Cosa intende la chiesa cattolica per
Libertà?
Cosa intende la società civile per Libertà?
Che cos’è la Libertà dell’uomo?
Spe Salvi di Ratzinger
Commento al
ventiquattresimo paragrafo
Esistono dei presupposti dai quali il cristianesimo parte per
fare delle affermazioni. I presupposti o sono sorretti dal vero o sono falsi.
Esistono dei fini per i quali il cristianesimo fa delle
affermazioni: o questi fini hanno una corrispondenza nella realtà oggettiva della
vita o sono il frutto della patologia da dipendenza come manifestazione del
delirio da onnipotenza. Il bisogno patologico si trasforma in idea e in attesa
incapace di misurarsi col mondo.
La menzogna di Ratzinger sta nel
presupposto da cui si dispiega il discorso del ventiquattresimo paragrafo
dell’enciclica Spe Salvi.
Dice Ratzinger:
“Innanzitutto dobbiamo
costatare che un progresso addizionabile è possibile solo in campo materiale.”
L’affermazione è in sé sia falsa per la realtà in cui viene
fatta, sia criminale per i fini che indica!
L’uomo è la misura del suo progresso, non la tecnica. L’uomo
sedimenta in sé stesso il suo progresso sia per quanto riguarda il singolo
individuo, sia per quanto riguarda la specie, sia per quanto riguarda l’intera
Natura.
Il cristianesimo circoscrive il campo materiale alla mera
produzione di oggetti. Infatti, per Ratzinger, il
progresso va dalla fionda alla superbomba.
Ratzinger separa l’uomo, creato da dio a sua
immagine, e perciò non suscettibile di progresso e di trasformazione, dagli
oggetti materiali della vita dell’uomo che, proprio perché fatti dall’uomo,
sono suscettibili di trasformazione e, perciò, di progresso. Così, dalla fionda
alla superbomba, dalla capanna al grattacielo, dal cavallo all’aereo
supersonico; per il cristiano sono manifestazione del progresso dell’uomo. Per
il cristiano la spiritualità dell’uomo è estranea all’uomo. La spiritualità non
è manifesta dall’uomo in quanto persona fisica, ma è nell’oggetto che chiama
anima e che provenendo dal suo dio è assolutamente immodificabile: scevra di
ogni progresso e assolutamente indifferente all’oggettività che incontra.
Si tratta della menzogna cristiana. Anche se l’origine di
questa menzogna può essere riconosciuta nella storia del pensiero, il
cristianesimo ne ha fatto uno strumento perverso con cui negare la libertà
dell’uomo.
L’uomo, per il cristianesimo, è creato dal suo dio!
Immodificabile perché nessuno può modificare quello che il
suo dio ha creato come forma.
Due menzogne di fondo: il dio dei cristiani e la creazione
del suo dio!
Due menzogne il cui fine è condannare l’uomo al campo di
sterminio. Il campo di sterminio i cui limiti sono costituiti dalla forma della
creazione (la verità fuori della quale tutto è male o tutto è “dono”) e dalla
morale del creatore imposta mediante la forza e in disprezzo della vita.
L’anima, le emozioni, le sensazioni, sono manifestazioni del
corpo nelle sue relazioni con il mondo. Vivendo queste relazioni con i corpi
fisici, anima, psiche, emozioni, sensazioni, si modificano facendo progredire
l’Essere Umano nella Natura. Sia come società d’insieme, sia come singolo
soggetto. In questo percorso di progresso si manifestano forme di “regresso”
che però sono relative al nostro pensare il mondo, allo stridere fra ciò che
noi vorremmo perché spinti dalle nostre pulsioni e quanto riusciamo a
realizzare nella realtà oggettiva che ci troviamo a vivere. Questo è il motore
del progresso sociale. Di progresso, anche quando, nel tentativo di dominare
l’uomo, il cristianesimo costruisce le peggiori condizioni di vita per gli
Esseri Umani.
