Il cervello nello stomaco e la percezione extrasensoriale.
I legami empatici col mondo.

Undicesima parte

Claudio Simeoni

Questo è un capitolo del libro: "La formazione della percezione e la qualità dei fenomeni percepiti"

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Mondadori

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891185822

Percezione e Stregoneria - undicesima parte
Il cervello nello stomaco. I legami empatici col mondo.

Scoprire che nello stomaco c'è una concentrazione i neuroni tali da essere considerati un vero e proprio cervello, non comporta, da parte della scienza, la scoperta di come funziona e di come l'uomo usa tale cervello. Comporta, per la scienza, l'introduzione di tutta una serie di punti interrogativi sulla formazione della percezione dell'uomo e sul reale funzionamento della percezione data dal corpo in relazione alla sua coscienza: se c'è un "cervello nello stomaco", nulla vieta che nello stomaco ci possano essere altre concentrazioni di capacità di percezione che la scienza, partendo dai cinque sensi aristotelici, non ha ancora individuato e che concorrono a formare la percezione umana.

La scienza può dirci, progressivamente, scoperta dopo scoperta, cosa lei ha capito dell'uomo, non come l'uomo è. L'uomo vive e abita il mondo, può sviluppare alcune cose dentro sé stesso o annichilirne altre, sia sul piano fisico che sul piano psichico-emotivo. La scienza può mettere a punto dei programmi per ottenere dei risultati, ma è l'uomo che abita il mondo che conosce le variabili delle possibili risposte: la scienza può mettere a punto la pubblicità del dentifricio, ma quando la pubblicità supera la soglia del bisogno e delle necessità umane, quella pubblicità nell'uomo si trasforma in fastidio e in repulsione.

Scoperte continue da parte della scienza, ma anche quesiti che si presentano alla scienza e che la scienza ha sempre guardato con sufficienza. Non si tratta soltanto di risposte psicologiche, ma di risposte fisiche, organizzazione neuronale, rilascio di sostanze che costruiscono connessioni cerebrali o invadono il corpo fisico. Un corpo che nel suo complesso si adatta al mondo che percepisce. Oppure, l'ultima scoperta secondo cui il nervo vago è la connessione fra un vero e proprio cervello situato nello stomaco con una complessità neuronale pari al 10 per cento del cervello centrale e la parte profonda del cervello centrale. Un cervello nello stomaco connesso al cervello centrale.

Cosa significa la scoperta del "cervello nello stomaco"?

Significa avere più elementi per capire e spiegare la percezione delle persone non solo in relazione al cibo e al contenuto degli oggetti che ingurgitiamo, ma la gestione di una "tensione" con la quale palpiamo una realtà del mondo per selezionare quello che ci è utile da quello che non ci è utile. E' come se dal nostro stomaco uscissero dei "peli" sensibili con cui percepiamo e analizziamo l'ambiente. Non sono "peli" materiali, sono "un'altra cosa". Il cervello nello stomaco analizza, come il cervello centrale, l'ambiente esterno legando quanto analizza alla struttura emotiva degli individui attraverso il nervo vago. Come questo avviene, io non lo so, mica sono uno scienziato. Io pratico Stregoneria e nel mio vivere, per quanto riguarda la mia attività, è attraverso lo stomaco che posso conoscere "ciò che sono o non sono" le cose con cui entro in relazione.

Scrive il giornale Salute di Repubblica del 03 novembre 2005

"Intestino, un secondo cervello

Una fitta rete di neuroni per regolare il meccanismo fame-sazietà

Non uno, ma due cervelli: il primo il Sistema Nervoso Centrale (SNC) è una "vecchia" conoscenza e si trova nel cranio. Il secondo, invece, è scoperta recente: è il sistema nervoso enterico e ha sede nell'intestino. Trait d'union: il nervo vago.

