L’Enciclica Spe Salvi

di Joseph Aloisius Ratzinger

Commento al nono paragrafo

 Il significato del Logos in Ratzinger

le parole e le azioni che le parole indicano!

di Claudio Simeoni




Cod. ISBN 9788891185815

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Il commento al nono paragrafo dell’Enciclica Spe Salvi ci impone di capire il significato delle parole che usa Ratzinger. Cosa significano le parole? Di quali azioni sono manifestazione? Cosa intende Ratzinger quando usa quelle parole?

Le parole e le intenzioni che manifestano. Il logos che abbaglia creando le illusione di un reale che sta solo nell’immaginazione delle persone. Alimentando l’immaginazione si controllano le azioni e le scelte delle persone!

E’ importante comprendere il significato delle parole per non cadere nelle illusioni e nelle disillusioni per aver creduto che “fosse ciò che noi pensavamo fosse anziché prendere atto di ciò che era!”. Il fraintendimento che si crea quando all’analisi si sostituisce la fede.

 

Innanzi tutto iniziamo a chiarire le citazioni che fa Ratzinger:

 

“Vi è necessaria, infatti, la paziente perseveranza per compiere la volontà di dio e conseguire ciò che vi è stato promesso.” Ebrei 10, 36

 

E

 

“Ma noi non siamo di quelli che si sottraggono per la perdizione, bensì gente che sta salda nella fede per salvare l’anima propria.” Ebrei 10, 39

 

In termini più spicci, tali citazioni, rientrano in ciò che viene definito: “Esaltazione dell’oscurantismo!”.

 

La prima affermazione parte dal presupposto che “la volontà di dio” sia oggetto manifestato in sé e non pura farneticazione lasciata all’immaginazione di chi pensa che la sua volontà sia la volontà di dio.

Facciamo un esempio della volontà di dio traendolo dalla sacra bibbia dei cristiani:

 

1) Non lasciar vivere la maliarda;

2) Chi giace con una bestia sia messo a morte;

3) Chi sacrifica ad altri Dèi, fuorché al signore, sia punito con la morte;

 

Ordini del dio padrone dei cristiani dall’Esodo 22, 17-19

Secondo Ratzinger e il catechismo della chiesa cattolica:

 

“Dio è l’autore della Sacra Scrittura: La Santa Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché, scritti sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, hanno dio per autore e come tali sono stati consegnati alla Chiesa.” Catechismo della Chiesa Cattolica, capitolo secondo, articolo 3 versetto 105 con citazione del Concilio Vaticano secondo.

 

Questa è, per la chiesa cattolica e per Ratzinger, la volontà del suo dio. Manifestare questa volontà del suo dio porta Ratzinger e la chiesa cattolica a “conseguire ciò che le è stato promesso”.

Per la chiesa cattolica, stando alle dichiarazioni di Ratzinger nella Spe Salvi, perseguire il genocidio di chi la chiesa cattolica ritiene una maliarda, di chi pratica una religione diversa dalla chiesa cattolica, di chi fa sesso in modo non approvato dalla chiesa cattolica, DEVE ESSERE MESSO A MORTE. E questo per permettere alla chiesa cattolica e ai suoi aderenti di conseguire ciò che il loro dio ha promesso loro.

Per secoli la chiesa cattolica ha obbedito agli ordini del suo dio muovendo guerra a chi non era cattolico o cristiano, a chi non faceva sesso come la chiesa cattolica voleva, a chi riteneva “maliarda” in quanto incarnazione del male. Massacrare le persone, la chiesa cattolica, lo ha chiamato: “paziente perseveranza”. Perseverare nell’estirpare il male:

 

“Bartolomeo Bartoccio Eretico Pertinace – Adì detto – essendo costituito nella suddetta carcere il detto giorno et condennato dall’ufitio della santa Inquisitione alla morte Bartolomeo di Giovanni Bartoccio da Città di Castello per eretico pertinace et ustinato, quale perseverando nella sua pessima ostinatione, non gli valse persuasioni di Theologhi ne di dottori, ma sempre più ostinato si dimostrò, al fine fu condotto in ponte, dove di nuovo fu combattuto, ma non si potendo far profitto nessuno, fu abruciato vivo, presenti quasi tutto il popolo di Roma.”