Se infestiamo di eternit o di
piombo l’ambiente e gli Esseri Umani e gli Esseri della Natura sono in
sofferenza, non è un regresso, ma un progresso, perché la ragione umana viene
“frustata” nel suo delirio di onnipotenza nei confronti del mondo. La ragione
impara che non si può fare tutto quello che si vuole. I cristiani pensano che
sia un loro diritto riempire gli Esseri Umani di eroina, ma è l’ideologia
cristiana, non il progresso dell’uomo la cui ragione deve, purtroppo,
sperimentare anche questo orrore per poter emergere. Sarebbe stato molto più
semplice se il cristianesimo non si fosse imposto sull’uomo. Se la
sottomissione militare alla fede imposta dai cristiani non avesse trasformato
da un lato la ragione in ammalata da delirio di onnipotenza e dall’altro lato
non l’avesse separata dal corpo e dalle sue capacità di percezione del mondo
che la circonda. La scienza ci parla della struttura emotiva e della sua
importanza, fin dai primi giorni di vita, nella formazione dell’intelligenza e
del corpo. La scienza ci parla delle sollecitazioni emotive che riceve il
bambini fin dalla pancia della madre nell’impostazione dei suoi processi di
crescita e di adattamento soggettivo. La scienza ci parla del progresso morale
e sociale che interferisce nella formazione del bambino capace di alimentare
ulteriormente il progresso sociale e morale della società nelle relazioni fra
l’uomo e il mondo. La scienza oggi descrive!
Ma se noi fossimo stati in ascolto del nostro corpo, delle
nostre passioni, aperti alla costruzione del nostro futuro sia come individui
sessualmente appassionati che socialmente impegnati, ciò che la scienza oggi
faticosamente descrive, noi lo avremmo travasato nelle nostre azioni in una
continua trasformazione del presente morale e in una continua trasformazione
dell’uomo fondando un progresso visibile non solo nei milioni di anni di
trasformazione della specie, ma anche in ogni singolo quotidiano di ogni
singolo individuo.
Ratzinger è un bugiardo!
La sua menzogna è finalizzata alla costruzione e al
rafforzamento dei campi di sterminio nella società. Non nega soltanto
l’evidenza, ma nega l’evidenza in funzione di... E quel “in funzione di” viene
evidenziato dal disprezzo che manifesta per le persone esaltando la speranza
nel suo dio. Strappa il dio da ogni singola persona. Il dio, la forza del
divenuto della singola persona; la forza con cui la singola persona si presenta
nella realtà. Strappando quel dio costringe la singola persona alla
disperazione: per Ratzinger non esiste un “progresso
della persona”, esiste solo “un
progresso addizionabile è possibile solo in campo materiale”.
Continua Ratzinger affermando:
“Qui, nella conoscenza
crescente delle strutture della materia e in corrispondenza alle invenzioni
sempre più avanzate, si dà chiaramente una continuità del progresso verso una
padronanza sempre più grande della natura. Nell'ambito invece della
consapevolezza etica e della decisione morale non c'è una simile possibilità di
addizione per il semplice motivo che la libertà dell'uomo è sempre nuova e deve
sempre nuovamente prendere le sue decisioni.”
Il concetto del bambino che nasce come una “tabula rasa”
creata dal dio padrone e sulla quale, quel bambino, prenderà le sue decisioni,
è il fondamento ideologico della distruzione dell’individuo e giustificazione
di tutta la violenza con la quale si costringe il bambino alla sottomissione.
Nell’ambito della “consapevolezza
etica e della decisione morale” dal momento che il progresso è sociale e
che la società è controllata militarmente dai cristiani specialmente per quanto
riguarda i bambini, il progresso diventa complesso e le trasformazioni
abbracciano numerose generazioni prima che un dato di consapevolezza etica
diventi elemento fondante le relazioni del singolo individuo con la società (e
viceversa).
