La redenzione cristiana.
Il fallimento dell’esistenza del
cristiano.
La paura di Ratzinger
nell’attesa della sua morte.
Spe Salvi di Ratzinger
Commento al
venticinquesimo paragrafo
Innanzi tutto cominciamo a precisare: né Ratzinger,
né nessun altro cristiano sottomesso all’onnipotenza del dio padrone o del
cristo Gesù ha la possibilità di trasformare la morte
del corpo fisico in nascita del corpo luminoso e continuare, dopo la morte del
corpo fisico, nell’infinito dei mutamenti!
Il cristiano, anziché essere aperto verso il futuro, è
ripiegato sulla sua morale imposta. Solo la rottura di quella morale fatta da
quelle persone, anche se educate in modo cristiano, che hanno costruito quel
percorso di libertà sociale portando l’umanità fuori dall’assolutismo della
città di dio, hanno vissuto con sufficiente passione e determinazione per
plasmare la loro energia e costruire il loro corpo luminoso. Anche se educate cristianamente, anziché vivere per sottomissione hanno
scelto di “vivere per sfida”. Il loro bisogno di rimuovere l’assolutismo
cristiano nel loro presente fu la molla che li ha portati ad uscire dal gregge
che il buon pastore porta al macello della loro vita.
E su questo, Ratzinger, ha
perfettamente ragione: il percorso d’uscita dall’orrore cristiano è un percorso
morale che si deve rinnovare ad ogni generazione. Non è mai concluso in quanto
non esiste una conclusione della libertà dell’uomo dall’imposizione di ostacoli
alla sua possibilità di dispiegare sé stesso nell’insieme in cui vive. Per
contro, ogni generazione regala alla successiva il suo impegno nel liberare la
società dall’orrore cristiano.
Dice Ratzinger:
“Conseguenza di quanto
detto è che la sempre nuova faticosa ricerca di retti ordinamenti per le cose
umane è compito di ogni generazione; non è mai compito semplicemente concluso.”
A chi sta parlando Ratzinger?
Ai cattolici e alla struttura di potere della chiesa
cattolica mentre sta tentando di sottomettere la società civile. La chiesa
cattolica, dice Ratzinger, è sempre alla ricerca di
nuovi escamotages, nuovi ordinamenti, attraverso i
quali imporre la propria morale. La morale cattolica è una morale inumana in
quanto spoglia l’Essere Umano delle sue determinazioni per sottometterlo alla
volontà del suo dio. E non esistono ordinamenti che funzionano in eterno per
questo. La chiesa cattolica deve trovare continuamente nuovi trucchi per
riaffermare sé stessa e dominare la società civile. Ratzinger
non sta parlando delle “generazioni degli uomini”, ma sta parlando delle
generazioni del dominio della chiesa cattolica.
Dice Ratzinger:
“Ogni generazione,
tuttavia, deve anche recare il proprio contributo per stabilire convincenti
ordinamenti di libertà e di bene, che aiutino la generazione successiva come
orientamento per l'uso retto della libertà umana e diano così, sempre nei
limiti umani, una certa garanzia anche per il futuro. In altre parole: le buone
strutture aiutano, ma da sole non bastano. L'uomo non può mai essere redento
semplicemente dall'esterno.”
Qui Ratzinger si nasconde dietro il
doppio equivoco. Le generazioni sono quelle del potere dei cattolici sulla
società civile e non le generazioni degli Esseri Umani e, la libertà, di cui
parla Ratzinger, non è la libertà degli Esseri Umani,
ma è la libertà della chiesa cattolica di danneggiare gli Esseri Umani
stuprandone le regole civili e sociali per imporre la sua verità. La verità del
suo dio padrone alla quale sottomettere gli Esseri Umani.
“l’uso retto” deve portarci a capire il senso. Se c’è un uso
retto; chi determina l’uso retto? Chi, se non il detentore della verità? Chi se
non Ratzinger stesso? E se Ratzinger
impone sugli Esseri Umani la sua idea di “rettitudine”, che ne è dell’idea di
“rettitudine” che ogni Essere Umano applica a sé stesso? Che ne è della libertà
dell’uomo? Di ogni singolo uomo?
Questo, secondo Ratzinger,
fornisce, alla chiesa cattolica, una certa garanzia per il futuro. Per la
riaffermazione del futuro dominio sugli Esseri Umani. Garantisce alla chiesa
cattolica la possibilità di negare la libertà dell’uomo in funzione della sua
libertà di violare le leggi e le norme.
