior gloria di Ratzinger stesso.

 

Dice Ratzinger:

 

La sua scelta, che nel corso dell'intera vita ha preso forma, può avere caratteri diversi. Possono esserci persone che hanno distrutto totalmente in se stesse il desiderio della verità e la disponibilità all'amore. Persone in cui tutto è diventato menzogna; persone che hanno vissuto per l'odio e hanno calpestato in se stesse l'amore. È questa una prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra storia lasciano discernere in modo spaventoso profili di tal genere. In simili individui non ci sarebbe più niente di rimediabile e la distruzione del bene sarebbe irrevocabile: è questo che si indica con la parola inferno.37

 

Il potrebbe esserci, espresso da Ratzinger, è l’essenza stessa dell’inganno.

Chi determina il ciò che potrebbe sono io, Claudio Simeoni, e non Ratzinger e le sue esternazioni. Io, che sono Claudio Simeoni, sia che un individuo sia classificabile come malvagio o come virtuoso, non ha un futuro oltre la morte del corpo fisico a meno che non abbia alimentato il Genio di Specie nelle sue aperture verso il futuro. Le mie affermazioni sono reali nella misura in cui io le affermo e me ne assumo la responsabilità personale, sono false quelle di Ratzinger che, affermando un’ipotesi “Possono esserci persone che hanno distrutto totalmente in se stesse il desiderio della verità e la disponibilità all'amore. Persone in cui tutto è diventato menzogna; persone che hanno vissuto per l'odio e hanno calpestato in se stesse l'amore.” non si assume la responsabilità della sua affermazione consapevole che è in sé falsa e finalizzata a costruire sensi di colpa nelle persone per “assicurare a sé ed ad altri, ingiusto profitto”.

 

Nella società in cui viviamo, l’affermazione soggettiva o l’opinione, quando non è dimostrabile con le categorie scientifiche, ha valore soltanto se si accorda con le necessità dell’insieme in cui l’affermazione o l’opinione viene manifestata. Quell’affermazione è utile o rispecchia aspetti dell’insieme? Allora è vera; nel senso che si prende in considerazione! Contraddice l’insieme o danneggia l’insieme nelle sue aperture verso il futuro? Allora è falsa; nel senso che contraddice bisogni e tensioni degli Esseri Umani nel quotidiano!

Pertanto, dare un valore assoluto alle azioni degli Esseri Umani è un modo per truffarli. Ingannarli. Un esempio è dato proprio da Ratzinger, dal catechismo della chiesa cattolica, là dove si dice di non uccidere, ma si precisa che il padrone può uccidere in base al proprio giudizio. Pertanto, la malvagità sta nel giudizio soggettivo che usa il padrone per determinare ciò che lui vuole che sia o non sia giusto. La malvagità, l’unica malvagità che possiamo considerare come generale, è la pretesa di imporre una volontà soggettiva di giudizio al di sopra e al di là delle leggi e delle valutazioni d’insieme in cui le azioni si manifestano.

La malvagità sta nella pretesa di determinare categorie quali odio, menzogne, amore, verità, al di là delle specifiche necessità contingenti degli Esseri Umani.

Ed è il delitto di cui si macchia Ratzinger.

Perché non è il suo dio che determinale categorie di giudizio, ma Ratzinger all’interno di quel delirio di onnipotenza che gli fa dire: “Dietro a quello che faccio c’è la volontà del mio dio padrone!”

La prospettiva terribile sono le stragi, i roghi, le torture, la distruzione delle società, la violenza sui bambini, perpetrata da Ratzinger e da tutti i Ratzinger che lo hanno preceduto al fine di garantirgli, non solo l’impunità per i suoi deliri di onnipotenza, ma l’accettazione sociale di regole morali che stridono con il dettato Costituzionale.

In Ratzinger non c’è nulla da rimediare, la distruzione del bene sociale è l’unica cosa che può fare rispondendo alla disperazione in cui la distruzione della sua esistenza lo ha condotto.

 

Se da un lato la chiesa cattolica nel suo Catechismo afferma:

 

“Non possiamo essere uniti a dio se non scegliamo liberamente di amarlo. Ma non possiamo amare dio se pecchiamo gravemente contro di lui....” Catechismo della Chiesa Cattolica

 

Dall’altro lato, la pratica del terrorismo sociale ha ben poco a che vedere col loro dio, ma ben di più con tribunali, roghi e galere.