L’informazione Istituzionale oggi, dà per scontato che la
violenza sessuale sia una violenza contro la persona. Interferire, senza il
consenso della persona, nelle sfera sessuale di un’altra persona significa far
violenza alla persona. Alla proprietà di sé stessa della persona. Il
cristianesimo, che intende le persone oggetti posseduti dal suo dio, ha sempre
imposto il concetto secondo cui far violenza sessuale ad una persona
significava offendere la morale imposta dal suo dio.
Ci sono voluti centinaia e centinaia d’anni di sangue sparso
perché questo progresso fosse sancito nelle società civili. Però, si tratta di
progresso “della consapevolezza etica e
della decisione morale” che Ratzinger non può
cogliere in quanto egli, identificandosi col dio padrone, ritiene di aver
subito una violenza rinunciando ad essere il soggetto offeso ogni volta che una
persona viene violentata. Così, ogni Ratzinger,
all’interno della gerarchia cattolica, è riportato alla dimensione umana e
costretto a rispondere dei reati di violenza sessuale che la gerarchia
cattolica ha sempre messo in atto contro le persone indifese. E’ in quest’ottica che nel mondo ci sono stati centinaia di
processi contro la chiesa cattolica e molti milioni che andrebbero fatti, non
saranno mai celebrati. Si tratta di quel progresso morale che Ratzinger, in quanto padrone degli Esseri Umani, non può
cogliere!
Ogni nuovo nato costruisce sé stesso, veicolando le proprie
pulsioni nelle proprie scelte nell’oggettività in cui nasce. Dal momento che
l’oggettività in cui un soggetto nasce non è mai la medesima, ne consegue che
ogni nato costruisce sé stesso in maniera diversa dai nati che lo hanno
preceduto e che hanno costruito le condizioni affinché egli germinasse.
Veicolare le proprie pulsioni e le proprie tensioni emotive non significa
forgiarle! O meglio, il nuovo nato forgia le proprie pulsioni e le proprie
pulsioni emotive, ma in base ai fenomeni, agli imput,
agli imprintig, che gli arrivano dal mondo che lo
circonda, dalla propria madre, fintanto che ne è in pancia, Sua madre invia al
feto imput emotivi in relazione alle risposte che lei
dà ai fenomeni del mondo in cui vive e ai problemi che l’assillano nella sua
quotidianità. Sia per come li percepisce sia per come risponde loro. Quando
nasce, il feto, non ha soltanto un corpo fisico, ma ha anche un corpo emotivo
predisposto per adattarsi alle relazioni emotive del mondo che incontra.
Quando diventerà adulto, agli adattamenti infantili che
guideranno tutta la sua esistenza e che determineranno il suo essere nella
società, sommerà la volontà, che il perseguimento dei propri intenti richiederà
coinvolgendo le sue emozioni. E sarà questo coinvolgimento che egli trasmetterà
al nuovo nato sotto forma di nuove o diverse risposte emotive che darà ai
fenomeni che affronterà nel suo quotidiano.
E’ il motore dell’evoluzione della specie che determina anche
l’evoluzione morale che l’individuo manifesta come trasferimento nella ragione
sociale della diversa relazione empatica che le sue
emozioni costruiscono col mondo.
Tutto questo, per il creazionista Ratzinger, non esiste!
Afferma Ratzinger:
“La libertà presuppone
che nelle decisioni fondamentali ogni uomo, ogni generazione sia un nuovo inizio.
Certamente, le nuove generazioni possono costruire sulle conoscenze e sulle
esperienze di coloro che le hanno precedute, come possono attingere al tesoro
morale dell'intera umanità. Ma possono anche rifiutarlo, perché esso non può
avere la stessa evidenza delle invenzioni materiali. Il tesoro morale
dell'umanità non è presente come sono presenti gli strumenti che si usano; esso
esiste come invito alla libertà e come possibilità per essa.”
