Il significato di Libertà

 

e il significato di Ragione!”

L’Enciclica Spe Salvi

di Joseph Aloisius Ratzinger

Commento al diciottesimo paragrafo

di Claudio Simeoni




Cod. ISBN 9788891185815

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Nel diciottesimo paragrafo Ratzinger cerca di appropriarsi del concetto di ragione e libertà in relazione al cristianesimo.

Tutti gli avvenimenti storici e filosofici che Ratzinger inserisce nella sua Spe Salvi non sono letti per come l’umanità li ha manifestati, percepiti, vissuti e superati, ma all’interno delle categorie di verità assoluta della chiesa cattolica. I concetti di Ragione e Libertà sono propri dell’umanità che si oppone all’assolutismo cristiano, al suo odio per la vita. Proprio per rimuovere l’odio cristiano l’umanità elabora il significato dei concetti religiosi e filosofici di Ragione e Libertà. Concetti che saranno a fondamento della liberazione dell’uomo dall’assolutismo cristiano.

Ogni individuo che ha partecipato a condizioni storiche sociali ha sempre manifestato la sua verità intesa come proprio progetto di futuro. Le sue scoperte, le sue intuizioni, le sue proposte, erano sempre manifestate con carattere di assolutezza. Erano proposte totalizzanti, ma non perché esprimevano una verità insuperabile, ma perché era la verità espressa da quell’individuo in quel momento raccolta dopo l’immane sforzo di spezzare le sbarre del campo di sterminio emotivo che ne impediva l’espressione delle sue emozioni.

Ratzinger, al contrario, è all’interno delle categorie cristiane che non sono in grado di vedere cose diverse da “dio o mammona”; se preferite, “bene e male”.

Ragione e libertà!

Dovrò definire entrambe affinché non vengano confuse con significati diversi.

Che cos’è la ragione? Cosa intendiamo per ragione?

La ragione è la capacità dell’uomo di descrivere gli oggetti del mondo, misurarli, quantificarli e descrivere le relazioni che intercorrono fra gli oggetti. La ragione è una semplice capacità descrittiva della forma del mondo e quando la ragione non riesce a descrivere, allora immagina! Le conseguenze dell’immaginazione della ragione, quando imposte all’uomo mediante la fede nel campo di sterminio emotivo, sono quelle della superstizione e dell’oscurantismo.

Che cos’è la libertà?

E’ una tensione che attraversa tutti i viventi della e nella Natura e che li spinge a rimuovere tutti gli ostacoli fra sé stessi e le loro possibilità di espansione e dilatazione nell’oggettività nella quale vivono.

 

Partendo da queste definizioni, e solo da queste, dei termini RAGIONE e LIBERTA’, si può comprendere le spinte che le persone hanno subito per spezzare le sbarre che impedivano loro di espandere le loro emozioni nell’infinito oltre il reticolato del campo di sterminio cristiano.

Il cristianesimo aveva messo in atto un processo che, interrompendo militarmente la trasformazione delle società Antiche e costringendo le persone nei campi di sterminio, ha impedito l’evoluzione delle antiche società.

Il percorso evolutivo dalle antiche società riprende, un po’ alla volta. Il percorso riprende, ma non dalla libertà delle società Greche e Romane che comunque forniscono all’uomo i modelli, ma dal campo di sterminio emotivo e giuridico in cui i cristiani hanno costretto gli Esseri Umani.

 

Da questi presupposti affrontiamo quanto detto da Ratzinger:

 

Il progresso è il superamento di tutte le dipendenze – è progresso verso la libertà perfetta. Anche la libertà viene vista solo come promessa, nella quale l'uomo si realizza verso la sua pienezza. In ambedue i concetti – libertà e ragione – è presente un aspetto politico.”

 

Ratzinger dice delle stupidaggini.

Innanzi tutto non esiste una libertà perfetta se non nella patologia malata del cristiano che si libra al di là delle regole e delle norme per dominarle: per fare il padrone!

Esiste la libertà come spinta psichico-fisca-emotiva che spinge gli individui a rimuovere gli ostacoli che impediscono la loro manifestazione nell’oggettività in cui vivono. In ogni presente, culturale e sociale, gli individui individuano ciò che ostacola la loro vita e rivendicano la rimozione di quegli ostacoli. Non si tratta di “servire dio o mammona”, ma si tratta che chi “serve sia dio o mammona” ha solo lo scopo di costruire ostacoli nella vita delle persone. La rimozione di alcuni ostacoli sociali non rappresenta una verità di libertà, ma rappresenta un nuovo momento dal quale le società partono per costruire nuovi livelli di libertà mentre i seguaci di “dio e di mammona” altro non fanno che costruire nuovi ostacoli che bloccano la vita delle persone.

Non esiste un superamento di tutte le dipendenze, ma esiste uno sforzo degli Esseri Umani e delle società nel rimuovere gli ostacoli che bloccano il loro cammino. La schiavitù, come necessità del possesso delle persone, manifestata dal cristianesimo, è effettivamente un grosso ostacolo che deve essere rimosso. La libertà non può essere una promessa. Una promessa è una verità diversa dalla verità che in questo momento si impone sulle persone. Il passaggio da una verità coercitiva ad una verità meno coercitiva è un movimento di libertà, ma non è LA LIBERTA’! La libertà è il movimento del soggetto, non l’oggetto verso il quali l’individuo si muove.

