Imporre la preghiera.
La preghiera come superstizione.
La preghiera giustifica il fallimento
nella distruzione della società.
Spe Salvi di Ratzinger
Commento al trentaquattresimo paragrafo
La preghiera cristiana non ha nessuna forza
purificatrice, ha solo forza mistificatrice.
Una forza mistificatrice che si insinua
nella struttura emotiva dell’individuo rinchiudendolo in un rapporto fra sé e
la sua immaginazione. L’individuo si distacca dal mondo per salvaguardare la
relazione che ha costruito. Può ritornare nella società soltanto se la società gli riconosce il “potere” che la sua relazione
personale gli ha concesso.
In Africa anche la schizofrenia individuale era un patrimonio
sociale della tribù. L’individuo non era isolato, ma accettato con la sua
patologia che diventava un patrimonio sociale. La patologia diventava parte
della società.
Nel caso della preghiera, la patologia che rinchiude
l’individuo nella relazione fra sé e la sua immaginazione di onnipotenza
che chiama “dio” padrone, non si accontenta di essere parte della società, ma
pretende di diventare elemento di dominio della società.
Afferma Ratzinger:
“Affinché la preghiera sviluppi questa forza
purificatrice, essa deve, da una parte, essere molto personale, un confronto
del mio io con Dio, con il Dio vivente. Dall'altra, tuttavia, essa deve essere
sempre di nuovo guidata ed illuminata dalle grandi
preghiere della Chiesa e dei santi, dalla preghiera liturgica, nella quale il
Signore ci insegna continuamente a pregare nel modo giusto.”
La sottomissione al padrone ad opera
del cristiano. Un concetto che viene ribadito da Ratzinger.
La schiavitù del mondo antico era una schiavitù
economica. Aveva fini economici e poteva essere superata attraverso situazioni
economiche e sociali. Col cristianesimo la schiavitù non solo riafferma il suo
carattere economico, ma veniva estesa alla sfera
intima dell’uomo. Col cristianesimo cessa di essere una relazione economica per
trasformare lo schiavo in NON-PERSONA. Lo schiavo deve amare il suo padrone con
tutto il suo cuore e con tutta la sua anima: col
cristianesimo tutta la società diventa una società di schiavi!
Lo schiavismo viene ribadito da Ratzinger nel trentaquattresimo paragrafo attraverso la
rivendicazione di un “potere magico” al quale l’individuo si deve sottomettere.
Affinché ci sia un effetto magico della
preghiera, “la forza purificatrice”, essa si deve imporre alle emozioni
dell’individuo. Deve costringere l’individuo a ribadire
la sua dipendenza infantile nei confronti del dio padrone; di ogni padrone.
Ogni padrone vivente.
Quand’è che è vivente? Quando il soggetto
gli attribuisce capacità di determinare la sua vita. Quando
l’individuo si sottomette. Quando l’individuo rinuncia
alla sua morale per sottomettersi alla morale del suo padrone. Questo
significa il “dio vivente”.
Quel “dipendenza infantile nei confronti di
ogni padrone” che ho usato viene ribadito da Ratzinger
e riaffermato dal rapporto intimo e fattivo fra la persona e il dio padrone
manifestato, come entità vivente, dai santi e dalla preghiera liturgica.
I santi cattolici sono tali per aver commesso delitti
efferati nei confronti dell’umanità. Delitti efferati il cui scopo
era quello di riaffermare la gloria del dio padrone, il suo potere, sugli
Esseri Umani.
La preghiera liturgica è la riaffermazione del dominio della
chiesa cattolica sull’individuo attraverso l’accettazione intima da parte di quell’individuo del potere della
chiesa cattolica sulle sue scelte. L’individuo che rinuncia a sé stesso per sottomettersi.
Rinunciare a sé stessi, per Ratzinger, è il modo giusto!
Afferma Ratzinger:
“Il Cardinale Nguyen Van Thuan,
nel suo libro di Esercizi spirituali, ha raccontato
come nella sua vita c'erano stati lunghi periodi di incapacità di pregare e
come egli si era aggrappato alle parole di preghiera della Chiesa: al Padre
nostro, all'Ave Maria e alle preghiere della
Liturgia. Nel pregare deve sempre
esserci questo intreccio tra preghiera pubblica e
preghiera personale. Così possiamo parlare a Dio, così Dio parla a noi.”
Ancora con la società galera!
Non esistono esempi che Ratzinger può fare che non abbiano la sofferenza fisica e psichica a
fondamento delle sue affermazioni. Costruire la sofferenza fisica e psichica
diventa doveroso per Ratzinger al fine di condurre le
persone a fare “esercizi spirituali”. L’incapacità di pregare si manifesta quando il pregare dimostra all’individuo non solo
la sua inutilità, ma il danno che fa la preghiera. Le persone costrette a
pregare fin da bambini seguono una condotta (date condizioni normali di vita)
che li porta da giovani adulti ad abbandonare la preghiera in quanto inutile e
atto palese di superstizione per poi riprendere la pratica della preghiera a
mano a mano che l’età avanza e si affaccia alla loro psiche il senso del
fallimento esistenziale. La disperazione.
Il dio padrone e la vagina della madonna, sono gli elementi
sui quali il cristiano concentra la sua preghiera: un dio padrone che gli dica
come deve vivere e una vagina vergine che gli sia da monito affinché non veicoli le sue emozioni.