La libertà presuppone che ogni generazione si faccia
responsabile di fornire i migliori strumenti con cui la generazione successiva
possa aprirsi al suo futuro. La libertà della generazione successiva è legata
alla responsabilità e all’impegno con cui ha vissuto la generazione che l’ha
preceduta. Non c’è libertà quando la generazione che precede non si è liberata
di quanto costituiva pericolo, affanno o intoppo, al suo sviluppo. Non c’è la
“libertà a prescindere”. La “libertà a prescindere” è solo una fantasia di chi
non vuole o non può vivere con responsabilità soggettiva.
E’ falsa anche l’affermazione di Ratzinger
secondo cui: “Il tesoro morale
dell'umanità non è presente come sono presenti gli strumenti che si usano; esso
esiste come invito alla libertà e come possibilità per essa.”. E’ falso, perché il “tesoro morale” degli
Esseri Umani è inscritto nei geni e si dispiega solo là dove non c’è l’orrore
cristiano che lo piega, stuprandolo, ad una morale inumana. Se ciò non fosse,
non avremmo avuto le scoperte recenti sul corpo cingolato fra gli emisferi
cerebrali. Non avremmo avuto la scoperta delle basi neuronali
dell’altruismo. Non avremmo avuto la scoperta delle basi neuronali
della “compassione” (vivere delle stesse passioni). Non avremmo avuto le
scoperte delle basi neuronali dell’empatia, né
avremmo avuto le scoperte dell’empatia comportamentale fra i neonati. Non
avremmo avuto le scoperte dell’accensione dell’area del piacere nel cervello
quando si sceglie comportamenti che inducono alla giustizia o alla collaborazione
fra le persone. Non avremmo avuto la scoperta del senso di giustizia fra gli
Esseri Scimpanzé, né avremmo avuto la scoperta della
struttura neuronale che induce a cercare “vendetta”,
intesa coma risarcimenti, per i torti subiti.
Il creazionista Ratzinger
non sa nemmeno di che cosa sta parlando!
Farnetica delle stupidaggini senza tener conto degli studi di
antropologia di popolazioni che hanno potuto trasmettere i loro costumi sociali
prima che i missionari cristiani le macellassero.
Nessuno può rifiutare il divenuto della propria specie; può
veicolarlo in una direzione non produttiva, non vantaggiosa: ma ogni Essere di
ogni specie, è il prodotto delle trasformazioni della specie stessa e se noi
non riconosciamo il nostro patrimonio psico-emotivo con
cui ci relazioniamo con le altre persone è come se non riconoscessimo le mani
come specificità della specie.
Solo un cristiano diffonde tanta cecità funzionale a
giustificare il suo odio sociale.
Dice Ratzinger:
“Ma ciò significa che:
a) il retto stato delle cose umane, il benessere morale del mondo non può
mai essere garantito semplicemente mediante strutture, per quanto valide esse
siano. Tali strutture sono non solo importanti, ma necessarie; esse tuttavia
non possono e non devono mettere fuori gioco la libertà dell'uomo. Anche le
strutture migliori funzionano soltanto se in una comunità sono vive delle
convinzioni che siano in grado di motivare gli uomini ad una libera adesione
all'ordinamento comunitario. La libertà necessita di una convinzione; una
convinzione non esiste da sé, ma deve essere sempre di nuovo riconquistata comunitariamente.”
E’ vero il contrario!
Esistono le cose che si adattano all’insieme in cui si
manifestano. Temi ricostruisce le armonie là dove manifestazioni delle “cose”
troppo aggressive compromettono gli equilibri.
Non esiste un “retto stato delle cose”.
Esiste qualcuno che vuole stuprare il mondo e che, per farlo,
vuole imporre il suo “retto stato delle cose”.
