Il dialogo tra fede e ragione

Ventunesimo commento all'Enciclica Lumen Fidei

Joseph Ratzinger (Benedetto XVI) (1927 - -)

Mario Bergoglio (Francesco) (1936 - -)

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185815

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Enciclica Lumen Fidei ventunesima parte

Il ridondante della fede come luce per rivendicare

la pratica religiosa cristiana della pedofilia e della pederastia

Il dialogo fra "fede e ragione" proposto da Ratzinger e da Bergoglio è il dialogo fra una ragione prigioniera della descrizione e incapace di riconoscersi come parte della via del'uomo e una fede che, come prodotto della patologia psichiatrica, deve imporre alla ragione di organizzarsi in base alla malattia che pervade l'individuo.

La fede ha una sola necessità: stuprare e violentare i bambini nella loro struttura psico-emotiva affinché questi costruiscano una ragione sottomessa alla veicolazione della loro struttura emotiva malata.

La fede di Ratzinger e di Bergoglio, come ho già rilevato, è il frutto della violenza nei confronti dell'infanzia. Una violenza che la struttura che fa capo all'organizzazione terroristica di Ratzinger e di Bergoglio ha recentemente ribadito, come se fosse un suo diritto religioso, contro il diritto Costituzionale dell'infanzia.

Scrive Ratzinger e Bergoglio nella Lumen Fidei:

32. La fede cristiana, in quanto annuncia la verità dell'amore totale di Dio e apre alla potenza di questo amore, arriva al centro più profondo dell'esperienza di ogni uomo, che viene alla luce grazie all'amore ed è chiamato ad amare per rimanere nella luce. Mossi dal desiderio di illuminare tutta la realtà a partire dall'amore di Dio manifestato in Gesù, cercando di amare con quello stesso amore, i primi cristiani trovarono nel mondo greco, nella sua fame di verità, un partner idoneo per il dialogo. L'incontro del messaggio evangelico con il pensiero filosofico del mondo antico costituì un passaggio decisivo affinché il Vangelo arrivasse a tutti i popoli, e favorì una feconda interazione tra fede e ragione, che si è andata sviluppando nel corso dei secoli, fino ai nostri giorni. Il beato Giovanni paolo II nella sua Lettera enciclica Fides e ratio ha mostrato come fede e ragione si rafforzino a vicenda. Quando troviamo la luce piena dell'amore di Gesù, scopriamo che in ogni nostro amore era presente un barlume di quella luce e capiamo qual era il suo traguardo ultimo. E, nello stesso tempo, il fatto che il nostro amore porti con sé una luce, ci aiuta a vedere il cammino dell'amore verso la pienezza di donazione totale del Figlio di Dio per noi. In questo movimento circolare, la luce della fede illumina tutti i nostri rapporti umani, che possono essere vissuti in unione con l'amore e la tenerezza di Cristo.

33. Nella vita di sant'Agostino, troviamo un esempio significativo di questo cammino in cui la ricerca della ragione, con il suo desiderio di verità e di chiarezza, è stata integrata nell'orizzonte della fede, da cui ha ricevuto nuova comprensione. Da una parte, egli accoglie la filosofia greca della luce con la sua insistenza sulla visione. Il suo incontro con il neoplatonismo gli ha fatto conoscere il paradigma della luce, che discende dall'alto per illuminare le cose, ed è così un simbolo di Dio. In questo modo sant'Agostino ha capito la trascendenza divina e ha scoperto che tutte le cose hanno in sé una trasparenza, che potevano cioè riflettere la bontà di Dio, il Bene. Si è così liberato dal manicheismo in cui prima viveva e che lo inclinava a pensare che il male e il bene lottassero continuamente tra loro, confondendosi e mescolandosi, senza contorni chiari. Capire che Dio è luce gli ha dato un orientamento nuovo nell'esistenza, la capacità di riconoscere il male di cui era colpevole e di volgersi verso il bene.