Tratto da: “Il santo rogo e le sue vittime”.

 

Forse che nel bruciare vive le persone i Ratzinger si sono sottratti per la perdizione?

Se non avessero bruciato vive le persone sarebbero andati verso la perdizione: poteva la santa madre chiesa non bruciare vive le persone e dannarsi?

La santa madre chiesa di Ratzinger sta salda nella fede per salvare la propria anima e, allora, brucia vive le persone. Le brucia vive fintanto che le norme della società civile le consentono di farlo. Poi la società civile si ribella e altri principi diventano il suo fondamento e alla santa madre chiesa cattolica si impedisce di farlo. Si impedisce di bruciare vive le persone; le si impedisce di restare salda nella fede; gli viene impedita la salvezza e portata alla dannazione.

Quale delitto ha commesso la società civile!

Così, mentre la santa madre chiesa cattolica bruciava le persone, la rivolta delle perone nei confronti dell’orrore cristiano portava ad elaborare quella Carta dei Diritti Fondamentali dei Cittadini Europei che, proprio per il fatto di manifestare principi avversi alla volontà del dio padrone dei cristiani, libera gli uomini dalle catene del dio padrone:

 

Quando il dio padrone dei cristiani ordina:

 

1) Non lasciar vivere la maliarda; Esodo 22, 17

 

La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea contrappone:

 

Articolo 1 Dignità umana

La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata.

Articolo 2 Diritto alla vita

         1. Ogni individuo ha diritto alla vita.

         2. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.

Articolo 3 Diritto all'integrità della persona

         1. Ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica.

Articolo 6 Diritto alla libertà e alla sicurezza

Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza.

Articolo 22 Diversità culturale, religiosa e linguistica

L'Unione rispetta la diversità culturale, religiosa e linguistica.

 

Quando il dio padrone dei cristiani ordina:

 

2) Chi giace con una bestia sia messo a morte; Esodo 22, 18

 

La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea contrappone:

 

Articolo 21 Non discriminazione

         1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.

 

Quando il dio padrone dei cristiani ordina:

 

3) Chi sacrifica ad altri Dèi, fuorché al signore, sia punito con la morte; Esodo 22, 19

 

La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea contrappone:

 

Articolo 10 Libertà di pensiero, di coscienza e di religione

         1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l'insegnamento, le pratiche e l'osservanza dei riti.

 

All’assolutismo dell’obbedienza alla volontà del dio padrone, la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea contrappone il relativismo dell’Essere Umano nella fruizione dei suoi diritti e l’assolutismo dell’Unione Europea che della garanzia di quei diritti ai cittadini ne fa un dovere sacro ed imprescindibile che impone alle Istituzioni.

Ed è a questo punto che Ratzinger delinea il cristiano, obbediente ed asservito alla gerarchia della quale manifesta la volontà a chi si fa servire, in contrapposizione all’uomo consapevole nella società civile e davanti alla vita. Il cristiano obbedisce, il cittadino vive le relazioni con il mondo riconoscendo agli oggetti del mondo i suoi stessi diritti e i doveri che competono loro.

Il cristiano fa della promessa del suo dio (una promessa che nella bibbia il suo stesso dio ha dimostrato quanto se ne freghi di mantenere le promesse) fatta soltanto per costringere le persone alla sottomissione e criminalizzarle quando, non vedendo la sua promessa realizzata, osano affrontare con un minimo di dignità il loro futuro. Da qui si sostanzia il concetto di “essere saldi nella fede” come manifestazione di delirio psichiatrico che Ratzinger sottolinea affermando:

 

“Nella religiosità dell'antico giudaismo questa parola veniva usata espressamente per l'attesa di Dio caratteristica di Israele: per questo perseverare nella fedeltà a Dio, sulla base della certezza dell'Alleanza, in un mondo che contraddice Dio.”

