“Ratzinger interpreta il metodo di analisi
della realtà di Francesco Bacone e
Galileo:
assolutismo e relativismo nel divenire
dell’Uomo!”
Spe
Salvi di Ratzinger
Commento
al sedicesimo paragrafo
Ratzinger inizia l’intervento nel sedicesimo paragrafo
dell’enciclica Spe Salvi affrontando, dal suo punto di vista, il “tempo
moderno” e apre con una domanda che, sinceramente, vorrebbe porsi anche ogni
persona che nella società civile è costretta a subire principi etici, sociali e
morali le cui finalità sono antitetiche a tutte le pulsioni
fisico-psico-emotive che hanno permesso l’emergere della vita in tutte le
contraddizioni in cui si è sviluppata e trasformata per centinaia di milioni di
anni.
Scrive Ratzinger nel sedicesimo paragrafo dell’enciclica Spe
Salvi:
“Come ha potuto
svilupparsi l'idea che il messaggio di Gesù sia strettamente individualistico e
miri solo al singolo?”
Questa domanda presuppone che le persone conoscano il
“messaggio di Gesù”!
E allora, cominciamo a definire il messaggio di Gesù!
Qual è il messaggio portato da Gesù?
Dice Gesù: “Io sono il vostro padrone! Davanti a me, che sono
il vostro padrone, voi dovete mettervi in ginocchio! Dovete fare quello che io
vi dico, altrimenti non solo vi scanno nella società civile, ma io ho il potere
di condannarvi al tormento eterno. Io sono il vostro padrone in quanto sono il
figlio del dio padrone che ha creato l’universo. Voi, senza di me, siete nulla,
delle nullità, come da sempre siete stati delle nullità!”
Questo è il messaggio di Gesù.
Un messaggio che, raccolto da chi manifestava il medesimo
pensiero e su di esso fondava il suo “potere” (inteso come ritenersi il padrone
delle persone), è stato riprodotto nella storia massacrando tutte quelle
persone che non si mettevano in ginocchio.
Ora che abbiamo messo in chiaro qual è il messaggio di Gesù,
riprendiamo la domanda che fa Ratzinger:
“Come ha potuto
svilupparsi l'idea che il messaggio di Gesù sia strettamente individualistico e
miri solo al singolo?”
Come ha potuto un messaggio, frutto di un delirio patologico
da onnipotenza, trasformarsi in uno strumento di dominio nelle società civili?
Quanto fragili erano le antiche società e quanto povera era
diventata la capacità critica di quei popoli perché un delirio da onnipotenza
potesse imporsi come elemento dominatore nella società civile?
Però, ciò è avvenuto!
Che ci piaccia o meno. Il delirio di onnipotenza di un povero
pazzo farneticante, descritto nei quattro vangeli e imposto col terrore, ha
dominato le società umane e ancora viene usato da Ratzinger per riaffermare il
proprio dominio. Ratzinger manifesta la domanda sul come un tale delirio, che a
lui piace tanto, ha finito per essere rimosso dal dominio delle società per
essere relegato in ambito individuale.
Il processo storico di rimozione del delirio da onnipotenza
nelle società umane ha necessitato di tempi lunghi e di trasformazioni sociali
capaci di generare al loro interno degli anticorpi sufficientemente attivi per
isolare il morbo imposto dal Gesù di Nazareth. Isolarlo entro la sua sfera
d’origine, nelle individualità che manifestano ancora il delirio di onnipotenza,
per poi rimuovere le personalità deliranti dal contesto sociale impedendo al
delirio di essere assunto come misura razionale nel quotidiano umano. Una
rimozione che non avviene con la costruzione di un campo di carcerazione, come
usa fare il cristianesimo per imporre la sua patologia, ma avviene con un lungo
processo generazionale rimuovendo, ad ogni generazione, aspetti estremi di
coercizione educativa imposta alle nuove generazioni.
Il delirio da onnipotenza di Gesù, manifestato oggi, è
un’offesa nei confronti della società civile.
Una bestemmia!
Nonostante questo, le persone educate al delirio e che hanno
messo il delirio di onnipotenza a fondamento del loro agire, sono in una
percentuale sociale talmente elevata nella società civile che impediscono l’applicazione
coerente delle norme Costituzionali. Per questo la società deve continuare a
procedere sullo sviluppo della libertà sociale in funzione dei diritti
Costituzionali superando i conflitti che i cristiani generano. Nonostante il
bisogno della libertà dall’assolutismo cristiano sia sancito dalle norme civili
e penali, la violenza che ancora mettono in campo i deliranti del dio
onnipotente, è, anche oggi, talmente grande che chi manifesta i principi morali
Costituzionali viene molto spesso offeso in funzione della morale del dio
padrone e dell’ideologia schiavista.