Scrive il “dottore” della chiesa cattolica Tommaso d’Aquino:

 

“Tutto quanto si erge dietro all’ordine delle cose deve aspettarsi un castigo proporzionato, da parte di colui che tale ordine presiede... La natura umana è in primo luogo subordinata alla sua ragione; in secondo luogo a coloro che hanno il governo esterno sia nello spirituale sia nel temporale, nello stato o nella famiglia; in terzo luogo a colui che regge l’universo. Il peccato turba tutti e tre gli ordini suddetti: donde la triplice pena in cui incorre il peccatore: una viene da lui stesso e sono i suoi rimorsi; l’altra dagli uomini; la terza da dio.” Tommaso d’Aquino  Summa Theologica estratto da “Il peccato e la paura” di Jean Delumeau pag. 355 ed. Il Mulino

 

Tommaso d’Aquino ha offeso sia gli Esseri Umani che la società civile! Troppo spesso, troppi Esseri Umani e, qualche volta, anche magistrati della Repubblica, ancora oggi mescolano peccato e reato come se il reo dovesse pentirsi del reato e non considerare il reato nella relazione soggettiva fra l’individuo e le condizioni del mondo.

 

Inferno, paradiso, pena, intercessione, misurazione temporale della pena e la sua espiazione nel purgatorio, sono tutti sistemi che funzionano nel controllo emotivo delle persone, nei loro sensi di colpa, nella loro disperazione.

Già nell’Apocalisse di Paolo di Tarso, trovata a Nag Hammadi, si giocava con l’inferno e le pene per terrorizzare le persone e sottometterle all’obbedienza di una fede inumana, cattiva, malata e violenta.

 

Conclude il quarantacinquesimo paragrafo dell’enciclica Spe Salvi Ratzinger:

 

Dall'altra parte possono esserci persone purissime, che si sono lasciate interamente penetrare da Dio e di conseguenza sono totalmente aperte al prossimo – persone, delle quali la comunione con Dio orienta già fin d'ora l'intero essere e il cui andare verso Dio conduce solo a compimento ciò che ormai sono.38

 

Dopo la pena il premio per l’obbedienza!

Il bastone e la carota.

Tommaso d’Aquino ebbe una visione del paradiso. Un’allucinazione prodotta dalle sue aspettative: per questo riteneva giusto bruciare vive le persone che non si mettevano in ginocchio davanti a lui. Come Bernardo di Ghiaravalle e tutti i santi cristiani. Elevati agli altari perché persone “totalmente aperte al prossimo”. Forse c’è una piccola differenza fra ciò che la società civile ritiene giusto e ciò che Ratzinger, in funzione del suo dominio e della sua identificazione col dio padrone, ritengono giusto per sé in funzione della sottomissione delle persone.

Tornerò ancora sul concetto di uso del “dopo morte” per terrorizzare le persone malate fatto da Ratzinger, perché questo è un elemento fondamentale del controllo militare della chiesa cattolica sugli Esseri Umani.

Io so perfettamente cosa c’è oltre la morte del corpo fisico: è la mia trasformazione in Stregone che mi ha consentito di penetrare quello sconosciuto.

Ma, qualunque verità venisse proclamata a squarcia gola si scontra, inevitabilmente, con la manipolazione mentale che le persone hanno subito dalla chiesa cattolica e chiunque ascoltasse, e non è aperto al futuro, proverebbe solo fastidio per un “dopo morte del corpo fisico” che non sia determinato dal dio padrone che egli prega.

Marghera, 28 maggio 2008

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

tel. 041933185

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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Scrive Ratzinger nel quarantacinquesimo paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi:

45. Questa idea vetero-giudaica della condizione intermedia include l'opinione che le anime non si

trovano semplicemente in una sorta di custodia provvisoria, ma subiscono già una punizione, come

dimostra la parabola del ricco epulone, o invece godono già di forme provvisorie di beatitudine. E

infine non manca il pensiero che in questo stato siano possibili anche purificazioni e guarigioni, che

rendono l'anima matura per la comunione con Dio. La Chiesa primitiva ha ripreso tali concezioni,

dalle quali poi, nella Chiesa occidentale, si è sviluppata man mano la dottrina del purgatorio. Non

abbiamo bisogno di prendere qui in esame le vie storiche complicate di questo sviluppo;

chiediamoci soltanto di che cosa realmente si tratti. Con la morte, la scelta di vita fatta dall'uomo

diventa definitiva – questa sua vita sta davanti al Giudice. La sua scelta, che nel corso dell'intera

vita ha preso forma, può avere caratteri diversi. Possono esserci persone che hanno distrutto

totalmente in se stesse il desiderio della verità e la disponibilità all'amore. Persone in cui tutto è

diventato menzogna; persone che hanno vissuto per l'odio e hanno calpestato in se stesse l'amore. È

questa una prospettiva terribile, ma alcune figure della stessa nostra storia lasciano discernere in

modo spaventoso profili di tal genere. In simili individui non ci sarebbe più niente di rimediabile e

la distruzione del bene sarebbe irrevocabile: è questo che si indica con la parola inferno.37 Dall'altra

parte possono esserci persone purissime, che si sono lasciate interamente penetrare da Dio e di

conseguenza sono totalmente aperte al prossimo – persone, delle quali la comunione con Dio

orienta già fin d'ora l'intero essere e il cui andare verso Dio conduce solo a compimento ciò che

ormai sono.38

 

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