IL CONCETTO DI
RELIGIONE
NEL
PAGANESIMO POLITEISTA
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Quante
volte ho sentito la frase: “La religione è l’oppio dei popoli!”. Troppo spesso
ci si dimentica di definire le condizioni e le cognizioni di religione che
aveva chi ha usato quella frase.
Dall’avvento
del monoteismo la religione fu lo strumento per agire sulle emozioni dei
bambini, rinchiuderle in un recinto per impedire loro di spaziare in tutti i
bisogni della loro esistenza.
Sì!
La religione era l’oppio dei popoli.
Ma
la religione deve rimanere solo oppio dei popoli?
La
religione è uno strumento che serve soltanto per costringere il bestiame umano
a stare in un recinto, sottomesso ad un dio, impossibilitato a costruire il suo
futuro?
Che
cos’era la religione prima dell’avvento del monoteismo?
Era
il respiro di Libertà dei popoli. Erano gli Dèi che indicavano la via per
liberarsi dalla coercizione, dalla sottomissione, anche quando le società
civili avevano al suo interno l’organizzazione del lavoro schiavista.
Con
l’avvento del monoteismo, una società schiavista non ebbe nessun dio ad
indicare la libertà degli Esseri Umani, ma aveva un dio, il dio dei monoteisti,
che elevava lo schiavismo a dogma divino per impedire agli Esseri Umani di
costruire la libertà.
Il
Dio dei cristiani non indica la libertà, ma indica a quale prezzo può essere
venduto uno schiavo! Perché il dio dei cristiani viene imposto come una dose di
eroina ai bambini indifesi: è l’oppio dei popoli! Colui che crea dipendenza per
sancire il proprio diritto al possesso degli Esseri Umani.
Ma
RELIGIONE significa “il legame emotivo che lega il singolo individuo al mondo
in cui è nato e si sviluppa”. Chi disse che “la religione è l’oppio dei popoli”
disse anche che “l’assoluto è il divenire dell’uomo nella natura!”. Quel legame
magico che lega il nuovo nato al mondo in cui è germinato e che porta, del
mondo in cui è germinato, i caratteri adattativi per costruire le sue strategie
d’esistenza.
Dunque,
la religione è oppio dei popoli solo per chi vuole riempire di oppio i popoli
affinché non disertino dal gregge che è stato loro imposto. Sia che a questi
popoli sia stato imposto il gregge cristiano (con tutte le sue sfaccettature),
sia che sia stato imposto il gregge ebraico (con tutte le sue variabili), sia
che sia stato imposto il gregge islamico (con tutte le sue diversità), sia che
sia stato imposto il gregge buddista o induista (con tutte le sue
rappresentazioni). Ma non è la religione in sé oppio dei popoli; la religione è
un legame emotivo, perfezionato da caratteri evolutivi, che lega l’uomo al
mondo in cui vive e che gli permette di coltivare un futuro armonico fra le
proprie tensioni soggettive e l’oggettività in una comune fondazione del
futuro.
La
religione “non è ciò che è”, ma è ciò che noi vogliamo che essa sia. La
religione si riempie dei significati che NOI vogliamo attribuirle nella
fondazione delle relazioni fra noi e il mondo.
Se
per qualcuno la religione è solo oppio; solo l’oppio, per lui, sarà la
religione: solo “dipendenza e sottomissione” saranno i messaggi che trasmetterà
quando parla di religione.
8) IL PAGANESIMO POLITEISTA
COME RELIGIONE
Testo conferenza 1996
1) E' il passato come
relazione fra la Coscienza di Sé degli Esseri Umani e il Circostante Cosciente
di Sé.
2) E' il passato come relazione
fra gli Esseri Umani e le determinazioni del loro fare in relazione alle
determinazioni del circostante.
3) La regola fondamentale
del Paganesimo:
A) Io ti do (o ti
ringrazio) perché tu mi dai o mi darai.
B) Ho ricevuto, dunque io
do.
C) Mi prendo quanto a te
non serve (dunque non ti devo nulla).
D) Prendi quanto a me non
serve (dunque non mi devi nulla).
E) Io ti do in quanto
l'aumento della tua forza, del tuo Sapere, del tuo Fare aumenta la mia forza,
il mio Sapere, il mio Fare
4) Il "Paganesimo"
è il futuro in quanto costruisce l'oggettività (le condizioni) nelle quali gli
individui possono sviluppare il loro Potere di Essere attraverso le relazioni
col circostante.