Ratzinger impone all’uomo di credere di dover
essere redento. I cristiani sono dei peccatori. Il che equivale, nel sentire
comune, che i cristiani commettono reati spregevoli tali da trasformarsi in
sensi di colpa. Si battono il petto. Per questo desiderano essere redenti. Il
non cristiano non commette quelle infamità che i
cristiani chiamano “peccati”. Il non cristiano è esente da colpa perché esente
da delitto morale. Colui che non si mette in ginocchio davanti al dio padrone
ha il futuro aperto davanti a sé e la sua vita fisica e la sua morte fisica
sono un continuo naturale che non scinde la vita della persona, ma scinde
soltanto lo stato in cui la persona vive. Chi non si è messo in ginocchio
davanti al dio padrone non ha una colpa dalla quale sperare di essere redento.
Al contrario, il cristiano che ha gettato via la sua vita preferendo mettersi
in ginocchio davanti al dio padrone e che ha seminato disperazione nelle
società civili, ha la disperazione dalla quale vorrebbe essere salvato
dall’angoscia della sua distruzione.
Ratzinger, invece, si chiede: come può imporre
il bisogno di redenzione? Quali strutture lo possono aiutare? E conclude con
una riflessione: l’uomo non può essere redento dall’esterno, ma.... E qui
sospendiamo per ora il discorso.
Dice Ratzinger:
“Francesco Bacone e gli aderenti alla corrente di pensiero dell'età
moderna a lui ispirata, nel ritenere che l'uomo sarebbe stato redento mediante
la scienza, sbagliavano. Con una tale attesa si chiede troppo alla scienza;
questa specie di speranza è fallace. La scienza può contribuire molto all'umanizzazione
del mondo e dell'umanità.”
Se per redenzione Bacone intendeva
aiutare l’uomo ad uscire dall’orrore della città di dio e da tutte quelle
farneticazioni che ne imprigionavano il pensiero, come nella vicenda di Galilei, allora aveva ragione. Se per “redenzione”
intendeva quanto Ratzinger vuole imporre come
aspettativa agli Esseri Umani, allora dobbiamo prendere atto che il suo
contributo allo sviluppo dell’umanità fu monco perché non dichiarò mai che il
cristianesimo era l’orrore della società degli uomini. Difficilmente si può
pensare che Francesco Bacone pensasse alla “redenzione”
dell’uomo da parte della scienza!
Ratzinger, che malato sta per morire, vorrebbe
la pillola della vita eterna ben consapevole che la sequenza delle sue scelte
gli ha distrutto la felicità di affrontare la morte del corpo fisico.
La scienza costruisce migliori condizioni di vita per gli
uomini là dove il cristianesimo ha costruito la miseria, l’angoscia e la
disperazione, ma la scienza non ha mai preteso di più, nemmeno oggi!
Sicuramente chi nega il cristianesimo e il suo dio padrone
confida nella scienza per vivere meglio, ma non sostituisce l’idea illusoria
prodotta dalla disperazione umana di “redenzione” con un corrispettivo da
attribuire alla scienza. Le categorie cristiane, in cui si infilano le
aspettative dell’uomo, sono categorie arbitrarie e, dal punto di vista del
pensiero umano, false e truffaldine.
Dice Ratzinger:
“Essa però può anche
distruggere l'uomo e il mondo, se non viene orientata da forze che si trovano
al di fuori di essa. D'altra parte, dobbiamo anche constatare che il
cristianesimo moderno, di fronte ai successi della scienza nella progressiva
strutturazione del mondo, si era in gran parte concentrato soltanto
sull'individuo e sulla sua salvezza. Con ciò ha ristretto l'orizzonte della sua
speranza e non ha neppure riconosciuto sufficientemente la grandezza del suo compito
– anche se resta grande ciò che ha continuato a fare nella formazione dell'uomo
e nella cura dei deboli e dei sofferenti.”
Ratzinger sparge paura per il nuovo. Il nuovo
lo terrorizza. Il nuovo lo impaurisce, come, per Ratzinger,
deve impaurire ogni cristiano.
L’Essere Natura, nel quale siamo germinati, nati ed abbiamo
proceduto per diversificazione forgiando la nostra specie, è sempre uno
sconosciuto da affrontare con timore reverenziale. Quella prudenza necessaria
che ci consente di esplorare il nuovo senza mettere in pericolo la nostra
esistenza.
Non è la bomba atomica o la pistola che possono far paura all’uomo,
ma le mani che la impugnano. Perché le mani che la impugnano possono essere le
mani di un individuo aperto al futuro e che usa il mezzo per un fine o possono
essere le mani di un individuo senza futuro, chiuso su sé stesso in un delirio
di onnipotenza che dichiara “Muoia Sansone con tutti i Filistei”.
Sono gli uomini che possono mettere in pericolo la vita. Uomini
educati all’onnipotenza, che si identificano col dio padrone, padroni essi
stessi dell’esistenza umana.
Questo per quanto riguarda la società.
Per quanto riguarda la possibilità dell’uomo di agire nella e
sulla Natura, va ricordato che l’Essere Umano è COMPRESO nella Natura, dalla
quale proviene come prodotto dell’insieme. Il che significa che ogni variazione
della Natura prodotta dall’Essere Umano è una variazione dell’Essere Umano e
che le sue scelte sono il frutto del suo divenuto e pongono le basi per il suo
divenire.