 

La libertà è espressa anche dalle istanze politiche intese come regolazione delle relazioni fra le persone. La ragione, come capacità dell’uomo di comunicare, nella misura in cui comunica i bisogni dei soggetti, ha degli aspetti politici. Ma ha soprattutto degli aspetti religiosi: i legami fra la struttura emotiva di un soggetto e l’oggettività in cui tali emozioni si veicolano e si esprimono.

 

Dice Ratzinger:

 

Il regno della ragione, infatti, è atteso come la nuova condizione dell'umanità diventata totalmente libera. Le condizioni politiche di un tale regno della ragione e della libertà, tuttavia, in un primo momento appaiono poco definite. Ragione e libertà sembrano garantire da sé, in virtù della loro intrinseca bontà, una nuova comunità umana perfetta.”

 

Il regno della ragione è il regno della descrizione della realtà nella quale gli Esseri Umani vivono, non è il regno della vita! Per contro le relazioni razionali e sociali fra gli Esseri Umani avvengono all’interno della ragione e se la ragione e la sua descrizione non diventano il regno delle relazioni fra gli esseri Umani, difficilmente questi potranno comunicare soltanto attraverso il linguaggio non verbale o il linguaggio emotivo.

Ragione e libertà non sono oggetti da garantire in quanto buoni, ma in quanto funzionali alla vita e alle relazioni sociali. E tutto ciò non ha nulla a che vedere con modelli umani perfetti, in quanto, i modelli umani sociali non hanno nulla a che vedere con i modelli paradisiaci di dantesca memoria, né collimano con modelli di verità. Si tratta di modelli di società in cui gli ostacoli al divenire umano sono rimossi: come il diritto all’aborto! Il divieto all’aborto è stato rimosso restituendo, almeno in parte, alle donne il diritto di gestire il loro corpo. Pur tuttavia il terrore cristiano tende a impedire alle donne l’esercizio di questo diritto insindacabile e non solo agisce militarmente contro le donne per impedire la libertà, ma agisce contro la società per costringerla ad impedire alle donne l’esercizio della loro libertà.

Non la perfezione, ma la possibilità di scegliere senza essere bruciati vivi sui roghi da Ratzinger e dalla sua banda criminale!

 

Dice Ratzinger

 

In ambedue i concetti-chiave di « ragione » e « libertà », però, il pensiero tacitamente va sempre anche al contrasto con i vincoli della fede e della Chiesa, come pure con i vincoli degli ordinamenti statali di allora. Ambedue i concetti portano quindi in sé un potenziale rivoluzionario di un'enorme forza esplosiva.”

 

Indubbiamente il concetto di LIBERTA’ va in contrasto con le sbarre  e il filo spinato del campo di sterminio emotivo che ebrei e cristiani hanno costruito per impedire agli Esseri Umani di esplorare l’infinito.

Indubbiamente il concetto di RAGIONE impone ad ebrei e cristiani di dimostrare le loro farneticazioni di creazione, di dio creatore, di Gesù padrone del mondo, di dimostrare il loro essere popolo eletto, di dimostrare il messia, di dimostrare quanto affermato per fede mediante l’assurdo dell’immaginazione quale frutto da delirio di onnipotenza.

I “vincoli degli ordinamenti statali di allora” erano riprodotti mediante l’assolutismo della verità! Il re faceva miracoli perché era re per volontà di dio: era il padrone assoluto delle persone. Le persone, i sudditi della monarchia assoluta, dovevano confidare nella benevolenza del re e non erano portatori di diritti da rivendicare nei confronti del re o del dio padrone dei cristiani.

Si tratta dei fondamenti di quel processo rivoluzionario che porterà le società umane ad uscire dall’orrore assolutista della monarchia assoluta. Uscire dal campo di sterminio entro il quale ebrei e cristiani hanno rinchiuso gli Esseri Umani. Uscire per fondare la democrazia moderna sia pur passando attraverso conflittualità sociali il cui scopo era quello di fondare la coscienza dell’individuo. Quella coscienza, che porterà l’individuo a considerare sé stesso come un soggetto di diritto Costituzionale e non un oggetto di possesso ad opera di un dio padrone pazzo e cretino, dovrà essere costruita come ulteriore sviluppo del significato di Libertà e Ragione che l’Illuminismo ha individuato.

Marghera, 8 febbraio 2008

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Claudio Simeoni

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Scrive Ratzinger nel paragrafo 18 dell’enciclica Spe Salvi:

18. Al contempo, due categorie entrano sempre più al centro dell'idea di progresso: ragione e

libertà. Il progresso è soprattutto un progresso nel crescente dominio della ragione e questa ragione

viene considerata ovviamente un potere del bene e per il bene. Il progresso è il superamento di tutte

le dipendenze – è progresso verso la libertà perfetta. Anche la libertà viene vista solo come

promessa, nella quale l'uomo si realizza verso la sua pienezza. In ambedue i concetti – libertà e

ragione – è presente un aspetto politico. Il regno della ragione, infatti, è atteso come la nuova

condizione dell'umanità diventata totalmente libera. Le condizioni politiche di un tale regno della

ragione e della libertà, tuttavia, in un primo momento appaiono poco definite. Ragione e libertà

sembrano garantire da sé, in virtù della loro intrinseca bontà, una nuova comunità umana perfetta.

In ambedue i concetti-chiave di « ragione » e « libertà », però, il pensiero tacitamente va sempre

anche al contrasto con i vincoli della fede e della Chiesa, come pure con i vincoli degli ordinamenti

statali di allora. Ambedue i concetti portano quindi in sé un potenziale rivoluzionario di un'enorme

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