D'altra parte, però, nell'esperienza concreta di sant'Agostino, che egli stesso racconta nelle sue Confessioni, il momento decisivo nel suo cammino di fede non è stato quello di una visione di Dio, oltre questo mondo, ma piuttosto quello dell'ascolto, quando nel giardino sentì una voce che gli diceva: "Prendi e leggi"; egli prese il volume con le Lettere di san Paolo soffermandosi sul capitolo tredicesimo di quella ai Romani. Appariva così il Dio personale della Bibbia, capace di parlare all'uomo, di scendere a vivere con lui e di accompagnare il suo cammino nella storia, manifestandosi nel tempo dell'ascolto e della risposta.

L'ascolto del bene, propagandato da Ratzinger e d Bergoglio, ha il fine di perpetuare lo stupro e la violenza nei confronti dei minori non solo con la pratica della pederastia e della pedofilia, ma con tutte le azioni che ne supportano l'attività di stupro della struttura emotiva dell'infanzia al fine d imporre la fede nel dio padrone che Ratzinger e Bergoglio rappresentano. Questi criminali non si fanno scrupolo di ostentare il loro odio per la società civile italiana.

Scrive l'ONU contro l'attività di terrorismo della chiesa cattolica contro i minori e i diritti dell'uomo:

In realtà molti dei punti criticati dal rapporto riguardano atteggiamenti che appartengono ormai al passato. Nel rapporto viene anche chiesto alla Chiesa di modificare il suo insegnamento in materia di aborto, di contraccezione, di identità di genere. Il Vaticano ha reagito in modo diplomatico. «Secondo le particolari procedure previste per le parti della Convenzione - si legge in una nota diffusa dalla Sala stampa della Santa Sede - prende atto delle Osservazioni Conclusive sui propri Rapporti, le quali saranno sottoposte a minuziosi studi ed esami nel pieno rispetto della Convenzione nei differenti ambiti presentati dal Comitato secondo il diritto e la pratica internazionale come pure tenendo conto del pubblico dibattito interattivo con il Comitato svoltosi il 16 gennaio 2014». «Alla Santa Sede rincresce, tuttavia - aggiunge la nota - di vedere in alcuni punti delle Osservazioni Conclusive un tentativo di interferire nell'insegnamento della Chiesa Cattolica sulla dignità della persona umana e nell'esercizio della libertà religiosa». Un riferimento alle esplicite richieste di modifica delle leggi canoniche e dell'insegnamento morale riguardante l'aborto, la famiglia, omosessualità.

Tratto da:

http://vaticaninsider.lastampa.it/news/dettaglio-articolo/articolo/onu-pedofilia-pedophilia-31828/

E a questo reagisce il criminale terrorista Lombardi affermando che intervenendo nella pederastia della chiesa cattolica costituisce interferenza nella pratica della religione cattolica.

Scrive l'Adnkronos:

La presa di posizione ufficiale della Santa Sede riguardo al rapporto è affidata a una nota della sala stampa vaticana . Il dossier dell'Onu sulla pedofilia sarà oggetto di esame e studio da parte della Santa Sede, si legge nella nota, che, al contempo, respinge ogni interferenza sull'insegnamento della Chiesa e conferma il suo impegno in favore dei diritti dei minori. Nel testo si riferisce che "al termine della sua 65esima sessione, il Comitato per i diritti del fanciullo ha pubblicato le sue osservazioni conclusive sugli esaminati rapporti della Santa Sede e di cinque Stati parte alla Convenzione sui diritti del fanciullo: Congo, Germania, Portogallo, Russia e Yemen. Secondo le particolari procedure previste per le parti della Convenzione, la Santa Sede - si afferma - prende atto delle osservazioni conclusive sui propri rapporti, le quali saranno sottoposte a minuziosi studi ed esami, nel pieno rispetto della Convenzione, nei differenti ambiti presentati dal Comitato, secondo il diritto e la pratica internazionale, come pure tenendo conto del pubblico dibattito interattivo con il Comitato". Tuttavia, prosegue la nota del Vaticano, "alla Santa Sede rincresce di vedere in alcuni punti delle osservazioni conclusive un tentativo di interferire nell'insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell'esercizio della libertà religiosa". In ogni caso, "la Santa Sede reitera il suo impegno a difesa e protezione dei diritti del fanciullo, in linea con i principi promossi dalla Convenzione sui diritti del fanciullo e secondo i valori morali e religiosi offerti dalla dottrina cattolica", conclude la nota del Vaticano.