Non si tratta di opporre una verità ad un’altra verità. Gli
uomini hanno dovuto imporre, alla verità imposta dai cristiani, la loro
libertà. Ma dal momento che la libertà non è una forma descritta, ma si
manifesta nelle esigenze del singolo individuo nella specifica cultura e
società in cui vive, ne consegue che la libertà veniva indicata nella rimozione
degli aspetti coercitivi che maggiormente opprimevano in quella specifica
situazione sociale. Il bisogno di libertà degli Esseri Umani nel 1300 è diverso
da quello degli Esseri Umani del 1800, ma non perché quelli del 1800 siano
diversi dagli Esseri Umani del 1300, ma perché le società hanno eliminato parte
di elementi repressivi che agivano in esse nel corso dei secoli.
Liberarsi da una verità, come imposta dal cristianesimo, non
implica arrivare ad un’altra verità. Implica la rimozione degli ostacoli
fisici-psichici-emotivi che impediscono alle persone di manifestare le loro
tensioni nel loro presente. Una volta che alcuni ostacoli vengono rimossi,
indubbiamente l’orizzonte degli individui si allarga, ma immediatamente
percepiscono nuove categorie di ostacoli che devono essere rimossi per liberare
ulteriormente il loro orizzonte.
L’imperativo cristiano secondo cui “O servi il dio padrone o
servi mammona” è una categoria prettamente cristiana e non appartiene al modus
operandi degli Esseri Umani a meno che costoro non riducano le loro categorie
esistenziali al cristianesimo. Alla morale cristiana e non alla morale della
vita!
Ratzinger inizia il suo discorso da Francesco Bacone, ma
sarebbe più corretto analizzare l’intera storia di uscita dall’orrore
assolutista cristiano. Tutta la storia dell’umanità, negli ultimi 1700 anni è
storia degli sforzi e delle strategie degli Esseri Umani per uscire dall’orrore
cristiano. Una sperimentazione continua di vie che rimuovendo la verità
assoluta, sia nella manifestazione che nell’interpretazione di chi tale verità
interpreta e gestisce per fini di possesso delle persone, libera l’uomo dai
legamenti che aprioristicamente gli vengono imposti.
Per capire la critica a Bacone di Ratzinger è necessario
sottolineare il fatto che Ratzinger non è una persona. Non è un soggetto che
vive nel mondo, ma è un soggetto che si ritiene padrone del mondo e in possesso
di una verità alla quale esige che il mondo e gli Esseri Umani si pieghino
stuprando la loro intelligenza. Ricordiamoci che Ratzinger si ritiene il dio
creatore che opera in terra: è lui che ha abolito il limbo.
Dice, infatti, Ratzinger concludendo l’introduzione ai metodi
di Bacone:
“La novità – secondo la
visione di Bacone – sta in una nuova correlazione tra scienza e prassi. Ciò
viene poi applicato anche teologicamente: questa nuova correlazione tra scienza
e prassi significherebbe che il dominio sulla creazione, dato all'uomo da Dio e
perso nel peccato originale, verrebbe ristabilito.”
Ratzinger riafferma la truffa: “...che il dominio sulla creazione, dato all'uomo da Dio e perso nel
peccato originale, verrebbe ristabilito.”
Indubbiamente Francesco Bacone era stato educato in un
ambiente cristiano, creazionista, e non era in grado, proprio per questo, di
uscire dalla visione creazionista. Ma alla visione creazionista aggiungeva
quelle spinte psichiche di libertà che la sua struttura emotiva percepiva e che
la ragione articolava all’interno della cultura in cui viveva. Non era disposto
ad accettare il dominio della verità. Né quella del cristianesimo (già Galileo
la stava pagando), né quella dell’aristotelismo. C’era sicuramente qualche cosa
di nuovo e di diverso che doveva e poteva essere indagato. Da qui, la ricerca
di Francesco Bacone di un nuovo e diverso modo attraverso il quale indagare la
realtà in cui viveva.
Bacone, secondo Severino:
“Col suo metodo di studiare la Natura Bacone
intendeva principalmente ovviare ai due principali difetti che rendevano
sterili e invalidi gli assiomi o primi principi da cui erano state derivate le
scienze fino ad allora: l’uno era l’eccessiva precipitazione del processo di
generalizzazione con cui si giungeva ad essi; l’altro era l’abitudine di fare
affidamento su nozioni comuni e quotidiane, senza approfondire a sufficienza il
discernimento delle importanti somiglianze e differenze fra le cose.
