Il rumore di fondo
e i legami empatici col mondo.

Tredicesima parte

Claudio Simeoni

Questo è un capitolo del libro: "La formazione della percezione e la qualità dei fenomeni percepiti"

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Mondadori

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891185822

 

Indice pagine sulla formazione della percezione

 

Percezione e Stregoneria - Tredicesima parte
Il rumore di fondo e i legami empatici col mondo.

Nel Libro dell'Anticristo la separazione fra l'immenso dei fenomeni percepiti nel mondo e la frazione della coscienza razionale che elabora una piccola parte dei fenomeni che concorrono a formare la nostra descrizione del mondo, l'ho definita "barriera del GIH". Una sorta di barriera fisica, psicologica ed emotiva che funge da separazione fra la ragione che pensa il quotidiano e l'immenso della vita che ha costruito ciò che siamo e che ci trasforma in ciò che saremo.

La definizione doveva soddisfare le esigenze del discorso che identificava la relazione fra la coscienza razionale e l'immenso da cui la coscienza razionale appare come separata.

Capita però che qualche tipo di ricerca neuronale scopra qualche cosa che la scienza, espressione della ragione che descrive il mondo, prima non aveva considerato e che, proprio per non averlo considerato, scartava aprioristicamente dal proprio orizzonte culturale.

Dal giornale Il Gazzettino del 20 settembre 2006

"Udine scopre nel cervelletto il radar delle stranezze

[...]

Si era liquidato con un diminutivo, ma negli ultimi anni si stava acquisendo sempre maggior consapevolezza del fatto che il cervelletto, collocato nella parte posteriore della scatola cranica, non fosse semplicemente il regolatore dei movimenti volontari. Questa ricerca ha permesso di scoprire che é proprio in questa sede che parte l'allerta in caso di stimoli diversi da quelli noti: é il "radar" che capta le stranezze.

"E' un direttore d'orchestra delle sensazioni" lo definisce Domenico Restuccia, direttore del day ospital de "la nostra famiglia" di Udine che ha condotto l'indagine. Così il passaggio di un treno ci fa sussultare durante una gita, ma diventa rumore di fondo, indistinto e neppure colto, per chi vive nei pressi dei binari. "Già una decina di anni fa il finlandese Naataanen aveva osservato che il cervello registra anche quello che non viene portato a livello dell'attenzione e che la risposta era diversa a fronte di uno stimolo regolare". Ricorda Domenico Restuccia, "Si era visto che lesioni nel cervelletto inducevano incerti deficit sensitivi ma noi volevamo stabilire se si trattasse di un'anomalia a livello più elementare o che coinvolgesse processi più complessi". Come e dove si elaborassero queste informazioni e sensazioni per indirizzarle poi al cervello non era noto. E non era semplice ottenere la prova che nel cervelletto fossero racchiuse queste potenzialità, così si é fatto ricorso da un "esperimento". "Si trattava di somministrare un piccolo stimolo elettrico, non doloroso e regolare – come spiega il dottor Restuccia - , al pollice dei candidati al test, mentre, di tanto in tanto, veniva fatto giungere uno impulso sempre trascurabile al mignolo e frattanto l'attenzione veniva distolta da un'attività più impegnativa come la lettura". Ebbene, il tracciato elettroencefalografico dei soggetti sani, per effetto degli stimoli percepiti inconsciamente come anomali, attivava anche aree cerebrali associative prossime a quelle coinvolte come risposta ad uno stimolo normale, l'"onda" insomma aveva una risposta più ampia, mentre questa capacità non sussisteva nelle persone che presentavano una lesione nel cervelletto. [...] (articolo di Patria Disnan)

Si scopre, in sostanza, la capacità di eliminare dall'attenzione tutto il rumore di fondo. Una capacità che, secondo questi operatori, sarebbe operata dal cervelletto.

Non viene eliminata la percezione del fenomeno scartato dalla coscienza razionale e non viene eliminata l'elaborazione del fenomeno in quanto viene percepito. Viene soltanto allontanato dall'attenzione e dalla coscienza.