Sono proprio le strutture sociali, le Istituzioni, che
determinano i limiti in cui l’espressione morale può avvenire. E, deve,
prevedere i mezzi e i metodi attraversi i quali quei limiti morali possono e
debbono essere spostati. Un po’ come la storia del “buon costume”. Qual è il
“buon costume”? Il “buon costume” inteso come abbigliamento? E’ quello che i
tempi richiedono in contrapposizione a chi vorrebbe imporre un costume
funzionale ai propri pruriti sessuali. Esiste un “retto modo” per rispettare la
legge e le norme ed esiste un “retto modo” per violare la legge e le norme.
Così, per quanto riguarda la storia del costume e dello spogliarsi per uscire
dai pruriti morali “pruriginosi” del cattolicesimo imperante, ci fu un “retto
modo” che portò a svelare il corpo maschile e femminile e consentì un aumento
della salute pubblica nelle manifestazione del piacere fisico di relazione fra
i soggetti e gli altri e fra i soggetti con i soggetti del mondo.
Il benessere morale è garantito dal singolo individuo mentre
organizza la veicolazione delle sue pulsioni, le
Istituzioni determinano il confine fra il lecito e l’illecito.
La libertà dell’uomo è determinata dalle possibilità che ha
l’uomo di violare i confini imposti senza dover subire delle ritorsioni. Così,
se esistono dei limiti morali, questi devono essere, sempre e comunque,
superati. Il superamento dei limiti morali ci porta a scoprire quali sono le
strategie della specie, trasformate in possibilità soggettive, che permettono
ai singoli individui di ottimizzare l’uso degli strumenti psico-soggettivi
nella manifestazione di sé stesso nel mondo in cui vive. Fintanto che la
“libertà” di un qualunque comando sociale determinerà la morale che determinerà
azioni e scelte delle persone, non si potrà mai scoprire quali sono le
possibilità della nostra specie perché le pulsioni capaci di dispiegare la
nostra soggettività vengono stuprate in funzione all’adeguamento a quella
morale.
La libertà di cui parla Ratzinger è
la libertà di stuprare le persone; la libertà di macellare gli individui, una
volta privati del loro status di persone, per essere trasformate in bestiame
che deve essere sottomesso alla sua morale e al dio che rappresenta.
Regole sociali, dunque, ma aperte al futuro che deve essere
fondato in questo presente! Un futuro progettato dalle persone, a misura delle
persone e in funzione delle persone, NON DEL DIO PADRONE DI RATZINGER.
Afferma Ratzinger:
“b) Poiché
l'uomo rimane sempre libero e poiché la sua libertà è sempre anche fragile, non
esisterà mai in questo mondo il regno del bene definitivamente consolidato. Chi
promette il mondo migliore che durerebbe irrevocabilmente per sempre, fa una
promessa falsa; egli ignora la libertà umana. La libertà deve sempre di nuovo
essere conquistata per il bene. La libera adesione al bene non esiste mai
semplicemente da sé. Se ci fossero strutture che fissassero in modo
irrevocabile una determinata – buona – condizione del mondo, sarebbe negata la
libertà dell'uomo, e per questo motivo non sarebbero, in definitiva, per nulla
strutture buone.”
L’uomo non sarà mai libero finché il terrorismo di Ratzinger gli impedirà di dispiegare sé stesso. Non sarà
mai libero finché non sarà il padrone delle proprie scelte senza che il
terrorismo di Ratzinger tenterà di metterlo sul rogo
e le mafie di Ratzinger di danneggiarne l’esistenza.
Il nemico dell’uomo è Ratzinger.
Come il nemico feroce dell’umanità è il Gesù di Ratzinger. Come il terrore nazista è manifestato dal dio di
Ratzinger descritto nelle sacre scritture dei
cristiani.