 

Israele aveva un dio che rompeva sistematicamente la sua promessa; o meglio, le promesse del dio di Israele avevano lo scopo di impedire alle persone di vivere la loro vita per sé stesse; integrarsi nella società in cui vivevano; partecipare alle condizioni e alle contraddizioni sociali. Gli Ebrei, attraverso il gioco del bastone e della carota, impedivano ai cittadini di vivere la loro vita lasciandoli in una sospensione psichica di attesa della realizzazione della promessa che, fallendo ad ogni generazione, ad ogni generazione necessitava di essere rinnovata attraverso il dolore che le scelte fanatiche degli ebrei (o fazioni di essi) imponevano all’intero popolo.

Non venivano rinnovati i diritti dell’uomo davanti al dio padrone assoluto, ma mediante la sofferenza il dio padrone e assoluto imponeva la sottomissione alla sua volontà. Una volontà che si esprimeva con la derisione degli ebrei in quanto incapaci di pretendere che il loro dio mantenesse le promesse (veri o fallaci che fossero) che aveva fatto. Accettavano passivamente di essere colpevolizzati e criminalizzati per giustificare le pretese volgari e parassite del loro dio che impediva loro di affrontare la loro vita. Perseverando in questa fedeltà che distruggeva l’uomo e le loro civiltà, sacrificavano la vita fisica e psichica dei loro figli circoncidendoli. Marchiandoli affinché non avessero nessun luogo in cui nascondersi e fossero costretti a confidare nella speranza che il loro dio, questa volta, tenesse fede alla parola data. Come potevano gli ebrei non perseverare quando i loro genitori provvedevano a marchiarli affinché non potessero desistere dal perseverare?

La circoncisione, la marchiatura del bestiame umano, era la certezza del dio padrone degli ebrei che il proprio bestiame avrebbe perseverato.

Avrebbe perseverato nella disperazione in un mondo che dimostrava che non solo il loro dio non esisteva, ma era l’incarnazione del MALE; della distruzione dell’uomo. Il mondo, dimostrava e dimostra che il dio dei cristiani e degli ebrei è il NEMICO DEL MONDO, il suo distruttore; la rappresentazione dell’odio nei confronti della vita. Ma quando sei marchiato e la marchiatura è tale da non poter essere nascosta, sei costretto a giustificarla davanti al mondo come se fosse una tua scelta. E allora la giustifichi e la santifichi, perché giustifichi e santifichi la violenza che hai subito e dalla quale non sei più in grado di sottrarti. Sei bestiame posseduto che giustifica l’alleanza con l’onnipotenza alla quale ti sei sottomesso e, feroce, aggredisci chi quell’onnipotenza mette in discussione.

 

Ed è esattamente ciò che afferma Ratzinger quando dice:

 

“Nel Nuovo Testamento questa attesa di Dio, questo stare dalla parte di Dio assume un nuovo significato: in Cristo Dio si è mostrato. Ci ha ormai comunicato la « sostanza » delle cose future, e così l'attesa di Dio ottiene una nuova certezza. È attesa delle cose future a partire da un presente già donato. È attesa, alla presenza di Cristo, col Cristo presente, del  completarsi del suo Corpo, in vista della sua venuta definitiva.”

 

“Lui ci ha mostrato”, afferma Ratzinger, ma la qualità e la forma dell’oggetto dimostrato non viene definita. Perché? Perché l’aspetto mostrato dai vangeli consiste nella distruzione del presente, di ogni presente umano, che viene mostrato proprio attraverso la distruzione di Gesù stesso. Non si tratta soltanto del fatto che il Gesù viene descritto nei vangeli con le finalità di portare la guerra e l’odio fra le nazioni, ma la guerra che porta ha il fine della distruzione di sé, di ogni sé, ogni individuo, che a sua imitazione deve essere costretto nel dolore e nella sofferenza. Un dolore e una sofferenza che viene santificata dalla chiesa cattolica sotto forma del sacrificio che porta a dio attraverso la fede nelle speranza.