Quando si osserva un paesaggio e si dice: "Là c'é una mucca!". La nostra attenzione si fissa sulla mucca e il paesaggio in cui la mucca é inserita tende a sparire dal nostro orizzonte razionale percettivo. La mucca ha attratto la nostra attenzione, ma molti avvenimenti accadono nel paesaggio che sta sotto ai nostri occhi e noi o li vediamo e li collochiamo in una situazione di fondo, in una sorta di magazzino della memoria (qualcuno direbbe subconscio), oppure ne ignoriamo l'accadimento in quanto non é di nostro interesse, oppure, ancora, non ne cogliamo razionalmente il significato ma lo cogliamo con la nostra elaborazione profonda che va a costruire, delle vere e proprie analisi dissociate della realtà in cui viviamo. Eppure, tutto ciò esiste, ma per noi é solo "rumore di fondo" separati dalla coscienza razionale entro la quale si collocano gli eventi che sono oggetto della nostra attenzione. Quelle analisi dissociate, quando ne abbiamo necessità o quando non siamo più in grado di controllare la separazione, si presentano alla coscienza razionale con la maschera di modelli esteriori presi dalla coscienza razionale.

Provate ad estendere l'azione del cervelletto in tutta l'attività quotidiana. Noi viviamo un quotidiano che può essere considerato SEMPRE come un rumore di fondo. In quel quotidiano, ogni tanto, ci sono degli accadimenti che attraggono la nostra attenzione o coinvolgono le nostre emozioni. Questi accadimenti vengono vissuti con passione, o, comunque, con intensità emotiva, ed entrano a far parte della nostra memoria e delle trasformazioni che noi mettiamo in atto nella nostra esistenza. Emergono dal "rumore di fondo".

Quante volte avremmo potuto essere coinvolti in trasformazioni emotive e, invece, abbiamo chiuso gli avvenimenti che ci sollecitavano ad agire nel "rumore di fondo" del nostro vissuto senza concentrare su di essi la nostra attenzione e le nostre emozioni? In alcune persone la vita é solo un rumore di fondo. In altre persone la vita é una sequenza di avvenimenti che stupiscono. Alcune persone vivono con le emozioni esposte, altre persone hanno soffocato così tanto le loro emozioni che soltanto avvenimenti travolgenti o drammatici possono scuoterle.

C'é una base biologica nella scelta di alcuni comportamenti che rispondono a stimoli o bisogni anziché a comportamenti diversi, ma la base biologica é stata organizzata, costruita e finalizzata in base alle relazioni che l'individuo ha costruito fra sé e il mondo che lo circonda. E se quella base biologica é costruita mediante le scelte che l'individuo ha fatto (o é stato costretto a fare), ci sono delle scelte che l'individuo può fare per modificare la sua stessa base biologica anche se queste scelte comportano una trasformazione dell'individuo e un grande dolore per avviare la trasformazione stessa.

Questa base biologica ci permette di spiegare un principio fondamentale della magia: la capacità dell'Essere Umano di osservare quanto gli sta attorno. Scorgere e stupirsi degli accadimenti separandoli dal rumore di fondo della sua esistenza. Scegliere dal rumore di fondo della propria esistenza gli elementi, i fenomeni, gli stimoli da considerare in base alle proprie predilezioni. Scelgo, dunque, metto in atto delle trasformazioni: opero magicamente il cambiamento. Dove, il potere della magia sta nella mia scelta.

Una persona vive circa 80 anni solari. In questi ottanta anni affrontiamo un numero altissimo di situazioni che ci modificano, ma che tuttavia sono una piccola parte delle possibilità che abbiamo di trasformarci, imparare e divenire. Il cervelletto ci permette di non venir soffocati dall'immenso dei fenomeni che richiederebbero la nostra attenzione e la nostra analisi. Per contro, c'é una tensione dentro di noi, un dolore, ogni volta che affrontiamo qualche cosa di nuovo e che quel qualcosa di nuovo ci costringe a modificarci nella relazione che instauriamo con esso. La trasformazione, generata dalla relazione, é MAGIA. Una magia che può entrare nella nostra consapevolezza o meno; che si può calare più o meno profondamente in noi; che può decidere la direzione delle successive modificazioni.