Tratto da:

http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Pedofilia-lOnu-accusa-il-Vaticano-La-Santa-Sede-No-a-interferenze_321192815765.html

Che nel linguaggio del vaticano significa: noi vogliamo continuare a praticare pedofilia e pederastia nei confronti dei bambini per imporre la fede cristiana e vogliamo criminalizzare le donne che pretendono di essere le padrone del loro corpo affinché si sottomettano, con tutto il loro corpo e la loro anima, al dio padrone e al criminale in croce Gesù che fu arrestato mentre se ne stava col bambino nudo per violentarlo dal momento che lui era il padrone degli uomini in quanto figlio del dio padrone.

Da qui la fede cristiana è l'attività del dio cristiano, mediante i preti cristiani ed ebrei, che rivendicano il diritto di stuprare bambini come loro attività religiosa.

Il dio padrone cristiano si manifesta con Gesù che, nel Vangelo di Marco, viene arrestato mentre violenta un bambino: che ci starebbe a fare con lui un bambino nudo avvolto in un lenzuolo? Avrebbe potuto essere un bambino avvolto in una toga. O un bambino con un vestito addosso. No! Era un bambino avvolto in un lenzuolo perché Gesù lo stava sodomizzando.

Questa è l'attività che l'ONU censura accusando il Vaticano, ed è questa attività che il criminale Lombardi rivendica come diritto a praticare la sua religione senza che l'ONU intervenga bloccando la sua attività di violenza e stupro di minori.

Ratzinger e Bergoglio rivendicano: stuprare e violentare i bambini affinché i vangeli arrivassero a tutti i popoli mediante la violenza emotiva, che si trasformava spesso in violenza pederastica e pedofilia come negazione del diritto dell'infanzia, è un diritto dell'attività religiosa della chiesa cattolica.

Non per nulla Ratzinger ha ribadito la validità della caccia a chi denunciava gli abusi pedofili e pederastici della chiesa cattolica col documento Crimen sollecitationis in disprezzo anche delle norme del Codice Canonico. Il che dimostra come il vaticano usa le sue leggi per far fessi i creduloni. Come può la chiesa cattolica condannare l'attività pederastica di Gesù? E come possono i magistrati perseguire per quei crimini la chiesa cattolica se essi stessi minacciano gli imputati esponendo il crocifisso nelle aule in cui dovrebbero processare i preti cattolici? Certo, qualche volta lo fanno, ma il qualche volta, è l'eccezione rispetto a quante volte si sono girati dall'altra parte facendosi, di fatto, complici.

Giovanni Paolo II fu molto attivo nella pratica della pederastia e della pedofilia cattolica al fine di imporre la fede. Abbiamo già dimenticato cosa disse nel suo viaggio a Vienna? E la questione di Hans Wilhelm Groër e altri? Cirare Wojtyla per Bergoglio e Ratzinger significa ribadire ancora una volta la necessità della pratica della pedofilia e della pederastia per imporre la fede cristiana. Quella teoria di Wojtyla di Fede e Ratio era solo un documento criminale il cui fine era la destabilizzazione istituzionale per fini criminali e illegali.

Per quanto poi riguarda l'Agostino dei cristiani, non è vero che ha accolto la filosofia platonica greca. Semplicemente ai popoli di allora faceva schifo il macellaio di Sodoma e Gomorra e il criminale Agostino ha pensato bene di nascondere la bibbia sotto il demiurgo platonico per occultare la sua criminalità e il suo odio per la società. Un odio che caratterizza Bergoglio nella sua attività ha fiancheggiato il genocidio di Videla come Ratzinger ha tentato di usare la fede dell'odio cattolico contro i musulmani coinvolgendo l'Europa nella guerra santa del fondamentalista Bush.