Il presente già donato di Ratzinger è il presente che si nega alla vita. Il soggetto viene privato della prospettiva di un futuro in quanto, il “futuro” di Ratzinger ha la forma della distruzione incarnata nel “cristo presente”, nell’estensione del dolore ad ogni Essere Umano costretto a vivere un’angoscia talmente assoluta che può soltanto attendere la realizzazione della sua illusione per liberarsi da uno stato presente terrifico e angosciante.

Questa volontà di distruzione del presente umano viene ben incarnata nella distruzione operata dai cristiani nei confronti delle Antiche vestigia di Grecia, Roma e dei popoli che venivano assoggettati. E’ ben visibile nelle distruzioni totali e sistematiche delle civiltà dell’America Latina e dell’Africa ad opera dei missionari cristiani. La volontà di distruzione è il sostrato, l’umus, da cui si produce l’angoscia dell’uomo e dal quale l’uomo è impedito ad uscire. La violenza con cui l’uomo è mantenuto nell’angoscia viene esaltata da Ratzinger come il comportamento eroico del cristiano che, angosciato, diffonde l’angoscia in tutta la società civile. Questa volontà di diffondere l’angoscia e la disperazione che ne consegue è definita da Ratzinger come il comportamento eroico del cristiano. La libertà del cristiano consiste nel PRETENDERE DI ESSERE SOTTOMESSO ED UBBIDIENTE E DI OBBLIGARE GLI ESSERI UMANI AD ESSERE SOTTOMESSI ED UBBIDIENTI, COME LUI, AL SUO DIO PADRONE. Il cristiano pretende la libertà di costruire terrore ed angoscia nella società civile. La chiama: evangelizzazione!

Ratzinger censura chi non lo aiuta a praticare l’odio sociale, dicendo:

 

Con hypostole invece è espresso il sottrarsi di chi non osa dire apertamente e con franchezza la verità forse pericolosa. Questo nascondersi davanti agli uomini per spirito di timore nei loro confronti conduce alla « perdizione »”

 

Chi non aiuta Ratzinger a praticare l’odio sociale è colui che va verso la perdizione. Colui che non impone angoscia e dolore nella società civile è colui che va verso la perdizione. Colui che impone e rispetta i la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea è colui che va verso la perdizione.

C’è qualche cosa di perverso, di male e di cattivo, in quanto detto da Ratzinger ed è espressione dell’odio per la libertà delle persone. Dal momento che le società civili hanno decretato che ogni soggetto deve sottomettersi alla legge e dal momento che Ratzinger non vuole sottomettersi alla legge in quanto incarnazione del dio padrone, va da sé che chi va nella direzione indicata dalla società civile, per Ratzinger, va verso la perdizione: la perdizione che lui ha accolto distruggendo la sua vita quando si è separato dalla vita e dal futuro sociale. Quel futuro sociale che per il cristiano appare chiuso nella promessa irrealizzata ed irrealizzabile del suo padrone davanti al quale rinuncia al suo futuro per coltivare la distruzione di un “presente già donato”. Il futuro non sarà ciò che il cristiano costruisce, ma ciò che il suo dio padrone donerà in quel presente!

 

Infine Ratzinger conclude con una chiamata alle armi:

 

« Dio non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza » – così invece la Seconda Lettera a Timoteo (1,7) caratterizza con una bella espressione l'atteggiamento di fondo del cristiano.”

 

Proviamo a leggere Timoteo 1, 7:

 

“Dio, infatti non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma uno spirito di fortezza, d’amore e di sobrietà. Non ti vergognare, dunque, della predicazione del vangelo, confidando nella forza di dio che ci ha salvati e chiamati con una invocazione santa, non per merito delle vostre opere, ma conforme al proprio disegno di grazia, preparato per noi in cristo Gesù prima dei tempi eterni, manifestato ora con l’apparizione del nostro salvatore cristo Gesù, che ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo del vangelo di cui io sono stato stabilito banditore, apostolo e maestro.” Seconda lettera a Timoteo 1, 7-11

 

Cosa sta dicendo Ratzinger?