A Ratzinger piace imporre alle
persone la paura da onnipotenza che pervade la sua vita. Per lui, la scienza
mette in discussione l’onnipotenza del suo dio dopo averne smascherato la
truffa con la dimostrazione che non è mai avvenuta la creazione. Così Ratzinger dirotta le paure sulle scoperte future, perché il
presente non è in grado di affrontarlo: paura delle manipolazione genetiche! Paura
della clonazione! Paura della manipolazione degli embrioni!
La paura viene spacciata alle persone per impedire loro di
gestire socialmente la pratica. Ratzinger impone la
discussione sulla paura, non sull’uso della tecnica. La creazione del suo dio
non deve essere toccata, messa in discussione. Quando il cristianesimo fu
autorizzato, i cristiani distrussero la medicina, distrussero le terme e
distrussero le rappresentazioni teatrali. Erano tutti luoghi di cura e proprio
perché curavano mettevano in discussione il diritto del loro dio di mandare la
malattia o la salute alle persone: fecero ammalare l’intera società civile e le
pestilenze non avevano più, nell’igiene pubblica, quell’argine
che fino ad allora avevano avuto.
Alcune scoperte scientifiche potrebbero portare a dei
disastri?
La scoperta delle Americhe ad opera di Cristoforo Colombo
portarono al massacro di 200.000.000 di persone ad opera del fanatismo
evangelizzante dei cristiani nei confronti dei nativi americani.
Il problema non è la scoperta, sono i bambini che vengono
stuprati dai cristiani, costretti a pregare ossessivamente un pazzo in croce
che impone loro il delirio di onnipotenza nella sofferenza degli altri che, una
volta cresciuti, perdono la sensibilità empatica col
mondo in cui vivono.
Bambini e popoli costretti ad essere deboli e sofferenti per
essere trasformati in oggetti d’uso dai cristiani.
Oggetti, bestie, delle quali Ratzinger
si compiace.
Davanti al povero e al sofferente Ratzinger
mette in ginocchio il ricco, lo gestisce e lo costringe ad alimentare il suo
potere con la paura che un giorno il povero e il sofferente si ribelli al ricco
e lo costringa, a sua volta, a diventare povero e sofferente.
Quando guardiamo i poveri, sia che siano attorno a noi sia che
siano in altri paesi, dobbiamo pensare che quella miseria è stata costruita,
voluta, pianificata, dai cristiani per consentire al loro dio di compiacersi di
quella miseria.
Si, è vero!
Ratzinger ha paura della scienza e dello
sviluppo economico. Ha paura delle leggi che liberano le persone dalla
sottomissione. Ratzinger ha paura di tutto ciò che
libera l’uomo da quanto costruisce miseria, disperazione e angoscia nell’uomo. Quando
l’uomo agisce nel suo quotidiano, non c’è più l’attesa nella speranza, c’è l’azione
che modifica la sua realtà!
Si tratta della disperazione di Ratzinger
per la sua morte imminente. Sta sentendo arrivare la fine della sua vita.
Ora sta facendo i conti col suo fallimento.
Marghera, 05 Marzo 2008
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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Scrive Ratzinger nel
venticinquesimo paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi:
25. Conseguenza di quanto detto è che la
sempre nuova faticosa ricerca di retti ordinamenti per le
cose umane è compito di ogni generazione;
non è mai compito semplicemente concluso. Ogni
generazione, tuttavia, deve anche recare il
proprio contributo per stabilire convincenti ordinamenti
di libertà e di bene, che aiutino la
generazione successiva come orientamento per l'uso retto della
libertà umana e diano così, sempre nei
limiti umani, una certa garanzia anche per il futuro. In altre
parole: le buone strutture aiutano, ma da
sole non bastano. L'uomo non può mai essere redento
semplicemente dall'esterno. Francesco Bacone e gli aderenti alla corrente di pensiero dell'età
moderna a lui ispirata, nel ritenere che
l'uomo sarebbe stato redento mediante la scienza,
sbagliavano. Con una tale attesa si chiede
troppo alla scienza; questa specie di speranza è fallace. La
scienza può contribuire molto
all'umanizzazione del mondo e dell'umanità. Essa però può anche
distruggere l'uomo e il mondo, se non viene
orientata da forze che si trovano al di fuori di essa.
D'altra parte, dobbiamo anche constatare che
il cristianesimo moderno, di fronte ai successi della
scienza nella progressiva strutturazione del
mondo, si era in gran parte concentrato soltanto
sull'individuo e sulla sua salvezza. Con ciò
ha ristretto l'orizzonte della sua speranza e non ha
neppure riconosciuto sufficientemente la
grandezza del suo compito – anche se resta grande ciò che
ha continuato a fare nella formazione
dell'uomo e nella cura dei deboli e dei sofferenti.
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