L'amore della chiesa cattolica è solo amore per la pederastia e per la pedofilia nei confronti dei bambini che, una volta adulti, non potranno vivere in nessun altro modo se non riproducendo la pedofilia e la pederastia, sia fisica che psico-emotiva, che hanno subito nell'infanzia.

L'incontro dei bambini col dio dei cristiani è l'incontro col pederasta e col pedofilo cattolico che agisce nei loro confronti imitando Gesù.

Scrive Ratzinger e Bergoglio nella Lumen Fidei:

E tuttavia, questo incontro con il Dio della Parola non ha portato sant'Agostino a rifiutare la luce e la visione. Egli ha integrato ambedue le prospettive, guidato sempre dalla rivelazione dell'amore di Dio in Gesù. E così ha elaborato una filosofia della luce che accoglie in sé la reciprocità propria della parola e apre uno spazio alla libertà dello sguardo verso la luce. Come alla parola corrisponde una risposta libera, così la luce trova come risposta un'immagine che la riflette. Sant'Agostino può riferirsi allora, associando ascolto e visione, alla « parola che risplende all'interno dell'uomo ». In questo modo la luce diventa, per così dire, la luce di una parola, perché è la luce di un Volto personale, una luce che, illuminandoci, ci chiama e vuole riflettersi nel nostro volto per risplendere dal di dentro di noi. D'altronde, il desiderio della visione del tutto, e non solo dei frammenti della storia, rimane presente e si compirà alla fine, quando l'uomo, come dice il Santo di Ippona, vedrà e amerà. E questo, non perché sarà capace di possedere tutta la luce, che sempre sarà inesauribile, ma perché entrerà, tutto intero, nella luce.

Tutte le farneticazioni di Ratzinger e Bergoglio hanno il solo fine di rendere enfatico lo stupro di bambini che una Polizia di Stato, fatta da uomini moralmente corrotti che hanno in odio le norme e i doveri loro imposti dalla Costituzione, continua a consentire loro. Centri di detenzione, chiamati in vario modo, vengono affidati ai cattolici e sono centri di internamento e di tortura in quanto viene a mancare, al loro interno, l'esercizio di controllo delle Istituzioni. Gli internati vengono privati di diritti, stuprati e torturati nell'assoluta indifferenza delle Istituzioni. Siamo arrivati al punto in cui il responsabile di san Patrignano è stato complice di un omicidio, salvo sottrarsi al processo perché è morto prima del tempo, e un Gelmini che ha stuprato ragazzi e ha avuto la grazia di magistrati compiacenti o di norme che ne hanno favorito l'impunità.

Stuprare bambini, indifesi, emarginati, donne a cui viene impedito l'esercizio dell'aborto o gay a cui viene impedita l'affettività è espressione dell'odio cristiano che Ratzinger e Bergoglio chiamano amore enfatizzando "mari di tocio e montagne di polenta" nella forma del "volto che risplende dentro di loro".

La fede, espressa nella Lumen Fidei, è solo un atto di terrorismo che Ratzinger e Bergoglio usano per riempire di extracomunitari i conventi e le parrocchie da quando molti italiani hanno capito di quanto odio e di quanto sangue le loro mani grondano.

La malattia mentale che si veicola nella fede rimane una malattia mentale indotta dalla violenza della chiesa cattolica nei confronti di bambini e riprodotta da adulti che stanno ancora vivendo in un'infanzia della loro psiche mai diventata adulta.