Dio ha dato ai cristiani lo spirito della distruzione, dell’assassinio, della volontà con cui costringere gli Esseri Umani alla sofferenza per il suo piacere. Ma ciò che Ratzinger omette di citare nella seconda lettera a Timoteo è ciò che segue alla frase che lui cita. La vergogna del cristiano per essersi separato dalla società civile. La vergogna del cristiano per il male che diffonde. La vergogna del cristiano per il dolore e la sofferenza che impone alle persone che è la stessa vergogna che oggi si impone a chi gestiva e faceva funzionare le camere a gas dei campi di sterminio nazisti. La forza, che secondo Ratzinger dio ha dato al cristiano, è la forza per sopportare il peso della vergogna che le atrocità commesse dal cristiano gli inducono nei confronti della società civile.

Non ti vergognare dei tuoi delitti, dice Ratzinger nel citare la seconda lettera a Timoteo. A quei delitti sei stato chiamato con una “vocazione santa” e non per merito delle tue opere, ma per il disegno divino preparato per noi da cristo Gesù prima dei tempi eterni. I tuoi delitti, dice Ratzinger, non devono costringerti alla vergogna perché quei delitti sono voluti da cristo Gesù che ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita. E allora, se cristo Gesù ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita, tutte le morti, tutte le atrocità che tu hai fatto in nome di Gesù, non sono delle atrocità delle quali ti devi vergognare perché Gesù ha distrutto la morte e tu dunque non hai ucciso delle persone, ma le hai votate alla vita eterna. Non devi essere condannato per delitti contro l’umanità, dice Ratzinger, ma sei un benemerito dell’umanità perché attraverso i tuoi delitti, il tuo genocidio, le tue atrocità, hai fatto trionfare la verità della vita eterna portata da Gesù. E io, dice Ratzinger, del genocidio, delle atrocità, delle sofferenze “sono stato stabilito  banditore, apostolo e maestro.” Questo è il fine per cui il dio di Ratzinger avrebbe dato ai cristiani: “...non uno spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza.”. Ratzinger chiama la volontà di sterminio per imporre l’idea dell’onnipotenza del suo cristo Gesù, forza, amore e saggezza.

Basta intenderci sul significato che si vuole dare alle parole!

Marghera, 22 dicembre 2007

TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!

 

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

tel. 041933185

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

 

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9. Per comprendere più nel profondo questa riflessione sulle due specie di sostanze – hypostasis e

hyparchonta – e sui due modi di vita espressi con esse, dobbiamo riflettere ancora brevemente su

due parole attinenti l'argomento, che si trovano nel decimo capitolo della Lettera agli Ebrei. Si

tratta delle parole hypomone (10,36) e hypostole (10,39). Hypomone si traduce normalmente con «

pazienza » – perseveranza, costanza. Questo saper aspettare sopportando pazientemente le prove è

necessario al credente per poter « ottenere le cose promesse » (cfr 10,36). Nella religiosità

dell'antico giudaismo questa parola veniva usata espressamente per l'attesa di Dio caratteristica di

Israele: per questo perseverare nella fedeltà a Dio, sulla base della certezza dell'Alleanza, in un

mondo che contraddice Dio. Così la parola indica una speranza vissuta, una vita basata sulla

certezza della speranza. Nel Nuovo Testamento questa attesa di Dio, questo stare dalla parte di Dio

assume un nuovo significato: in Cristo Dio si è mostrato. Ci ha ormai comunicato la « sostanza »

delle cose future, e così l'attesa di Dio ottiene una nuova certezza. È attesa delle cose future a partire

da un presente già donato. È attesa, alla presenza di Cristo, col Cristo presente, del completarsi del

suo Corpo, in vista della sua venuta definitiva. Con hypostole invece è espresso il sottrarsi di chi

non osa dire apertamente e con franchezza la verità forse pericolosa. Questo nascondersi davanti

agli uomini per spirito di timore nei loro confronti conduce alla « perdizione » (Eb 10,39). « Dio

non ci ha dato uno spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza » – così invece la

Seconda Lettera a Timoteo (1,7) caratterizza con una bella espressione l'atteggiamento di fondo del

cristiano.

TORNA AI TESTI DI STREGONERIA PER IL FUTURO!