E’ la libertà di macellare le persone; di stuprare bambini;
di costringere i bambini in ginocchio a pregare il suo dio come degli ossessi,
che mette in pericolo la nostra società. La nostra società mette in pericolo la
libertà di Ratzinger di far del male alle persone. La
nostra società mette in pericolo il preteso diritto di Ratzinger
di offendere le Istituzioni. Di attentare al dettato Costituzionale. Sia la
società civile che Ratzinger gridano al pericolo, ma
noi, noi come persone, quando accorriamo, quale pericolo consideriamo?
Da un lato la libertà dell’uomo di disporre del proprio corpo
e, pertanto, della propria morale e delle proprie predilezioni senza subire
ritorsioni o angherie non giustificate per legge nella società civile. Una
legge che si applica a tutte le persone e progressivamente per le pene commesse:
allo stesso Gesù dei cristiani, allo stesso dio dei
cristiani! Dall’altro, lato la libertà di Ratzinger,
quella del padrone, che aggredisce l’uomo e la società civile senza sottostare
alla pena; sottraendosi alla legge; morto alla legge; padrone della legge che
applica soggettivamente pretendendo di imporre la propria morale. Sono due
concetti diversi di libertà. Due concetti in conflitto fra di loro. Concetti
che chi parla di libertà è TENUTO A PRECISARE. Quando chi parla di libertà non
precisa, significa che ha come scopo l’inganno, la truffa. Privare della
libertà il proprio interlocutore!
La libertà degli Esseri di ogni specie, è sempre nei limiti
della vita; la libertà sociale è sempre nei limiti del divenuto della società.
Un divenuto che, nel nostro caso, è il processo di uscita dall’orrore cristiano;
uscita dalla città di dio che per centinaia d’anni i cristiani hanno imposto
agli Esseri Umani.
Quando non viene precisato che cosa intende il nostro
interlocutore con la parola libertà, significa che il nostro interlocutore sta
preparando lo schiavismo. Sta garantendo a sé stesso il diritto di attentare,
minare e limitare la libertà delle persone a proprio vantaggio: sia economico
che morale!
Questo vale anche per il termine “amore” che vedremo negli
altri paragrafi dell’enciclica Spe Salvi; il
cristiano “ama” le persone al punto tale da metterle sui roghi, da stuprarle,
da costruire delle condizioni di miseria.
Certamente è fragile la libertà dell’uomo fintanto che ci
sono degli individui che si garantiscono l’impunità, pertanto la libertà, di
minare le libertà sociali a proprio vantaggio.
E parliamo del “regno del bene”.
Come scrive “Il libro dell’Anticristo” non si può parlare del
“bene”, si può parlare solo del MALE!
Quando si parla del “bene”, in realtà, si sta parlando del
MALE chiamandolo in un altro modo.
Il bene è la vita che si dispiega dentro ogni Essere di ogni
specie della Natura. Come è possibile parlare di ciò che ci comprende? Noi non
siamo creati ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino che esercita
la sua volontà, siamo il risultato ultimo di un numero infinito di gesti che
per miliardi di anni i nostri antenati fecero: noi siamo il risultato ultimo
delle loro azioni e delle loro scelte! Definirle “bene” o definirle “male” non
ha nessun senso perché, questa realtà, che ci piaccia o meno, è il divenuto che
ci impone di usare la nostra responsabilità per fondare il futuro che le azioni
in questa realtà dispiegano. Possiamo parlare del male perché possiamo definire
tutto ciò che impedisce lo sviluppo della vita. Diciamo che Ratzinger
è il MALE perché aggredisce la vita per sottometterla alla sua morale di
dominio. Possiamo dire che il dio dei cristiani è il MALE per eccellenza in
quanto, ritenendosi padrone assoluto della vita, si attribuisce la libertà di
macellare la vita. Possiamo dire che il Gesù dei
cristiani è il MALE in quanto chiama la vita “perdizione” e la sua pretesa di
dominarla, “salvezza”.