Scrive Ratzinger e Bergoglio nella Lumen Fidei:

34. La luce dell'amore, propria della fede, può illuminare gli interrogativi del nostro tempo sulla verità. La verità oggi è ridotta spesso ad autenticità soggettiva del singolo, valida solo per la vita individuale. Una verità comune ci fa paura, perché la identifichiamo con l'imposizione intransigente dei totalitarismi. Se però la verità è la verità dell'amore, se è la verità che si schiude nell'incontro personale con l'Altro e con gli altri, allora resta liberata dalla chiusura nel singolo e può fare parte del bene comune. Essendo la verità di un amore, non è verità che s'imponga con la violenza, non è verità che schiaccia il singolo. Nascendo dall'amore può arrivare al cuore, al centro personale di ogni uomo. Risulta chiaro così che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l'altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall'irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti.

Il ridondante della luce immaginata nell'esaltazione di un delirio di onnipotenza servono esclusivamente per nascondere l'uso della ragione come legittimazione della violenza sull'infanzia compresa la pederastia e la pedofilia attiva che, distruggendo la struttura psico-emotiva del futuro adulto ne impone la fede come atto desiderante di una pace psichica violata.

La ragione auspicata da Ratzinger e da Bergoglio è una pratica di violenza sistematica sull'infanzia che può avvenire o in maniera diretta, qualora la società garantisca all'infanzia diritti sociali, o in maniera indiretta qualora le condizioni della società siano tali da non garantire la sicurezza all'infanzia. O la società fa sull'infanzia il "lavoro sporco" che poi Ratzinger e Bergoglio intervengono con la loro organizzazione suscitando pietismo fra i suoi sovvenzionatori, oppure il lavoro sporco lo fanno direttamente Ratzinger e Bergoglio, attraverso organizzazioni come i Cappuccini, i Gesuiti, l'Opus Dei, Comunione e Liberazione, ecc., in contrasto e in contrapposizione alle norme sociali che garantiscono l'infanzia contro i loro abusi.

Il documento Crimen sollecitationis reiterato da Ratzinger e Wojtyla andava in questa direzione: proteggere la pratica della pederastia e della pedofilia della chiesa cattolica per garantire la diffusione della fede mediante la distruzione dell'equilibrio psico-fisico dei ragazzi.

Il credente sturato non è arrogante. E' sottomesso al suo stupratore. Ci tiene Ratzinger e Bergoglio a riaffermare come lo stupro della struttura psico-emotiva distrugge nell'individuo la sua capacità di determinare sé stesso davanti alla vita. Questa pratica è quella voluta da Paolo di Tarso:

"... dio ha scelto ciò che è senza sapienza [leggi: adulti stuprati fin da bambini] nel mondo per confondere i sapienti [leggi le persone che non sono state stuprate nell'infanzia] e le cose deboli ha scelto dio [leggi: i bambini da stuprare] per confondere le forti [leggi: gli adulti che da bambini era più difficile stuprare].

Paolo di Tarso 1corinti 1, 27

L'individuo stuprato è umile, pauroso, sottomesso. Ogni cosa che riceve dalla vita è un "dono" perché dalla vita si aspetta solo violenza e, a sua volta, qualora ha una qualche forma di "potere sociale", pratica la violenza che ha subito. E' per questo che Ratzinger e Bergoglio sollecitano la "nascita nell'amore". L'individuo stuprato nasce nella sottomissione e nella distruzione delle sue determinazioni col mondo e è costretto a ricostruire la sua struttura psichica nella fede e nella sottomissione che Ratzinger e Bergoglio chiamano:

"la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall'irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti."

Che va correttamente interpretato in:

Lo stupro dell'infanzia rende l'adulto umile e sottomesso sapendo che possedendo la violenza subita questa lo ha abbracciato e posseduto. Non si irrigidirà, ma farà della fede un cammino per riprodurre la violenza che ha subito testimoniando la necessità di violentare tutti affinché tutti siano compartecipi alla fede.

