Hugues Félicité Robert de Lamennais (1782 - 1854)

Il cattolicesimo liberale.

Riflessioni sulle sue idee.

di Claudio Simeoni

Cod. ISBN 9788891185778 per chi vuole ordinare il libro

Indice Teoria della Filosofia Aperta

La filosofia della Religione Pagana.

Scrive il Bignami di filosofia (ed.1984):

1) Sostiene fin dopo il 1830 la supremazia delle leggi della chiesa su quelle dello stato.

2) Più tardi, però, ruppe sia con la monarchia che col clero, e passò a sostenere la reciproca indipendenza fra stato e chiesa, la libertà di coscienza politica, la libertà di insegnamento e di associazione.

3) Il suo pensiero fu condannato dalla chiesa.

Robert de Lamennais, fondamentalista cattolico, sostiene il diritto della chiesa cattolica di dominare l'uomo. Di possederlo per mandato del dio padrone e creatore del quale la chiesa cattolica è la rappresentante.

Robert de Lamennais inizialmente aveva aderito al clima della Rivoluzione Francese, ma non essendo riuscito a far carriera, si convertì al cattolicesimo e nel 1816, dopo un lavaggio del cervello nei seminari, venne ordinato sacerdote cattolico.

Come sacerdote cattolico si pose il problema di come imporre i principi di schiavitù della chiesa cattolica in un mondo che rifiutava il ritorno a forme di feudalesimo e in cui l'assolutismo monarchico aveva dimostrato il fallimento del dio padrone.

Inizialmente, contro le spinte di libertà delle idee della Rivoluzione Francese, riaffermò l'assolutismo monarchico del papa cattolico sia nell'ambito della religione cattolica, sui vescovi, sia in ambito civile, come dominio del papa sulle nazioni e sui popoli.

Dal momento che tale posizione ideologica risultava fallimentare, in quanto era una riproposizione del regime dittatoriale abbattuto in Francia con la Rivoluzione Francese, preferì aderire al modello sociale liberale in cui la chiesa cattolica rivestiva il ruolo di addomesticatrice di uomini.

Per ottenere tale risultato Robert de Lamennais propone preti cattolici senza stipendio governativo, chiede l'abolizione dei vescovi di nomina regia e proclama l'indipendenza Stato-chiesa.

Nella sua azione di propaganda Robert de Lamennais vuole spacciare, in contraddizione con la dottrina della chiesa, le libertà portate dalla Rivoluzione Francese come libertà proprie della chiesa cattolica con cui la chiesa cattolica può costruire un'alleanza con i popoli in contrapposizione allo Stato liberale. La strategia di Robert de Lamennais consisteva nella conquista della società da parte della chiesa per trasformala in uno Stato cristiano e riportarla, di fatto, al regime che ha preceduto la Rivoluzione Francese.

Questo non avrebbe portato ad un'alleanza fra liberali e cattolici, ma avrebbe aperto le porte ad uno scontro con lo Stato in quanto il nemico non erano gli schiavi da sottomettere, ma lo Stato a cui contendere i principi e gli scopi per cui sottomettere. Solo la chiesa cattolica, in quanto padrona dei cattolici su mandato del dio padrone, poteva fare accordi con gli Stati e assumere, di volta in volta, il ruolo che più le era utile. Il fatto che alcuni cattolici pretendessero di dire al dio padrone, di cui la chiesa cattolica era l'incarnazione, quale posizione assumere nella società, era un'aperta violazione della dottrina cattolica. Il cattolicesimo non è una religione di libertà, ma è una religione di verità in cui Gesù è la verità. Il dio della bibbia è la verità, e nella bibbia il dio padrone dei cristiani ordina di ammazzare chiunque non si mette in ginocchio davanti a lui consentendo a Gregorio XVI, il 15 agosto 1832, di condannare Robert de Lamennais e altri cattolici. Con l'enciclica Mirari vos, Gregorio XVI dice ai cattolici liberali: il padrone sono io, in quanto rappresento il dio padrone, e voi siete solo pecore del mio gregge e come tali obbedite a me!

A questo punto, la patologia psichiatrica ebbe il sopravvento in Robert de Lamennais che ruppe con la chiesa cattolica vagheggiando un cristianesimo "democratico" che stava solo nelle sue fantasie malate. Che ne è del cristianesimo senza il padrone Gesù che in quanto figlio del dio padrone viene dalle nubi con grande potenza? Che ne è del cristianesimo senza un dio padrone che macella tutti col diluvio universale? Che ne è del cristianesimo senza bibbia o vangeli? Che ne è del cristianesimo senza l'idea che gli uomini sono schiavi in quanto peccatori e come tali devono essere obbedienti ai loro padroni?

Un conto è "interpretare" il cristianesimo attraverso la lettura dei testi sacri e un altro conto è riscrivere i testi sacri a proprio uso e consumo come voleva fare Robert de Lamennais e altri fino ai giorni nostri. Il cristianesimo è monarchia assoluta. Il cristianesimo è il dio padrone che stermina l'umanità col diluvio universale, senza quell'arbitrio del dio padrone assoluto il cristianesimo non esiste come ideologia. Lo si può spostare dal controllo dello Stato alla fede privata, ma se si rivoluziona, riscrivendola, la dottrina non è più il cristianesimo, ma un'altra religione.

Questo fecero i primi cattolici liberali anche giocando sul concetto di coscienza. Come fece Alexandre Vinet. Il dio padrone cristiano è il padrone della coscienza dell'uomo. E' il creatore della coscienza dell'uomo e, dunque, la coscienza non appartiene al singolo uomo, ma al dio padrone ed è compito della chiesa cattolica violentare la coscienza dell'uomo per sottometterla al dio padrone. Sia quando si tratta di schiavi in catene, sia quando si tratta di gestire la miseria, l'emarginazione sociale, la malattia o la disperazione degli uomini.

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Nel 1995 (mese più, mese meno) mi sono posto questa domanda: se io dovessi confrontarmi con i filosofi e il pensiero degli ultimi secoli, quali obiezioni e quali argomenti porterei? Parlare dei filosofi degli ultimi secoli, significa prendere una mole di materiale immenso. Allora ho pensato: "Potrei prendere la sintesi delle loro principali idee, per come hanno argomentato e argomentare su come io mi porrei davanti a quelle idee." Presi il Bignami di filosofia per licei classici, il terzo volume, e mi passai filosofo per filosofo e idea per idea. Non è certo un lavoro accademico né ha pretese di confutazione filosofica, però mi ha permesso di sciacquare molte idee generate dalla percezione alterata nel fiume del pensiero umano.

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Marghera, 07 agosto 2012

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

La Teoria della Filosofia Aperta

Le idee si presentano alla ragione come dei lampi intuitivi. Illuminano per un attimo la ragione e poi tendono a sparire annullate da una ragione che tende a riprendere il controllo sull'individuo. Le idee sono un'emozione che insorge con violenza dentro di noi e modifica la nostra descrizione del mondo, una descrizione che la ragione tende a ripristinare ma che l'emozione ha definitivamente compromesso. Una nuova descrizione, una nuova filosofia emerge dentro di noi e noi, qualunque sia il nostro grado di cultura, dobbiamo comunque confrontarla con la cultura del mondo in cui viviamo.