5) Un "Pagano"
vive nel presente in funzione del futuro. Costruisce il futuro sviluppando
un'oggettività di Libertà per l'intera Specie Umana. Il "Paganesimo"
necessita dell'apporto della ricchezza di ogni diversità percettiva. Delle
specificità, delle percezioni, dello specifico apporto ideale di ogni singolo
Essere Umano.
6) Libertà nel
"Paganesimo" è Libertà del singolo Essere nel seguire la sequenza dei
suoi mutamenti per diventare eterno. La Libertà nel "Paganesimo" è
un'oggettività di Libertà nella quale seguire i mutamenti di ogni Libertà
individuale. Il "Paganesimo" non può assoggettare nessun Essere, pena
la sua distruzione.
7) Esistono tanti
"Paganesimi" quanti sono gli Esseri Umani ma percorrono un solo fiume
di mutamenti attraverso i quali diventare eterni.
8) Il
"Paganesimo" considera ogni Essere della Natura, ogni Pianeta, ogni
Essere Umano, ogni cosa nel circostante un dio che attraverso l'esercizio delle
proprie determinazioni e della propria volontà sviluppa il proprio Potere di
Essere per diventare eterno.
9) Il
"Paganesimo" considera che ogni volta che un Essere concentra la
propria attenzione per soddisfare un proprio bisogno relazionandosi con altri
Esseri con Necessità simili costruisce un Centro di Energia Vitale che qualora
diventi sufficientemente forte, attraverso le relazioni con altri Esseri che esprimono
uguali bisogni, acquista Coscienza di Sé e inizia un cammino che, attraverso
l'esercizio della propria volontà e le proprie determinazioni, tende a
perpetuarsi lungo una propria sequenza di mutamenti tentando di diventare
eterno. Questi centri, nel "Paganesimo", sono dei con i quali
costruire una relazione.
10) La DIVINITA' è
chiunque, "cosa" o "essere", percorre un sentiero di
sviluppo che attraverso l'uso della propria volontà tenda a diventare eterno
aiutando il circostante a diventare eterno attraverso lo sviluppo di ogni
specifico POTERE DI ESSERE!
----....----
Questa
fu la traccia esposta e illustrata nelle conferenze in relazione al concetto di
che cos’è la religione Pagana Politeista nel 1996.
Il
divino, nel Paganesimo Politeista, è rappresentato dagli oggetti del mondo in
cui il Pagano vive. Ed è la trasformazione del mondo in cui viviamo che
permette a nuovi divini di sorgere. Noi non sapremmo mai se quei divini
diventeranno effettivamente eterni, ma possiamo constatare come il loro esistere
sia il fondamento del presente in cui viviamo e da cui noi germiniamo. La Terra
continuerà le trasformazioni della sua coscienza di Sé anche quando l’Essere
Sole esploderà? Se ciò non fosse, la Terra ha permesso a centinaia di miliardi
di altri Esseri di iniziare il loro cammino verso l’eternità. E non c’è forse
un “pezzo dell’Essere Terra” dentro ad ognuno di noi?
Non è
facile, per chi è educato in un ambiente monoteista, comprendere che è
necessario mettere attenzione in ogni azione. Non è facile scorgere gli effetti
che ogni azione provoca nell’oggettività in cui viviamo. Non è facile
comprendere come i mutamenti, che noi attraversiamo, in fondo, sono solo
nostri. Diversi sono i mutamenti di una farfalla, di un virus, della Terra o
del Sole. Tempi e modi di essere, di esistere, di articolare le loro strategie
di vita.
Non è
facile, per chi è stato educato in un
ambiente monoteista, comprendere come il tempo oggettivo, che noi misuriamo con
i nostri orologi, altro non è che un tempo irreale in quanto gli Esseri,
qualunque Essere della Natura, ha un infinito numero di tempi soggettivi sui
quali e nei quali organizza la sua esistenza. L’orologio è una misura sociale,
non una misura della vita. Triste è quella vita che si conforma all’orologio
anche quando non deve ottemperare a obblighi sociali. Triste è quell’organismo
che soggettiva il tempo degli orologi per la manifestazione delle proprie
necessità. Così non potremmo mai percepire l’infinito tempo in cui vive una
farfalla o l’attimo in cui si brucia la nostra esistenza se non quando, ormai,
stiamo per morire e non abbiamo messo in atto un numero sufficiente di scelte e
di strategie con le quali dare l’assalto all’infinito dell’esistenza.
Lusiana,
25.08.2007
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Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell'Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 Marghera - Venezia
tel. 041933185
e-mail: claudiosimeoni@libero.it
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