Non dobbiamo dimenticare che è proprio dell'educazione dei Gesuiti la distruzione della volontà del bambino affinché si sottometta al suo superiore e consenta al suo superiore di usarlo per i suoi progetti. Il Gesuita viene stuprato per annientare la sua volontà e soggettivare la volontà del suo dio padrone. Stuprato, frustato e umiliato, è in questo che Gioberti entra in polemica con l'educazione dei Gesuiti (vedi "Il Gesuita Moderno" vol. V cap. XX). E Bergoglio è un Gesuita!

Dopo di che, la cronaca ci mostra come la Polizia Postale trova immagini pedo-pornografiche nei computer di "persone insospettabili" che hanno subito la violenza a loro volta dai cristiani e che non possono vivere senza riprodurre quella medesima violenza. E' una questione di "illuminazione della fede".

Scrivono Ratzinger e Bergoglio:

D'altra parte, la luce della fede, in quanto unita alla verità dell'amore, non è aliena al mondo materiale, perché l'amore si vive sempre in corpo e anima; la luce della fede è luce incarnata, che procede dalla vita luminosa di Gesù. Essa illumina anche la materia, confida nel suo ordine, conosce che in essa si apre un cammino di armonia e di comprensione sempre più ampio. Lo sguardo della scienza riceve così un beneficio dalla fede: questa invita lo scienziato a rimanere aperto alla realtà, in tutta la sua ricchezza inesauribile. La fede risveglia il senso critico, in quanto impedisce alla ricerca di essere soddisfatta nelle sue formule e la aiuta a capire che la natura è sempre più grande. Invitando alla meraviglia davanti al mistero del creato, la fede allarga gli orizzonti della ragione per illuminare meglio il mondo che si schiude agli studi della scienza.

Affermare che il mondo è creato, senza dimostrarlo, è un'affermazione superstiziosa che premette lo stupro della capacità critica del soggetto nei confronti del mondo. Quando Ratzinger e Bergoglio violentano le persone affinché pensino al mondo creato dal loro dio padrone, nessuno di questi bambini, anche diventando uno scienziato che analizza il mondo, potrà mai prescindere dall'idea che tale mondo è creato dal suo dio padrone.

Fa parte delle strategie di violenza dei gesuiti che Gioberti chiamava molinismo e probabilismo che negando ogni validità alla scienza e alle ideologie sociali, mediante la violenza fatta di frusta e umiliazioni, costringeva i bambini a soggettivare le verità dogmatiche della fede. La pratica dei Gesuiti, denunciata da Vincenzo Gioberti è la stessapratica che Bergoglio vuole mettere in atto.

Per Gioberti vedi:

http://www.stregoneriapagana.it/gioberti_vincenzo_gesuita_moderno_educazione_cristiana.html

La malattia mentale che si esprime mediante la "fede" è espressione di alienazione dell'uomo dalla vita. L'uomo non è più in grado di riconoscere sé stesso nel mondo. Non riconosce gli Dèi negli oggetti del mondo che per lui sono diventati muti. L'uomo che viene stuprato per riconoscersi nella fede dell'immaginazione ha perso il senso della realtà e delle trasformazioni nel tempo. Vive un presente angosciante e lenire il dolore in quel presente è l'unica sua preoccupazione. L'uomo vive un senso di separazione, di cacciata dalla vita che cerca di compensare nella manifestazione di fede.

Il sanguinario Gesù che viene arrestato col bambino nudo diventa il suo modello di vita: lui come Gesù può stuprare bambini!

Lui, come Gesù può ordinare di scannare chiunque non si metta in ginocchio davanti a lui.

Lui come Gesù può spostare le montagne e ordinare loro di buttarsi a mare.

Il suo delirio è tutto sé stesso. Un delirio che il delirante vuole farlo diventare razionale e trasforma la scienza in legittimazione e razionalizzazione del duo delirio. Così Lombroso, l'ebreo educato nell'ebraismo e nel cristianesimo, vuole trovare i segni della morale del suo dio nella fisionomia e costruisce campi di concentramento e di tortura chiamati manicomi dipingendo gli uomini, che non si mettono in ginocchio davanti al suo dio, come dei "delinquenti".

