Che cos'è la percezione extrasensoriale.
Perché e come si manifesta

Settima parte

Claudio Simeoni

Questo è un capitolo del libro: "La formazione della percezione e la qualità dei fenomeni percepiti"

Il libro si può ordinare all'editore Youcanprint

Oppure, fra gli altri anche su:

Mondadori

Feltrinelli

Ibs

Cod. ISBN 9788891185822

 

Indice pagine sulla formazione della percezione

 

Percezione e Stregoneria - Settima parte
Che cos'è la percezione extrasensoriale. Perché e come si manifesta.

Nel crescere noi operiamo un'apertura verso un futuro e una chiusura verso il passato. Da cosa è composto il passato? Da tutto ciò che la specie della natura cui apparteniamo ha costruito in ogni singola generazione nel suo vivere per sfida e che ci ha lasciato in eredità attraverso quella trasmissione genetica che oggi, grazie alla ricerca scientifica, possiamo individuare nella catena del DNA e nel RNA.

La scienza fa il suo lavoro, la Stregoneria fa il proprio.

La Stregoneria agisce sull'uomo che abita il mondo, la scienza tenta di descrivere l'uomo che abita il mondo e tenta di dire perché lo abita (quando ci riesce).

Nel processo di selezione della percezione che l'individuo compie fin da quando è spermatozoo e ovulo, ad ogni scelta che alimenta un tipo di percezione sulla quale concentra la sua attenzione e alla quale risponde mediante le sue azioni, scarta un altissimo numero di possibilità. Il mondo in cui nascerà gli richiede un certo tipo di percezione, un certo modo di usare la propria attenzione, di rispondere in quel modo alle sollecitazioni dei fenomeni del mondo. Ne segue che l'individuo fin da quando è spermatozoo e ovulo mette in atto azioni di adattamento per vivere al meglio nel mondo in cui nascerà. In questa selezione della percezione l'individuo scarta molti modi di percepire il mondo, molti sistemi attraverso i quali costruire la sua conoscenza e molti organi, alla sua attenzione avranno solo una funzione e solo quella.

Molte delle possibilità di percezione che l'individuo ha scartato per adattarsi, non si presenteranno più, ma molte altre possibilità di percepire e di interpretare il mondo sono ancora dentro di noi o per funzione di organi alle quali sono state sovrapposte altre funzioni o organi che sono diventati silenziosi, ma che si attivano in situazioni particolari, o organi la cui gamma d'azione è stata ristretta affinché combaci col modello imposto dalla ragione. Inoltre, dentro all'individuo continuano a funzionare sistemi di interpretazione e analisi della realtà vissuta i cui risultati vengono tenuti separati dalla ragione. In quest'ultimo caso possiamo dire che l'individuo vive due diverse forme di coscienza. Una la chiamiamo coscienza esistenziale perché comprende l'individuo nella sua interezza e l'altra la chiamiamo coscienza razionale o coscienza quotidiana perché contiene solo la coscienza razionale del mondo in cui l'individuo vive.

Noi agiamo nel mondo con la nostra coscienza razionale, ma a questa coscienza giungono segnali sotto forma di insorgenza emotiva, sensazioni, desideri, bisogni, ecc. che provengono dalla coscienza esistenziale e che non sempre la coscienza razionale riesce a piegare e inserire nelle proprie categorie di pensiero.

Quando, nell'affrontare la realtà in cui viviamo insorge un segnale dalla coscienza esistenziale che invade la coscienza razionale con tanta forza da esprimersi nei sensi come usati razionalmente, quella è l'espressione di una "percezione extrasensoriale".

In sostanza, per avere molte "percezioni extrasensoriali" dobbiamo o trasferire la coscienza esistenziale nella coscienza razionale (e questo è impossibile se non, forse, per qualche patologia psichiatrica gravemente debilitante) oppure, rendere la coscienza razionale più agile, più mobile e più ricettiva al "nuovo" in modo che un numero maggiore di segnali che ci servono nella nostra attività quotidiana possano affluire alla coscienza razionale per il significato che hanno e non per ciò che la coscienza razionale vuole che siano.