Sta a noi scegliere se quella trasformazione va relegata nel rumore di fondo della nostra esistenza o se deve, o può, costituire la base per nuove e diverse trasformazioni.

Il sistema individuato da questa ricerca ci permette di capire il meccanismo con cui l'individuo, pur percependo un numero infinito di fenomeni e di sensazioni, può relegare tutto nel magazzino del "rumore di fondo" distinguendo ciò che é importante da ciò che, in quel momento, alla sua coscienza razionale, non lo é.

Il bambino, appena nato, non ha rumore di fondo. Tutto si presenta alla sua attenzione, con forza e determinazione. Poi il sonno, che disintegra la sua coscienza, gli permette di mettere molti fenomeni nel fondo della sua attenzione, lontani dall'eccitazione emotiva, ignorati. Questo processo, quando é troppo violento, ci porta ad ignorare il mondo, quando é troppo leggero, crea le ossessioni. Quando ne prendiamo il controllo mediante la nostra volontà spostiamo la nostra attenzione sullo sfondo della nostra esistenza facendo emergere i protagonisti della vita che ci circondano. Melinoe: i fantasmi dell'esistenza. Emergono da un indistinto i fenomeni importanti; li riconosciamo; li portiamo all'attenzione; li analizziamo e li NOMINIAMO. Ciò che era indistinto, ciò che era assodato, ora emerge come fenomeno preciso su cui si punta l'attenzione facendolo diventare un elemento importante della nostra vita. E' un po' come la ragazza che abbiamo frequentato per mesi, per lavoro, o per dovere, poi, un giorno, ci si innamora, la si guarda con occhi diversi. Ciò che era rumore di fondo, le mille persone che ogni giorno passano davanti ai nostri occhi, emerge, tocca le nostre emozioni, diventa importante.

E' la magia della trasformazione alimentata dalle emozioni che ci permette di riconoscere ciò che per molti é ancora rumore di fondo della loro esistenza.

Quante cose possiamo pescare dal rumore di fondo della nostra vita. Quante personalità dissociate abbiamo costruito dentro di noi elaborando fenomeni e bisogni in maniera diversa in base a mille possibilità che abbiamo relegato nel rumore di fondo delle possibili personalità nelle quali avremmo potuto, se ce ne fosse stato bisogno o se ne avessimo incontrato la necessità, inserire la nostra attenzione. E ognuna di quelle elaborazioni dissociate, qualora avesse avuto la nostra attenzione, era capace di condurci a percorrere sentieri in foreste incantate in cui le nostre emozioni avrebbero abitato relazioni sconosciute.

Pagina scritta dicembre 2006

Presentate ogni giovedì in Radio Gamma5 dal giorno 07 dicembre 2006 (questa febbraio 2007, presenti in prima stesura sul sito federazionepagana.it).

Revisionata 22 gennaio 2015 (la pagina è stata modificata)

Indice di "la formazione della percezione e la qualità dei fenomeni percepiti"

 

 

 

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Foto scattate alla Biennale di Venezia

La percezione

La percezione è il modo con cui selezioniamo e facciamo nostri i fenomeni provenienti dal mondo. La percezione cresce e si modifica nell'individuo in base alle sue scelte in relazione alle sollecitazioni che riceve dal mondo. Sia da parte della Natura che da parte della società. Come la percezione dei fenomeni del mondo può essere ridotta, rispetto ad un ipotetico modello desunto dalla media sociale, così può essere ampliata in quantità e qualità anche se i limiti rimangono quelli del divenuto della specie umana. Mentre il cristianesimo riduce la percezione dell'uomo alla parola con cui il suo dio padrone ha "creato" il mondo, la Stregoneria tende ad ampliare la percezione rendendola uno strumento attivo nella pratica dell'abitare il mondo da parte dell'uomo.