Per l'uomo che esprime la sua malattia mentale mediante la fede, la magia simpatica diventa espressione di fede. Io stesso ho sentito un prete affermare la bravura di dio che ha fatto il ghiaccio più leggero dell'acqua altrimenti i pesci sarebbero morti. E' la follia il cui scopo non è spiegare scientificamente la realtà nella quale si vive, ma usare pseudo spiegazioni della realtà in cui si vive, spacciandole per scienza, in funzione della legittimazione di una bibbia che manifesta il dio padrone dei cristiani attraverso l'odio e di terrore.

Un odio e un terrore che lo stesso Agostino aborrisce preferendo rifugiarsi nel dio dei neoplatonici. Un dio che già Filone d'Alessandria aveva provveduto ad identificarlo criminale demiurgo dell'aristocratico Platone che muoveva guerra contro le possibilità di democrazia nel suo tempo.

Così il mondo, davanti all'ammalato di fede, diventa la "meraviglia del creato" anche quando la scienza non solo dice che non c'è creazione, ma che ogni soggetto del mondo è un dio da venerare e non da stuprare in nome del macellaio di Sodoma e Gomorra col quale Ratzinger e Bergoglio si identificano.

Negli individui malati di fede la scienza da strumento di analisi della realtà diventa mezzo per legittimare una superstizione vagheggiata all'interno di un delirio di onnipotenza. Un delirio che ha un solo scopo: LA VIOLENZA SUI BAMBINI!

Dalla malattia chiamata "fede" la scienza riceve solo la superstizione nella quale costringe gli uomini affinché si attenui il dolore della violenza che hanno subito.

Quando un organismo accusa il Vaticano di stupro e violenza sui minori, l'unica preoccupazione del Vaticano è quella di occultare le proprie responsabilità che ricadono nella necessità della chiesa cattolica di imporre la fede e nell'imitazione del pederasta Gesù che, arrestato col bambino nudo, indica la via da percorrere ad ogni prete cattolico e ad ogni cristiano.

Riporto dalla cronaca la reazione stizzita del Vaticano messo sotto accusa dall'ONU per la violenza sui minori:

Città del Vaticano, 7 feb. (Adnkronos) - Le raccomandazioni contenute nel documento dell'Onu sullo scandalo della pedofilia "appaiono presentare, a giudizio di chi ha ben seguito il processo che le ha precedute, limiti gravi. Non hanno tenuto conto adeguato delle risposte, sia scritte, sia orali, date dai rappresentanti della Santa Sede. Chi ha letto e ascoltato queste risposte non ne trova riflessi proporzionati nel documento del Comitato, tanto da far pensare che esso fosse praticamente già scritto o perlomeno nettamente impostato prima dell'audizione". Lo ha evidenziato padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, in un intervento alla Radio Vaticana. In particolare, a detta di Lombardi, "sembra grave la non comprensione della natura specifica della Santa Sede. E' vero che si tratta di una realtà diversa dagli altri Stati e questo rende meno facile comprenderne ruolo e responsabilità. Ma ciò è stato spiegato molte volte dettagliatamente nei vent'anni e più di adesione alla Convenzione e in particolare nelle recenti risposte scritte. Non si è capaci di capire o non si vuole capire? In ambedue i casi si ha diritto a stupirsi". Dice padre Lombardi che "non è il caso di parlare di scontro fra l'Onu e il Vaticano. Le Nazioni Unite sono una realtà molto importante per l'umanità di oggi. La Santa Sede ha sempre dato un forte supporto morale all'Organizzazione delle Nazioni Unite come luogo d'incontro fra tutte le nazioni, per favorire la pace nel mondo e la crescita della comunità dei popoli nell'armonia e nel reciproco rispetto e vicendevole arricchimento. Ne sono testimonianza innumerevoli documenti e interventi della Santa Sede ai suoi livelli più alti e la partecipazione intensa dei suoi Rappresentanti nell'attività di molti organismi dell'Onu.