Come dice Ratzinger, il dio padrone
e la vagina vergine della madonna devono essere imposti, sia a sé stessi mediante la “preghiera personale” che agli altri
mediante l’imposizione della “preghiera pubblica”: specialmente ai bambini.
Attraverso questa violenza, che si inserisce
nell’attività dello stupro della persona, si può parlare col dio dei cristiani
e il dio dei cristiani può parlare con lo stuprato.
Dice Ratzinger:
“In questo modo si
realizzano in noi le purificazioni, mediante le quali diventiamo capaci di Dio
e siamo resi idonei al servizio degli uomini. Così diventiamo capaci della
grande speranza e così diventiamo ministri della speranza per gli altri: la
speranza in senso cristiano è sempre anche speranza per gli altri.”
La purificazione, per Ratzinger, è
un atto di stupro che l’individuo fa ad altre persone dopo averla fatta a sé stesso. In questo modo, dice Ratzinger,
siamo resi idonei a stuprare altre persone. Possiamo, dice Ratzinger,
imporre la disperazione nelle persone affinché queste siano costrette a far
propria la “grande speranza” nell’avvento “del figlio del dio padrone che verrà
dalle nubi con grande potenza in quella generazione
mentre le stelle cadranno sulla terra…..”.
Il cristiano ha bisogno di diffondere disperazione al fine di
poter assoggettare le persone spacciando speranza come una dose di eroina che viene spacciata fra i tossicodipendenti. La
disperazione del tossicodipendente genera la speranza in una dose di eroina: esattamente il meccanismo sul quale agisce Ratzinger. L’eroina, dice Ratzinger,
non la dobbiamo usare solo noi, ma la dobbiamo
diffondere nella società, perché la speranza nell’eroina “…in senso cristiano è sempre anche speranza per gli altri.”
Conclude il trentaquattresimo paragrafo Ratzinger dicendo:
“Ed è speranza attiva, nella quale lottiamo
perché le cose non vadano verso « la fine perversa ». È speranza attiva proprio
anche nel senso che teniamo il mondo aperto a Dio. Solo così essa rimane anche speranza veramente umana.”
“Ora portate quei miei nemici che non volevano che io
regnassi sopra di loro e scannateli in mia presenza.” Luca
La “fine capovolta”, o, come usa Ratzinger
“la fine perversa”, parte dal presupposto che l’ordine determinato dal suo
cristo Gesù e da lui stesso, con tutti i lui stesso
che lo hanno preceduto, sia assunto a verità oggettiva
degli uomini e non sia, come la realtà dimostra, la perversione e l’orrore in
cui gli Esseri Umani sono costretti a vivere. Uscire dalla perversione per
l’umanità è auspicabile e necessario; la perversione (intesa nel significato
dispregiativo) per Ratzinger è la sua verità assoluta
che impone attraverso la disperazione agli Esseri Umani.
Da qui la speranza attiva di Ratzinger di realizzare un dominio che vede sfuggirgli di
mano perché l’umanità intende uscire dall’orrore della disperazione che serve a
Ratzinger per imporre l’illusione della sua speranza. La citazione di Kant,
fatta da Ratzinger e ripresa dalla disperazione
psicologica del tramonto kantiano in “La fine di tutte le cose”, viene usata in maniera strumentale e offensiva da Ratzinger per giustificare l’orrore che egli impone agli
Esseri Umani. Solo con la disperazione, la miseria, le fobie sessuali, imposte
mediante la vagina vergine della madonna e la violenza sui bambini permette a Ratzinger di tenere “…il mondo aperto al dio padrone”.
Marghera, 22 Aprile 2008
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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Scrive Ratzinger nel
trentaquattresimo paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi:
34. Affinché la preghiera sviluppi questa
forza purificatrice, essa deve, da una parte, essere molto
personale,
un confronto del mio io con Dio, con il Dio vivente. Dall'altra, tuttavia, essa
deve essere
sempre di
nuovo guidata ed illuminata dalle grandi preghiere della Chiesa e dei santi,
dalla
preghiera
liturgica, nella quale il Signore ci insegna continuamente a pregare nel modo
giusto. Il
Cardinale Nguyen Van Thuan, nel suo libro di Esercizi spirituali, ha raccontato come nella sua vita
c'erano
stati lunghi periodi di incapacità di pregare e come egli si era aggrappato
alle parole di
preghiera
della Chiesa: al Padre nostro, all'Ave Maria e alle
preghiere della Liturgia.27 Nel pregare
deve
sempre esserci questo intreccio tra preghiera pubblica e preghiera personale.
Così possiamo
parlare a
Dio, così Dio parla a noi. In questo modo si realizzano in noi le
purificazioni, mediante le
quali
diventiamo capaci di Dio e siamo resi idonei al servizio degli uomini. Così diventiamo
capaci
della
grande speranza e così diventiamo ministri della speranza per gli altri: la
speranza in senso
cristiano è
sempre anche speranza per gli altri. Ed è speranza attiva, nella quale lottiamo
perché le
cose
non vadano verso « la fine perversa ». È speranza attiva proprio anche nel
senso che teniamo il
mondo
aperto a Dio. Solo così essa rimane anche speranza
veramente umana.
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