Secondo cervello: così è stato ribattezzato l'intestino da Micael D. Gershon, autore del saggio best-seller in tema, "The second brain" e direttore del dipartimento di anatomia e biologia della Columbia University di New York, nonché componente di spicco di un gruppo di ricercatori che da anni studiano i rapporti fra il cervello e l'intestino. Il compito del secondo cervello, o cervello viscerale? "Gestire in quasi totale autonomia rispetto al (SNC), ogni aspetto e fase del processo digestivo, dall'esofago allo stomaco, dall'intestino tenue al colon: E per risolvere questo compito il sistema nervoso enterico usa gli stessi strumenti dell'SNC, ovvero una fitta rete di circuiti neuronali, neurotrasmettitori e proteine. Per esempio, per regolare l'assunzione del cibo, produce due molecole: l'oleiletanolamide, che induce sazietà ed è prodotta dopo i pasti, e l'anandamide che invece stimola l'appetito ed è sintetizzata in fase di digiuno", dice Cestaro. Anche il 90 per cento circa di serotonina, la sostanza che ha un ruolo fondamentale nella selezione di benessere (e di buonumore), è prodotto nell'intestino dove agisce come neurotrasmetitore e meccanismo di segnalazione. In sintesi: è proprio nell'intestino che vengono prodotti neurotrasmettitori e proteine che contribuiscono al buon funzionamento del SNC e, dunque, dell'intero apparato bio-cibernetico: il corpo. E, sempre il cervello enterico, secerne sostanze psicoattive (oppiacei, antidolorifici e calmanti) che influenzano gli stati d'animo.

Da questa importante scoperta è nata la neurogastroenterologia, che studia le reazioni fra digestione e umore e apre a nuove prospettive dietetiche e curative nelle quali l'alimentazione gioca un ruolo chiave.

Ma la scoperta del cervello viscerale avvalora, in qualche modo, anche principi propri della psicoanalisi e della psicosomatica, ovvero l'associazione tra pancia (intestino) ed istinti-emozione-inconscio. Inoltre, indirettamente, avvalorale pratiche salutistiche e di medicina naturale che affidano un ruolo basilare al riequilibrio delle funzioni intestinali nella cura di svariati disturbi . Articolo a firma (c.bor.)

Legare al cibo e alle funzioni digestive il cervello scoperto nello stomaco appare, a prima vista, la conclusione più ovvia. Troppo scontata e troppo banale.

Il cervello dello stomaco è collegato alla struttura più antica del cervello centrale, la struttura emotiva. Il nervo vago non collega solo la struttura emotiva al cervello nello stomaco, ma anche la struttura emotiva del cervello centrale al cuore. Percezione delle emozioni esterne da noi; insorgenza dell'emozione dentro di noi e il cuore che adegua la struttura neuro-vegetativa all'azione delle emozioni.

Noi pensiamo di percepire le emozioni con i sensi mediante segnali non verbali che passano comunque dai sensi, non pensiamo di percepire le emozioni dal mondo mediante lo stomaco. Di essere legati al mondo mediante lo stomaco; di leggere un aspetto del mondo in sé mediante lo stomaco. Noi pensiamo che il cordone ombelicale che ci legava un tempo al mondo, quando eravamo dei feti, sia stato reciso. Ma l'organo che ci legava al mondo mentre eravamo in pancia della madre si chiamava "cervello dello stomaco" e quel cervello ha continuato a legarci al mondo, solo che il mondo è diverso, diverso è quel cordone ombelicale. Non pensiamo alle implicazioni di aver costruito noi stessi attorno all'ombelico, il cordone ombelicale, non pensiamo che vivendo nel mondo continuiamo a costruirci attorno ad un altro tipo di cordone ombelicale: il secondo si sostituisce al primo come qualità.

La scoperta avvalora un'altra capacità extrasensoriale delle persone: la capacità di leggere dentro gli oggetti del mondo in base alle proprie necessità. Sapere che cosa porta al benessere e che cosa è nocivo. L'empatia dello stomaco con gli oggetti del mondo: le assonanze. L'origine della volontà d'esistenza. Capire quale pianta è commestibile e quale non lo è. Quale erba funziona per il nostro benessere e quale è velenosa. Gli Esseri Umani conoscono come sapere culturale, non conoscono come capacità di costruire delle assonanze, delle relazioni empatiche, fra l'uomo e il mondo in cui vive. Eppure, cinque milioni di anni fa l'Essere Umano sapeva che cosa gli avrebbe nuociuto e lo distingueva da quello che lo avrebbe nutrito o col quale avrebbe ripristinato il proprio benessere (e anche 20, 50 o 100 milioni di anni fa, quando il cervello centrale era diverso).