C’è una struttura fissata che condiziona il mondo negando la
libertà dell’uomo ed è l’ideologia cristiana espressa dalle loro sacre
scritture e imposta ai bambini al fine di privarli della loro libertà nel
dispiegare le loro pulsioni per affrontare in maniera responsabile e coerente
la loro esistenza. Ciò che giustifica la libertà alla chiesa cattolica di far
del male alle persone costringendole a sottoporsi ad una morale che rappresenta
il MALE nei confronti della vita, è il male per eccellenza.
Il male assoluto sono le scritture sacre dei cristiani.
La perversione inumana viene imposta ai bambini costringendoli
a diventare dipendenti dall’idea che senza sottomissione sono incapaci ad
affrontare la loro esistenza. Si, ogni generazione deve ribadire il suo diritto
all’esistenza e alla costruzione del proprio futuro che il cristianesimo non
solo nega, ma combatte ferocemente. Combatte contro tutte le strutture sociali,
contro tutti i principi civili, per imporre la sua libertà di distruggere il
divenuto sociale!
Marghera, 06 Marzo 2008
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
TORNA ALL'INDICE DEI TESTI DEL SITO
Scrive Ratzinger nel
ventiquattresimo paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi:
La vera fisionomia della speranza cristiana
24. Chiediamoci ora di nuovo: che cosa
possiamo sperare? E che cosa non possiamo sperare?
Innanzitutto dobbiamo costatare che un
progresso addizionabile è possibile solo in campo materiale.
Qui, nella conoscenza crescente delle
strutture della materia e in corrispondenza alle invenzioni
sempre più avanzate, si dà chiaramente una
continuità del progresso verso una padronanza sempre
più grande della natura. Nell'ambito invece
della consapevolezza etica e della decisione morale non
c'è una simile possibilità di addizione per
il semplice motivo che la libertà dell'uomo è sempre
nuova e deve sempre nuovamente prendere le
sue decisioni. Non sono mai semplicemente già prese
per noi da altri – in tal caso, infatti, non
saremmo più liberi. La libertà presuppone che nelle
decisioni fondamentali ogni uomo, ogni
generazione sia un nuovo inizio. Certamente, le nuove
generazioni possono costruire sulle
conoscenze e sulle esperienze di coloro che le hanno precedute,
come possono attingere al tesoro morale
dell'intera umanità. Ma possono anche rifiutarlo, perché
esso non può avere la stessa evidenza delle
invenzioni materiali. Il tesoro morale dell'umanità non è
presente come sono presenti gli strumenti
che si usano; esso esiste come invito alla libertà e come
possibilità per essa. Ma ciò significa che:
a) il retto stato delle cose
umane, il benessere morale del mondo non può mai essere garantito
semplicemente mediante strutture, per quanto
valide esse siano. Tali strutture sono non solo
importanti, ma necessarie; esse tuttavia non
possono e non devono mettere fuori gioco la libertà
dell'uomo. Anche le strutture migliori
funzionano soltanto se in una comunità sono vive delle
convinzioni che siano in grado di motivare
gli uomini ad una libera adesione all'ordinamento
comunitario. La libertà necessita di una
convinzione; una convinzione non esiste da sé, ma deve
essere sempre di nuovo riconquistata comunitariamente.
b) Poiché l'uomo rimane sempre
libero e poiché la sua libertà è sempre anche fragile, non esisterà
mai in questo mondo il regno del bene
definitivamente consolidato. Chi promette il mondo migliore
che durerebbe irrevocabilmente per sempre,
fa una promessa falsa; egli ignora la libertà umana. La
libertà deve sempre di nuovo essere
conquistata per il bene. La libera adesione al bene non esiste
mai semplicemente da sé. Se ci fossero
strutture che fissassero in modo irrevocabile una
determinata – buona – condizione del mondo,
sarebbe negata la libertà dell'uomo, e per questo
motivo non sarebbero, in definitiva, per
nulla strutture buone.
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!