L’induzione baconiana voleva giungere alla individuazione dei principi più
generali non mediante affrettate generalizzazioni, ma attraverso una metodica e
graduale ascesa. La maniera sistematica in cui i dati di fatto venivano acquisiti
e ordinati dal nuovo metodo avrebbe dovuto liberare coloro che lo usavano dalla
dipendenza paralizzante dagli schemi concettuali grossolani e precostituiti
dell’osservazione quotidiana.” Tratto da “Filosofia” Storia del pensiero
occidentale, articolo di Adriano Carugo, opera diretta da Emanuele Severino.
E ancora:
“Bacone produce l’elenco degli Idola, gli idoli
della mente o false nozioni che ostacolano l’intelletto umano nella conoscenza
scientifica [e non solo scientifica] e lo fanno frequentemente cadere in
errore.
Gli Idola
Tribus (idoli della tribù) sono debolezze mentali che hanno le loro radici
nella stessa natura umana, come la tendenza a supporre nelle cose maggiore
ordine ed uguaglianza di quello che vi esiste realmente, ad ignorare eccezioni
alle regole stabilite, a sopravvalutare le ragioni a favore di una opinione che
si è adottata, a lasciarsi ingannare dall’illusione dei sensi.
Gli Idola
Specus (idoli della caverna) sono dovuti alla peculiare costituzione fisica
o mentale di ciascun individuo, nella quale egli è rinchiuso come in una
caverna: tale è la tendenza a considerare ogni cosa in funzione degli interessi
o predilezioni di ciascun individuo, l’estrema reverenza per ciò che è antico o
l’estremo entusiasmo per ciò che è moderno, l’eccessiva consapevolezza delle
differenze o delle somiglianze tra le cose.
Gli Idola
Fori (idoli del mercato) derivano dall’uso sconsiderato del linguaggio,
dall’illusione che ogni parola debba corrispondere una cosa realmente
esistente, e dalla confusione tra il significato letterale e quello figurato di
una parola.
Gli Idola
Theatri (idoli del teatro), ossia le fallaci forme di pensiero derivanti da
sistemi filosofici accettati e da erronei metodi di dimostrazione,
rappresentano i procedimenti ai quali Bacone contrappone il proprio nuovo
metodo . I sistemi filosofici criticati sono quelli sofistico, rappresentato da
Aristotele e dai suoi discepoli scolastici, che forzano la natura entro schemi
astratti e ritengono di spiegare tutto mediante definizioni logiche; quello
empirico , rappresentato da coloro che partendo da pochi e limitati esperimenti
si precipitano a trarre conclusioni generali; infine, quello
superstizioso, che corrompe la filosofia
introducendovi nozioni poetiche o teologiche.” Tratto da “Filosofia” Storia del
pensiero occidentale, articolo di Adriano Carugo, opera diretta da Emanuele
Severino
Ciò che Ratzinger imputa a Bacone è l’aver tagliato la fune
della dipendenza che lega il giudizio dell’uomo al dominio assoluto e
dittatoriale della verità preconfezionata dal suo dio. Tagliando la fune,
Bacone ha indotto nell’uomo il concetto di “investigazione” della realtà nella
quale l’uomo vive. Il concetto che le cose vanno investigate e scoperte e non
possono essere definite, come vorrebbe Ratzinger, per superstizione.
Investigare e rimuovere quelle verità aprioristiche che si frappongono fra il
fenomeno e il giudizio dell’individuo che nella verità imposta è obbligato a
risolvere le cause immaginate del fenomeno.
La verità del mondo è oggetto di ricerca. La verità del mondo
deve essere esplorata, sperimentata, ricercata ed analizzata in un processi di
trasformazione della conoscenza che non ha mai fine.
Il concetto di verità assoluta, del dominio della verità,
della chiesa cattolica viene demolito. Galileo, nello stesso periodo, viene
processato perché mette in discussione una verità assoluta. Attraverso il
relativismo della sua ricerca, Galileo scopre la menzogna della chiesa
cattolica. Se la chiesa cattolica ha mentito sul Sole, si può presumere che
abbia mentito su tutto. La verità assoluta diventa menzogna assoluta. Il dio
che si rivela nella bibbia appare come “menzogna rivelata”.
Se l’educazione creazionista alla quale Bacone e gli altri
“scienziati” sono sottomessi li induce a credere che ogni loro scoperta (che in
loro si manifesta come illuminazione) sia LA VERITA’, il metodo di ricerca
rimuove ogni verità penetrando nello sconosciuto che circonda l’uomo e
svelandolo continuamente alla ragione rimuovendo idee preconcette e
superstizioni che la verità, in particolare la verità della parola di dio della
bibbia, ha imposto all’uomo.
L’uomo non è il padrone della natura che dio gli avrebbe dato
affinché lui la domini, ma l’uomo vive nella natura; è un prodotto della natura
e Bacone elabora un metodo per scoprire la collocazione dell’uomo nella natura.