Sentire il mondo con lo stomaco; reagire agli stimoli del mondo con lo stomaco. Erano delle reazioni note. L'ansia si manifesta sullo stomaco; aspettative ansiose bloccano lo stomaco. La psicologia già ci lavorava, ma l'educazione impediva alla percezione dello stomaco di giungere alla coscienza. Solo che il cervello dello stomaco è un equilibratore dell'intero organismo:

"Anche il 90 per cento circa di serotonina, la sostanza che ha un ruolo fondamentale nella selezione di benessere (e di buonumore), è prodotto nell'intestino dove agisce come neurotrasmettitore e meccanismo di segnalazione. In sintesi: è proprio nell'intestino che vengono prodotti neurotrasmettitori e proteine che contribuiscono al buon funzionamento del SNC e, dunque, dell'intero apparato bio-cibernetico: il corpo."

Il benessere con cui affrontiamo la nostra esistenza è segnalato dal cervello dello stomaco che provvede a regolare il buon funzionamento del cervello centrale e dell'intero corpo dell'individuo. Ma se il cervello dello stomaco segnala il benessere, segnala anche ciò che ostacola il benessere e sollecita la soluzione del problema che agisce come ostacolo e lo segnala mediante un segnale empatico. Così il bisogno di un cibo particolare, il piacere di un gusto per sopperire a delle carenze alimentari fa parte della ricerca di equilibrio che il nostro cervello dello stomaco ritiene importante. Quando l'organismo è in sofferenza si acuisce il bisogno di specifici elementi e si è attratti dagli elementi presenti in cibi specifici.

In Stregoneria faceva parte dell'arte di ascoltare il mondo. Imparare a sapere che cosa era importante per noi. Sentirlo sullo stomaco. Ascoltare il mondo con lo stomaco. Era una capacità extrasensoriale della quale, la scienza, ha trovato una base fisiologica.

Ma ora che la scienza mi ha dato la spiegazione: "Tu puoi ascoltare il mondo che ti circonda perché nel tuo stomaco c'è un vero e proprio cervello collegato al cervello centrale mediante il nervo vago!" A me cambia qualche cosa? La scienza mi ha facilitato nella mia attività di ascoltare il mondo mediante il mio cervello nello stomaco e di portare il percepito alla coscienza?

La scienza ha dato una spiegazione di ciò che fa un aspetto della Stregoneria, ma le persone che non sono educate ad ascoltare i segnali dentro di loro continueranno a non ascoltare i segnali dentro di loro. Continueranno a non percepire il mondo mediante il loro stomaco e anche quando lo percepiranno i fenomeni percepiti non giungeranno alla loro coscienza.

Ben venga dunque la ricerca scientifica, ma non cambia l'attività dello Stregone nel tentativo di usare tutti gli strumenti che possiede per affrontare al meglio la sua esistenza.

Ora dovrebbero essere gli altri, quelli che non percepiscono i fenomeni del mondo mediante lo stomaco a chiedersi perché loro non lo fanno e anche quando lo fanno alla loro coscienza si presenta solo qualche cosa di confuso. Ma non se lo chiederanno. Per loro è solo una curiosità. Una curiosità della quale si può chiacchierare e stupirsi. Dovrebbero fare come gli Stregoni. Gli Stregoni si chiedono: "Perché sento così poco?". Gli altri dovrebbero chiedersi: "Perché non sento niente pur avendo un cervello nello stomaco?"

La risposta la dà il Crogiolo dello Stregone, ma questa è un'altra storia!

Pagina scritta dicembre 2006

Presentate ogni giovedì in Radio Gamma5 dal giorno 07 dicembre 2006 (questa febbraio 2007, presenti in prima stesura sul sito federazionepagana.it).

Revisionata 20 gennaio 2015 (la pagina è stata quasi completamente riscritta)

Indice di "la formazione della percezione e la qualità dei fenomeni percepiti"

 

 

 

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Foto scattate alla Biennale di Venezia

La percezione

La percezione è il modo con cui selezioniamo e facciamo nostri i fenomeni provenienti dal mondo. La percezione cresce e si modifica nell'individuo in base alle sue scelte in relazione alle sollecitazioni che riceve dal mondo. Sia da parte della Natura che da parte della società. Come la percezione dei fenomeni del mondo può essere ridotta, rispetto ad un ipotetico modello desunto dalla media sociale, così può essere ampliata in quantità e qualità anche se i limiti rimangono quelli del divenuto della specie umana. Mentre il cristianesimo riduce la percezione dell'uomo alla parola con cui il suo dio padrone ha "creato" il mondo, la Stregoneria tende ad ampliare la percezione rendendola uno strumento attivo nella pratica dell'abitare il mondo da parte dell'uomo.