Tratto da:

http://notizie.tiscali.it/feeds/14/02/07/t_16_01_ADN20140207133103.html

Riporto anche le affermazioni fatte dal comitato ONU sui diritti dell'infanzia che viene aggredito dal Vaticano che ribadisce il suo diritto a violentare i bambini per imporre loro la fede cristiana. Il comitato, nella preoccupazione che vengano rimosse le attività pedofile e pederastiche della chiesa cattolica, non potendo agire militarmente contro il Vaticano e la chiesa cattolica, si limita ad attendere le azioni di rimozione delle pratiche criminali da parte della chiesa cattolica e del Vaticano.

Scrive la cronaca:

I membri del Comitato Onu sui diritti dell'infanzia hanno elaborato le loro raccomandazioni "dopo aver esaminato obiettivamente tutte le informazioni pertinenti relative all'attuazione della Convenzione e rispetto ai diversi articoli della Convenzione". Così la presidente del Comitato Onu, Kirsten Sandberg, risponde alle lamentele della Santa Sede che, attraverso Padre Federico Lombardi, portavoce vaticano, accusa l'Onu di aver presentato un rapporto con "limiti gravi". I rappresentanti Onu, ha detto ancora Padre Lombardi, "non hanno tenuto conto adeguato delle risposte, sia scritte, sia orali, date dai rappresentanti della Santa Sede". Positivo dialogo con la Santa Sede - Ma dalle Nazioni Unite respingono le accuse e ribadiscono l'obiettività del loro rapporto sull'infanzia. "E' stato così per la Santa Sede, come lo è per tutti gli Stati Parte che il Comitato esamina". La presidente del Comitato ha poi ribadito gli aspetti positivi del dialogo avuto con la Santa Sede: "Come riferito nelle sue osservazioni conclusive, il Comitato ha accolto con favore il dialogo aperto e costruttivo avuto con la delegazione della Santa Sede, che ha assunto impegni positivi in numerosi settori", afferma Sandberg. "In particolare - aggiunge - il Comitato considera positivamente la volontà espressa dalla delegazione di cambiare atteggiamenti e pratiche, e attende l'adozione di misure tempestive e ferme per la concreta attuazione dei suoi impegni".

Tratto da:

http://notizie.tiscali.it/articoli/esteri/14/02/07/onu-vaticano-pedofilia.html

Capisco che per le persone educate nell'odio cristiano e sottoposte alla violenza cristiana non sia facile comprendere il linguaggio esoterico usato da Ratzinger e da Bergoglio nella Lumen Fidei. Se la fede fosse un oggetto reale e non espressione di una malattia mentale educazionalmente indotta, non servirebbero molte parole per affermare la realtà dell'oggetto. Mentre, non essendo un oggetto reale, ma solo espressione della malattia mentale, servono molte parole, molta enfasi che richiami i desideri profondi di emozioni violentare per creare un'attesa nel lettore in modo che questi sospenda la sua capacità critica davanti alle farneticazioni di Ratzinger e di Bergoglio.

Tanto maggiore sarà l'attività di controllo dei paesi occidentali sulla violenza all'infanzia messa in atto da Ratzinger e da Bergoglio, tanto minori saranno le "vocazioni" di preti, religiosi e personale laico stupratore. Tanto maggiori saranno gli arrivi di personale religioso cristiano dall'Africa, dall'India, dall'Asia, dall'America Latina dove i preti cattolici hanno ancora spazi maggiori per violentare bambini e costringerli alla fede. Per questo vedremo sempre più preti cattolici neri o sudamericani nelle parrocchie italiane.

Intanto i bambini vengono violentati in nome della "luce della fede" e la responsabilità è sempre di Ratzinger e di Bergoglio.

NOTA: gli indirizzi internet da cui sono state prese le citazioni dei fatti di cronaca sono validi fino a quando il gestore non li cancella. Dopo resteranno solo a memoria di dove sono state prese le citazioni.

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Marghera, 08 febbraio 2014

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.