Nessun dominio, a differenza delle farneticazioni di
Ratzinger, viene ristabilito dall’uomo sulla Natura, ma per la prima volta,
dall’avvento del cristianesimo e del suo assolutismo, l’uomo inizia ad
investigare la Natura. In quell’investigazione l’uomo si porta il
condizionamento educazionale creazionista e, pertanto, si colloca come il
cristiano nella Natura: un essere superiore alla Natura creato ad immagine e
somiglianza di un dio padrone e creatore. Questa idea di fondo che Bacone
individuerebbe negli “Gli Idola Specus
(idoli della caverna) sono dovuti alla peculiare costituzione fisica o mentale
di ciascun individuo, nella quale egli è rinchiuso come in una caverna: tale è
la tendenza a considerare ogni cosa in funzione degli interessi o predilezioni
di ciascun individuo,” deve essere rimossa in una continua penetrazione
della realtà sconosciuta che ci circonda e che costringe l’uomo a ripensare
continuamente la sua collocazione nell’insieme. Così, dopo Lorenz e i suoi
studi sul comportamento animale e dopo i recenti studi sulla genetica, oggi
sappiamo, grazie a Darwin e agli insulti che i creazionisti gli hanno rivolto
nel tentativo di umiliarlo come unico modo per riaffermare il dominio del dio
creatore, che i DNA delle specie della Natura sono uguali e sovrapponibili
diversificandosi da un antenato unico!
Bacone, se proprio vogliamo prenderlo come un esempio, ci
porta a scoprire che l’uomo non è creato da un dio pazzo, cretino e deficiente,
ma è il prodotto della trasformazione continua e sistematica. L’uomo è un
prodotto del metodo con cui la Natura ha generato la vita sul pianeta e la
diversificazione in tutte le sue forme.
A differenza di quanto afferma Ratzinger:
“questa nuova
correlazione tra scienza e prassi significherebbe che il dominio sulla creazione,
dato all'uomo da Dio e perso nel peccato originale, verrebbe ristabilito.”
Il dio creatore viene cacciato nell’ambito dal quale il
cristianesimo lo ha tratto. Viene ricacciato nell’ambito delle illusioni.
Un’illusione finalizzata a costruire la truffa nei confronti degli Esseri Umani
distruggendo la loro vita e la formazione della loro conoscenza.
L’uomo cessa di essere il dominatore della Natura e inizia a
comprendere di essere parte della Natura, un soggetto che è divenuto nella Natura
e che deve tornare nella Natura per continuare il suo processo evolutivo
abbandonando il delirio di onnipotenza e di dominio che il cristianesimo gli ha
imposto facendogli credere di essere creato ad immagine e somiglianza del suo
dio padrone.
Il metodo di Francesco Bacone è un metodo per la FORMAZIONE
DELLA CONOSCENZA E DEL SAPERE che, aggredendo l’assolutismo ideologico e
religioso di Ratzinger, fa del relativismo della conoscenza il fondamento del
futuro conoscere mediante l’investigazione. L’uomo costruisce la propria verità
relativa e DERIDE la verità assoluta che il dio padrone di Ratzinger vorrebbe
imporre sull’uomo costringendolo alla sottomissione.
Marghera, 5 febbraio 2008
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
TORNA ALL'INDICE DEI TESTI DEL SITO
La trasformazione
della fede-speranza cristiana nel tempo moderno
16. Come ha potuto
svilupparsi l'idea che il messaggio di Gesù sia strettamente individualistico e
miri solo al singolo?
Come si è arrivati a interpretare la « salvezza dell'anima » come fuga davanti
alla responsabilità per
l'insieme, e a considerare di conseguenza il programma del cristianesimo
come ricerca egoistica
della salvezza che si rifiuta al servizio degli altri? Per trovare una risposta
all'interrogativo
dobbiamo gettare uno sguardo sulle componenti fondamentali del tempo moderno.
Esse appaiono con
particolare chiarezza in Francesco Bacone. Che un'epoca nuova sia sorta –
grazie
alla scoperta
dell'America e alle nuove conquiste tecniche che hanno consentito questo
sviluppo – è
cosa indiscutibile. Su
che cosa, però, si basa questa svolta epocale? È la nuova correlazione di
esperimento e metodo
che mette l'uomo in grado di arrivare ad un'interpretazione della natura
conforme alle sue leggi
e di conseguire così finalmente « la vittoria dell'arte sulla natura » (victoria
cursus artis super
naturam).14 La novità – secondo la visione
di Bacone – sta in una nuova
correlazione tra
scienza e prassi. Ciò viene poi applicato anche teologicamente: questa nuova
correlazione tra
scienza e prassi significherebbe che il dominio sulla creazione, dato all'uomo
da
Dio e perso nel peccato
originale, verrebbe ristabilito.
TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!