Scopo di questo lavoro è riuscire a far comprendere come la percezione extrasensoriale sia, sia naturale che "sviluppabile" mediante l'attività dell'individuo.

Non definisco una "capacità extrasensoriale" o che cos'è una "capacità extrasensoriale", ma cerco di capire, data la manifestazione del segnale che insorge nell'individuo, come può quel segnale tornarmi utile, come lo posso fissare dentro la mia attività, se lo posso riprodurre. Dopo di che, data la presenza di questo effetto, che certamente non è solo mio, ma che si manifesterà in altri individui sia pure con modalità espressive diverse, mi avvalgo della ricerca scientifica per sapere se esistono delle basi fisiologiche, fisiche o psicologiche che possono manifestare quell'effetto.

In altre parole, mi preoccupo di informarmi se quello che avviene in me sia un'illusione, un'allucinazione, ecc., oppure ci siano delle basi che possano in qualche modo farmi pensare ad una possibilità oggettiva dell'effetto su cui concentro la mia attenzione.

Il confine fra percezione extrasensoriale e patologia psichiatrica è molto sottile perché spesso gli organi capaci di far sorgere effetti di percezione extrasensoriale, sono quelli che, in altre situazioni, producono effetti riconducibili alla malattia psichiatrica.

Con il Crogiolo dello Stregone ho tracciato la via per sviluppare le capacità sensoriali ed extrasensoriali, con questo lavoro voglio dimostrare come la "scienza" conferma la presenza di un fondamento fisiologica di ciò che Il Crogiolo dello Stregone indica.

Ogni lavoro che si inizia, in questo campo, dovrebbe essere sviluppato all'infinito, ma io sono costretto a chiuderlo per dedicarmi ad altri argomenti. E devo chiuderlo perché una volta individuati i meccanismi della percezione extrasensoriale, gli effetti e il tipo di percezione appartiene alla soggettività del singolo individuo. Continuare una volta individuato il meccanismo significa parlare dell'effetto del meccanismo. Quando si fa questo si arriva ad esprimere la "verità espressiva dell'oggetto", in questo caso della specifica percezione extrasensoriale, dimenticando che la percezione appartiene al singolo soggetto, non ad una verità, ad una forma, della percezione come avviene nella coscienza razionale.

Per il momento ho individuato nove situazioni che spiegano alcuni fenomeni che normalmente vengono attribuiti alla percezione extrasensoriale e dei quali la ricerca scientifica ha individuato una realtà fisiologica.

Pagine scritte nel novembre 2006

Presentate ogni giovedì in Radio Gamma5 dal giorno 07 dicembre 2006 (presenti in prima stesura sul sito federazionepagana.it).

Revisionata 15 gennaio 2015

Indice di "la formazione della percezione e la qualità dei fenomeni percepiti"

 

 

 

 

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Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell'Anticristo

Membro fondatore
della Federazione Pagana

Piaz.le Parmesan, 8

30175 Marghera - Venezia

Tel. 3277862784

e-mail: claudiosimeoni@libero.it

Foto scattate alla Biennale di Venezia

La percezione

La percezione è il modo con cui selezioniamo e facciamo nostri i fenomeni provenienti dal mondo. La percezione cresce e si modifica nell'individuo in base alle sue scelte in relazione alle sollecitazioni che riceve dal mondo. Sia da parte della Natura che da parte della società. Come la percezione dei fenomeni del mondo può essere ridotta, rispetto ad un ipotetico modello desunto dalla media sociale, così può essere ampliata in quantità e qualità anche se i limiti rimangono quelli del divenuto della specie umana. Mentre il cristianesimo riduce la percezione dell'uomo alla parola con cui il suo dio padrone ha "creato" il mondo, la Stregoneria tende ad ampliare la percezione rendendola uno strumento attivo nella pratica dell'abitare il mondo da parte dell'uomo.